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La lince

 lince

La lince è un mammifero felino e carnivoro, appartenente alla famiglia dei felidi.

E' più grande di un gatto selvatico, ha le zampe molto più lunghe. Il pelo è lungo e morbido, le orecchie sono dritte con dei ciuffi di peli sulla sommità. Il peso va da 20 a 30 chili ed è lunga circa 100/130 cm.; è alta circa mezzo metro all'altezza delle spalle.

E' un animale solitario e silenzioso. Ha vista e udito eccezionali, percepisce il minimo fremito: riesce a saltare sui rami anche a  2,50 m d'altezza, e piomba sulla preda con una velocità impressionante.
La lince ha bisogno di uno spazio di enorme estensione: ha la capacità di muoversi su una superficie di oltre 400 chilometri quadrati.

La sua alimentazione è varia: cerbiatti, lepri, volpi, daini, caprioli, topi, uccelli invertebrati, ecc..

lince

La stagione degli amori vanno tra dicembre e marzo e in questo periodo emette una specie di lamento di richiamo. Intorno ad aprile / maggio (dopo due mesi e mezzo dall'accoppiamento) nascono da 1 a 4 cuccioli già dotati di pelliccia ma totalmente ciechi. I piccoli rimangono da soli nella tana, la mamma va a caccia.

lince cucciolo

Più tardi cominciano a cacciare con la mamma: è fondamentale guardarla come caccia e imparare da lei. 

A 8 mesi hanno ancora i denti da latte ed hanno ancora molto da imparare per vivere.

La vita della lince dura va dai 10 ai 15 anni.

Riesce a vivere anche molto al di sotto dei zero gradi per la pelliccia: in Canada l'inverno è glaciale, anche se ormai in Canada è quasi scomparsa a causa della caccia e della negligenza dell'uomo, naturalmente. Hanno pochi nemici naturali (a parte l'uomo come già detto): nel Colorado non c'è più una sola lince.

 

 

La situazione in Italia

. Il WWF Italia sta intraprendendo una battaglia per la salvezza della lince sul nostro territorio, dove e' in pericolo a causa dei bracconieri, delle autostrade e ferrovie e per la mancanza di zone protette (bentornata amica lince)

. Il Gruppo Lince Italia: è un comitato di studio, azione e divulgazione sorto allo scopo di contribuire alla conoscenza, conservazione e diffusione della lince nel nostro paese, con il patrocinio dell'Ente Autonomo Parco Nazionale d'Abruzzo.

Tratto dal Sito Ufficiale del Parco Nazionale d'Abruzzo

La presenza della Lince in Italia, non solo nelle Alpi occidentali ed orientali, ma anche nell'Appennino (soprattutto centrale) è ormai ampiamente comprovata e non può essere posta seriamente in discussione.
Mentre però alcuni studiosi tendono a considerarla frutto delle reintroduzioni operate con successo al di la delle Alpi (Francia, Svizzera, ex Jugoslavia) - ciò che non spiegherebbe comunque le presenze appenniniche - è assai probabile che in realtà nuclei relitti assai ridotti di tale felino, a comportamento spiccatamente criptico, abbiano potuto conservarsi in alcune zone montane particolarmente remote e segregate, tanto delle Alpi occidentali ed orientali, che dell'Appennino.

Una importante monografia del Consiglio Nazionale delle Ricerche pubblicata nel 1981 ha ignorato completamente questa specie, escludendola dalla fauna italiana: è assai verosimile invece che, all'epoca, la Lince fosse presente, sia pure in numero piuttosto ridotto, nel nostro Paese.

Attualmente esistono prove molteplici, sicure e concordanti dell'esistenza della Lince nel Parco, dove la sua consistenza viene stimata a 2-3 coppie, mentre indizi significativi emergono da altre zone dell'Appennino centrale, e in parte meridionale. Benché ovviamente non possano escludersi ipotesi di immissioni o liberazioni clandestine ad opera di ignoti, la situazione obiettiva - esemplari perfettamente selvatici, elusivi, abituati al territorio e legati a zone particolari, in molti casi le stesse dove la loro presenza e stata storicamente riferita per decenni - fa propendere nettamente per la spiegazione più ragionevole e suggestiva: vale a dire l'effettiva sopravvivenza di piccoli nuclei relitti originari, oggi ampiamente favoriti dalla accresciuta salvaguardia ambientale e dalla aumentata disponibilità di prede.
Anche la creazione di Aree faunistiche della Lince nel Parco (una al momento attuale) ha svolto certamente un ruolo di potente catalizzatore, mentre la ripresa e l'intensificazione delle osservazioni e ricerche, attraverso il Gruppo Lince Italia, da ragione della dovizia di dati ormai acquisiti in merito.

Gli obiettivi futuri di tutela mirano a consolidare la strategia finora seguita dal Parco, escludendo ovviamente ogni ipotesi di reintroduzione dall'esterno data l'estrema importanza di questa popolazione, presumibilmente autoctona, le cui caratteristiche morfologiche, genetiche, etologiche ed ecologiche meriteranno serio approfondimento.

 

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