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Le ricerche del maialino
Asino

LAsino è classificato nellordine dei perissodattili (i perissodattili sono quadrupedi i cui arti poggiano su di un solo dito, il medio, protetto da una robusta unghia che prende il nome di zoccolo).
La famiglia è degli equidi, di cui fanno parte gli zebrati. E' mammifero. Dopo le zebre, gli asini sono gli equini selvatici più numerosi
Nell'asino i mantelli più comuni sono il baio scuro, il nero e il
grigio che sfumano al chiaro nello sterno e nell'addome.
Ha poca criniera. Rispetto al cavallo presenta una statura e un peso inferiori, orecchie
lunghe, collo lungo, tronco relativamente corto.

Robusto, benchè sensibile al freddo (e ciò ne ha limitato la diffusione nelle regioni
fredde), per certi lavori è preferito al cavallo, particolarmente come animale da
soma, oppure da sella.
E' un animale semplice, generoso, sicuro e molto resistente nella corsa rapida su terreno accidentato.
Dotato di udito, vista e olfatto acuti.
Il suo
comportamento, come del resto anche quello del cavallo, dipende da come il proprietario lo
tratta: reagisce bene se ben alimentato, ben curato, ed accudito: è intelligente,
affettuoso, ubbidiente.
Ovviamente se maltrattato, male alimentato, sfruttato, come spesso succede, diventa cocciuto e testardo.
Lasino si accontenta di alimenti molto grossolani, ma esige acqua purissima, e la predilige leggermente salata.
Il suo verso è il raglio che ha toni molto acuti e bassi.
Gli asini vivono in branchi costituiti da 5 a 20 o più individui
guidati da uno stallone o da una femmina anziana. La
sua età si riconosce dai denti, con difficoltà dopo i 7 o 8 anni.
Laltezza al garrese varia con le razze: da un minimo di 80 cm. fino a 1,50 mt. circa. Vive fino
a 25-30 anni. La durata della gravidanza è di 370-380 giorni.
Gli asini comuni sono le risultanze di così tanti incroci, che è
impossibile stabilirne la razza.
Spesso presentano tracce di zebratura sulle gambe, una linea longitudinale scura sul dorso
e una trasversale sulle spalle.
Questi disegni ancestrali si riscontrano con maggior frequenza negli asini egiziani,
che sono i più vicini alla forma selvatica.

I pochissimi resti fossili trovati nelle epoche terziaria e
quaternaria (a Pianosa e in Algeria), non sono sufficienti a caratterizzare gli antenati
dell'asino. Due sono le ipotesi accreditate, la prima che lasino sia
cronologicamente più lontano dalle forme ancestrali polidattili, registrate per il
cavallo oppure che la sua evoluzione sia avvenuta in una propria area geografica da un
ramo parallelo a quello del cavallo.
Originari dell'Africa, gli asini domestici si adattano particolarmente bene ai climi aridi e caldi. Dall'Egitto, attraverso l'Asia minore e la Turchia, si sono diffusi dapprima nei balcani e poi, nel IX secolo hanno raggiunto l'Europa centro-occidentale.
Gli Asini sono diffusi in località steppose o desertiche e pietrose. Nell'Africa costiera orientale e settentrionale, nella Siria, Mesopotamia, Persia, Turkestàn, Kashmir, Ladak, Tibet, Mongolia, Siberia Meridionale.
LAsino
domestico discende dallasino somalo e da quello nubico. Si ritiene che
laddomesticamento dellasino abbia preceduto quello del cavallo.
Il mulo è l'ibrido dell'asino maschio con la giumenta, mentre l'ibrido dello stallone con l'asino è detto bardotto (questa unione risulta più difficile della precedente).
In genere il mulo è più grosso del bardotto perchè le dimensioni
del figlio dipendono fortemente da quelle della madre.
In Italia l'allevamento dell'asino dal dopoguerra ad oggi ha subito un tracollo.
Similmente a quanto avvenuto per il cavallo, la diminuzione degli asini è legata alla
diffusione della impiego di macchinari in agricoltura.