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Parola di Gufo

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Le Sfide di Gufo


Amici maialini,
quando c'è confusione c'è business e ad Haiti stanno girando molti soldi.

I media parlano di solidarietà e di povera gente, di miracoli della speranza. I media non parlano del traffico di esseri umani.

Non tanto per il commercio pedopornografico, quanto per la vendita di organi.

Un bambino tra i sei e i dieci anni può essere fornitore di: 2 occhi, 2 polmoni, 1 cuore, 1 fegato, 1 pancreas, 1 milza, 2 reni, 2 surreni, 2 litri di sangue, midollo e fibre muscolari varie.

Il valore di mercato varia tra i15000 e i 40000 dollari, ma ad Haiti si possono fare affari intorno al migliaio di dollari.

Il prezzo aumenta in proporzione alla percentuale dei vari intermediari.
Per il mercato degli organi il prezzo resta solitamente sotto i 100.000 dollari a bambino.

Le donazioni di organi sono pochissime nel mondo, perché non ci sono leggi, perché non c'è cultura tra la gente, per inutile egoismo della stessa gente, per pregiudizi, spesso fondati, sul business.

Le liste di attesa per un trapianto sono lunghissime e quando si stà male pagare non è un problema, anche a costo di indebitarsi, anche sulla pelle altrui.


Quando si stà male l'egoismo prevarica ogni valore ed ogni morale.

Davanti alla malattia o alla morte nessuno si vuole rassegnare al proprio destino, oppure alla volontà di un dio ipocrita.

Nel sistema sociale haitiano i legami familiari contano finché non c'è nulla da perdere, finché c'è miseria, ma appena c'è da guadagnare gli scrupoli spariscono ed il sacrificio di un figlio o di un nipote è lieve, quasi inesistente.

Senza il clamore dei media, faccendieri da tutto il mondo si organizzano per rifornire di organi freschi soprattutto il giro dei trapianti in Europa, nella zona ex sovietica e in sud America.

Parecchi italiani sono nelle liste di cliniche russe, cinesi o brasiliane, fidandosi o soprassedendo sulla provenienza del pezzo di ricambio.

Gli italiani sono maestri nell'agire in mezzo alla confusione, maestri pure nel cogliere l'affare migliore.
Ciao amici maialini!



Amici maialini,
la tragedia di Haiti è l'ennesimo scempio umano e mediatico verso una zona del mondo considerata quasi inutile per fini politici.

A volte è bene che ci siano certe tragedie, per liberarsi la coscienza, per far muovere soldi, per deviare l'attenzione da altre tragedie.

Fino a prima del terremoto, Haiti era la parte sporca e cattiva dei Caraibi, quel cumulo di delinquenti e disperati attaccati all'enclave del turismo della Repubblica Dominicana.

Prima del terremoto la gente è stata lasciata in balia di dittatori e criminali, in un costante clima di terrore e miseria.

La storia di Haiti è fatta di colonizzazioni, dominazioni e dittature, soprattutto di opportunismi e saccheggi.

 

Prima la colonizzazione-dominazione americana, poi il regime del terrore dei Duvalier padre e figlio (appoggiati da Usa, Canada, Francia e Gran Bretagna in particolare), poi una serie di rivolte armate e presidenti truffatori incapaci di dare una svolta al paese più povero delle americhe.

Poi il terremoto e l'opportunità di fare soldi sulla pelle di disperati.

Poi ci sono quelli che vorrebbero lasciare la metà povera dell'isola al proprio destino, con tesi tutt'altro che ciniche e crudeli, ricordando gli enormi sprechi economici sui disastri naturali.

Si arricchiranno ancora una volta gli intermediari?
Si arricchiranno ancora funzionari locali e delle organizzazioni umanitarie?
Chi beneficierà realmente dei soldi e degli aiuti che stanno arrivando da tutto il mondo?

Già si parla di mercato nero, già si combatte contro sciacalli e speculatori, già si pensa a quanto s'è guadagnato.
Tranne rare eccezioni i media parlano solo di "miracoli della vita", tralasciando l'orrido quotidiano, dalla speculazione sugli aiuti, alle violenze più efferate da parte dei soliti ribelli armati per far ricordare al resto della popolazione chi comanda.

Poi mi chiedo dove stanno i giornalisti di tutto il mondo una volta che hanno terminato i loro pezzi.
Staranno ad intralciare chi lavora realmente?
Si metteranno al sicuro dentro qualche bunker protetti da guardie armate?
Se ne andranno a riposare nella parte ricca dell'isola?

Sicuramente ostenteranno il loro status di privilegiati e informatori, entrando nelle realtà il tempo di fare il loro lavoro.

Per quanto la situazione sia diversa, amici maialini vi consiglio di leggervi i libri di Tiziano Terzani "Pelle di leopardo. Diario vietnamita di un corrispondente di guerra 1972-1973."
e "Giai Pong! La liberazione di Saigon."

Ciao amici maialini!


Amici maialini,
le violenze su bambini piccoli sono il massimo del disgusto e della perversione umana.
Purtroppo quello che è successo a Pistoia non è un caso isolato.

Fidatevi del gufo, ma tra fine anno e primi mesi del prossimo ne verranno fuori altri, ben peggiori.

In questo caso non ci devono essere scusanti, attenuanti, motivazioni scatenanti e neppure lo stress deve giustificare quelle violenze gratuite.

Perché perdonare questa infamia?
Perché comprendere gesti dovuti solamente a superficialità e intima crudeltà?

Tanto già ci sono i soliti ipocriti che si adoperano per proteggere queste donne, infami anche loro al punto di buttarla, come sempre in caso di violenze, sullo stress e sulla troppa vivacità dei bambini.

Bimbi di dieci, quattordici mesi sono vivaci, ma non schizzati al punto di tenerli legati.
Bimbi di dieci, quattordici mesi, o anche poco più grandi, possono combinare qualche guaio, mai tale però da fargli mangiare il loro vomito.

La giustizia andrà come andrà, nel senso di quasi assoluzione, oppure, una condanna apparente e poi libere in affidamento a chissà quali servizi sociali.

Non è la prima volta che capita, anche se le vittime sono poco più che neonati.

Una piccola riflessione su amanda knox.
Tra qualche tempo, molto prima di quanto crediate, la ragazza americana tornerà negli States e dopo ancor meno tempo sarà libera.

Il processo per la morte di Meredith è stato indiziario e ci poteva stare anche una assoluzione piena. La campagna mediatica a suo favore negli Stati Uniti l'ha fatta diventare una vittima degli altri due, ma soprattutto delle giustizia, ingiustizia, italiana.
Aldilà della colpa vera o presunta, a casa sua amanda è innocente e tornerà libera presto.

Tranne per qualche poveraccio proveniente dall'Africa o dalle parti più sfigate del Medio Oriente, ogni non italiano che uccide a casa nostra sarà giudicato, forse, a casa sua, considerato anche innocente.

Vi ricordate della strage del Cermis? Malgrado il pluriomicidio fosse accertato, i colpevoli negli Stati Uniti sono considerati innocenti e vittime dei pregiudizi italiani.

Lo stesso, andando qualche anno più indietro, valeva per gli ex gerarchi nazifascisti rifugiati in sud America e spesso protetti dal Vaticano.
Ciao amici maialini!

Gufo Cattivo



Amici maialini,
morire in carcere è ingiusto quando sono dei poveracci o gente con addosso crimini minori.

La terrorista suicida o suicidata se l'è merita quella morte. Non s'era mai dissociata e mai aveva chiesto scusa per aver ammazzato un uomo.

Ai terroristi vengono date più attenuanti che ai mafiosi. Verso i terroristi si è sempre indulgenti, quando loro sono i primi a minimizzare anche gli omicidi più infami.

Peccato che solo una di terrorista abbia deciso di uccidersi. I pentiti del terrorismo hanno usato la legge (infame e vigliacca verso le vittime) per giustificare la loro crudeltà, per sconti di pena e per vendette personali più o meno dirette.

Non comprendo perché politici e media spingono per andare oltre quegli anni, come se nessuno fosse morto.

L'ultimo caso invece dimostra le contraddizioni delle forze dell'ordine.

Sono convinto che sulla giustizia verrà sputato ancora. Alla fine quel ragazzo morto per le botte, non era pericoloso e non aveva combinato chissà cosa. Forse proprio per questo gliele hanno date.

Le botte ci possono stare in galera, ma le prendono sempre le persone sbagliate. Presunti mafiosi, presunti stupratori e presunti criminali violenti restano sempre integri, anche per il giro mediatico che muovono.

Lavorare in carcere è duro. Più ora che in passato i media invece di appoggiare chi stà in prima linea attaccano senza approfondire le storie.

Rimango perplesso quando certi pestaggi vengono fuori dalle mura del carcere. Si può picchiare selvaggiamente senza lasciare segni, bastano piccole accortezze.

Si può ridurre in fin di vita a forza di botte e far credere che sia stata solo fatalità. Sono convinto che andrà a finire come per il ragazzo ammazzato a Ferrara, con condanne ridicole a presunti colpevoli.

Eppure anche lì le prove erano certe. Perché dall'alto coprono la gente più stupida e lasciano soli gli eroi veri? Dov'è l'imbroglio stavolta?

Ciao amici maialini! Gufo Cattivo



Amici maialini,

per fare politica a certi livelli si deve scendere a compromessi in qualche modo.

Piero Marrazzo è un ottimo giornalista e come politico stava lavorando bene, ma per quanto credeva di poter nascondere la sua leggerezza?

Quando non ci sono compromessi, c'è sempre qualche scheletro privato, più o meno grande, più o meno condannabile, più o meno condivisibile dalla gente.

La moralità diventa sempre relativa nella politica, anche a piccoli livelli.

La moralità può essere anche relativa, ma è come la vogliono imporre che fa schifo alla gente che non può reagire.

Meglio un amministratore puttaniere o uno che va con i trans?

Mi fanno schifo quei moralisti che attaccano oltre misura l'uomo Piero Marrazzo, debole come altri, ma non peggio di molti.

Apprezzo sempre di più il modo di fare politica degli americani, dove nelle campagne elettorali è lecito tirare in mezzo i vizi dell'avversario, senza ipocrisie e falsi moralismi.

Con questo meccanismo forse Marrazzo, come altri, non sarebbe stato votato.
Si è autosospeso, ma ancora non si è dimesso, come etica, morale e coscienza imporrebbero.

Perché non si dimette e sparisce come sta dicendo?

Vittima lo è relativamente.
Se era moralmente irreprensibile non avrebbe pagato al primo ricatto e non avrebbe fatto le scene di questi ultimi giorni.

Schifo per schifo, preferisco un presidente puttaniere, del quale, almeno, si conoscono pregi e paranoie.

Ciao amici maialini.

Gufo Cattivo



Amici maialini,
qual'è il limite dell'autodistruzione di una persona?

Si può impedire ad una persona capace di intendere e volere di farsi del male?

L'ultimo record di Paul Gascoigne è di quaranta birre in tredici ore.
Oppure la dipendenza che sessanta red bull al giorno gli hanno portato.

L'alcolismo lo ha fatto diventare scemo, scemo realmente, ma, per la legge, ancora capace di intendere e volere.

Inutile ogni tentativo di aiutarlo da parte di chiunque.
Per la legge britannica non lo si può internare di forza.

A differenza del compianto George Best, Paul ha perso completamente lucidità e obiettività.
Beve per sopravvivere, beve per esistere a non sa cosa neppure lui.

Paul è stato uno dei più puri talenti calcistici britannici, migliore di David Beckam, alla pari di Kevin Keegan, appena sotto George Best.

In Italia ha fatto vedere solo un centesimo delle sue abilità, simili a quelle di Roberto Mancini ma inferiore a Roberto Baggio.

A Roma, in quella Lazio, c'erano troppe distrazioni, nessun controllo e poche motivazioni sportive.
Bastava sopravvivere, evitare di retrocedere e, cosa più importante, fare almeno un dispetto alla Roma.
Carriera irregolare, poco vincente, in tante squadre dove mai è stato leader.

Nonostante le abilità uniche ha mancato sempre quell'acuto capace di eleggerlo a campione totale, personaggio simbolo di un periodo o di una competizione.

Forse voleva solo giocare e divertirsi, come da ragazzini.

A differenza di George Best, Paul Gascoigne è stato ammirato, ma nessun ragazzino ha mai voluto diventare come lui.

Attaccare Paul fa comodo alla buona società, che però continua a sorridere in modo ipocrita e bonario verso gli ubriaconi di turno, anche quando, invece di uccidere se stessi, uccidono gli altri.

Ciao amici maialini
Gufo Cattivo



Amori malati

Una persona speciale

No, lei non era una persona speciale, altrimenti non sarebbe finita in quel modo.

No, lei non era una persona speciale, altrimenti avrebbe cominciato a pensare al proprio di bene.

Per lei speciale era chi le chiedeva perdono ogni volta, implorandole che sarebbe cambiato, giurando su sacro e profano che non l'avrebbe fatto più.

Proprio perché lei non si considerava una persona speciale, doveva doveva perdonarlo e aspettare il suo cambiamento.
Lui era una persona speciale e doveva essere amato di più.

Da quanti anni andava così?
Ogni volta che andava via, lui la inseguiva e si trasformava, convincendola a tornare.
E la volta dopo aveva addosso qualche livido in più.

Non aveva bisogno di aiuto neppure quando si vergognava di uscire per la faccia troppo gonfia.
No, lei non era una persona speciale e lui aveva bisogno di amore.

Se sbagliava ancora, lei doveva amarlo di più.
Dall'esterno non capivano.

A lui, per lei, avrebbero solo fatto del male.
Lui senza di lei non sarebbe riuscito ad andare avanti.
Anche quando esagerava non l'avrebbe più denunciato.
Ormai quella era la sua missione.

Alla fine aveva smesso pure di andare a farsi medicare in ospedale.
Dall'esterno avevano provato a comprenderla, si erano stufati di ascoltarla e alla fine l'avrebbero lasciata perdere.

No, lei non era una persona speciale.


Ciao Gianfranco

Amici maialini, è stato disgustoso quello che i media hanno fatto per la morte di mike bongiorno. Per non parlare poi dei funerali di Stato

La sua scomparsa ha monopolizzato la tv, con servizi continui, interviste a chiunque, neppure fosse un martire.

Rispetto per l'uomo che è mancato, ma televisivamente ha fatto solo quiz, neppure cultura, neppure lontanamente informazione, neppure ancora svago.

Il lecchinaggio peggiore lo ha fatto chi, lo scorso anno, lo aveva silurato da mediaset.
Lecchinaggio più schifoso anche da tutti quelli che in vita lo avevano criticato.
I quiz non hanno migliorato il paese: a quando santo subito?

Nessuno invece s'è ricordato che il 12 Luglio 2009 è passato un anno dalla scomparsa di Gianfranco Funari.

I media lo hanno volutamente messo da parte, ignorato come fosse un criminale.

Gianfranco non piaceva alla buona società e se ne fregava delle apparenze, a differenza dello stucchevole mike televisivo.

Ma se l'uomo dei quiz era costruito, Gianfranco era reale, corretto con se stesso e verso il suo pubblico. Gianfranco si è evoluto come uomo e nelle sue trasmissioni ha sempre portato la gente un passo avanti, lasciava input che poi l'individuo sviluppava nella sua vita.

Per me il merito più grande di Gianfranco è stato aver portato i giornali nelle case all'ora di pranzo e fatto scendere i politici dal loro piedistallo.

Poi gliel'hanno fatta pagare, isolandolo soprattutto, ma lui fino a quando ha avuto forze ha lottato.

Il ricordo di Gianfranco è soprattutto nei cuori di chi gli ha voluto bene, alla faccia dell'uomo dei quiz e della buona società.

Ciao Gianfranco!
Gufo Cattivo


 

Sanaa


Non chiamiamole madri

Amici maialini, ogni donna che giustifica, copre e accetta violenze contro i propri figli non ha più diritto di chiamarsi madre.

Madre è il nome di Dio e di Allah sulla bocca dei bambini.

La presa di posizione della madre di Sanaa è quanto di più rivoltante una donna possa fare verso chi ha messo al mondo.

Non chiamiamola più madre, ma criminale, assassina, vigliacca, infame.

Questa donna non ha morale e non rispetta i principi che il suo islam insegna.

L'islam, per quanto rigido in apparenza, comunque insegna tolleranza e amore, ma la stragrande maggioranza della gente non lo conosce.

Questa donna merita solo disprezzo, eppure tra i cattolici c'è chi la giustifica, c'è chi bisogna perdonare anche la morte di una figlia uccisa solo perché voleva amare.

Questa donna è rivoltante come la madre di Elizabeth Fritzl che periodicamente chiede perdono alla figlia segregata per 24 anni.

Anche questa donna non merita di essere chiamata madre perchè sapeva del dramma della figlia e dei suoi nipoti.
Queste donne meritano disprezzo e meritano di essere cacciate ovunque si trovino.

Mi auguro che il sindaco di Pordenone e il ministro di grazia e giustizia facciano il possibile per mandare via quella donna e toglierle i figli, che rischiano di essere educati all'odio.

Non mi sento intollerante, ma non chiamiamole madri.
Gufo Cattivo



A volte se la cercano

Amici maialini, a volte i ragazzi se le vanno a cercare.
Prima una bevuta di troppo e la voglia di togliersi uno sfizio. Poi aggiungiamoci, a volte, qualcos’altro di illecito.
Poi ci si accorge di aver esagerato o di aver beccato la persona sbagliata.
Poi un improvviso attacco di perbenismo e di vergogna.Poi il pensiero di ciò che gli altri possano pensare di noi.

È difficile togliersi di dosso la nomina di poco di buono.
Meglio un bluff e dire che c’è stata una violenza.

Meglio dire o simulare qualcosa di grosso, che forse poteva accadere, ma che, alla fine non è stato.
L’aver bevuto un po’ troppo e il momento di svago possono mettere in secondo o terzo piano l’essersi tolti uno sfizio o, più semplicemente, aver trombato senza pensare a chi, dove, quando e perché.

Tanto chi può mettere dubitare delle parole di una vittima?
Tanto si allontana la nomina di poco di buono.
Gli stupri contro donne o uomini, sono da condannare sempre e senza attenuanti, malgrado i giudici se ne fregano sempre delle vittime. Però a volte se le cercano.

Oltre gli effetti dell’alcool e droga c’è la voglia di un’avventura prima e accorgersi di aver sbagliato poi.
Per limitare i danni si po’ sempre accusare di essere stati violentati.
Non è la soluzione migliore?

Tanto sul fatto di essersi ubriacati poi ci si passa sopra e per la droga si rimedia solo qualche rimprovero, ma nulla di più.
Per averla data in maniera avventata, o dato per i ragazzi, c’è l’attenuante del momento di spensieratezza, legato poi all’ingenuità di aver bevuto e preso altro.

Gli ultimi fatti di cronaca mi lasciano perplesso.
Troppo simili nelle modalità e troppo simili anche le testimonianze a favore dei presunti aggressori.
Gli stupratori reali di solito vengono protetti più delle vittime, prima in carcere e quando vengono rilasciati.

Ma a chi viene accusato ingiustamente e dimostrata poi l’effettiva innocenza, nessuno, dai media alla magistratura e alla polizia, si preoccupa di riabilitare un nome segnato in modo irrimediabile.

I media e i magistrati lasciano sempre un’ombra, un sospetto su chi prima viene incriminato e poi dimostrato innocente.
L’alcolismo da noi ancora non viene considerato come una piaga sociale, tanto da giustificare gesti solitamente disgustosi.
Non si ricorda mai ai ragazzi di non bere e di lasciarsi andare con gente appena conosciuta.

Si sentono sempre più sicuri delle circostanze e quando si accorgono che è troppo tardi, a volte si inventano la violenza.
I giudici sono più infidi degli stupratori perché si preoccupano solo dei colpevoli, lasciando le vittime in balia dei loro problemi e delle ritorsioni.

Perché alle vittime degli stupri non si da un programma di protezione?
Gli Stati Uniti restano un esempio di civiltà e legalità dove anche i magistrati pagano per gli errori che fanno.

Penso a chi s’è inventato una violenza per coprire altro. Se la prossima volta gli dice davvero male, non è che gli sta’ bene?
Ciao amici maialini!


 

Loredana Bertè dice che la musica ha perso la sua personalità, nel senso che i files musicali sono di proprietà, ma non si possono più toccare come i dischi in vinile e le musicassette.Acquistare musica qualche anno fa era un'emozione sensoriale.
Acquistare musica spesso era legato ad periodo della propria vita. 

Rispetto ad oggi i costi erano maggiori e la scelta definitiva era legata ad un ascolto diverso, quasi uno studio.
La qualità del suono di dischi e mc era relativa ma era più sentita e forse più vicina dalla persona e alla persona.

I libretti con i testi e i crediti all'interno rimangono piccole opere d'arte visiva, come le copertine dei dischi, purtroppo sparite.
Mentre avevamo il book in mano, al primo ascolto sembrava che il disco o la cassettina andassero solo per noi in quel momento.
I files sono più pratici, la qualità del suono è migliore, la scelta praticamente infinita, di conseguenza si può avere ciò che si vuole in ogni momento.

Allo stesso tempo si possono creare i suoi che si desiderano senza dover per forza conoscere la scrittura musicale.
Prima la musica era un concetto, a volte uno stile di vita, oggi è un'espressione creativa possibile a tutti.
In termini di praticità la cassettina rimane migliore del cd, nonostante autoradio e lettori portatili antishock.
Peccato per l'usura, segno però che s'erano vissuti quei suoni, tanto da comprare la stessa anche diverse volte.
La cassettina vuota nella radio, pronta per registrare la canzone preferita.

Con i cd la stessa cosa era quasi impossibile. Oggi si possono scaricare raccolte musicali infinite e complete. Lettori mp3 da pochi giga e di pochi grammi possono contenere intere valige di cassette e vinili.

I cd sono durati a luogo, ma sono stati un passaggio, un appoggio tra la cassetta e il file.
I cd forse sono stati sentiti meno dalla gente rispetto agli altri supporti. Io ho acquistato la mia prima cassetta nel 1988 e l'ultima nel 2001.

Il gufo e il maialino aprono la discussione. 1) Meglio vinile, mc, cd o file? 2) Qual'è il disco, oppure mc oppure cd al quale siete più legati? 3) Cos'era meglio prima? Cos'è meglio ora?
Ciao amici maialini!
 


Amici maialini
non comprendo l'ostilità delle case discografiche verso Loredana Bertè.
I media la trattano da demente, facendola apparire come una pazza.
A volte lei se le cerca,ma il più sono gli altri a fregarla.

Musicalmente sono lontani i successi di classifica degli anni settanta e ottanta.
La bellezza trasgressiva e travolgente è svanita. Il dolore purtroppo l'ha devastata e non è stata più la stessa. Sconvolta o trasformata?

Più la morte della sorella Mimi che il matrimonio con Bjorn Borg l'hanno segnata.
I sensi di colpa si confondono con rimpianti e decisioni mai prese.

Forse con Mimi avrebbe dovuto essere più pressante o solamente più presente.
Le credo quando ripete che la sorella è stata uccisa: il rancore per il padre-padrone non la farebbe mentire fino al punto di accusarlo di omicidio.

Ma restano in pochi a crederle e a nessun magistrato verrebbe in mente di approfondire quello strano decesso.
Bjorn Borg è uno dei più grandi tennisti di sempre idolo incontrastato nella sua Svezia e nei paesi scandinavi.
Carattere particolare, che a volte rasenta apatia, indolenza, menefreghismo.

Grandissimo evasore fiscale, ma nessuno gli rompe le scatole proprio perché idolo. L'evoluta Svezia si comporta proprio come la corrotta Italia.

Il passaggio di Loredana da pop star a scema del paese è avvenuto senza un motivo apparente. All'improvviso lo show-biz ha deciso che non si doveva più investire sulla Bertè. Eppure ha sempre avuto un buon seguito di fans e buone vendite.

Eppure le sue presenze televisive non sono state mai banali.
Eppure è stata fatta diventare ciò che non è. In maniera simile al nuovo povero Sgarbi, Loredana viene invitata in tv per far casino, con il solito contorno di nullità.

I testi delle sue canzoni oggi riflettono i suoi dolori e le sue solitudini, ma lontani da quello che si aspettano i fans.
Forse le servirebbe un buon paroliere come me, come Gatto Panceri o come Enrico Ruggeri.

Ma forse è quello che vuole comunicare lei. L'ostilità dei discografici e dei media verso Loredana le impedisce di fare ciò che meglio le riesce; far musica ed esibirsi dal vivo.

Poi Loredana ha il grandissimo pregio di poter insegnare a far musica, a far esplodere chi ha talento, a far migliorare gli altri.
Un'ora di lavoro con lei vale più di decine di lezioni di pseudo maestri, Morgan Castoldi escluso, dei talent show di moda oggi.

Lasciarla esibire dal vivo le darebbe quella serenità persa con la morte di Mimi.

Peccato gli organizzatori di eventi e feste di piazza siano condizionati dai media e timorosi dei suoi fans.
Loredana ripete che la musica ha perso la sua personalità, nel senso che i files musicali sono si di proprietà, ma non si possono più toccare, come i dischi in vinile e le musicassette.

Acquistare musica qualche anno fa era un'emozione sensoriale.
Ha ragione Loredana. Ciao amici maialini.


Amici maialini

questa estate la buona società si preoccupa dell'abbandono degli animali con una campagna mediatica tanto pressante quanto fastidiosa.

La gente non lascia più cani e gatti sulle autostrade. La gente s'è fatta furba e meglio organizzata.

Ci sono strade secondarie, ci sono i boschi e le campagne.

Poi c'è qualche conoscente al quale si dice "fai tu" e magari il ritorno dalle vacanze è l'occasione per comprarsi un nuovo cucciolo.

Per chi non se la sente di mollare l'animale, anzi il giocattolo di una stagione, l'amico o il conoscente di turno liberano la coscienza.

C'è gente che aiuta la gente a liberarsi la coscienza e sensi di colpa per meno di 100€.

Caricare qualche cane e qualche micio in auto e lasciarli appena fuori dalla città è più facile di quanto si crede.
C'è chi lo fa anche per 5€ ad animale.

Gli appelli dei vip della buona società sono il riflesso dell'ipocrisia perché è tutta gente che può pagare bene altri che gli tengono altrettanto bene i loro animali.

La buona società si interessa degli animali quel tanto per finanziare qualche campagna pubblicitaria, lasciandosi dietro il vuoto.

In Italia strutture decenti per l'accoglienza e il recupero degli animali saranno una decina. E forse esagero.

Avete visto lo stato dei canili? Andate a cercare le condanne per maltrattamento e abbandono degli animali.

Sono pochissime e quei balordi sono più giustificati degli stupratori e pagano comunque meno di quanto richiesto dall'accusa.

Sui giudici ha sempre ragione Silvio?

Perché il problema è che è più facile condonare che far applicare le leggi. E poi ci sono le rappresaglie verso chi denuncia e segnala crimini contro gli animali.

Per la buona società, o quelli che ben pensano, lasciare un cane, un gatto o un altro animale fuori dalla città, in campagna, in qualche bosco, a volte anche in montagna, non sulle strade, non è abbandono, ma è farli ritornare alle loro origini.

E i bambini, più avidi e ipocriti dei genitori, ci credono; tanto al ritorno dalle vacanze avranno un nuovo giocattolo.

Qualche anno fa ci fu l'ennesima discussione tra religiosi e laici di varie confessioni se gli animali hanno o meno l'anima, o un'essenza simile a quella umana. Gli animali hanno dei sentimenti.

Gli animali comprendono, vivono e sentono il bene e il male, oltre a provare affetto.

Visto che la buona società non ha rimedi per gli animali, gente con meno pretese economiche di me, libera le coscienze per 3€ ad animale o per 15€ a viaggio.

Anche Gesù è stato venduto per pochi soldi. Quanti di voi con questa crisi non ci farebbero un pensierino?

Alla fine sarebbe una cifra discreta.

Ciao amici maialini!        Il veterinario su questo argomento



Amici maialini,
la "buona società" ha bisogno di mostri per sentirsi e per essere legittimata.
La buona società maschera le sue prepotenze e le sue vigliaccherie con il bisogno di portare ordine ed essere garante della moralità.

Quale mezzo migliore per giustificare carognate gratuite verso qualcuno in apparenza buono e generoso, e magari anche ricco.

Anche l'inquisizione, durante la caccia alle streghe, a volte se la prendeva con donne altolocate e rispettabili, dando tregua alle poveracce.

Certi bersagli sono troppo facili e fanno troppo gola per non volerci speculare.
La loro bontà alla fine diventa la loro colpevolezza.

In un parallelo molto distante Enzo Tortora è stato massacrato come e più di Michael Jackson.

La mancanza di una infanzia lo ha reso eccentrico, non però il pedofilo che arrivisti e media hanno voluto vendere. Credo che il sesso fosse quanto di più lontano da lui, perché considerava i bambini puri e innocenti. L'ingenuità gli è costata cara.

È stato facile far diventare piccoli amici in accusatori.
Quanti presunti scandali verranno fuori nei prossimi mesi? Quanta gente continuerà a chiedere soldi?
I suoi figli saranno usati per far soldi o saranno protetti?
Tutto dipenderà dagli interessi della buona società.

A parte i fans amanti dell'arte di Michael Jackson, il resto rimane dubbioso sull'uomo e sull'artista.
Forse ha sbagliato a voler essere un esempio per quel prossimo che gliel'ha fatta pagare. Forse doveva fare come l'oscuro Prince, avvolto da un'aura da guru, oltre ad essere un vero talento.

La sua arte non è servita a farlo reagire. La buona società non gli ha risparmiato il voler essere di esempio per i bambini e voler dar loro un'opportunità.

Le sue eccentricità alla fine condizionavano solo lui.

Cosa ne sarà della sua corte compiacente? Restano tre bambini, restano milioni di debiti, resta un talento, resta il sogno infranto di chi voleva essere amato.

Ciao amici maialini



Non chiamatele lolite.

Amici maialini, le tredicenni di oggi sono molto zoccole. Rispetto a quindici o venti anni fa, si passa velocemente dal giocare con le bambole a sedurre gli uomini. Billi Ballo s'è comportato da idiota e sono vigliacche le giustificazioni riguardo la violenza o l'abbordaggio della ragazzina.

Vigliacche sono le giustificazioni e le attenuanti che magistrati continuano a concedere agli stupratori, mandando in malora qualsiasi legge antiviolenza.
Come per il calcio, le prepotenze e le violenze vengono spesso giustificate con una leggerezza peggiore della violenza stessa.

Vi ricordate quella ragazza violentata nel paese di Montalto di Castro nel viterbese?
Il sindaco aveva pagato gli avvocati agli stupratori, fregandosene di opinione pubblica, magistrati e soprattutto umana decenza.

Le tredicenni di oggi cercano il sesso, senza romanticismo, ma per vivere appieno il piacere e trovare qualche emozione diversa dal quotidiano, spostando sempre più in là il limite.

Dell'amore se ne fregano, badano al sodo e sono ottime attrici, per pararsi le spalle, o il culo, verso le apparenze e per avere quanto più possibile un'immagine pulita. Non chiamatele lolite perchè sanno quello che vogliono e spesso se la cercano.

Mi ripeto: non giustifico la violenza, ma certe situazioni se non te le vai a cercare difficilmente ti vengono a cercare.
A visitare e frequentare siti e chat che vanno oltre il semplice erotismo, non sono solo pippaioli, pervertiti e gente simile, ma ragazzine che cercano "il botto".

E'difficile confondere l'età quando si va in locali dove la musica e il ballo sono solo un pretesto. Il popolo della notte cerca lo sballo e la trombata facile. Chiedere troppo non può solo mandare in bianco la serata.

Dove sono le ragazzine? L'età si cambia facilmente.

Un tredici con pochi ritocchi può diventare un sedici, che a sua volta può essere confuso con un diciotto.

Sono sempre loro che predano e la vittima che ha qualche dubbio, magari all'ultimo, pur di concludere, elimina gli ultimi scrupoli, cerca di farsi valere e prega di non ritrovarsi nei guai il giorno dopo.

Il discorso appena fatto per i locali vale grosso modo anche per le chat.
I controlli nei locali, ancor meno che in rete non esistono. Se un buttadentro vede una bella ragazza e ben vestita, lascia passare a prescindere. Se è benvestita ma bruttina fa il moralista.

Lasciamo stare i media e condannando sempre chi abusa, ma se una tredicenne si comporta da zoccola di chi è la colpa?
Ciao amici maialini!


 


Amici maialini,
la considerazione della boxe in Italia è quasi nulla, eppure il movimento pugilistico potrebbe aiutare parecchi giovani.

Ormai il calcio è sempre lontano dalla realtà, non come soldi, ma come atteggiamento di presunzione e superiorità che, nella realtà appunto, quelle persone non hanno.

Nelle palestre di boxe si può trovare di tutto, ma in quelle storiche si pensa a costruire l'uomo.

La boxe insegna a combattere contro le proprie debolezze, insegna ad avere padronanza di sé, l'opposto del controllo.

La boxe insegna meglio della scuola la competizione senza mortificare l'avversario, che potrebbe essere anche e soprattutto un amico. Il combattimento è solo una parte dell'ideale della boxe.

Meglio degli insegnanti di scuola e degli allenatori di calcio, il maestro di boxe sente (poi vi spiegherò) di dover aiutare a crescere ogni suo allievo.
Lo svantaggio caratteriale, l'umano disagio e la paura possono essere affrontati e superati con un impegno fisico solo apparente, che poi diventa disciplina e fa crescere l'autostima, senza denigrare gli altri.

La disciplina fisica di conseguenza coinvolge la testa, come primo passo del volersi bene, del prendersi cura di sé, quindi no eccessi e no sballo fine a se stesso. I film sulla boxe sono spesso stereotipi, macchiette su gente umanamente limitata.
Un bimbo che vuole avvicinarsi al pugilato viene subito etichettato come "strano", come "bullo" , a volte come violento e asociale.
Gli altri sport sono più modaioli e potrebbero far guadagnare di più.

Gente come Clemente Russo, Patrizio Oliva, il povero Giovanni Parisi, Vincenzo Cantatore, Sumbu Kalambay, i fratelli Branco cos'hanno meno dei calciatori o dei giocatori di basket?

Francesco Damiani avrebbe potuto sfidare il grande Tyson, ma per me gli mancava la cattiveria per diventare un mito. Anche Paolo Vidoz è un bravo ragazzo ma negli States gli ha detto male e l'hanno fregato.

La boxe non porta guadagni, però nella sua essenza ci sono tutti quei valori che sembrano persi.

Negli States, nel Regno Unito e in sud America, la boxe aiuta molti giovani, impegnando loro a reagire alla miseria e a credere nella legalità, più labile che da noi.

Labili e leggere sono promesse della boxe, anche quando c'è talento. Però dove non arriva la natura possono arrivare il lavoro e la disciplina. Troppe persone di talento sono state bruciate dalla scuola per colpa di insegnanti mediocri e programmi vecchi, oltre che dai pregiudizi dei voti.

Un maestro di boxe serio, non uno dei tanti pugili falliti, privilegia sempre l"'io presente", insegnando allo stesso tempo la padronanza sull'"io prepotente". Mi ripeto, ma i film sulla boxe sono spesso patetici.

Su pro e contro dello sport ne parleremo in seguito. Ciao amici maialini!


Dove l'orizzonte si ferma l'amore crede d'aver preso tutto.

L'orizzonte è una zona fisica,

cioè la linea più lontana che vedono i propri occhi.

L'orizzonte è una zona sempre propria,

perché occhi uguali non esistono.

Non c'è la pretesa,

si accende la presunzione nel credere,

nel decidere,

nel sognare che una linea sia quanto di meglio ci sia.

L'orizzonte sono fasi emozionali,

uniche,

irripetibili,

magari devastanti,

che a volte scivolano lievi e ce ne accorgiamo quando sono svanite.

A volte andiamo a cercarle proprio rincorrendo,

magari raggiungendo,

il nostro orizzonte.

Emozioni che quasi mai si rivivono,

emozioni che quasi sempre abbiamo perso,

emozioni che ci ricordano di non aver messo un altro soffio di noi.

Dove l'orizzonte si sposta,

il rimpianto accoglie una tempesta che mai c'è stata,

adagiata per paura,

adesso bollente,

dopo scura,

dopo un brivido e non saper nulla del freddo.

L'orizzonte è l'emotività che rallenta e accelera il battito del cuore,

l'orizzonte che fa tremare i movimenti degli occhi.

Dove l'orizzonte si sposta l'amore illude che il possesso si allontani, abbagliati da miraggi,

che sono riflessi di passaggi riempiti da noi.

Poi non si sa dove andare,

proprio quando non siamo più abbagliati,

poi non si sa dove andare,

proprio quando crediamo che sia quella linea lontana a guidarci.

L'orizzonte rompe l'illusione se la mano dell'amore fa scoppiare l'egoismo.



Stefania e Laura

Amici maialini, una carriera artistica ha bisogno di talento, fortuna, intelligenza e persone giuste.

Stefania è una splendida sessantenne con una gloriosa carriera dietro e moltissima voglia di vivere oggi. Laura vive dimenticata chissà dove, rovinata quasi vent’anni fa dall’illusione di un nuovo successo.

Stefania nella sua vita s’è tolta ogni sfizio, ma allo stesso tempo ha preso coscienza di sé diventando mamma presto e trovando compagni che non l’hanno sfruttata.

Chissà cosa pensava Laura quando la portavano in carcere con l’accusa di possesso e spaccio di droga. Chissà cosa pensava Laura quando si è ritrovata sfigurata e sola dopo gli errori di un chirurgo forse troppo superficiale.
Però una donna di quell’età non poteva fare attenzione? Però una donna di quell’età forse se l’è anche cercata.

Penso che Laura sia stata protetta e sfruttata, senza che riuscisse mai a prendere coscienza di ciò che le girava intorno.

Magari le faceva anche comodo non vedere oltre.

Ad altre persone è andata peggio, però immagino la delusione di ritrovarsi sola prima e isolata poi quando fino a poco tempo prima era ammirata e cercata per la sua bellezza e per il suo talento.
Forse è questione di testa, che ci può stare.

Spesso è questione di fortuna, soprattutto nel gestire un successo grande e magari inaspettato.
Forse a Stefania è andata meglio perché ha cominciato da giovanissima.
Forse Laura non si aspettava di avere tutto quel successo a trenta anni.
Forse, proprio perché già donna, è stata riempita di lusinghe oltre misura, ed ancor più oltre ci ha creduto.

Diva non lo è stata mai, come forse, ancora, non è stata appieno cosciente della propria seduttività. Stefania s’è presa sempre molto in giro, pur cosciente di ciò che poteva avere dalla propria bellezza. Il lavoro non l’ha ossessionata ed ha avuto la furbizia di mantenere il successo anche quando lavorava poco.

Mentre preparavo l'ultima supersfida ho visto le foto di Laura oggi, è la malinconia mi ha assalito, perché in un mondo falso e discutibile come quello dello spettacolo, hanno riciclato di tutto e, almeno in apparenza, hanno cercato di riabilitare pure drogati e quasi assassini. Perché non provarci con Laura?

Magari se l'è cercata, magari è meglio così, però il dispiacere rimane.

Forse le vite di Stefania e Laura potevano essere opposte, forse sarebbe andata comunque così.
Forse ancora e forse chissà.    Laura e Stefania

Ciao amici maialini!



Chi rilancia?

Amici maialini, quante vittime ha fatto il poker on line legalizzato?
I videopoker di bar e sale giochi fanno ancora la loro parte, ma se ne parla sempre meno.

Legalizzare ciò che prima era vietato non elimina la concorrenza dell'illegalità, anzi, come per le droghe, spinge a cercare altro, altrove e soprattutto “proibito”.

Non è il piacere del gioco, quanto la sensazione di fare qualcosa fuori dalle regole, entrare in chissà quale elite e illudersi di poter essere bravi, diventare “esperti” e vincere.

Più che febbre del gioco è sentirsi in bilico tra legalità (normalità) e brivido (illegalità), dove l'adrenalina prima cresce, poi dà scariche sempre più forti.
Il cervello prima riesce a seguire il gioco, ci prova in maniera logica.

Dopo le prime vittorie il senso di forza e di onnipotenza avvolge la razionalità, all'improvviso ci si sente forti, ma non appagati.

Perdere una volta ci può stare.
Perderne un'altra fà parte del gioco.
Perdere ancora fà sballare tutto.

Non c'è più logica, l'adrenalina travolge tutto, l'ego rafforzato prima diventa improvvisamente vulnerabile, ma impedisce di mollare tutto.

Nell'ego del giocatore, c'è il ricordo della prima vincita e se ce l'ha fatta prima, il botto può ritornare.
Non c'è modo di smettere e non si comprende l'entità delle perdite.

Anche quando non ha più nulla da perdere il giocatore è convinto di poter vincere grande, coprire debiti e poter essere ancora al top.

Bravura ed formule matematiche non hanno mai portato grandi guadagni.
Quando il gioco non è truccato è solamente casualità.

Per il giocatore perdente, è sempre colpa del caso, della sfortuna, raramente si accorge della propria incapacità e ancora meno si rende conto di essere stato fregato.

Anche on line si fa presto ad entrare in giri che senza accorgersene diventano pericolosi e lasciano senza soldi.
Come per i tifosi violenti e per i bulli, ai giocatori che mandano sul lastrico famiglie viene data una pacca sulle spalle e vengono giustificate anche le peggiori infamità.

Come e peggio dei drogati, i giocatori arrivano a distruggere ogni parvenza di umanità che hanno intorno, facendo le vittime solo quando si ritrovano isolati.

Lo stato, ora legalizzando il poker in rete, è allo stesso tempo controllore, compagno di giochi, strozzino e severo censore.
Lo stato illude di andare incontro a chi ha esagerato, per togliere tutto, peggio degli strozzini normali, più onesti e chiari nelle condizioni.

Personalmente i giochi di carte mi annoiano e queste nuove vittime mi fanno più schifo dei tossici.
Ho altri vizi, ci sono altri modi per andare oltre la banalità.

Chi rilancia?
Ciao amici maialini!



Giustizia per Elizabeth

Amici maialini, libertà di stampa nei casi di cronaca vuol dire denigrare in modo sistematico le vittime, tirando fuori cose che dovrebbero essere private.

Del disgusto per i giornalisti e dei magistrati che vogliono essere protagonisti ne ho parlato spesso.

Troppo presi dall'essere divi, invece di raccontare i primi, menefreghisti i tutori della giustizia. Cosa ne sarebbe stato di Elizabeth Fritzl in Italia?

Le istituzioni l'avrebbero lasciata sola, in balia di media e sciacalli.

Josef Fritzl, il padre-balordo che l'ha segregata e brutalizzata per 24 anni sarebbe stato protetto e protagonista.

Lei sarebbe diventata “la ragazza sbagliata” , mentre lui un povero padre in difficoltà, che ha solo perso la testa.

Poi mettiamoci la morbosità della gente, sempre irrispettosa verso le persone in difficoltà, sempre alla ricerca di chissà cosa.
Aggiungiamoci pure le stronzate di chi fa il gay con il sedere degli altri, chiedendo alla ragazza di perdonare, ignorando il significato della parole “segregazione”, “stupro” e “incesto”.

Certe parole sono familiari alla gente per le cronache, ma pochi conoscono il reale significato.
In Austria il 99% dell'opinione pubblica considera Elizabeth, una vittima, mentre da noi il dubbio avrebbe travolto e superato la realtà dei fatti.

Troppe vittime di violenze, donne e bambini in primis, si sono ritrovate isolate dalla società quando, secondo la cristiana umanità, avrebbero dovuto essere protette ed aiutate.
In Austria le autorità sono state molto chiare con i media: Elizabeth non si tocca!
Chi va oltre il minimo consentito la paga cara.

La stessa cosa vale per la gente che, per quanto curiosa, non si permettere di invadere la privacy e, soprattutto, a nessuno passa per la testa di essere inopportuno con quel nucleo familiare a pezzi e in parte ritrovato.

Con Natasha le cose andarono diversamente perché lei si mise a disposizione dei media, per soldi soprattutto, usandoli una volta tanto.

In Austria nessuno si permette di scusare o trovare attenuanti per un uomo che ha fatto morire uno dei suoi figli-nipoti e bruciato nella caldaia della casa.
Le perizie del tribunale su di lui sono state veloci e non contrastanti tra di loro, come spesso succede da noi, quando periti della stessa parte presentano tesi opposte.
Persona capace di intendere e volere, che ha agito in modo consapevole nel commettere quelle brutalità.

Elizabeth e i suoi figli sono stati protetti da subito, dalle persone prima e dalle istituzioni subito dopo.
Nessuna foto recente di lei e dei figli, solo dichiarazioni formali da parte dei sanitari e dai servizi sociali.
Quei pochi che hanno cercato lo scoop, o l'infamata, sono stati bloccati e pesantemente sanzionati da polizia e governo.
In Austria sarà il processo del secolo, sperando che non capitino altre situazioni simili.

Per quanto processo spettacolo ad Elizabeth verranno risparmiate le udienze, gli assalti dei media ed ogni altro clamore.
Undici ore di racconto di quegli anni sono basteranno ai giudici per prendere le decisioni più giuste.
Cosa può farsene la ragazza della giustizia ora? Quegli anni resteranno sempre rubati.
Io confido nel codice d'onore dei carcerati.

Ammesso che gli diano qualche attenuante, con la possibilità di uscire tra meno di dieci anni, sempre che ci arrivi, pensate che la gente dimentichi come da noi?
Lui merita di vivere nel terrore di rappresaglie, altrimenti il carcere sarebbe solo un comodo soggiorno.
Ad Amstettent parecchia gente vive con sensi di colpa per non aver bloccato quell'uomo, risaputo prepotente e violento, con alle spalle già un paio di denunce per violenza su ragazzine, andate a finire chissà dove, oltre ad un presunto omicidio mai verificato fino in fondo.

Nelle condizioni di Elizabeth ci sono moltissime persone, non solo in Austria, ma l'omertà della gente rafforza la prepotenza di chi pretende di rubare ed appropriarsi di altre vite.Possibile che la madre sia stata sempre succube?
Possibile che non abbia voluto andare oltre le parole del marito?
Si dice che l'amore di madre va oltre il dolore e mai si rassegna, quella donna invece si preoccupa perché la gente la evita e non ha mezzi di sostentamento.Una persona così può ancora essere considerata madre?

Elizabeth ha provato a starle vicino, a comprenderla, poi ha capito e l'ha cacciata dal rifugio dove sta cercando di recuperare, mai guarire purtroppo da quella situazione che, almeno i bimbi, credevano vita.

Il problema principale di quei bambini è la luce del sole, alla quale faticano ad abituarsi dopo anni di luce artificiale e buio.
Possibile che nessuno di quelli che frequentavano quella famiglia sia andato oltre?
Mi sembra difficile un segreto e una segregazione così totali. Sono convinto che c'era chi sapeva, ma ha preferito non rischiare.

Le persone sequestrate da familiari sono migliaia, ma proprio per questo, da noi almeno, si può fare pochissimo, anzi chi si espone poi subisce ritorsioni a non finire.
Cercando le leggi sui sequestri in Europa e nel resto del mondo, solo in Italia ci sono vantaggi per chi collabora, nonostante abbia commesso uno dei crimini più aberranti.

Elizabeth è una madre coraggiosa e premurosa, un esempio di come l'amore possa combattere, magari non vincere, l'umana aberrazione e l'orrido al quale è stata costretta.
Ciao amici maialini!


Nuove tecnologie e vecchi uffici

Amici maialini, l'informatizzazione della pubblica amministrazione resterà un miraggio, nonostante le parole e gli intenti dei politici.

Apparati burocratici come inps, inail e simili, sono piccoli feudi dove la modernità è vista come il nemico più pericoloso, dopo l'utente, s'intende.

Le poste si stanno adeguando, perché con i conti correnti devono essere per forza agili e competitivi. Il resto è ancora legato alla carta e a innumerevoli, inutili, passaggi da uno sportello all'altro, arrabbiandosi di continuo e senza risolvere.

Avere uffici in rete fa aumentare la produttività.
In quei feudi la modernità farebbe perdere potere a burocrati, che godono nell'esasperazione di chi ha bisogno di documenti.

Quei pochi capaci di usare il computer si ritrovano a combattere con programmi e macchinari vecchi e inadeguati, di conseguenza il materiale cartaceo si accumula invece di ridursi.

Avere archivi informatici farebbe guadagnare tempo e soldi allo stato, ma in quanti lo hanno capito?
I corsi per far imparare ad usare il computer sulla carta sarebbero anche decenti, ma, di norma, servono solo per “far punteggio” agli impiegati.

Alla fine non c'è mai una verifica reale di quanto detto, ammesso che i partecipanti abbiano capito qualcosa.

Dati alla mano, negli uffici pubblici, compresi quelli di scuole e strutture sanitarie, tutti sono abilitati, ma pochissimi sanno fare.
Chi si occupa dei controlli di qualità non darà mai una “non conformità” ad un impiegato a qualche anno dalla pensione che a malapena sa accendere il computer.

A memoria e dalle mie informazioni, nessun impiegato è stato sospeso fin quando non è riuscito a fare il “minimo indispensabile” per il suo lavoro e per non danneggiare gli utenti.

Gli incapaci vengono sempre giustificati e le novità vengono sempre trattate e definite come “difficili” e “complicate”, quando con un minimo di applicazione mentale si accorgerebbero dell'opposto.
Perché chi non si adegua non viene spostato “ad altra mansione”? Ai sempliciotti viene sempre data una pacca sulle spalle e un sorriso e mai un calcio nel culo.

Poi c'è sempre l'ego di quei burocrati che godono nell'esasperazione della gente costretta a pregare, sperare e imprecare per ottenere un servizio di diritto.

Adeguarsi ai tempi è un dovere del lavoratore, superato dalla mancanza di controlli e sanzioni per gli incapaci e, mi ripeto, dalla credenza popolare che si stava meglio quando si stava peggio.

Il progetto del governo è buono, ma c'è davvero la volontà di renderlo efficace?
Ciao amici maialini!



La fabbrica dei bulli

Amici maialini, il bullismo di adesso è molto simile alle prepotenze di qualche anno fa, ma senza il clamore dei media.

Gli insegnanti, peggio dei magistrati, trovavano sempre scuse, paure, per non prendere decisioni a favore di chi subiva gli attacchi del branco, o, come si chiamava anni fa, del gruppo.

Quelli che avrebbero dovuto educare trovavano sempre giustificazioni per chi attaccava i meno conformisti nella classe, o, semplicemente, i più calmi e sensibili.

Chi s'è ritrovato isolato nella scuola doveva limitare i danni verso il branco, verso gli insegnanti ed i loro pregiudizi, che poi si riflettevano in casa e nella vita fuori.

A me, nei lontani anni ottanta, dicevano che ero senza carattere.
Non comprendevo le dinamiche e le crudeltà del gruppo. Per quegli infami, ero io a non capire, quando la realtà era diversa.
Ma era comodo considerare chi faceva casino. Fortunatamente mi sono realizzato nonostante quel modello infame di scuola.

Quali provvedimenti contro la prepotenza?
Le sospensioni non servono senza una bocciatura e la cacciata dall'istituto.
Come per la criminalità, chi esce di galera prima o poi la fa pagare a chi ce lo ha mandato.

Me la prendo con gli insegnanti, perché fanno le vittime con i media e si piegano a novanta gradi quando giustificano le azioni più infami specie con i genitori dei delinquenti.

Possibile che la paura faccia perdere dignità e autorevolezza?

Nella mia scala di disgusto, la moralità degli insegnanti è sotto a quella di camionisti e giornalisti.

Lascio stare i genitori, condizionati dalla tv e dal governo che esaltano sempre la furbizia rispetto al lavoro e allo sviluppo delle proprie qualità.

In quanti ce l'hanno fatta nonostante le gabbie che, per incapacità e vigliaccheria, ha creato la scuola.
L'autorità, i magistrati e il governo, davanti ai media parlano di severità e intransigenza, poi regalano sconti e scappatoie, negando di fatto la certezza della pena.

Vi ricordate la canzone di Vasco Rossi "Gli spari sopra"?

Ciao amici maialini!



Amici maialini,
lo sapete che vittorio sgarbi non arriva alla terza settimana?
Mi sono venuti i brividi. Poverino!

A quando una tassa per aiutare parlamentari e presenzialisti tv caduti in disgrazia?
A quando una social card per vip?

Nella trasmissione "Niente di personale" i lamenti del nuovo povero vittorio lasciavano basito lo scaltro, e bravissimo, Antonello Piroso.

Il nuovo povero vittorio tra avvocati, cause perse e da portare avanti, figli da riconoscere e figli mantenere, donne che lo accusano e lo ricattano per cose serie e per farsi pubblicità, l'acquisto di opere d'arte e superfluità varie, è pieno di debiti ed ha bisogno di aiuto. Poverino!

Si lamentava che non è pagato quando è ospite in tv perché è stato un politico.
Ma cos'ha fatto più degli altri in parlamento?

In tv tutti hanno un prezzo ed è molto strano che proprio lui si conceda gratis.
Se non lo pagano, perché ci va? I parlamentari hanno un'ottima rendita anche dopo il loro mandato.

Lui con le presenze in tv, avrà fatto qualche soldo.
Sull'ego del nuovo povero vittorio pensatela come volete.

Discutibili le sue presenze in tv, però funziona perché "tanto prima o poi fa casino". La gente lo segue, ma non lo ama perché le sue chiacchiere sono rimaste sempre in aria e poi svanite.

A logica, chi ha debiti evita di averne di più, ma lui, parole sue, non si occupa di cose pratiche e burocratiche, quindi va sempre più in rosso.
Ma noi, per il nuovo povero, non possiamo capire.
Noi non possiamo capire un uomo che vive l'arte e la bellezza.
Chi non vive come lui, forse non ha diritto di vivere. Chi non si sacrifica come lui, non ha senso umano.
Lui, come il resto dei moralisti, si sacrifica solo per sé.

Se ha debiti, perché non lo mettono nel registro dei protestati? I suoi debiti sono a carico dello stato.

Come per cannavaro, il nuovo povero vittorio è nella lista dei privilegiati.

L'arte dovrebbe essere un diritto per la gente, invece rimane un privilegio, un lusso. Quando vittorio non era povero ha provato a divulgare l'arte ed era molto bravo, poi è diventato vip.

Amici maialini facciamo una colletta per lui?

Gufo Cattivo


Mino non aveva bisogno di fare scene e creare gossip per essere amato.
Lo conoscevo poco ma lo rispettavo perché s'è fatto da solo, come tanti in quegli anni.
Come pochi ha studiato e ha fatto lavori normali prima di dedicarsi alla musica.
Non aveva bisogno di ribadire che era "vero", per cercare consensi.

Forse non era un talento puro della musica, ma cantava quello che sentiva, mai costruito a tavolino e la gente lo amava per questo.

Mino cantava e parlava del suo vissuto, che raccontava perché come lui, potevano farcela altri, specialmente dalla sua terra.
Mino lo conoscevo poco, ma lo rispettavo nonostante i media ieri e oggi gli hanno fatto il coccodrillo, mentre prima della malattia lo trattavano come un buffone.

Se un artista è amato all'estero, ci sarà un motivo?

Mino era amato come pochi all'estero perché era un emigrante come loro e con il successo ha realizzato il sogno di tanti altri emigranti. Cosa?

Dare sicurezza e rendere felice la sua famiglia prima di tutto, poi aiutare la sua terra.
Banalità forse oggi, ma mai date per scontate da chi fa sacrifici all'estero.

Quanti artisti italiani ripetono di essere "veri" risultando solo banali?

Conoscevo poco Mino, ma lo rispettavo perché, ha realizzato anche uno dei miei sogni.
Ciao Mino!

Ciao amici maialini!



Amici maialini,
quando il papa ha detto che i figli non sono dei genitori ha trovato un alibi per giustificare preti (e suore) pedofili.

Allo stesso modo chi stupra ha, secondo il vaticano, il diritto ad essere perdonato dalla vittima e se non lo ottiene, di chi è la colpa?
Non del violentatore.

Che vogliono dimostrare quei giudici che rilasciano stupratori e assassini?
Essere pedanti e perfettini nell'applicare la legge?

Solo da noi mai si cambiano le leggi durante una legislatura.
Ha ragione Silvio quando ripete che i giudici sono una casta che se ne frega della gente, delle vittime in particolare.

Più fanno cazzate questi giudici showman e più vanno avanti, quando dovrebbero pagare, retrocedere e rispondere se non al popolo, almeno al parlamento per i loro errori.
Oltre ai giudici showman, il vaticano ha riammesso quella parte del clero, francese in particolare, negazionista dell'olocausto.

Cercano altre scuse per giustificare la gente che hanno mandato, condannato a morte nella seconda guerra mondiale?
Confido nella giustizia delle vittime.
Confido nella giustizia dei carcerati.
Credo e confido nella vendetta, ma è solo un mio pensiero.

Basta poco per risolvere, per eliminare qualcuno.
Basta poco per un assassino, per uno stupratore per diventare "protagonista".

Ve lo spiego in pochi punti.
1) Si uccide o si stupra.
2) Ci si costituisce alla polizia, magari accompagnati da un prete.
3) Davanti agli inquirenti si confessa tutto e si fa atto di pentimento, si dice che è stato un gesto dovuto alla rabbia e alla esasperazione.
4) Attraverso i media si chiede pubblicamente perdono, ribadendo di aver trovato la fede grazie all'errore. Dirsi devoti a padre pio e chiedere perdono al papa. Insistere che è stato un impeto improvviso.
5) Attraverso i media insistere sul perdono e mettere sotto pressione la vittima, facendo in modo che i media "la facciano sentire in colpa".
6) Chiedere riti abbreviati e condoni per il processo e presentarsi in vesti semplici.
7) Coinvolgere quanti più media possibili e far sentire protagonisti giudici, avvocati di ogni parte, parenti, amici, conoscenti ed estranei vari. Più ignoranza e casino c'è meglio è.
8) Nel parlare con i media far nascere il dubbio che la vittima se la sia cercata.
9) Far muovere gli avvocati per trovare ogni appiglio per ridurre o magari estinguere la pena scontando il minimo, ma davanti ai media dirsi disposti ad accettare la sentenza, magari chiedere di essere affidati ai servizi sociali.
10) Prendere spunto per la propria difesa dai processi del massacro del Circeo e dagli ultimi fatti di cronaca e regolarsi. L'individuo in questione prenderà il minimo della pena e sarà diventato un dito.
11) Una volta diventati protagonisti si potrà riprendere a molestare, stuprare ed uccidere. Chi riuscirà a denunciarvi e a beccarlo un'altra volta?

E il giudice che lo ha "salvato" ormai sarà stato promosso.
Amici maialini c'è qualcosa di sbagliato nel mio ragionamento?

riceviamo e pubblichiamo

on Thursday, January 29, 2009 at 00:32:53
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citta: Messina

nome: Francesco

oggetto: Se le leggi non funzionano

testo: Se le leggi non funzionano, la colpa non è dei giudici. E' dei legislatori. Quindi piantiamola con questa cazzata del "silvio ha ragione".
Ora, e questo è un pensiero mio personale, Silvio è il primo a dare il cattivo esempio. Lui ha sempre seguito la filosofia del "se puoi farlo, aggira la legge". "se hai abbastanza potere/forza/furbizia, puoi permetterti di violare le regole".
Esattamente quello che fa uno stupratore quando va a costituirsi per calcolo, o un pirata della strada che sa come sfruttare le leggi a suo vantaggio.
E i giudici semplicemente _applicano_ queste stesse leggi con scappatoie. Queste stesse leggi _create_ dai legislatori con queste stesse scappatoie.
Queste leggi che i legislatori _dovrebbero cambiare_.

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Le cazzate dei privilegiati

Amici maialini,
fabio cannavaro, dalla sua posizione priviliegiata di calciatore del Real Madrid, qualche giorno fa ha detto che il film "Gomorra", non è una buona pubblicità per Napoli e che è distante dalla realtà.

Le solite cazzate di un privilegiato.

Anche oggi a Napoli è morta una donna che era andata a prendere la pensione.

A Napoli, come in altre città purtroppo, la violenza è continua, come le morti inutili.
I napoletani onesti sono vittime della malavita e dello stato che non li difende. Il limite della legalità si può superare quando ogni richiesta di aiuto diventa vana e da vivere si passa a

 sopravvivere.

E' terribile doversi preoccupare non di arrivare a fine mese, ma di arrivare a sera.

Quello che ha descritto Roberto Saviano nel libro e poi messo su immagini è una realtà che va oltre quell'omertà che a me fa rabbia, ma che è comprensibile davanti al trovarsi indifesi contro balordi e prepotenti.

E' inquietante il fatto che questo privilegiato è convinto che la gente la pensi come lui, distante e distorto dalla realtà.

Sono da ammirare i calciatori delle serie minori della Campania, eroi ogni volta che scendono in campo, spesso a rischio di botte.

Da ammirare resta Diego Armando Maradona, che ha sempre aiutato i napoletani senza dire cazzate e senza cercare pubblicità.

Ciao amici maialini!

() on Tuesday, January 13, 2009 at 09:29:30
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citta: milano

nome: fra

oggetto: La mia Opinione

testo: Penso che cannavaro abbia parlato al di là della sua posizione da privilegiato.Guai a toccare Napoli ai napoletani, non se ne può parlare male.Sono troppo innamorati della loro terra e in questo li invidio molto.Anche Cannavaro è innamorato della sua terra e forse anche se in cuor suo la pensa come Saviano preferisce non calcare la mano ma salvaguardare quello che di bello c'è ancora a Napoli.A mio avviso una leggerezza le sue frasi...ma per troppo amore.
ciao

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() on Monday, January 12, 2009 at 16:29:25
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citta: Padova

nome: Alex

oggetto: La mia Opinione N 2

testo: Cara Sonia - se ti da fastidio tolgo il "cara" - comprendo che tu dividi i privilegiati e non fra buoni e cattivi. Comprendo che tu ti metterai fra i buoni...almeno per l'oltraggio subito di essere sradicata dalla tua terra per dover andare a Milano...ti chiedo, perchè no in Australia? o in Africa?.. o altrove? o dove sentirti più capita senza azzannare tutto e tutti potendo capire e comprendere solo te o quelli come te che la vita non ha saputo ripagare...chissè perchè. Lasciamo come vuoi tu che cantanti, calciatori e veline si possano accoppiare fra loro...io non mi accoppierei con te...l'aggressività è fine a se stessa ed avercela con tutto e tutti genera malessere sociale....che poi ritorna anche a te

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() on Saturday, January 10, 2009 at 13:42:27
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citta: milano

nome: sonia

oggetto: La mia Opinione

testo: gente che guadagna 5 o 6 milioni di euro all'anno cosa vuoi che ne sappia della vita, quella reale.
Sono una napoletana trasferit, e per sempre, a Milano. mi vergogno di quello che sento e vedo nei vari tg.
Calciatori e veline, lasciamoli accoppiare tra di loro, limiteremo i danni alla razza.


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 () on Saturday, January 10, 2009 at 12:32:28
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citta: Padova

nome: Alex

oggetto: La mia Opinione

testo: La mia opinione è che nessuna opinione può più essere espressa. Verrà in ogni caso travisata. Tenersi tutto per sè alla fine è meglio. Cannavaro è il responsabile di tutti i mali del sud solo perchè ha detto che l'immagine del sud attraverso il libro ed il film impressionerà sfavorevolmente il giudizio estero dell'italia. E' vero! E' cronaca non opinione. A new york come a Bankok o altrove muoiono molte persone in tutto il mondo per il male e la violenza che è ovunque. Il pitt bull che morde una donna produce notizia che poi per effetto "broken windows" se pubblicata produce decine di aggressioni simili per tutto il periodo in cui è pubblicata...o no? ...fateci caso.
La nostra vita oramai è prevaricata da migliaia di notizie negative su tutti i fronti....sarà il nostro calvario? Chi sa rispondermi? Alex di Padova

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Vite fregate, vite inutili

Amici mailini, l’inizio di questo 2009 non è stata una passeggiata di salute.
Oltre ad aver lavorato molto, dal 31 dicembre ad oggi, sono ancora avvolto dal dolore per la morte ingiusta di Valentina Giovagnini.

Mi porto dietro il suo cd dal 2002 e non mi stanco di ascoltarlo, tante sono le emozioni che continua a darmi.
Alle persone che ho nel cuore il suo cd l’ho regalato, sempre convinto di aver fatto un’azione costruttiva, di aver arricchito un altro animo.

Sapeva coinvolgere la gente ed avvolgerla con una musica solo in apparenza difficile o distante. Negli ultimi tempi si occupava di una scuola di canto a Cortona e sicuramente avrà lasciato in eredità una parte della sua straordinaria cultura, oltre alla sua umanità.

Mi viene ad accostare il suo lavoro, la sua ricerca musicale con quello che fece negli anni settanta Demetrio Stratos, anche lui morto senza un apparente perché.
Perché è toccato a loro con tutta la gente inutile che continua a vivere?
Una mia poesia si chiede “quante volte è inutile una vita”?
Di vite inutili ce ne sono, nonostante il falso perbenismo.

Spesso la miseria si sceglie ed è facile tradire i benefattori.

Un esempio è chi vive per strada, condizione dalla quale tanta gente è stata capace di reagire, lontano dall’altrui pietà.
Nel credersi pietosi verso certi miserabili c’è una specie di piccola, personale mania di potenza, come se il gesto di gentilezza verso un mendicante fosse condizionante per quell’esistenza sbagliata.

Solo il marchese del Grillo poteva dire “io sò io e voi non siete un cazzo” senza meschinità.
La vita di strada è una scelta di comodo perché modi per uscirne, reagire e ricominciare ci sono.
Quello che mi fa schifare questa gente è la pretesa di avere ragione a prescindere dagli eventi e il loro diritto a trattare male chi vuole offrire loro un’altra opportunità.

Schifo per schifo sono meglio gli zingari, perché si sa che sono ipocriti e traditori, perché fa parte della loro indole, perché è il loro mestiere.

La gente di strada fa comodo quando non si hanno paragoni per sentirsi meglio di qualcun altro o, peggio ancora, quando si vuole allentare la pressione e l’invidia verso chi ha più di noi.
Guardare dall’alto chi ha meno di noi può rendere elegante l’ipocrisia.

La violenza gratuita è sempre da condannare, ma i media fanno tanto moralismo quando questi parassiti vengono picchiati, o, come prima di Natale, bruciati, ma li giustificano sempre quando sono loro ad aggredire in maniera vigliacca e brutale.
Loro sono sempre scusati e da ipocriti pretendono anche le scuse da chi hanno aggredito, oppure pretendono rispetto magari dopo aver devastato una stanza di pronto soccorso.

La violenza gratuita è sempre da condannare, ma se qualche volta le prendono, forse qualcosa lo avranno pure fatto.
Non sono queste vite inutili?

Penso alle emozioni che Valentina e Demetrio non potranno più darci. Penso al dolore di chi li amava da vicino e non potrà abbracciarli.
Ciao amici maialini!



Froci e infetti

Amici maialini, il vaticano ha fatto bene a non firmare la carta per i diritti del malato e ha fatto ancora meglio a non firmare l'altra carta per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali ed in particolare smettere di considerare reato amare chi è dello stesso sesso.

Ma volete mettere: froci e malati che cominciano a volere il rispetto per i propri diritti sarebbe una catastrofe!

Invece di avere gente rassegnata e bisognosa di pietà, ci sarebbero persone coscienti che la malattia si deve affrontare in modo dignitoso.

Soprattutto i malati prenderanno coscienza di non essere "eletti dal signore" e smetteranno di accettare passivamente la loro condizione,

Ancora soprattutto, i malati prenderanno coscienza e pretenderanno che si realizzi la morte dignitosa, l'eutanasia in caso di vita che non è più vita, come nel caso di Eluana.

Solo l'individuo ha il diritto di decidere del proprio destino, vita o morte che sia.

Il vaticano, o vaticinio, parla sempre di vita, considerando cosciente l'embrione (altra stronzata!), perché non vuole riconoscere ai malati quei diritti troppo spesso calpestati e ignorati? Anche per soldi non lo hanno fatto.

Chi prende coscienza di se, smette di lasciarsi condizionare da altri.

Poi c'è la legittimazione di poter chiamare froci gli omosessuali, quando sono solo persone.

Già considerare l'omosessualità una malattia è un insulto alla scienza e alla vita, ma esaltarla ancora come un reato punibile dalla legge è disgustoso.

Intanto hanno creato la scappatoia per coprire i pedofili, soprattutto continuano a giustificarli.

Considerare gli omosessuali come delinquenti ordinari, come ladri o assassini, giustifica la violenza gratuita, l'omofobia peggiore.

Malati e omosex non devono sentirsi in colpa e devono far valere il proprio io, i propri diritti nonostante ostacoli e impedimenti di fede e stato.

Ma Gesù non diceva che si devono difendere gli indifesi? Difendere, non fregare.

Ciao amici maialini!

I miei regali

Mi ostino a cercare un regalo perché vorrei vedere uno sguardo diverso, un sorriso, creare una strada.

Mi ostino a cercare un regalo perché mi piace creare una sorpresa a chi non se lo aspetta, fare rendere conto a chi ho davanti che sono orgoglioso di averlo accanto.

Ho il braccino corto ed ho poche persone a cui dedicare le mie attenzioni.
Il regalo non è mai convenienza o formalità, almeno per me.

Quando li cerco, "li costruisco su misura", ho sempre un ritorno, che rimane nel mio privato, che mi arricchisce.

Mi piace rendere un momento diverso, soprattutto inaspettato.
Mi piace cercare, andare oltre la banalità e la formalità degli oggetti, cercare un dialogo diverso con chi avrà.

Che poi mi capita di arrivare a qualcosa che piace a me, è un altro discorso.

Resto schifato dall'ipocrisia, ipocefalia, di chi dice, sempre davanti, di essere al di sopra questi momenti.

La fine dell'anno, oltre alle solite rogne, mi porterà qualche sorriso diverso, qualcosa che abbatterà un po' delle angosce che mi accompagnano.

E' sempre bello sorprendere la gioia.

Oltre al mio libro "Mai departe de ochii tai", vorrei consigliarvi un libro uscito nel 2001.
"Pensieri per Vivere - Itinerario di evoluzione interiore", di Pippo Franco, Edizioni Mediterranee, prima edizione aprile 2001, seconda edizione maggio 2001.Forse ora è fuori catalogo, ma credo che la casa editrice possa dirvi come reperirlo.
Quanto di meglio per riprendere coscienza di sé, troppo spesso data per scontata, e, mi ripeto, essere felici ed orgogliosi del proprio sorriso.

Ciao amici maialini!


 


Qualcosa sulla sicurezza
Amici maialini, la tragedia di Rivoli non è stata una tragica fatalità.

Questa morte, come quelle dei bimbi in Molise qualche anno fa, si poteva evitare.
Le persone che dovrebbero fare i controlli sulla sicurezza quando non sono corrotti, sono impossibilitati a fare il loro lavoro.

Non ci vuole molto a comprendere che una denuncia per inadempienze sulla sicurezza, se portata avanti, può coinvolgere e mettere in crisi aziende e far perdere moltissimi soldi.
Non è qualunquismo, sono cose che conosco direttamente, poi basta girare per qualche cantiere e andare oltre la prima apparenza.

A memoria non ricordo che qualche costruttore abbia mai pagato per la loro negligenza.
A memoria non ricordo che qualche costruttore abbia mai fatto reale manutenzione su edifici pubblici.

Le manutenzioni ordinarie sono spesso superficiali e gonfiate nelle cose fatte e nei prezzi, dando a chi opera in prima linea un contentino.

Per quello che riguarda gli operai, adottare le norme di sicurezza è sempre un optional, perché, a dir loro, di impaccio, o perché le hanno in numero inferiore al numero effettivo degli operai.
Se gli incidenti sul lavoro sono sempre in aumento, i motivi sono sempre gli stessi.

Il dolore per un ragazzo che muore è sempre grande.
Indignarsi e restare fermi, come ho detto altre volte, è inutile.

Tenere viva l'attenzione dei media è inutile perché le notizie durano lo spazio di un funerale o di qualche servizio.
Perché quando ci sono queste tragedie non è mai colpa di nessuno?

Io sarei per tenere i responsabili, veri o presunti, sempre sui media.
Il cinismo e l'esperienza mi portano a credere che anche stavolta non ci saranno colpevoli.

Anche Silvio cosa poteva dire, se non l'ennesima cazzata?
Lui è stato un costruttore ed ha moltissimi sponsor tra i boss dell'edilizia.
Sarebbe stato sbagliato per lui attaccarli e dare conforto alla famiglia del ragazzo.

Ben contento di essere smentito.
Ciao amici maialini!



Di chi è la nostra vita?

Amici maialini, finalmente Eluana sarà libera!

Ho accolto con gioia l'ultima sentenza su questa vicenda.

Il mio appoggio incondizionato a quel meraviglioso papà che è Beppino Englaro, che ha combattuto con tutte le sue forze per far rispettare la scelta alla vita di sua figlia.
Speriamo che questa sofferenza, per lui e per chi crede in Eluana e nel suo messaggio, termini presto.

Di chi è la nostra vita?
Dei preti che continuano a bloccare l'evoluzione della scienza (vedi cellule staminali), incoraggiano l'omofobia (continuando a dire che l'omosessualità è una malattia), bloccano chi aiuta direttamente i disagiati (preti di strada)?

Le organizzazioni "per la vita" mi disgustano più dei mediocri e meno del lercio che non hanno il coraggio di pulire.

Di giudici che hanno voglie di protagonismo?
Forse ha ancora ragione Silvio.

Di primari ospedalieri spesso in competizione tra loro invece di unirsi per la salute pubblica?

Il testamento biologico dovrebbe essere una priorità in uno stato di diritto, come lo è in altri paese ugualmente e forse più evoluti del nostro.

Aldilà delle "questioni personali" con il clero e la sanità, di cui forse vi parlerò, è un dato di fatto che in altri paesi, le congregazioni religiose non sono pressanti e pesanti come da noi.

Per quel che riguarda la sanità, pur lavorandoci dentro, è un dato di fatto che i miglioramenti in tecnologie scompensano con un peggioramento del livello dei medici di base e di quelli che dovrebbero indirizzare agli specialisti.

I magistrati che criticano Silvio, spesso vanno contro alle forze dell'ordine che sono in prima linea, che magari arrestano uno e dopo se lo ritrovano fuori.

Di chi è la nostra vita?

Abbiamo il diritto di scegliere come affrontare eventuali mali e tragedie?
Ogni volta c'è sempre qualche stronzo che pretende di insegnarci cos'è bene per noi.
Un vaffanculo ogni tanto è necessario.

Amici chi di voi segue le fiction?
Tra le tante fiction di questo autunno mi è piaciuta "La nuova squadra", con un grande Rolando Ravello.
Mi era piaciuta molto la prima di squadra, quella originale con il bravissimo, ma sottovalutato Massimo Bonetti.
Rolando Ravello è stato capace di interpretare un caracter simile a quello della mitica serie "The Shield" ed ha avuto anche la grandezza di rendere credibile come attore pietro taricone.

Ciao amici maialini!



Tutta l'apparenza di Obama

Amici maialini, questa parte dell'anno per me è la peggiore, con il cambio dell'ora e l'inverno che ancora non arriva. Fatico parecchio, ma non mi rassegno.

Si rassegneranno gli elettori di Obama passato l'entusiasmo?

Non è stato eletto con chissà quale maggioranza e i tanti attestati di stima da parte di chi ha appoggiato Bush mi fanno pensare male, come sempre.

Obama sta' sulle palle anche a molti neri, quelli veri, quelli che subiscono ancora prepotenze e discriminazioni ogni giorno.

Ci sarà un motivo?

Sono convinto che agli uomini di potere Usa faccia comodo per "ripulirsi" davanti agli occhi del popolo basso, di qualche stables islamica e illudere l'Europa farlocca che sia arrivato un nuovo Kennedy.


Gli faranno fare quello che gli conviene e se proverà a fare qualcosa di realmente diverso, troveranno il modo per metterlo da parte, forse non come Kennedy (che, la storia insegna, non è stato un gran presidente), ma trovando qualche impiccio tale da togliergli credibilità.

Ora sembra l'inizio di una nuova era, ma la crisi è ancora lontana da finire e, specie negli States, la gente continua a non riuscire a pagarsi il minimo per vivere.

E' vero pure che laggiù, il senso della misura lo hanno perso da tempo, invogliando a consumare anche quando non si hanno i mezzi. Cosa che cercano di fare anche da noi, reclamizzando sempre prestiti e acquisti a rate.

Non mi imbarazzano le cazzate che dice Silvio e le stupide indignazioni degli altri.

Non mi preoccupano le minacce di gruppi razzisti, spesso tirate fuori solo per fare scena.
Mi preoccupa l'entusiasmo di chi ha messo in crisi l'economia americana e mi preoccupa l'entusiasmo di chi ha bisogno delle guerre per andare avanti.

Ciao amici maialini!

P.S.= Chi vuole confrontarsi su questo o altri argomenti, può contattarmi attraverso lo staff del sito.
Chi vuole acquistare il mio libro "Mai Departe De Ochii Tai" può fare altrettanto.

Ancora ciao

Gufo Cattivo
 


Rispetto per la vita

Quando il male sarà più grande della mia voglia di vivere smetterò di cercare sogni e domani.

Avrò la coscienza di farmi da parte e smetterò di illudere il mio animo.
Avrò la dignità di smettere di essere cosciente e donerò al mio corpo solo calmanti per il dolore.

Non sarò ostaggio di nessun medico.
Non sarò ostaggio di persone che parlano di vita sulla pelle altrui, ma che di vita nono capiscono nulla.

Non sarò ostaggio di nessuna macchina diversa dalla mia essenza di vita.
Non sarò ostaggio di miraggi meschini e ipocriti miracoli.
Non starò a mendicare alla sorte o a chissà quale dio spiccioli di vita che passerei pregando di morire, ma che vita non sarebbe.


Quale vita è sperare di arrivare a sera?
Quale vita è dipendere solo da medicine e macchine?
Quale vita è illudersi che la propria sofferenza abbia un senso?
E per chi?

La sofferenza non insegna nulla e me ne frego della dignità di chi muore con una facciata.
Me ne frego di insegnare qualcosa con il mio male, perché il dolore esibito come virtù è peggiore di uno stupro o di un omicidio.
Me ne frego di preghiere e di compassione,
apparenti piaggerie e ottusità verso dei occupati solo a compiacersi.

Vorrei essere rispettato da chi amo,
non compreso,
non accettato,
non fregato per valori non più miei.

Da chi amo pretendo il rispetto e la distanza quando ogni cura sarà inutile ed avrò voglia di finire senza troppo dolore.
Che senso ha andare avanti e penare per ogni giorno che si raccatta?
A che serve vivere in quel modo?

Fino a che avrò forza e voglia trasformerò in colori tutti i sogni.
Quando non avrò più forza e voglia chiamerò a me colori e sogni per rendermi immune da chi vuole imporre una vita misera invece di eliminare la sofferenza.

Me ne frego di ciò che non ho fatto, che non potrei fare ridotto al vomito di ciò che sono stato.
Me ne frego di ciò che non ho fatto e per ciò che sarebbe potuto esser diverso:
dovevo rimediare quand'ero in tempo!

Patetico non mi va di essere, e non farò la vittima quando avrò poco davanti.
Quando il male mi avrà sconfitto, non mi farò tradire.
 


Soldi facili

Amici maialini, promuovere e vendere un libro di poesie è molto difficile senza avere uno sponsor alle spalle.

Io ci sto' provando e non mi fermo, nonostante le assurde condizioni di librerie, che chiedono una specie di pizzo per esporre il volume e una percentuale notevole sul prezzo di copertina.
La gente forse compra qualcosa, ma non legge e certi generi letterari restano "di nicchia".

Escludendo i classici italiani e stranieri, qualche personaggio che scrive, poeti contemporanei, vendono poco.

Troverò altre vie per vendere e propormi.


La poesia spaventa, a quanto pare, nonostante ci sia poco da comprendere.
Basta leggere e la comprensione verrà da sé.

Sono perplesso che nonostante la recessione i media cerchino di spronare la gente a comprare, favorendo indebitamento e strozzinaggio.

Spesso la gente si crede immune dalla grossa crisi, lamentandosi del costo del cibo, ma facendo rate magari per il cellulare.
Poi ci sono quelle piaghe, più o meno nascoste che portano la gente sul lastrico, come il gioco, dal lotto al totocalcio, dalle bische clandestine al poker on-line legalizzato.

Perché parlare di recessione e invitare la gente a buttare i soldi per le cazzate?
Peggio per loro.

Io l'ho imparato tempo fa e cerco di restare concreto, nonostante tutto.
Come scrivevo tempo fa, non credo a chi vuole propormi affari.
Se sono affari perché non li sfrutta lui?

Perché non viene incoraggiato il risparmio sensato, invece dei soldi facili?
Il regime che mi piace studiare avrebbe impedito speculazioni sulla gente e soprattutto avrebbe impedito ai manager di lavorare.

Il regime che mi piace studiare avrebbe fatto leggi per impedire ad un omicida di uscire a metà condanna e godersi l'eredità.
Che male c'è a cambiare leggi e ripristinare moralità e rispetto per lo stato?

Non credo al pentimento e alla riabilitazione per certi crimini.
La scorsa settimana è morto Jorg Haider, che nella sua Carinzia ha fatto cose serie, aldilà della pubblicità negativa dei media.
Io resto convinto che sia stato ucciso.

I reality degli sfigati li seguo da lontano, non mi indignano, a volte mi fanno sorridere.
Rare volte ci sono personaggi che avrebbero meritato altra sorte, tanto sono brave persone, nonostante ruolo pubblico e lavoro.

Mi piace Franco Trentalance, considerato a l'erede di Rocco Siffredi.
Franco trombatele tutte!

Ciao amici maialini!

Per informazioni sul libro scrivere a manodigloria@yahoo.it



MAI DEPARTE DE OCHII TAI

Cosa lascia una poesia?

Parole che scivolano, qualcosa che non si comprende, frammenti che rimangono chissà dove.

Abbiamo una visione della poesia ancora legata alla scuola, dove veniva imposto ciò che doveva essere compreso. Era comprensibile andare oltre frasi messe insieme chissà come.

E' pur vero che parte della poesia scolastica è noioso. E' stato comprensibile in seguito banalizzare chi cercava di comunicare in questo modo.

 

Una poesia ha bisogno di essere vista come un monologo, come una lettera, come il commento a ciò che vediamo in quel momento.

C'è solo bisogno di poco tempo e di fermare l'attenzione su di noi. E' un limite individuale, spesso errato, credere la poesia troppo complicata. La poesia arricchisce prima di tutto noi.

Chi scrive lo fa per se e mente chi vuole passare per altruista. Rendere pubblico quel che resta di un sogno, di un incubo, di un'angoscia, di una gioia, di un'illusione, di tutto ciò che viveva in quel momento,

E' ¨ un "vediamo che succede". Poi c'à l'egoismo, la presunzione di voler dare chissà quale messaggio e c'è pure il desiderio di guadagnarci un pò, in soldi e in varie umanità . Io non ho messaggi e non voglio dare consigli.

Tengo per me angosce e voglia di protagonismo. Nel mio libro racconto emozioni e scoperte, magari simili ad altri, forse lontane dalla realtà , parti di vita che mi hanno cambiato.

Un libro di poesie può fare compagnia, può allentare la tensione, può far scoprire una gioia, può far ritrovare ciò che s'era perso. Un libro di poesie può far cambiare idea, può far scoprire un percorso e abbattere qualche limite senza perdere la propria essenza.

Rendere pubblico il mio vivere è dovuto alla voglia di fare ciò che a me aveva fatto stare bene.

Aver scritto anche in un'altra lingua è stata una grande opportunità che non potevo rifiutare, oltre a confrontarmi con gente completamente diversa da me e da i miei lettori abituali. Prima c'è stata la fiducia di investire su di me e sulla poesia, che ha un mercato ristretto. E' venuto fuori un libro bilingue che si può leggere tutto d'un fiato.

E' un libro leggero, da portarsi sempre dietro, da leggere quando il tempo lo permette, seguendo l'ordine che viene in quel momento. Un libro di poesie è un regalo a noi stessi.

Questo è quello che penso del mio libro e parte della sua genesi.
Il libro è in italiano e in rumeno con illustrazioni in bianco e nero.

Lo vendo a 10 euro con consegna "a mano", 14 euro in spedizione postale con raccomandata a/r.
Per il pagamento se non è a mano utilizzo una carta postepay. Per informazioni scrivere a manodigloria@yahoo.it

- Tutti qui al maialino.it abbiamo letto il libro di poesie di Davide, alias Gufo Cattivo nel suo blog.
   Vi possiamo assicurare che è fantastico, e siccome sappiamo che vi fidate di noi maialini, il consiglio è di leggerlo.
   Siamo anche molto contenti per Davide, che ha coronato un suo sogno, e noi nei sogni ci abbiamo sempre creduto.
   staff maialino.it -



Perché devo fermarmi?

Perché la gente deve fermarmi per strada?
Perché devo concedere il mio tempo e la mia attenzione?

Cos’hanno di tanto importante da dirmi? Perché non rompono le scatole a un altro? Non me ne frega niente di quello che vogliono dirmi e non hanno nulla che possa interessarmi.

Quando cammino non voglio fermarmi ad ascoltare idiozie di parassiti o mendicanti di soldi e attenzione.
Quando cammino non mi interessa chi potrebbe propormi un affare.
Se ha un affare buono, perché non lo sfrutta per sé?

Quando cammino non mi interessa conoscere una nuova illuminazione della vita.

 

Mi bastano le mie illusioni e le mie gioie, non so che farmene del resto. Quando cammino perché devo fare l’elemosina?

Perché devo dare anche pochi centesimi che io ho guadagnato, mentre l'altro aspetta di fregare il prossimo suo?
Perché devo concederli a quello e non al prossimo sfigato che mi romperà le scatole più in là?
Perché quello hai più bisogno di chi aiuto per conto mio?
Perché se non gli va bene quello che ho dato se la prende e reagisce male?

Non ho nessun obbligo verso di te, parassita!
La misericordia è per gli sconfitti, non per gli indolenti e neppure per i traditori del prossimo.

Quando cammino non ho lo sguardo basso.
Quando cammino non sbatto contro la gente.
Quando cammino non cerco lo scontro.
Quando cammino vorrei poter guardare dove metto i piedi, pensare senza la solita fretta, sentirmi meno estraneo al mondo.
Quando cammino avrò il diritto di scegliere chi guardare e chi ascoltare?
Quando cammino ho il dovere di rispettare chi incrocia la mia strada.
Quando cammino ho il diritto di cambiare strada e fregarmene di chi vuole fermarmi e parlarmi per forza.

Non è intolleranza, non è cinismo, non è mancanza di sensibilità verso il prossimo, ma rispetto prima di tutto verso se stessi.
Peggio sono quei parassiti mascherati da mendicanti che entrano nei locali quando magari si sta mangiando o comprando qualcosa. Perché rompere a me e al negoziante?

Sempre troppe pretese e tanta maleducazione, quando le offerte sono un dono, non l’ennesimo dovere.
Mi irrita trovarmi accanto questi “cosi” quando sono al bar o al ristorante.

Si piazzano dietro le spalle, a guardarmi mangiare, aspettando chissà cosa, spesso scocciati perché aspettano che non mi volto subito. Che cazzo vogliono? Perché li fanno entrare? Un vaffanculo può andare?

Il bisogno di queste persone è relativo perché in tanti ci speculano e per loro è più comodo fare le vittime che reagire come fanno altri.

La criminalità dietro a mendicanti e presunti tossici redenti fa muovere tantissimi soldi e arricchisce criminalità conosciuta e tanti presunti perbenisti. Non faccio la carità per strada a prescindere.

Non faccio beneficenza ad enti o perché sembra che può cambiare qualcosa o migliorare la vita di qualcuno.

Sono cattivo, carogna e sempre più cinico quando decido io chi aiutare e di chi fregarmene.

Negli States e in Romania ho avuto conferme della diceria per cui buona parte dei soldi raccolti per varie beneficenze si perde in burocrazia e in tasche diverse da chi ha bisogno.

Sempre negli States e in Romania ho avuto conferme riguardo a qualche dubbio sulla società Emergency.

Farà pure del bene, anni fa ho cercato anche di farne parte, ma non sarà solo invidia se gente moralmente integra ne parla male.

Ciao amici maialini!


 



Opportunità

Amici maialini, tornato dal mio primo, felice, ma purtroppo breve soggiorno negli States, mi sono accorto che il modello americano non è così malvagio come ci vogliono proporre i media.

Intanto là c'è ancora la possibilità che un outsider vero possa realizzare un progetto, emergere e realizzarsi senza dover fare troppi compromessi.

Bigottismo e pregiudizi sono molto presenti, ma c'è talmente tanta scelta che se la persona e il progetto sono validi troveranno sicuramente uno sbocco.

Soprattutto, e mi ripeto, non c'è una visione della società papisticocentrica, lontana dal reale cattolicesimo.


Per fortuna anche altre confessioni hanno il loro peso nella società americana, come lo ha, ancora perfortuna, chi se ne frega della religione, cosa che può anche far bene.

L'Italia rimane tra i paesi con meno opportunità se non si è legati a qualcosa o a qualcuno.
Si illude ancora qualche straniero.

Da noi arrivano poche brave persone, tanti delinquenti e parecchi disperati.
Chi sta bene considera il nostro paese come un appoggio prima di tornarsene a casa propria.

Girando sotto e su diversi grattacieli ho perso il senso delle proporzioni, ho sentito la puzza delle fogne ed ho respirato un'aria di città diversa.  Mi è sembrato di essere entrato nel cielo più di quando sono stato in alta montagna.

Mi è piaciuto confondermi tra la folla e sentirmi unico in mezzo a grandi parchi.

Il pregiudizio verso le persone c'è, ma la maggior parte della gente non rompe o non si volta sconvolta se qualcuno è più diverso degli altri.

Tolleranza zero e tolleranza per tutti, grande libertà e grandi limiti per tutti dopo la tragedia dell'undici settembre.

Guardando il vuoto lasciato dalle torri, ho avuto l'impressione che lo spazio fosse poco rispetto all'imponenza delle costruzioni. La stessa impressione l'ho avuta osservando il buco, dove c'erano le fondamenta, inferiore sempre alla grandezza delle torri.

Non è stata una sorpresa vedere che Little Italy è stata comprata quasi tutta dai cinesi, sempre tanti, sempre tutti uguali e sempre che parlano male o non parlano affatto la lingua del posto dove stanno (cinese a parte).

Il modello Usa forse non è più quello imitabile e sostenibile come anni fa', ma a differenza di quello italiano cambia, e non è detto in peggio, rispetto al nostro.

Fossi laggiù voterei per John McCain, soprattutto perché nella guerra è stato un perdente, un prigioniero.
Chi subisce in modo duro la guerra, fa il possibile per evitarla in futuro, per se stesso e per non far diventare perdenti ragazzi come lo è stato lui.

Mi sono divertito e mi sono rilassato tantissimo ed il cibo non è stato un problema. Non mangio cibo italiano fuori dal mio paese e non mi è mancato.

Sono stato bene perché ero con chi mi è caro e non è stato difficile volare in alto.

Ciao amici maialini!



Forse se l'è cercata

Amici maialini, ho fatto tutta una tirata di lavoro da giugno fino all'altro giorno.

Per me, come per altri che lavorano in prima linea, fino ad ora è stata un'estate molto calda e molto dura.

Troppi incidenti, troppe rogne, concentrate in poco tempo. Non è la prima estate che passo in questo modo e, credo, non sarà l'ultima.

La frase che ho sentito ripetere più volte, da ogni tipo di persone, è stata :<< Forse se l'è cercata.>>

Ci può stare se a lasciarci la pelle è qualcuno che ha scelto di drogarsi, di rovinarsi con l'alcol, di annullare il proprio essere.

Ci può stare se qualcuno sottovaluta il pericolo e non si accorge del clima teso e violento del nostro paese.


Le ultime aggressioni a Roma e Napoli sono da condannare, a prescindere, ma chi s'è accampato in spiaggia o in mezzo ad una campagna isolata, non s'è accorto del pericolo?

La buona fede, e mi ripeto, non esiste.

Non se la sono cercata le vittime di aggressioni fisiche, psicologiche e sessuali, vittime prima di infami, poi di media vigliacchi.

Perché una donna che viene violentata, un vecchio che viene pestato per pochi soldi e pure un bambino vittima di prepotenti se la sono cercata?

Eppure questa frase comincia ad entrare nella testa della gente, facendogli cambiare atteggiamento verso le vittime.

Escludendo gli idioti che si ubriacano e che si drogano; escludendo pure chi non si accorge del pericolo imminente, che motivo avrebbe una persona mentalmente stabile e statica di cercarsi una rogna?

Questa frase me la sono sentita ripetere in continuazione, anche fuori dall'ambito lavorativo, senza un apparente senso.

Padroni del proprio destino lo si è fino ad un certo punto, fino a quando non si incontra un evento fuori dalle nostre possibilità, fino a quando non ci si scontra con l'altrui follia.

Concordo con Pig nel riconoscere la grandezza di Gheddafi, il meno peggio tra i leader dei paesei arabi.
Gheddafi vuol passare per matto, quando è un buon politico e soprattutto non è un fondamentalista islamico.
Speriamo che ci faccia lo sconto sul petrolio e blocchi un pò di barconi di disperati.

Mi è piaciuto molto quello che ha scritto Sara riguardo l'idiozia dei cazzari che vogliono far passare i padani come eredi dei celti.
Forse qualche vaffanculo se lo sono cercato.

Ciao amici maialini, il gufo per qualche giorno andrà a fare il cattivo negli States!



In certi luoghi

In certi luoghi ci si sta perché ci si è nati o perché si fugge da qualcosa.

Oppure diventano non luoghi, dove si resta il tempo di recuperare, far passare dalla memoria, magari dimenticare, oppure si aspetta in modo definitivo.

Luoghi dove tutto è diverso rispetto alla vita precedente, ma non è difficile adattarsi e illudersi di avere ancora vie d'uscita.

L'attesa prima è snervante, poi angosciante, infine diventa abitudine e non si va più via. Si aspetta una giornata serena, si aspetta il sole, si aspetta il profumo della stagione che cambia. Che rarità!

La foschia, la nebbia, l'azzurrino e il grigio restano le tonalità dominanti di quel luogo.

 

Alla fine si perde la sensibilità agli occhi, subito accecati da colori appena più vivi.

Le opportunità che passano davanti, non sono mai sicure, mai convincenti, non danno mai quelle garanzie necessarie per ricominciare. E poi il freddo, e poi la nebbia, e poi quella costa dal quale l'orizzonte è sempre coperto, e poi quel tratto di mare che sembra più terribile dell'inferno.

Si trova sempre una scusa per non prendere l'iniziativa.
Si trova sempre una scusa per mascherare la paura di tornare.

C'è chi è andato via orizzontale, c'è chi è andato via per isolarsi ancora di più, c'è chi è andato via gettandosi tra scogli e onde, c'è chi s'è perso tra le nebbie della propria follia.

Si cerca di sopravvivere ad ogni giorno uguale e alle proprie malinconie.
Si guarda il mare attraverso la nebbia e si aspetta.

C'è chi va via, deciso a prendersi un ultimo pezzo di vita.
A volte non torna più, segno che ce l'ha fatta. O che è andato a sprofondare ancor più lontano.

C'era chi torna più deluso di prima e si isola ancora di più in sé stesso, perché è terribile essere umiliato e deriso da altri rinnegati.
Si tira avanti in attesa della prossima nave. I sogni aspettavano di cambiare direzione in attesa del prossimo sole.



Blogger non siamo voci isolate

Amici maialini, chi scrive in rete ha una voce maggiore, più alta, più evidente, rispetto alla massa di gente che vorrebbe ma non può.

Parlando di libertà negate, l'altra volta intendevo anche questa, quella di blogger più o meno conosciuti.

In Cina o in Russia, ma anche negli Usa, io, come altri, sarei stato "inquadrato" da tempo.
Controllati lo siamo tutti, censurati più di quanto sembra.

In tono sprezzante a volte dico che a differenza di qualche disgraziato io ho i mezzi per essere ascoltato e che rispetto a qualche altro stronzo ho i contatti per essere considerato.


Non è libertà, amici maialini, ma reciproco opportunismo.

Ascoltare una mia protesta, farla conoscere a tanti, renderla "popolare", magari non risolvere la rogna ma almeno provarci, può portare molti più vantaggi ad altri che a me.

Un giro di affari e di opportunismo notevole, del quale faccio parte, come altri.

Ormai si aiuta per avere un vantaggio. Aiutare "per principio" è solo ipocrisia, come tanti gesti d'altruismo che si "tirano" per far spettacolo e si mollano appena cala l'interesse della gente.

Il giornalismo spettacolo può disgustare ma può essere anche utile quando si è alle strette.

La mia voce, non di vittima ma di incastrato, truffato, sconfitto o fregato da eventi può contare ed essere ascoltata.
Per fortuna non sono una vittima, altrimenti sarei censurato.

Purtroppo le vittime hanno sempre meno voce. Ciao amici maialini.



Chi è peggiore della Cina?

Amici maialini, sono cominciate le olimpiadi di Pechino tra entusiasmi e polemiche su i diritti umani.
Che palle! Lasciamo stare la Cina!

Il governo cinese non è peggio di tanti altri che negano libertà elementari che noi spesso diamo per scontate.
Il governo cinese non è peggiore del nostro, che tutela i criminali più delle vittime.
Il governo cinese forse è migliore dei generali argentini Videla, Massera, Agosti e Galtieri, che, insieme al cileno Pinochet e con il silenzio del Vaticano, hanno ucciso migliaia di innocenti.

Il governo cinese uccide allo stesso modo degli States, baluardo mondiale della democrazia, e del suo nuovo alleato, la Russia sempre comandata da Putin.

Mettiamo anche tutte le contraddizioni della nuova potenza indiana con il suo sistema rigido di caste.


Il governo cinese tratta ed uccide i prigionieri politici come l'Iran, gli stessi Usa e Russia, come tanti stati africani, come le superpotenze arabe del petrolio, come l'oscura Corea del Nord.

Di diritti umani si parla, ma non si agisce perché sono anche i centri del potere a finanziare parte delle associazioni che in questi giorni stanno manifestando.

La situazione del Tibet non è poi tanto diversa da quella dei nativi americani e degli aborigeni, ormai considerati da pochi.

Chi è peggiore della Cina?

Lo sport è bussinness (scritto così di proposito) e tecnologia.

Da scettico credo poco all'entusiasmo degli atleti, quasi tutti professionisti e spesso lontani dalla realtà.
Forse sono più oneste e reali quelli degli handicappati, dove però c'è doping anche lì.

Guarderò qualcosa, più interessato alle persone che alle gare in se.
Preferisco illudermi con il calcio d'estate e con qualche follia degli extremes.

Il governo cinese sta provando a costruirsi un'immagine rispettabile, non peggiore, mi ripeto di altri.

Speriamo che il giro di affari destinato a pochi eletti possa arrivare anche a quei cinesi lontani, rimasti e costretti a vivere in un tempo parallelo al nostro.

Invito a cercare e leggere il migliore libro sulla Cina del più grande giornalista italiano del novecento e dei primi anni duemila:
La porta proibita, Milano, Longanesi, 1984 di Tiziano Terzani.

Chi è peggiore della Cina?
Ciao amici maialini!



Troppo caldo per la tv

Amici maialini, con questo caldo si fatica ad essere lucidi e ad andare oltre il minimo indispensabile sul lavoro.

Troppo casino in spiaggia, troppo lontane le montagne, troppo caro fare shopping, troppo snervante doversi divertire ad ogni costo.

E poi per cosa?
Per lo sballo di una sera si può morire.

Le alternative sono poche, nonostante le offerte delle città e le sagre di paese. Tutto già fatto. Tutto già visto. Tutto che si ripete.

Barricarsi in casa alla ricerca di fresco e mettere in scarico è necessario, ma non sempre basta.

È quel volere sempre di più che fa andare di traverso anche il riposo più naturale.

Sono svogliato nonostante il lavoro reale ed i lavori da preparare per la fine dell'estate. La mezz'ora d'auto da casa al lavoro e ritorno mi pesa più della fatica delle 6-8 ore di rogne quotidiane.

Non è questione di noia, è il ritrovarmi sempre nei soliti posti e vedere sempre la solita gente, anche se la evito, anche se fanno finta di non conoscermi.

Va bene e non vanno bene le solite cose alla radio e alla tv se non si ha la pay per view. Fino a che non sarò costretto, non voglio pagare altra tv, altra radio.

Ennesima truffa legalizzata la pay tv o alternativa ragionevole al pubblico disgusto? Non riusciamo più a scegliere perché c'è conformità nel fare i palinsesti.

Peggio che negli anni cinquanta, quando lo stato cercava di omogeneizzare le visioni ed i giudizi delle persone attraverso i media. Oggi è lo stesso.

Per non correre rischi si fanno vedere i buoni, i cattivi e gli anti democratici, neutralizzando il resto.

Si può vedere solo quello che vogliono loro, con opposizioni guidate.

La democrazia attuale è una truffa, meglio le dittature, dove sai chi devi combattere.

Ciao amici maialini!

P.S.= Finalmente è tornata "Camera Café" e speriamo che Andrea riempia tutti di botte!

P.S. = A fine mese, al massimo per i primi di settembre uscirà in Romania, est Europa ed in Italia, il mio libro
 " Mai departe dei ochii tai" !



 

Chris Benoit


Fabrizio, Alda e Chris

Amici maialini,
lo scorso anno il wrestling venne bandito dalla tv in chiaro in seguito alla tragedia di Chris Benoit, con il pretesto che non era un programma morale.

Il dolore per un amico incompreso e lasciato solo resta sempre grande.

Chi commentava quello sport spettacolo ha contribuito a renderlo ridicolo, cosa che non è. Conosco quel mondo e conosco gente che si fà il culo per regalare emozioni.

Chi sentenziava è lo stesso che manda in onda programmi che di morale hanno ben poco.

Tra ammazzamenti, ammiccamenti, programmi al limite del pornografico e della pedofilia, per le famiglie c'è poco. C'è sempre l'esaltazione della furbizia a scapito della lealtà, della correttezza, della forza del lavoro.

Non accetto lezioni di moralità da questa gente.

Se nella tv privata certi disgusti ci possono stare, in quella pubblica non va meglio e Silvio quando la critica, può anche aver ragione.

Da una parte leccano il sedere alla chiesa e ai politici, dall'altra mandano incapaci allo sbaraglio. Vorrei una gestione dei soldi della tv pubblica da parte di gente come Corrado Augias e Piero Angela, ma sarei soddisfatto di vedere giornalisti che conoscano almeno le nozioni elementari di geografia e raccontino la notizia, senza cercare per forza "il fatto". Peccato che il mio desiderio resterà un'utopia.

Alla fine i peggio sono i più onesti. Fabrizio Corona è temuto e cercato perché fà ascolti, perché può sempre rovinare chissà quali reputazioni. Gli scoop sono spesso, quasi sempre, concordati e quando le foto non rendono come previsto, i cosiddetti vip vogliono passare per vittime. Corona è stato messo sotto processo per cazzate.

I ricatti vengono tirati fuori quando non ci si accorda su i ricavi.

Perché la privacy di quei divetti vale più di quella dell'altra gente, che viene violata in modo sistematico e continuo?
Il garante della privacy tutela solamente chi ha denaro per portare avanti una causa.
Corona è stato fatto a pezzi da magistrati che avevano il dovere di occuparsi di altro. Magari della privacy della gente vera.

Silvio ha ancora ragione?
Altra persona fatta a pezzi da giornalisti farlocchi, ma che rende sempre bene è Alda D'Eusanio. Ho rivalutato questa donna ed ora non mi perdo un suo programma.

Le storie saranno taroccate, lei cerca sempre il drammone, però è onestà, non se la tira e soprattutto non pretende di essere la verità. Ottima professionista, si adegua alle esigenze della sua azienda, per quanto discutibili.

Ottima spalla per attori più o meno navigati, è donna umanamente di rilievo. Il trash non è meglio di falsi profeti?

Mi manca terribilmente Chris, anche se quello che ha fatto è terribile, anche se parlarne è sempre difficile, ma era un amico e continuo a volergli bene.

Ciao amici maialini!



 


Quale moralità?

Amici maialini,
davanti alle ultime tragedie della strada e della droga, penso a quello che resta di quelle vite, oltre al dolore delle famiglie.

Ricordo bene scene terribili negli anni in cui lavoravo in prima linea in pronto soccorso.

Oltre al dolore per vite spesso innocenti, il cinismo e la conferma che tanto chi uccide non la pagherà.

Non sono riflessioni di un gufo che ne ha viste troppe, ma dati di fatto, statistiche delle varie polizie. Chi uccide trova sempre una via di uscita.
 

Silvio attacca spesso i giudici per i suoi affari, ma un pò di ragione forse ce l'ha.

Il dovere di un magistrato è tutelare la legge o le vittime?

Quando un crimine è palese, è dimostrato in tutto e per tutto, il dovere di chi tutela il popolo è far pagare per i criminali.

Mi sembra di vedere i titoli dei polizziotteschi anni settanta, dove certa magistratura rovina il lavoro delle forze dell'ordine. Mi secca dare ragione a Silvio, ma la realtà è quasi come dice lui.

Potete verificare anche voi, attraverso la rete o altre fonti, che oltre il 90% dei pirati della strada spesso non sono condannati a dovere e dopo poco tempo riprendono a guidare.

Il dovere di un magistrato è tutelare, proteggere, rispettare, il cittadino, interpretando la legge in modo che i criminali rimangano dentro, non applicarla alla lettera. Purtroppo noi possiamo fare poco e pregare, sperare, augurarci, che non capiti a noi.
Quale moralità hanno certi magistrati che rimettono in libertà chi ha ucciso delle persone?

Riguardo alle morti per droga, non mi viene da piangere per chi ha scelto, anche solo per una volta, di provare un qualsiasi tipo di sostanza.

Questo è una mia cinica convinzione, legata al mio background e a tante persone che sono state capaci di divertirsi e di reagire a problemi senza farsi, strafarsi, riempirsi di schifezze, alcol compreso.

Anche qui i magistrati fanno la loro parte, restando sempre leggeri nel condannare gli spacciatori.

In teoria sono considerati un anello debole nella catena dello smercio di droga, in pratica sono assassini come i vigliacchi della strada, come chi traffica ad alti livelli.

Bisogna punire forte a prescindere o meno da pentitismo o collaborazione. Quale moralità hanno certi magistrati che rimettono in libertà chi ha contribuito alla rovina di una vita?

Non sono arrabbiato, neppure deluso, ma ho ancora negli occhi i resti di vite finite per sbaglio.
Ciao amici maialini!


Eluana Englaro


Proteste inutili

Amici maialini,
inutile commentare le manifestazioni di piazza dello scorso martedì: una buffonata confermata.

L'opposizione è altro ed è altrove.

Posso condividere gli attacchi a napolitano e al papa oscurantista, attacchi che però rimangono fermi in video e parole, in quanto non si passa mai all'azione costruttiva.

Per quanto non condivida certi personaggi del governo, alternative non c'erano.

Mi piacerebbe che i leghisti tornassero ad essere estremi e legali, senza appecorarsi davanti ad una chiesa sempre più distante dalla gente, sempre più ipocrita nel volersi intromettere nelle faccende dello stato italiano.

Perché lo stato italiano non può procedere penalmente contro i religiosi pedofili e contro quei religiosi che gestiscono in maniera dubbia capitali monetari?


La buon'anima di Gianfranco Funari, al quale devo molto per la mia formazione intellettuale, diceva che gianfranco fini era carta stagnola senza dentro la cioccolata.

La vera destra ed il vero leghismo sono in origine staccati e distanti dalla chiesa prepotente, ignorante e oscurantista.

A Gianfranco Funari devo cose che i miei insegnanti non sono stati capaci di darmi.
Da lontano gli volevo bene, come tanti.

Tornando alla destra, perché gli attuali dirigenti non si vanno a leggere Julius Evola ? Perché ai media attuali fa sempre paura intervistare Franco Freda? Alla fine il suo fronte nazionale, sciolto e reso illegale nei primi anni novanta, non esponeva le stesse teorie della lega?

Sono felice per la prossima fine delle sofferenze di Eluana Englaro.

Spero che il buon Beppino riesca a lasciarla morire in modo dignitoso prima che qualche prete o qualche moralista si mettano ancora in mezzo. Si può considerare vivo un corpo tenuto insieme solo da macchine? Poi c'è la volontà della ragazza, chiara e scritta da anni, che non è stata tenuta in considerazione dalle autorità.

Perché non posso scegliere in che modo smettere di soffrire?
Perché devono essere altri, i preti in particolare, a decidere in quali sono i valori più importanti per me?

Chiederò ai medici che mi hanno in cura se sono cattolici. Non voglio che, seguendo la fede e non le mie volontà, per una mia scelta futura di smettere di curarmi, di lasciarmi andare, mi privino della mia volontà e mi impongano per forza di vivere contro i miei principi.

Amici maialini, mi permetto una considerazione su Ingrid Betancourt.

Possibile che con tutte le tecnologie, sia stata liberata solo qualche giorno fa?

Le farc sono dei gruppi di terroristi vigliacchi e basta.
Non si combatte per il proprio popolo rapendo altre persone.

Io credo che ci siano stati giochi di potere che tra States, Francia, Perù, Venezuela e Colombia e la povera Ingrid, insieme ad altri, ne abbia pagato le conseguenze.

Alla fine di ogni guerra c'è sempre qualcuno che non tornerà mai a casa, anche se rimane vivo.

Chi si ricorda di loro?
Ciao amici maialini!



Quell'altro odio.

Scendo dall'odio per strappare ciò che rimane di occhi spenti, rappresi, ormai stanchi per esser rimasti sempre al di sopra delle parti.

Ho bisogno dell'odio e di ogni suo fratello, per lasciarmi scivolare giudizi e condanne che non comprendevo.

Ho bisogno dell'odio e di ogni sua sorella, per attraversare senza più bruciarmi acque bollenti e schizzi di vapore che non sapevo scansare,

scampare, scappare, stringere, strozzare, con quel sorriso che credevo mi bastasse per avere diritto a vivere.

Non è stato l'amore ad insegnarmi a nuotare tra bellezza, armonia e rispetto,
ma è stata l'invidia di chi era costretto a guardare, desiderare,
stringere bocca e pugni, che dovevo rispondere con rabbia agli attacchi altrui.

Ero ignorato anche dalla solitudine, tanto avevo imparato a respirare ciò che mi soffocava.

L'aria che manca, la gola che si muove più forte, il naso che si attappa per non perdere l'ultima speranza, gli occhi che vanno in fuori e che vorrebbero esplodere, il bisogno di gridare che non riesce.

E poi tutto che viene a mancare, come in un rogo che brucia, peggio di un pugno che però donerebbe vita.

E poi la speranza di annullarsi.

E poi la beffa di respirare anche da soffocati.

Quello che volevo era poco ma non ero degno.

Quello che volevo era togliermi di dosso e di torno maschere e tradimenti.

Quello che volevo rimaneva fuori dalla finestra di speranze che odiavo perché andavano sempre agli altri.

Perché non arrivava mai il mio turno?

Odio necessario per respirare,
odio che libera da ciò che soffoca,
odio che accarezza chi lo rispetta,
odio che alla fine non inganna.

Risalgo le scale che ho perso da vivo, mai vittima, però sempre solo, però sempre abbagliato, però accecato e tanto non tornavo indietro.

Chi mi faceva credere di essere morto?

Ero io che mi vedevo arido.
Ero io che non mi sapevo vendere come gli altri.
Ero io che avevo paura dell'abbandono.

Non ho più paura dell'abbandono.

Ritrovo coscienza, conoscenza, gratitudine e dolcezza da nuvole e raggi di colore, coccolato da correnti nuove, baciato da pioggia non più acida e bollente, non più silente e mai più complice di traditori.

Scendo dall'odio perché lo rispetto, perché non mi ha travolto.

Scendo dall'odio per ritrovare l'amore che non sapevo darmi, amore che non comprendevo, amore ingrato che non aveva senso.

Chiedo ancora all'odio di insegnarmi ad amare, essere ancora libero e mai più accerchiato da condanne.

E' solo puro odio e non sono un suo esecutore.
E' solo puro odio ed avrò sempre la forza per non dimenticare il male.

E' solo puro odio e non mi sento pesante.
E' solo puro odio, ma non mi è indispensabile per vivere.
E' solo puro odio e riuscirò ad andare avanti oltre le mie fatiche.

L'odio non mi donerà il sorriso che avevo, però non mi disgustai il mio ed amo il mio e quello di chi ho accanto .

Ringrazio l'odio perché stò ritrovando a conoscere l'amore.

Ringrazio l'odio perché non mi ha fatto diventare parte di esso.



Orgoglio di popolo

Amici maialini,
mancano ancora diverse ore alla sfida di calcio Italia-Romania per la qualificazione al secondo turno del campionato europeo e non so come andrà a finire.

Sarei contento se i rumeni ci buttassero fuori.

Da un paio di anni sono nauseato dal calcio italiano e da moralità che non esistono. Calciopoli ha colpito solo la Juventus e Moggi, almeno in apparenza, mentre gli altri se la sono cavata con poco.

A Vittorio Cecchi Gori per irregolarità infinitamente minori, l’hanno fatta pagare carissima, tanto che ancora oggi ne sta pagando le conseguenze.


I rumeni in Romania ormai ci vedono come sfruttatori e accusatori del lavoro della loro gente, almeno di quelli onesti.
Nel mio ultimo tour de force a Bucarest e dintorni ho ascoltato le interviste dei giocatori della nazionale, che ripetevano spesso che sarebbero stati l’orgoglio del loro popolo.

Orgoglio di popolo, cosa che i nostri, Luca Toni, Alessandro Del Piero e Antonio Cassano a parte, faticano a comprendere il senso.

Ho nominato Luca Toni perché ha fatto gavetta seria in Italia e con umiltà s’è imposto in Germania, alla faccia di chi non lo riteneva da grande squadra da noi.
Vincere all’estero vale tanto quanto vincere in Italia e Luca, come Giovanni Trapattoni, Fabio Capello, Albertino Bigon, Giuseppe Materazzi

Alessandro Del Piero è stato massacrato per anni dalla stampa e messo in discussione nel proprio club dopo un infortunio terribile di qualche anno fa e per non essere mai stato decisivo in nazionale.
Quante volte lo hanno dato per finito?
Ora lo invocano come salvatore della patria.

Antonio Cassano avrà combinato qualche stronzata, ma ricordiamoci il suo background e ricordiamoci pure che per tanto tempo gli hanno negato un aiuto che lo avrebbe fatto ragionare prima.
Troppo facile prendersela con lui e trascurare altre schifezze.

I rumeni hanno quell’orgoglio di popolo che noi italiani forse non abbiamo mai avuto.
Differenze e rivalità politiche, sportive e umane ce ne sono anche lì, ma noi negli ultimi due, tre anni li abbiamo talmente attaccati e massacrati, come gli albanesi negli anni novanta, che ora si sentono più uniti di quando erano sotto il regime comunista e sovietico.

Preciso che non mi riferisco agli zingari e ai rom, che sono quanto di peggio ci può essere, soprattutto perché degradano e sminuiscono il valore di un popolo degno di rispetto.

Zingari e rom rimangono parassiti della società, non sono un popolo. Uniti noi italiani quando lo siamo?

Più per convenienza che per convinzione non cerchiamo di essere uniti, ma di non farci troppo male l’uno verso o contro il proprio vicino.

Uniti lo siamo in modo formale sempre, perché non ci crediamo mai.

Non faccio moralismi perché non c’è motivo, ma valuto la storia patria e la storia calcistica.
Non faccio moralismi perché spesso non abbiamo scelta diversa che fregare chi stiamo abbracciando per non essere fregati a nostra volta.

Non faccio moralismi perché ormai siamo abituati ad essere contro, a prescindere da pensieri, parole, opere ed interessi, lasciando per noi le omissioni che tiriamo fuori per difenderci. O per affossare l’altro.

Stasera i rumeni, comunque vada lasceranno feriti sul campo, anche se perderanno faranno il possibile per rendere dura la gara fino alla fine.

Mi ripeto, ma quei giocatori, anche se ricchi rispetto alla maggioranza dei loro connazionali, da questi sono considerati vicini, quasi amici e proprio per questo per loro fare il meglio sarà un onore e non un onere.

Ciao amici maialini!



Violenze nascoste

Amici maialini, fino a che si ripeterà alle vittime di stupro di lasciar stare, significa che gli infami avranno un'altra possibilità di colpire.

Fino a che assistenti sociali, la cui moralità è poco sotto quella di giornalisti, camionisti e, appunto, stupratori, ripeteranno che bisogna andare oltre, il trauma della violenza rimarrà forte, come il senso di colpa che non ha senso di esistere.

Fino a quando sentirò nei luoghi di culto, cattolici e non, che bisogna amare chi ci ha fatto violenza, questa stessa brutalità non potrà essere estirpata e la punizione per i colpevoli resterà solo un'illusione.

Chi commette violenza deve essere condannato, non assolto, non perdonato. Soprattutto deve scontare la sua pena senza sconti. Il pentimento rimane la via di fuga più breve per i carnefici e insistere a far voler perdonare questi infami serve solo far sentire più in colpa chi subisce.


Mi accorgo che le violenze domestiche sono aumentate notevolmente rispetto a quando ho iniziato a girare per ospedali e pronti soccorsi.

Violenze sempre più brutali e sempre più nascoste, violenze che lasciano spesso indifferenti perché, dicitura comune, sono cose che capitano, perché, altra dicitura comune, spesso se le cercano.

Che motivo c'è a voler essere picchiati?
Che motivo hanno donne e bambini a voler essere violentati?
Neppure negli anni cinquanta la gente ragionava cosi!
Eppure la gente si indigna e resta ferma.

Vittime di violenze aumentano e spesso diventano cadaveri come la povera Lorena, sulla quale speculano anche da morta.
Vittima lo è stata per VENTIQUATTRO ANNI Elisabeth, insieme ai suoi figli-fratelli.

Vittime restano tutte quelle persone che prendono botte e si vergognano ad andare in ospedale e mentono a se stesse e al resto del mondo, sperando che qualcosa cambi, sperando che la prossima volta non sia peggiore.

Il senso di impotenza mi assale perché materialmente, da solo, non posso fare nulla.

Quell'insieme di cui tanto si parla dopo le indignazioni generali, svanisce ancor prima di fare qualcosa, appena qualche vigliacco alza un po' la voce, appena qualche prete dice che bisogna perdonare.

Sono stato con una ragazza che prima di stare con me aveva presto tante botte, troppe a prescindere, ma rimaneva vittima di una morale distorta. Lasciava stare e ne prendeva di più, convinta di avere chissà quali colpe.

Vittima ancora di una condizione mentale dalla quale non s'è liberata, a distanza di anni, restando vittima, per altri versi degli uomini. Faticava a reagire ed io ero troppo giovane e fuori di testa per farla cambiare, per provare ad aiutarla. Anche per questo non ha funzionato tra noi.

Sono stato vigliacco, forse non l'amavo.

Capita, come capita che le vittime non sono protette e la presunzione di innocenza lascia liberi migliaia di vigliacchi. Se fosse stato in Italia piuttosto che in Austria, il padre-mostro di Elisabeth avrebbe gli stessi privilegi della franzoni e l'appoggio di preti, assistenti sociali e psicologi falliti, oltre che di giornalisti avvoltoi.

Eppure basterebbe poco, come per tante altre cose, ma quel poco sembra difficile, enorme.

Amici fatico a pregare, provo a migliorare, provo a fare.
Ciao amici maialini!



Privilegi e sopravvalutati

Amici maialini,
speravamo di esserci tolti dalle palle la donna che ha rovinato la nomina di Cogne, finalmente dentro.

Colpevole per la morte del figlio, ci poteva stare, anche se i Ris si sono sputtanati in tutta Europa.

La galera per il massacro mediatico cui ci ha sottoposto in questi anni, mi sembrava il minimo.

I media hanno fatto di tutto per farla passare da vittima, molto più di quanto altri cercavano la sua colpevolezza.

L'indulto resta l'atto di ipocrisia e vigliaccheria che uno stato di diritto può fare verso il popolo.
In galera rimarrà poco e già avrà privilegi rispetto ad altre donne, spesso dentro per reati di reazione contro altre violenze.

In galera sarà sorvegliata per la presunta paura di chissà quali gesti.
Magari la facesse finita, almeno il lavoro inutile dei Ris avrebbe un senso.

Possibile che risolvono i casi quando vogliono e la tirano per le lunghe quando c'è da specularci e magari guadagnarci?
Perché in Germania, ad esempio, i casi risolti da i corrispettivi dei Ris, sono molti di più?

Anche in Romania ed in Russia le cose vanno meglio, dove corruzione e denaro contano meno di quanto "all'ovest" vogliono far credere.

Buon senso, senso della giustizia, buon senso per la giustizia e scienza mai sono d'accordo perché si privilegia sempre chi commette il reato.

Poi una nomina può rovinare per sempre una reputazione, anche se il tempo ribalta tutto, anche se c'è evoluzione umana, anche se risultati sono eccellenti.

Spesso il talento non basta essere i più bravi, per essere considerati e rispettati.
Meglio costruirsi la propria bravura, meglio essere cinici, passare da carogne ed essere temuti.

I privilegi nel mondo carcerario restano un mistero, in quanto chi vuole uscire le proverà tutte. Lo schifo è per chi concede privilegi e permessi premio a chi ha commesso crimini contro la persona, a chi ha ucciso, a chi ha aiutato ad uccidere. Schifo peggiore è per chi continua a considerare la furbizia come un pregio.

Si dice che nessuno deve toccare caino, ma chi penserà ad abele?
Ciao amici maialini!



L'assurda fine di Lorena

Amici maialini, sapete cosa si prova davanti al cadavere di una ragazzina?
Attimi, spaventosamente lunghi, di vuoto.
Vuoto che tende a bloccare pensieri e azioni.
Vuoto che, forse, ha lo stesso effetto di una iniezione letale, con la
piccola differenza che poi tutto ricomincia.

Poi un senso di impotenza altrettanto terribile, ma più letale per quello che rimane della nostra umanità dopo l'orrido quotidiano.

Tossici a parte, quando muore una ragazzina muore sempre una parte
della bellezza del mondo e pure una parte di noi.
Davanti al cadavere di una ragazzina morta per malattia si soffre e si
fatica a lavorare, ad essere lucidi e professionali nonostante le difese ed il cinismo.

 

Però, per la malattia, ci poteva stare.
Davanti al cadavere di una ragazzina morta ammazzata è peggio perché vuoto ed impotenza vengono amplificati e raggiungono ogni parte del proprio io.

Poi viene il desiderio di vendetta e la speranza che qualcuno paghi.
Vendetta e mai giustizia, perché, almeno nei fatti, fino ad ora chi ha ucciso si salva.
Vendetta e mai giustizia perché la perdita di una figlia è un dolore immenso.

Rimane lo schifo per i giornalisti e per i genitori dei miserabili assassini di Lorena che volevano già il perdono per i propri figli.
Già si parlava di ragazzata, già si speculava sulla moralità della ragazzina, invece è stato un crimine vigliacco commesso da tre contro una, prima violentata poi uccisa e poi ancora nascosta.

Come si guarda il cadavere di una ragazzina morta ammazzata?
Con occhi, miei, di chi si aspettava già il peggio, appena saputo della scomparsa.
Con occhi, miei, di chi ha visto una delle facce peggiori della morte e della stupidità.

Non è tanto l'aver davanti ciò che resta di una vita, ma la consapevolezza che sarebbe potuto accadere a qualcuno a noi caro.

Non riesco a pregare, amici maialini.
Gufo Cattivo



Indignazione un cazzo!

Amici maialini, che sia la volta buona che ci togliamo di mezzo gli zingari e lasciamo spazio ai rumeni onesti?

Me lo auguro e se la gente è arrivata all'esasperazione, la colpa è della giustizia che tutela i criminali.

Sarò felice quando rumeni ed albanesi onesti siano trattati in modo decente, apprezzati per le loro grandi qualità.

Gli zingari rimangono balordi senza cultura e senza qualità, con moralità poco superiore a quella dei giornalisti.

Verso i napoletani sono scettico, ma stavolta hanno agito in modo giusto, andando oltre l'omertà e sbattendosene le palle di quell'indignazione che, come il perdono, fa altrettanto schifo come la peggiore delle ipocrisie.

Tutti si indignano, poi però la gente rimane omertosa, capace sempre di dire che non sapeva, anche quando avevano i mostri in casa.
Indignazione un cazzo!

Se non fosse per qualche video vigliacco e per qualche morto, il bullismo e gli incidenti stradali causati da ubriachi, sarebbero ancora considerati come "ragazzate".

Sempre pronte le giustificazioni per furbizie e prepotenze, anche da parte dei preti, specie quelli "moderni", che, in pratica fanno molto meno dei loro omologhi di trent'anni fa.

Vigliaccheria?
Comoderia? (fanno finta di fare e non fanno per non essere "marchiati" come diversi).

Un rappresentante religioso, ancor più dello stato, ha il dovere di intervenire ed agire per stare dalla parte dei deboli.
Dov'è finito l'insegnamento di Giovanni Paolo II? Nell'indignazione di chi pretende senza sapere, senza rendersi migliore ogni giorno.

Indignarsi per cose che non si vogliono cambiare, altrimenti ci sarebbero meno lamentele.
Tornando agli zingari, quello che me li fa più schifare è che nei loro paesi di origine se delinquono la pagano cara.

L'integrazione con gli zingari non è necessaria perché appena gli si dà fiducia, diventeranno traditori.
Se qualcuno mette paura a questi parassiti, è giusto, come l'angoscia quotidiana che mettono loro.

Rumeni e rom sono etnie diversissime.

Vi ricordate quella signora uccisa a Roma l'autunno scorso?
Il degrado di quella zona non è cambiato, basta che guardate con google earth.

Però tutti si sono indignati, tutti si sono fatti vedere in quel luogo schifoso, ma alla fine nessuno ha fatto nulla.

Fin quando ci sarà indignazione e basta, si prenderanno solo fregature.
Ciao amici maialini!



La destra e i cattivi maestri

Amici maialini, rimango convinto che le tragedie della follia di questi ultimi giorni siano lontani dalla realtà della destra.

Solo follia e degrado umano, lontano dalla politica.

Violenza ed estremismo ci possono stare, ma in misura molto minore di quella descritta dai media.

Esasperazione dovuta alla mancanza di legalità e all'esaltazione della furbizia.
I centri sociali di destra sono luoghi di aggregazione e di azione politica non diversi da quelli politicamente opposti.

Ho provato a frequentarli, specie quando guardavo gli altri da lontano, quando ero un perdente. Mai trovato esaltati e picchiatori, mai trovato manipolatori di menti.

Eppure ero un perdente ed avevo bisogno di sentirmi parte di qualcosa.

 

Che sia stato fortunato come con i rumeni? Poi le cose sono andate in altro modo, ma la colpa rimane mia.
Neppure lì mi sentivo adeguato, poi i pregiudizi errati su certi ambienti mi hanno bloccato.

È un'altra storia.

Aldilà di pensieri e valori che ho sentito vicini, la storia mi ha permesso di essere obiettivo e mai timoroso del confronto.

Di pregiudizi ne ho pochi.

Quello che manca ai centri sociali di destra è la conoscenza della storia, la lacuna più grande in ragazzi mandati spesso allo sbaraglio quando possono essere i migliori.

Quello che manca al militante di destra estrema (e al militante leghista) è valorizzare la propria cultura, che non è legata solo al ventennio, ma parte dall'europeismo alla solidarietà fra i popoli del Mediterraneo, mantenendo l'identità nazionale, passando per il pensiero di Evola fino alle teorie di Freda.

La cultura e destra è cultura europea, distante dalle prepotenze statunitensi e dall'oppressionismo sovietico, contro le prepotenze islamiche.

I media ostacolano gli intellettuali veri, di destra e leghisti, dando spazio solo a buffoni. La follia di pochi idioti sarà punita a dovere o ci saranno le ennesime scappatoie?

Chi sono i cattivi maestri? Oltre alla censura mediatica su Beppe Grillo e Massimo Fini è fortissima quella su Franco Freda.

Ciao amici maialini!



Amici maialini,
mi permetto una serie di pensieri sull'ennesima tragedia del disprezzo umano, la tragedia di Elisabeth Fritzl.

Intanto non crediate che sia un caso isolato, anzi è uno dei pochi che vengono fuori.

Quello che dicono medici e medicanti vari su quell'essere che viene ancora chiamato padre, mi sembrano scuse per alleviare una posizione indifendibile.
In quanti, e ce ne sono, che si comportano allo stesso modo e si appelleranno alla malattia?


Mi aspetto i soliti preti che si appelleranno al perdono e alla redenzioni per un uomo che non ha più il diritto di essere considerato tale, come gli stupratori di bambini. Quelle persone non avranno un futuro.

Recuperare anni di isolamento e violenza sarà durissimo, soprattutto quando chiederà alla madre, ai fratelli che hanno vissuto in modo normale, agli amici che forse aveva prima della segregazione, perché non sono andati oltre la notizia della sua scomparsa.
Possibile che tutti siano rimasti fermi?

Dalla polizia ai semplici vicini, possibile che tutti non si siano accorti di nulla?
Ci sono dei complici e dovranno pagare come e più dello stesso carnefice.

Chi commette simili schifezze non merita la compassione umana, merita sofferenze almeno pari, che comunque non ripagheranno le vittime, ma renderanno difficile la vita di chi si credeva dio.

Nessuna comprensione, nessun conforto, solo terrore per quel rifiuto.
Quanto ci scommette che alla fine pagheranno solo le vittime?

Non credete che l'Austria sia un caso isolato. La piaga maggiore resta l'omertà della gente.

La piaga peggiore è la limitata libertà delle forze di giustizia, legate spesso ad umori di giudici che vogliono fare spettacolo.

Una semplice considerazione.
Lo sapete che ci sono più pedofili a piede libero, già condannati, che quelli in galera? Scuse, scappatoie e sotterfugi che non dovrebbero esserci per certi reati.

Pregherò per Elisabeth, anche se non sarà facile per lei e per i suoi figli smettere di aver paura, provare, chissà quando a vivere.



Amici maialini,
certa gente merita di prendere fregature, merita di essere raggirata e derubata da impostori e falsi guaritori.

I sempliciotti che di giorno vanno a messa e pregano padre Pio e subito dopo vanno de falsi maghi e cartomanti, hanno il diritto di essere trattati da idioti e non meritano nessuna comprensione.

In maniera molto semplice e logica, un cattolico dichiarato e praticante non dovrebbe avere nulla a che fare con il paranormale.
Dovrebbe affidarsi alla preghiera, agli insegnamenti di Nostro Signore e dei santi, suoi guerrieri ed emissari in questo mondo contro il male.

Il cattolico dichiarato e praticante oltre alla forza della preghiera e della fede, che è reale se sincera, ha anche il dovere di credere nella scienza che ha dimostrato risultati.
Questo discorso vale anche per i credenti di altre confessioni religiose.

L’ateo, il non credente, dovrebbe essere altrettanto scettico sul paranormale proprio perché sono cose lontane dalla realtà.

 

I fessi che si fanno raggirare dai guaritori non hanno scuse, anche se sono in stati di grave indigenza e malattia.
Se certe cure miracolose non funzionano, ci sarà un motivo?

Il paranormale esiste, ma è lontano da chi dice di possedere chissà quali poteri, ma che è nell’ombra perché la scienza ufficiale ha paura di perdere il proprio business.
Idiozie e menzogne.

La scienza ufficiale ha limiti pratici e schifezze morali, spesso specula sul male e tra scienziati si tende a fare guerra sulla sofferenza, invece di collaborare tra loro per una soluzione.

La fede spesso tradisce speranze ed aspettative, in più i preti ripetono, mentendo sulle scritture, che la sofferenza è un dono del Signore.

Nonostante questo, anche nella disperazione di una malattia che ho vissuto, mi è rimasto difficile fidarmi di guaritori o gente unta dal signore o da qualche altra entità.

L’ignoranza intesa come mancanza di istruzione e intesa pure come intelligenza limitata, intesa pure come età avanzata, perché dovrebbe avere l’altrui comprensione e la compassione degli altri?
Quando ci si affida agli imbroglioni nominati sopra si conoscono perfettamente i rischi e non provo nulla di buono e caritatevole verso chi prima va contro le proprie convinzioni morali e religiose, poi ci rimane male quando ha compreso l’inganno.

Il paranormale esiste, come esistono persone che hanno capacità superiori. Chi realmente ha doti importanti, intanto non chiede denaro, non cerca pubblicità, è estraneo ai giri dei truffatori e soprattutto è cosciente dei propri limiti e si ferma piuttosto che ingannare.

Gli amici del C.I.C.A.P. possono contestare le mie affermazioni, visto che le persone di cui parlo non si sono mai esposte, pur facendo la loro parte nel silenzio.  La stessa vale per chi crede nel male.

Chi si professa satanista è solamente un buffone, pieno di cattiveria, incapace di affrontare la vita, allora leggendo qualcosa qua e là in modo superficiale, si crede di avere inventato chissà cosa e avere chissà quali poteri.

Sono solo dei vigliacchi, pericolosi solo per ragazzini psicopatici annoiati,interessanti per chiunque fallito.

Enti come il C.I.C.A.P. sono ma non sono supportati dalle autorità e dalle chiese ufficiali, non abbastanza per sconfiggere questi parassiti. Quanto conviene allo stato?

Legalizzare maghi, astrologi e fattucchieri porterebbe allo stato molti soldi, moralmente sarebbe discutibile, anche, e mi ripeto, se certa gente merita di essere truffata.

Ai media conviene parlare di questi casi quando non c'è altro da dire.
Eppure ci sono persone rovinate e portate all'usura per colpa delle falsità di cui ho parlato fino ad ora.

Io ricordo che diversi anni fa, pur lavorando in ospedale, appena si venne a sapere nel giro ristretto di colleghi e medici, il mio dramma, e come intendevo affrontarlo, in pochissimo tempo mi sono ritrovato intorno quasi una diecina di impostori che mi hanno promesso ogni sorta di guarigione.

Nella disperazione non mi sono fatto convincere, in nessun modo, nonostante un male che mi devastava.
Eppure ero solo, eppure ero alle strette, eppure le scelte erano limitate.

Eppure sono andato avanti, trascurando, nella mia presunzione, persone che mi sono state realmente accanto e che mi hanno aiutato. Ma questa è un'altra storia.

Ciao amici maialini!


Pier Paolo Pasolini


Amici maialini,
gli esempi ai quali possiamo rifarci dovrebbero essere da input per essere migliori, per fare al meglio il nostro lavoro, per seguire la via nella quale crediamo.

Persone migliori di noi, in teoria, alle quali possiamo arrivare e superare nella pratica quotidiana, nel nostro andare avanti.
Perché no?

Esempi che restano soggettivi, che, a mio parere, non dovrebbero essere mai imposti come verità assolute.

Le aggressioni a circoli ed associazioni diversi per cultura ed orientamento sessuale a volte potrebbero essere da condannare, se propagandano odio, violenza ed atti di terrorismo di ogni tipo.

 

Gli omosessuali potrebbero dedicare ad altri il circolo che è stato preso di mira nei giorni scorsi. Mario Mieli non è il migliore esempio di identità gay, in quanto includeva nel suo elenco di esperienze redentive la pedofilia, la necrofilia e la coprofagia.

Ci sono attivisti più meritevoli di lui, Pierpaolo Pasolini in primis, Sibilla Aleramo, Jean Genet, Marcel Proust.

L'attuale papa non può essere considerato un esempio, in quanto è stato tra quei funzionari vaticani che si impegnò per coprire e far trasferire i sacerdoti pedofili negli Stati Uniti prima e nel resto del mondo poi, chiedendo per questi infami l'immunità diplomatica.

Non è un esempio perché da ipocrita e chiede il perdono delle vittime per evitare un tracollo finanziario per via dei risarcimenti che le vittime della pedofilia pretendono.

Non è un esempio anche perché sta riportando indietro di centinaia di anni il cattolicesimo e perché continua a nascondere, approvare e proteggere le lobby finanziarie legate al vaticano.

Esempi nella politica passata ce ne sono pochi, in quella attuale ancora di meno, soprattutto perché esaltano la furbizia a scapito dell'onestà. Troppo facile fare nomi, perché ne rimarrebbero pochissimi.

Gli esempi dello sport attuale hanno sempre il dubbio dell'illecito, dal doping alle combine legate alle scommesse.
Non c'è perdita di valori perché la gente ne ha di valori, fatica a metterli in pratica perché trova sempre ostacoli, soprattutto da chi ha il dovere di tutelare l'onestà.

Odio i furbi, vorrei che qualche volta subissero le violenze e le ingiustizie che toccano agli indifesi.
Perché non proviamo a bloccarli?
Perché non reagire con scaltrezza alla loro finta moralità?

La violenza può essere giustificata se può contribuire a migliorare la condizione di molti a scapito di oligarchie.
Non credo alla democrazia a tutti i costi, visto che materialmente la democrazia non può essere messa in pratica perché le differenze tra le persone saranno sempre tantissime. Democrazia come utopia, come il comunismo.

La democrazia viene presa come pretesto per arricchimenti, dall'Africa sfruttata all'inverosimile da multinazionali e convertitori di anime, all'Afganistan.

Perché non impegnarsi seriamente contro Birmania e Corea del Nord?
Perché non imporsi per i diritti umani verso i paesi arabi ricchi?
Non conviene, non lo faranno mai.

Perché prendersela con i negozi dei cinesi quando il 90% del made in italy viene prodotto all'estero?
Altra truffa.

Ciao amici maialini!



In sospeso.

Amici maialini, quanto ci pesano quei rapporti "in sospeso"?

Parlo di quelle storie, d'amicizia, d'amore,di ciò che è stato, di qualcosa che vorremmo, ma non si sa se sarà.

Ci aspettiamo troppo da persone che, in pratica, se ne fregano di noi.
Persone con le quali s'è stati bene, che magari abbiamo amato.
Persone con le quali s'era cominciato un percorso interrotto per il naturale scorrere della vita, tra gli alti e bassi del nostro carattere e degli eventi.

Eppure avremmo voluto qualcosa di diverso.
Eppure avremmo voluto una reazione diversa da loro, come il bisogno di essere ancora parte della nostra vita.

Non grande sofferenza, ma un pesante rammarico, la sgradevole sensazione che non si fosse più al loro livello umano.

Rammarico che abbiamo tentato di sbloccare con qualche messaggio, puntualmente mai capito, anzi , peggio frainteso, con quella speranza sbagliata che questi, loro, essi, potessero accorgersi ancora di noi.

No! Meglio mandarli in malora, tanto neppure il diavolo li vorrebbe.
No! Meglio rendersi conto che per stare dietro a loro abbiamo trascurato e perso gente migliore, più pratica verso il nostro bisogno di esistere.

Fa male accorgersi che quella storia è finita, ma si deve fare per non essere abbandonati ancora una volta.

La necessità di chiudere, andarsene, senza il bisogno di odiare, per riprendere a sorridere e per far spazio dentro il nostro cuore.

Chiudere ciò che è in sospeso è necessario per riprendere a volerci bene.
Ciao amici maialini!



La giustizia dei poliziotteschi

Amici maialini,
cosa ne pensate dei poliziotteschi anni '70?
Che ne pensate di quei metodi?

Ora se un poliziotto sfiora anche il peggiore balordo, diventa lui il colpevole.
I ris saranno pure una cosa buona, ma fino ad ora non hanno combinato molto, specie su quei casi che fanno tanto share in tv. All'estero quanto ci ridono dietro?

Non sarebbe meglio usare i metodi di Maurizio Merli o di Luc Merenda?

Ottimi attori, come il compianto Franco Gasparri, non come i fighetti che se la tirano tanto adesso.

 

Davanti a casi palesi di omicidi, come quelli causati da balordi della strada, non è giusto dare scusanti e presunzioni di innocenza.
Soprattutto a questi criminali non si dovrebbe concedere spazio sui media, per nessun motivo.

Verso certi balordi, che sicuramente torneranno a delinquere, la giustizia dovrebbe essere rapida e cinica.
Gli innocenti i galera sono meno di quanto si crede e la polizia è messa nelle condizioni di fare poco, molto meno di quanto le leggi gli permettono.

Che c'è di male ad ottenere informazioni con qualche schiaffone alla Maurizio Merli?
Qualche "sistemata" sarebbe doverosa verso pedofili, stupratori, criminali della strada e spacciatori.

Il rispetto della dignità non lo si deve ai carnefici, non è giusto e non ha senso.
La pena di morte è sempre un sollievo, mentre la detenzione dura, stile 41bis, soprattutto senza media.

Chi ha qualche anno più di me ricorda che quei film rispecchiavano molto la realtà e la gente si identificava nelle storie, nei personaggi, nelle vittime e nella giustizia ingiusta purtroppo.

Anche io, nel mio piccolo, sono rimasto fregato dalla giustizia, ma è un'altra storia.

Amici maialini, nonostante questo periodo un pò faticoso, dove fatico a fare, a prescindere dalle situazioni, l'opportunità che mi state dando vi assicuro che è notevole per me, più di quanto credete.

Ciao amici maialini!



Meglio strozzini che dentisti

Amici maialini,
spesso gli strozzini sono diversi da quelli che prestano soldi.
Spesso sono categorie che si approfittano di nostri momenti di disagio e difficoltà, approfittando delle nostre paure, amplificando il nostro dolore, isolandoci nelle nostre angosce.

Strozzini spesso legalizzati, quasi con la sola morale del proprio profitto.
Nella scala della moralità sono poco sotto i giornalisti, che, ricordo, girano intorno al livello dei pervertiti.

Strozzini sono quelli capaci, davanti ad una nostra difficoltà improvvisa, di bloccarci il dolore e la paura.

Strozzini perché poi girano tutto a loro vantaggio, impedendoci di fare confronti e scegliere altro proprio perché sono i primi ad aiutarci al momento.

Fuori si esce, ma dopo aver speso tempo e denaro.
Fuori si esce, ma con grande rammarico per essere stati imbrogliati.
Sono troppo generico amici.

 

Mi riferisco ad ogni appiglio umano e pratico che poi s'è rivelato artiglio.
Mi riferisco, per me, a quell'unico dentista che poco prima delle feste appena passate mi ha limato un dente che mi si era rotto, con conseguente ferita alla lingua. Ero nel panico più totale e questo individuo nel visitarmi mi ha trovato altri problemi ai denti.

Dopo mi sono accorto che posso risolverli in tempi più lunghi, ma due settimane fa ero in crisi totale e con dolori fortissimi. Danno mio e beffa per un preventivo di cura per il caos nella mia bocca (parole sue) che mi ha mandato in crisi ancora di più.

Amici lo sapete che negli ospedali pubblici non esiste un emergenza per i denti? Se di notte o durante le feste vi rompete un dente o vi salta un'otturazione, sono cazzi vostri. Trovatemi un dentista in quei giorni e vi offro una cena!

Nell'urgenza non sono riuscito a confrontare quel preventivo con altri.
Io volevo solo farmi limare la parte scheggiata, ma nel panico e nel dolore l'ho lasciato fare. Quando altri mi hanno detto che il prezzo era troppo alto, ho scelto di farmi devitalizzare il dente e farlo ricoprire.

Quanto l'ha tirata lunga e quanto sono stato trattato da pezzente!
Ancora una seduta, lo pagherò e andrò a curarmi altrove.

Però mi ha fregato oltre 500€ perché s'è approfittato del dolore di un dente spezzato e della lingua tagliata, del panico di non saper cosa fare.
Andrò a curarmi altrove e andrà meglio, però questa situazione mi ha snervato.

Alla fine gli strozzini che prestano i soldi sono più onesti.
Questi ultimi ti dicono subito quanto vogliono indietro e cosa comporta non pagare. La casta dei dentisti deve essere smantellata e distrutta.

Meglio strozzini che dentisti.
Mi passerà.
Ciao amici maialini!



Un tossico in meno. Rispondo a Sara.

Sara,
quando in ospedale s'è parlato del ragazzo morto per le pasticche prese al rave, il commento unanime è stato "Un tossico in meno".

Non soffro per queste persone perché sanno a cosa vanno incontro e sanno pure che ci sono alternative a quel maledetto sballo. In anni di turni di notte al pronto soccorso di persone come quello ne ho visti tantissimi.

Qualcuno s'è bruciato il cervello, qualcuno è stato fortunato, ad altri è andata male.

Nessuna compassione per chi sceglie la morte, perché prendere quella roba è morte.
Spesso questi sballati hanno rovinato le vite di gente che aveva scelto un divertimento diverso.

 

 

Purtroppo, come dici tu, gli idioti che cercano lo sballo a tutti i costi sono di ogni classe sociale, spesso emuli di quella spazzatura che passa in tv.

Emulazione di cose finte? Purtroppo sì.
Non è banale dire e ripetere che non si è più capaci di apprezzare quello che si ha.
Mi ci metto anche io, con le mie fisse e la rabbia per lo stipendio che rimane fermo mentre il resto aumenta.
Non sono triste quando un tossico ci rimane.

Sono triste per chi deve sopportare questi idioti, spesso parassiti.
Sono triste per chi cerca di educare, informare ed aiutare questi individui.

Non è inutile perché salvarne anche uno su 100 rimane sempre importante.
Se le autorità sapevano di quel rave, perché non lo hanno bloccato?

Le conseguenze di queste feste si conoscono. Perché hanno aspettato che ci scappasse il morto?
I giornalisti, poi, sciacalli come sempre.

Un tossico in meno serviva per riempire i notiziari di questi giorni di Pasqua.
Sono cinico pensando che la vita che c'era prima del tossico, poteva essere spesa in modo diverso.
Alternative allo sballo selvaggio ci sono.

Possibile che se non si imitano i parassiti dei programmi che nomini, non è divertimento?
Non voglio crederci, ma per tanti è così.

Ciao Sara!
Ciao amici maialini!



Amici maialini
come si fa a scrivere su un giornale?
Bisogna essere per forza giornalisti?

Non faccio il finto ingenuo, proprio non conosco le modalità per essere ingaggiato da un giornale.

A volte ho sentito che ci sono delle scuole e so pure che c'è un albo professionale. Non basta saper scrivere in modo corretto?

I giornalisti sono una casta più subdola e infame dei politici, con senso morale poco superiore a quello dei pervertiti (citazione necessaria).

Spesso non conoscono le nozioni elementari di storia e geografia, che insegnano alle elementari.

Per campare spesso si appecorano e si compromettono moralmente, mai imparziali, manipolatori di ogni tipo di notizia.
Quelli televisivi fanno sorrisini compiacenti ed ammiccano per chissà quale motivo.

Ho disgusto di loro perché spesso non sanno scrivere ed hanno sempre paura di esporsi. Il disgusto aumenta ogni volta che, davanti a tragedie umane, si comportano da sciacalli con le vittime e martellano con l'orrido quotidiano.
Poi vogliono fare i divetti in tv.

Chiedersi ancora perché, è inutile, come credere che abbiamo una coscienza. Io sono iscritto ad un albo professionale di tipo paramedico, indispensabile per certificare, confermare ed abilitare ad una mestiere che solo con quella qualifica si può fare.

Lo stesso vale per i medici, anche per gli avvocati.
A cosa serve per chi scrive?

Le volte in cui si parla di questo ordine è per stronzate legate a moralità che non hanno o perché qualche personaggio ha preso soldi per aver fatto pubblicità. È solo invidia!

Invidia verso chi vende ed è apprezzato dalla gente.
Altra presunzione dei giornalisti sono il ritenere chi guarda, ascolta e legge, inferiore mentalmente e vogliosa solo di banalità.
Altra presunzione è che si credono depositari della verità, peggio dei preti.

Nel guardare chi presiede gli ordini dei giornalisti delle varie regioni, ho trovato quasi sempre gente mai sentita nominare, che non ha titoli e statura per giudicare altri che scrivono.
È un ordine inutile e parassitario.

Chi legge e chi compra ha spesso ragione.
Il giornalista deve saper scrivere, essere istruito ed aver lealtà e coscienza nel riportare fatti ed opinioni.
Poi non deve essere servile.

Oggi sono luogo amici. Io sono bravo nello scrivere, pubblico in rete da anni ed ho avuto buoni riscontri, aldilà che il lettore abbia apprezzato o meno i miei pensieri.

Come me ci sono ottimi blogger eccezionali che potrebbero davvero fare la differenza nell'informazione.
Gente preparata, sempre pronta a migliorarsi, capace di coinvolgere nella lettura, che permette a chi legge di essere più ricco.

Oppure dei cronisti di provincia che lavorano per la gente e la rendono migliore. Un esempio: Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra negli anni '80 è un ottimo esempio.

Il 90% di chi scrive su grandi giornali e tv non merita quel posto.
Le persone di cui parlo, blogger e provinciali hanno testa, metodo e coscienza propri.
E non si appecorano.

Loro, come me, potrebbero fare la differenza nell'informazione, ma senza questa tassa sarebbe impossibile entrare nel giro.
L'albo dei giornalisti è stato creato dal regime fascista per limitare la propaganda anti regime ed in parte la libertà individuale.
Solo in Italia esiste un ordine che assomiglia ad altro.

Non hanno titoli e moralità per giudicare. L'unico titolo necessario per scrivere su un giornale è saper scrivere.

Ha ragione Beppe Grillo sulla casta dei giornali e sull'abolizione di questo ordine.
Potrei fare la differenza? Sì e su qualsiasi giornale!

Scusate per la lunghezza, amici.
Ciao amici maialini!

P.S.= Da oggi mi batterò affinché tra le bellissime del maialino ci sia "SABLE" RENA MERO, oggi purtroppo in Lesnar.



Sopravvivenza

Amici maialini,
qualche giorno fa l’ennesima tragedia della strada, dove una donna vigliacca ha investito e ucciso una ragazzina, scappando in un modo infame, senza prestare soccorso, senza neppure guardare cos’aveva combinato.

Qualche settimana prima è successa una strage analoga, dove sono rimaste uccise altre bambine ed una giovane donna, vittime sempre di vigliacchi infami in auto.

Per lavoro quasi ogni giorno ho a che fare con i resti delle vittime e con gli assassini in finto stato di shock.

Mi fanno schifo questi assassini, appunto, che fingono chissà quali traumi ed inventano ogni tipo di scusa per diventare loro vittime e dare la colpa del loro omicidio al destino.

La vergogna non è di questa gente.

 

La vergogna spesso viene dimenticata e annullata in favore di una pedante e disgustosa applicazione delle leggi.
Dopo tanti anni di lavoro in prima linea fatico a comprendere i motivi del rilascio di questi esseri, come se le autorità giudicanti fossero benevoli con loro e considerassero le vittime reali, spesso morti, talvolta invalidi, un intralcio.

Il risarcimento economico non compenserà mai la perdita di un affetto o vedere un proprio caro non più in grado di vivere in modo normale.
Un parziale risarcimento dovrebbe essere lasciare dentro questi criminali, senza sconti o attenuanti sulla pena.
Perché questi giudici li rimettono sempre fuori?
Perché questi giudici disprezzano la vita?

Leggi per tenerli in carcere ci sono e le forze dell’ordine si danno da fare, ma dall’alto continuano a trovare scappatoie per scarcerarli e farli uscire, magari pure con le scuse dei cari di chi hanno ucciso.

Non comprendo questo accanimento morale e materiale sulle vittime della strada. Eppure sono uomo e gufo di mondo, ho mentalità aperta, ma a certi livelli di menefreghismo fatico ad arrivare.

Le statistiche della comunità europea, comprese le nazioni entrate da poco, riportano che in Italia solo il 4% di chi provoca incidenti gravi o mortali sulla strada e viene riconosciuto colpevole, sconta appieno il proprio debito con la giustizia.

Oltre a questo ci sono altre, molteplici scappatoie e depistaggi perché i criminali riescono ad ottenere di nuovo la patente.
In nord Europa, ma pure in Croazia, Romania e Polonia, siamo intorno al 92% dei crimini condannati e scontati e passa moltissimo tempo prima che riescano a riprendere la patente di guida in modo legale.

Perché vengono tutelati sempre i criminali?
Perché i preti pretendono che si perdoni chi uccide anche se rimane subito libero?

Non credo al pentimento, a prescindere dalla mia fede, ma quello dei criminali è sempre di comodo.
Non credo al perdono, a prescindere dalla mia fede, ma questo deve essere meritato, scontando appieno le colpe, mai dato senza un reale cambiamento della persona. Il perdono non si deve concedere e basta.
I media si comportano da sciacalli, dando sempre più importanza ai mostri che alle vittime.

A queste ultime vanno sempre a chiedere se perdonano, proprio quando è appena successo il dramma e magari prima o dopo i funerali. Questa non è cronaca, è sciacallaggio.
Cronaca sarebbe ricordare ai giudici che sono al servizio delle vittime e la presunzione d’innocenza c’è solo in mancanza di prove certe. Quante ne vogliamo trovare in una scena di un incidente stradale?

In quale giustizia bisogna credere?

In quella fai da te, ma usando e trovando le furbizie per non esser presi.
Creare a questi criminali quanti più ostacoli nella loro vita quotidiana.
Ricordare a questi criminali sui media la tragedia che hanno commesso.
Far sapere a quanta più gente possibile che hanno ucciso altre persone e che potrebbero rifarlo.

Rendere pubbliche le loro facce con sotto quello che hanno fatto, in modo che vengano additati e guardati male, in modo che si sentano a disagio in ogni luogo. Se poi qualcuno gliele darà…..in quanti lo condanneranno?

Nessuna istigazione alla vendetta, ma sopravvivenza.
Ciao amici maialini!

P.s.= appoggio anch’io la campagna per l’abolizione dell’inutile ordine dei giornalisti.



Le ragioni del mio odio

Voglio rispetto per il mio dolore.
Voglio rispetto per l'odio che sento.
Voglio rispetto per le mie ferite.
Voglio decidere io quando smettere di sanguinare.

Voglio essere io il boia di quelle condanne su chi per troppo tempo mi ha giudicato senza motivi, senza indizi, senza respiri, non avendo moralità e titoli per angosciarmi.

Voglio essere io a chiudere rancori e ricordi rovinati da perfidi intrusi. Voglio essere io a far paura, ad assomigliare, magari essere, quell'orrido di cui io porto i segni addosso.

Voglio essere io mia nuova memoria, dopo aver strappato quell'ultima lacrima ai ricordi che si vestono da tormenti.

Voglio essere io a ribaltare i miei incubi, a guardarli negli occhi, ad aprire quelle ferite che sembravano corazze, non aver paura e distruggere tutto.

Voglio credere sempre che la vendetta porti sollievo, magari l'illusione di non aver vissuto invano, ultimo aggrappo per reagire al proprio dolore.

Se fosse una nuova vita?


Voglio credere nelle mie mani, non più strumenti ma colori aggiunti per creare sopra, dentro e attorno a squarci di sangue, disperati eppur lucidi in quelle solitudini, in quelle disperazioni, uniche vie di fuga.

Voglio fuggire insieme a tutti i miei sbagli, sempre rinnegati e mai utili per il mio divenire.
Voglio evitare ogni essere passivo e negativo, voglio stare lontano dalla buona fede della gente, che rimane la prima giustificazione per fare del male ed aver ragione.

Voglio scegliere il mio bene ed il mio male, a prescindere dalle conseguenze, lontano dalle ingerenze di quella verità alla quale non credo più.

Voglio rispetto per l'amore che ho perso.
Voglio rispetto per l'amore che ho riguadagnato.

Voglio rispetto perché non sono riuscito ad essere forte.
Voglio rispetto per ciò che non sono riuscito a vivere.
Voglio rispetto per ciò che mi fa stare bene.

Non voglio dividere con altri le salvezze che mi dà l'odio ogni volta che sto per crollare.
Non voglio spiegare perché mi sento bene se colpisco chi mi ha tradito.

Non voglio credere a chi mi ripete di lasciar stare, perchè sarebbe disprezzare, rinnegare, far piangere ancora, la mia ingenuità, la persona che dovevo essere, le sofferenze che non non meritavo.

Non voglio comprensione, compassione, carità, lacrime e ripensamenti per quello che è stato, per le mancanze sulla mia vita, per tutto ciò che qualcuno non ha fatto.

Voglio essere trattato da essere vivo, mai dalla vittima che non sono, che non sono stato, che non sarò mai.

Voglio rispetto per i miei valori, che sono migliori di quelli che mi condannano, che sono inferiori a quelli che avrei voluto.
Voglio rispetto per la serenità che fa parte del mio vivere, legata all'odio, aiutata da questo, non fondamentale, però saldo.
Voglio rispetto per il mio sorriso.



Favore  a chi?!

Amici maialini, cosa significa per voi la parola "favore"?
Pensate ad un monologo del grande Gioele Dix.

Non guardate il vocabolario, pensate al vostro quotidiano.
L'italiano è ipocrita ed opportunista, a prescindere dagli eventi.
Un favore corrisponde ad un obbligo senza un immediato tornaconto.

Gli italiani sono falsi buoni ed ogni cosa che fanno in apparente generosità, ha un prezzo.
Poi perché fare un favore? E poi a noi chi lo rende?
E se nel fare un favore succede qualche guaio?

I favori non si fanno!

 

Se poi davanti alla parola favore, ci si aggiunge il "per", scoppia tutto. L'italiano di propria iniziativa non fa un favore neppure morto.
Essere costretto è completamente diverso, ma darsi da fare per agevolare un'altra persona, mai.
Davanti a suppliche o ad una "persona bisognosa", è anche peggio.

C'è il dubbio, c'è il sospetto che dietro ad un piagnisteo ci sia l'imbroglio. Quasi sempre è così, con pochissime eccezioni.
Perché chiederlo proprio a me? Perché dovrei aiutarti?

Chi mi dimostra che quello che mi stà davanti ha più bisogno di me?
E se dopo che ti aiuto, mi freghi?

L'essere stati già traditi nella nostra buona fede, con un background comune a molti ci rendono realisti, non cinici né cattivi.
Ricordo inoltre che il favore spesso ci viene chiesto con prepotenza. Favore, non obbligo, quindi c'è un motivo in più per rifiutarsi, anzi, no, per tutelarsi.

Io non faccio favori, senza distinzioni o preferenze.

Se faccio qualcosa di “over”, comunque ho un mio tornaconto, più umano che monetario, ma sempre e solo per me, mai per altro.
Lavorare al meglio, sempre, andare oltre per chissà quale gratificazione, non conviene.

Dalla mia parte ho l'esperienza, dalla mia parte ho molte fregature, e tutto si bilancia.
Ho creduto troppo e mi aspettavo cose rimaste sospese, mai realizzate.

A Roma si dice che è meglio passare da stronzo che da fregnone.
I proverbi non sbagliano mai.

Ciao amici gufi!
Ciao amici maialini!



Colori ed un bigmac

Finalmente le giornate riprendono ad allungarsi.
Il mio male ha momenti di picco di crisi intorno all'ora dell'aperitivo.

Aumentando il tempo di luce aumenta la mia capacità di reagire ad angosce, riesco a deviare, interrompere, ribaltare, spezzare le mani, le spire e le ombre della malattia.
Non ho paura della notte.

Ho bisogno che ci sia continuità tra il giorno pieno e la notte.
Troppo grigio che si insinua da lontano tra le pieghe del giorno, mi danneggia.

Il tempo del grigio serve, ma per me è, deve essere legato alla nebbia, all'inizio del mattino, a quella prima sera, quando non c'è ancora il buio.

 

 

Il mio male devasta in modo veloce, violento, improvviso, può far salvare le difese perché conosce sempre i punti deboli.
Con quei colori in divenire, la luce che riprende mi permette di allontanarmi dal pessimismo cosmico.
Non sono negativo, combatto con demoni reali e presunti.

Cerco di non farmi travolgere dagli eventi che non posso più cambiare.
Essere vittime è diverso, essere passivi è peggio, essere incapaci di cambiare è condannarsi.
Il mio sbaglio più grande è stato aver paura di gridare, specie quando mi sentivo più isolato.

Alla fine è solo una questione di tempo, di ore solari e legali.
Appena cambierà l'orario starò ancora meglio. Da anni non porto orologi e ho la percezione, diventata convinzione, magari è un l'illusione, però mi sembra di avere un pò la padronanza del mio tempo.

Però mi sento meglio.
Meglio, come quando mangio un bigmac, raramente purtroppo, e non mi sento in colpa.

Peggio è quando mangiamo schifezze che dovrebbero farci bene, ma che ci fregano più del cibo spazzatura.

Ciao amici gufi!
Ciao amici maialini!



<< “....NON CERCARMI PIÙ,PER NESSUN MOTIVO,BELLO O BRUTTO CHE
SIA...”


Ciao ... ormai non voglio chiamarti neppure cara, tanti sono gli errori che hanno accompagnato il nostro vivere.

Non ha più senso avere dialogo, di qualsiasi tipo.
Il giorno della festa degli innamorati che mai abbiamo vissuto accendo tardi il cellulare e vedo ben 5 sms. Saranno quelli della mia bimba, penso.
Invece sono tuoi, più uno della pubblicità.

Farneticazioni ed auguri da fare a me e alla mia famiglia.
Cos'hai da spartire ancora con me? Cosa vuoi dalla mia famiglia?

Tra noi è finita da anni, forse non è mai iniziata.


Mantenere un ibrido di rapporto forse m'è servito per calmare i presunti torti che ti ho fatto.
No, dovevo chiudere in modo deciso.
Dovevo fregarmene di te e del tuo mondo. Ti avrò mai amato?

No, oggi mi accorgo di essere stato egoista in un periodo di solitudine ed ingenuo nel credere che potessi cambiarmi la vita.
In peggio sicuramente.
Quello che c'è mancato non è stato tanto l'amore, ma avere qualcosa in comune.
Alla fine anche le nostre solitudini erano immensamente distanti.
Alla fine cosa sai di me?

Non pretendevo chissà quali profondità umane, ma conoscenze semplici di me. Mi hai mai chiesto cosa mi piaceva?
Mi hai mai chiesto cosa mi faceva stare bene?
Hai mai letto qualcosa di mio?

Ogni volta che ho provato a parlarti, oltre alle angosce, non mi trasmettevi mai nulla di positivo.
Errore ancora peggiore è stato renderti parte della mia famiglia.
Forse volevo aiutarti, forse mi facevi pena, forse volevo provare ad essere normale.
Ora vorrei che tu sparissi anche dalle loro vite.
Anche perché, e qui l'ipocrita sei stata tu, rompevi le scatole a loro con problemi nostri. Nostri problemi, non loro.

Ti ho ingannato quando ti lasciavo credere di amarti.
Non ho mai avuto rimorso quando credevo di tradirti.
Avrei voluto sentirmi in colpa, ma se cercavo in altre quello che tu non mi davi, forse non sbagliavo solo io.
Ci sono mancate quelle basi umane e di reciproca conoscenza che ogni giorno mi impegno a cercare con il mio fiorellino dell'est.

Poter andare avanti insieme, sforzandoci di essere coerenti, ma pure migliori del giorno prima.

Non ricordo di aver fatto sogni con te.
Non ricordo di averne mai realizzati.
Non ricordo di aver gioito perché avevano raggiunto qualcosa.

Sono egoista e carogna perché non sono stato capace di andarmene subito.
Sono egoista e carogna perché non sono stato capace di capirti.
Non mi vergogno delle parole che scrivo, mi vergogno per la mia incapacità di giudizio, soprattutto quello che ho vissuto e per quello che non ti ho detto.
Avrei voluto da te una serie di cose che dovevano nascere in modo spontaneo,accarezzate e accompagnate da quell'amore mai esistito.

L'incontro di quel pomeriggio lontano doveva finire su quel treno verso nord. Non dico che sei sbagliata, a me hai dato solo quello che non volevo. Avrai fatto del bene a qualcuno, a me hai fatto solo del male.

Tutte le volte che abbiamo provato a vivere qualcosa per noi, da soli c'era sempre qualche problema.
Forse neppure abbiamo provato a superare quei problemi.
Quanto hai bisogno di me adesso?

Se non sono stato capace di prendermi cura di te in passato, cosa potrei fare oggi?
Anche se potessi fare qualcosa, non la farei perché ho un amore che finalmente mi fa respirare, amore con limiti, distanze e sbalzi.
Se sarà l'amore della mia vita, non lo sò, però mi impegno affinché lo sia.

Quello che avrei voluto per te, una volta lontani, molto tempo fà, è saperti serena, amata ed in pace con il tuo mondo.
Possibile che il mondo sia sempre contro di te?
Io me la tiro tantissimo, mi lamento sempre, combatto di continuo con demoni reali e presunti, ma mai mi sono considerato vittima.
Rimani sempre passiva, con quel vivere e lasciar vivere che non porta a nulla.
Subisci perché hai paura di reagire? Perché aspetti chissà quale aiuto?
Traditori di qualcuno, non lo siamo tutti?

Non rimpiango ciò che non è stato e mai sarà.
Rimpiango di averla tirata per le lunghe, credendo che l'affetto sarebbe potuto diventare amore.

Ripeto le parole del messaggio dell'altro giorno.
NON CERCARMI PIÙ, PER NESSUN MOTIVO, BELLO O BRUTTO CHE SIA.
NON HO BISOGNO DELLA TUA AMICIZIA, NÉ DELLE TUE PREGHIERE, NÉ DELLA TUA COMPRENSIONE.
SONO FIDANZATO E LEI MI DÀ TUTTO QUELLO CHE MI SERVE PER STARE BENE E PER REAGIRE.
NON SIAMO STATI CAPACI DI AMARCI ED ORA NON AVREBBE SENSO PARLARE O ESSERE AMICI.
SCORDATI DI ME, DELLA MIA FAMIGLIA, DEGLI SBAGLI CHE ABBIAMO FATTO.
HO BISOGNO DI PERSONE POSITIVE O MENO NEGATIVE DI ME.
CHIUDIAMO QUÌ PER SEMPRE.

Gufo Cattivo

....ma tu sai chi sono.... >>



Amici maialini, giustizia sommaria è la somma di tante ingiustizie che non trovano risposta e alla fine esplodono. O trovano una soluzione quando vengono premiati i colpevoli. Perché i colpevoli vengono premiati sempre.
Non c'è crudeltà in chi riesce a farsi giustizia da sé.

La giustizia non è mai tale se permette vie di fuga e liberatorie ai colpevoli.
La vendetta è diversa, ma non voglio parlarne oggi.

Avrà sempre il mio aiuto ed il mio appoggio chi la farà pagare a criminali condannati ma lasciati liberi. Sono totalmente solidale con quei ragazzi che hanno massacrato di botte quel pedofilo (vedi programma "le iene" di qualche settimana fa).

Lo sarò ancora con chi farà gesti simili.
Perché avere pietà per chi sfoga la propria bestialità su deboli e indifesi? Saranno malati, ma questo non giustifica l'assoluzione e l'impunità. E magari del perdono!
Chi diceva "armiamoci e colpiamo"?

I preti rimangono dalla parte dei pedofili perché tra loro ce ne sono tanti. Scoprirli e denunciarli, risarcire le vittime, porterebbe ad un tracollo economico il vaticano.
Poi, c'è sempre un poi, tanta gente smetterebbe di far donazioni e riempire i luoghi di culto.

Sarà per questo che non si espongono? Per solidarietà tra criminali?

Amici maialini, mi permetto qualche parola sulla sicurezza negli ospedali. Siamo a livelli ridicoli.
Ci sono più rischi che benefici ad entrare in un qualsiasi ospedale. I controlli vengono fatti da persone incapaci di imporre rimedi,
magari sanzioni.
Persone che poi si scontrano con dirigenti preoccupati solo del proprio premio di produzione.
Posso dimostrare che le ispezioni di cui parlano tanto i media sono farse. Accordi tra chi gestisce i reparti e le varie amministrazioni, verificatori spesso senza le necessarie competenze, pulizie di facciata, fatte apposta per quel controllo concordato.

Le ispezioni a sorpresa sono una parte infinitesima e dopo un pò di pubblicità tutto torna come prima.
Sò che è così perché sono realtà che vivo.
Un ospedale su tredici che ha i requisiti minimi di igiene e sicurezza come vi pare?
Detesto il tredici, meglio il nove, meglio il diciassette.

Il sommo poeta diceva di lasciare ogni speranza a chi entrava.
Entrare in ospedale ed uscirne senza qualche problema, disgusto, arrabbiatura è solo questione di fortuna, o di culo.

Questo vale per gli avventori e per chi lavora in prima linea. Sono andato a vedere il seguito de "L'allenatore nel pallone".
Nulla di ché, mi aspettavo troppo o, dalle precedenti delusioni, ero troppo prevenuto.

Soldi che potevo prendere meglio.
Ciao amici maialini!
Ciao amici gufi!



Amici maialini, sono intollerante e nostalgico.
A volte sembro un vecchio.
Rimpiango carosello e le pubblicità anni ’80.

Mi infastidisco quando vedo l’immobilismo davanti a certi spot disgustosi, fastidiosi, che insultano l’essere umano e che nascondo truffe.

Che razza di persone sono i pubblicitari?
Sempre più esseri perversi, che mirano si al profitto, ma pure a manipolare i cervelli altrui.
O almeno questo è il loro scopo.


Ci stanno riuscendo?

Le pubblicità di oggi si rivolge a pervertiti, pedofili, ritardati mentali, pippaioli, potenziali criminali.
Ma pubblicizzare un prodotto non significa cercare di valorizzarlo al meglio?

In teoria si, ma nella pratica quei personaggi danno sfogo a tutte le loro fantasie malate, mettendo solo in secondo piano il prodotto ed il suo utilizzo.

Le autorità per il controllo ed il codacons, intervengono solo per le stronzate?
Ricordo bene pubblicità di caramelle che utilizzava un cavallo e una ragazza quasi uguale ad una giovane vittima di omicidio accaduto poco tempo prima.
Quanto tempo ci hanno messo a toglierla di mezzo?

E lo spray per il bagno che mette in mezzo un bambino quasi nudo?
Continua ancora a passare e fa sempre schifo.

Se poi i pedofili escono allo scoperto un pochino di colpa la darei anche a loro.
Di esempi ce ne sarebbero moltissimi e non vengano a parlarmi di censura o mancanza di tempo, perché se esiste il tempo per censurare Beppe Grillo, Paolo Hendel e Massimo Fini, lo si può trovare anche per questo.

Se la televisione a volte è cattiva maestra, dipende anche da piccole cose, e nella pubblicità girano moltissimi soldi, che, almeno nel servizio pubblico, dovrebbero essere usati meglio.

Dubito molto sulla moralità e l’essere al di sopra di interessi economici e politici dei cosiddetti “garanti”, siano essi per i minori che per gli altri cittadini.

La televisione di stato non deve essere ostaggio di major pubblicitarie, ma può sfruttarle visto che di aziende con soldi ce ne sono tante, quindi si può scegliere.
Invece resta ostaggio, specie della concorrenza.

Mi ripeto quando dico che le logiche del profitto sono molto lineari, logiche, fatte anche di compromessi, ma di gente che si intende veramente di economia ne abbiamo davvero poca.

Ciao amici maialini!



I nuovi mostri.

Amici maialini, qualche giorno fa vi ho parlato dell'orrido quotidiano, al quale ci si abitua senza che ce ne accorgiamo.

Più orrido dei mostri, sono quelle persone che "desiderano" entrare nel quotidiano degli stessi mostri.
Un conto è chi deve farlo per mestiere, altro conto sono i giornalisti parassiti, altro, peggiore, è chi ha il bisogno di andare oltre, diventare un esperto, un protagonista di ciò che non gli appartiene.


Dicono che per assistere al processo per la strage di Erba c'è la fila, come e più di Cogne, meno di altri, forse di più per Garlasco.
Primo pensiero: questa gente non ha un cazzo da fare?
Secondo pensiero: perché devono entrare?
Terzo pensiero: chi li fa entrare?
Ultimo pensiero: a cosa serve la loro presenza?

Sono convinto che la presenza di gente ai processi, di qualsiasi tipo, sia inutile.
Penso all'inutilità della vita di questa gente, che spesso si fa kilometri e perde giorni per assistere a questi processi, per vedere i mostri.

Penso al vuoto mentale ed umano di questa gente che sente il bisogno di sapere, di diventare esperta di cosa poi?
Sostituirsi e saperne di più di giudici, poliziotti, periti medici, avvocati, sostituirsi e credersi migliore perfino dei carnefici e delle vittime stesse. Credersi in grado di risolvere tutto, di avere la soluzione della tragedia. Rimane gente inutile, parassiti e speculatori del dolore altrui.

Peggio di loro sono i giornalisti che vanno ad intervistarli. Anche questi, non hanno un cazzo da fare?

Quel mestiere non si impara inventando notizie, dando voce "alla gente comune", a testimoni e conoscenti di vittime e mostri, che gli stessi ignoravano.

Davanti alle tragedie all'improvviso tutti conoscevano, sapevano, sospettavano, però non facevano perché vigliacchi.
Da gufo e da cattivo per scelta, questa gente sarebbe da abbattere, senza ripensamenti e senza rimorsi.
A chi servono?

Farei la stessa cosa con i giornalisti, ma alle spalle, come ai vigliacchi, visto che sono tali.
Alla fine i mostri sono proprio questi, gli individui che credono di dare un senso alla propria vita fanno la fila per assistere ad un processo che non li riguarda.

I mostri sono accanto a noi, come diceva Frankie Hi-nrg Mc nella canzone "Quelli che benpensano".
Ciao amici maialini! Ciao amici gufi!


Il senso dell'orrido quotidiano

Vorrei dimenticare le dinamiche dell'orrido quotidiano anche e solo per un attimo.

Vorrei smettere di spiegare quando capita gli ultimi istanti che precedono un suicidio.

Vorrei dimenticare come si usano armi da taglio e da fuoco.

Vorrei smettere di guardare e lavorare su quello che disgusta e su ciò che fa paura.

Vorrei smettere di accumulare esperienza su tutte le distorsioni della vita, della morte e degli esseri viventi e pure di quelli che non lo sono più, ma che girano ancora.

Vorrei dimenticare gli ultimi istanti di vita di animali e persone che s'è provato a salvare.

Vorrei dimenticare gli sforzi di chi sopravvive nelle condizioni più brutali. Vorrei cancellare ogni confronto con l'essenza del male.

Vorrei smettere di lottare contro il dolore che travolge, contro il male che travolge, contro quelle vie di fuga troppo facili, troppo lineari.

Vorrei poter tornare indietro senza danni ogni volta che mi viene a mancare il senso della paura.

Vorrei smettere di capire il senso delle altrui sconfitte.

Vorrei smettere di capire la voglia di accumulare potere ad ogni costo, fino a non sapere cosa farne.

Vorrei smettere di rafforzarmi cercando la parte di orrido più adatta alla mia esistenza.

Vorrei illudermi di tornare libero, essere protetto, essere lontanissimo dall'orrido.

Vorrei liberarmi di tutto quello che conosco, ma non sarei più capace a vivere come all'inizio.

L'abitudine all'orrido ha creato scudi, difese e vie di fuga, sempre più necessarie per non lasciarsi travolgere.

Vorrei provare a ricordarmi quand'ero ingenuo.

Non è passato molto tempo, ma non ricordo.

E poi? Sarebbe tutto inutile.

E poi? Tutto ricomincia.



Ben XVI ha dimostrato la sua grande furbizia, passando a pseudovittima da invasore qual'era.
È riuscito ancora a manipolare i media.

Vi pare che si faceva fermare da qualche protesta se voleva davvero andare lì?
Ancora una volta è riuscito ad attirare l'attenzione su, con banalità, deviando l'interesse dei media da cose serie.

Solo da noi i media mettono in risalto sempre e comunque la parola del papa.
Solo da noi le gerarchie vaticane mettono bocca sempre e anche quando non serve, nelle cose dello stato, ufficialmente ancora laico.

Altrove gli avrebbero messo limiti ben precisi.
Infatti in paesi dove la laicità viene prima della religiosità, Ben e la sua cricca non hanno la stessa prepotenza invasiva.

Parlano sempre del sesso che non fanno e cercano in ogni modo di invadere e condizionare la nostra vita. Perché non fanno lo stesso in Germania?
Perché non fanno lo stesso negli Usa?

 

Gli avrebbero già detto di non intromettersi nelle cose dello stato. Ipocrita, falso e razzista come pochi, l'attuale papa cerca di passare per intellettuale autorevole, austero, fine.
Non sarà mai papa della gente perché ha avuto vita facile.

Karol Wojtyla, con tutti i suoi limiti, ha avuto una vita attraversata da dolori grandi.
Dalla perdita presto della famiglia al combattere il duro regime polacco,dall'aver vissuto la guerra all'attentato, dagli sforzi per abbattere il sistema comunista ai malanni dell'età, vissuti come uno qualunque, mai ostentati od elevati a chissà quale simbolo.
Karol cercava il contatto con quella gente che considera Ben austero ed autorevole, quella gente che lo stesso Ben considera sudditi.

Limiti ne aveva Karol, da uomo nato e cresciuto negli anni venti, al quale hanno insegnato un cattolicesimo grezzo e rigido.
A differenza del suo successore, Karol ha saputo evolversi, interpretare e rapportare il verbo di Cristo alla gente e ai tempi.
Scelte discutibili legate alla fede personale, ma almeno ci provava.
Karol voleva sentirsi parte della gente, e illudersi magari di ritrovare quella famiglia persa troppo presto.
Porsi e non imporsi.

Ben XVI faceva parte di quella cricca perversa che ha manipolato Karol quando la malattia lo aveva ormai travolto e non poteva reagire.
Il vaticano è stato sovrano ma è anche ospite dello stato italiano, però non paga le tasse, però impedisce di processare chi sbaglia dei suoi, però blocca ed ostacola le altre confessioni.
Non pagano le tasse ma chiedono sempre soldi, chissà perché?
Chi stabilisce che solo Ben XVI ed i suoi manigoldi hanno "la verità" ?
Chi stabilisce che loro possono sentenziare e condannare senza un leale confronto e contraddittorio?
Perché parlano sempre di perdono ma non condannano mai pubblicamente i criminali di oggi?

Mai un evasore, mai chi ha sterminato una famiglia, mai uno stupratore, mai un mafioso.
Solo quel fuori di testa di Milingo sono stati capaci di scomunicare. Vogliono condizionare uno stato laico senza fornire i servizi dello stato. Daniele Luttazzi ha ragione quando li attacca.

Lui, Beppe Grillo e l'ottimo Pierluigi Odifreddi, ma gli altri si mettono a pecora per paura di perdere voti e consensi.
Questa cricca di affaristi e manipolatori, con qualche altro criminale dentro, ostacolano i veri servitori di Cristo.

Ciao amici maialini!
Ciao amici gufi!



Amici maialini,
quante volte alla settimana andate a gettare la spazzatura?

Più ne producete, più dovreste adoperarvi per smaltire e riciclare.
Monnezza, mondezza, immondizia, spazzatura: chiamatela come volete, tanto non la vorrete.

La colpa dell'emergenza a Napoli è prima di tutto dei napoletani, poi dello stato che ha sempre avuto paura di imporsi, anche usando la forza.

Perché si devono aiutare i napoletani?


Loro non hanno mai fatto nulla per aiutare gli altri e ancora meno hanno aiutato loro stessi.

Dallo stato solo parole e mai gesti concreti, mai qualcuno che ammetta i propri errori e lasci la poltrona.
È inutile aiutare chi difende i camorristi ed attacca pompieri e forze dell'ordine ogni volta che si cerca di estirpare il male.
Quello che non capisce la gente è che ci sono soluzioni per smaltire i rifiuti.

Quello che i napoletani non fanno è impegnarsi ed agire per avere legalità e presenza dello stato.
Al nord i termovalorizzatori producono energia e lavoro, ma sembra che giù siano capaci solo di lamentarsi e fare guerriglia.
Non ha senso e non è giusto aiutare chi è contro l'onestà e lo stato.

C'è monnezza e mondezza. Vi ricordate il personaggio de "er monnezza"?

Lo interpretava il grande Tomas Milian nel film "La banda del gobbo",dove era il fratello del gobbo.
Spesso si confonde er monnezza con Nico Giraldi, conosciuto in gioventù come Nico il pirata.

Sono personaggi diversi, di film diversi, ormai mitici e lui era autore di talento, incastrato in un solo ruolo, però aveva grande talento.

Altro talento era il doppiatore Amendola, Ferruccio, non claudio.
Il grande Ferruccio ha prestato la sua voce a tanti attori, lasciando qualche erede e molti rimpianti.

Amici maialini, chi sono gli eroi nella battaglia dei rifiuti?

Non la gente, solo le forze dell'ordine, dalla polizia ai pompieri, passando per i netturbini legali.

Quello che non si farà mai è un riciclo serio, insieme a riconversioni per creare energia alternativa.
Avete provato il vov?

Oggi non è aria, anche qui al nord c'è nebbia.

Ciao amici maialini! Ciao amici gufi!

Riceviamo e pubblichiamo:

on Monday, January 14, 2008 at 19:40:25
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citta: NAPOLI

nome: Giovanni

oggetto: Se avete le palle come dite di avere pubblicate anche la mia risposta a gufo

testo: Perchè si devono aiutare i napoletani?
caro il mio gufo, te lo spiego io.
io sono napoletano non di adozione ma dalla nascita. e me ne vanto. ti dico una cosa: non credi sia troppo facile accusare una città intera delle violenze ingiustificate che pochi criminali del caxxo hanno fatto proprio sotto casa mia a causa dell'immondizia? non credi sia troppo facile accusare noi napoletani di non fare la seconda rivoluzione di masaniello solo perchè la camorra è così radicata nel profondo che arriva a reprimere anche la più piccola idea di rivoluzione? tu non abiti a napoli e si sente dalle tue parole. io sono napoletano, ma prima di tutto sono italiano. e lo sei anche tu. e in nome dell'amore della patria e dei suoi cittadini dovresti aiutare me e tutte le persone oneste che qui a napoli sgobbano per un lavoro quasi mai decente, che ti porta in tasca 4 soldi di stipendio con i quali dobbiamo pagare anche la tassa per l'immondizia...tu non vuoi aiutarmi. e per questo ti senti "uno buono" come si dice dalle mie parti...beh....io sono napoletano, ma sono prima italiano. ma se tu rappresenti la stragrande maggioranza degli italiani, io sono italiano ma soprattutto napoletano.

submit: Invia

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on Saturday, January 12, 2008 at 10:53:30
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citta: Messina

nome: Francesco

oggetto: Il problema dei napoletani è un problema di tutti noi

testo: Il problema dei napoletani è un problema di tutti noi. Perché siamo italiani.

Vuoi tirartene fuori, scrivere un mucchio di superficialità mentre ti bevi il bicchierino di Vov e ascolti un paio di rapper capacissimi di lamentarsi ma mai di essere attivi per migliorare le cose?
Perché hai capito "come funzionano i Napoletani"? Perché hai capito "di chi è la colpa?" Perché hai capito "chi sono i buoni e i cattivi" della storiella e questo ti basta?

Fa' pure. Ma mi hai deluso.


submit: Invia

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Amici maialini,
anche questo 2007 ce lo siamo levato dalle palle!

Sono esausto di riflessioni e bilanci su ciò che è passato e di buoni propositi per il tempo che abbiamo davanti.

Sono esausto anche per aver mangiato bene ed aver riscoperto un liquore che non va più di moda. Ricordate il vov?

Ottimo sul gelato all'amarena e mentre si parla di musica anni'80.
Favoloso dopo aver fatto una bella trombata.

Fedele agli insegnamenti di babbo bastardo, i propositi, progetti, per il 2008 saranno cattivi e più stronzi che mai.

È facile giustificarsi quando non s'è fatto qualcosa "buono".
Le nostre colpe saranno sempre lievi, quelle altrui sempre malvagie. Cazzate!
Fin da piccoli ci insegnano a giustificare e trovare scuse mascherate da spiegazioni per ovviare alle nostre incapacità, soprattutto alla nostra pigrizia.
Pensandoci, basta poco per migliorarsi ogni giorno.


Basta poco per mettere in pratica e cambiare davvero.
Spaventano competizione e concorrenza perché il fare gruppo spesso appiattisce il proprio orgoglio.
Troppe scuse aumentano le paure e allontanano da ciò che ci fa stare bene.

Se babbo è bastardo, puttana sarà la befana?
Babbo bastardo mi ha regalato entusiasmo, però mi aspettavo qualche soldo.
Cosa mi regalerà befana puttana?

Vorrei essere convinto, continuo, cattivo e determinato, con me stesso e nelle cose che faccio.
Vorrei vivere vicino ai miei affetti. Vorrei essere ancora pigro.
Vivere la pigrizia da gioia e permette di scaricare tensioni inutili, che purtroppo assorbiamo anche quando non vogliamo.
Usare la pigrizia come scusa è da vigliacchi.

Nell'anno che è già cominciato ho deciso di riprendermi ciò che mi manca di me.
Nell'anno che è già cominciato mi basterebbe che i camionisti-camorristi attaccassero politici ed occupassero le banche, non la gente normale. Non lo faranno perché sono vigliacchi.

Mi basterebbe che gli idioti che hanno sempre gli abbaglianti accesi di notte quando non serve, venissero fulminati.
Accecando gli altri, rischiano di causare incidenti.

Mi basterebbe che venissero fermati i truffatori, quelli che imbrogliano sui soldi.
Ma non è lo stato il primo ladro infame?
Mi fermo.

Sono indeciso se andare a vedere i film "Io sono leggenda" e "L'allenatore nel pallone 2".
Del primo ho letto il libro di Richard Matheson, molto bello.
Sul secondo temo che sia una delusione come il seguito di "Eccezziunale veramente".

Amici maialini, vi offrirei volentieri della palinca, grappa rumena alle prugne, con molto ghiaccio, per smaltire le delizie dei giorni scorsi.

Buon anno amici maialini.
Buon anno amici gufi.

P.S.= Nicollette Sheridan vi piace? Cercate Rena Mero, già Sable nel mondo del pro wrestling: è molto meglio!



Mi sono liberato. Non c'è riconoscenza per l'illusione che abbiamo vissuto.

C'è disprezzo in ogni parola svanita, per quanto desiderata, magari creduta, infine sofferta.

Rimprovero me stesso per averti creduto, disprezzo il mio cuore per tutte le volte che ti ho aspettato.

Tu non eri reale. Tu non eri l'amore. Tu hai distrutto ancora una volta la mia ingenuità.

Ingannevoli sono le speranze che mi hanno travolto quando mi ero perso.

Traditrice è stata la luce che prima mi ha fatto ritrovare, poi mi ha abbagliato, infine è scomparsa.

Colpa mia ad averla seguita. Colpa mia a non aver seguito l'odore della nostra sconfitta: avrei reagito, avrei lottato, avrei vinto.

Troppo tempo ho sprecato nell'andare oltre le parole che mi dedicavi. Troppo tempo ho aspettato di sentirti. Troppe volte ho avuto bisogno delle tue conferme.

Doveva essere solo un gioco il bisogno che avevo di uscire dai miei sbagli.

Volevo solo uno scambio di parole e disegni, per credermi ancora onesto dopo aver tradito.
Volevo ritrovare serenità, magari illudermi, almeno provarci.

Invece mi hai trascinato in un caos dolcissimo e perfido, malvagio per aver sprecato tempo, amicizie, soldi e soprattutto quello svago che meritavo.

Tardi mi sono allontanato da te, tardi ho capito che non era amore, tardi di più mi sono stancato delle mie e delle tue menzogne.

Non ti credo più! È finito il tempo del rimpianto per la gioia che poteva essere.

Rimpiango altri amori, che per quanto sballati, illusori, menzonieri e crudeli, almeno sono stati reali.

Gli amori che rimpiango, almeno mi hanno lasciato ricordi, almeno si sono messi in discussione, almeno hanno provato a realizzarsi con me.

Nell'unica volta che avresti potuto abbracciarmi davvero hai avuto paura.

Se avessi avuto il coraggio di mollare, sarebbe stato un disastro e ti avrei odiato più del rancore di adesso.

La paura non è una scusa. Rimane una scusa quel "dovere" che avevi per chi ti viveva accanto.

Allora perché costruire progetti ed illusioni? Allora hai giocato sapendo che nulla avresti fatto? Cosa potevo fare per te faticavo a vivere per me?

Da idiota credevo che con te sarebbe stato diverso, però, ed è qui che l'illusione scoppia in rabbia, nulla di buono ho fatto per la mia vita reale.

Ti ho fatto soffrire, ti ho tradito, ti ho ingannato, ti ho consolato, lasciato sola e poi ripreso, infine tutto è svanito.

Perché non hai reagito? Le menzogne sarebbero state meno crudeli per me.

Per te ho danneggiato solo me stesso. Per te ho perso tanto e troppo tempo, Per te mi sono isolato da chi poteva realmente abbracciarmi.

Per te ho rovinato quel rispetto di me che avevo il dovere di riprendere. Ripenso agli amori sbagliati e mi ricordo dei loro volti.

Sento brividi e piccole lacrime nel mio cuore per tutti i tormenti. Mi accorgo di aver vissuto ribaltando luoghi, tempi e parole.

Posso toccare quello che ho perso, ricordo gli odori, ricordo i sapori di tutti quei momenti.

Ho perso, ma non sono rimasto solo. Ti leggo ancora ma non riesco ad andare oltre la bellezza delle parole.

Non riesco a sentire miei quei sentimenti che sono svaniti. Alla fine ho strappato gli inganni che mi hai dato.

Cosa mi resta di te oltre all'ennesima sconfitta? Ho perso fino a quando ti ho considerato.

Ho perso fino a quando mi sono sentito sbagliato. Eppure del bene te ne ho voluto, perché lo hai gettato?

Ormai non importa, ormai ho rubato un respiro all'amore, ormai sono orgoglioso di chi mi è accanto.


Daniele Luttazzi si rifà ad Aristofane per le linee di politica, religione, sesso e morte, per il resto, ed il suo background culturale lo dimostra.
I riferimenti al drammaturgo greco sono uno spunto, o una spinta, per toccare quei temi completamente censurati dai media ufficiali.
La battuta, personalmente, non mi ha sconvolto più di tanto, ne ho sentite di peggio e di peggio basta guardare la tv la domenica pomeriggio.
Poi l’ha copiata, che hai miei occhi lo scagiona ancora.
Sono convinto che dietro il suo ennesimo allontanamento ci siano i preti più che i politici, sempre, e mi ripeto, a parlare dell’altrui sessualità che dei problemi reali della gente.
L’altra sera ho visto una replica del programma su mtv (vi ricordate quant’era bella quella vecchia?) “Il testimone”, dove l’ex iena intervistava un prete ed una suora (ex cubista in discoteca) giovani che provano ad comprendere la gente di oggi.
Infatti sono stati “bloccati” dalla chiesa ufficiale, nell’incapacità di donare le proprie qualità a chi è in difficoltà e pure a chi ha chi solamente bisogno di pregare.
Talenti sprecati, come quelli di Luttazzi, che lasette ha licenziato, dimostrando che la paura può sconfiggere la libertà e la cultura.
Sulla cultura greca sto provando ad istruirmi, di Luttazzi ho visto gli spettacoli “Barracuda” e “Come uccidere senza causare inutili sofferenze”.
Mi sono divertito ed ho trovato spunti per istruirmi e conoscere.
Non è poco, amici maialini.
Luttazzi non è Aristofane, ma siamo sicuri che non avrebbe fatto la stessa fine?

Una risposta per Gufo

on Friday, December 28, 2007 at 11:12:50
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citta: Messina

nome: Francesco

oggetto: per Gufo

testo: "Ascoltatevi “Quelli che benpensano” di Frankie HI-NRG MC, che fa sempre bene, oppure un qualsiasi pezzo di Frabri Fibra."

Vabbé gufo. Posso essere d'accordissimo riguardo a Frankie. Posso capire Luttazzi (anche se le "frasi da ridere" con cacca e culo mi sanno di scuola elementare).
Ma...
... perché proprio Fabri Fibra? Che abbiamo fatto di male?!?

Abbracci e buon anno.

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Dopo Natale

com’è andato il Natale? Una volta tanto sono riuscito a rilassarmi ed ho apprezzato appieno i regali ricevuti, soprattutto sono stato felice per quelli che ho fatto io.
Sono stato contento di aver speso per chi ho nel cuore.

Natale perfetto sarebbe stato con il mio fiore, ma ci rifaremo.
Avete visto il film “Babbo bastardo”? Avete visto il film “Parenti serpenti”?
Mi fanno ridere.

Sotto le feste non mi sento obbligato ad essere più buono, ma, aldilà dei miei cronici sbalzi di umore, sento in dovere di essere più cattivo. Essere buoni per convenienza non vi sembra faticoso?

Nascondere la propria indole e fare i moralizzatori davanti e vivere di carognate dietro è stressante.
Io già mi stanco ad essere me stesso, mi sembra inutile fingere quando non c’è motivo.
Ascoltatevi “Quelli che benpensano” di Frankie HI-NRG MC, che fa sempre bene, oppure un qualsiasi pezzo di Frabri Fibra.
Nessun pessimismo cosmico, ma riflessioni dettate dalla pigrizia.

Come rimane faticoso fare gli auguri “perché si deve” o per una forzata educazione.
Perché?

Io sono educato con chi lo merita ed indifferente, o stronzo con gli altri.
La letterina per i regali, infatti, l’ho spedita a babbo bastardo.

Quando sono a casa esco poco, anche perché vivo lontano da tanti anni ed ho perso ogni contatto, anche di lavoro purtroppo.
Ora mi avrebbero fatto molto comodo, ma di questo ne riparleremo.
Quando sono a casa se esco è per stare con la mia famiglia, con una parte, visto che l’altra si divide tra la Toscana e la Romania.
Non mi capita mai di incontrare amici d’infanzia o compagni di scuola.
Amici proprio no, di alla parola compagno preferisco l’altra (posso dire camerata?J).

Della mia infanzia ho un pessimo ricordo, anche se ne sono uscito bene.
La scuola degli anni ottanta-novanta era ben peggiore di quella attuale.

Non ero un disadattato e la mia famiglia è stata sempre normale, però ero insicuro, però ero pauroso, però ero ipersensibile.
L’insicurezza veniva confusa con la debolezza di carattere, a volte con l’incapacità di apprendimento.
Io combattevo tra quello che mi dicevano e quello che mi sentivo.

L’essere ipersensibile mi ha portato pure ad avere qualche difficoltà nel confronto con gli altri, quindi ero isolato contro le prepotenze, spesso. Volevo solo capire dove gli altri si fermavano.
Non sono una vittima e lontano da me è la voglia di essere compatito.
Se non sono finito male, il merito è solo mio e di rare persone che mi hanno dato un un minimo di fiducia, per quanto poi possano aver cambiato atteggiamento.

Soffrivo per non riuscire ad appartenere ad un gruppo.
Troppo intelligente per stare con gli sfigati e troppo sfigato per stare con quelli che si ritenevano superiori.
Ho avuto fortuna nell’esserci ancora, nonostante quello che l’essere isolato comportava, dentro la scuola e fuori.
Pochi passi, lontani tra loro, per prendere coscienza dell’essere. Che non era male, poi sono arrivato a capire e volere cosa essere.

Debolezza nel non reagire, perché chi reagiva alle prepotenze diventava violento. Io passavo per fregnone, per debole, soprattutto quando chiedevo consiglio ed aiuto a chi avrebbe dovuto tutelarmi.
Anche questo l’ho imparato da solo.

Vittima rimane chi si lascia trascinare dalla disperazione, mentre io, che avevo paura e poca fiducia, leggevo, nascosto.
Avrei dovuto picchiare quando venivo attaccato ed avrei velocizzato la mia crescita umana.
Quello che non capivo era il motivo per il quale se reagivo io ero violento o cattivo, mentre quando lo facevano gli altri erano “fighi”.
Il libro di fiabe che gli amici rumeni considerano realista, parte dal fatto che i ragazzini sono carogne e diventano vigliacchi quando fanno gruppo, lanciandosi contro chi è solo o non vuole stare alle leggi del branco.

Non sono vittima però dicono che me la tiro perché mi atteggio da sopravvissuto. Ci può stare, amici maialini.
Se i miei genitori allora fossero stati paranoici come quelli attuali, forse avrei preso coscienza di me prima e gli insegnanti forse avrebbero considerato anche ci non faceva gruppo.

Da sopravvissuto ho memoria lucida, libera da rancori e pregiudizi, e sono perfettamente in grado di valutare quale poteva essere il metodo per rendermi “come gli altri”. Non posso considerare parte di me ciò che mi ha solo danneggiato.
Chi dice che le sofferenze fanno crescere o aiutano a vivere è completamente idiota.
Un pezzo di merda?
No, sarebbe un insulto a ciò che s’è mangiato e digerito. Si può crescere bene anche senza sofferenze.

Dalla scuola ero considerato un numero, da quelli che potevano essere amici d’infanzia ero trattato da inferiore, qualcuno si ricordava che ero una persona.
Appena finite le scuole sono andato per forza di cose altrove, senza cercare, neppure chi mi sarebbe piaciuto conoscere, far vedere che non ero un perdente.

Ora è troppo tardi e le rare volte che è capitato, mi sono accorto di non avere a che fare con chissà quali splendide persone.
C’è pure che quello che vivevo, il dolore, era “troppo avanti”.
Il freddo mi rende pigro e la neve mi provoca disturbi agli occhi, specie quando devo guidare, peggio del grigio di metà pomeriggio. L’unico rimpianto che ho avuto nel vivere lontano da casa è per l’aiuto mancato ai miei cari.
Dimostrare cosa e a chi?

A me stesso prima di tutto, senza adagiarmi nel dolore che può diventare pigrizia e autocommiserazione.
Alla fine mi sarebbe bastato poco per reagire, ma quello che nella realtà è poco, per i dispensatori dell’istruzione (preti e suore compresi) non serviva e chi mi guardava da lontano forse non poteva intervenire.

Però ce l’ho fatta e qualche calcio lo darei volentieri, lo farei pure dare da qualcun altro, perchè sono cattivo, perchè credo a babbo bastardo, perché quando non si può ottenere vendetta ci può stare pure una rivalsa.

Ad un ragazzo che ho molto a cuore, cresciuto solo dalla madre, ripeto sempre le stesse cose, in mezzo, prima o dopo i nostri discorsi. “Se non capisci o non sai fare una cosa, la puoi imparare e la saprai fare come e più degli altri.”
“Chi sono gli altri per giudicarti senza conoscerti?”
“Reagisci sempre alle prepotenze, ma aspetta il momento giusto.”
Me la stò tirando troppo? Mi fermo. Ne riparleremo.

Ciao amici maialini! Ciao amici gufi!

Messaggio privato: perchè il sito www.wrestlingworld.it  sta andando in rovina?


Dalai Lama
Amici maialini,
volevo parlarvi dell'inutilità della moratoria sulla pena di morte, sostenuta da un ministro degli esteri che non ha mai lavorato e da un ex terrorista condannato per banda armata e concorso in omicidio ( cercate sergio d'elia e l'agente Dionisi su wikipedia).

Come può quest'ultimo parlare di vita quando negli anni settanta era impegnato nella lotta armata?
L'ex premier invece cercava di fare il comunista e iniziava a trovare modi per non lavorare. Suo è il termine "professionisti della politica".

Amici maialini, di comunisti veri all'est ne sto conoscendo e sono completamente diversi da chi ci si dichiara quì.
Non mi sento rappresentato da questa gente e da altri che parlano di rispetto per la vita ma se ne fregano di quella degli italiani, si appecorano davanti alla Cina e non ricevono il Dalai Lama.

Mi fanno schifo come quei religiosi che invece di parlare ed agire verso i parassiti della società, come gli evasori e chi picchia donne e bambini, continuano sempre e comunque a sentenziare sulla sessualità.

I pubblicitari insegnano che per far arrivare un messaggio alla gente, c'è bisogno di ripeterlo e proporlo in diversi modi. Sempre i pubblicitari insegnano che per distogliere l'attenzione da un prodotto bisogna smettere di parlare del precedente ed esaltare le qualità di quello nuovo.

Piccolo esempio è una pubblicità che passa ora e dice che la gente reale non è come la tv, però si continua con programmi che rappresentano il contrario.
Guardo la tv e mi accorgo che si cerca di togliere l'identità alla gente proponendo modelli di verità.

Qual'è l'identità di quei parassiti? Qual'è la nostra identità?

Combattere la pena di morte è semplice, lo sarebbe, ma vorrebbe dire esporsi e porsi con decisione davanti a nazioni sovrane, ora più forti di noi. Una soluzione che non verrà mai applicata è boicottare con decione prodotti ed attività commerciali di chi applica la pena di morte. Di seguito appoggiare chi, in quei paesi, è leader dell'opposizione non violenta in ogni modo.

Lo faranno mai? Siamo governati da vigliacchi.
Vi propongo un monologo sull'identità.

Identità di chi?
La mia, la vostra, quella di chi avete accanto, quella di chi volete.

Senza identità crediamo di essere ogni volta che i nostri desideri non vengono compresi.
Identità ferita per strade dove non siamo riusciti ad andare, chiuse da ostacoli più forti di noi.
Strappata è la nostra identità ogni volta che il nostro amore, il nostro sostegno, la nostra capacità di fare viene rifiutata.

Perché noi no?

Nessuna salvezza per quelle identità isolate da se stesse, isolate dal chi può dar loro ancora gioia senza speranza.
Condannati prima di aver pensato, condannati prima di aver colpito, condannati prima di essere stati e basta saranno quelle identità in lotta con gli angeli, sempre più vigliacchi di quei demoni che rimangono sempre uguali.

Come saranno le preghiere per quelle identità fuggite dalla propria vita? Troppo pesante era il loro essere, troppo isolate, senza sole e pure senza quel buio che può donare equilibrio.

Saranno ancora a cercare se stesse oppure avranno trovato un'altra identità capace di ascoltarle?
Identità nascoste,quelle che vorrei conoscere, quelle che mi avrebbero evitato tanti errori.
Non identità migliori, ma identità simili a me.

Identità che combattevano per essere accettati dal mondo e da se stessi, da chi li amava e non li capiva, battaglie contro quell'esser tutti uguali che lasciava solo il vuoto.

Identità mai rassegnate contro etichette e giudizi dati con presunzione, che tanto hanno ribaltato tutto.
Uno sguardo verso il vuoto: tanto abbiamo vinto. Identità deboli quando si continua a guardare quelle degli altri, colpevoli nella propria pigrizia.

Perderanno sempre perché non vivranno mai il proprio valore.

Bellissima rimane ogni identità che continua a cercarsi, perdersi, ritrovarsi, rinnovarsi, sorridere e ricominciare ancora.
Fortissima rimane ogni identità che lascia disponibile la propria forza e si rafforza anche da chi crede di aver solo in nulla.

Identità pulite rimangono quelle che comprendono i propri errori e non pretendono la perfezione ma provano a sbagliar meno.
Essere contro banalità, omologazione, prepotenza, per creare opportunità per chi ora non le trova.

Identità preziose nel viver l'oggi, identità rare ad ogni risveglio.

Ciao maialini!

Gufo Cattivo


Sally e il cellulare

Amici maialini, provo a rispondere a Sally riguardo lo stress e l’odio per i cellulari.
Anche a me piacerebbe fare come lei, ma è materialmente difficile.

Lei forse ha la linea fissa o non ha voglia e bisogno di essere cercata, di comunicare, di lavorare.
Sarei felice per lei se avesse lavoro, studio, amici ed affetti vicino, quindi mandare in malora il cellulare.

Sono in completo accordo con lei sulla maleducazione, anzi sulla stronzaggine di chi sente il bisogno di parlare al cellulare sempre, dovunque e comunque.

Nella letterina di Natale per Babbo Bastardo, ho chiesto che doni a questi idioti una scarica elettrica di migliaia di volts ogni volta che gli suona e che rispondono al telefono quando non è opportuno.

Per quel che riguarda il mio lavoro, ormai le statistiche di polizia stradale e 118 dicono che un’alta percentuale degli incidenti stradali sono causati da imbecilli (mi rifiuto di chiamarle persone) che sono al telefono.

Per me si meritano di farsi male, soprattutto non poter più usare le mani e le orecchie per usare qualsiasi apparecchio telefonico.
Dal cellulare sono condizionato per la mia vita privata e per il lavoro.
I miei affetti ed i miei amici sono lontani, spesso sono reperibile per lavoro e tra le tante sfighe che ha la struttura che mi paga, mancano i cellulari aziendali.

A volte un solo sms può farmi stare meglio, allo stesso tempo con un mms posso far sorridere io chi mi vorrebbe vicino. A volte dare o ricevere un buon giorno o la buona notte fa diventare emozioni le speranze piccole.

Vorrei farne a meno, ma quando decisi di mettere il telefono fisso, ho preso fregature e ci ho rimesso soldi, specie da quelle compagnie che reclamavano sconti e risparmio. In più il costo di installazione della liena rimane sempre molto alto.
 A distanza di anni mi devono ancora rimborsare.

Poi ci sono gli sfizi che a volte mi fanno prendere la mano, dal modello che ha il software più evoluto, a quello con la forma più strana, fino alle cazzate più disparate.

Per fortuna i prezzi mi bloccano e mi hanno fatto scegliere per un modello robusto, pratico da usare, che mi permetta di scrivere o registrare pensieri  e mettiamoci pure una bella fotocamera e un po’ di musica.

Con il cellulare spesso ci scrivo, avendo un ottimo programma di scrittura che non si limita a 160 caratteri. Quando invio sms uso, per quanto possibile, l’italiano corretto, perché, mi ripeto, combatto contro l’omologazione.
Soprattutto il cellulare deve prendere ovunque, specialmente quando sono reperibile e deperibile per lavoro.

Resisto alle tentazioni e non assillo chi ho accanto, non sbavo davanti ai negozi di telefonia e non sono aggiornato sulle ultime uscite. Ho la fortuna di avere anche altri interessi.

Eppure a volte riesco ad isolarmi da tutto perché è una mia esigenza fondamentale, vitale per recuperare, naturale per aver voglia di vedere e sentire qualcuno.

Che ne pensate amici maialini? Che ne pensi Sally?
Mandatemi un sms J

Ciao amici! Gufo Cattivo  Qui quello cha ha scritto Sally

Ed ecco la risposta di Sally

Caro Gufo, ebbene sì, mi porti ad ammettere l’ utilità del cellulare in quanto può permetterci di comunicare con familiari e amici vicini e lontani. E’ vitale per il lavoro e qualche volta può essere anche di compagnia.

Ma vedi, le mie parole non erano rivolte a chi, come te, lo usa per necessità e senza abusarne quanto a chi, per esempio, decide di andare al cinema con gli amici e trascorre primo, secondo tempo e pausa inviando messaggini.

Mi riferivo anche a chi spende 3, 4, 5 euro per scaricare melodie storpiate e immagini di cuccioli deformati. Non dimentico di menzionare chi approfitta del collegamento diretto per disdire appuntamenti all’ ultimo minuto, chi cena spulciando tra la rubrica e, infine, coloro che hanno imparato a comunicare soltanto via sms e non hanno più la necessità di trovare il coraggio per affrontare la vita in prima persona.

Il cellulare, come qualsiasi cosa su questa terra, è utile se usato con moderazione e dannoso nel caso opposto.

Il mio era uno sfogo rivolto a chi ne è “liberamente” schiavo, a chi cammina per strada con lo sguardo fisso sul display perdendosi tanti altri dettagli non esprimibili con chiocciole, smiles e puntini sospensivi.

Ci deve pur essere un motivo se la psicologia ha già da tempo introdotto lo studio della “netdipendenza" (dipendenza causata dall'eccessivo utilizzo delle tecnologie digitali quali telefonini, internet e televisione). La 'National Geographic', invece, ritiene che le nuove generazioni siano riuscite a rendere il pollice piu' lungo, piu' elastico o in una posizione piu' avanzata rispetto a quello delle precedenti e, infine, esiste persino qualcuno capace di procurarsi infiammazioni al tendine del pollice a causa dei troppi sms.

A questo punto credo che sia opportuno perlomeno iniziare a sospettare che non tutti riescano ad averne il giusto controllo.

A presto, ti mando un caro abbraccio e tanti auguri di buon natale.

Sally

 



Amici maialini, come avete passato il week-end dell’Immacolata?
Io sono tornato domenica pomeriggio dalla Romania.

Sono convinto che l’essenza migliore del rumeno si può trovare in un piccolo libro di poesie, del quale mi onoro di essere ospite, come unico autore non rumeno, tradotto dalla mia ragazza.

Questo è il link dove potete trovarlo: http://www.edituralumen.com/catalog%20integral%20editura%20lumen%206%20decembrie%202007.pdf

Di solito sono loro a venire quì in cerca di fortuna, invece io ho fatto il percorso inverso.
Di solito solo loro ad essere messi alla prova quando vengono quì, invece io ho dovuto proporre il mio lavoro e propormi come persona.
Di solito a loro si chiedono garanzie, invece io ho dovuto garantirle.

Odore di pioggia e freddo nell’arrivare dalle Marche all’aereoporto di Firenze.

 

Nelle orecchie la canzone di Raf “In tutti i miei giorni”, nella versione remixata, ma non sò perché sò che mi riporta ad altri pensieri.

Odore di panino con la porchetta caldo in attesa di imbarcarci per Bucarest. Lo aveva un bimbetto di sei o sette anni che aspettava vicino a noi. Nelle orecchie le parole di Camelia che mi rimproverava per l’abbigliamento e per la barba lunga. Non le badavo: mi ero alzato alle 6.00, avevo lavorato e guidato per tre ore. Avevo fame. Io avevo puntato quel bimbo, nonostante mi sforzassi di leggere l’amico Guerin Sportivo.

Il bimbo aveva puntato il mio giornale, ma non lo avevo visto. Alla fine,completamente fuori di testa, tento lo scambio.
Sono italiano ma non sono bravo a gesticolare. Tento con le parole, ma non va meglio.
Io gli porgo il Guerino e faccio segno di metà panino. Lui mi fa segno che accetta.
Dividiamo mentre i suoi genitori ridevano e la mia Camelia non sapeva cosa dire e fare. Non se lo aspettava da me. E nemmeno io.
Tensione nelle due ore di volo, tra pensieri, turbolenze e nuvole più scure di quelle che avrei voluto vedere.
Pensieri che volevo tenere per me. Che ci stò a fare su questo aereo? Farò una buona impressione?
Piaceranno i miei “bimbi”? (i miei lavori)

Mi ero lasciato la barba lunga apposta per avere l’aria da sopravvissuto.
Sopravvissuto cerco di esserlo a me stesso, il resto si può fare.

Leggevo in silenzio e pensavo a come sarebbe andata. Intanto ero felice di stare con Camelia.
Il panino mi era piaciuto ed il bimbo era contento di leggere il giornale.
Io per scaricare la tensione mi ero preso anche “Rockstar”. Sull’aereo solo del té caldo.

Bucarest dall’alto di notte sembra un luna park, tanto è piena di luci. Brividi all’atterraggio. Ero emozionato.

Odore di erba bagnata e di benzina mentre il taxi ci portava verso la città. Nelle orecchie “Walk this way” degli Aerosmith con i RunDmc, ancora senza un motivo.

Odore di carne arrosto mentre cercavamo un locale dove cenare.
Le nuvole non coprivano un cielo che mi sembrava più chiaro del mio e le stelle più lontane.
Stelle lontane da me,mentre pensavo a chi avrebbe voluto prenderle. Odore di tè nero e di giornali caldi.

Nelle orecchie avevo ancora le chiacchiere di Camelia con la mia mamma.
Cielo blu tuta da lavoro. Ma non è blu elettrico? Era mattino e avevo fame.

Tè nero,senza limone e con poco zucchero, forte e molto caldo.
Volevo togliermi di dosso pensieri e pregiudizi.
Sarò stato fortunato nel trovare i rumeni migliori?

Pensieri e pregiudizi dovevano gli amici di Editura Lumen.
Dovevamo andare a Iasi, invece sono venuti loro a conoscerci.
Iasi è molto lontana da Bucarest e la cortesia che ci hanno fatto è stata grande.

Sensazione strana, poi confusa, poi lontana, infine familiare nell'abbraccio con i nostri nuovi amici.
Odore di menta, paprica e mele verdi sentivo mentre parlavamo del mio libro, dei disegni di Camelia, dei rispettivi viaggi, dei progetti da sviluppare. Sorpresa nel vedere pagine stampate dal nostro-vostro sito, sottolineate e piene di faccine,che sono diventate domande.

Il mio aspetto non era dei migliori, per quanto mi credessi decente.
Avrò saputo "vendere" le mie poesie?
Avrò saputo "vendermi" come artista?
E come persona?

Non trovavo risposte negli occhi di Camelia. Si può considerare amico chi conosci da pochi minuti?
Con loro è stato così, come amici considero voi.

Vedo e vivo le feste di fine anno in modo molto diverso da Camelia.
Negli occhi di tante persone vedevo che non riconoscevano più la loro città. Io non la vedevo diversa da altre grandi città occidentali.
Odore di carne arrosto, odore di cavolo stufato, odore di funghi fritti, mi hanno fatto scaricare la tensione che sentivo solo io.

Un pranzo per parlare ancora di noi, dove io ero in cerca di conferme in Romania, l'opposto di tanti rumeni.
Chiacchiere su Raf e sulla dance anni ’80, discussioni sul mio libro di fiabe, dove vedo bimbi bastardi, maialini ed anatre padroni altrettanto bastardi di una fattoria. Per loro i bimbi piccoli sono buoni ed il mio libro aspetta altro editore.
Vedremo a breve.

Chiacchiere ancora su quel mondo che vedevo da lontano negli anni ’80 e ’90, prima e dopo la loro rivoluzione. Chiacchiere sul mio mondo che vedevano loro da quì, prima e dopo il mio arrivo.
Quello che li ha sorpresi è anche un mio vanto.
Quanti italiani conoscono la propria storia e quella altrui?
Eccomi! J

Il libro del quale sono ospite si chiama “Identità”. Qual’è la nostra identità?
Io la stò ancora cercando, ci provo ogni giorno e mi sforzo di rimanere lontano dall’omologazione.

Tutti siamo unici, ma dobbiamo diventare rari.

Voglia di verde e camminare nel parco pubblico più grande della città.
Lì il cielo sembrava più blu ed il verde scuro degli alberi sembrava voler andare in alto.

Siamo stati bene, come e meglio di uno shopping natalizio da terminare in Italia per me. Ottanta i gradi di una grappa alle prugne bevuta alla fine del pranzo. Dodici come i piani fatti per arrivare alla camera della pensione, a quindici minuti di cammino dal centro.
Ventidue i piani totali del palazzo, dalla terrazza sono riuscito a vedere quella città conosciuta anni prima attraverso il Guerin Sportivo che dai libri e dalla scuola. Mille, come i calci nel culo che avrei dato all’autista del taxi che ci ha riportato all’aereoporto, che guidava peggio di un cieco.

Il volo di ritorno è stato meno traumatico del previsto.
E poi la malinconia per separarmi da Camelia.
E poi la stanchezza per tornare a casa e lavorare.
E poi la voglia di essere stato bene.
E poi avere conquistato un’altra parte della mia identità.

A presto amici maialini!

Gufo Cattivo.

Qui il mio lavoro http://www.edituralumen.com/catalog%20integral%20editura%20lumen%206%20decembrie%202007.pdf
 



Amici maialini,
rieccomi dopo giorni a cercare, riflettere e ripartire, giornate passate a cercare io di dare sorrisi quando fatico a sorridere per me stesso.

Avevo bisogno di ridere e mi sono ritrovato a guardare film insieme a persone diverse da me.

Ridere accomuna e abbatte le barriere e ne avevo bisogno.
Ridere forse mi renderà più forte nei prossimi giorni.
Speriamo che riderà pure chi ora mi manca.

Ho visto di seguito:

"Il marchese del grillo" ;
"Eccezzziunale veramente" ;
"L'allenatore nel pallone",
insieme a due rumeni, ad un egiziano e ad uno spagnolo.
Abbiamo riso molto insieme e ci siamo capiti pur parlando lingue diverse.
Siete cinefili, cinofili o cineasti?
Vi ricordate i film che vi sono piaciuti?
Domande veloci, a risposta aperta.

1) Ricciotto è davvero  uno dei figli bastardi del marchese Del Grillo?
2) Picone tornerà dalla moglie?
3) Meglio Piedone o Nico Giraldi?
4) Si sono mai incontrati?
5) Che fine ha fatto il bimbo cinese del film "Piedone a Hong Kong"?
6) Il gobbo si è salvato quando nella scena finale cade dal ponte o è annegato?
7) Meglio Maurizio Merli o Luc Merenda?
8) Meglio Gloria Guida o Ornella Muti?
9) Meglio Edvige Fenech o Barbara Bouchet?
10) Fa più paura Dario Argento o Jesus Franco o Mario Bava?
11) In una sfida fra Trinità e Django, chi vincerà?
12) Se fosse vivo, Vittorio De Sica farebbe gli stessi film del figlio o lo picchierebbe?
13) Inutile che mariagrazia cucinotta faccia se la tiri e dica che non la fanno recitare perché non si spoglia: NON SA RECITARE! Chi si ricorda un suo film che non sia con Troisi?
14) Chi si ricorda di Franco Gasparri, l'attore?
15) E di Alessandro Momo?
16) Perché dopo "Amici Miei" atto primo, hanno sostituito Duilio Del Prete con Renzo Montagnani?
17) Visto che degli attori della serie "Amici Miei" è rimasto vivo solo Gastone Moschin, ogni tanto si toccherà i c...ni?
18) Perché si esalta sophia loren, quando non fa un film decente dagli anni settanta?

Amici maialini, se un film è stroncato dalla critica ma viene fatto vincere dalla gente che lo va a vedere, forse chi commenta non capisce un cazzo....

Domani riprendo a lavorare e non mi va, però sono riuscito a stare accanto a chi ha bisogno di me, nonostante la distanza e nonostante chi specula alle mie spalle del mio dolore.
Io sono un gufo ed ho imparato a difendermi.

Ciao maialini!
Ciao gufi!


phil collins
Il cielo è coperto dalle nuvole, sempre grigie e mai viola come vorrei.
Mi sono affacciato fuori, ma non trovo la luna.

Pioggia fina si mescola con le luci delle case di fronte.
Sono solo in casa e faccio zapping dopo una cena sostanziosa, dopo aver chiacchierato con i miei cari, ora vicini ed il mio amore lontano.
Pensieri sparsi.

Oltre a Britney da qualche mese mi è presa una piccola fissa per Hillary Duff (come la birra dei Simpson), mentre qualche anno fa mi piaceva Holly Valance.
Chi mi legge altrove e mi crede intellettuale potrebbe sfottermi.
Chi mi conosce nel privato a volte rimane spiazzato per i miei gusti musicali.

Non mi interessa e come ho già scritto, chi ascolta ha sempre ragione.
Mi piace anche il metal, più per la carica che per i testi che ignoro.
Capita, come capita di ritrovarmi a sognare ad occhi aperti ed essere in Camera Cafè a discutere con Paolo Bitta dei Pooh.

I Pooh hanno fatto 44 album in 41 anni di carriera.
Loro se li ricorderanno i titoli di tutti o chiederanno aiuto a Paolo Bitta?

 

Dai Pooh si staccò Riccardo Fogli.
Dai Genesis si staccò Peter Gabriel.
Dai Timoria si staccò Francesco Renga.
A chi è andata peggio?

Quindi i Pooh possono essere come i Genesis e come i Timoria?
Chi si ricorda un album di Riccardo Fogli?
Renga si incazza se gli auguriamo di essere il Fogli degli anni 2000?

Camera Cafè mi fa ridere molto, anche perché rappresenta al meglio ciò che succede in aziende ed uffici, da lì quel pararsi il culo di cui ho parlato qualche settimana fa.

Per quanto riguarda l'inizio del mio lavoro non ho subito particolari prepotenze o nonnismi, anche perché quelli da cui avei dovuto imparare erano troppo presi a farsi guerra tra loro.

In Camera Cafè quello più onesto è Andrea, l'autista picchiatore, che non finge, che sai dall'inizio che è prepotente ma spesso agisce contro gli ipocriti ed usa le botte per risolvere tutto.

Botte nel sogno in cui sostituivo l'autista picchiatore e magari vendicare i Pooh e Che Guevara per come vengono nominati.
Botte come quelle che prendeva una mia ex compagna dal primo marito, botte che ha continuato a prendere anche dall'uomo per il quale mi ha scaricato, botte dalle quali non riesce a fuggire, soprattutto dalla vita.
Che stare con me sia stato il male minore?

Botte non gliele ho date, ma l'ho tradita e non l'ho capita.
Ancora botte, come quelle che ha preso per anni la mia bimba.
Però è riuscita a reagire. Però è riuscita a scappare. Però è tornata a vivere.

Botte impunite come quelle delle donne che arrivano in pronto soccorso e diventano "clienti fisse", All'inizio può esserci pena, poi dispiacere, infine rassegnazione perché si aspetta una reazione, infine arriva l'indifferenza, davanti alle difficoltà che si trovano per aiutare vittime di violenze.

Purtroppo la legge tutela più chi commette crimini e violenza, rispetto alle vittime e chi aiuta queste ultime a reagire.
Di conseguenza, davanti a minacce e ritorsioni, non conviene aiutare, provare a rompere un circolo violento.
Perché le vittime hanno sempre torto?

La chiesa italiana pretende di sentenziare riguardo al sesso, non condanna mai apertamente ed in modo ripetuto chi picchia donne e bambini.
Lo stesso dovrebbe fare per chi ruba, ma sarebbe troppo.

Ripetere spesso un concetto, una frase, un pensiero, semplice in questo caso, aiuta la massa degli ascoltatori a prendere coscienza dello stesso. Però non lo fanno.
Però per iniziare a risolvere un problema basterebbero semplici parole, come
:<< Scomunica immediata per chi picchia e violenta donne e bambini!>>
Sarebbe un buon inizio.

In tanti anni di lavoro in prima linea, mi sarebbe piaciuto aiutare e fare di più, per senso di giustizia, per umanità, però, ancora un però, ho lasciato correre, avendo già altri problemi e nessuna certezza su di me .
La notte avanza sotto la pioggia e domani farà freddo.

Ancora cielo senza luna e senza luci naturali, mentre sembrano scavalcare l'orizzonte le luci dei lampioni.
La pioggia si mescola con il vento in strani salti. La strada davanti casa è ferma e continuo a fare zapping.

Penso ancora alla musica dei Pooh, che non riesco ad andare oltre un paio di canzoni senza bloccare il lettore cd e sentire musica normale. Con Francesco Renga mi sono fermato a due, poi ho messo speed metal.
Riccardo Fogli...non ho retto che pochi minuti, ma non riuscivo a bloccare il lettore cd.

Ho cominciato a chiamare Andrea l'autista picchiatore per salvarmi e rendere cantante l'ex leader dei Pooh.
Anche lui non ha potuto fare miracoli e Phil Collins continuerà a non correre rischi ed continuerà ad essere il migliore.

Una canzone di Phil Collins per prepararsi alla nanna, ci stà bene.

Ciao gufi, ciao maialini



Amici maialini,

leggo tante critiche su Britney, soprattutto critiche e non ci sto.
Britney si ama, a prescindere! .....dalle mutande.

Britney Spears è uno dei più grandi talenti musicali degli ultimi dieci anni.
È bella, sa cantare, sa ballare, sa coinvolgere il pubblico, ha una bella voce, sa farsi amare e farsi odiare.

Rhianna, Jessica Simpson, Avril Lavigne e soprattutto Xstina Aguilera le sono molto inferiori sul piano del talento e delle capacità musicali.

Amy Whinehouse è sulla strada per il tossicismo cronico e quello, di artista maledetta, che non è bello.

L’unica star del suo livello può essere Joss Stone.

Una star e allo stesso tempo una ragazza con la quale andare a fare shopping o mangiare dal malefico macD.

 

Le altre pseudo cantanti che cercano di emergere o farle le scarpe rimangono sempre dietro.
Anche in Italia le cantanti sono finte o non vendono e quando non vendono cercano di passare da musicanti elitarie.

Piccolo esempio.
Laura Pausini mi sembra molto finta, più delle sue canzoni, orecchiabili, ricordabili ma non capolavori. Oltretutto, aldilà dello status di music star, non la trovo interessante come donna e capace di comunicare qualcosa.

Il pubblico che compra ed ascolta ha sempre ragione.

Altro piccolo esempio.
Da noi si esalta Patti Pravo, come artista e come personaggio.
Vive di rendita dagli anni sessanta e non sforna un album di successo da decenni. Musicalmente cos’ha fatto?
Mi sapete dire cinque titoli di sue canzoni senza cercare su wiki?

Il pubblico che compra ed ascolta ha sempre ragione.

Chi salvo in Italia?
Intanto quelle che non se la tirano come Cristina Scabbia dei Lacuna Coil
(gli Evanescence hanno copiato da loro ed Amy Lee non vale la nostra) ,

Elisa Toffoli, alcune singer che ascolto spesso in radio, ma di cui non ricordo il nome e Carmen Consoli, che però pare tirarsela.
Il problema di Britney è che ad un certo punto è stata lasciata allo sbando.

La prima domanda: che c..zo di famiglia ha alle spalle?
La seconda domanda: chi c..zo la gestisce?
La terza domanda: perché non la fermano?

Quello che vorrei è che non faccia la fine di loredana bertè.
Quello che vorrei è che se qualcuno davvero le vuole bene, (o vuole sfruttarla ancora), la isoli dai parassiti, famiglia ed ex marito compresi, la svuoti dalla rabbia, dalle droghe ed alcool e la faccia reagire.

Vorrei che Britney si incazzi e si riprenda figli, soldi e successo.
Vorrei che Britney che prenda a calci nel culo Paris Hilton.
Vorrei che Britney vada ad un concerto di Xstina o di Rhianna, salga sul palco e strappi a loro e si rimetta quelle mutande che spesso s’è scordata.

Vorrei che Britney si faccia riempire di botte da John Cena e riempia di botte quel fallito di uomo che s’è sposata e si riprenda i suoi figli.

Piccola parentesi su kevin federline.
Ballerino mediocre, rapper disgustoso, ha provato a fare il lottatore professionista, fallendo anche lì come atleta e come intrattenitore, prendendole da John Cena, lottatore vero e rapper dilettante.

Un uomo (???) mediocre sposato forse perchè lo credeva meno impegnativo di altri: infatti l’ha messa incinta e l’ha fregata.
Amici maialini, chi può salvare Britney?
Chi potrà ridarle credibilità umana e musicale? Uno dei parolieri italiani più bravi è Gatto Panceri, che può comporre benissimo testi per il mercato di lingua inglese.

Oppure mettersi con Snoop Dog, che ha sempre ragione.
Poi una full immersion con i Lacuna Coil, anche umano e anche per rifarsi il look.

Infine qualche mese in una centro per rimettersi nel corpo e nell’anima, ritrovare fiducia in sè e la forza per ricominciare.
Come manager potrei essere migliore di quelli che ha.

Chi lo dice che un gufo porta male?
Britney si ama!... a prescindere dalle mutande!

Ciao gufi!
Ciao maialini!        Qui Foto Britney


Caro papà,
sono da sempre convinto che le disgrazie è bene evitarle quando si può.
Un dolore insegna poco, rende aridi e vulnerabili. A volte può lasciare qualcosa di positivo, ma è molto raro.

Non temere di essere arrivato in fondo solo perchè cerco di essere più premuroso e voglio prendermi cura di te.

Mai devi smettere di lottare, specie ora che sei all´inizio di una nuova fase della tua e della nostra vita. Intanto questa è la dimostrazione che si può cambiare nella vita.

Stavolta il dramma mi ha permesso di cambiare in meglio prima di quanto credessi.
Il male resta sempre da combattere, ma ci sta unendo come mai era successo, ed uniti dobbiamo vivere.


Con il sorriso si possono ottenere tante vittorie.
So bene che è difficile per te, ma provandoci, poco alla volta, permetterai a chi ti vuole bene e a te stesso di agire ed amarti in maniera attiva. Vorrei tante cose da te.
Ancora?

Si, anche per rifarci di cose che insieme non abbiamo mai fatto.
Tornare indietro no, non può accadere anche se lo vorrei, ma acquisire energia e forza, si.
Il mio cuore è lacerato dal dolore ogni volta che ti vedo triste e si sento giù.

È difficile e terribile per te non poter essere forte come prima.
Non sei finito, devi solo gestire le tue forze in modo diverso.
Fare un piccolo programma ogni giorno e scegliere meglio le cose da mangiare ti darà quella carica che ora senti mancare.
A fatica sto provando a coinvolgerti nelle cose che faccio.

Provo a darti stimoli con ogni mezzo a mia disposizione, anche su cose che ti annoiano.
Le mie scelte possono essere discutibili, ma almeno così non ti faccio annoiare, ed avrai modo di vedere e provare strade interessanti.

Il mio desiderio è fare con te un viaggio nella terra della mia amica più cara, attraversando paesaggi che possono solamente riempire occhi ed animo di gioia.
Non è l’ultimo viaggio, ma è quello che vorrei fare ora con te.

Si cambia, anche all’improvviso, anche quando non si vuole.
Chi ti vuole bene e ti sta vicino non ha motivi per nasconderti la realtà.
Chi ti sta vicino e ti vuole bene mai ti tratterà come se oggi fosse l’ultimo giorno.

Si vive alla giornata, è vero, ringraziando il Cielo per ogni momenti che passiamo insieme.
Mi rendo conto che non poter fare progetti per il futuro è brutto e ti mette paura.

La paura è anche mia.
La paura è anche di chi ti vuole bene.
Non vogliamo perderti.

Il tempo cambia e tu devi provare a muoverti in tempi nuovi.
Il tuo angioletto custode dice che dovresti fare ogni giorno un sorriso per ogni persona che hai nel cuore.
Anch’io ti chiedo la stessa cosa.

Il passato doloroso non conta più quando si scoprono nuove qualità in chi si ama.
Ho chiuso con rancori ed incomprensioni.
Ho chiuso con le lacrime che non hai mai visto.
Ho chiuso col sangue che non hai mai curato.
Ho chiuso, ma riapro tutto me stesso allo splendido papà che sei.

Non sei solo e le paure si possono superare con un piccolo sorriso. Mi ripeto.
All’inizio è difficile, ma poco alla volta ti renderai conto che si può fare.

Permetti a chi ti ama di condividere i tuoi dolori, perché un problema grande si affronta meglio e prima quando si è in tanti a combatterla.

Non sei solo, non lo sarai mai.
Sorridi papà, ti voglio bene.



Ritorno per qualche istante sulla vicenda della donna uccisa dal rumeno.
La stazione di Tor di Quinto la conosco bene.

Per diversi anni, ci passavo vicino, prima di arrivare alla fermata di Saxa Rubra, dove c’era il capolinea dei bus provenienti dal viterbese e da alcune zone del reatino.

Prendevo quel trenino di sera tra le 19 e le 22 per prendere uno degli ultimi mezzi per tornare a casa.
I media ora si meravigliano del degrado di quel posto, ma sono anni che la situazione è in quel modo. Non è una novità che quasi sempre la gente che dovrebbe scendere lì, quando non si può far venire a prendere, preferisca allungare il percorso.

Neppure le pattuglie della forze dell’ordine passano lì, se non quando c’è qualche segnalazione.
Un paio di volte, a causa di guasti al trenino, sono dovuto scendere lì, insieme ad altri sventurati pendolari, ad aspettare il mezzo sostitutivo.

Sembravamo, anzi eravamo un gruppo di disperati, fermi contro un muro, quasi impauriti. La tensione era al massimo ed abbiamo quasi ringraziato l’autista quando siamo saliti sul mezzo.
Per fortuna eravamo un gruppetto, ma se fossi rimasto solo? E tutte le volte che la gente si trova in situazioni simili?

Per me era angosciante il ritorno a casa, anche perché le stazioni successive non sono tanto diverse da quella della tragedia.
Io vi parlo di fatti risalenti agli anni 90, ma le cose non sono cambiate.

Roma non è tanto diversa da Milano o Torino, in quanto a sicurezza, specie di notte. Io mi sono sentito più tranquillo a girare in autobus in Romania che nel mio paese.

Il problema delle periferie degradate c’è sempre stato nelle grandi città, purtroppo ci sarà ancora.
Facile dare la colpa allo stato.
Più complicato puntare chi ha amministrato male i soldi dei cittadini.

Nel caso di Roma, i sindaci hanno badato più all’immagine della città che hai reali problemi, mettendo in difficoltà soprattutto le forze dell’ordine. Per monitorare delle zone a rischio basterebbe mettere delle telecamere collegate con una centrale operativa delle forze dell’ordine.

Queste telecamere però devono essere messe in punti strategici e protette dai soliti vandali, oltre che dai criminali di turno.
Questa può essere una soluzione pratica, fattibile in poco tempo, al momento in alternativa al pattugliamento.

Fa incazzare che i soldi spesi per una festa del cinema di poco valore, potevano essere gestiti per la sicurezza.
Credo che il prefetto o i comandanti di Polizia e Carabinieri avrebbero migliorato qualcosa, poco magari, ma non li avrebbero sperperati.

Ancora su Roma.
Una città del genere quanto ha bisogno di pubblicità? È la città più bella del mondo ma non è tra le più sicure.
Da amministratore di città e da cittadino romano (ex per quel che mi riguarda) mi farebbe girar le scatole sentir dire e vedere da più parti che Bucarest è più sicura e vivibile.

Populista non lo sono, però ho visto com’è la situazione laggiù, conosco quella romana e posso commentare.
Quello che manca a chi gestisce le grandi città è il contatto con la realtà, che non si esaurisce con una visita in un quartiere, ma è il confronto continuo con la gente. In quanti lo fanno?

Veltroni e Rutelli dovrebbero tacere, visto che hanno classizzato i cittadini romani, considerando alcuni ed ignorando altri.
Se fossero stati gli altri al governo le cose non sarebbero state diverse.
Volete darmi ancora del populista, amici maialini?

È matematico che la politica imborghesisce. La sicurezza dovrebbe essere al primo posto nei programmi di un sindaco.
Ma quando?!!! Quanti sindaci ascoltano i propri cittadini?
I cittadini veri, non quelli dei salotti buoni (buoni per cosa?) e dei circoli di partito.

Da girovago per necessità mi è piaciuto parlare con il sindaco di Treviso, Gentilini, massacrato dai media ma adorato dai suoi concittadini.

Gliene hanno dette di tutti i colori, dandogli del razzista quando volevano fargli un complimento.

Mi è sembrato una persona cordialissima, umana, con progetti per migliorare la propria città reali, semplici e soprattutto fattibili.
Nessun disprezzo per gli stranieri onesti e nessun pregiudizio razziale, ma la consapevolezza che l’aprire le frontiere senza controllo è stato un errore colossale.

Gli stranieri, secondo lui, devono avere delle credenziali per essere accolti da noi e soprattutto se sbagliano devono pagare, o essere mandati via.

Se non fossi bloccato per lavoro, andrei mi piacerebbe vivere a Treviso, insieme alla mia compagna rumena, s’intende.



Pararsi il culo (o sedere, fate voi)

Attualmente pararsi il sedere è la preoccupazione principale per quel che riguarda il lavoro.
Non è fare al meglio la propria professione, ma guardarsi in continuazione le spalle ed il sedere da colleghi, superiori, subordinati ed utenti.

Una paranoia per le persone normali, routine per i paranoici cronici.
Non dovrebbe essere così, eppure siamo condizionati e angosciati da questo, anche in luoghi di lavoro dove c’è poco da avanzare.

Basta poco per rimaner fregati dal vicino di scrivania o dal compagno di spogliatoio.
Perché?
Essere annoiati a forza di fare le stesse cose, ci può stare.
Essere frustrati perché non vengono riconosciute le proprie capacità, ci può stare.
Essere angosciati perché si fa qualcosa che non piace e non gratifica, ci può stare ancora.
Essere delusi e arrabbiati perché altri colleghi avanzano e/o sono più considerati, ci può stare di più.


A volte non c’è un motivo, semplicemente il gusto di fare una carognata, con la convinzione che altri farebbero o faranno lo stesso.
Solo per il gusto di farlo, solo perché, per la legge delle probabilità, prima o poi capiterà anche a noi.
In queste azioni spesso non c’è cattiveria, la carognaggine primordiale dell’uomo, esce in tutto il suo splendore e si trasforma in divertimento.
Ha un senso pratico? Poi cosa resta?
Quando me la prendo con qualcuno quando lavoro, c’è sempre un motivo, discutibile quanto volete ma c’è.
Qualcosa resta sempre.
Purtroppo siamo tutti potenziali bersagli.

Purtroppo non possiamo fare guerra preventiva.
Purtroppo siamo costretti a dubitare di tutti, anche di chi conosciamo da anni, anche di chi sta dalla nostra parte.
Se continua così cominceremo a vedere complotti dappertutto e sarebbe davvero pesante.

Situazioni di questo tipo ci sono sempre state, ma negli ultimi anni i media hanno amplificato ed esasperato tutto, ogni piccolo errore viene messo in risalto come fosse la peggiore delle tragedie.

Lavorare senza sbagliare è l’obiettivo massimo, errare il meno possibile è ciò che si fa nel quotidiano.
L’esasperazione ha tolto anche quel minimo di solidarietà che può esserci tra colleghi.
Cos’è la solidarietà?

Sia il nostro egoismo che le condizioni ambientali ci stanno facendo scordare il suo significato.
Sono cinico per esperienza, per troppi anni di lavoro in prima linea, paranoico per necessità, non mi fido delle speranze.
C’è chi parla di salvezza, ma per cosa?

La mia fortuna è di considerare il lavoro che faccio (al meglio) solo come fonte di reddito, non come missione.
Missioni sono altre, le passioni ci fanno andare avanti.

Ciao e a presto


Non so se siete tifosi o appassionati di calcio.

Dopo quello che è successo oggi lo schifo cresce, ma è da tempo che è cosi per me.
Mi piace il calcio che posso "toccare" e "sentire", che può ancora dare emozioni, nonostante i soldi che girano e le ipocrisie degli ambienti.

Non mi riferisco agli stipendi dei calciatori, ma al resto, dal merchandising ai diritti tv a tutti gli altri interessi legati al rettangolo.

Tornare indietro è impossibile.

 

Riguardo alla violenza negli stadi mi limito a dire che le leggi per bloccare gli idioti ci sono, ma sono peggiori ed infami tutte le persone che continuano a giustificare e minimizzare ogni schifo ed ogni violenza, soprattutto i morti.

E' vero sempre, ed oggi c'è stata la conferma, che i morti ammazzati non sono mai uguali.
Sospendere o rimandare le partite praticamente non ha senso, anzi incoraggia le chiacchiere dei media e convince sempre di più gli idioti del loro potere nel manipolare il mondo del calcio.

Ripeto che mi disgusta chi cerca di sminuire la morte di un uomo, aldilà dei fatti e delle circostanze, aldilà delle colpe.
Si troverà un colpevole? Quanto tempo passerà in carcere?
Pagherà?

Tanto troverà sostenitori, appoggi e diventerà vittima anche se è colpevole.
Sono scettico sulla giustizia e purtroppo ci prendo.

Amici maialini,
come già ho scrittto in precedenza ho qualche conto in sospeso con chi si crede di rappresentare la fede.
Perché non si impegnano anche loro nel condannare la stupidità umana negli stadi e tutti quelli che coprono e giustificano quelle bestialità?

Anche loro non lo faranno mai, continuando a parlare di sessualità.
Allora ha ragione Daniele Luttazzi quando li attacca.

Per quel che mi riguarda continuo a leggere il Guerin Sportivo, unica voce libera ed obiettiva tra i giornali, perché oltre a raccontare lo sport da imput per evolvere moralmente.

Seguo il calcio estero dove sono sempre i soldi che comandano, ma pure dove chi commette reati viene preso, condannato e sconta, senza scusanti, appoggi vari e soprattutto è isolato dagli altri tifosi.

Seguo per affetto lo Sheffield Wednesday, seguo il Celtic Glasgow, seguo la Politecnica Timisoara, seguo il Penarol di Montevideo, lo Sporting Lisbona, l'Olympique Lione e pure Aek Atene e Liverpool.

Seguo per affetto, per la storia che hanno per quelle emozioni che ragalano in stadi sicuri, soprattutto perché sento quel senso di appartenenza che non ho mai trovato in Italia.

Odiare il calcio, no però si possono fermare gli idioti.

Ciao maialini!



Non è colpa dei rumeni

Amici maialini, l'altro giorno c'è stato l'ennesima bestialità che ha coinvolto un rumeno, di etnia rom,ed un'italiana.
La vittima poteva essere anche di un'altra nazionalità, ma le cose non sarebbero cambiate.

Violenza assurda, vigliacca, mai da giustificare, che difficilmente troverà giustizia.

Come al solito ci saranno i media a parlare di sicurezza, immigrazione, certezza della pena, fino ad arrivare ai questioni razziali e culturali.


Da un po' di tempo i nemici del popolo italiano, più incivile che civile, sembrano essere i rumeni, come se fossero loro la causa di tutti gli atti violenti.
Prima c'è stato il periodo degli albanesi, i musulmani si difendono sempre bene, ogni tanto appaiono i cinesi ed ultimi all'attenzione dei media, i rumeni.

Di base nel nostro paese c'è che la vittima non ha sempre ragione.
Di base nel nostro paese c'è sempre chi vuole giustificare, scusare, perdonare, comprendere e riabilitare i colpevoli, anche dei crimini peggiori.

Le istituzioni parlano di certezza della pena, quando poi nella nostra legislazione ci sono tantissimi cavilli per agevolare il più possibile il criminale. Quanta galera si farà quel vigliacco?

In quanti cercheranno nel suo passato e nella sua testa chissà quale cosa malata che lo ha spinto ad uccidere?
Chi inneggia alla vita, già parla di perdono da parte del marito della donna.
Dov'erano quando spiegavano la vergogna ed il pentimento?

Non sono comunista, ma da un po' di tempo sono incazzatissimo con la chiesa, ma questo è un altro discorso.
Però loro mai parlano di espiazione della pena e poi di riabilitazione morale, sempre e comunque prima il perdono.
Ad essere troppo perdonisti si passa da fregnoni, ed i criminali se ne approfittano.

Troppa gente, troppi idioti, troppi populisti.

Populisti i media che si approfittano del dolore senza costruire, dando un'informazione falsata.
I rumeni non sono tutti criminali e la malvagità non è nel loro animo e neppure nel loro dna.
Intanto c'è da distinguere tra rumeni e rom.

Cito wikipedia.

Rom è una popolazione indoeuropea che parla una lingua di ceppo indiano, concentrato soprattutto nell'Europa dell'Est, in Spagna e in Sud America (specie in Brasile e in Argentina).
Nella loro lingua rom (o rrom, plurale roma o rroma) significa semplicemente "persona", "essere umano". I rom sono uno dei gruppi etnici (insieme a sinti, caminanti ed altri minori) che vengono nel loro insieme chiamati zingari, zigani o gitani, tutti termini che derivano da "Egitto" in quanto alcune zone della Grecia dove abitavano erano particolarmente fertili e paragonate a un piccolo Egitto[citazione necessaria]. I rom sono spesso anche chiamati nomadi, termine che si riferisce genericamente a chiunque conduca vita itinerante e che quindi sarebbe improprio riferito ai Rom stanziali. Il termine si riferisce infatti alla cultura nomade del popolo e non alla situazione contingente attuale di una parte di esso.

Cito ancora wikipedia.

Molti italiani credono che ci sia coincidenza tra il popolo Rom e il popolo Romeno e avallano questa loro convinzione considerando il termine "Rom" come un'abbreviazione di "Romeno". In realtà "Rom" significa "Persona", mentre "Romeno" significa "abitante della Romania". Quindi un Rom può avere nazionalità romena, ma sicuramente non tutti i Romeni sono Rom. In Italia si stima che siano presenti 160.000 Rom e 1.000.000 di Romeni[citazione necessaria]. Da ciò si desume che almeno 840.000 Romeni presenti in Italia non sono Rom. Non tutti i rom sono rumeni.

Detesto gli zingari, a prescindere
Forse ce ne saranno anche di onesti, ma in tutta la mia vita ancora non ne ho incontrati.
Diverso il discorso per i rumeni, con i quali sto iniziando a lavorare, con i quali spesso mi ci trovo a vivere.
I rumeni non sono peggiori di noi o di altre etnie.

La dittatura li ha resi un po' più scaltri, ma hanno gli stessi non sono tanto diversi da noi, specialmente dai nostri connazionali immigrati ai primi del secolo scorso.

Opportunisti lo si diventa quando ci si sente circondati da nemici e pregiudizi, il resto viene da sé, come le lotte tra poveri.
Da noi non ci sono le condizioni per un'immigrazione controllata.

Si prende tutto, senza un minimo di selezione e senza aiutare chi vuole vivere onestamente ma non ci arriva con i propri mezzi.
Ogni persona che dice “ognuno a casa propria”, perché continua a votare ed appoggiare, chi li ha fatti entrare?
Ogni persona che condanna a prescindere dalla razza e dalla nazionalità, perché non spinge le istituzioni a far rispettare le leggi?
Non sono comunista, tutt'altro, molto tutt'altro.

Siamo diventati troppo comodi e soprattutto abbiamo dimenticato la nostra storia.
Piccola parentesi sulla nostra immigrazione negli Stati Uniti agli inizi del secolo scorso.
Chi si ricorda della quarantena di Ellis Island?

Criminali per criminali, i nostri connazionali nulla avrebbero da insegnare a quelli di oggi, solo che quando venivano presi, non c'erano sconti, scorciatoie o assoluzioni: chi andava dentro ci restava.

In pochi la scampavano e comunque la pagavano per altre vie.
Adesso chi va dentro quasi sempre, tra cavilli, rinvii, appelli, condoni ed altre cose, può già programmarsi l'uscita.

Quel vigliacco per quanto resterà in prigione? Quanto sarà protetto il marito della vittima?
Non credendo nella legge dei giudici e degli avvocati, vorrei confidare nella legge del carcere e di chi, da quell'assassino vigliacco si è sentito sminuire come uomo. Vendetta è quando la giustizia viene tradita.

Ogni atto criminale è da condannare, a prescindere da chi lo commette.


Riceviamo e pubblichiamo. Meditate gente ... e occhi aperti sempre.

Pericoli nella rete. Ostaggi della rete è possibile?
È possibile che una famiglia sia ostaggio di una voce?

Ricevere minacce senza poter reagire, senza poter avere un riferimento fisico è assurdo e ingiusto. Mi rivolgo alla polizia postale e a chi dovrebbe vigilare sulla rete.

Mi rivolgo a chi in internet ha trovato persone pericolose e malvagie.

Mi rivolgo anche a quelle persone rimaste semplicemente deluse, illuse da voci, da nick, da indirizzi che nella realtà si sono rivelati dei fallimenti.

In un periodo difficile mi sono fatto raggirare da una voce conosciuta in internet.

Il sito era sicuro; ed io avevo bisogno di quell'amicizia che non ero riuscito a trovare altrove.




Debolezza mia nel non capire, incapacità mia nel non andare oltre l'apparenza e la voce, assecondato da ciò che volevo sentirmi dire, ingannato da falsi giudizi, istigato a commettere carognate e azioni pericolose, fregato nello spendere moltissimo in telefonate.

In due anni avevo creduto di trovare l'amica ideale, la migliore che avrei potuto avere, tanto da confidarmi con lei in tutto e per tutto, tanto da ritenerla indispensabile per la mia vita. Avevo perso quasi del tutto la capacità di giudizio.

Non si è mai fatta vedere realmente, non ho mai avuto un suo riferimento fisico, magari per mandarle una lettera scritta a mano, un regalo. Lei non poteva esporsi perché era impegnata, lei mi avrebbe trovato e sempre lei avrebbe trovato e deciso il momento per incontrarci.

Da isolato, da persona in difficoltà, mettiamoci pure da idiota, le ho creduto e pure la giustificavo. Mi credevo io non all'altezza della sua amicizia.

Tanto ero isolato e bisognoso di parlare, di un semplice incoraggiamento che sono andato contro persone realmente valide, altrettante, grazie a lei, le ho escluse completamente dalla mia vita.

Quando capiva che potevo andar dietro ad altri o aprire gli occhi,cominciava a dirmi che la nostra amicizia era troppo impegnativa, io dovevo scegliere, adeguarmi, che lei non poteva continuare.

Io, succube, solo ed incapace di reagire, le imploravo di non mandarmi via.

I rimpianti ora sono inutili, perché se mi fossi sforzato di poco, sarei uscito molto prima da quella situazione, avrei ripreso coscienza di me, della mia famiglia e della vita reale. Invece ho fatto di peggio.

Tanto la credevo importante da renderla parte della famiglia, in un periodo di grave difficoltà per noi. Anche con loro è rimasta una voce. Sempre ingannando e sempre a distanza, sempre senza rivelarsi, ha ricevuto le confidenze dei miei cari, che si sono fidati credendola amica mia reale.

Nella realtà, in un suo gioco di potere, di comando, di manipolazione, riferiva in modo distorto ai miei genitori sempre confidenze che credevo solo parte di noi. Di conseguenza i conflitti in casa aumentavano, ho dato sofferenze terribili ai miei genitori, ai miei cari più stretti.

Quando ho commesso delle azioni più gravi del solito, avrei voluto che lei mi desse un aiuto reale, materiale, avevo bisogno di una presenza fisica per non coinvolgere chi amavo.

Stavo rischiando molto e non volevo aggravare una situazione familiare già difficile. Però potevo risolverla da solo.

Lei che fa?

Parla, racconta tutto, sicuramente ingrandendo e aggravando tutto.

Ho rischiato di perdere la mia famiglia.

A distanza forse capisco che si divertiva, magari provava piacere nel manipolare altre vite e restare solo un numero di telefono, un indirizzo mail, tanti nomi inventati.

Lei diceva che faceva molto per me, in realtà nulla ha fatto, godendo della disperazione mia e degli altri. Lei diceva che tutto era per il mio bene, lo ripeteva soprattutto ai miei cari.

Ci abbiamo creduto troppe volte. Incontro peggiore nella rete mai avrei potuto fare.

Rimpiango tutti i dolori a gente che non meritava di soffrire. Rimpiango tutti i soldi sprecati per chiamarla.

Lei faceva trilli, io la chiamavo, regalando denaro alla compagnia telefonica più cara.

Neppure di prendere una scheda come la mia ha fatto. Lei mi chiamava solo quando pensava che avrei potuto ascoltare altri, ma era sempre per mettermi alle strette e scegliere.

Rimpiango i soldi sprecati per ripagare danni che lei mi aveva istigato a fare, che sono stati diversi, ma riparati.

Non parlava direttamente, il suo girare intorno all'argomento, lasciandomi credere di poter restare impunito, sì, quando sapeva bene che non ho la testa e la manualità di un delinquente.

Si può essere ostaggi della rete? Si può essere ricattati da un numero telefonico?

È possibile che una famiglia sia costretta a subire minacce da una voce? Lei che si diceva madre di famiglia, perché faceva soffrire ed ingannava la mia di madre?

Perché le ha ripetuto più volte che la sua parola avrebbe contato sempre di più della mia perché mi stavo curando da mali terribili, che pure lei aveva contribuito ad aumentare?

Come poteva conoscere lei ciò che era meglio per me se mi ha fatto isolare e commettere errori?

Da quella specie di rapporto alla fine ne sono venuto fuori, trovando nella rete prima e nella realtà poi una persona valida, leale, soprattutto leale. La prima insieme ad altre, reali e leali nella vita ed in rete.

Alla fine sono io che ho scelto. All'improvviso ho ritrovato me stesso, ho ripreso coscienza di me, di non dover dipendere da voci, da mail, da cose non materiali.

L'ho messa alla prova ed ho avuto ancora conferma di tutte le sue menzogne, tutti i suoi raggiri, tutte le sue carognate.

Attraverso verifiche incrociate con altre persone ho scoperto che di lei mi sono rimaste illusioni e foto fasulle.

Non ho voluto più nulla da lei,visto che il nulla mi ha dato. Lei però non ci stava ad essere messa da parte., lei considerava inferiori le persone che mi hanno permesso di uscire da questa dipendenza-incubo angosciante.

Non potendo attaccare chi mi stava curando, ha cominciato a minacciare chi avevo più vicino in quel momento. Si credeva al di sopra di tutto, impunibile e migliore di me, della mia famiglia e della mia amica.

Da parte della mia amica reale è partita una denuncia alla polizia postale, mostrando mail, conversazioni ed altre cose salvate.

Io, su invito della stessa polizia postale, ho confermato la denuncia della mia amica, raccontando quello che ho scritto fino ad ora.

La polizia postale ha ritenuto quelle minacce serie ed ha fatto delle verifiche, facendo andare avanti la denuncia. Nonostante tutto ancora non si può conoscere questa persona.

Alla mia manipolatrice qualcosa deve esser successo per arrivare a chiamare me prima e la mia famiglia poi, aldilà delle solite menzogne, vuole, anzi pretende il ritiro della denuncia da parte della mia amica.

Pretende che io mi impegni a far ritirare quella denuncia, aldilà di aver confermato solo quanto denunciato dalla mia amica, perché dovrei aiutarla?

Da qui le minacce verso di me, dirette e indirette, nel crearmi problemi sul posto di lavoro o farmelo perdere , usando le sue conoscenze e le confidenze passate ed i problemi per i quali mi sto curando.

Minacce sul mandarmi a casa mia polizia o chissà quali forze di giustizia. Minacce da lei sul creare ostacoli ai miei cari nelle loro cose. Da qui è cominciata una serie di telefonate dove io prima ed i miei genitori poi, ad urlare per essere lasciati in pace.

È possibile essere minacciati da una voce che in due anni mai ha rivelato il suo nome reale? È possibile che una famiglia rispettabile debba subire in questo modo?

Perché la sua famiglia deve essere migliore della mia? È possibile sapere chi ci angoscia?

Va bene la legge sulla privacy, ma la mia? La mia amica non ritirerà la denuncia.

Non condanno la rete in generale o il sito dove ho conosciuto quella persona.

Amici come quelli di www.kimerik.it , www.maialino.it , www.tuttowrestling.com , www.akisrx.it , tiscali ed altri mi sono stati di aiuto, ho conosciuto persone splendide, soprattutto che non mi hanno fregato.

Perché dovrei aiutare chi s'è approfittato delle mie debolezze in un periodo molto difficile? A me basta che sia finita.

Perché la mia amica deve subire minacce senza poter reagire? Alla giustizia vorrei credere,vorrei che agisse e mi tutelasse.

Lo farà?


7 Novembre 2007
Ciao Gufo Cattivo  Benvenuto nei blog del maialino.


Blog, parole, ed un grazie.

Perché sono gufo?
Ne ho tatuato uno, li colleziono e li adoro come animali, insieme ad anatre, oche e maialini.

Amici maialini, posso raccontarvi di me? Posso chiedervi un favore?

Posso sfogarmi un pò?

Non ricordo se vi ho detto come mi chiamo, quale lavoro faccio, come e dove vivo, cosa mi piace fare, chi amo e chi ho tradito, quello che sento. Fatemi un elenco e vi dirò con piacere.


Oggi sono stato male, anzi è da ieri sera che sono crollato.

Nervi che cedono, la lotta con se stesso, le soluzioni che non si trovano. Depressione vera non le cazzate che raccontano i media. Io mi sto curando, ma da i farmaci ed il medico fanno poco se da soli non si torna a volersi bene.

Non sempre ci riesco, non sempre comprendo quello che posso fare per me stesso e per gli altri. Dolore che scaccia dolore ma sono sempre su quel limite che devo combattere.

A volte ripeto che....A volte dovrei....A volte prenderei....Invece quando non trovo quello che vorrei o di cui ho bisogno tendo ad isolarmi, che nel mio caso è male, ma nel mio dolore è l'unico modo per recuperare e per non rompere a chi voglio bene, perché spesso gli altri non capiscono, perché la presunzione mi dice che è giusto cosi.

Ormai oggi è andata, domani sarò deciso a muovermi. Intanto cerco di scrivere, per me stesso prima di tutto, poi c'è da reagire alle prepotenze, provare a smuovere qualcosa, per quanto piccolo, poi c'è da provare a dare un pò di compagnia a chi legge.

Non ho pretese di insegnare o trasmettere valori con quello che scrivo, ma, come quando leggo io, avere e ricevere compagnia.

Eppure ho voglia di sorridere, di prendere la mia felicità.

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