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Blog Chiara |

Continuiamo con un' altra puntata dell' episodio..allora come vanno le cose?
Finalmente ho tempo per raccogliere un po' le idee e dedicarmi ai miei amici...
Bene, ho lasciato Bangkok, finalmente. Finalmente vado a sud, Finalmente, peccato che prima di partire per la Thailandia non abbia avuto tempo per fare il visto necessario per rimanere in questo paese per un periodo di tempo superiore ad un mese. Cosa posso dire...
L'unica possibilita' che ho e' quella di attraversare il confine e farmi mettere un nuovo timbro sul passaporto. Naturalmente, per chi se lo chiedesse, ho anche provato ad andare all' ufficio del turismo ma sembra proprio che per guadagnare di piu' l' estensione la facciano solo per una settimana! Allora meglio provare con l' altra soluzione.
Sto andando verso il sud cosi' una delle possibilita' che ho e' quella di attraversare l'ultima città al confine del dello della Myanmar. Prendo l' aereo, che mi risparmia 15 ore di autobus e di treno e che ovviamente raggiunge la destinazione in un'ora. Il prezzo, visto che tutto qui costa poco, e' lo stesso di un treno Italiano.
Mi passa qualche pensiero per la testa..non dimentichero' mai i racconti dei miei amici che mi hanno descritto l'immenso terrore provato durante questi miniviaggi a causa dell' instabilita' del mezzo di trasporto e dei vuoti d' aria, pero' non succede nulla, vedo solo che di tanto in tanto si affacciano di fronte a noi ( l'aereo, ime e gli altri passeggeri) montagne di purissime nuvole bianche e il pilota fa lo slalom tra queste che sembrano talmente solide che mi domando solo perche' non ci sia ancora nessuno che ci cammina sopra. Tipo... qualche angelo... non so... eppure non vedo proprio nessuno.
Tra una nuvola e l'altra si apre sotto ai miei occhi un paesaggio stupendo e rigoglioso: infinite distese di verde e laghi e fiumi che si fanno strada spezzando le montagne. miriadi di microscopiche isole emergono dagli specchi dell' acqua. Mi viene in mente la Norvegia, forse perche' mi viene in mente sempre, forse perche' stavolta ci sono delle montagne che mi fanno pensare ai fiordi, ovvero, pareti di roccia verticali e ripidissime che sprofondano nell' acqua.
Chissa' quanto sono profondi questi laghi...Non lo so. Creste di montagne denti di roccia rivestiti di boschi. Per favore, date un occhiata a questo posto..magari potrete capire.. forse sara' la mia prossima meta durante questo viaggio! Khao sok forest.
Bene bene, sbarco dall' aereo, l'aereoporto e' deserto ed e' estremamente
faticoso riuscire ad avere qualche informazione sulla
procedura per attraversare il confine e avere questo benedetto timbro che mi
impedira' di pagare una multa salatissima ed o essere considerata una pericolosa
criminale destinata a dover trascorrere tutto il resto della vita in GALERA!!!!
All' aeroporto ovviamente nessuno parla inglese..E_N_G_L_I_S_H mi guardano strano, come se fossi un alieno ma alla fine riesco a scoprire che devo prendere il traghetto e che ho la possibilità vincente di passare una notte sull'altra sponda in un albergo molto bello.. costo totale dell' operazione 2000 beth.. costosissimo, una succhiata di midollo osseo farebbe forse meno male, peccato che convertendo la valuta in moneta europea la somma totale e' di 40 euro!!!
Insomma, il visto in Italia mi sarebbe costato 50 euro e una notte in un ostello di Milano 25 piu' ovviamente la tessera associativa quindi 50... quindi ovviamente decido di fermarmi in albergo che si rivela essere il piu' lussuoso della mia intera esistenza!!!
YES!!!! Ed ecco che l' errore si e' trasformato in un immenso dono. Prima di tutto non devo spezzarmi la schiena a trasportare le mie valige, dico cosi' perche' dopo essere sbarcata dal traghetto c'e' una strada in salita che attraversa ovviamente un giardino tropicale immenso e un corridoio con fontana e colonnato lunghissimo che porta finalmente nella Hall.
Davanti all' entrata sono collocati due leoni alti circa 2,5 m scolpiti n un unico pezzo di marmo bianco. L'hotel E' completamente deserto, probabilmente ci sono giusto 5 clienti collocati di qui e di la', certo non abbiamo opportunita' di incrociarci perche' i corridoi, le stanze e le diverse parti di questo palazzo immenso sono molto distanti tra loro. gli unici ospiti fissi sono camerieri e cameriere molto fini e ben educati, c'e' un silenzio immenso perche' non hanno nulla da dirsi, cosi' sembra solo una citta' di fantasmi, luminosa, bellissima, estremamente suggestiva.
Decorata con antichi vasi, sculture e strumenti musicali collocati nello spazio con estremo gusto ed eleganza. che meraviglia. Ceno tardi e ovviamente sono l' unica ospite del ristorante. Sbaglio l' ordinazione perche' penso che i piatti siano di formato ridotto e invece sono di formato extra, ovviamente pesce grigliato freschissimo, gamberoni, ovviamente puliti e pure intagliati e verdura per un totale.. credo.. di 4 euro. e' un peccato avanzare e mi sacrifico facendo fuori tutto. :)
Prima della cena e durante la mattinata faccio un tuffo nell' ovviamente immensa e bellissime piscina. circondata da palme e che da sul mare, ovviamente la piscina e' tutta mia, la palestra e la sauna pure.
Parto la mattina dopo per raggiungere un amica che sta facendo un ritiro spirituale in qualche posto in mezzo alla natura, dove pero'.. ci sono le sorgenti d' acqua calda..Accidenti, e' passato piu' di un anno da quando io e Nao non ci vediamo.
Una donna bella intelligente e spiritosa, ha viaggiato e vissuto tanto, scoperto tanto ma non capisco perche' sia li' in suanmokk da ormai 3 mesi. sta di fatto che quando arrivo c'e' il ritiro del silenzio, una divisione rigidissima per uomini e donne, e la cosa che detesto di piu' un dormitorio con delle celle, nelle quali al posto del letto c'e' un tavolo di legno!AHHHH AHHHHH
Mah, comunque noi parliamo lo stesso, lei lavora li', come volontaria!!! Le
persone che fanno sto cavolo di ritiro mangiano
ovviamente in silenzio e lentamente una specie di pappa insapore due vv al gg,
ovviamente la sera c'e' il digiuno. Il tempo che passo con Nao e' tuttavia
stupendo, ovviamente parliamo, mangiamo le cose che per lo staff sono
fortunatamente piu' saporite, parliamo tanto di libri che lei ama profondamente,
specie quelli di filosofia.. e passeggiamo sotto le stelle sparando un sacco di
cavolate!

E poi... finalmente riparto, niente piu' letto di pietra, rimpiango
ancora il letto morbidissimo di quell' hotel dove sono stata. l'unico veramente
decente in questa vacanza, perche' nella scuola dove ho tenuto il corso, c'erano
dei materassi dure come pietre e dei cuscini alti come un gradino.
Insomma... finalmente arrivo in questa minchia di isola che e' supposta essere un paradiso di immacolata e incontaminata bellezza!
E proprio' in virtu' di queste caratteristiche il turismo e l' interesse privato hanno preso il sopravvento, fino a 5 anni fa quasi non c'erano strade, adesso stanno costruendo dappertutto, sopratutto sulla riva del mare,il cibo e' caro, purtroppo ci sono rifiuti dovunque, specialmente nell' acqua e ovviamente un sacco di stranieri provenienti dal nord Europa, sopratutto Germania, Inghilterra, Irlanda... Che dire, nonostante tutto trovo un angolo di paradiso.
Sono in un piccolo e sopratutto pulitissimo bungalow sulla spiaggia, ovviamente.
Sono circondata da un giardino perennemente in fiore e ci sono dei pollastri stupendi, un gallo dalle piume colorate e lunghissime e una chioccia che ha appena sfornato una nidiata di pulcini pigolanti!!!
Qualche uccellastro che viene a trovarmi in veranda per fregarmi la frutta e nonostante tutto...molta molta molta quiete. Che meraviglia.
Gli ospiti sono davvero tranquilli. Comunque la sera tutti i bar chiudono prima di mezzanotte, non si sentono discoteche ma solo il rumore quieto delle onde. L'acqua ovviamente, di notte e' tiepida. meglio fare il bagno di notte che di giorno, e le stelle sono grandissime!!!
La luna molto luminosa e per l' occasione del mio arrivo qui, su un' altra isola non lontano, stanno facendo il Full moon party, cosi' la maggior parte dei drogaus ha schiodato le tende ed e' andata a farsi fregare il bagaglio su qualche altra spiaggia lontana.
La mattina mi sveglio presto e cammino a lungo. trovo conchiglie e pezzettini di barriera corallina. Qualche volta anche qualche tronco di barriera corallina. Che meraviglia.
Ho fatto amicizia con una ragazza tedesca che ha viaggiato per il mondo, che ha vissuto in America, Cina, Spagna. Ci scambiamo racconti di viaggio e alla sera ci sediamo in veranda per goderci delle cenette a lume di candela e bottiglia di vino.
Ora vi saluto e mando un bacio a tutti quanti
A presto Chiara

Carissima Claudia, come stai? Ti penso sempre mentre stai
viaggiando per l'India, quel posto dove le donne si fermano alzando la gonna e
mettendosi a pisciare per strada senza alcun pudore.
Parole dure, non ci credo,
anch'io piscio per strada quando la notte esco da un locale con lo stomaco pieno
di birra.
Ahhahahaha …tanto so che di queste cose non te ne frega proprio nulla, se avessi
le fisime dell’ igiene credo che saresti assediata da tutte le malattie
possibili ed immaginabili!
Infatti quando si ha paura di qualcosa si diventa delle calamite recettibilissime per questo qualcosa che si teme.
( seconda Partenza: La prima è davvero indecente. )
Cara Claudia come stai? Stai ancora viaggiando per l’ India? E Poi cosa farai,
dove andrai?
Ogni tanto mi figuro il tuo volto che si contorce in una smorfia di disgusto quando un’ indiana si ferma a pisciare in mezzo alla strada senza alcun pudore. Quale sarà la tua espressione quando vedrai la gente che muore per strada, muore di fame o di malattia, sotto ai tuoi occhi ?
Nella nostra società quest’aspetto della vita ci è celato. Nella nostra bella europa di cui ci lamentiamo nessuno rischia di morire di fame perché un euro per comprare una scatola di biscotti del Lidle ci sarà sempre. Claudia, che cosa significa morire di fame, o di sete? Che cosa significa morire sotto il sole del deserto per raggiungere una meta ?
Una bassa percentuale di noi ha la possibilità di vedere
delle deformazioni veramente atroci: uomini con una gamba che si è sviluppata
sulla schiena.
Claudia, che cos’è la musica di violino che tu suoni? Claudia, non mi puoi
rispondere, se non trasmettendomi parte della tua esperienza attraverso le tue
sensazioni. Non parole, non racconti. Dimmi del tuo presente.
Voglio dirti che la vita di un essere umano, comparata a quella dell’ universo è
più o meno di 80 secondi. Questa è la cosa importante che volevo veramente
dirti. Claudia, tutti i secoli e millenni della storia umana e della sua
evoluzione non corrispondono che a pochi minuti della vita dell’ universo.
Cos’è
la sofferenza, la gioia, la rabbia, il dolore … di ogni singola persona. Vedi
Claudia, penso sempre con maggior convinzione che la nostra vita ci appartenga
sempre di meno. O per niente. O per quasi niente.
Ieri ero alle terme di Colà. A sud del lago di Garda, sono rimasta immersa nell’
acqua per un’ infinità di tempo. Ore ed ore. Contemplavo la pioggia cadere sulla
superficie dell’ acqua. L’ ho contemplata per ore. Ho sempre voluto andare in
Cina per vedere uno spettacolo di silhouette di alberi stagliarsi sullo sfondo
di nebbia e di cielo uniforme e perdersi in una gradazione di grigio. Invece La
Cina l’ ho trovata in quelle ore di contemplazione.
E non aveva il nome di quel
paese, non aveva il nome di alcun paese. Quella era l’ immagine a cui il mio
cuore anelava di fondersi. Quella era l’ immagine della mia anima, scusa, nella
mia anima. Era quello che avevo sempre desiderato trovare. Non so come
spiegarti. Erano quelle nuvole di vapore, e quell’ immagine di eternità. Di
infinito, di non appartenenza.
Camminavo nell’ acqua e contemplavo il riflesso degli alberi e delle piccole
costruzioni di legno che si proiettavano sulla superficie dell’ acqua. Era tutto
bellissimo e poi mi sono accorta come quell’ immagine non fosse nient’ altro che
un’ illusione. Nulla di più. Claudia, tutti i nostri pensieri e i nostri stati
d’ animo sono come quelle immagini riflesse. Tutti i nostri desideri,
soprattutto forse le nostre paure che ci sembrano così concrete e reali.
E la
voce del cuore è l’ unica cosa vera, l’ amore? Non ci sono parole per definirla.
Pensiamo di fare molte cose, invece non è vero, pensiamo che sia importante
leggere, imparare e costruire, invece non è vero, pensiamo di avere dei doveri
verso qualcosa e verso qualcuno, forse è vero che abbiamo dei doveri nei
confronti della nostra vita. Sei anni non sono niente, ma per noi che abbiamo un
orologio sembrano davvero tutto.
Pensiamo che avere un figlio sia un problema, e pensiamo che le tasse siano un problema, e andiamo avanti a pensare e ci dimentichiamo di ascoltare, ascoltare noi stessi e l’ universale. Pensiamo che la cultura Giapponese sia diversa dalla nostra e che il cervello di un orientale sia differente, e così la sua anima.
Invece se leggiamo Tokio Blues ci
accorgiamo che le parole di chi ha scritto questo libro sono state formulate da
un essere umano che si esprime con un’ anima universale. Senza limiti di confini
. Così andiamo avanti a pensare e a pensare, ma non pensiamo mai abbastanza per
andare oltre. Oltre alla durata della nostra brevissima esistenza.
E in tutto questo pensare e pensare, ci dimentichiamo di ascoltare, finchè d’ un
tratto ci troviamo a fronteggiare il Silenzio, al quale forse non siamo mai
stati abituati, e ci sentiamo in imbarazzo.
Comparo la nostra vita a quelle minuscole gocce di pioggia che cadono dal cielo
e che si fondono nuovamente con l’ acqua. La nostra individualità. Non esiste. O
pensiamo che esista. 80 secondi della vita dell’ universo, la vita umana è meno
di un battito di ciglia della vita dell’ universo.

Beh, allora che mi dici?
Inverno: Sono stata sulla costa della luce ... il viaggio è stato qualcosa di veramente magnifico.
Fin da piccola ho avuto una forte repulsione per la Spagna e questa volta ho trovato in essa un motivo per vivere con autentico amore per i luoghi che ho attraversato.
Splendida poesia intenso amore nuvole che scorrono veloci negli ampi cieli striati di bianco e azzurri limpidi che si riflettono sull' umida ed infinita spiaggia.
Gocce di madreperla e antiche conchiglie dal guscio bianco forato dai vermi, emergono dalla sabbia... cammino nella pioggia che non mi bagna, il cielo si sgombra in un soffio di vento intenso e il cielo si proietta sulla terra ed io ...io guardo sopra e sotto e sotto sopra e d' improvviso temo di cadere perchè... tutto quell' azzurro incanta la mia mente ed ho l' impressione improvvisa di gravitare, forse di cadere.
In quell' attimo commovente di spaesamento in cui davvero mi sembra di aver messo un piede in paradiso, quasi scoppio a piangere perchè mi rendo conto che se davvero Dio qualche volta posa il suo sguardo sulla vita degli uomini, allora in quei momenti mi ha parlato, ha sussurrato al mio cuore parole ...limpide ed intense, forti e costanti, fresche e assolute, non so come spiegarti ma davvero, ancora mi commuovo.
Mi ha aperto le porte dell' anima in un cammino che è durato ore.. Sai ... ho guardato a lungo la luminosità del cielo e le nuvole che formavano una cappa pesante sull' orizzonte dell' oceano, ho visto che sulla superficie del mare, in prossimità del sole c' erano chiazze più chiare, un riverbero argento che si infrangeva sulla superficie delle onde
Sagome di pescatori che gettavano lontano le loro
lenze e il gorgoglio remoto di un' essenza potente, antica e remota che donava
ad essi grosse prede...
Insomma, davvero sai, davvero mi sono immaginata così spesso di parlarti.
E' andato bene, ma bene è dir poco, ho guardato dentro, dentro e fuori e ho visto
un pozzo profondo e infinito e uno sguardo che si apriva su un nuovo mondo ricco
e vivo, con colori, vita e morte. é andato bene perchè ho visto me stessa.
ho posato una mano sulla mia anima e ho sentito la carne viva che palpitava.
Niente droga eh! Forse solo autentica follia...
O un desiderio profondo di vivere me stessa...
A presto
Un sorriso
Chiara

Persone
Amore per la natura umana, osservarne in silenzio i movimenti di ogni persona,
istanti che diventavano momenti magici che non avrei mai voluto perdere, così
cominciai a farli miei, per viverli meglio, per capirli, digerirli e farli
riemergere attraverso le mie percezioni e la mia mente.
Ogni movimento, da un sorriso di alcune Pin-Up vestite di fragole, all’ occhio di un ragazzo dall’iride dei colori di un mare profondo e cupo, nel cui riflesso si rispecchia l’ anima di un'altra persona.
Da una sequenza di colori, il loro fuggire in una prospettiva di tavolini e mele.
Godere delle espressioni e degli sguardi, la mia passione era animata dal desiderio di fare miei alcuni di questi istanti di spontaneità ,con bellissime e delicate espressioni che si dissolvono nella luce di un istante, teste di fanciulle che si reclinano nell’ abbandonarsi di un pensiero o una nuvola che adombra il cielo sereno, o il volto riflesso in uno specchio, nel tappo di una bottiglia.
Così nascono i sorrisi, e le mani danzano in un arcobaleno di intense luci ed ombre. Non permettere che tutti questi istanti vadano persi, custodirli come un tesoro e poi mostrarli, manifestarli per dire: guardate quanto è bello ciò che vi sta intorno , ed anche se a volte non lo notate, questa è la magia e la freschezza del quotidiano.
Rubare la magia della vita, fare miei questi momenti. Istanti, frammenti di vita. Accoglierli dentro lo spirito, dentro l’anima, dai miei occhi al mio respiro, per poter dire forse un grazie perché tutto questo esiste ed è vero ed è accanto a me… mi annebbia la vista di lacrime di gioia.
Forse posso anche dire che amo…

Le città dimenticate
Milano
Da tanto non guardavo la città dove sono nata e cresciuta, ma tornando indietro
dopo tutto questo tempo ne venivo assolutamente ipnotizzata.
Non capivo se tutto stesse davvero avvenendo all’interno della mia mente o se forse tendevo a dimenticare troppo spesso che la realtà è fuori, non fuori da me ma fuori dalla porta di casa, forse è poi per questo che quando esco vedo cose che alla realtà non appartengono proprio.
E’ da tantissimo che non bevo! Eppure… Vedo linee e colori di cui prima non mi ero mai accorta, I palazzi sono bellissimi e amo perdermi nella regolarità delle loro geometrie, nell' inseguirsi delle loro linee o nella fuga di un viale che si crea in una sequenza di alberi contrapposti ad ampie e buie arcate.
Nel riflesso delle finestre e nella sequenza dei quadrati delle pavimentazioni,
nel contrasto di colori, riporto l' attenzione ad una dimensione più umana e
quotidiana e vedo le espressioni della gente mentre cammina, e i loro gesti, e
mi piace osservare il microcosmo che regna nella mente e nell’ unicità di ogni
individuo.
Detroit
Palazzi dalle ampie facciate colorate, stupendi edifici nel cui riflesso delle
finestre si rispecchia il vuoto.
Camminavo… cammino molto! Per le vie Detroit. Lì c’è molto da camminare, Detroit
a me pareva bella, perché… Indovinate un po’ era vuota e decadente.
La città si era sviluppata durante un boom industriale, molte possibilità, speranze, prospettive per il futuro, e poi era stata abbandonata, il lavoro era improvvisamente venuto a mancare e tutto quello che era rimasto erano spiriti, spiriti di case e di palazzi. Immensi e bellissimi grattacieli abbandonati, dimenticati.
Nell’ immensa metropoli di sera le luci non esistono, perché non c’è nessuno che possa accendere un interruttore. Le finestre dei palazzi sono sfondate o dipinte. E di giorno relitti umani, quelli che si sono insediati nei buchi lasciati vuoti, si muovono nelle strade, strisciano fuori dai vicoli. Hanno un aspetto devastato, trascurato, sporco.
E sono pronti a spararti per fregarti una macchina fotografica che magari a te è costata un periodo di sacrifici e risparmi e per loro vale solo i pochi dollari che può portarli avanti per qualche giorno di più, altri giorni di vuota speranza.
Anche di giorno tutto è deserto, stavo in mezzo alle strade a scattare le foto di palazzi. Il semaforo lampeggiava verde e rosso e poi ancora verde e ancora rosso, ed io ero sempre lì in mezzo, tanto nessuno mi avrebbe investita. Tanto è tutto vuoto.
Però sono stata pedinata, in pieno giorno ed ho avuto paura. Poi mi sono fermata invece di scappare e quando sono stata raggiunta…

Il cimitero delle macchine.
La discarica, metafora di un teatro tragico in cui esseri umani si muovono
dimentichi di ciò che è stato il loro passato,
Presenze ancora abitate, come fantasmi.
Muri colorati di macchine piegate e ridotte a mattoni, e la contrapposizione di un paesaggio immacolato e stupendo, con il fiordo ghiacciato o il cielo blu.
Le navi portano via i resti di un presente trasformatosi di
già in un passato dimenticato.
Ed una bambola gettata a terra… Un altro essere umano la cui presenza è andata
perduta.
Era inverno ed avevo varcato i muri di un cimitero.
Era un cimitero di macchine che giaceva accanto ad un fiordo ghiacciato. La neve era bianca, blu, azzurra, e ricopriva le montagne di metallo che giacevano sul suolo freddo e nudo. C’erano montagne immensi bulloni arrugginite, montagne di nerissime molle di metallo e montagne di lucidissimo alluminio.
Camminavo tra i muri di macchine colorate; erano impilate come dei mattoni e mi sembrava di muovermi nello scenario drammatico di un teatro.Vedevo grandi nave ancorate alla riva, sembravano navi russe, i loro nomi erano scritti in caratteri cirillici. E sapevo che tutto questo splendido ed intenso teatro in cui mi stavo muovendo la settimana successiva sarebbe cambiato.
Vedevo.. sapevo.. sentivo...
Pensavo alle grandi pinze di metallo che avrebbero stritolato come pugni
impietosi quei resti di macchine per lasciarli cadere su quelle barche che li
avrebbero trasportati chissà dove, verso quali paesi lontani, che erano disposti
ad accogliere tutti questi resti e queste memorie, cancellandole per sempre
dalla mente di chi si era liberato piuttosto agevolmente di un rifiuto scomodo.
Ma si dice che le case serbino una parte dello spirito
delle persone che vi hanno abitato in precedenza, e così forse anche tutti quei
rottami…
Tornai successivamente in quel posto, era primavere e il cielo era stupendo. Le
grandi mani andavano avanti a stritolare rifiuti, a muoverli , a spostarli. Io
mi guardavo attorno, i colori erano bellissimi, grandi braccia blu, che si
muovevano nel cielo blu, una farfalla arancio che si posava su una ruota
arrugginita, una bambola che una bambina aveva perso e che ora mi sembrava solo
essere la metafora del destino di solitudine degli esseri umani, nel desiderio
di avidità e possesso avevano distrutto tutto per poi essere dimenticati.
Dimenticare.
Per poi sollevare la testa e guardar i magnifici paesaggi di uno splendido blu
elettrico sulle cui coste nuotavano, balene, in realtà rocce nude e levigate
dalle onde e dal tempo.
E queste isole nude erano collegate da ponti di legno che
mettevano in comunicazione mondi diversi…
Io…pensavo al contrasto tra questi due mondi. Così unici ed intensi nel loro
carattere.
Entrambi mi avevano lasciato impresso dentro un marchio.
Chiara

Riprendo un tema
ricorrente, ma per me fu una rivelazione quando per la prima volta ebbi la
possibilità di osservare per ore le onde di un fiume e dimenticarmi del corso
del tempo.
Un pomeriggio di primavera, mi resi conto di essermi persa nella contemplazione dell' acqua e di esserne rimasta ipnotizzata. Ne ascoltavo la voce, il sussurro a volte insinuante a volte dolce e morbido come una carezza sulla pelle, e questo mi risuonava come un eco dentro la testa.
E per lungo tempo ne fui attratta, e per me questo luogo divenne addirittura un’ ossessione. Per un lungo periodo cominciai ad andare sempre allo stesso fiume, e a studiarne gli effetti e le variazioni di colore, a seconda delle variazioni nel cielo e delle nuvole.
L’acqua mi aveva sempre fatta sentire bene. Nuotavo da anni per perdermi in una dimensione di sospensione, i corpi si muovevano lenti, privati delle loro ombre e dei loro contrasti. Sotto la superficie del profondo lago verde-nero la mia pelle appariva arancio, e nella luminosità innaturale della piscina, seguivo una linea nera verticale, che arrivata alla fine della vasca veniva interrotta da un'altra più corta orizzontale, e allora ( forse era solo un riflesso) mi sembrava una croce.
E forse questa era la mia droga, alzare gli occhi e vedere i riflessi della luce che si trasformavano in arcobaleni colorati. E poi i suoni, soffocati dall’ acqua apparivano come echi distanti.
Cominciai a credere che l’ acqua poteva essere tutto ma non acqua. Potevano essere irriconoscibili e regolari macchie bianche e nere o quadri astratti, nessuno avrebbe potuto pensare fossero immagini dell’ acqua: potevano essere note, potevano essere nuvole o fuochi che ardevano azzannando il cielo.
E poi ancora, dalla superficie dell’ acqua del fiume cominciai a levare lo sguardo, dopo quell’ universo di colori che mi ipnotizzava e mi risucchiava come in un vortice portandomi ad uno stato di follia, cominciai ad alzare lo sguardo e a vedere tutti i riflessi di silenzio, i miraggi, le piante che assumevano forme nuove, diverse, piegandosi alla poesia del vento e della corrente. L’ossessività delle immagini statiche si era risolta in una risata e si elevava alla magia dell’attimo e della spontaneità di un sorriso. Dell’ ebbrezza del movimento, di un attimo di vita… E poi ancora riflessi, città, miraggi lontani del sorgere di torri colorate, di ponti che attraversavano vallate di luce. E tutto era poesia..
Chiara

Rinaldo...
beh, ho mollato il colpo. I miei sogni si stanno concretizzando e ho bisogno di
tutto il tempo, le energie.. Ogni cosa.
L' inferno è in vita. nn dopo, dopo esiste solo il paradiso.
Sono diventata abbastanza paranoica, e devo dire che lui nn mi ha mai
incoraggiata, anzi. Il più delle volte ho avuto l' impressione che cercasse di
allontanarmi. La frase più shoccante è stata:" noi siamo amici". Si, vabbè, la
relazione fissa nn la volevo nemmeno io però questo atteggiamento è da ipocriti
e vigliacchi.
Ed è come se mi avesse puntato la canna della carabina dritta al
cuore e mi avesse sparato guardandomi dritta negli occhi. bella scusa eh,
intanto io gli amici nn me li slinguo e nn me li scopo!
Poi aveva paura della differenza d' età! ahahaha, boh, io son sempre stata con
uomini di almento 10 anni più di me.
E poi penso sia stato segnato da un
esperienza molto intensa che ha vissuto nel passato, che gli ha tolto fiducia e
che gli ha trasmesso una certa paura di potersi abbandonare. In 7 anni di
relazione che ha convissuto con una persona e in cui lui deve aver dato di tutto
e ave ricevuto in cambio una pugnalata al cuore.
Io la sua distanza l' ho sentita. Il muro che ha eretto.
Lui è una persona sensibilissima. forte allo stesso tempo ma quando ti parla..
sembra di essere accarezzati da qualcosa di magico e delicatissimo. A me è
sempre sembrato di essere sotto la luce delle stelle. non ho mai amato nessuno
così. Mi ricordo che uno dei primi giorni....nn capivo.. D' improvviso il cuore
ha iniziato a palpitare fortissimo nel mio petto. nn mi era mai successo. Se mai
prima di lui ho creduto di amare una persona allora nn ho mai amato. Mi si sono
aperte le porte di un mondo che nn avevo mai conosciuto. Sono una persona
diversa.
Eppure, avvicinarsi a lui per me rappresentava una rinuncia ad essere quello che
sono. Perciò, mettiamola così..ho posticipato. Anzi, ufficialmente l'ho salutato
e quando sono arrivata a casa ho passato due giorni in ginocchio a piangere. Ho
pianto così tanto. Piangevo d' improvviso, lasciavo spazio a tutto il mio
dolore. Poi mi calmavo. Ho creduto d' aver perso una delle cose più belle della
mia vita. infatti lui nn mi vuole più rispondere.
Poi pensavo che invece ho
lottato per la mia vita, e che lui nei miei progetti c'è ancora. E che se voglio
sviluppare qualcosa con lui, voglio prima fortificare me stessa, nn rinunciare a
me stessa, nn perdere la mia identità.
Che voglio farcela per sostenere tutto questo. Adesso però, dopo quest' addio
ufficiale, in cui credo che lui abbia sofferto ( tanto siamo solo amici,
vaffanculo!) mi sono messa assieme ad un altro. Tiè! Lo conoscevo già e mi
piaceva come persona, poi è successo il Patatrak! con lui mi trovo bene, è una
bella persona, serena dentro ..e con una bella mazza che per di più viene
somministrata in maniera divina. Ogni volta che lo vedo il mio intento è quello
di spremergli fuori fino all' ultima goccia di sperma, dopo essermelo consumato
per bene. anche lui mi consuma parecchio.
E' di Milano..Parliamo molto ridiamo, ci troviamo davvero benissimo assieme.
insomma, mi sono avvicianata a lui, perchè mi infonde interiormente una
sensazione di forza, serenità chiarezza, calore. E poi è un figo ... ha uno
sguardo..mmm. Sono un po' spaventata perchè da quando Harry se ne è andato ho
già fatto due incontri importanti.
Insomma, vediamo, perchè sarà il tempo a determinare come vanno le cose, a farmi
decidere e capire con chiarezza la verità di tutto quanto.
Chiara

L´eternitä nel cielo
L´ íncapacitä di saper esprimere il proprio dolore. Ieri mia zia è morta.
La
sensazione che ho vissuto e´stata quella di una pietra che sprofondava
lentamente in un mare blu profondo. Pensavo a quegli occhi neri e intensi, quello
sguardo profondo e calmo, e poi ho sentito la presenza del vuoto che la sua
morte ha lasciato. Un vuoto che ti sconforta, che lascia senza fiato.
Mi e´sembrato poi che tutto esplodesse. Nn capivo nulla…nulla… mi sembrava di
aver preso 100 sberle e mi sentivo frastornata, confusa…
E se nn avessi trovato nessuno accanto, grazie per quel gesto, per aver aperto
le braccia.
Altrimenti sarebbe davvero sprofondato tutto sul fondo e sarebbe
rimasto li´, ad ingigantire la sua presenza e a diventare un carico sempre
piu´pesante.
La dottoressa una volta mi chiese: ma come fa a tenersi tutto dentro ?
Nn lo so, nn ci riesco, a parlare, a volte vorrei, vorrei riuscire a dire tante
cose, e poi nn ci riesco, sento che sono bloccata, che mi ritrovo davanti un
muro molto alto che nn riesco a superare; se vi cerco un varco, un passaggio, nn
lo trovo.
Allora,
anoressia-aborto-violenza-umiliazione-silenzio-isolamento-solitudine-morte morte
morte morte.. tutto in un unico grande vortice in cui le cose si mescolano.
La cosa che mi viene in mente piu´spesso in quest´ultimo periodo e´quando ogni
notte mio padre ammazzava mia madre, e poi veniva ad uccidere anche me. Ogni
notte arrivava nei miei incubi, sotto sembianze diverse ma era sempre lui,
prima mi toglieva l´unica cosa che avevo identificato, anche se nn molto
chiaramente, come una fonte di affetto, mia Madre…sempre represso anche quello,
il suo affetto.., un po´contorto, incapace di manifestarsi e di esprimersi
chiaramente .. comunque sia l´unica fonte di un pallido calore, colore, in tutto
quel buio.
La ammazzava sotto ai miei occhi e io piangevo e gridavo, poi veniva ad uccidere me, e sentivo mentre mi divorava, mentre mi strappava la carne, mentre mi strappava le gambe mi affondava i denti nel braccio.
Mentre nei labirinti in cui cercavo una via di fuga, mi spingevo involontariamente sempre piu´verso il cuore, il nucleo di quell´orrore che nn potevo conoscere ma che percepivo con tutti i miei sensi in fibrillazione. E poi quando arrivava, sentivo il dolore immenso e gridavo, gridavo fino a che nn mi svegliavo.
A
volte, sempre nei miei sogni, per fuggire a tutto questo mi buttavo dall´alto di
una torre, poi mi schiantavo a terra.
Poi penso al fatto che la piu´grande privazione della mia vita, nonostante tutto
questo, sia il fatto di nn essere mai stata in grado di amarlo, o di volergli
neanche quel minimo di bene..sai, l´ho capito solo adesso. E´arrivata come una
fulminazione, il fatto che questa cosa in me nn sia mai esistita.
E mi manca...é ora ti dico perche´: perche´così nn mi sembra di essere un
essere umano, ma un robot, un pezzo di metallo freddo lasciato li´cosi...
Ieri sono uscita nei boschi e ho pianto talmente tanto… mi sembrava che la
presenza delle sagome scure degli alberi fosse confortante, materna. Avevo
voglia di sentire l´aria fresca sul viso, mi sono immersa nell´ombra e ho
spurgato tutto, sono arrivata all´acqua e l´ho udita scorrere in tutta la sua
pace.
Un ritmo costante e chiaro, ho alzato finalmente lo sguardo e ho visto che il cielo era pieno cosi´di stelle immense e luminose.. una miriade di stelle che tracciava la sua strada nel cielo. Mi veniva in mente la voce calda di Jim Morrison mentre cantava Whisky and Mystic and Men, e poi altre cose..ma in quei momenti in cui la luce delle stelle si manifestava nel cielo con la sua identità di stabile ed infinita presenza, allora e solo allora sono uscita dal quel vortice che mi teneva prigioniera del mio mondo.
La sensazione di appartenenza a
qualcosa di piu´vasto ed esteso, di qualcosa di piu´grande, ampio e leggero,
come l´aria fresca e il silenzio della notte, quel silenzio che parla, e
accarezza l´anima, quel silenzio che conforta e fa in modo che si possa
ritornare indietro invece di continuare a fuggire.
Buffo a dirsi ma quando sono ritornata indietro e´stato come se un grande
aspirapolvere mi avesse ripulita di tutto: mi sentivo come svuotata. Vedevo un
flusso di immagini che mi scorreva sotto gli occhi e mi sentivo stanca, in pace.
…
Chiara