Allarme zecche...la rickettsiosi
(quando una zecca punge)
| Come ogni anno il bollettino medico di fine estate include persone che
hanno perso la vita in seguito alla puntura di zecche. Tutte le malattie trasmesse da
insetti o da altri animali ed anche naturalmente quelle che vedono gli acari come veicoli
di infezione, sono circondate da un alone di mistero ed ogni caso di decesso per causa
loro genera allarmismi e psicosi spesso ingiustificate. Comunque queste patologie, per
diverse ragioni, non possono e non devono essere nè ignorate nè sottovalutate. Sull'
argomento è necessario fare chiarezza innanzitutto dando un nome alla malattia: rickettsiosi,
trasmessa da zecche. Con questo nome vengono indicate diverse malattie causate da coccobacilli appartenenti alla famiglia delle rickettsiacee. I particolari batteri in questione vivono esclusivamente nelle cellule degli ospiti devinitivi (mammiferi) e dei vettori (zecche) e sopravvivono per brevissimo tempo al di fuori di entrambe. L'uomo rappresenta un ospite occasionale in grado di ammalarsi ma non di propagare l'infezione. Le rickettsie sono causa di patologie diffuse in tutto il mondo ma in Italia, e generalmente in tutto il bacino Mediterraneo, sono presenti con rickettsia conori responsabile della febbre bottonosa e da rickettsia brunetti agente causale della febbre Q. Sono stati segnalati anche casi di tifo murino ma in questo caso il vettore non è la zecca ma la pulce. La febbre bottonosa è una malattia generalmente poco grave, mortale solo se complicata da altre infezioni. Inizialmente il soggetto colpito presenta, nel punto dove la zecca si è attaccata alla cute, una reazione infiammatoria locale. A questa fanno seguito febbre con cefalea per 5/15 giorni e la comparsa di macchie e pustole (esantema) su tutto il corpo ma concentrate soprattutto su piante dei piedi e palmi delle mani. La presenza della rickettsia viene accertata indirettamente ricercando nel sangue anticorpi specifici durante la fase di remissione della malattia stessa. Una precoce terapia a base di tetracicline o cloranfemicolo, risolve rapidamente e definitivamente la situazione. La miglior cura resta comunque la prevenzione nei confronti delle zecche attuata con repellenti o semplicemente evitando luoghi a rischio. Poiché l'acaro impiega qualche tempo a trasmettere l'infezione, una pronta rimozione dello stesso dovrebbe bastare a scongiurarla. I serbatoi della malattia sono rappresentati da canidi e roditori selvatici. Di ben altra gravità si mostra invece la febbre Q, caratterizzata da febbre improvvisa con cefalea, anoressia, debolezza e, dopo 4/5 giorni, grave polmonite. Il 29% dei casi sono accompagnati da complicanze epatiche e cardiache e possono portare anche a tardivi decessi. La terapia è identica a quella per la febbre bottonosa ma la guarigione è più lenta ed è completa in circa venti giorni. Non è ancora chiarissimo il meccanismo di trasmissione del batterio. Oltre al probabile morso della zecca, questo è veicolato dalle feci della stessa, da polveri inalate e da materiale infetto. Anche qui la diagnosi sierologica si ha in fase di guarigione. Il serbatoio della malattia è rappresentato da bestiame in generale, capre, pecore e gatti. Oltre alle malattie da rickettsie esiste un'altra patologia trasmessa dagli acari all'uomo chiamata comunemente morbo di Lyme. Questo è causato da borrelia burgoferi, una spirocheta (batterio simile a quelli che causano la leptospirosi o la sifilide) trasmetta agli animali da zecche del genere Ixodes. Stranamente la malattia si manifesta negli animali domestici (soprattutto cane e gatto) e nell'uomo, ma non in quelli selvatici (cervidi e muridi) in cui resta sempre ad uno stadio asintomatico. Nell'uomo dopo una settimana di incubazione compare un eritema diffuso piuttosto caratteristico accompagnato da dolori muscolari e articolari e da febbre della durata di circa due settimane. A questa fase ne fa seguito un'altra caratterizzata da infezioni al sistema nervoso e cardiocircolatorio e soprattutto della tipica artrite diffusa. Quest'ultima con nevriti periferiche può prolungarsi per anni. In cane e gatto non compaiono eritemi ma, in forma acuta, sono presente tutti gli altri sintomi. Diagnosi e terapie ricalcano quelle messe in atto per la rickettsiosi ma è bene sottolineare che per il morbo di Lyme esiste un vaccino di recente acquisizione. Per finire è bene fare qualche precisazione per evitare inutili psicosi. Le malattie sopradescritte non sono presenti nel nord Italia ma sono più caratteristiche di zone più calde e non sono comunque molto diffuse. Purtroppo i contatti frequentissimi con i paesi del sud-est europeo potrebbero portare, in futuro, ad un aumento dei soggetti colpiti. Estrema cura va posta nella lotta alle zecche contro le quali ormai l'industria farmaceutica ha messo a disposizione di tutti enormi quantità di sicuri per la salute dell'uomo. Spesso non ci si accorge della presenza sull'uomo dell'acaro e altrettanto spesso la medicina non pensa che la causa di una febbre possa essere una rickettsiosi. Qualora si dovesse essere punti da una zecca è importante non farsi prendere da inutili paure: la stessa va rimossa e il punto colpito disinfettato. E' bene poi consultare un medico e assumere preparati antibiotici contenenti tetracicline. |
a cura del veterinario Dr. Giovanni Gallotti