maialino.blog

 

Gossip Animali Cartoni Musica Foto Home
 

Blog Riflessioni  Sara

Ritorna    -    Continua Pagina 2

Posta per Sara

Cosa fai tu per capodanno??? No, non mi sono rimbambita, né ho perso la cognizione del tempo… solo che volevo citare la grande Luciana Littizzetto quando dice che questa domanda da anni lotta per arrivare alla prima posizione della grande classifica delle domande più inutili!

Sembra sempre una gara a chi fa il capodanno più sfarzoso… ebbene, sfatiamo questo mito.

Il Capodanno più bello di tutti è quello che si passa in santa pace, in compagnia delle persone giuste e in tutta tranquillità!

Che meraviglia!! Mi piace anche dirlo!!

Oppure, se vuoi un Capodanno all’estero, deve essere degno di questo nome!

 Cioè non te ne vai in una città il 31 sera, ti ubriachi che non ricordi nemmeno dove sei messo, e il 1 gennaio ti prendi il primo volo per tornare in patria!

“Che hai fatto a Capodanno?”
“Sono stato a Praga”
“Ah interessante!! Ho sentito che è una bella città, vero?”
“Boh, ero ubriaco e non ho visto niente, deheheheheh, figo vero?”
“……”
Devo dire che hai cominciato benissimo.

Ma lasciamo perdere!! Che cosa ci auguriamo per questo anno?? Mah, io in un impeto di fantasia, auguro a tutti l’augurio che faccio a me stessa. La salute e la serenità, poi al resto ci penso io.

Non faccio mai buoni propositi, almeno se non li realizzo non ci rimango male.
Potrei comportarmi meglio, ecco. Non per essere più educata, penso di esserlo già abbastanza, ma di migliorare per sopravvivere a questo mondo che alle volte sembra più una giungla.

Ma senza grandi pretese, penso che mi basterà costruirmi una bella faccia di bronzo e saperla gestire!! Usarla solo quando serve, quando può portarmi qualcosa di buono, come una bella occasione, quelle che sembrano buone da subito ma chissà per quale motivo, cominciamo a titubare e rinunciamo per paura di rischiare … cosa poi, non è dato sapere.

Poi vorrei essere un po’ più coraggiosa, ma sempre con attenzione. Dire sempre quello che penso quando ritengo sia una cosa giusta, mentre tacere quando mi accorgo che quella che ho pensato è una cazzata.

Ah, un’altra cosa!! Fino a ora non mi è mai capitato, ma spero di non cadere mai nel tranello del “Io sono così!”. Ci sono persone che giustificano i loro lati peggiori e li trasformano nell’enorme pregio della totale verità. Ma se sei arrogante, falso, maleducato, intollerante e razzista, ti sembra il caso di andare in giro a vantarti che “però tu sei così??” Ma taci immediatamente, chiudi la bocca e fatti un bell’esame di coscienza!!

Come dice sempre la grande Lucianina, siamo proprio sicuri che il nostro 100% naturale sia così irresistibile? Ne dubito fortemente…

Ecco quando dico comportarmi meglio, intendo anche questo. Essere un po’ meno prevenuta verso il mondo intero e essere magari un po’ più critica verso me stessa. Ma sempre senza esagerare.

Mi bastano questi piccoli accorgimenti, oltre a una serie di piccoli sogni che voglio tenere solo per me. Non voglio perdere tempo a trasformarli in progetti ufficiali, preferisco tenerli scritti nel mio cuore e vedere fino a dove lo portano i miei battiti. Per dirla un po’ alla Che Guevara “Sii realista, prova l’impossibile!”

Che dire ancora? Ecco, visto che mi sono ispirata molto a Lucianina Littizzetto, mi ispiro a lei anche per l’ultima frase… che ha preso da un dialogo tratto dal film “La meglio gioventù”. Dice così:

“Sei felice?”
“Si”
“Allora è arrivato il momento di essere generosi”

E’ bella vero? Felice 2012 a tutti. Di cuore.


 


Ridendo e scherzando è Natale!! Mio Dio, di già!

Tempo di letterine, di sentirci tutti più buoni, di regali, di addobbi. Validi tutti quanti, tranne il secondo forse. Il sentirci più buoni.

Ci sono quelli che il Natale lo odiano. Ma che gli avrà fatto di male?

Io il Natale lo amo. Adoro le luci natalizie nelle strade, i presepi e gli alberi in bella vista. Anche un posto piccolo e poco frequentato diventa più accogliente.

Ciò che più mi fa ridere sono quelli che hanno lo stress da regalo… ma che razza di regalo è se hai l’ansia a mille e non vedi l’ora di consegnarlo per non averlo più tra i piedi??

O quelli che fanno il confronto!! “Tu l’hanno scorso mi hai regalato una cazzata e io mi sono dissanguato!! Ora ti regalo io una cazzata!”, mentre l’altro, che ancora pensa alla figura dello scorso anno, quest’anno è pronto a dissanguarsi e non sa che sarà lui a ricevere una cazzata!
Io ho deciso di essere di parola. Faccio un pensierino! Come quelli delle scuole elementari!!

Quindi ti penso, ma poco, anche perché è risaputo che sono sempre spiantata!! Che poi lo sappiamo bene che un regalino fatto col cuore è molto meglio di qualunque altra cosa, solo che a volte ce ne dimentichiamo!

Io esigo che il pensierino venga rivalutato!! Io ti penso, ma questo è il mio pensiero per te e non voglio niente in cambio!! Equivale a un posticino nel mio cuore!!

Lo diciamo sempre… è il pensiero che conta! E allora vediamo di accontentarci un po’ e di tranquillizzarci!! Tanto poi siamo tutti lì a strafogarci insieme alle nostre famiglie e siamo contenti così!! Cenone della vigilia, pranzo di Natale, merenda di Santo Stefano… e cosa c‘è di più bello??

Io comunque la mia letterina devo ancora scriverla. La metto nell’albero… e per sicurezza la indirizzo sia a Babbo Natale che a Gesù Bambino. Sarò poco originale, però ci tengo tanto. A me bastano la salute e la serenità. Poi al resto ci penso io. Ai sogni, ai tentativi per realizzarli, al coraggio per buttarsi e alla faccia tosta per crearsi le occasioni, lì ci voglio pensare io!

Caro Babbo Natale, ti aspetto! E Gesù mio, tu che mi ascolti tutte le notti dal mio lettino, che ascolti le mie preghiere, le mie lamentele, i miei pensieri strani… grazie!

Al mio Maialino, i miei auguri di trovare sotto l’albero tutte le opportunità per realizzare i suoi sogni.
A voi tutti che mi leggete, buon Natale!!

 


Una cosa è certa. Nella settimana prima di Natale, non avrei proprio voluto scrivere un post simile. O meglio, non avrei voluto scriverlo mai, ma come faccio? Come faccio a sfogliare i giornali e a non battere ciglio?

Dovrei forse girare pagina e fare finta di niente? Dovrei lasciarmi assordare dagli acuti che spara la tv ad ogni vocalizzo di Andrea Bocelli?

No, non posso. Io la penso come quella canzone che dice che gli occhi sono fatti per guardare, la bocca per parlare. E che dice che le orecchie servono per ascoltare ma non solo la musica.

Forse non ci rendiamo bene conto nemmeno noi che viviamo in una nazione razzista e xenofoba. Che ha paura di tutto ciò che le sembra diverso. E attenzione, non che lo sia. Solo che lo sembri, questo è più che sufficiente a giustificare le peggiori barbarie e violenze.

Una ragazzina inventa uno stupro, incolpando due rom. Il campo rom va a fuoco, incendiato dalla folla che nel peggiore dei far west decide di farsi giustizia da sola. E che continua, anche quando viene a sapere che il fatto è falso. La ragazzina ha mentito, ma loro continuano a sentirsi autorizzati. “Per i rom che rubano le pensioni, per i rom che rubano nelle case, per i rom violenti”. Però non battono ciglio quando i ragazzi bene delle loro città per noia danno fuoco al primo clochard incontrato per strada. Loro si scandalizzano e insorgono per il ladruncolo rom, ma davanti ai vari Ludwig tacciono e chissà, magari acconsentono pure.

Un folle esce di casa. Si reca al mercato e spara. Uccide due ragazzi e ne ferisce gravemente un terzo. E’ grave, vero? E allora cosa cambia, se puntualizzo che i ragazzi sono senegalesi e facevano gli ambulanti? Perché diventa meno grave? Perché il folle viene giustificato? “E ma questi sono ovunque!!” perché loro devono stare a casa loro. Non come noi, noi possiamo prendere i bagagli e trasferirci in America domani stesso. Ma loro no. Loro anche se vivono nella miseria, nella guerra, nel degrado che noi europei civilizzati abbiamo creato con invasioni e sfruttamento, loro il diritto non ce l’hanno. Loro non possono sperare in qualcosa di meglio. E anche quando sono ingeneri, avvocati, giornalisti… beh, per noi italiani sono sempre principalmente di colore. Anzi no. Neri. Diversi da noi bianchi. Anche il più pezzente dei bianchi, quello che non guarda tv e non legge giornali, quello mangiato dall’ignoranza. Anche il parere di quel bianco, diventa più importante di quello del nero.

È il 2011, continuiamo a ritenerci uno dei paesi più sviluppati. Quanto siamo miseri, quanto siamo ignoranti. Quanto facciamo ribrezzo in casi come questi. Quanto dovremmo vergognarci di noi stessi e quanto dovremmo sentirci in colpa, solo per appartenere alla razza umana.

Per quello che può valere, non penso ad altro da ieri. Eppure, se quella barbara filosofia che continua a parlare di “noi” e di “loro” vale per tutti, il mio dispiacere non conta niente.

Quello che mi merito oggi per essere un’italiana è quello di essere accomunata alla folla che dà fuoco senza motivo al campo rom. Quello che mi merito è che la mia faccia e il mio nome vengano accomunati al criminale che esce di casa e uccide a Firenze i due ragazzi. Senza motivo. Quello che mi merito è sopportare che esistano partiti politici che dovrebbero lottare affinché un paese viva serenamente e invece, facendosi scudo con la propria ignoranza, spara dei colpi devastanti sulla sua popolazione, non sapendo che non esiste un bianco e un nero. Esistono le persone. Esistiamo noi.

Esistiamo noi. E guarda cosa combiniamo.

“Mi ha maltrattato, ha gioito delle mie perdite, disprezzato i miei guadagni, raffreddato i miei amici, riscaldato i miei nemici, insozzato il mio abito, disprezzato il mio popolo e per quale motivo? Perché sono ebreo! Forse che un ebreo non mangia come gli altri esseri umani? Se lo pungete non prova dolore? Non si ammala delle stesse malattie dei gentili? E non si cura con le stesse medicine?”

(Il mercante di Venezia – Atto III – Scena I - monologo di Shylock)
 



Oggi voglio dire due parole che riguardano la triste storia di Melania Rea. Non voglio mettermi a trovare colpevoli a tutti i costi, a quello ci pensa benissimo Barbara d’Urso e tutta la vergognosa compagnia cantante.

Ma c’è una cosa che di questa storia mi colpisce moltissimo. Oltre all’omicidio, ovviamente. E’ il giudizio pubblico. Quello che si fanno le persone guardando la tv. Che è anche normale farsi un’idea, dopo che tg e trasmissioni trovano da queste tragedie il loro pane quotidiano.

Io non so chi sia il colpevole, chi abbia ucciso chi, chi sia il mandante eccetera eccetera. Quello che della gente mi sconvolge è spesso il giudizio finale. E il colpevole trovato sommariamente. La colpevole, anzi.

E di certo, nel 2011, mi fa come minimo una strana sensazione, sentire i commenti che mi portano a scrivere queste parole. Perché mi è capitato troppe volte di vedere troppe persone dare la colpa a una tale Ludovica. Ludovica è l’amante di Salvatore, il marito di Melania e principale indiziato della sua morte. Bene, la colpa è tutta di Ludovica. Ohibò!

Io non sopporto il maschilismo. Soprattutto quando sono le donne ad averlo. Solidarietà femminile un paio di balle!! Io vorrei sapere perché quando il marito tradisce la moglie, la colpa è dell’amante. Capito? Non del marito che è andato a letto con un’altra, ma dell’amante che l’ha assecondato! Eh certo. Che equivale a dire che se un tale si compra una macchina, poi la guida ubriaco e fa una strage, la colpa è del concessionario. Un ragionamento che non fa una piega!

Quindi, la soldatessa Ludovica che si è messa con Salvatore, ha sbagliato tutto. E’ tutta colpa sua perché se lei non ci fosse stata, lui non avrebbe mai tradito la moglie e la povera Melania sarebbe ancora viva.

L’idea che il marito di Melania fosse un verme schifoso, che ha preso in giro ben due donne e non solo una e che una l’abbia probabilmente uccisa, questo passa in secondo piano. Ludovica deve essere condannata perché ha la colpa di esistere e la colpa di avere dei sentimenti. Probabilmente ha anche la colpa terribile di essere carina, magari anche simpatica, chi lo sa.

Eh si, perché lei sapeva bene che lui era sposato. Ah!!! E lui invece?? Lui non lo sapeva?? Lui si era momentaneamente dimenticato? Ha visto un anello dorato nel suo anulare e proprio non si spiegava come fosse finito lì, proprio nel suo dito!! Lui evidentemente soffriva di una terribile amnesia che le rendevano due estranee la moglie e la figlia. Poverino. Bisognerebbe scagionarlo solo per questo.

Che poi, provando a portare avanti il mio pensiero, mi sono scontrata anche con un traumatico “eh ma l’uomo si sa che è fatto così, sta alla donna…”…ma sta alla donna che cosa??? Un uomo sposato che va in giro a tradire la moglie anche con i termosifoni è un infame punto e basta!!! Non è colpa dell’amante, non è colpa di tutte le ragazze del mondo perché hanno la brutta abitudine di uscire di casa e di far vedere in giro la propria faccia!!

Io in situazioni come queste, mi schiero dalla parte delle donne. Della moglie tradita, ferita senza motivo da un uomo che non usa il cervello per ragionare e che non ha il coraggio di dirgli che non la ama più. O che non ha il coraggio di ammettere di essere un cacasotto e che il matrimonio gli sembra una gabbia ma che ha accettato tutto per pura convenzione. E mi schiero dalla parte dell’amante, “colpevole” solo di essersi innamorata di un uomo sbagliato. Colpevole di avere dei sentimenti. Se può essere definita una colpa.

Eh si, perché la teoria vuole che gli uomini già sposati non si toccano. Ah certo. E se invece è proprio l’uomo sposato a toccare te? Allora che si fa? Se è lui a dirti che si è innamorato di te? E se anche ti fai dei problemi ricordandogli che è sposato, che fai quando ti risponde che è un sentimento che non si controlla? Che fai quando ti chiede “Ma se tu incontreresti un uomo che ti piace e la cosa è reciproca, davvero riusciresti a ignorarlo? E se fosse proprio quello l’uomo della tua vita?”

Questo non conta, vero? Lui il diritto di guardarsi intorno ce l’ha perché è fatto così. Tu invece non hai il diritto di farti guardare, perché sai che l’uomo è fatto così. Come siamo moderni! E poi ci stupiamo dell’islam.

E anche tu, cara la mia Barbara d’Urso, santa protettrice degli uomini sposati che non si toccano, faresti meglio a riempire il tuo programma esclusivamente con i collegamenti dalla casa del Grande Fratello.

Parlare di cazzate che hanno la consapevolezza di essere cazzate ti si addice di più.
 



Domanda: ma perché i posti di rilievo, finiscono sempre in mano a degli incompetenti? Perché gli incompetenti arrivano ovunque?

Basta guardare programmi come Le Iene, in cui ogni settimana ci sono servizi che raccontano una nazione allo sfascio. Ma anche senza mettere in mezzo la tv, quanti di noi conoscono degli incompetenti che stanno in posti in cui non dovrebbero?

Io conosco persino un direttore della posta, notoriamente ladro, che anziché essere licenziato viene puntualmente trasferito. Così può rubare di qua e di là. Ingannando tutti. Clienti e colleghi, dato che faceva ricadere le colpe su altri dipendenti.

Però così facendo, è arrivato alla pensione. Ma il lupo perde il pelo ma non il vizio, quindi il nostro ladruncolo, anche in veste di cliente tenta la sorte.

Scena vista con i miei occhi:
“Scusi, mi cambia queste monetine?? Sono un euro e cinquanta!”
“No guardi, questi sono quindici centesimi.”
“Ahahahahah!!”

Ah ride?? Ma che minchia ridi??? E questo è stato il direttore della posta, mica un pinco pallino qualunque.

Comunque sono quelle persone che anche se conosci tramite la televisione, all’ennesimo premio o riconoscimento ritirato ti viene da pensare: “E vabbè, ma allora se hanno tutto questo successo significa che qualcosa saranno in grado di fare!”… poi li senti parlare. Ed è ufficiale. No, non sanno niente. Non capiscono niente, nemmeno dove sono messi. Però sono direttori della posta, della banca, presidi, insegnanti, capi dei vigili urbani. Arrivati lì con l’unico scopo di mangiare il più possibile. E promossi e mandati avanti per questo, perché poi trovano sempre qualcuno che fa il tifo per loro. E che li sostiene. E che li copre. Ma mai per niente, sia chiaro.

Ma che palle!!! Io i furbetti non li sopporto più! Né quelli dei grandi ambienti, né quelli nei piccoli ambienti!! I pidocchi arricchiti che hanno dimenticato di essere stati dei morti di fame e i morti di fame che non si rendono ancora conto di esserlo. Tentano sempre di avere qualunque cosa in più degli altri e gratis.

Che sia un indennizzo o una diaria inutile, che sia anche solo una penna scontata, che persino in fila al supermercato stressano la cassiera affinché faccia uno sconto.

Che si sappia: io vi odio tutti. Odio i menefreghisti, odio i furbetti. Odio i furbetti perché pensano di essere intelligenti. Perché non è quella l’intelligenza. Se non sei intelligente, non hai neanche la scaltrezza utile ad avere almeno la denominazione di furbo. Furbo. Il furbetto invece non è intelligente. È stupido, ma non sa di esserlo.

È disonesto, ma pensa che sia un pregio. È menefreghista ma solo perché non ha la voglia di leggere, di informarsi, di fare un passo oltre. Perché fa molto prima a dire che non è interessato, anziché ammettere a sé stesso di non avere i mezzi per poter sostenere anche solo una discussione tra amici.

È qualunquista, impara due frasi fatte a memoria e le ripete in continuazione. Il furbetto poi, dice di sapere già tutto. Gli puoi raccontare di tutto, di cucina o di astrofisica, di lavori all’uncinetto o di fisica nucleare. Loro ci mettono sempre un “Eh lo so! Eh lo so!”.

Ma cosa saprai, non hai mai letto un giornale in vita tua e sai tutto?? Ma taci. Chiuditi in casa, mettiti davanti allo specchio e ripeti ad alta voce: io non sono furbo, io sono stupido.

Io condannerei questa gente a tre giorni di compagnia di Vittorio Sgarbi che gli grida ininterrottamente “Capra! Capra! Capra!”.
È esattamente quello che si meritano.
 



Forse in fondo non l’ho mai considerato un personaggio famoso. Né lui, né il suo amico Vale. Perché tutti e due si sono sempre presentati con il loro modo di essere.

Come se fossero sempre e solo a contatto con degli amici. Con tutte le battute, tutti gli atteggiamenti che a volte potevano risultare anche fastidiose, ma quella è la loro età, quello è il loro modo di essere, quelli erano loro. Pregi e difetti.

Sono passati due giorni e non riesco a smettere di pensarci. Ho la sua testa riccia in mente, il suo accento e la sua parlata.

Tutto quello che me l’ha reso simpatico.

E poi è l’amico di tutti, anche il “cazzone”, nel senso buono del termine, quello che trova sempre la voglia di ridere.

Forse è per questo che non riesco ad accettare il fatto che la sua vita sia stata falciata? Forse è per questo che non faccio che pensarci di continuo? Anche stavolta comunque, mi sono dovuta scontrare con i benpensanti, con i difensori di chi muore di fame.

Dobbiamo smetterla di paragonare qualunque cosa. Dobbiamo smetterla con la terribile moda che ammira chi non lascia trasparire un’emozione. Dobbiamo smetterla di fare la classifica del dolore, dove bisogna sempre trovare la fine peggiore.

Un ragazzo di 24 anni. Ricco e famoso. Privilegiato, va bene. Ma quanto avrà lottato e sofferto per arrivare a quei livelli? E dobbiamo fargli una colpa solo perché lui è riuscito a trasformare una passione in un mestiere? Perché magari non ci siamo riusciti noi? O non merita il nostro dolore perché in fondo lui era ricco e ha vissuto poco ma bene?

Che razza di discorsi stupidi. Inutili e stupidi.

Morire a 24 anni in sella a un sogno è una tragedia vera e propria. È tragico come cadere da un ponteggio, è tragico come morire di fame e di solitudine. A cosa serve analizzare ciò che ha fatto sino a oggi? Aveva la fama e il successo. Però ha lasciato tutto qui e lui adesso non c’è più. Caduto dalla sua amatissima moto e investito da uno dei suoi migliori amici.

Non esiste una gara della tragedia e davanti al dolore si reagisce sempre allo stesso modo, indistintamente da chi viene coinvolto: si soffre. Si soffre punto e basta.

Nella foto del giornale stringe in mano il cartello con scritto “Nonna tieni duro”. Tutte le foto che mi ritrovo davanti in questi giorni lo riprendono sempre col sorriso o con qualche smorfia. E invece, tutte le notizie su di lui, parlano solo dell’arrivo del corpo e del funerale.

Non serve essere un appassionato di MotoGP per dispiacersi. A me viene proprio da piangere.

Ciò che mi piace delle persone è che ognuno ha la sua visione delle cose. Io penso che dopo questa vita, un dopo ci sia.
Ci spetta di diritto.

Sei lì, vero? Stai scorrazzando lì adesso, vero?
Ciao angelo spettinato.
Divertiti.

 


Sabato sera, sarei dovuta andare a sentire un gruppo suonare. Invece il piano è saltato perché non mi sono sentita bene. Così sono rimasta a casa tranquilla tranquilla, in poltrona a guardare la tv.

E ho deciso di guardare una manifestazione musicale che non conoscevo: l’eurovision song contest, che qui è più conosciuto come Eurofestival. Si tratta di una gara di cantanti che provengono da tutta l’Europa. L’Italia non partecipava da tanti anni ed è tornata proprio quest’anno, con Raphael Gualazzi che proponeva la sua canzone “Follia d’amore” nella versione più internazionale, trasformandola in “Madness of love”.

Il festival si è svolto quest’anno a Dusseldorf e in collegamento dall’Italia, per condurre l’evento in Rai c’era Raffaella Carrà, accompagnata da quel gran manzo di Bob Sinclar e con la partecipazione dei ragazzi e del conduttore di Tv Talk.

Ebbene, nonostante inizialmente fossi un po’ scettica, proprio perché non conoscevo questo festival, devo ammettere di essermi ritrovata davanti a uno spettacolo bellissimo! Il genere musicale non era assolutamente nei miei gusti, ma era uno spettacolo enorme e per questa occasione, sono persino riuscita a tollerare la presenza di ballerini, scenografie eccessive, tutte cose che solitamente distolgono l’attenzione dalle canzoni.


Raffaella Carrà è stata bravissima e quando si è collegata con Dusseldorf, è stata accolta da un boato da parte del pubblico! A quanto ho capito, l’artista vincitore, porta l’Eurofestival nella sua nazione. Ad esempio, se avesse vinto Raphael Gualazzi, l’Eurofestival 2012 sarebbe stato organizzato in Italia. Per la cronaca, Gualazzi è arrivato secondo. Vittoria sfiorata, ottimo risultato!

A questo proposito, ho cominciato a riflettere sulla tv. Certo che la tv di Stato sta scadendo in una maniera vergognosa.

Guardando i collegamenti dagli altri paesi, si sono visti tantissimi conduttori giovani… ma se un evento simile fosse avvenuto in Italia, chi avrebbero messo a condurre? Esistono in Rai dei conduttori che non siano degli idioti? Indubbiamente, ma non vengono mai utilizzati a dovere. Raffaella Carrà, che ribadisco, appena è apparsa in video ha scatenato il boato del pubblico in Germania, è amata e stimata ovunque. Eppure qui in Italia la mollano tranquillamente in panchina. E chi ci mettono a condurre tutto il possibile? Pupo e Emanuele Filiberto, Belen Rodriguez trattata come se fosse una professionista di chissà quale livello e Carlo Conti. Che è pure troppo professionale. Tra lui e un robot a stento si trovano delle differenze.

I giovani conduttori in Rai non esistono. E per giovani, non intendo di giovane età, perché quelli ci sono. E’ che vengono invecchiati in una maniera devastante. Entrano trentenni e dopo due giorni sono già pensionabili. Qualche settimana fa ho visto addirittura Miriam Leone, ex Miss Italia che presenta con Tiberio Timperi “Mattinata in famiglia” (o qualcosa del genere), annunciare “A Mattina in Famiglia, canta Nicola di Bari uuuuh!!!”… ma ora… c’è una persona al mondo che possa credere al fatto che una ragazza di neanche 25 anni possa gioire alla presenza di Nicola di Bari??? Eddai!!!

Ma la Rai poi, è capace di realizzare un varietà degno di questo nome? Gli ultimi varietà che io ricordi sono quelli totalmente affidati ai comici (gli one man show di Fiorello e il Torno Sabato di Panariello) o ai cantanti (Gianni Morandi e Celentano)… e tra l’altro, sempre accompagnati da mille polemiche. Come grandi successi della Rai, adesso, cosa vantano? Ballando con le stelle e forse, posso anche tollerare. Poi? I bambini vecchi di Ti lascio una canzone, i Migliori Anni che va avanti da un lustro e i migliori anni sono sempre quelli, vorrei ricordare. Sfida tra anni 60, 70, 80, 90 e va bene, ma dopo 5 anni di repliche forse bisognerebbe cambiare!! Il tutto ormai ritenuto come prodotto sicuro e pieno di successo.

E non soffermiamoci sul fatto che Sky ha appena scippato X Factor, che nel periodo di mondiali e europei viene trasmessa una sola partita al giorno con dei commentatori che in novanta minuti spazzano via mezzo secolo di alfabetizzazione italiana, che presenta i programmi di Massimo Giletti come tv di qualità (ma chi gliel’ha messo in testa poi?), che fa sparire Morgan dalla tv perché forse si droga ma spalanca le porte alla Gregoraci, che mette in panchina Raffaella Carrà ma mette titolare Belen e pure sua sorella, che spende dei soldi per far parlare Giuliano Ferrara (ommatuguarda!), che chiude le porte a gente come Corrado Guzzanti ma che telefona ad Annozero perché non rispetta le regole e poi telefona all’Isola dei Famosi perché quello sì che è un programma degno.

Congratulazioni Rai, congratulazioni.
 


Che fate voi questo week end?

Io ho un impegno, perché domenica non è una domenica come le altre. Innanzitutto è l’anniversario (ma non chiedetemi l’anno che ho perso il conto) della mia prima comunione!! Oh, quanti ricordi!! Ma non soffermiamoci su questo, che è un fatto solo mio.

Ho un impegno che coinvolge molte più persone. Io, anche se mi trovo in Sardegna, non a Milano-Bologna-Torino-Napoli, domenica vado a votare.

Eh si, perché anche noi votiamo. E su un argomento su cui sono chiamata a votare anche a giugno.

Intanto domenica mi dirigo alla scuola che ospita i seggi elettorali che tra l’altro, è pure dietro casa mia, e alla domanda : “Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?” ci metto un SI grande quanto una casa!!

Eh già, carissimi. Io il nucleare non lo voglio da nessuna parte del mondo e d’Italia, figuriamoci se lo voglio a casa mia!! Ovviamente i nomi degli ipotetici siti sono segreti, ci sono state delle “soffiate” mai confermate e mai smentite. Ma già anni addietro, per ciò che riguarda lo stoccaggio, tra i siti migliori, la Sardegna era risultata ai primi posti.

La domanda mi sorge spontanea: ma perché la mia regione non viene mai considerata per niente eppure è conosciutissima e sempre in prima linea nella mente di tutti quando si tratta di vere e proprie porcherie?

Nel 1982 i miei genitori sono andati a votare contro il nucleare perché pensavano a me (che ero nei progetti ma non ancora nata) e a mio fratello, perché “i nostri figli meritano di vivere in un posto migliore”. Adesso, nel 2011, anche io e lui siamo chiamati ad andare a votare quello che i miei genitori avevano già deciso tempo fa. E con loro, tanti altri genitori.

Io non mi intendo di energia, ma ho quel briciolo di materia grigia che mi serve per capire che bisogna investire nelle energie alternative e naturali. E che nessuno mi venga a dire “Eh ma tanto non bastano, non sono sufficienti” perché non oso neanche pensare a tutte le cose che non ci dicono pur di continuare ad avere un mondo sporco coi loro sporchissimi interessi che rende i soliti miseri d’animo dei pidocchi arricchiti.

E guai se sento dire la fatidica frase “eh ma proprio tu parli? Lo sai che potrebbe portare lavoro?”… guai a chi osa solo pensarlo!! Se faccio la fame, non ingoio un piatto di escrementi perché è meglio di niente!! Come se poi non sapessi… in caso di centrale nucleare, i tecnici specializzati arriverebbero da fuori. E però porta lavoro… che lavoro fai?? “Faccio le pulizie alla centrale!”. Copione già visto e rivisto.

Inoltre… visto che in Italia siamo abituati a vedere qualunque cosa fatta coi piedi, figuriamoci se mi posso fidare ad avere una centrale nucleare! Non sono capaci manco a finire una strada! Vi dicono niente i nomi Salerno e Reggio Calabria?

Quindi domenica, molti andranno a votare per le amministrative. Qui, tutti andiamo a votare e diciamo SI perché siamo contrari e il nucleare non lo vogliamo!
 



No, toglietemi un dubbio. C’è veramente qualcuno che ha gioito nel sapere che Bin Laden è stato ucciso? No perché se così fosse, la cosa mi desta un po’ di preoccupazione.

Ho sempre detestato le persone che in generale augurano il male alle altre. Il male serio intendo. Se una persone che mi sta sulle balle compra un gratta e vinci, spero proprio che non vinca niente. Da questo ad auguragli la morte, ce ne passa però.

Ed ecco perché non mi spiego tutto ‘sto gioire per la scomparsa di Bin Laden. Innanzitutto ne hai ucciso uno, ma avrà migliaia di seguaci sparsi in tutto il Medioriente e avendo degli amici soldati partiti in missione di pace (o di guerra, come preferite), la cosa non mi tranquillizza neanche per un secondo.

Poi perché il gioire alla morte di un uomo è fortunatamente un sentimento che mi manca e sperò continuerà a mancarmi.

Un uomo, può anche essere appartenente alla peggiore specie di questo mondo, ma la sua uccisione è sempre un fatto tragico. Non dico di sbraitare a mo’ di sceneggiata napoletana, di non dormire la notte a roderci di dispiacere per lui ma potremmo ad esempio limitarci a un decoroso silenzio e rifletterci un po’ su.

Inoltre ci sono delle cose che non mi tornano proprio. La prima domanda che mi viene in mente: perché Saddam Hussein è stato catturato e dopo un processo giustiziato e lui invece è stato ucciso immediatamente? Le notizie che arrivano sono molto frammentarie e alle volte dicono tutto e il contrario di tutto. L’ultima, pare che sia proprio catturato vivo e poi ucciso. Mah.

Mi ha lasciato perplessa persino Obama, che ho sempre apprezzato, quando gli è sfuggito quel “Giustizia è fatta”. Non mi risulta che le vittime dell’attentato alle torri siano tornate in vita, quindi non vedo dove sia la giustizia, a meno che le intenzioni di tutti non siano quelle di tornare al Far West.

Ho anche sentito dire che “anche i mediorientali hanno esultato quando sono state abbattute le torri gemelle”. Certo. E infatti ho trovato infame anche quel comportamento, anche se in effetti, mi viene più semplice comprendere quella reazione, dato che queste persone da anni si svegliano e trovano davanti casa loro un carro armato americano.

Ho sempre avuto la sensazione che un uomo solo non può decidere di terrorizzare il mondo senza il benestare di qualcun altro e quando sono saltati fuori gli affari economici tra le famiglie Bush e Bin Laden, la cosa mi ha stupito molto poco. Non ci diranno mai la verità. La verità vera intendo, non quella televisiva.

Hanno ucciso un uomo. Un criminale principalmente, ma comunque un uomo. Ci sono dei figli che soffrono, c’è una bambina nata senza colpa che probabilmente ha assistito all’uccisione di suo padre.

Sarà stata anche la cosa giusta da fare, da oggi alla mia lista delle cose giuste per me incomprensibili, se ne aggiunge un’altra.
Alla morte di un uomo non si esulta mai. In questo caso, persino l’indifferenza è un sentimento più nobile.


 


Un posto tranquillo.

Cosa caratterizza un posto tranquillo? Pochi abitanti, persone sempre calme… che sia tutto sempre tranquillo, appunto. Che si fanno sempre i fatti propri e mai quelli degli altri. E ditemi, esiste un posto del genere?

 Esiste un posto dove non ci sia neanche una persona pettegola, che per sua indole si fa i fatti degli altri? No, non credo. Per posto tranquillo di solito si intendono i paesini di provincia.

Secondo questa spiegazione, anche il mio è un posto tranquillo. E da cosa può essere minata una tranquillità tanto ambita? O beh, da tante cose. A volte da una minima cosa.

Negli anni addietro lo era una gravidanza fuori dal matrimonio, oggi è quasi la norma, ma questo non impedisce quel solito chiacchiericcio generale. Che se non rasenta lo sturm und drang, si può anche tollerare. Tanto per farsi due chiacchiere. Oppure?

Per quel che riguarda il mio posto tranquillo, in questi ultimi tempi tutti i meriti della minata tranquillità se li becca la base Nato che sorge a pochi chilometri da qui, situata, neanche a farlo apposta, in una delle spiagge più belle di quest’isola e d’Italia.


Non tanto per la base Nato in sé, quanto per dei dubbi terribili che riguardano quel luogo segreto. Ed è un dubbio che ha un nome ben preciso: uranio impoverito.

Il sospetto che vengano utilizzate o siano state utilizzate delle armi all’uranio impoverito. Quell’uranio impoverito utilizzato nella guerra del golfo e nella guerra dell’ex Jugoslavia. Quell’uranio impoverito che poi ha dato vita a quella malattia che viene chiamata “Sindrome dei Balcani” e sempre più frequentemente “Sindrome di Quirra”, dal nome del luogo in cui sorge la base.

Non mi sembra una cosa sana, voi non credete? E infatti ci sono tanti decessi molto sospetti delle persone che vivono in quella zona e che respirano le nano particelle che vengono scaturite quando si colpisce con un arma da fuoco un bersaglio con dell’uranio impoverito. Il governo italiano tende a smentire.

Sta di fatto che questa storia più va avanti e meno rimane solo un sospetto. Si è deciso ora di riesumare venti cadaveri di persone decedute negli ultimi anni. Spero che venga fuori la verità una volta per tutte. E io lo spero vivamente che tutto questo sia una bufala, che tutto questo non sia vero. Adesso. Ci sono in corso degli accertamenti ed è sempre bene essere prudenti.

E io tenterò di esserlo. Essere prudenti è ciò che in questo paese tutti chiedono a tutti. Ma essere prudenti a volte, sembra che solleciti l’invito a non parlare e a non trattare assolutamente l’argomento. Quello che più mi fa soffrire è proprio questo: davanti al sospetto dell’uranio, il popolo è diviso. In molteplici fazioni. Ci sono quelli più convinti che ci sia l’uranio e che chiuderebbero la base Nato adesso stesso. Ci sono quelli che a una minima domanda ti liquidano con un “Non è vero niente, qui non c’è niente” e altri che vanno su quella linea ma aggiungono delle spiegazioni pseudoscientifiche che non stanno né in cielo né in terra perché fatte da persone che non ne hanno assolutamente le conoscenze adatte.

Poi ci sono quelli come me. Nemmeno io ho le conoscenze adatte, ma ho il diritto ad avere un’idea. Di solito una voce non salta fuori dal nulla. Poi può anche risolversi in una bolla di sapone ed è quello che spero. Ma ci sono troppe versioni contrastanti. Un missile all’uranio finito in mare e lanciato dalla Repubblica Federale Tedesca alla fine degli anni ’80. Forse due missili. Uno finito in mare e uno poi trasportato a Cagliari. Questo è ciò che dicono gli inquirenti.

Io penso che la verità sia nel mezzo. Non credo nella negazione assoluta. Non credo a chi vuole chiudere la base adesso stesso, non credo agli allarmismi in generale. Credo che sia il caso di aspettare ma sono più che favorevole a ogni tipo di ricerca, a ogni tipo di indagine e a ogni stop a tutte le esercitazioni. Il governo dice che non c’è niente.

E magari è vero che gli italiani non abbiano fatto uso di armi e bersagli all’uranio. Ma qui ci passano tutti. Appunto i tedeschi della repubblica federale. Testano qui le armi e poi, se il risultato è soddisfacente, partono le guerre. Che ne sappiamo che succede là dentro? Quelle basi sono delle vere e proprie roccaforti, se ci passi in inverno solo per farti un giro in macchina, trovi il posto di blocco, ti chiedono i documenti.

Come dicevo, il popolo è diviso. Ed è ciò che mi lascia più perplessa. Si scatenano le voci non appena l’argomento si accenna. Vietato parlare. Perché? Perché qui c’è il turismo. Perché se la gente sa, poi non viene. Perché la base porta i posti di lavoro nelle aziende che collaborano con la base e se quella viene chiusa, l’economia crolla. Tutto è basato sul lavoro.

Certo. A chi li devo fare i complimenti? Forse questa è la diretta conseguenza di quella stupidissima mentalità che vuole i sardi sottomessi a qualunque fattore esterno. La Sardegna lavora perché c’è il turismo. La Sardegna lavora perché ci sono le basi americane Nato. La Sardegna lavora perché arrivano i ricchi imprenditori da fuori che portano l’occupazione… ma certo, che poi i posti occupati dai sardi in questi casi siano all’80% i soliti lavori di merda come i commessi ultra sottopagati per dieci ore di lavoro, le donne delle pulizie negli alberghi o quelle che rifanno i letti ai militari non conta.

C’è tanta disoccupazione, tu hai un lavoro di merda? Taci. Sei fortunato rispetto a chi non ce l’ha. Io sono arcistufa di questa mentalità, della scelta del meno peggio e del dover persino tacere per questo.

Io non sopporto che non si possa neppure avere un pensiero che possa andare contro quella base militare in nome dell’economia e dell’importanza del lavoro, specialmente adesso, ci sono delle persone che probabilmente sono morte a causa dell’uranio!! Come minimo esigo la verità! E la voglio anche per le persone che lì ci lavorano perché prima ancora di lavorare, hanno il bisogno della certezza di lavorare in un posto sano!

Ma perché tutta la veemenza spesa per il diritto al lavoro, poi non viene mai utilizzata per difendere il sacrosanto diritto alla salute?
 


Festival di Sanremo 2011.

Bene bene bene!! Vi siete disintossicati dal festival? E allora ci penso io a farvi ripiombare nel tunnel!! A voi è piaciuto? A me sì, molto. Gianni Morandi mi sta simpatico perché ha la faccia di una persona incapace di fare del male persino a una mosca! Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez sono state comunque brave, magari l’emozione le ha un po’ bloccate, magari in certi momenti non c’erano i tempi giusti ma niente da dire.

Ah, una cosa. Da giorni si discute sull’inglese della Canalis, su quanto fosse inappropriata, su quanto non sappia stare su un palco e per assurdo, sentito con le mie orecchie, si parla di quanto la Canalis sia bruttina. A chi si interroga su tutto ciò avrei una cosa da dire: è brutta l’invidia vero? Ma lasciatela in pace ‘sta Canalis!! Che poi, posso accettare le critiche televisive, ma definirla cessa è la cosa più assurda di questo mondo!!! E mentre noi siamo qui a disquisire, lei la mattina si sveglia con George Clooney accanto, alla faccia nostra!!!

Belen Rodriguez non mi è mai stata simpatica, ma è indubbiamente bellissima e in tv ci sa stare. Non stesse con quel truzzo di Corona magari sarebbe meglio. E dire che prima di diventare famosa, stava insieme a Boriello.

Tra i gossip che giravano sul festival c’era il confronto tra i fidanzati delle due. Ah beh. Quale impietoso confronto? Corona non vale un’unghia di Clooney!! Cosa c’entra un tamarro viscido e unto contro un attore regista professionista e con un uomo colto e intelligente? Corona al massimo può fare lo zerbino di casa Clooney.

E che dire di Luca e Paolo? Loro mi piacciono da sempre!! Da quando facevano il verso ai veejay di Mtv, Nek&Nek! Fantastici!! Mi piacciono alle iene, ricordo ancora una loro canzone intitolata “Ma dov’è andato Bin Laden”, dopo gli attentati e dopo che già cominciavano a saltare fuori i vari rapporti tra le famiglie Bush-Bin Laden!! Mi piacciono a Camera Cafè, mi piacciono anche nei film… e m sono piaciuti tantissimo anche al festival!! Li ho trovati molto professionali e molto attenti a portare il ricordo di grandi personaggi sul palco, come Giorgio Gaber. Mi è piaciuto il loro augurio di compleanno per Fabrizio de Andrè, genovese come loro, mi è piaciuta la lettura del pezzo di Gramsci. Fantastici!

Delle canzoni che dire? Ha finalmente vinto una bellissima canzone. Non carina, non bellina, ma proprio bellissima! Scritta da un cantautore autorevole e da un uomo che ha fatto dell’umiltà la sua arma vincente. Era ora!!

I miei preferiti erano i La Crus, gruppo storico, riformatosi appositamente per il festival per poi separarsi di nuovo. Vent’anni di carriera alle spalle, la voce meravigliosa e il fascino di Mauro Ermanno Giovanardi a scandire una carriera passata mediaticamente sotto tono… avrebbero meritato molto più successo e invece tante persone li hanno visti per la prima volta adesso. Recuperate, non sapete quello che avete perso.

Ho apprezzato molto anche Nathalie, la vincitrice di X factor che è riuscita a imporre il suo stile alla casa discografica… a X Factor aveva confessato di aver dovuto lottare molto per imporre il suo pezzo, mentre erano già pronti dei pezzi pre-costruiti per lei… a proposito. La scelta di Nathalie dovrebbe essere un obbligo. Non si crea un cantante in due secondi e il volere di un cantante dovrebbe sempre andare oltre alle scelte pecuniarie delle case discografiche!

E veniamo alle fesserie: Anna Tatangelo porta una canzone dal titolo “Bastardo”… sarà dedicata a Gigi d’Alessio? E la porta presentandosi al pubblico come Anna Oxa trent’anni fa. Anna Oxa per tutta risposta, si presenta come Anna Tatangelo non riesce a essere: giovane.

Giusy Ferreri si presenta vestita da dark lady, ma con uno stile e una camminata da far invidia a uno scaricatore di porto. Albano porta una canzone impegnata e decide di assordarci al grido di “Amaaaaanda è liberaaaa!”… abbiamo capito Albano, non c’è bisogno di distruggerci i timpani!! Luca Barbarossa si presenta dopo anni di assenza dal festival per dirci assieme alla moglie di Alonso un concetto che non si schioda dal “su su su e giù giù giù”. Non sprecarti troppo. Patty Pravo, bellissima e incomprensibile, mi fa pensare sempre di più all’imitazione che ne fa Emanuela Aureli su Radio due, nel programma di Lillo e Greg. Non male la canzone, se solo l’avessimo capita! Max Pezzali, con la sua nuova canzone, ci fa sapere che in fondo per lui non è cambiato niente: solita canzoncina per under 18. Ma gli under 18 del 1990. Fortunatamente rimediava tutto nella scelta di un abbigliamento elegante e ineccepibile. Ma qualcuno l’ha avvisato che non si trovava al chiosco principale della sagra della porchetta?

E poi una critica a regia, media e giornali. La canzone “L’alieno” è di Luca Madonia, vede la piccola partecipazione di Franco Battiato. Ecco, regia del piffero, perché diamine nei filmati riassuntivi, ogni sera si vedeva solo Franco Battiato e poi, per due secondi, Luca Madonia?? Come se fosse l’ultimo degli arrivati?? Saranno 30 anni che è un musicista!!! Esigo le scuse pubbliche per Luca Madonia!!

L’ospite che più ho preferito, neanche a dirlo, è stato Roberto Benigni. E non sopporto quando i soliti scettici, si riferiscono immediatamente ai soldi che ha percepito, tirando fuori il solito esempio dell’operaio che guadagna a stento 800 euro. Innanzitutto vorrei sapere perché l’operaio viene tirato fuori sempre e solo quando bisogna parlare di Benigni. Poi vorrei dire un’altra cosa: la televisione è un mondo a parte e non è paragonabile alla vita quotidiana. La tv e come la banca: non fa niente per niente. Se ha speso 100 per pagare Benigni, significa che in tasca ne sono rientrati 1000 o 10000!! Chiaro? E poi finalmente, nel 150° anniversario dell’unità d’Italia, si trova ancora qualcuno in grado di farci sentire fieri di essere italiani!!

Da segnalare assolutamente lo sfogo di Luca Bizzarri l’ultima sera, in prima fila, davanti a dirigenti e assessori: “Ma è possibile che in questo paese uno non possa dire quello che pensa? Che deve dire o di qua o di là? Io penso i cazzi miei!” Luca Bizzarri ti amo!!!

Concludo con una frase della canzone vincitrice, una frase che mi ha colpito dal primo istante che l’ho letta.

“E per tutti i ragazzi e le ragazze
Che difendono un libro, un libro vero
Così belli a gridare nelle piazze
Perché stanno uccidendoci il pensiero.”



Ecco. Sempre a lamentarvi! Vi lamentate della disoccupazione e delle istituzioni che se ne fregano quando a Milano Due pullula di posti di lavoro come assistente per gli anziani. E voi, laureate precarie, sempre lì a lamentarvi… bastava così poco.

Il requisito principale è essere gnocche, ma scommetto che senza l’intervento di quei magistrati brutti e cattivi, il requisito si sarebbe limitato al “Basta che respiri!”

Eh già… che bel momento per l’Italia, voi non credete? Finalmente il talento, l’intelligenza e la cultura vengono premiate.

Assieme alla dignità della donna, ovvio.

Che penso di tutta questa situazione? Penso ovviamente il peggio possibile per tutti i protagonisti, uno per uno. Penso che le ragazze rappresentino il peggio della società, possono avere tutte le lauree e i 110 e lode che vogliono, ma sono disposte a vendersi la madre pur di una sgambettata televisiva.

Penso che comunque la colpa non sia la loro al 100%, se poi esistono i loro padri a esclamare un “Magari!” alla domanda “Sua figlia è la fidanzata del premier?”. Penso che la cosa che mi stupisce di più sia la generale assenza di stupore del popolo che anzi, guarda a quello squallido harem quasi con una punta di invidia.

Nell’aria c’è un’ignoranza dilagante che porta tanti uomini a pensare “E chi non lo farebbe?”… e chi non lo farebbe? Ma non lo faresti tu, voglio sperare!! E che razza di uomo saresti? Tu andresti con una minorenne? Risposta: “Eh ma lei ha detto che aveva 24 anni”.

Certo, lei ha detto che aveva 24 anni, però se uno qualunque fosse finito con una finta minorenne, l’avrebbero sbattuto comunque in una vera prigione! Nessuno ricorda Alessio Saro, in arte Billy Ballo, arrestato per abusi su una minorenne, pur consenziente ma comunque minorenne? Ah certo, fessa io, per un attimo ho creduto che la legge fosse realmente uguale per tutti.

Ma io vorrei fare una domanda a tutti gli uomini che non si stupiscono, che difendono questa squallida situazione e che la invidiano: ma voi avete delle figlie femmine? Voi sareste felici se da un giorno all’altro, in mezzo a quei verbali, saltasse fuori il nome di vostra figlia?

“Eh ma ancora non si sa niente, è tutto da provare, tutti se ne approfittano perché lui è troppo generoso”. Ma poverino!! Lui è tanto buono e fa del bene, io quasi quasi gli mando un videomessaggio col numero della mia Postepay che ormai piange, non sia mai che tutta questa generosità porti anche a me qualcosa di concreto.

Ma va bene, accetto il fatto che ancora non si sappia niente di ufficiale e che queste ragazze andavano lì solo a cena. Bene. Lui è libero di fare quello che vuole giusto? Quella è la sua vita privata, giusto? No, perché poi quelle lì invadono anche la tv di Stato che paghiamo noi cittadini e soprattutto vanno alla carica del Parlamento e dei Consigli regionali. A prendere decisioni su quello che noi dobbiamo fare o non dobbiamo fare coi nostri 800 euro al mese, perché loro hanno deciso così.

Se queste ragazze restassero lì in casa sua o al massimo a Mediaset, sarei più comprensiva, anche se allora saremmo nella villa di Hugh Hefner. Non voglio neanche le dimissioni per questo scandalo. Le voglio perché lo reputo incapace di governare, questo sì.

Io so bene che gli uomini possono sbagliare. Quello che mi aspetto però è uno straccio di scusa, al posto di questa gara alla negazione dell’evidenza. Piero Marrazzo ha fatto le scuse pubbliche. Bill Clinton fece le scuse pubbliche all’epoca dello scandalo Lewinski.

Io non scaglio la prima pietra. Però non accetto neanche la merda in faccia di una perenne presa per il culo.
 

 


Ed eccomi dunque. Faccia a faccia con questo maialino.

A fare una specie di analisi, su cosa non mi convinca della nuova veste del maialino.

In realtà ci ho pensato tanto, ma non devo fare una grande lista di difetti. Il maialino mi ha aperto le porte e mi ha sempre lasciato dire tutto quello che volevo, proprio perché è bello ospitare tante idee tutte diverse.

 Mi piaceva entrare nel sito tutti i giorni, leggere tutti i blog, vedere se ciò che avevo scritto era stato pubblicato (oh, tiro l’acqua al mio mulino) e poi tornavo in home page e guardavo il video del giorno.

Mi ricordo che una volta c’era un video di Jim Carrey che avevo guardato tre volte di seguito per quanto mi faceva ridere! E una volta c’era la canzone che ritengo il mio scheletro nell’armadio, che era Luna di Gianni Togni!

E sotto sotto, ogni giorno speravo di trovare un video dei Placebo, che però non è stato mai messo.
E vabbè. I video sono rimasti. E qualche cosa dei blog.

Anche colpa mia eh, che ultimamente sono stata un po’ assente. Però non mi piace che gli aggiornamenti dei blog, spariscano quasi subito dalla home page. E non mi piace soprattutto che per cercarli, sia necessario fare lo slalom tra immagini di culi appartenenti a donne famose o presunte tali.

Sempre donne tra l’altro. Non che voglia immagini di culi maschili, non è questa la parità dei sessi che intendo. Però è frustrante. E’ come dover cercare le più belle frasi di Gandhi tra le pagine di Playboy. I testi delle canzoni di Fabrizio de Andrè in mezzo a Novella 2000.

Questo è l’unico difetto che trovo, ma secondo me ha un effetto devastante. Certo, ci vuole anche il gossip e la leggerezza, però forse è troppo, soprattutto quando ripenso a qualche anno fa, quando ancora non scrivevo qui e trovavo sempre delle storie bellissime e commuoventi, come La bruttina del liceo, o divertentissime, come La nonna velina.

Quel maialino mi manca. A me piacerebbe ritrovarlo come allora, nel mio piccolo spero anche io di poter fare qualcosa… lo scorso anno mi sono proposta come trash speaker delle trash trasmissioni di spicco, come il festival di Sanremo e come Miss Italia. E’ stato divertente, non mi pesava affatto stare in casa a guardare la tv e stare davanti al pc fino a notte fonda.

E’ stata un’esperienza bellissima, io la rifarei persino da inviata sul posto!! Eheheheh, qui esagero, ma io la butto lì!
Detto ciò… forse sono io troppo esagerata o troppo nostalgica… però ribadisco, quel maialino mi manca, anche se devo ammettere che passare di qui e stare qui in mezzo, mi fa sempre davvero piacere!

... e allora visto che ti ha fatto tanto ridere, questo video è per te.
Ciao ciao e un bacione Sara ... dal tuo maialino preferito
 



 


Il primo post del 2011.
E il primo dopo tanto tempo. Non che non avessi la voglia di scrivere, anzi, avevo anche molte ispirazioni che però non riuscivo a concretizzare qui. Allora. Cominciamo. A chi faccio i miei auguri?

Auguro buon anno innanzitutto a chi legge queste righe. Lo auguro a chi il 31 sera non ha fatto bilanci e a chi l’ 1 mattina non ha stilato la lista dei buoni propositi.

Buon anno a tutti quelli che hanno passato un 2010 difficile, sperando che il neonato possa portare il riscatto meritato.

Auguro buon anno a chi invece ha passato un 2010 fantastico, sperando che il 2011 sia ancora meglio. Buon anno a chi si accontenta del suo piccolo, perché in fondo è questo che conta.

Buon anno alle famiglie di tutti i caduti in guerra. I nostri soldati, che io onestamente non ho ancora capito cosa ci facciano lì.  Buon anno a chi ha assistito ai funerali di Stato del proprio figlio, fratello, amico, compagno, perché per loro sarà durissima e questo 2011 appena cominciato segna già l’anno più brutto della loro vita.

Un buon anno che sembra stonare con il contesto, sperando che possa piano piano portare almeno un po’ di conforto.

Non auguro un buon anno a chi le guerre le crea, a chi sposa la teoria dell’armiamoci e partite, non lo auguro a chi pensa ancora che una missione di pace equivalga a presentarsi armati fino ai denti davanti a delle popolazioni che non hanno più niente.

Non lo auguro a chi vanta le nostre forze dell’ordine e poi gli taglia persino i fondi della benzina. Anche se spero che il 2011 vi riaccenda il lume della ragione. Faccio i miei auguri invece alle forze dell’ordine.

Buon anno ai miei colleghi universitari che occupano torre di Pisa, Colosseo, Mole Antonelliana, davanti a una sforbiciata chiamata riforma Gelmini.

Buon anno agli immigrati che fanno in modo che l’Italia non sia solo un paese per vecchi, che lavorano, che sono umili e gentili, che accendono la tv e non passa giorno in cui per colpa di un delinquente, non sentano le solite parole “Fuori dall’Italia” e nonostante questo, sanno che per fortuna non tutti la pensano così e lasciano intatta la loro gentilezza.

Buon anno a chi ha iniziato il 2010 in cassa integrazione e l’ha terminato allo stesso modo. Buon anno all’Isola dei Cassintegrati.

Buon anno alla mia regione, la Sardegna, che possa spalancare le porte per gli emigrati che rientrano. La vedo dura ma è un sogno, non lo lascio stare.

Buon anno alla mia nazione e soprattutto buon compleanno all’Italia!!! 150 anni per resistere, non farti intimorire da 4 esaltati che gridano alla secessione senza neanche mai aver sfogliato un libro di storia, né senza aver mai posseduto un dizionario d’italiano!

Buon anno a chi mi vuole bene e a chi non me ne vuole. A chi mi conosce bene, a chi poco, a chi non mi conosce affatto.

Buon anno al maialino.it. Che nonostante le mie prolungate assenze, mi accoglie sempre con gentilezza.

Buon anno gente. Tanta salute e tanta serenità per tutti.
Auguri.



Ritorna       -       Continua Pagina 2

 

Gossip Animali Cartoni Musica Gallery HOME