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maialino.blog |
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Per dovere di privacy e per la mia incolumità personale, il mio protagonista
oggi si chiamerà Carmelo, ognuno di voi, scelga il nome che vuole ...quello che
meglio si adatta ad una storia come questa.
L'ho incontrato all'improvviso, sul lavoro, gli ho servito una birra e lui ha
iniziato a parlare.
Dalle nostre parti gli danno del malavitoso, con un pò di imbarazzo e tanta
curiosità, mi sono lanciata.
Gli ho domandato se lui è un pregiudicato.
Quattro anni di carcere ...ma lui no, dice che non è un pregiudicato.
Marcato accento napoletano e raucedine da marlboro rosse, al collo porta una
catenina d'oro a maglia larga, con un tipico cornetto come ciondolo.
Stereotipato.
In realtà è un personaggio alternativo, si definisce un rapinatore gentiluomo.
Entrava nelle banche col sorriso sornione e serafico diceva :"buongiorno
signori, gentilmente, le mani sulla testa, vi sto rapinando".Poi spariva
abbracciato alla sua prostituta di turno. E' per una donna che è finito in
galera.
Una rumena che l'ha incastrato.
Poi parte con un elogio considerevole alle prostitute italiane, loro sì, che
sanno tenere la bocca chiusa.
In carcere prendeva 600 euro a settimana dal suo migliore amico, come lui, ladro
dal sorriso gentile.
"me l'hanno ammazzato"dice ....i suoi compari.
"Io invece sono un'istituzione, quando passo per le mie strade, nessuno più mi
pugnala alle spalle," la galera è il suo lasciapassare.
Gli domando se ha mai parlato.Nega. Ancora adesso, nega.
Mi guarda e resta zitto per un pò , poi esplode : " a signurì, io mica so scemo, tu potresti abbracciarmi e allo stesso tempo puntarmi una pistola alla tempia." Annuisco.
Gli chiedo cosa mi sa dire dei primi anni novanta. Si gasa.
Andava in giro corrompendo le mogli dei carcerati. E si difende, dicendo che lui
non va confuso coi Siciliani.
Dice che" quelli so cattivi", lui era come Robin Hood.
Però intanto dopo quattro anni il galera in uno stanzone da sei persone, ora prende più di
mille euro a settimana.
Settecento glieli manda il cugino e gli altri trecento gli arrivano per posta da
qualcuno di cui non si può dire il nome.
E' questa la sua pensione ... o se vogliamo, la sua professione: pagato per tacere.

Stare in un bar è come stare in metropolitana, solo che lì studi la gente di
nascosto, la spii, mentre tra i tavoli di un bar è diverso conosci abitudini e
riti di ogni caffè e avverti nel tono di un "grazie" tutta la solitudine, lo
sconforto, l'indifferenza o la superiorità della gente.
Verso le sei arrivano sempre famiglie di immigrati, che l'indifferenza ce l'hanno nel DNA, solo che la mostrano tranquillamente sfoggiando il loro sorriso migliore, come se quel caffè gli sia dovuto, come se fosse normale sporcare il tavolo di patatine, ungere le sedie e lasciare nel posacenere strascichi di saliva. Io che pulisco vedo.
Le donne si siedono a tavoli diversi, un pò distanti, con dei veli sulla testa
che sono una meraviglia, ogni sera più preziosi, più luminosi.
Gli uomini confabulano nell'angolo opposto, se ti avvicini troppo puoi rischiare
di soffocare, è nauseante la puzza di sudore.
Ma le donne quelle no, loro ti guardano come se non ci fosse niente di meglio
nella loro vita, che poter chiacchierare in un bar, all'aperto naturalmente,
altrimenti non potrebbero.
Nessuno di loro beve alcolici e quando piano piano si avvicinano al banco, non
alzano neppure la testa, pur di mettere una croce sulle bottiglie dei liquori.
Alle 10.30 in punto arriva Biagio, con la sua famiglia.
Non ha nemmeno sei anni, e viene dal Profondo Giù..
Ti guarda con gli occhi più pieni del mondo e chiede il suo Cornetto Algida.
Mamma e papà Biagio hanno mille parenti al seguito ma nessuno ordina mai
niente ... solo ogni tanto, mamma Biagio, chiede un caffè macchiato caldo, con
due bustine di zucchero.
Vanno al risparmio e stanno seduti fino a chiusura.
Loro sorridono davvero, come per ringraziarti...Se di passaggio sfiori per un attimo le loro sedie, puoi sentirli ridere di gusto in un dialetto che sembra davvero lontano.
La signora Linda è di casa, ogni mattina e ogni sera, decaffeinato con un pò di schiumetta, ha una voce che pare un toro e uno sguardo fulminante. Alza il tono anche quando non sta parlando e tiene banco tutta sera con le amiche dell'orzo in tazza grande e del caffè corretto grappa. Sono loro le nonne, però sono sempre senza nipoti, si godono l'estate con il loro golfino sulle spalle, che sa di naftalina.
Quando ritiro le tazzine sento odore di messa in piega e di capelli laccati. Il bar è la loro discoteca , un posto nuovo dove poter essere maliziose e ragazzine quando i settanta sono già belli che passati.
Spesso mi chiedo se le persone che servo, riescano a conoscere anche me.
Mi chiedo se Linda sappia che per fare la schiumetta al suo caffè, entro in
panico e sudo sette camice.
Mi domando se Biagio e famiglia si accorgano dello sconforto dei miei occhi ogni
volta che arrivano a fare baldoria a pochi minuti dall'orario di chiusura,
quando già inizio a pulire i pavimenti ...e magari.. anche i marocchini a tavoli
separati, avvertono il mio odore come io riesco a sentire il loro ..si si.. può
darsi che il mio profumo sembri puzza e che la loro puzza in realtà, sia il loro
profumo.
Strano, è tutto così strano.

Ho le unghie laccate di rosso, come le vecchie al mare in costume integrale.
Al posto del pareo però ho un mini bikini e un sorriso finto.
Sgualdrina, concubina, geisha, dama di compagnia.
Non so bene quale nome sia il più adatto, quello che è sicuro è che sono usa e getta, o meglio, usa e metti da pare ... per occasioni migliori.
Quando sarai assalito dalla noia, coperto dallo studio, triste e solo, beh allora chiama Evi la ragazza zerbino, quella che mangia mille gelati da Mc Donald per poi vomitare dopo un solo Gin Lemon.
Quella che rimane di legno, quella che si lascia annusare soltanto ma che sembra possa regalarti il mondo intero.
Quella che ogni tanto si appiccica come il Vinavil, perchè all'amore cinematografico da romanzo rosa, lei ci crede sul serio.
Un tipino alla Audrie in Colazione da Tiffany, innamorata di tutti e che si
fa pagare 50 dollari per la toeletta, dopo ogni incontro.
Scostumata forse.
Anche se ritengo che certe cose sia meglio falre a vent'anni e da single
piuttosto che a 40 con pargoli e marito al seguito.
Il punto è sempre quello:cerco di voler bene a tutti, sperando che almeno uno
voglia bene a me.
Intanto dormo tutti i pomeriggi con mielose canzoni disperate che fanno da
sonnifero.
E' un modo per non pensare, una tattica per staccare la spina.
Anche se molti per distrarsi dai guai preferirebbero "copulare" in una pugeot 206 nel parcheggio della discarica, alle tre di notte, il venerdì sera...

Se fossi un bimbo chiederei : Perchè? Cos'é la guerra? Come mai..?
E qualcuno mi risponderebbe ... è un gioco idiota che piace tanto ai grandi,
come quando d'estate si gioca con i gavettoni.
Potrebbe essere una fresca prospettiva del conflitto.
Certo che cercare di dare un senso al Libano di oggi quando in sottofondo ho
il cd di Grease ... beh non è il massimo della serietà.
Vedrò di mantenere un pò di contegno!
Dunque dunque...
Il Libano è indipendente dal 1943, prima era sotto controllo del governo
francese di Vichy.
In seguito alla Guerra dei Sei Giorni, tra Arabi e israeliani, numerosi
palestinesi sono fuggiti, profughi, fino a penetrare in Libano. Era il 1975.
La FAD è intervenuta al volo in collaborazione con la Lega Araba, per
allontanare i fuggiaschi.
La vicina Siria nel frattempo, mirava ad allargare i suoi orizzonti, inviando
truppe oltre il confine.
Soldati siriani schierati in libano dal 1978 al 2005.
La settimana scorsa cos'è successo?
La questione nucleare è stata camuffata,e si è presentata al mondo, celandosi
dietro le vesti di un rapimento:
sciiti libanesi e iraniani hanno rapito soldati israeliani.
Ecco spiegati i razzi Katyuscia su Beirut, ecco spiegata la guerra.
Qualcuno quì mi chiede perchè in Europa queste cose non succedono.
Sicuramente non è perchè siamo più "civlizzati", è solo questione di cultura e di
mentalità.
Per gli ebrei e per i musulmani, la fede, la religione, è una forma di
IDENTITA', un marchio distintivo che li caratterizza, una ragione di vita,
un'insieme di precetti che regolano le abitudini della quotidianità.
Se dovessi presentarmi al mondo, non direi mai : Sono EVITA e sono CATTOLICA .. direi semplicemente "Evi, una sprovveduta poco più che ventenne..."
La vita Europea non è scandita dal ritmo della fede, almeno non più.
Il Medio Oriente ha ancora in corpo lo spirito della crociata, guerra aperta
contro chi ha opinioni divergenti.
Si parla tanto di dialogo.
Ma nessuno si ascolta più.
Il premier Israeliano ha dichiarato oggi che il conflitto proseguirà fino a che non verranno liberati i prigionieri, intanto l'Onu vorrebbe intervenire nel sud del paese.
Ma il Libano, tenta di fare comunella con l'Iran e rifiuta l'intervento delle
forze internazionali.
Nessuno vuole la guerra eppure siamo quì, a morderci come il gatto e il topo,
rosicchiandoci.
Corrodendo una fettina di mondo già sgualcita, un pezzetto di stoffa sporcato di sangue, dalla notte dei tempi.
Il Mondo visto da fuori
Piccola cittadina borghese di provincia.
Tanti pettegolezzi, molta carne al fuoco e scandali al sole.
A Vibo stanno lavorando per ricostruirsi una casa, una vita.
A Valencia si cercano morti sotto le macerie della metropolitana.
Nelle grandi città i taxi non si schiodano e hanno dato inizio alla loro battaglia, come quest'inverno i ferrotraniveri. A casa mia tutto è tranquillo.
Pare la città di Topolino,una Disneyland dove i padri non uccidono le figliole violentandole, dove mal che vada scoppia qualche rissa e incendiano il Centro Sociale: una stanza con due divani e una sedia in legno...e un paio di tossicodipendenti
Attualmente le notizie di cui non si può fare a meno di parlare sono :
1-l'imminente chiusura della fabbrica di maionese
2-l'elenco di tutti i promossi e i bocciati in ogni liceo cittadino
3-la scoperta di un giro di prostitute cinesi alla periferia nor est( che poi
dista dal centro solo tre semafori e una manciata di pedalate in mountain bike.)
4-lo scontro tra una badante rumena e il gestore di un bar perchè pare che la
donna sia entrata nel parco giochi cittadino con un cane di piccola taglia al
guinzaglio: sacrilegio.
In tutto questo caos le vie del centro pullulano di pettegolezzi:
La moglie del ristoratore più in della città sembra abbia trovato, rientrando a
casa, il marito a letto con un altro: un avvocato.
E' scesa in piazza in piena notte urlando disperata: ci sono due uomini nel mio
letto.
Il giorno seguente non si è parlato d'altro, la farmacista di turno, che stava al piano di sotto, l'ha riferito di buon ora all'edicolante...dando vita ad una specie di catena molto simile al domino.. tolto un tassello, tutto il resto crolla.
Mentre il resto del mondo cerca di campare come può alle disgrazie, vedi i treni che deragliano, i figli che vengono rapiti, ed ex calciatori che tentano il suicidio, le mie strade, la mia gente si è posta un obiettivo, come ogni anno, sempre lo stesso: organizzare la famosissima Tortellata Cremasca di agosto. Quattro giorni di tortelli, torte kilometriche e balli retrò.
"Per rilanciare il volto di una cittadina moderna che resta felicemente
attaccata alle solide tradizioni del passato": testuali parole del sindaco,
riportate sul depliant di presentazione dello storico evento.
Mi sembra tutto così assurdo, così surreale.
Pare quasi che la tv porti le notizie di una società parallela, diversa da
quella in cui vivo.
La gente parla solo di ciò che ha sotto il naso, degli scandali che vede sotto
le sue finestre.
Qui non c'è la metro e nessun treno può deragliare,
quì non è Milano e non ci sono taxi,
quì non è Vibo, contro i nubifragi abbiamo la protezione civile che campeggia
ogni tanto sull'Adda e sul Trebbia organizzando esercitazioni a Gombito
mangiando pane e salame.
Quì ci sono prostitute, ma nessuno le vede mai.
Quì ci sono mariti che picchiano mogli, tradimenti pugni...ma solo di tanto in tanto.
E i panni sporchi li laviamo tutti insieme perchè è più divertente andare al mercato e poter raccontare qualcosa di inutile, al proprio vicino di casa.
Memorie di una larva. Ok, la larva sono io, per chi
non l'avesse capito.
E le mie memorie sono così tante che ve le risparmio, almeno in parte.
Sono il tipo che ricorda ogni dettaglio, soprattutto, quei piccoli particolari che non andrebbero notati.
In quanto all'essere larva, beh, nessuno è perfetto e attualmente vedo la mia vita come in un bozzolo.
Sto quì, chiusa nel mio fagotto e vedo tutto sfuocato, appannato, ogni tanto spingo per vedere se riesco a mettere il naso di fuori ma, in effetti, ripensandoci, qui non si sta poi così male.
Ci sono giorni di insofferenza, sapete, il caldo dà alla testa, altri giorni in cui mi sento il vermiciattolo più carino della terra.
In ogni caso , mi reputo larva perchè sono pigra e perchè tutto sommato, nel mio habitat sono la regina, si, come no, la regina della mia stanza, la padrona della mia tana, il mio rifugio.
Appena mi azzardo ad aprire la porta di casa, ritorno verme, come tutti.
Ci sono vermi più o meno attraenti, vermi più o meno
interessanti, fagottini simpatici e larve mozzafiato,
e io nel mio piccolo, mi sento un bozzolo niente male, ma la farfalle...
le farfalle sono tutta un'altra storia.
Le farfalle vanno in giro sfoggiando ali multicolor le farfalle vanno in vacanza ai Caraibi con i loro fidanzati coleotteri palestrati.
Le farfalle prendono il sole nell'erba e volano da un fiore all'altro, come le
api, che sono un pò sgualdrine.
Bheè le farfalle sono invece puttane con classe mentre i bozzoli, come dire, ci
provano ma ... restano bozzoli, statici, bloccati nella loro impotenza.
Qualche volta ho tentato di attaccarmi un paio d'ali finte, pitturate con
pastelli a cera.
Ho vagato per un pò, e ho provato ad essere farfalla.
Eppure mi si leggeva dalle antenne di plastica, che sono ancora larva, non sembra ma chi ti guarda, capisce al volo se sei bruco ,farfalla o ape Maia.
Se sei ape ti ronzano attorno, fanno tappa e poi ripartono, se sei farfalla voli un pò quà e un pò là, ti fai annusare e magari anche assaggiare ma con educazione, con la grazia e l'eleganza di un pavone.
Se sei un brichino invece, fai fatica davvero, e allora scompari, ti eclissi poi cerchi di guardarti attorno, alla ricerca di sagome come la tua , verdi tonde, tozze e paffute.
Ogni tanto, quando faccio uno dei miei pisolini dopo pranzo, sogno di
trasformarmi in zanzara.
Giusto per togliermi qualche soddisfazione, mordere, far male e lasciare il
segno.

Dov'erano questi elfi?
La solitudine del viaggiatore gli conferiva un alone tutto speciale,come se la
sua figura ,appena abbozzata, che pedalava nell'erba, fosse l'ultima cosa
davvero importante in quel luogo.
Era sceso alla stazione di Pistoia, con la sua bicicletta e quella strana luce che gli conferiva un fascino strano, quasi speciale.
Era il suo momento, il suo viaggio di 48 ore.
Visto da fuori, poteva sembrare un tipo interessante, in reatà si sentiva
soltanto un piccolo genio incompreso che teneva in una tasca bucata, la voglia
di fare l'antropologo, nel bosco degli elfi.
Lei era rimasta a casa.
O meglio, LORO erano rimaste a casa. Attaccate alle responsabilità di studentesse poco più che ventenni.
Tutto questo lo infastidiva, gli altri non lo avevano seguito perchè erano
mediocri..
non sapeva che invece, sotto sotto...lei voleva essere con lui, LORO volevano
essere con lui.
Mentre girava placido nel verde, sentiva di non essere stato capito;sarebbe
tornato con addosso l'odore di chi ha finalmente fatto qualcosa per sè stesso,
gesto eroico forse, o più probabilmente, mero egoismo giovanile.
Da lontano, nella sua stanza intanto, lei sperava che le finestre mettessero le
ali, che spalancassero una visuale più giusta, un'inquadratura più corretta di
ciò che avrebbe dovuto fare.
La bici, il bosco, gli esami e ancora la bici. Se lo immaginava sdraiato all'ombra con una chitarra, arrabbiato col mondo, credendola uguale a tutti gli altri.
Questo sì che le faceva male.
Prima di andarsene, le aveva confidato di non avere nessun amico vero, per questo forse, non aveva nemmeno cercato compagni di viaggio
Lei sarebbe andata, pur non essendo nessuno, pur non riuscendo ad essere l'amica
che avrebbe voluto.
si , sarebbe andata, sarebbe...
Antropologo dei miei stivali, dov'erano gli elfi infine?
Nascosti dentro la sua testa,
facevano capolino tra i pensieri.

La Red Bull sotto accusa.
Stimolante, energizzante ma non alchoolica. Mix vincente con tanto di taurina, per far sentire i giovani, e i meno giovani, sempre sulla cresta dell'onda.
Mischiata alla vodka provoca rigurgito immediato ma allo stesso tempo limita gli effetti di stordimento di tutti gli altri beveroni da sabato sera.
Le mamme si preoccupano, i figli se ne fregano.
Genio inventore della Red Bull è un chimico tedesco, che, durante un viaggio in
Cina, stupitosi per la grande energia degli autisti di risciò, si è informato e
ha studiato il loro segreto: una bevanda a base di midollo di bue o qualcosa di
simile.
Tornato in Europa ha riprodotto il tutto, dando un sapore più"occidentale" con
ribes e bacche rosse, .tanto che a berlo sembra sciroppo per la tosse.
Risultato: soldi a palate.
E allora, tutti a comprare la Red Bull.. perchè, si sa, mette davvero le ali..
anche se si tratta solo di uno slogan per condizionare i cervelli.
Recente scoperta è il midollo di bue che pare una schifezza detto proprio terra terra, ma studiosi di tutto il mondo affermano che le sue sostanze sono riprodotte anche dal corpo umano, quindi non c'è niente di cui preoccuparsi
Un pò come quando mi dicevano da piccola, che tra gli ingredienti delle Big
Bubbles c'era sperma di topo o forse era di balena...
ancora oggi mi domando se sia vero, e faccio finta di non crederci..
Ora però il marchio è in crisi..primo perchè gli americani hanno creato un surrogato del tutto simile, come la Pepsy è cugina della cocacola, ora anche la Red bull ha dei parenti stretti...chimicamente simili..
Altro problema è l'assunzione di pasticche, mista a questo
stimolante,
ne altera gli effetti e diventa un'arma LETALE..
non so se crederci o meno, è risaputo, le multinazionali si lanciano merda una
contro l'altra, giochi pubblicitari per mandare a monte una vagonata di euro...
In ogni caso, meglio non provare, casomai fosse vero!

Israele cos'é?
Guardo sull'atlante e mi sembra un territorio inventato Transgiordania,Cisgiordania,Giordania,
terre di tutti, terre di nessuno.
E Gaza ... una strisciolina di deserto contesa.
Tutta colpa degli inglesi....e degli americani.
Gran Bretagna imperialista, che pone la sua corona dappertutto.Ecco.... Israele nasce esattamente nel 1948. Prima, non esisteva.
Nasce per intercessione degli alleati, dopo la guerra, nasce perchè il movimento sionista era ormai troppo forte e agli europei sembrava un buon modo per permettere anche agli ebrei una vita decente, lontano da da tutto quello che Hitler aveva fatto, lontano da una Germania divisa.
E poi ecco che non basta più. Dopo avergli dato una mano, Israele si prende il braccio, arriva ad allargarsi fino a Gerusalemme
Ed ecco Gaza, territorio di passaggio per arrivare al Sinai egiziano,
protettorato inglese.
Ora siamo quì, dopo più di cinquant'anni con lo stesso problema, ebrei in un
territorio arabo, arabi che non accettano, l'Onu che tenta di mediare... per
guadagnarci qualcosa, un pò di petrolio, un pò di fama.
Tutti ci mettono il becco, proprio perchè è in Palestina che s'intreccia la
storia del mondo, o almeno così dicono e parecchi ci credono.
Allora com'è giusto chiamare questo staterello in perpetuo
conflitto? Israele? Palestina? Divisi da una sorta di Limbo, la striscia di Gaza,
territorio occupato. Una prigione per gli arabi che per gli ebrei.
Una sorta di ring dove nessuno vince e niente si risolve.
Anche i negoziati non servono più, gli accordi di Camp David buttati nel cestino
e un lembo di terra usato per giocare al tiro alla fune.
Divertimento preferito per il resto del mondo...

Stiamo a guardare, muti osservatori senza
diritto di parola.
Anche per divertirsi, ci sono delle regole, anche ad un concerto bisogna essere
spenti.
E' così che ti vogliono in tv, è così che funziona ora il mercato.
Sei lì, davanti al tuo idolo, lo vedi Vivo in carne ed ossa e ti
sorride....
vorresti urlare:"sono qui mi vedi, sono come te"
Da un angolo sbuca un omino serio serio che fa il conto alla rovescia con le
dita, ti dice di applaudire al momento giusto, di non sorridere finchè non te lo
dice lui.
Indica una telecamera scongiurandoti di guardare quel quadratino nero, per non
mandare a rotoli il programma.
Osservi, leggi quello che ti fanno leggere, apri bocca quando te lo dicono e
batti le mani solo dopo aver sentito "VIA".Squallido.
Eppure anche la vita va così, travolta da un flusso di plastica che ti
imbavaglia.
Prendi l'autobus per cosa?
Studi per cosa? Porti a casa quattro soldi per cosa?
Tutto in funzione degli altri, della famiglia ,della casa, dei figli, per avere
un lavoro migliore.
Arrivi ad un concerto e con sano egoismo vuoi divertirti semplicemente per te
stesso.
E poi ti dicono che devi seguire lo schema televisivo per far divertire il
pubblico a casa.
Sai che palle, sai che noia.
Si rompe la magia di una canzone.
Siamo di nuovo nella stessa scatola buia, ogni tanto si vede uno spiraglio di
vita.si respira un pò di più
ma per chi tenta di prendersela tutta, quest'aria che ci manca, c'è poco da
fare, ci spezzano le ali.
Chi ci spezza ? Chi ci fa tacere.
Qualcuno che è in gabbia quanto noi, solo che non se n'è reso ancora conto, non si è accorto che andiamo verso un mondo di automi, androidi; tutto robotizzato, motorizzato, computerizzato.per attutire, eliminare e smorzare ogni sensazione, ogni passione, ogni ViVO coinvolgimento.

Ma quanto è bello Tristano,ma quanto è sexy il guerriero di Cornovaglia!
Storicamente imperfetto ma conforme alla leggenda, il
film rimanda all'eterno conflitto Irlanda-Inghilterra.
La guerra è protagonista, prima ancora dell'amore.
In un medioevo agli albori ,emerge tutto il fascino dei
sassoni, degli iuti, dei bretoni e delle scogliere d'Irlanda.
La storia è vecchia come il mondo, triste edrammatica.
Trasuda onore e tradimento ad ogni colpo di spada.
Alleanze improbabili e tornei, la fanno da padrone.
Tristano, figlio "adottivo " del futuro re d'Inghilterra, creduto morto dai suoi compatrioti,giunge ferito in Irlanda dove scopre l'amore, grande e preziosa alternativa alla guerra.
Lei è Isotta,figlia del re d'Irlanda, bella e travolgente, salverà la vita a Tristano e gli si concederà con ardore.Come dimenticare la suspance?
Isotta diverrà moglie di Aragon e Amante di Tristano, nonchè principessa d'Inghilterra.
L'adulterio si consumerà più volte, sempre se di adulterio si possa parlare, perchè in realtà, nonostante il vincolo matrimoniale che lega Isotta al suo re, l'amore per il successore al trono, guerriero sexy, è vero, puro e forte.
Tanto forte da vincere la morte.
Inutile stare a spiegarvi quanto fosse affascinante il protagonista.. comunque, vedere per
credere. James Franco è il nuovo idolo, da un giorno all'altro stravolgerà gli ormoni
delle ragazzine ( anche di quelle più cresciute!!).
Al termine della proiezione ero l'unica con le lacrime agli occhi.. comunque sono certa che,in molti si sono emozionati....
Quando si assiste ad un'amore struggente e mai patetico come questo, è difficile restare insensibili.
Primo maggio in concerto. Festa politica, festa dei
Sindacati in piena par condicio.
a Roma, piazza San Giovanni una quantità inaudita di giovani ha danzato dal pomeriggio
fino a tarda sera.
Solo mi chiedo, cosa centrassero esattamente le bandiere di Che Guevara, le bandiere sarde
e quelle cubane.
Primo maggio, giorno di relax per i lavoratori, giorno di protesta per leggi che portano i
giovani al lavoro precario.
Mi sta bene il dissenso ,non mi sta bene metterci insieme tutto il resto, ovvero la
vittoria di Prodi, gli insulti e i fischi alla Moratti a Milano e gli striscioni con le
scritte "dieci, cento, mille Nassirya"
Bisio, dal palco ha detto bene: riflettiamo.
Farsi soldato è una scelta, un modo magari per sfuggire alla disoccupazione, ormai non
più solo caratteristica dominante del Meridione ma prerogativa dei giovani d'Italia.
Primo maggio contro la mafia, un modo in più per far rientrare il lavoro nella legalità.
Ma i fischi cosa c'entrano? Una spiegazione forse c'è.
Letizia Moratti, si ritiene"lavoratrice", un esempio per la società, una donna
di ferro, pronta a migliorare la metropoli milanese.
A questo punto sorge un dubbio.
E' cognata del Moratti che tutti conosciamo, con l'istruzione a creato solo tanti guai e
pare che non abbia mosso un dito per arrivare dove sta.
Ha alle spalle una famiglia dalle risorse economiche esuberanti.
Come paragonare i suoi "danni" di ministro al
duro lavoro di un'operaio un macchinista, un'insegnante, un'impiegato,un benzinaio?
Allora ben vengano i fischi, ben vengano gli insulti in piazza... la maleducazione sarebbe
da evitare però,quella piazza gremita, pronta a ballare, bhè, mi fa capire che forse per
noi ragazzi è ora di una sana VENDETTA.

Sto cercando di vedermi come in uno specchio, io qui, nella mia stanza con le scimmie che
pendono dal soffito pieno di margherite e un bel ( a seconda di chi osserva) riflesso
davanti.
Qualcuno dice che dovrei distaccarmi ... come dire DISTACCARMI DA ME, per riuscire a vedermi meglio.... lasciando negli altri qualche sensazione duratura.
Qualcosa che non si esaurisca in cinque minuti.
Però pensandoci, già il fatto che io stia scrivendo cercando di convincermi che devo
prendere le distanze da ciò che sono ... bhè, non aiuta....
Ricominciamo da capo.
Ma da dove? Non sono capace di uscire da me.
Carmen Consoli è qui e strimpella... direttamente da Taormina, è piombata nel mio
timpano!
Traccia numero quattro..... e divento un rubinetto aperto
"Forse non riuscirò a darti il meglio, a volte ho trovato i miei
sforzi inutili, forse non riuscirò a darti il meglio,a volte ho trovato i miei gesti
ridicoli come se non bastasse aver rinunciato a me stessa .e non ho fatto altro che
sentirmi SBAGLIATA ed ho cambiato tutto di me perchè non ero abbatsanza ed ho capito
soltanto adesso che avevi ... paura...."
Ditemi poi come faccio a stare sullo sfondo di quello che scrivo quando attorno tutto DICE di me...quando il computer campeggia tra le foto, quando fuori c'è un sole che sa di mare, e di vacnaze estive, quando la musica che ho dentro dice che ESSERCI... è l'unica cosa che conta e che mi fa stare in piedi..
Sgranocchio un grissino e ragiono, potrò mai essere MEGLIO DI COME SONO, SCRIVERE MEGLIO DI COME SCRIVO,ESSERE PIU' FORTE DI QUANTO GIA' NON SIA???
Come dico sempre, o come dice Miller. "ognuno ha
la sua piccola tragedia privata" me lo ripeto ogni volta che qualcosa va storto..
Oggi mi sento accartocciata, come se qualcuno mi avesse infilata in una busta piegandomi
per bene in quattro sigillando il tutto con lacca rosso sangue e timbro postale..
Speditemi dappertutto ma non fatemi restare quì.
Speditemi in Irlanda con una bicicletta, datemi un calcio in culo e fatemi volare diretta
a Parigi in un localino del Quartiere Latino ubriacarmi con la vita degli altri, pur di
uscire dalla mia...solo per oggi...
Fare il pieno delle storie degli altri per scrivere la mia senza essere me.
Ok, basta grissini, e' ora di un bel pianto liberatorio.
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Classica storia strappa lacrime, una realtà così vera e così viva che rimane sogno, e
non si concretizza mai.. o almeno non in modo così esauriente e passionale. Eppure anche stavolta, Federico Moccia, con "Ho voglia di te", fa volare lontano, tanto più lontano, così lontano che Babi, la protagonista del primo romanzo pare sparita, trasformata nello specchio di sua madre, viziata e conformista....così tanto antipatica e indifferente da lasciare spazio a Gin. Entrata trionfale nella vita di Step, lei, Ginevra, la maga, la fata.... quella che ha voglia di lui, quella che si lascia prendere all'orto botanico, si lascia cogliere e poi sigilla quell'amore con un lucchetto legato alla catena di un palo della luce lungo il Tevere. Gin che modifica tutto, Gin il tornado, Gin che travolge. E Step, fagocitato, eccitato, maschio e innamorato... sale ancora più su, altro che tre metri sopra il cielo... siamo come minimo ad alta quota, un volo allucinante fatto di pestaggi, tradimenti, paranoie, serate al cinema e giri in moto....tutto.. per riuscire a capire che è lei, è Gin , la sua musa la sua"vorrei ma non posso" la sua "baciami ora qui adesso...che del resto del mondo non me ne frega niente..." E ora provo ad imitarli quei due,Step e Gin.... ma è pura follia, è solo un libro, che spalanca la mente e fa scivolare all'aria aperta un sacco di fantasie recondite, mani che si intrecciano sguardi che sorridono,capelli al vento. Solo sulla carta le cose stanno davvero così,...sono solo parole, parole che condizianano a tal punto da far ballare tutto.... e fremo, nella mia staticità, mi agito e alla fine crollo, perchè è sempre così, alla fine, la donna è arrendevole e accetta gli inviti, anche quando sa che non deve!!! Chi ha orecchie per intendere intenda, e chi non ha
inteso, legga il libro che è meglio, poi capirete tutti come mi sento ora: Incontri ravvicinati del terzo tipo. Armata del mio sorriso migliore mi avvicino. Lui è poco più alto di me,ha l'aria allegra, sveglia, parla già abbastanza bene l'italiano. Ha le braccia cariche di cianfrusaglie, accendini, collane, braccialetti colorati. Nero come la pece, scuro come un'ombra. Se lo si guarda da lontano si riescono a scorgere solo i denti, circondati da un grumo di polvere nera.
Perchè scappare? Potrebbe essere interessante stare a
parlargli. Non ho fatto in tempo ad attendere il successivo incontro. Invece di aprire il portafoglio gli domando come si
chiama : "Gibi", mi risponde. "non ho tempo, ho troppe cose da fare per avere il
moroso!" in preda all'ansia, ripeto....... "Ciao bella ragazza, grazie, ci vebiiiamooo in
ghiro" Cinque euro non li avevo davverro.. e se lo sapesse mio
papà, che sono stata a Milano con solo tre euro in tasca, mi fucilerebbe! Penso già che la prossima volta mi racconterà da dove viene, cosa fa quando non lavora, dove vive. Quel sorriso aveva un non so che di cupo e curioso che devo davvero scoprire.. Sei sicuro di avere ancora un amico ,quando c'è di nuovo qualcuno che ha il coraggio di dirti "TE L'AVEVO DETTO", anche se è l'ennesima volta. Sei certo di non essere solo quando la voglia di stare
vicino, vince la noia. Spesso restiamo come imbambolati ad ascoltare qualcuno che parla, parla, parla e straparla dei suoi problemi,e pian piano l'indifferenza sale dai piedi e raggiunge il cuore. Eppure si rimane lì, fermi, fingendo un interesse
sincero, credo sia questo l'essenziale. Ho stufato talmente tanto un'amica, da renderla esausta, ho reso la sua vita invivibile.
Adesso mi sono accorta che era lei a tirare la carriola.... e io... io ero il suo
rimorchio. E' chi mi vede da quando avevo i capelli lunghi e le
trecce, che sa davvero guardarmi in faccia, dirmi quello che pensa e urlare :"evi, mi
hai stufato... però sono sempre quì". Chi ci conosce poco, fa molta più fatica, apre la
porta una, due, tre volte, alla decima, si mette da parte, si chiama fuori, e tanti baci e
tanti saluti.. Ora non ricordo esattamente chi, forse il nonno di
qualche scrittore famoso.. o magari un perfetto sconosciuto... Io sono già tranquilla, posso perdere tutto il resto,
ma so di avere vicino almeno cinque persone che mi hanno vista piangere, dormire, mangiare
come un bue, vomitare, mi hanno sentita gridare, ruttare, mi hanno asciugato la faccia, mi
hanno presa per mano, mi hanno calpestato e poi rialzato, mi hanno accompagnata, lasciata
in disparte cinque minuti e poi ripresa, con i sensi di colpa, mi hano sgridata, insultata
e presa a pugni... Ma non sono quì a dirmi : EVI, TE L'AVEVO DETTO!! Una dose di Olimpiade, una scia di ghiaccio, una nuvoletta di freddo e tante scintille sotto la lama, labbra rosso fuoco, guance alla Heidi e un accento tedesco da far pensare all'adozione. Pare che la Nazionale olimpica abbia seri problemi di pronuncia e grammatica, ma è pur sempre una parte d'Italia che a modo suo ci rappresenta! Un paio di settimane fa, passava la fiaccola proprio quì in piazza, nella mia micro-città, ad attenderla, nemmeno una cinquantina di persone .tra cui la sottoscritta.
Tutti accorsi per vedere un ragazzetto sui quindici anni, trasportare un bastone blu di plastica seguito da carri colorati pieni di sponsor e modelle sculettanti in tuta da sci. Nonostante un esordio poco promettente, ora sono ipnotizzata davanti alla tv, sarà che ho la febbre e non riesco a studiare, ma questa domenica l'ho dedicata tutta quanta alla COLTIVAZIONE del MIO SPIRITO OLIMPICO. Anche se appena ho sentito parlare Zoeggler, vincitore dello slittino....bhè... mi sono cadute un pò le braccia, almeno potevano insegnargli l'italiano! Chissà come sarà orgogliosa la signora Franca. Eppure io penso che lo spirito olimpico sarebbe ancora più olimpico se un siciliano vincesse lo slalom gigante, oppure, se vedessi al podio un rappresentante del Congo. Caspita, tutti biondi, rossicci.... occhi azzurri e lingua che sputacchia.....naso tappato e pellicine sulle labbra. Non che non sia divertente e appagante vedere i nostri, medagliati, ma voglio un tocco in più! Voglio allargare gli orizzonti a quest'Olimpiade che nasce, son stufa di vedere finlandesi, norvegesi, olandesi, tedeschi, svizzeri danesi,austriaci...voglio uno sciatore del SUD. Faccio un appello per tutti i giovani sportivi meridionali: so che non avete montagne, ma adesso la neve è anche artificiale, .per favore, alla prossima olimpiade fate un tentativo, è tanto FREDDA senza di voi questa GRANDE... e per così dire...GLOBALE manifestazione!! Non so, c'è per caso qualche sciatore promettente in Aspromonte? Sulla Sila? In Abruzzo? Qualche bravo snowboardista nella Terra del Fuoco...? (che sta a SUD ma che è anche tanto FREDDA!!)???? Sto parlando a tutti voi, mi auguro di essere ascoltata perchè sento poca Italia a Torino quest'oggi!!! Una donna è stata più volte violentata da cinque uomini dopo essere stata rapita. Ennesimo caso di stupro, ma stavolta, studiato nei dettagli, unici indizi rimasti: Rohypnol e Progesterex. I cinque violentatori avevano versato queste due sostanze nel bicchiere della donna, si sciolgono facilmente nei liquidi ma lasciano alle loro spalle, tracce indelebili. Si tratta di due farmaci normalmente usati in medicina veterinaria per sterilizzare cavalli e animali di grossa taglia. Sono reperibili facilmente anche nelle università. Rabbrividisco. L'effetto che hanno sulla donna è quello di una
temporanea amnesia. Si salvano così gli stupratori rovinando l'esistenza delle vittime, togliendo loro quella che è una prerogativa: DARE LA VITA, ESSERE LA VITA. Succede spesso nelle discoteche di lasciare i bicchieri
incustoditi. Prima si veniva inseguite, magari picchiate. Ora la violenza è velata, nascosta dietro polverine bianche e pasticche sciolte nell'alcool la vista si annebbia, la testa gira e si cade facilmente tra le braccia di mostri. Pronti a concepire la donna come un semplice corpo,
creato apposta per soddisfare il piacere dell'uomo. Basta poco perchè un branco di lupi scelga proprio noi come prede. |