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Posta per Sara


Facebook.

E adesso fatemi dire la mia su quel dannatissimo social network che è facebook. Anzi, mi correggo. Facebook non è un social network, facebook è il demonio!

Conosco persone rovinate, che senza facebook non sanno cosa fare. Quel tempo che prima impiegavano per leggere un libro, adesso lo usano per scrivere nel loro profilo che vorrebbero leggerlo, senza mai trovarne il tempo, maledetta chat. Eh già, perché così va a finire.

Tu esci e non trovi nessuno in giro. E certo, sono tutti collegati a internet! E se incontri qualcuno? La domanda scatta immediata. “ci sei su facebook?”.

Io non penso che i social network diano dipendenza, io stessa sono iscritta sia a twitter che a myspace. E non mi danno dipendenza, assolutamente. Sono una enorme cavolata, diciamolo, ma niente di che. Li uso quando sono fuori Sardegna, così riesco a chiacchierare con le amiche che ho in paese, che durante il giorno lavorano.

Al posto del cellulare a volte. Oppure, soprattutto myspace, per conoscere nuovi gruppi musicali, per sapere dove suonano. Penso che per i musicisti sia un buon mezzo. Per chi come me ci cazzeggia, piuttosto inutile.

Che poi, contro facebook, non avrei neanche niente, se non fosse diventata la moda del momento. E a me le mode del momento hanno sempre turbato. La moda del momento è quella che diventa un must solo ed esclusivamente perché ce l’hanno tutti. Perché il chiacchiericcio generale ha stabilito così. Perché se non ce l’hai, sei fuori.

E se esci con persone rovinate da facebook, stai pure certo che non capirai una mazza di quello che diranno.

“Hai visto che è il più lovely di questa settimana?”
“No ma il nuovo link che c’è in giro??”
“Oh, non taggarmi nella foto”

Mah. Tra l’altro, se posso fare una riflessione velenosa, molti ragazzi e ragazze trovano in facebook una barriera per le loro azioni. Quello che succede su facebook in fondo non è mai successo e forse questo dà conforto. Così, se le ragazzine quindicenni in piena tempesta ormonale non hanno il coraggio di salutare di persona il ragazzo per cui hanno perso la testa, trovano in men che non si dica il non-coraggio di mandargli una bella richiesta di amicizia.

O i ragazzi pieni di sé, che vogliono tentare di uscire con una ragazza che magari conoscono a malapena, onde evitare il due di picche pubblico, optano per quello virtuale. Come se non fosse mai successo.

Persino a me è capitato di sentirmi dire “Ci sei su facebook?”.
Risposta: “No.”
E quindi: “Allora iscriviti, così ci sentiamo!”

Ora. A parte il fatto che vorrei sapere chi ti autorizza a pensare che io abbia voglia di risentirti, che domanda del cavolo mi fai?? Abitiamo a due isolati, in un paese di cinquemila anime, mi vedi ogni santo giorno e per sentirmi vuoi che io mi iscriva a facebook? Sei sicuro che non ci sia altra soluzione? Manco il coraggio di chiedermi uno straccio di numero di telefono. Manco il coraggio di invitarmi a prendere un gelato. E che miseria!

Ma per quello che ho potuto vedere, una cosa mi stupisce particolarmente. E cioè le persone che pubblicano i così detti link, che altro non sono che frasi fatte, scritte da qualcuno che ha nominato la lingua italiana come sua acerrima nemica. Ma al di là delle parole sgrammaticate, quello che più mi diverte è il contenuto. Persone che non riescono a mettere due frasi messe in croce che si atteggiano a duri e puri. Spuntano come funghi le frasi “sono caduto. Mi sono rialzato. Ero solo e cammino a testa alta”. O qualcosa del genere. Insomma, una banalità infinita. Ma quelli che prendono queste frasi come fosse il proprio pane quotidiano, in realtà non sono mai cadute, né mai rialzate. Insomma, non hanno mai fatto un piffero se non cazzeggiare e decidere di non interessarsi a niente di niente. Un’altra che mi aveva colpito moltissimo recitava così:

“E preferisco starvi sul ca**o, piuttosto che baciarci il cu*o”.

Che finezza. Ma a chi devi stare in quel posto, se conoscerai 7 persone in tutto?? Ma chi sei, ma chi ti conosce?? Non fare la parte del duro quando non lo sei! Rilassati e stai sereno.

Se volessi essere poetica prenderei in prestito le parole di Luciano Ligabue. Non è obbligatorio essere eroi.

Ma siccome scomodare Ligabue per parlare di Facebook mi sembra un po’ eccessivo, mi limito a dire di piantarla con le cazzate, che magari è meglio per tutti.

E avete poco da vantarvi dei vostri 387 amici, se poi quando avete bisogno sono sempre i soliti due disgraziati a farsi avanti.

Ah, quasi dimenticavo! Le foto. Le foto che vengono scelte per essere pubblicate nel profilo. Tutti diventano bellissimi. Le ragazzine si autoscattano le foto in bagno, col cellulare. Loro in posa ammiccante e alle loro spalle bidet e w.c.

I ragazzi cultori del fisico mettono ovviamente le loro foto in costume da bagno. Le ragazze non possono resistere a una richiesta di amicizia di questo tipo. Che amarezza.

Comunque le foto sono uno spasso. Le foto che i ragazzi mettono con la fidanzata è di una tristezza infima. Primo perché è chiaro che quella foto, è stata obbligata dalla fidanzata. Secondo perché è chiaro che il giovane in questione, altro non è che un misero zerbino. Per non parlare dei profili in comune. Cioè due persone, una coppia, che si iscrivono con un nome unico. “Giacoma e Porfirio”. “Giunchiglia e Manlio”. “Riccarda e Graziello”. “Gianrebecca e Deboro.”

Partono dal presupposto che ora che sono uniti, la penseranno sempre e comunque allo stesso modo. Con uno che scrive e l’altro che acconsente pur non essendo d’accordo.

Fortunatamente non è sempre così e ci sono delle eccezioni. Che sono cioè quelle persone che usano veramente il social network per l’aspetto sociale, per sentire gli amici veri, quelli che conosco realmente e non accettano amicizie di perfetti sconosciuti e che hanno per obiettivo solo quello di “fare numero”.

Usate Facebook responsabilmente. Chattate con prudenza.


 


Non ho mai avuto tanti amici. Ma per quei pochi che ho, ho la certezza che questa amicizia è quella con la A maiuscola ed è quella che durerà per sempre. Quella che va oltre il “non ti sei fatta più sentire” e il “ma che fine hai fatto”. Sono sempre riuscita ad avere amiche e pochi amici. Un po’ perché da piccola ero timida, impacciata e un po’ goffa. E un po’ perché adesso non lo sono più.

Ai tempi delle scuole superiori però, un amico ce l’avevo. Il mio amico si chiama Alessio e ci facevamo delle risate impressionanti più o meno su tutto quello che ci circondava. In seconda superiore, lui è stato bocciato e ha cambiato istituto. Per forza di cose lo vedevo sempre meno, fino a quando poi siamo giunti al diploma e ognuno ha intrapreso la sua strada.

Qualche mese fa l’ho rivisto. Per caso, in paese. Ed è stato come tutte le volte, un aggiornarsi per pochi minuti su quello che facciamo adesso e ore e ore di ricordi e immancabili risate. Il mio amico Alessio adesso non abita in paese, vive a Roma. Lavora per un’importante azienda telefonica, si diverte un mondo, ed è felice. E’ felice per svariati motivi, il primo è che è fidanzato.

“Sono fidanzato da un anno”, mi ha detto “e sono molto felice, perché lui è veramente un bravo ragazzo.” E io ho risposto semplicemente con un “Sono contenta!”. In realtà la notizia non mi ha stupito per niente ma non perché in passato sospettassi qualcosa. Solo che mi è sembrato così naturale vederlo felice che mi raccontava la sua vita, che il farsi delle domande è del tutto inutile. Sono anche andata a Roma per il concerto del primo maggio e gli ho mandato un sms per avvisarlo e per dirgli che la sera suonava Carmen Consoli. Anche se non l’ho sentito per parecchio, ricordo bene che gli piace. Ma purtroppo non è riuscito a venire, così non sono riuscita a salutarlo di persona, ma continuo a sentirlo via sms.

Per me è cambiata solo una cosa. Sono un po’ più ansiosa. Perché l’ignoranza in giro è sempre troppa. E specialmente nelle ultime settimane, sembra quasi un accanimento. Che io accenda il pc e legga le notizie su internet, che io legga un giornale, che io ascolti un telegiornale, un giorno no e uno sì sento notizie del tipo

“Roma, aggredito giovane perché omosessuale”.

Oh Cristo santo. E allora sto in silenzio a sentirmi tutte le notizie del tg fino a che non arriva quella notizia e rimango immobile senza fare il minimo rumore, fino a che non sento il nome o l’età o qualcosa che non mi faccia ricondurre al mio amico Alessio. Stessa cosa sui giornali e web. Corro alla ricerca di un’identità, di un dato anagrafico che mi accerti che non si tratti di lui.

Lui non è rimasto coinvolto in niente. Ma io non sono contenta. Perché questi ragazzi non possono stare sereni con le loro scelte? Perché non proviamo a capovolgere la situazione? E se la maggior parte delle persone fosse gay? E se gli etero fossero la minoranza non tollerata? Come reagiremmo?

Alla fine si tratta solo di amore. Io, ragazza, posso amare un ragazzo così come il mio amico Alessio può amare un ragazzo.

Mondo ingiusto, perché a volte mi fai così paura?
 



Open your eyes, open your mind.

Beh ma io forse mi sbagliavo, un anno fa. Un anno fa, quando al concerto del primo maggio, mentre i gruppi salivano sul palco, i fan con i paraocchi e cioè i fan di Vasco Rossi, non facevano altro che gridare “Vasco, Vasco” sopra le esibizioni di tutti gli artisti. Artisti che tra l’altro, hanno sempre badato alla qualità e non alla quantità. Artisti che di certo, non devono invidiare Vasco Rossi. Cristiano Godano dei Marlene Kuntz non deve certamente invidiare il modo di scrivere di Vasco. Cristiano Godano conoscerà un miliardo e mezzo di vocaboli e Vasco, tolti i vari “te, me tu, io, e” ne conoscerà 27.

Ma il punto non è questo. E infatti io stessa adoro tantissime canzoni di Vasco (no sapete com’è, al mondo c’è troppa gente che ha un senso dell’umorismo sotto i piedi, meglio specificare). Quello che non sopporto è appunto l’atteggiamento di quei fan.

Qualche giorno dopo il concerto, sul Daveblog è apparso un commento bellissimo, purtroppo non ne ricordo l’autore, che recitava. “I fan di Vasco Rossi hanno una mentalità più chiusa delle cosce della Binetti”. Insomma, rendeva bene l’idea. E non pensavo certo che altri fan di altri gruppi, che condannano vivamente questo atteggiamento, potessero in verità fare la stessa cosa, se non peggio.

Ieri a Udine c’è stato il concerto degli ACDC. Quello che a me ha incuriosito e un po’ turbato di questo concerto, è stato l’atteggiamento iniziale di tanti seguaci del gruppo, che anziché entusiasmarsi al pensiero dello spettacolo meraviglioso, hanno ben pensato di sprecare tempo e fiato lanciandosi in una protesta piuttosto discutibile. La goccia che ha fatto traboccare il vaso della loro tanto (auto)proclamata apertura mentale, è stata la scelta della band milanese Le Vibrazioni come supporter per aprire il concerto. Scelta che ovviamente non è piaciuta ai più puri amanti del rock, così si definiscono loro. Le proteste sono nate su facebook con la creazione di uno squinternato gruppo intitolato “Non vogliamo Le Vibrazioni all’apertura degli ACDC” con tanto di sottotitolo “E’ impossibile, è come se prima dei Iron Maiden aprisse Gigi d’Alessio con la Tatangelo”.

No guardate, è appena appena diverso. Non voglio andare a elencare pregi o difetti della band milanese, a me piacciono moltissimo e tempo fa, a Cagliari, ho assistito a un loro concerto, bellissimo! Il fatto è che sono straconvinta che tutte queste persone che hanno dato vita al gruppo di protesta, anche con un tanto improbabile quanto sgrammaticato comunicato pseudoufficiale, non abbiano mai sentito mezza canzone delle Vibrazioni.

La notizia di oggi è che sono stati bersagliati dal pubblico, che prima aveva quasi ideato una protesta pacifica decidendo di dare le spalle al gruppo mentre si esibiva (bah), ma siccome era un gesto troppo nobile, hanno ben pensato di bersagliarli con lancio di bottigliette, lancio di cartaigienica e insulti vari, naturalmente. Oggi nel solito gruppo facebook è anche apparso l’articolo dei vincenti, dei fan del rock duro e puro, quelli che promuovono o distruggono una band non per gusto personale, ma per partito preso. Perché là in mezzo nessuno dichiara di aver mai ascoltato un disco intero delle Vibrazioni, ma tutti sono concordi nel dire che li detestano. Senza aver mai sentito nulla. Dicevo comunque, è apparso un nuovo articolo intitolato “La bella figura delle Vibrazioni a Udine”. Oh sì, proprio così. Le Vibrazioni la bella figura l’hanno fatta eccome, sono le bestie sottoforma di pubblico che ha fatto una figura pessima.

Non dimentichiamo che dopotutto, anni fa durante un Heineken Jammin Festival, i fan dei Metallica hanno lanciato le bottigliette ai Placebo, più o meno per lo stesso motivo. Erano troppo poco metal per suonare prima dei Metallica. Solo che gli stessi fan dei Metallica sono gli stessi che durante “Nothing else matter” hanno tirato fuori gli accendini come neanche i fan di Vasco in “Albachiara”.

L’apertura mentale è una qualità difficile da avere. Il rispetto per gli altri poi, non ne parliamo.
 



Cosa resta di un TG.

A me Minzolini sta sulle palle. E’ brutto cominciare un post così? Fa nulla. Tanto è sostanzialmente quello che penso. Appena ho saputo che era il nuovo direttore del tg1, ho reagito come sempre a queste notizie e cioè: “Chi è?”. Ebbene, a distanza di tempo, riesco io stessa a descrivere. È il direttore del tg1 dal momento esatto in cui ha smesso di essere un tg. Combinazione? Ne dubito. Eh si che il giornalismo italiano non naviga da tempo in buone acque ma cavoli, era uno dei pochi tg rimasti minimamente obiettivi ed è finito in brandelli.

E se me accorgo persino io… Il caro Minzolini, ha cominciato a fare un editoriale ogni due per tre, per dirci come la pensa sul mondo. E’ giusto? E’ sbagliato? Mah. Dato che c’è libertà di pensiero, a regola dovrebbe essere giusto e lui in effetti non si fa di questi problemi e dice sempre quello che pensa, anche se sarebbe meglio potesse tenersele per sé. Invece di sbandierarle su raiuno alle 8 di sera!!

Tra le prime cose che mi avevano colpito negativamente di quest’uomo, ci sono proprio i suoi terribili editoriali.

 Ha cominciato dicendo che il suo tg si occuperà dei fatti della gente. I buoni intenti c’erano. Dopotutto lui ha anche dato vita al “minzolinismo” e cioè la possibilità di raccogliere informazioni anche da dichiarazioni informali di personaggi pubblici. E vabbè. E facciamo partire ‘sto tg.

Apriti cielo. Già il fatto che il giorno della manifestazione sulla libertà di stampa, lui abbia ben pensato di fare il suo editoriale dichiarandosi contrario a questa protesta ritenendola insensata quando anche i suoi giornalisti erano favorevoli, la dice lunga. Comunque. In effetti se anche tu sei padrone di mettere il becco in diretta tv, evidentemente di libertà ce n’è. Non per tutti, ma per te sicuramente sì.

Comunque, quello che a me ha colpito maggiormente, è stato l’editoriale sui mafiosi pentiti. Quando ha detto, letteralmente, che le balle dette da Spatuzza, fanno fare una pessima figura all’Italia. Spatuzza, ha accusato che dietro le stragi che hanno colpito l’Italia negli anni ’92-’93, c’era una regia che riguardava personaggi che erano e sono tutt’ora di spicco nella politica italiana. E che questi personaggi, avevano rapporti economici con i fratelli Graviano, capi di Cosa Nostra. Ma pensa te. Il segreto di Pulcinella. Ma forse lo sapevamo già, altrimenti spiegatemi perché tutti vogliamo combattere la mafia e quella è sempre lì a far soldoni, a costringere un trentenne come Roberto Saviano a vivere blindato e a dettare legge in ogni parte del mondo. Ah, lo stesso Roberto Saviano che il nostro premier vorrebbe strozzare per lo stesso motivo, per la figuraccia. Peccato che è da decenni che l’Italia fa figure di merda col resto del mondo e di certo non per colpa di Saviano.

In ogni caso, quando in aula viene chiamato a testimoniare il diretto interessato, uno dei Graviano, cosa fa? Smentisce tutto. Nooooooooooooooo e chi l’avrebbe mai detto???

Così, Minzolini coglie la palla al balzo, prende le dichiarazioni di Graviano come oro colato e ci dice in diretta tv che Spatuzza, pentito di mafia e collaboratore di giustizia, dice le bugie e Graviano, pentito di una cippa, dice la verità.

No ma, analizziamo. Innanzitutto voglio sapere come fai a esserne così sicuro di chi dica il vero e chi dica il falso. Non mi risulta che esistano mafiosi buoni e mafiosi cattivi e non mi risulta che uno che ha sciolto nell’acido un bambino sia meglio o peggio di un altro che organizza e finanzia omicidi su omicidi. Io che sono nessuno posso basarmi su sensazioni ma tu, tu che dirigi il tg più importante d’Italia, lo sai che la prima domanda cui un giornalista deve rispondere è “Perché??” e allora io te lo chiedo. Perché mai dovrei credere a un mafioso piuttosto che a un altro? Su, rispondi.

E dell’epurazione dei giornalisti? Vogliamo parlarne? Tre giornalisti mandati via perché non firmarono una lettera che lo stesso Minzolini ha fatto girare nella sua redazione, chiedendo ai suoi giornalisti di firmarla. Era una lettera a sua difesa, dopo che durante il titolo di un tg, venne sostituita la parola prescrizione, con la parola assoluzione, notizia che riguardava un importante processo in corso. Ma alcuni giornalisti non firmarono e sparirono misteriosamente dal tg. Tra l’altro, erano Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso, mica gli ultimi arrivati.

Alla domanda “C'è chi dice che il tg1 sia un tg schierato. Cosa ne pensa?” una giornalista ha risposto: “Mi chiedo come si possa dire il contrario. È sotto gli occhi di tutti, di milioni di spettatori. Sempre meno, tra l'altro. Abbiamo perso pubblico siamo attestati al 26 per cento di ascolto. Incontro continuamente gente che dice, "io non vi guardo più". La gente più disparata. Difficile credere che non dipenda da due ordini di problemi: il primo, gli editoriali. Il direttore ha diritto a farli, ma non credo debba dimenticare che si tratta del primo giornale del servizio pubblico. Che non si era mai schierato a questi livelli sui temi cari al governo e alla presidenza del consiglio. Il secondo, è la rappresentazione del Paese. Al tg1 non si parla più della vita reale, dei problemi dei cittadini, di chi ha perso il lavoro, di chi non ce la fa, dei cassintegrati, dei precari della scuola”. Solo che la giornalista è Maria Luisa Busi, al tg1 da vent’anni!!!

E allora Minzolini, come la mettiamo? O mi farai l’editoriale anche per dirmi che la Busi dice le bugie e tu la verità? Che la Busi è cattiva e che tu sei bravo? Intanto la lettera di richiamo gliel’hai mandata… perché non poteva lasciare interviste senza il tuo permesso. Certo certo… meno male che la manifestazione sulla libertà di stampa era inopportuna.

Comunque caro “tignusu”, devo dirti che la gente comincia a capire e un milione di spettatori, l’hai perso. Contento? Se vuoi risolvere il problema una volta per tutti, fai fare gli editoriali a Massimo Mignanelli, il giornalista che non si perde una settimana bianca a Cortina e un ponte di Ferragosto a Rimini manco a pagarlo a peso d’oro.

Anche se per cazzata per cazzata, mi guardo Studio Aperto.
 



Paolo Limiti, la finale di Amici e la discografia.

Lunedì sera, sono stata in casa buttata sul divano e avvolta in una coperta perché non stavo tanto bene. Così mi sono messa comoda e ho cominciato a svolazzare tra i canali. Ero incuriosita da due programmi: la finale di Amici e il programma di Paolo Limiti dedicato a Mina!

Io difendo Paolo Limiti a spada tratta. Il programma che faceva il pomeriggio anni fa, con cantanti dimenticati dai più e che però è giusto ricordare in quanto passati di qua, con Flora Dora e con Justine Mattera nei panni di Mariyln Monroe, a mio avviso sarebbe dovuto rimanere lì fermo e anche con qualche prima serata una volta ogni tanto.

Era un bel modo per vedere cos’era la tv italiana tanti anni fa e faceva piacere vederla reinterpretata da artisti che oggi sono un po’ più in voga. Insomma, era un programma piacevole.

In occasione dei 70 anni di Mina, ha riproposto una prima serata per festeggiarla, guardando filmati d’epoca e non solo, ha anche fatto vedere quando Mina ha provato in studio di registrazione la bellissima “Oggi sono io” di Alex Britti. E ricordiamo che Mina ha anche interpretato una splendida canzone degli Afterhours, “Dentro Marilyn”, col nome “Tre volte dentro me”. Collaborazione proseguita nella nuova “Adesso è facile”, creata proprio col gruppo milanese.

Tra le tante cose dette, una mi ha colpito in maniera particolare. E cioè, che appena possibile, Mina ha aperto una sua casa discografica acquistando la libertà di fare veramente quello che voleva, quando lo voleva e come lo voleva.

A questo proposito, salto su Amici. È la finale. Mai come quest’anno si sente la distanza di quella prima edizione del programma, quando ancora si chiamava Saranno Famosi, con l’idea di creare un talent vero e proprio, un’accademia televisiva dello spettacolo in cui i concorrenti frequentavano una scuole vera e propria, avevano i compiti in classe e venivano interrogati. Il tutto preparato in veste di trasmissione televisiva, ma il contenuto era quello. Anche lì un concorrente sceglieva la sua categoria, che poteva essere canto, ballo o recitazione ma tutti erano tenuti a imparare le basi di tutte le discipline.

Poi tutto è cambiato e anche il più nobile dei progetti, quella di creare una scuola televisiva, ma pur sempre una scuola, è andato a farsi benedire. Piano piano sono spariti gli allievi e i maestri di recitazione, è stato tolto un sacco di spazio alla danza per lanciarci su polemiche inutili ed è, guarda un po’, aumentato a dismisura lo spazio dato ai cantanti.

Ma come questa volta, una finale con quattro cantanti in gara, non si era mai vista. E perché? Da due anni a questa parte sono entrate in gioco le case discografiche. Ed è la fine di tutto. Io non mi fido affatto dei discografici, specie delle major. Innanzitutto perché i discografici sono persone e non puoi dare in mano a loro, la vita di altre persone che bruciano per un sogno. A loro interessa il guadagno, poco e niente dei sogni dei giovani cantanti. E così, in men che non si dica, dalle cattedre di Amici sono stati levati gli insegnanti per far posto a una vagonata di discografici, ognuno puntava uno o più cantanti. Ma questo dall’inizio dell’anno. Risultato? Una finale con quattro cantanti: Matteo, un tenore. Loredana, una ragazza che canta bene ma se si esaltasse di meno sarebbe meglio. Emma, una cantante con le movenze di una camionista mafiosa. Pierdavide, un cantautore reo di aver regalato la vittoria sanremese a Valerio Scanu, autore di altre canzoncine carine ma decisamente sopravvalutato. Non puoi dire a un ragazzino che al momento, come scrive bene lui, non c’è nessun altro quando invece vantiamo fior fior di cantautori e dato che sono ben lontani o poco redditizi per le major, non se li fila nessuno. Vedi Moltheni, ad esempio.

Questi cantanti per altro, non hanno fatto altro che cantare solo le canzoni che a loro venivano meglio. I cosiddetti “cavalli di battaglia”. Nessun cantante ha mai accennato a un passo di danza, nessun ballerino a una canzoncina, di attori manco l’ombra quest’anno. Insomma, una cagata pazzesca.

Come ho letto sul Daveblog, blog ironico che parla di tv e attualità, i quattro finalisti sono quanto di più odioso una trasmissione possa partorire. Parole sante.

Hanno passato mesi a essere corteggiati dalle case discografiche e dai discografici che avevano già l’occhio a forma di €.

È finita che sono arrivati in finale spacciati come i talenti che nessuno vede in giro da tempo. Ma se li metti accanto a Marco Mengoni, tanto per stare in tema di talent, spariscono nel nulla dopo due secondi, escludendo il tenore Matteo forse. I quattro hanno già un disco di inediti in uscita, così, dal nulla, creato in quattro e quattro otto, con delle canzoni scritte per loro che magari loro stessi odiano, ma figuriamoci quanta libertà di pensiero avranno. Tra gli inediti che ho sentito se ne possono salvare due o tre. Uno, cantato dal tenore Matteo, scritto da Francesco Tricarico. Veramente bello.

E altri due, cantati da Loredana e scritti da Biagio Antonacci. Salvabili.

La vincitrice è Emma la camionista, già vincitrice di un altro talent che si chiamava Popstar e consisteva nel creare una band femminile. Le Lucky Star. Hanno fatto una canzone oscena e sono sparite nel giro di due secondi. Evidentemente non le è bastata ed è tornata all’attacco.

Questo programma era molto carino alla prima edizione. Poi siamo andati degenerando. Sempre peggio. E questa edizione è stata terribile.

A me i discografici fanno veramente paura.

Vi posso consigliare una canzone??? Gli Articolo 31, con la loro “La nuova stella del Pop (Numero 1 in Italia)” descrivono benissimo la situazione.

http://www.youtube.com/watch?v=qUBmo-u-8X0



E dopo ben cinque mesi, siamo arrivati anche alla fine del Grande Fratello. E si, lunedì sera, con grande sorpresa, si annuncerà in diretta la vittoria del concorrente veneto Mauro Marin.

Come faccio a saperlo? Beh, è quasi ovvio.

A parte che è rimasto in gara con i concorrenti più anonimi, ma è amatissimo dal pubblico che in tutti questi mesi non ha mai smesso di sostenerlo, organizzando per lui anche due messaggi aerei. Anche a me sta simpatico, alle volte ha degli atteggiamenti che non mi entusiasmano ma è sicuramente il concorrente più interessante rimasto in gara.

Quello che mi stupisce però, è il fatto di come oltre a li, siano rimaste delle persone sostanzialmente anonime, né simpatiche né antipatiche e fuori dalla gara ci siano indubbiamente dei personaggi che ancora avrebbero potuto farci divertire. Mi riferisco per esempio a Maicol Berti, a Sarah Nile, ma soprattutto a Veronica Ciardi. Qualche tempo fa ho parlato di lei e vorrei riparlarne adesso, anche se ormai è fuori dai giochi.

Ribadisco che è assolutamente la mia preferita di questa edizione e mi piacerebbe anche raccontare il perché. Quasi tutte le persone con cui ho parlato, si stupiscono di questa mia simpatia nei suoi confronti, perché, mi dicono, Veronica “non rappresenta degnamente le donne”.

A parte che mi viene da domandare una cosa. E cioè. Ma voi vi sentite rappresentati da tutti gli esseri umani che passano dalla televisione? Perché, sempre restando in tema al Grande Fratello, se le donne devono sentirsi offese da Veronica, anche gli uomini non è che debbano andare molto fieri di gente come George Leonard. Colui che è entrato in casa dichiarando amore eterno alla madre di suo figlio e per poi farsi due giri di lenzuola con due concorrenti. E una di queste non è certo Veronica Ciardi. Sono altre due concorrenti, due comari nel senso spregiativo del termine, entrambe fuori dai giochi, che non hanno esitato a definire Veronica come una poco di buono, quando loro sono state le prime.

Veronica Ciardi paga il pegno di essere una ragazza bellissima, la concorrente più bella di questa edizione. E una ragazza bellissima ci mette molto poco a far perdere la testa ai ragazzi. Spesso è stata accusata di provocare i concorrenti. E sono sincera, anche secondo me lo ha fatto. Ma il problema dov’è? Lei può anche averli provocati solo per l’intento di provocarli, magari per mettersi al centro dell’attenzione o per vedere come i ragazzi avrebbero reagito alle sue avances. E i ragazzi, in certi momenti, si dimenticano completamente di avere una ragione e decidono di farsi guidare unicamente dall’istinto, forti della loro boriosità di prendere sempre quello che vogliono.

Ma così non è andata. Così la soluzione migliore è stata quella di accusare Veronica per i suoi comportamenti. Le hanno detto di tutto, il culmine è stato raggiunto dal concorrente Daniele Santoianni, probabilmente risentito per aver ricevuto un due di picche, che la sera della sua eliminazione le grida, in diretta dallo studio “Veronica, ma vai a fare un film porno”.

Che finezza! Tra gli applausi del pubblico tra l’altro.

Mi viene da pensare a una cosa. Le hanno detto di tutto. Dato della poco di buono, della provocatrice, dell’attrice porno… dai concorrenti che hanno tentato di avere una storia con lei ma che lei, anche se dopo esserci cascata un pochino e aver concesso qualche bacio, ha deciso di chiudere, preferendo a tutti l’amicizia con Sarah Nile.


Nessuno può dire a Veronica che sia una poco di buono ed è troppo facile attaccarla per il suo aspetto. Anche se ha un atteggiamento particolare la verità è solo una: lei, di concreto, non ha fatto niente!

Ecco perché mi sta simpatica! Ecco perché l’ho sempre difesa. Ecco perché io, da ragazza, non mi sento assolutamente offesa dal suo comportamento!

Era lì per giocare e ha giocato. E lo stesso Mauro Marin, il quasi vincitore, è stata la dimostrazione di quanta invidia abbia provocato ai ragazzi il suo rapporto con Sarah.

Dicono che l’invidia sia donna… e invece a me sembra sempre di più un uomo, che solo per vergogna si traveste da donna.

Foto Veronica Ciardi
 



E allora, amico Pig, visto che è una bella lotta, ti chiedo il permesso di dire la mia qui, pubblicamente.

Ho già parlato in passato in difesa di Morgan, che continuo a sostenere e continuo a considerare solo ed esclusivamente un grande artista. E continuo a difenderlo, in un modo per me nuovo, quasi in diretta, col mio pc e davanti alla tv.

Giovedì 4 febbraio 2010 ore 23.30.

Sto per guardare intenzionalmente e per la prima volta nella mia vita una puntata di “Porta a porta”, programma che solitamente detesto. Ma oggi c’è lui e io tifo per lui. Tifo per lui da più di 10 anni a questa parte.

I Bluvertigo li ho conosciuti a partire dal loro secondo album, Metallo non metallo. Morgan l’ho amato da subito, ancora oggi ho la camera tappezzata di sue foto. Alcune le ho fatte io quando ho assistito a un loro concerto, a Cagliari.

Oggi Morgan vive una situazione che non auguro a nessuno. È un uomo che ha sbagliato ma che sembra debba pagare per tutti quelli che hanno commesso un errore come il suo. Con Lapo Elkann abbiamo sfiorato la beatificazione.

E lui invece lo mandiamo all’inferno adesso stesso. È stato sbattuto il mostro in prima pagina, come al solito. Morgan avrà sicuramente dei bei soldini in tasca, ma nel paragone con Lapo, uno sembra inarrivabile e l’altro, che comunque ha un talento e una genialità che non ho mai visto, in quel modo, a nessuno, è comunque un povero Cristo.

Prima domanda del conduttore: “ha pensato a sua figlia durante quell’intervista?”
Penso sempre a mia figlia, dice lui.

Tra gli ospiti, Giorgia Meloni. Viene interpellata. È la prima ad aver risposto mediaticamente alle dichiarazioni che la rivista Max ha riportato. Ma ieri ha incontrato Morgan in un programma radiofonico e dice di essersi trovata davanti una persona diversa rispetto a quelle dichiarazioni.

Ma va? Perché non hai chiesto a me? Perché non hai chiesto anche a chi un minimo lo conosce, anche solo artisticamente? Ti racconto per filo e per segno di quando l’ho visto al concerto, di quando alla fine dell’esibizione è uscito insieme agli altri musicisti e io, tra la folla, ero la prima ad averlo visto e ho urlato di gioia. E lui mi ha sentito e un po’ per prendermi in giro, ha urlato anche lui ed è venuto ad abbracciarmi. Avevo 17 anni.

Se una cosa simile fosse successa a quell’epoca, avrei voluto spaccare il mondo. Ma adesso, di anni ne ho 26. I Bluvertigo nel frattempo hanno preso una pausa di riflessione, hanno suonato qualche volta, ma non abbiamo nuove canzoni. Continuo ad ascoltarli. Apprezzo Morgan artista unico, ma ammetto che i Bluvertigo mi mancano parecchio.

Prende la parola un altro ospite, Livia Turco. Si è sempre occupata di problemi di droga e adesso, commossa, parla a Morgan trattandolo finalmente come tutti avrebbero dovuto fare da subito. Capisce di trovarsi davanti a una persona e parlargli col cuore in mano, a fargli capire in ogni modo che quello che fa è sbagliato.
“Sii forte! Sii forte!”. Morgan, sì, sii forte.

Claudia Mori, collega giudice a X Factor, è in collegamento e dice più o meno quello che penso io. Lui sbaglia, lui ha sbagliato, ma sbattere il mostro in prima pagina è la cosa peggiore che si possa fare e chissà quante sono le persone che sniffano, non lo dicono e adesso sono lì, a dire quanto Morgan sia pericoloso. Se uno sta zitto, può sniffare fino a domani mattina, ma se gli scappa la frase sbagliata, allora gli si ritorcerà contro per tutta la vita.

Ma c’è una cosa da chiarire. Nella rivista Max, quella famosa intervista recita che “uso la droga come antidepressivo, anche Freud la somministrava, fa bene”. Il giornalista scrive questo. Morgan dice che c’è stato un fraintendimento, il tono di dire le cose è importante e se una persona fa una battuta, anche pesante, sarà di pessimo gusto, ma è comunque una battuta.

È la parola di Morgan, contro quella del giornalista. Perché tutti crediamo al giornalista senza ombra di dubbio? Perché nessuno ascolta quello che dice lui, che ha tutto il diritto di difendersi?
Io sono più propensa a credere a quello che dice lui, ma non basandomi sulla simpatia che ho nei suoi confronti. Ma basandomi sul suo modo di parlare e basta guardare le interviste rilasciate da Daria Bignardi ad esempio, per vedere quanto possa essere facile estrapolargli una frase e sbattergliela contro in questo modo.

Ma il punto non è neanche questo.

Bruno Vespa cerca di stare buono, ma cosa ci si aspetta, è pur sempre una sanguisuga mascherato da perbenista. Sottolinea ogni volta quanto Morgan abbia sbagliato, quanto la Rai sia giusta, quanto il festival abbia fatto bene a escluderlo.

Entra don Mazzi. Incacchiato nero e diretto più che mai. Lotta da sempre contro la droga. Osservazione: forse è la prima volta, esclusa la ministra, che sento delle persone minimamente competenti parlare di tossicodipendenza.

Don Mazzi è diretto: “tu sei un mito per i giovani, il male che hai fatto, devi recuperarlo. Quell’intervista è stata una bischerata, tua e del giornalista”.

Un milione e quattrocento mila persone in Italia fanno uso di cocaina. Tutti gli abitanti della Sardegna praticamente. E chi sono questi? Dove sono questi? Centoventuno milioni i depressi. Ci sarà anche quel milione e mezzo là dentro?

A me non hanno stupito le parole di Morgan. Sono quelle cose che in fondo si sanno, un segreto di Pulcinella allargato a tutte le persone che più o meno sanno chi sia lui e che cosa abbia fatto. Non pensavo usasse proprio la cocaina e questo, più che causarmi uno shock, mi ha causato un dispiacere immenso, ovviamente, ma Morgan, l’artista, in fondo è Marco, un uomo. E gli uomini si sa, sbagliano.

In studio le domande sulla cocaina come antidepressivo si susseguono e a me viene in mente una domanda. Ma qui nessuno ha mai letto “Noi i ragazzi dello zoo di Berlino” di Cristiane F.? All’età di 13 anni Cristiane assumeva stupefacenti per superare il difficile momento che viveva, il cambiamento di casa, la separazione dalla sorella… una presenza in una scuola in cui non si trovava. La assumeva il sabato, la inalava e le bastava per una settimana intera. E per assurdo, in quel periodo ha cominciato ad avere degli ottimi risultati scolastici, a farsi notare per la sua propensione agli studi. Ad avere un umore migliore e a sentirsi meglio con sé stessa. Ecco perché in tanti ci cascano. Tutte le dichiarazioni che ho letto e sentito, dicevano che inizialmente, la cocaina, lasciava questo benessere e proprio questa era la trappola. Quindi lascia l’illusione di far stare meglio, ma ti distrugge dentro e te ne accorgi prestissimo.

Giorgia Meloni, ministro della gioventù, continua a parlare dei giovani e del messaggio che i giovani ricevono. A me questo discorso comincia a stare stretto. Sempre all’epoca del concerto dei Bluvertigo, ero una fan accanita di Marilyn Manson, che seguo tuttora e che all’epoca saliva alle cronache italiane perché tre ragazze dicevano di aver ucciso una suora in suo nome. Ah si?

E allora ve la faccio io la rivelazione sconvolgente. Io non solo ascoltavo l’Anticristo, ma pensa un po’, non ho mai smesso di andare in Chiesa. Io ascoltavo Marilyn Manson che mi cantava The Dope Show, ma non ho mai e dico mai fumato neanche una sigaretta in tutta la mia vita, mentre tanti miei coetanei erano lì a farsi dei pipponi di marijuana quando non ascoltavano altro che Paola e Chiara. Amici come prima. E non ero di certo una giovane decisa all’epoca, non sapevo neanche da che parte girarmi, imbranata, insicura, ero praticamente la fotocopia di Ugly Betty! Com’è possibile?? Sarei stata la vittima prediletta, da illudere e prendere in giro in tre secondi.

Solo per cronaca. Ascolto da allora anche Courtney Love, ok?

La parola sbagliatissima che secondo me viene usata fin troppo in queste occasioni è quella del modello.

Ma scusate, ma adesso voglio sapere, ma chi cavolo prende come modello la gente che passa in televisione??? Chi è che pensa che loro non sbagliano, che fanno tutto giusto e che loro debbano preoccuparsi di noi?? Non sono altro che essere umani, come quelli che incontriamo ogni giorno per strada!! E non mi va neanche la giustificazione che i giovani sono fragili…ma dove sono i genitori che ti insegnano cosa è giusto e cosa è sbagliato? Dov’è finito il ruolo di genitore se adesso dobbiamo solo preoccuparci della diseducazione che passa in tv?

Da quando la tv deve educare??? Questo mi fa imbestialire!!

Riprende la parola Morgan: “Io sono una vittima, ma solo delle mie puttanate. “

Bruno Vespa: “Sanremo è l’immagine della Rai.”

Ok. E allora facciamola dimostrare a Pupo questa immagine, che ha una moglie e un’amante ed è un giocatore d’azzardo. Facciamola dimostrare a Vasco Rossi che negli spot sanremesi canta Vita Spericolata mezzo ubriaco. E ritiriamo immediatamente il premio Mia Martini… è morta per overdose… che facciamo, le intitoliamo un premio? Assolutamente no!! Se vogliamo anche appendere striscioni con scritto roba del tipo “Gianluca Grignani è un minchione” perché ha avuto gli stessi problemi… ipocriti! E apposta ho scelto il suo nome, il cantautore più sottovalutato d’Italia solo perché ha una bella faccia. Ma questo è un altro discorso.

E visto che la Rai tiene tanto alla sua immagine… ci siamo dimenticati come ci è arrivata Elisabetta Gregoraci???

Porta a porta si avvicina alla fine. Interviene telefonicamente Gianmarco Mazzi. Chiama, dice quanto lui sia contrario alla droga e che la decisione sia inevitabile, perchè a quelle dichiarazioni si deve rispondere in modo chiaro e inequivocabile. Dice che ha dovuto prendere la decisione di allontanare Morgan dal festival perché è una cosa che non riguarda più la parte artistica. E cos’è il festival? Una gara canora. Appunto.

Ma aggiunge anche, che una persona che chiede aiuto, che racconta così i suoi problemi meriti sempre di avere una mano tesa.

Morgan: “ e quindi?”.

Risposta non pervenuta.

E quindi, il direttore artistico non ha le palle di prendere una posizione, ma non ha neanche le palle di dirgli al telefono (figuriamoci in faccia) che cavolo di ruolo ha e se vuole tenerlo oppure no. Anche solo un’opinione personale sul caso, sarebbe stata gradita. Si contraddice in continuazione, lui ha deciso, lui non ha deciso, lui ha deciso perché costretto dai vertici. Insomma, non si sa. E devo smentirti Pig, ma nessuno l’ha riammesso alla gara.

La puntata finisce. Finisce con un uomo di 37 anni che ha sbagliato, ma forse sentirselo dire anche da persone che non hanno la minima idea di chi sia, da politici che se non fosse mai saltata fuori questa storia avrebbero continuato a ignorarne l’ esistenza, è un po’ troppo.

E se non fosse mai saltata fuori questa storia, Morgan sarebbe andato a gareggiare al festival e magari l’avrebbe anche vinto. Sarebbe stato conosciuto unicamente per il suo talento da musicista, per essere il primo cantautore che durante la sua esibizione dirige anche l’orchestra e sarebbe cambiato tutto. E cosa sarebbe stato allora Morgan?

L’esempio da seguire.

Che ipocriti.        Qui quanto aveva scritto Pig


 

Veronica Ciardi
Dicevamo?? La solidarietà femminile crea scompiglio… e infatti. Anche se parliamo di grande fratello.

Voi pensate che al grande fratello sia tutto finto? Io non proprio, penso più che altro che ci siano degli autori bravissimi, che lancino un indizio sulla direzione che il programma deve prendere ma poi è da vedere cosa succede.

L’altra volta mi sono soffermata sulle due concorrenti più discusse e indubbiamente più forti a livello mediatico di questa edizione: Sarah e Veronica. Beh, ieri sera c’è stata la resa dei conti e l’ex modella Sarah Nile è uscita di scena.

La serata si prospettava già piena di colpi di scena, tanto che persino la sigla iniziale è stata sostituita da un’immagine buia dello studio e dal rumore di un battito cardiaco a riempire il silenzio prima che Alessia Marcuzzi prendesse parola.

Come ho detto l’altra volta, le due concorrenti si sono fatte notare per il loro rapporto un po’ ambiguo, un’amicizia femminile fortissima culminata in baci in bocca e vere e proprie dichiarazioni d’amore. La cosa non è andata giù a tante persone, specialmente ai ragazzi all’interno della casa che avevano intrapreso una relazione con le ragazze.

Uno su tutti, Mauro, un ragazzo veneto, è stato molto attratto da Sarah che inizialmente ricambiava. Tanto che un bel giorno, lui decide di mettergli al dito un anello che porta con sé dal 2004 dicendo che non è mai riuscito a liberarsene (non l’avrà mica rubato?) per donarlo a una ragazza che lo meritasse. Ma Sarah, più conosce Mauro e meno gli piace… glielo dice, fa dietrofront e gli rende l’anello. E lui?

E lui non accetta nella maniera più assoluta!

E qui, intervengo… io vorrei sapere da un campione di una decina di ragazzi, perché se una ragazza vi accontenta subito è una facile e siete ben contenti che lo sia e voglio sapere soprattutto perché se la stessa vi rifiuta, allora è una stronza.

L’atteggiamento di Mauro è stato esattamente questo. La settimana scorsa, in quanto preferito del pubblico, aveva la possibilità di salvare una delle tre candidate all’eliminazione. Le nominate erano l’odiatissima Sarah, Alessia e Veronica.

Alessia, Veronica e Sarah
I rapporti con Alessia sono inesistenti.
Con Veronica c’è invece sempre stata un’amicizia.
Sarah è odiata dal profondo del suo cuore.

Chi salva? Alessia. Con l’unico intento di eliminare Sarah e di separare le due.
Aaahhhhhhh, lo vedi che ti rode????

E poi dicono che il grande fratello sia finto, questo atteggiamento è la verità assoluta!!!! Ne conosco a bizzeffe di ragazzi che reagiscono così!!! Io stessa posso vantare un vicino di casa che mi ha tolto il saluto per non essere uscita con lui!!! Chissà che robe mi dice dietro!!

E comunque, Mauro, riesce nel suo intento… non solo per l’eliminazione dal gioco di una delle due, ma anche perché in questa settimana, le due si sono un po’ allontanate. Sarah ha cercato di avvicinarsi al resto del gruppo, Veronica si è ingelosita. E si sono calcolate pochissimo. Fino a domenica sera.
Le due cercano di chiarirsi. Parlano, non trovano un punto d’incontro e piangono. E qui intervengono gli autori.

Parte una bellissima canzone di Franco Battiato, “La cura”, diventata la canzone simbolo della loro amicizia. Si abbracciano, si sbaciucchiano e restano circa mezz’ora abbracciate a piangere.

Dite che è finto? Pensate a una persona a voi cara, a una persona amica e ascoltate questa canzone, poi ne riparliamo.

Arriva il momento del verdetto e Sarah abbandona il gioco.

Le due si salutano. Baci e lingue in bocca che volano, pianti a non finire e poi si separano.

I colpi di scena non sono finiti. Ma prima, pubblicità.

Parte questo promo orribile, con ambientazione di un livello talmente tamarro che solo Fabrizio Corona potrebbe stare bene là in mezzo. E infatti eccolo. Scopriamo così che è il testimonial di una linea di abbigliamento col nome più improbabile di questo mondo: Bonavita.

Lo spot è di un truzzo incalcolabile. Due squadre di aspiranti tronisti si affrontano a suon di sberle… ma la sostanza è che il primo gruppo, vestito firmato, si scaglia sull’altro che non ha i vestiti Bonavita. Che amarezza. Vincono naturalmente gli scagnozzi di Corona che in questo minuto di pubblicità non ha mai smesso lo sguardo che più gli viene meglio: quello del mafioso. Che paura.


Torniamo al programma e ci scappa una squalifica per bestemmia. Non ci facciamo mancare niente. Per carità, il regolamento dice che la bestemmia viene punita e così dev’essere per tutti.

Una cosa. La bestemmia non è stata detta in diretta, ma durante la settimana, quindi non è mai apparsa su canale 5, ma solo sulla diretta mediaset premium. Ora mi domando… ma quante persone guarderanno attentamente la diretta giornaliera 24 ore su 24? E soprattutto, chi ha sentito la bestemmia e poi l’ha segnalata a tutte le associazioni possibili e immaginabili, non aveva altro da fare? E perché guardano un programma che odiano e criticano?

 

Non voglio difendere nessuno, io stessa sono credente e cattolica, ma non mi sento offesa, anche perché so che quella frase pronunciata dal concorrente, è un modo di dire di svariate parti d’Italia. Inoltre, vivo in Toscana per alcuni mesi all’anno e anche qui è usata come intercalare, senza nessuno scopo offensivo.

Comunque, ribadisco, l’espulsione è giusta, la bestemmia è orribile e offende la sensibilità di tante persone.

Ma non è la sola.
 


E rieccomi finalmente!! Anche se in ritardo, buon 2010 a tutti, tanto è sempre gennaio e anche se siamo già nell’ultima decade, ci rimangono ben 11 mesi, sarebbe meglio farci gli auguri a lungo!

Dal punto di vista della cronaca, l’anno non è cominciato proprio bene, ma oggi non ho voglia di parlare di notizie pesanti e passiamo così a qualcosa di più leggero. Allora. Chi guarda il Grande Fratello?? E su, alzate le mani e non vergognatevi, ‘sto programma fa 6 milioni di share da dieci anni, sputate il rospo! Io, come già sapete (forse), lo guardo.

Mi faccio un sacco di risate e poi adoro la Gialappa’s band e non mi perdo Mai dire Grande Fratello! Come ho detto tante volte, in questo programma non ci trovo niente di male. Certamente non è un programma per bambini.

Ma se i bambini finiscono davanti alla tv, la colpa è dei genitori. Gli altri, me compresa, ci arrangiamo, siamo grandi abbastanza per capire cosa è giusto e cosa no. Siamo grandi abbastanza per capire se c’è qualcosa da salvare o se è tutto da buttare. Anche se io ribadisco che dalle persone si impara sempre. E anche imparare come “non comportarsi”, è una gran cosa. Soprattutto entriamo nell’ottica che il Grande Fratello è un gioco e nulla più.

Quest’anno, tra i miei concorrenti preferiti, spuntano due ragazze. Veronica e Sarah. Sono due ragazze bellissime, una addirittura ex modella ed ex coniglietta di Playboy Italia. Le ragazze si sono fatte notare, oltre che per il loro aspetto, per la fortissima amicizia, che le spinge spesso a scambi di effusioni che di certo, non tutte le amiche sono abituate a farsi.

Non so quante siano le amiche che si baciano in bocca… ma ognuno è libero di fare quello che gli pare. Non è questo però che mi ha colpito. Quello che mi ha colpito molto, è stata la reazione da parte maschile. Le due hanno avuto qualche inciucio con gli uomini della casa che però non ha portato le amiche a separarsi.

Cazzarola, questa dev’essere la prima volta che in un programma simile fa la sua comparsa una sorta di amicizia e solidarietà femminile.

“Ma che fai ci credi? Ma lì è tutto truccato!!”. Può darsi… allora è la prima volta che gli autori fanno comparire questo elemento. Contenti così? Ma torniamo ai ragazzi.

I ragazzi della Casa, cominciano a non sopportare le due concorrenti. Non le sopportano quando si baciano perché “loro limonano” e “non fanno altro che limonare”, detto testualmente da uno dei concorrenti, geloso marcio perché a lui non spetta niente. Le due, si sono persino allontanate dai ragazzi con cui avevano intrapreso una pseudorelazione (in queste cose non si può essere certi fuori, figuriamoci là dentro!) e si sono avvicinate persino di più.

Anche se fosse tutto truccato, anche se fosse tutto finto, anche se fosse tutto costruito (e che palle!), la visione di queste due ragazze, che a un amoruncolo passeggero preferiscono un’amicizia che potrebbe essere invece molto stabile, è un toccasana!

Tutte le volte che si parla di due ragazze, tutti sono lì pronti a seminare il dubbio della rivalità… e se c’è un ragazzo l’amicizia potrebbe saltare perché piace a entrambe… e queste due mandano a cagare i maschi e si tengono l’amicizia! Brave, vi stimo!

E la vista dei ragazzi che crepano d’invidia? Meravigliosa. Ovviamente, queste due concorrenti, piacciono a pochissime persone. Sono le preferite della Gialappa’s band e sono anche le mie preferite. Perché?

Ve lo dico subito. A parte che mi stanno simpatiche e questo è già un motivo. Alle volte credo di avere una forma di pensiero che si avvicini al femminismo. Non penso che la donna sia superiore all’uomo, ma penso che l’uomo, a volte, e ovviamente non è un discorso che si può generalizzare, senta i complessi d’inferiorità.

E se la moglie guadagna di più è un dramma, e prima vogliono una moglie e poi vogliono tornare a fare i playboy da quattro soldi, e se la fidanzata è laureata e loro no, apriti cielo! Eccetera eccetera, tutte cavolate ovviamente.

E quanto rosicano questi maschi, dato che queste ragazze, piuttosto che avvicinarsi, preferiscono baciarsi tra di loro?? Rosicano a manetta!!

E dato che sono due ragazze bellissime, indubbiamente le concorrenti più belle quest’anno, e i maschietti non restano indifferenti, anche le ragazze della casa non le amano più di tanto.

I ragazzi ci cascano e si fanno avanti perché loro “provocano”. Quante volte salta fuori questo discorso nella realtà? A me ricordano quel tipo di persone che magari sono state tradite. Tipo le mogli tradite che non vogliono vedere la realtà…e preferiscono scagionare il marito traditore a scapito della donna ammaliatrice, provocatrice, tentatrice e via dicendo.

L’uomo non è meglio. Se la donna lo tradisce, è ovviamente colpa dell’altro uomo, lei è sposata e doveva lasciarla in pace. Anche se è lei a cercarlo. E se lo incontrano per strada, gli spaccheranno il muso come canta Gianni Morandi in “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte”. Bah. Una logica che è tutta una grinza.

Così, anche le nostre due concorrenti, è la stessa solfa. È sempre tutta colpa loro. Sarà mica che stavolta, tutti, maschi e femmine, sono gelosi??

E infatti le due sono al televoto, per l’eliminazione.

Naturalmente.

La solidarietà femminile crea scompiglio. Dovrebbe esserci sempre.    Foto Sarah Nile per Playboy


 


E allora ci siamo arrivati. A Natale, intendo.

Dopo un mese e mezzo passato a gonfiarci di pandoro per respirare anticipatamente la grande festa, eccoci che mancano pochissimo giorni, una manciata di ore, e poi ci siamo.

Natale è arrivato. Ed è tempo di richieste al grande Babbo!!

E io stavolta vado controcorrente. La mia prima richiesta, in realtà non lo è. Io voglio promettere al babbo Natale, che farà capire al Maialino.it che mi scuso tanto per questo periodo di mia incostanza, che non cerco giustificazioni e voglio promettere che sarò buona e scriverò davvero tutto quello che mi passa per la mente. Come ho sempre fatto, tranne in quest’ultimo mese, che tra una cosa e un’altra non riuscivo mai a sedermi tranquilla col mio pc.

Per il resto… l’anno scorso ho chiesto dei regali e mi sono arrivati. Wow! Allora quest’anno mi limito, ne chiedo solo due, che poi sono tra quelli che ho sempre chiesto ma sono i più importanti, forse gli unici importanti. Io chiedo la salute e la serenità, per me, per tutte le persone che ho intorno, per quelle che gravitano intorno alla mia vita, per quelle che desiderano questi doni e nient’altro. Sono due parole bellissime: salute e serenità. I regali più bello che si possano ricevere.

E poi voglio fare gli auguri a tutti, ma proprio a tutti!! Li faccio a Francesco Totti e Ilary Blasi, che con quello spot televisivo, mi hanno dato l’idea per questa lettera.

Li faccio ai politici tutti, di destra e sinistra, che promettano sotto l’albero di essere più buoni e che lo siano sul serio, una volta tanto. Li faccio a Silvio Berlusconi, con quelli di buona guarigione, che anche se non mi piaci affatto, sono buona e da sempre, dichiaratamente contro la violenza. Riprenditi e già che ci sei, rilassati.

Ah, comunque anche io ho pensato che dietro Tartaglia si nasconda in realtà Bossi… sai, proprio quel Duomo di Milano volante, non mi convince!

Li faccio a Bersani… guarda che ti ho votato alle primarie, fai buon uso di quel voto!!!!

Li faccio ai Placebo, che quest’anno sono riuscita a vedere per ben due volte, con due meravigliosi concerti uno più bello di quell’altro!!

Li faccio a Cristiano de Andrè, che anche se non sono riuscita a vederti, mannaggia, sono contenta che tu sia tornato a farti vedere e soprattutto sentire!

Li faccio a Carmen Consoli e grazie per il nuovo disco! Li faccio agli Afterhours per avere fatto una canzone bellissima e avere avuto la forza di presentarla al festival di Sanremo.

E adesso, veniamo alle persone cui li farò direttamente. Auguri alla mia famiglia, che continua imperterrita a supportarmi. Auguri alle mie amiche qui in Sardegna per esserci. Sempre. Auguri alle mie amiche colleghe di studio, che mi rendono più semplice l’esperienza da emigrata. Auguri alle mie nuove compagne di corso, che è stata una fortuna averle conosciute!

Auguri al tecnico del pc, me lo porti il cavo?

Auguri a chi mi conosce appena e mi sorride come se mi conoscesse da una vita. Auguri a chi mi ha regalato un cioccolatino a forma di Babbo Natale, è il mio primo regalo natalizio!!!
Auguri al mio paesino che mi abbraccia sempre calorosamente, anche ora che fa freddo!!

Auguri a tutte le persone che mi vogliono bene.

Auguri a tutte le persone cui voglio bene.

Auguri a chi mi permette di scrivere qui, anche se sono stata un po’ incostante alle volte.

Auguri al Maialino!!!

Auguri a tutti coloro che avranno la voglia di leggere queste parole.

Buon Natale!
 



Toglietemi una curiosità. Ma a voi capita?? Di sentirvi presi per il culo, intendo.

Allora, chi mi legge da un po’ sa che sono sarda e che mi spaventano molto le proposte di imponenti imprenditori senza scrupoli che decidono di costruire sulla mia terra deturpando l’ambiente come se niente fosse.

Tremo appena sento parlare di centrali nucleari, mi agito quando vogliono buttare le scorie radioattive nel giardino di casa mia. Non mi agito più quando le promesse non vengono mantenute perché nonostante la mia minima esperienza, ci sono abituata a essere ignorata. Come sarda, proprio.

Sono favorevole alle fonti di energie alternative, quelle che non danneggiano l’ambiente ma funzionano proprio grazie a esso. Quindi finalmente tiro un sospiro di sollievo quando sento che “Sì, investiamo sull’ energia eolica in Sardegna”!!! Evviva!!! Continuo a sentire e scopro che hanno anche già deciso il sito dove costruire…

…no…

…ditemi che non è vero…

Nella spiaggia. Anzi. In acqua. Nelle acque delle spiagge Is Arenas. Primo caso di parco eolico in mare.

E allora lo fai apposta a prendermi per il culo!!!! No, dimmelo in faccia allora!! Suona alla porta di casa mia, e anche alla porta di tutti i sardi, e dici “Si, sono un imprenditore che non vale un cazzo, che non ha mai fatto niente di buono nella sua vita e che vuole prenderti per culo”

Dimmelo, abbi il coraggio di dirmelo in faccia!!! Minchia… razza di imprenditore, non so da dove vieni ma in compenso so benissimo dove ti voglio mandare!! Ma come ti viene in mente?? Si vede che schifo di persona sei, abituato a vivere la vita davanti a un computer e a farsi venire idee cretine per deturpare l’ambiente meraviglioso in cui viviamo! Si vede di come sia tu l’unico interesse della tua vita, l’unica ragione di esister senza assolutamente interessarsi agli altri.

Ma perché, io mi domando perché i cretini sono sempre nei posti sbagliati e riescono sempre ad andare avanti rubando il posto a chi invece ha le capacità di fare le cose per bene? Perché non possono lavorare i bravi ma per gli incompetenti c’è sempre posto? Che palle!!

Io mi rendo conto, adesso sono troppo incazzata per cercare di stare calma e raccontare tutto per bene, ma non mi dà pace nemmeno il fatto che i ministri Matteoli e Prestigiacomo si dichiarino contrari. La Prestigiacomo perché è tanto contraria però ha già firmato per dare l’ok al parco eolico di fronte a Termoli. Matteoli perché ha rassicurato tantissimo che i soldi per la strada Sassari-Olbia sarebbero arrivati molto presto e invece, al solito, non arriva una cippa. E permettetemi di diffidare da un uomo che esalta un ecomostro come il ponte di Messina.

Vogliono praticamente chiudere la costa con una cancellata di pale eoliche…

A parte che non credo ai benefici di questo scempio, ma voglio che sia chiaro che non appartengo al gruppo del “Non nel mio giardino”, io sono contraria ovunque!!

Non so come concludere ma al momento spero solo che passino di qui gli imprenditori che hanno pensato di realizzare questa cagata. Andate affanculo.
 


E finalmente torno a scrivere!!! In questo periodo ne sono successe così tante che a ogni notizia pensavo “ecco, questa la commento sul maialino”, poi mi mettevo davanti al pc e non combinavo nulla. Non che non avessi idee ma era proprio un “ho tutto in testa ma non riesco a dirlo”, tanto per citare gli Afterhours, che mi fa sempre piacere!!

Allora. il caso che più mi ha colpito ultimamente è il modo in cui alcuni nostri politici passano il tempo. Scopriamo che le escort vanno a fare festa a palazzo Grazioli, scopriamo che i governatori vanno a fare festa con i trans. Ma secondo voi bisogna dimettersi per questi motivi??

Siccome qui ci sono coinvolti personaggi politici di ogni parte, cercherò di essere imparziale, cercherò di fare il presidente della repubblica della situazione, così, tanto per trovarmi un paragone poco impegnativo.

Allora. E’ successo che il premier ha passato la notte con una escort che si chiama Patrizia D’Addario. Che in cambio della compagnia le avrebbe promesso tante cose e dato che non sono state mantenute, la D’Addario si è stufata e ha deciso di spifferare tutto ai media.

Secondo voi un premier dovrebbe dimettersi per aver pagato una escort? Secondo me no. Ecco, magari mi urta di più che se donna Veronica Lario non avesse aperto bocca, adesso la escort sarebbe tranquillamente seduta tra gli europarlamentari. Ecco, questo mi da fastidio e pure parecchio.

Poi succede che si scopre che il governatore della regione Lazio, Piero Marrazzo, ha rapporti con un trans che si chiama Natalie. Immagino a pagamento pure qui. Solo che qui c’è stato un po’ di casino, dato che ci sono quattro carabinieri presunti ricattatori finiti in cella e come nella storia precedente della cocaina. Solo che nella storia precedente nessuno sa nulla, un po’ alla mafiosa, e qui lo stesso Marrazzo ha ammesso di farne uso.

Che peccato. Diciamo che in fondo in fondo non sono particolarmente stupita, però Marrazzo mi sta simpatico quindi mi spiace venire a sapere che assume cocaina.

Per il trans invece, non mi interessa. Sono assolutamente contraria al fatto che una persona venda il proprio corpo, a meno che la stessa non sia consenziente. Mi va bene se è una scelta personale, non mi va bene se è obbligata da altri. Che poi sia donna, uomo o trans e irrilevante.

Ci sono delle famiglie che soffrono. Sono questioni che devono risolvere privatamente, anche se dato il ruolo importante che queste persone coprono è spesso impossibile separare la vita privata da quella pubblica. Ad ogni modo, non credo che chiederei una dimissione per un fatto come questo, se non ci fosse della cocaina di mezzo.

Chiedo le dimissioni quando ci sono affari ben più loschi sotto, come gare di appalto truccate, rapporti con la mafia… peccato che per questi motivi non avverranno mai. Una cosa sola chiedo. A tutti. Che quando state davanti alle telecamere, fissate con i vostri occhi l’obiettivo come se stesse guardando me in faccia e mi dite che bisogna introdurre l’elemento della moralità… ecco, vorrei che ci pensaste due volte, prima di dire a me quella parola.
 


Sorelle d’Italia, l’Italia s’è desta, dell’elmo di Scipio s’è cinta la testa….

E adesso ditemi: qualcuno trova offensiva questa frase??

Io no, assolutamente, neanche per il fatto che sia stata usata per uno spot di calze, da un’azienda che tra l’altro, ultimamente fa solo spot bellissimi!! Nessuno sta giocando con l’inno d’Italia, solo che, almeno in questo, è rivisitato in una maniera strettamente femminile, dove Italia e Vittoria, vengono interpretate come se fossero propriamente nomi di donna.

Quante donne hanno combattuto durante il Risorgimento e non ci sono libri a sufficienza che ne parlano, è sempre più semplice relegare le donne all’unico ruolo di cuoca o infermiera. Ebbene, si poteva accettare ai tempi del Risorgimento, appunto.

Ma nel 2009, non mi potete venire a dire che è un problema tirare fuori questo inno per uno spot, uno tra i pochi intelligenti rimasti.

Possibile che nessuno abbia da ridire sugli spot di intimo con donne sempre più svestite, sempre più in mostra e sempre più mercificate e invece si scateni una polemica inutile su qualcosa che invece è stato fatto con la testa e non con altre parti del corpo?? Di donne nude né è pieno, anche quando non ci fanno nulla. Tempo fa ce n’era una persino per lo yogurt, ma figuriamoci. Che tra l’altro si lamentava della digestione irregolare.

Io non te lo vorrei dire cara, ma se mangi e te ne vai in giro nuda, poi è normale che ti viene il cagotto!! Risparmiati i soldi degli yogurt e vai a comprarti una maglia della salute, và!

In questo caso poi, l’Inno ci sta benissimo. O preferivamo le orride canzoni coverizzate con dentro il nome dello spot? Ma avete visto quella dei cereali, che usa “Il mio corpo che cambia” dei Litfiba, trasformandolo in Cereali a colazione o qualche fesseria simile??

O tempo fa, quella dell’amaro Ramazzotti, dove la splendida Hedonism degli Skunk Anansie veniva riproposta come “E’ solo quello… cheeeeeeeeeeeee Ramazzotti, ti dà!”. Da denuncia. E ultima… chi ricorda Valeria Rossi, quella di Dammi tre parole, sole cuore amore? Benissimo. Adesso è diventato “Dammi tre parole, Cameo, budino, amore”.

Ma andate a cagare!!

Propinate una serie di spot offensivi per il genere umano e poi… io non posso crederci, io mi adiro proprio quando penso che adesso Belen Rodriguez fa l’insegnante di latino e nessuno dice niente!!!!Belen Rodriguez, quella che a parte mettere il culo davanti alla telecamera non fa altro!!! Lei non sarebbe offensiva?

O chi non ricorda la telenovela Tim tra Diego a quella capra di Adriana che appunto aveva il ruolo della bella e cretina?? Lei si che era rispettosa… ma per favore!!

A me alle volte viene in mente solo un pensiero.

Se l’inno fosse stato usato in versione originale, coi soliti “Fratelli d’Italia”, magari più movimentata, con i calciatori della nazionale che si fanno la barba, nessuno avrebbe avuto nulla da ridire, ne sono certa.

In ogni caso, visto che nessuno lo dice, ci penso io. Sorelle d’Italia è interpretata dalla bellissima voce di una giovane cantante che si chiama Sushy.

Pensiero personale conclusivo: grazie Calzedonia, almeno per ora, i tuoi spot ci descrivono come donne intelligenti!
 



Aiuto. È tornato e si è scatenato un finimondo. Non ha fatto in tempo ad aprire bocca che subito erano lì tutti in fermento. Eppure io l’ho guardata quella puntata iniziale, quella di Annozero, e mica c’erano notizie fasulle o notizie che gli italiani non potevano mai immaginare.

Marco Travaglio non ha un contratto, ma perché?? Perché se dice un sacco di bugie, poi viene puntualmente scagionato da ogni accusa di calunnia in quanto risulta sempre che non ha mai dichiarato il falso?

Le reazioni sono state immediate e tra queste, quella che colpisce più di tutte, è quella di non pagare più il canone Rai. Oh beh. A volte sono d’accordo. Ma non per Travaglio e Santoro, perché invece per loro lo pago e anche volentieri.

Non lo voglio pagare per Bruno Vespa ad esempio, neanche tanto per quella storiaccia dell’intero palinsesto cambiato per dare in diretta le prime case in Abruzzo (e per non dare niente, neanche voce a coloro i quali i danni subìti non sono stati neanche riconosciuti), che poi la serata l’ha vinta quel tronco di pino di Gabriel Garko, e dagli pure torto al pubblico!!

Io ho guardato l’ispettore Coliandro. Ecco, anche per lui il canone lo pago volentieri.

Ma a Bruno Vespa, a lui no che non lo pago, e anzi m’incazzo quando ti racconta per filo e per segno tutte le mosse di una tragedia per poi trasformarla in un giallo. Che poi lo facesse obiettivamente. No, come tira il vento. Adesso che Alberto Stasi è stato scagionato lo descriverà come un martire, ma in tutti questi anni che ci hanno dato solo gli indizi contro di lui, Vespa era lì, con la bicicletta nera alle sue spalle, pronto a sbattere il mostro in prima pagina. Ecco, per lui lo abolirei.

Ma ultimamente, c’è un programma per cui lo pagherei molto ma molto volentieri. Anzi, sono proprio contenta che i soldi della mia famiglia, siano finiti anche nelle mani di Vincenzo Salemme. Avete visto quanto è bello il suo programma “Da Nord a Sud…e ho detto tutto”? Forse non l’avete visto, i dati auditel non lo promuovono affatto. Premiano invece l’ennesima fiction di canale 5, Intelligence.

Lo spettacolo di Vincenzo Salemme è uno spettacolo come Dio comanda. Composto da attori e comici capaci, ospiti altrettanto validi. Ieri c’erano Flavio Insinna, Veronica Pivetti, Ambra Angiolini e Fiorella Mannoia. Due attori veri, una showgirl completa e un’artista eccellente. Mica la Gregoraci.

Quella maledetta regola dell’auditel non dovrebbe esistere per lasciare spazio a un po’ più di buongusto. Voglio dire… a Mediaset hanno chiuso in anticipo il Bagaglino… ma per fortuna, con quella mandria di donne nude che neanche un locale di strepteas!

Il programma di Salemme è bello ed è un varietà con la V maiuscola, roba che in Rai non si vede da tempo!

Si vocifera già la terribile chiusura anticipata… spero proprio di no, anzi, spero che la gente adesso, possa rendersi conto di cosa hanno contribuito a pagare: una cosa bella.

Non chiudete quello show. Il mio canone Rai stavolta è per Salemme!!!
 



Questa storia comincia così: “Sei romena? Se sei romena come penso, mi dici dove batti? Dai che dieci euro con te ce li butto.”

Tutto comincia a marzo, quando guardando la trasmissione Le Iene di Italia uno, vedo un servizio chiamato Una notte da Romeno in cui la Iena Paolo Calabresi, passa una notte a Roma a fingersi romeno e rischia di essere accoltellato. È bastato che un gruppo di italiani riconoscessero l’accento del romeno affinché uno di loro tirasse fuori un coltello e gridasse “Vi apro come cozze” ai due che in realtà erano italiani.

Ho lasciato un commento di indignazione ovviamente, dove dicevo che tutta questa situazione è semplicemente vergognosa e che è tempo di smetterla con questi stupidissimi luoghi comuni.

Dopo pochissimo tempo, trovo un commento sulla mia pagina di youtube, di un tale che si firma pikolivon e mi scrive appunto la frase che ho messo all’inizio. Succede anche una cosa divertente, nel senso che io corro sulla sua pagina e rispondo testualmente: “Ti è andata male, sono italiana e dovresti essertene accorto perchè io, a differenza tua, parlo italiano molto bene. Tieniti i dieci euro e per le tue voglie, fai da solo, come sempre del resto”.

Il tipo fa sparire il commento dalla sua pagina e viene a scusarsi con me. Ma io oramai mi diverto e piuttosto che chiuderla lì, porto avanti questa bagarre, proprio per vedere dove questo tipo arriva. Bene. Scopro che è fermamente convinto che tutte le donne romene siano prostitute e che gli uomini tutti stupratori. Tutti, nessuno escluso. In un video di youtube, c’è un servizio del telegiornale… parla di quella tragedia di Livorno, dove è andata a fuoco una roulotte ed è morto carbonizzato un bimbo rom di pochi mesi.

Lui naturalmente non ha abbastanza intelligenza per sapere che rom e romeno non sono la stessa cosa.

Ovviamente ho trovato un commento di questo tale e sapete cosa c’era scritto? “Bene così, uno in meno, adesso continuiamo con gli altri”.

Capito?? Per la morte di un bambino di pochi mesi, lui ha esultato. Quello che dovrebbe essere un giovane uomo di 37 anni si rivela un verme schifoso, un ignorante e naturalmente, un senza palle, perché è molto più semplice credere al vociare generale che porsi delle domande.

Conoscete Citto Laqualunque? Il personaggio politico interpretato da Antonio Albanese? Solitamente esordisce con un “e ricordate che noi consideriamo i giovani un problema e non una risorsa”… ecco. Forse in qualche caso ha proprio ragione.

Anche perché sapete come l’ha finita questo trentasettenne? Dopo aver detto peste e corna sui romeni, ha aperto un nuovo account, si fa chiamare piccola romena e lascia commenti in giro per dire che è una prostituta che ruba i soldi agli italiani e poi li porta in Romania.

Domanda legittima: come fai a essere sicura che sia proprio lui? Beh, il tipo non è certamente furbo. Quindi ha richiesto l’amicizia solo alle persone con cui ha battibeccato. Me compresa. E stranamente, tutti hanno impiegato un secondo a riconoscerlo, a causa dei soliti orrori di ortografia e del terribile modo di esprimersi.

Non ci vuole una laurea per capire che uno con quelle idee e che uno che sia felice della morte di un bambino sia un ignorante.

Ma questa non è l’unica qualità di questa tipologia di uomini… se uomini possiamo chiamarli. Ve ne voglio raccontare un’altra. Un giorno finisco nel canale youtube di un sacerdote, che si chiama don Mauro. C’era un video dedicato al Vangelo di Pasqua. E mi colpisce un commento religiosissimo. Così, incuriosita, vado a vedere il profilo di questo utente che si chiama carlino.

Molto religioso, certo. Infatti apriva le porte a tutti i credenti. Dal Po in su. Perché siccome il tipetto è molto credente anche della Lega Nord, non ha problemi a scrivere che il suo motto è “Prendi un bastone e ammazza un terrone” e non ha neanche problemi a dire che Hitler è morto troppo presto perché la sua opera doveva estenderla anche ai romeni.

Visto che bella gente?? Ah, ovviamente ha riempito di insulti anche me, perché ha trovato svariati miei commenti… e una volta, si è sentito tanto colpito perché ne ha letto uno in cui scrivevo che la gente è proprio idiota, si genuflette davanti a ogni crocifisso ma vive in un mondo classista, dove lo straniero è nemico e non deve esistere. È contrario all’aborto perché tutti hanno diritto alla vita. Ma i romeni no. Loro non devono vivere. Né gli albanesi, forse nemmeno i turchi secondo lui.

Mi viene in mente una bellissima canzone di Paolo Benvegnù, si chiama “Io e il mio amore” e c’è una frase che brucia di verità e dice “Ne ho già visti tanti come te, stare in silenzio assenti, fucilare gli innocenti e i propri comandanti, perché l’uomo prega Dio ma preferisce Giuda”.

Quelle persone mi lasciano sgomenta. Mi terrorizza sapere che escono, che se incontrano uno straniero lo insultano senza motivo, ma poi corrono in chiesa, la domenica, a dare il segno della pace ai vicini di banco e mi raccomando, che sia ben visibile a tutti i presenti, esattamente come i soldi donati all’offertorio. Che schifo.

Di gente così il mondo, di internet, che poi è uno spaccato di mondo reale, ne è pieno. E per ultimo, vorrei segnalare la frase che un utente sedicenne ha lasciato nella pagina di un amico. C’era scritto: “Sieg hail camerata. Morte ai negri di merda, l’unica razza che merita di esistere è quella bianca… siamo noi ariani.”
 


A volte penso che siamo proprio stupidi. Che rischiamo la vita e non ce ne accorgiamo neanche e lo facciamo come se invece fosse un gesto da eroi. Morire per delle idee? No, molto meno. Morire per delle idiozie. Questo sì.

Tipo, se sai che l’alcool ti dà alla testa, che in ogni angolo spunta un carabiniere a farti l’alcool test e se sai che se torni a casa intero sarai molto molto fortunato… perché bevi lo stesso come un dannato e poi ti metti alla guida?

Sono stata a un festival qualche settimana fa. Lo fanno da ormai cinque anni vicino al mio paese, ci sono gruppi da svariate parti d’Italia e anche d’Europa. Bello? Moltissimo. Bella musica, bell’ambiente e bello scenario, dato che si trova in un piazzale vicino alla spiaggia in cui sorge la torre dei dieci cavalli.

Musica che può piacere o no ma indubbiamente il divertimento è assicurato.

E allora cosa c’è di male? C’è di male che sembra d’obbligo finire come stracci o quasi. Che nel chiosco bar vendono birra a fiumi e se vai in giro con una bottiglietta d’acqua sembri tagliata fuori dai giochi.

Ma non importa, in realtà non succede sul serio e soprattutto, molti dei presenti, domani non ricorderanno nulla. Ma veniamo al dunque.

La birra a fiumi la bevevano il 90% dei presenti. Il restante 10% girava con la bottiglietta d’acqua. Io ero tra il 10%. Ho visto cose terribili. Ho visto una ragazza buttata in terra che dormiva, ma visto che non si muoveva assolutamente è stato necessario chiamare i carabinieri… non si capiva se fosse viva o morta, tanto era piena d’alcool in corpo.

Ho incontrato persone che salutavano gli amici (e già mi stupisce che li abbiano riconosciuti) e mentre parlavano non si capiva assolutamente niente. L’utente doveva impegnarsi seriamente sia nel comprendere le parole biascicate sia ad evitare le alitate d’alcool che sono micidiali. Ho incontrato persone che stremate d’alcool si sono sedute un momento a terra e si sono addormentate. Sedute.

La colpa di chi è? Di chi vende la birra? Ma assolutamente no!!! Il chiosco bar è organizzato dagli stessi ragazzi che organizzano il festival e in qualche modo devono finanziarsi. La colpa è la nostra. La colpa è di chi non sa assolutamente regolarsi. Ma non c’è da stupirsi. Viviamo in un paese dove nei pacchetti di sigarette c’è scritto che il fumo fa male, in un paese in cui gli spot televisivi sugli alcolici ti chiedono di bere responsabilmente, in un paese in cui alla tv, passano le pubblicità per spegnere la tv e andare a teatro o leggere un libro.

Abbiamo sempre bisogno del carabiniere che ci dice cosa si deve e cosa non si deve fare, noi da soli non ci arriviamo. Mettiamo la cintura perché altrimenti ci fanno la multa, mica perché se qualcuno ci viene addosso sbalziamo fuori dall’abitacolo.

Cosa c’è di male nel bersi una birra? Niente. Comincia a diventare una cosa preoccupante quando le birre diventano dieci in una serata, perché te la offrono, perché sei rock’n’roll, perché se non la bevi sei fuori.

Io che ruolo avevo là in mezzo? Ero lì per la musica. Io non bevo alcolici, non mi piacciono. A fine serata mi sono così impossessata delle chiavi della macchina sottraendole al legittimo proprietario che a mio avviso aveva un po’ esagerato. E siamo arrivati a casa sani e salvi, senza nessun problema e nessun rischio.

Che devo dire? Piacere, sono Bob, l’amico che non beve e riporta a casa tutti? Probabile.

Non sono migliore di nessuno, ma almeno per una volta mi sono sentita leggermente più furba.
 


E adesso vorrei parlare di un programma televisivo che sta andando in onda in questo periodo e che trovo molto carino. Non riguarda fortunatamente le innumerevoli repliche che rai e mediaset ci propinano, né di intrattenimento stupido e gratuito. E un programma che parla di cronaca, va in onda ogni mercoledì in prima serata su raitre, è condotto da Camilla Raznovich e si chiama Amore Criminale. Parla, come si può presagire, di storie d’amore finite con atti criminali. E perché ne voglio parlare? Perché questo programma, nel modo in cui è strutturato, fa capire molto meglio e molte più cose di quante ne facciano capire i telegiornali in quei pochi minuti di racconto che spesso e volentieri si trasformano in una caccia allo scoop senza scrupoli.

Raccontano due storie in due ore di trasmissione che poi vengono analizzate insieme a una psicologa. Si alternano filmati originali a filmati d’archivio, si tratta di una ricostruzione vera e propria. La settimana scorsa hanno parlato di una storia che mi ha colpito particolarmente. È passata una settimana da quando ho risentito questa storia e non ho smesso un giorno di pensarci. Allora voglio a mia volta raccontarla, almeno per provare a buttare fuori tutto quello che quelle immagini mi hanno lasciato. E anche per fare in modo che questa storia non finisca nel dimenticatoio.

È la storia di Lorena Cultraro, di appena quattordici anni, di Niscemi. È la storia di una ragazzina che cambia, nel pieno della sua adolescenza, che si accorge di interessarsi ai ragazzi e soprattutto si accorge di interessare ai ragazzi. Ma è principalmente la storia di Lorena che finisce nelle mani sbagliate, dei suoi presunti amici, del suo presunto fidanzatino, sempre minorenne ma più grande di lei e degli altri due scagnozzi. Quei ragazzi che riescono a uscire e a farsi strada solo in gruppo. Lorena ha avuto una relazione con due di loro.

Possiamo dare delle colpe a Lorena? Possiamo dirle che poteva stare attenta o che poteva essere più controllata? Non dimentichiamo che ha solo 14 anni e a 14 anni si tratta pur sempre di bambini. Non basta l’altezza, non basta una certa forma fisica, 14 anni sono pochissimi e basta. Purtroppo ha solo apprezzato i corteggiamenti dei suoi amici, ma è una colpa questa?

Che nessuno osi pensare il “però se l’è andata a cercare” perché nessuno al mondo va a cercare di morire a 14 anni per mano di tre delinquenti. E se dobbiamo cercare un responsabile, non troviamolo nella vittima, che è troppo facile!!!

Non può essere una colpa essere carina!!

I giornali si sono divertiti a dipingere Lorena come una ragazza leggera, pronta ad andare con qualunque ragazzo. Beh, non è così. Lei è solo stata vittima di tre ragazzi più forti di lei e l’hanno uccisa perché la loro forza è stata minata da quella di Lorena.

A un certo punto Lorena racconta di essere incinta. Lo racconta al suo primo fidanzatino e poi smentisce. Poi fa la stessa cosa col secondo fidanzatino. Cosa che non è vera, poi si scopre che non è mai stata incinta. Ma i tre, perché anche se ha avuto una relazione solo con due dei suoi tre “amici”, anche il terzo ormai è parte integrante del gruppo, hanno solo voluto fargliela pagare. Perché se avesse detto in giro di essere incinta, i tre avrebbero avuto seri problemi con le loro fidanzatine ufficiali, dato che Lorena era solo un gioco per loro. E lei non poteva togliere a loro il potere e seminare il panico. Così hanno progettato per lei una punizione coi fiocchi. L’hanno trascinata in un casolare, l’hanno violentata, l’hanno presa a calci e pugni. L’hanno strangolata e gettata in un pozzo.

Prima hanno ovviamente cercato di depistare le indagini, poi, quando uno dei tre ha confessato, ha chiesto: “e adesso che ho confessato, posso andare a casa?”.

La brutalità dell’omicidio mi lascia senza parole. Degli autori non so proprio cosa pensare, dato che il più vecchio di loro è nato nel 1991. Com’è possibile che tre ragazzini abbiano in corpo una tale violenza?? Ma dove sono cresciuti? Anche pensando alle loro famiglie, ipotizzando che magari le abbiano sempre avute tutte vinte, una reazione di questo tipo è una cosa spropositata, inspiegabile. Tre criminali cresciuti in una famiglia normale. Forse persi di vista. Dalla famiglia, dalla scuola. Che cosa orribile.

Ma ciò su cui vorrei attirare l’attenzione è la pena che questi tre ragazzini hanno avuto. L’ergastolo non possono averlo perché sono minorenni. Ma secondo voi è giusto? Secondo me è profondamente ingiusto!!! Anche se sono minorenni, questi hanno stampato sulla mente il concetto di vendetta e per motivi futili e dal primo momento, sapevano benissimo cosa facevano. E il fatto che non si rendano conto della gravità è anche peggio, questi tre possono andare in giro a uccidere la gente senza accorgersi di quello che fanno!! Sono incapaci di intendere e di volere? No, secondo me ne sono capacissimi, sono assolutamente incapaci di ogni forma di responsabilità, ma questo è tutto un altro discorso.

Mi fa orrore pensare che questi tre, fra venti anni, saranno nuovamente in giro. Saranno fuori a neanche 40 anni, capite? Avranno tutto il tempo di rifarsi una vita!! Loro hanno ucciso Lorena e fra vent’anni vivranno come se niente fosse successo!!! Dicono già da ora che non vogliono più sentire parlare di questa storia!!!

Io penso alla mamma e al papà di Lorena. Alla sua famiglia. Soffriranno sempre. Per sempre. E fra venti anni, potrebbero incontrare per strada gli assassini della loro figlia. Riusciranno a resistere all’impulso di ucciderli con le loro mani? Io non ce la farei mai.

Premesso che considero lo stupro grave quanto un omicidio, quei tre dovrebbero scontare due ergastoli a testa. Ma qui siamo ben lontani da arrivare a sentenze simili, tanto che sembra molto più facile scaricare tutto sulla piccola Lorena, colpevole di essere troppo carina, colpevole di “essersela andata a cercare”. Che vergogna!

Sono contraria alla pena di morte. Sono favorevole all’ergastolo per omicidio e stupro.

Sono favorevole alla giustizia.
 


Fa caldo. Tanto caldo. Tantissimo caldo. Ma non è solo l’estate. Non è solo il sud. Non è solo il sole. Perché se così fosse, io non sentirei odore di bruciato tutte le volte che esco da casa mia.
È solo che anche quest’anno mi bruciano la terra in cui vivo. Teste di minchia.

Allora. Che vi devo dire? Normalmente verrebbe naturale lanciare maledizioni a valanga. Ma io non sono così infame, non mi sento di augurare il male, a nessuno. Detesto sentire le persone che si augurano a vicenda malattie terribili, mi fa star male solo l’idea, è una cosa orribile.

Non mi sento neanche di augurare l’unghia del piede perennemente incarnita, pensate un po’. Non auguro gastriti, né mal di testa, né mal di denti. Non auguro il male a nessuno, ma qualcosa, vorrei dirla lo stesso.

È una lettera aperta ai piromani che quest’anno particolarmente, ma tutti gli anni, decidono di devastare la Sardegna ma è ovviamente rivolto anche a chi brucia le terre meravigliose che abbiamo in Italia. È una lettera da una sarda e in questo caso, immagino sia destinata ad altri sardi. Solo che è da una sarda vera, che guarda caso ama e rispetta la terra che le ha dato la vita.

È la mia lettera per voi. Capite? Non contro di voi, ma per voi. La pena che mi fate è indescrivibile. Perché sì, è vero che mi fate imbestialire quando poi devo guardare quel panorama terribile, quello che prima era di mille colori, mille varietà di verde che a volte tendono al giallino e adesso, a parte qualcosa nero bruciato attorniato da un desolante nulla, io lì sarei ben felice di prendervi a schiaffi. Ma il male, no, non ce la farei nemmeno lì ad augurarvelo, non seriamente. Non vi auguro di finire vittime di un rogo, come voi avete fatto in modo che succedesse a tanti innocenti. O almeno, non ve lo auguro qui, perché voi sapete già che non so se per l’eternità, ma un bel permesso premio all’inferno non ve lo toglierà nessuno.

Io vi auguro una vita serena. Se siete giovani, vi auguro di trovare una compagna che vi ami, di avere un giorno dei figli che saranno felici di abbracciarvi la sera e salutarvi la mattina e vi auguro che anche loro un giorno, possano avere dei figli e rendervi dei nonni felici.

Adesso non sarete più soli. Avete una compagna che vi ha amato e che continuerà ad amarvi, dei figli che non potrebbero vivere senza di voi e dei nipoti che vi fanno le feste tutte le volte che vi incontrano. E vi immagino nelle occasioni di festa, tutti insieme, felici, a Natale ad esempio, a pranzo tutti insieme, tutti impegnati a mangiare insieme, a scambiarvi regali e auguri e lì, solo lì, spero che si avveri il mio augurio per voi. Niente di male, nessuna sofferenza fisica, non temete. Vi auguro che mentre abbracciate i vostri figli arrivi improvvisamente, senza preavviso, quella presa di coscienza che non avete avuto quando vi siete messi in piedi davanti alla vostra terra e avete deciso di darla in pasto alle fiamme.

Io vi auguro solo questo. Una presa di coscienza che arriverà, non temete, arriverà.

Non perdo tempo a elencare il pugno nello stomaco che comporterà quel momento, la voglia di liberarsi di questo peso e l’impossibilità di farlo per paura di perdere tutto quello che fino a quel giorno avrete costruito e mai meritato seriamente.

Se solo sapessero loro, i vostri cari. Cosa potrebbe succedere?

Arriverà la presa di coscienza. Non temete. Vivete bene.
 


Ci sono delle persone che a volte vorresti incontrare faccia a faccia. Quelle che vedi alla tv, che svolgono un ruolo che li porta sempre davanti alle telecamere, che alle volte dovrebbero dare l’esempio. Raramente sono giovani e spesso ci viene da pensare che sia un peccato, perchè un po’ di freschezza sia utile e che nuove idee debbano arrivare.

Ma non è mica detto che sia così. Ecco, io una persona che vorrei incontrare faccia a faccia è Matteo Salvini. Non sapete chi è? Non preoccupatevi, non lo sa nemmeno lui.

Dice di essere un politico, si veste di verde e va in giro a dire cazzate. Quindi da questo punto di vista non ha tutti i torti, le carte in regola per fare il politico le ha, specialmente del suo gruppo color verde.

Cos’ha fatto di buono? Oh beh, ricordate la proposta di lasciare negli autobus i posti riservati ai milanesi? Ebbene si, è tutto merito suo!!!

 Che bella persona!!! Io vorrei invitarlo a cena.

Però lo metto in piedi nell’angolo del balcone fuori dal salotto, accanto al cestino del gatto, perché quella sera, i posti a sedere sono riservati per tutti coloro che non si chiamano Matteo Salvini. Ci possono stare veneti, toscani, napoletani, siciliani, valdostani, lombardi, tutti fuorché Matteo Salvini che starà legato fuori e ci penserò io a dargli da mangiare.

L’ultima meravigliosa esibizione di questo tale, è un coro a un raduno razz… cioè, leghista, in cui canta esattamente così:

“Senti che puzza
scappano anche i cani
stanno arrivando i napoletani
ocolerisi terremotati
voi col sapone non vi siete mai lavati
Napoli merda Napoli colera
sei la vergogna dell'Italia intera”

Che piacere. Poi guardate, sapere che Salvini è un membro (e mai sostantivo fu più adatto, anche se qui, di virile c’è molto poco) del Parlamento europeo mi fa fare i salti di gioia. No, a parte scherzi, non mi preoccupo tanto. Gli altri parlamentari europei sanno che razza di gente sia questa, è proprio per questo motivo che ci prendono per il culo a oltranza.

Ma vabbè. Come giustificare questa bella figuraccia? L’alcool…. Non mi convince, non ho mai incontrato un ubriaco che al mio paese gridasse abbasso il nord… e occhio leghisti alla lettura, la vostra automatica risposta del “certo, il nord mantiene il sud, voglio vedere come fate senza” regge quanto un castello di carte in una bufera di vento, perché è una vita che al sud tiriamo avanti senza.

Senza diritti reali, senza uno Stato Italiano che si occupi di noi, senza un presidente che, anche se viene a chiamarci concittadini (a Napoli, in Abruzzo, in Sardegna…) se ne frega altamente di queste terre ma attuando la tecnica delle promesse impossibili che coinvolgono le persone che non hanno più voglia di chiedersi il perché di niente.

Salvini ha detto che si tratta solo di un coro sportivo che tratta di una sana competizione e che non vuole offendere nessuno. E sul fatto che sia un coro “sportivo” ha ragione, infatti il coro finisce così.

”napoletano lavora duro che a Maradona devi dare pure il culo
e Diego merda..Diego..Diego merda”

Come faccio a saperlo? L’ho trovato in un sito degli ultras milanisti sotto la voce “Cori Offensivi”. Ma come??? Salvini ha detto che le offese non c’entrano, che è sana competizione e gli stessi ultras milanisti mi classificano questo coro come offensivo?? Non mi tornano i conti.

Ma poniamo che sia così veramente. Cosa cambia? Quel tizio là, quel Salvini, è un razzista con la R maiuscola, non solo con gli extracomunitari, ma con gli stessi italiani. E siede al parlamento europeo per rivendicare che la sua Padania è il nord dell’Italia e dimenticando che dal posto in cui siede, altro non è che Sud Europa. Ma molto Sud. Profondo Sud, come scrive Thomas Mann in Morte a Venezia.

Ai tempi dell’emergenza rifiuti di Napoli (a proposito… funziona tutto perfettamente?? I tg nazionali non ne parlano più neanche a pagarli…) Salvini ha proposto ai tifosi milanisti, durante l’incontro Milan-Napoli, di sventolare i sacchetti per la raccolta differenziata.

Come si fa a non voler bene a questo qui? Sprizza buongusto da ogni poro. Nemmeno Massimo Boldi nei filmacci di Natale è stato capace di tanto.

Ma tornando all’inizio del post, immaginando un incontro tra me e Salvini. Io che dovrei fare? A ogni sua scemenza, denigrare il nord? Dovrei parlar male dei veneti, quando una delle mie amiche più care è padovana? No… io non posso abbassarmi al suo livello.

Però una domanda ce l’avrei. Se il sud lo odi proprio tanto, cosa cazzo ci fai ad aprire sedi della Lega Nord in Sardegna e Sicilia??

Sai che ti dico Salvini? Io non posso odiare il nord pensando a delle differenze inesistenti che vai blaterando nei tuoi comizi. E sai perché? Perché sono italiana come te. Ma al contrario tuo, io sono anche minimamente intelligente. Minimamente.

Tu neanche questo.



 


Sono andata a vedere un concerto. Un concerto di Tiziano Ferro. Io trovo che sia bravissimo. E pensare che inizialmente lo odiavo. Vi ricordate come ha cominciato? Un singolo orrendo che si chiama “Xdono” che l’ha reso famosissimo. Io non lo sopportavo.

Al di là della canzone che nonostante tutto, continua a non piacermi, ma c’erano troppi balletti… insomma, non mi piaceva proprio. Poi però, ‘sto ragazzo è andato avanti. Cavoli, se è andato avanti. Così ho deciso di mettere da parte il pregiudizio che avevo su di lui e cioè il fatto che Tiziano Ferro fosse solo e unicamente un prodotto per attirare le ragazzine e che soprattutto non avesse il talento per andare avanti in questa strada.

Ho deciso quindi di smettere di “sentire” Tiziano Ferro per cominciare ad “ascoltarlo”, che c’è una bella differenza. E ascoltando, mi sono resa conto che non solo il ragazzo è dotato di un talento fuori dal normale ma è contraddistinto da un’eleganza nei modi e da un’educazione che definirei quasi introvabile nei suoi coetanei di oggi (ha solo 29 anni!).

Oltre a essere un bellissimo ragazzo, diciamolo.

Così un po’ di tempo fa, tramite una carissima amica, vengo a sapere che suona nei dintorni e insieme decidiamo di andare a vederlo.

E i giorni prima mi veniva da sorridere perché pensavo “certo che dieci anni fa ero io la prima a dire che non sarei mai andata a vedere Tiziano Ferro e adesso, sono ben felice di andarci”.

Due parole sul concerto e su Tiziano: semplicemente eccezionale. Ha una voce meravigliosa e non si percepisce differenza dalla voce registrata su disco. Incredibile! Promosso a pienissimi voti!

Ma di un’altra cosa volevo parlare. Tante persone che mi conoscono mi hanno detto “certo che non mi sarei mai aspettata che ti potesse piacere Tiziano Ferro”, altre mi hanno risposto semplicemente “Noooooo ma come hai potuto?”. E questo perché preferisco un genere rock, quello definito alternativo che dovrebbe essere l’opposto di quello definito commerciale. E allora ho cominciato a pensare che alle volte è terribile come sia facile lasciarsi condizionare.

Perché le persone che ci stanno intorno, si fanno ovviamente un’idea di noi e alle volte siamo più preoccupati di rispettare quell’idea piuttosto che fare quello che semplicemente ci va di fare. Sapete, circa un anno fa è uscito un videoclip di una band torinese, i Linea 77, definiti crossover o alternative. La canzone si chiama “Sogni risplendono” ed è un duetto proprio con Tiziano Ferro. Rivolta popolare!!! I fan dei Linea 77 hanno gridato allo sputtanamento della band, hanno tempestato il loro myspace di critiche… anzi… no, le critiche si fanno sulla base di qualcosa, tanti fan si sono limitati a dare loro degli “ipocriti e svenduti”, degli “incoerenti”, altri hanno scritto solo “che delusione” o anche “e io che vi ascoltavo col cuore” e questo perché? Perché hanno collaborato con Tiziano Ferro.

Che poi Tiziano Ferro sia uno dei cantanti più dotati del panorama musicale italiano non conta nulla. Lui è pop, loro sono alternativi e non lo devono apprezzare e non perché sia effettivamente così, ma solo perché i fan hanno deciso così. I fan, capito? Quelli che dovrebbero sostenerli sempre, quelli che apprezzano quello che dicono i Linea 77 quando parlano di apertura mentale ma solo quando ne parlano perchè se solo si azzardano a metterlo in pratica con una scelta stilistica di questo genere è il finimondo.

Fortunatamente non tutti sono così, ci mancherebbe altro, però lo sgomento con cui le persone che mi conoscono hanno reagito alla notizia che a me, amante dei Placebo, amante degli Afterhours, possa piacere anche Tiziano Ferro, mi ha quasi turbata. E soprattutto non ne capisco il senso, tanto sono sicura che prima o poi qualcuno penserà di me “Ma chi? Sara? Ma quella non capisce nulla, fa tanto la rockettara e poi va a vedere Tiziano Ferro!!”

Ma perché? Io mi ritengo fortunata perché questo atteggiamento mi porta a una riflessione ma ci sono altre persone che si lasciano condizionare, come quelle che escono tutti i sabato sera non perché ne hanno voglia, ma perché il chiacchiericcio generale ha stabilito che il sabato è vietato stare a casa e chi ci resta è sfigato.

Non è vero, ma ci credono in troppi.

Forse predichiamo troppo un’apertura mentale che siamo i primi a non avere, auspichiamo a un mondo più aperto ma solo perché gli altri la devono pensare come noi e non possiamo abbassarci a capire gli altri, perché predichiamo l’uguaglianza ma in fondo ci sentiamo superiori.

Gli stessi Linea 77 sono intervenuti in mezzo a tutti quei commenti e hanno detto una sacrosanta verità: “Sapevamo che ci sarebbero state proteste ma un artista non si deve limitare. E poi a noi è sempre piaciuto provocare. La vicenda è il triste resoconto del male del secolo italiano: la faziosità”
 



E ora lasciatemi parlare di Billy Ballo. Non conoscete Billy Ballo??? E allora ci penso io. Avete presente i programmi della gialappa’s band?? Billy Ballo è quello che appare nei trailer dei film…se ancora non avete idea, correte su youtube e digitate Billy Ballo. È un personaggio che fa il verso ai concorrenti dei vari talent show prendendo il nome da Billy Elliot.

Il nostro personaggio è interpretato da un ragazzo che si chiama Alessio Saro e ha 33 anni. Ed è proprio di lui che voglio parlare. Il nostro attore, più o meno un mesetto fa, è stato arrestato per stupro. In realtà non ha stuprato nessuno, ma ha avuto rapporti sessuali con una tredicenne ben felice di accoglierlo tra le sue braccia, diciamo così. Solo che la legge italiana parla chiaro, sotto i 14 anni, anche se la ragazzina è consenziente, è stupro.

Ah, la ragazzina l’ha conosciuta su facebook, manco a dirlo.

Succede che la ragazzina tredicenne è iscritta su facebook. E io mi domando che cosa ci faccia, ma vabbè. La nostra riconosce Billy nonostante abbia un altro nome e parte la richiesta di amicizia. Poi i due si incontrano, si piacciono, lei racconta alla mamma che va a dormire dall’amica, invece va via con lui, a casa sua e spatapam! Succede tutto.

I due si piacciono e si danno un altro appuntamento, la bimba dopotutto ha già la scusa collaudata. Solo che prima di andare a dormire dall’ “amica”, si depila e si trucca. La mamma si insospettisce e appena la figlia esce, si affaccia alla finestra e la vede che sale in macchina con un uomo. Scatta la chiamata al cellulare della figlia, si fa passare il nostro Billy che si spaccia per il fratello dell’amica ma la mamma ormai non ci casca e si fa riportare a casa la figlioletta. E scoperta tutta la storia, scatta automaticamente la denuncia per stupro e l’arresto immediato di Alessio Saro.

Ok. Vi dico cosa ne penso? E certo, altrimenti che ci sto a fare… dunque. Penso che la tredicenne, un po’ zoccoletta, lo sia, penso che tredici anni non siano abbastanza per un consenso di questo tipo e penso soprattutto che io a 13 anni, litigavo con mia mamma perché mi toglieva le Barbie dalle mani. Certamente non ero su facebook, sia perché non esisteva, ma anche perché a tredici anni, mia mamma, non mi avrebbe permesso di utilizzare internet senza il suo permesso e soprattutto senza la sua presenza.

Ma. C’è un ma, grande come un palazzo. Le colpe di ciò sono tutte del nostro amatissimo Billy. Adesso. Trentatreenni in linea… ma per voi è normale provare attrazione fisica per una tredicenne?? E si che alcune adolescenti di oggi sembrano già in prepensionamento, però echecazzo!!! Ha comunque tredici anni, è pur sempre una bambina, ma non ci pensi mentre… mentre… non fatemi andare avanti con la frase che poi rimango turbata da sola.

Ciò che più mi ha colpito però, è la reazione di tante persone. Se andate nei video su youtube, sotto ci trovate tanti commenti a riguardo. Ebbene, la maggior parte inneggiano alla liberazione immediata di Alessio Saro perché la bimba era consenziente e perché questo arresto, altro non è che l’ennesimo atto di oltraggio alla libertà individuale.

Cazzo, ha 13 anniiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!! E’ in terza media porca miseria, probabilmente non ha neanche il ciclo mestruale e si ritrova già l’imene sfondato!!!!!!

Perché non le facciamo sniffare cocaina allora?? Se è consenziente!!! Tanto se sniffa una volta ogni tanto non le fa nulla!!

E tutti a dire che in Italia non si è più liberi di fare niente, nemmeno di accoppiarsi con le alunne di scuola media, come se fosse la cosa più normale di questo mondo, e che la legge è sbagliata e che se una cosa è stabilita da una legge non è detto che sia giusta.

Benissimo. Chi lo spiega a questi cultori della libertà che prima di pensare alla legge, si dovrebbe avere anche quel minimo di buonsenso per cui se io sono un uomo di trentatre anni e incontro una tredicenne su facebook, forse riesco a capire che è il caso di non portarla a letto ma di farle vivere la sua infanzia?

Perché a 13 anni si è ancora bambine!!!!!!!!!!!!

Io non credo di essere restrittiva. Ma da un uomo di 33 anni mi aspetto un minimo di cervello, Gesù Santo!!! Quella è una bambina, lasciala in pace!!!

Io se fossi stata nei panni della mamma della bimba, a Billy avrei frullato la faccia a schiaffi. Prima di denunciarlo, ovvio.

Ma ho la vaga impressione che quando i meravigliosi autori di quei commenti ignobili saranno genitori di una figlia femmina e si ritroveranno al suo tredicesimo compleanno, chissà come, cambieranno idea.


Ho deciso cosa voglio fare da grande: il ministro della pubblica istruzione. Dai, mi ci vedo benissimo e poi deve essere una figata!! E poi peggio di Maria Star non potrò fare…

Allora, l’idea che ho di come dovrebbe essere un ministro, è un’idea amplificata di ciò che mi viene in mente quando penso a come dovrebbero essere gli insegnanti. E come dovrebbe essere un insegnante? Semplice. Deve farsi amare dagli alunni. Non deve terrorizzarli, deve far capire che ciò che studieranno sarà utile alla loro vita quotidiana, deve far capire che è bello sapere tante cose e che se tutti i professori fossero così, la scuola sarebbe proprio uno spasso.

Io l’ho detto tante volte. A me della scuola non manca proprio niente.
E per confessarla interamente, fosse stato per me non sarei andata nemmeno alle scuole superiori.

E voi mi direte “e con che coraggio adesso vorresti fare il ministro della pubblica istruzione?”. Proprio perché la scuola com’è strutturata non mi piace e ho in mente un piano stupendo!

Da dove comincio? Comincio dall’idea più importante. Abolisco gli esami di maturità. Ebbene si. E sapete perché? Perché ne ho sentite troppe a riguardo e trovo profondamente ingiusto che gli alunni alla fine, vengano giudicati per tre giorni e mai per i cinque anni complessivi di scuola!!

Eh no, siamo buoni tutti altrimenti!! Facciamo un esempio. Arriviamo alla fine dell’anno con l’alunno A che se l’è sempre cavata e con l’alunno B che ha 7 materie insufficienti. Solo che fa la sceneggiata e gli insegnanti si lasciano commuovere e allora via, alziamogli tutti i voti, magari portiamoli allo stesso livello dell’alunno A che sì, non ha mai brillato ma ha sempre fatto il giusto.

Arriviamo il giorno dell’esame e che succede? Che se l’alunno B ha già preso per il culo una volta, lo farà anche una seconda e cosa ancora più grave, gli insegnanti saranno ben disposti a farsi prendere per i fondelli. E l’alunno A? A lui va di sfiga, nelle prove non riesce benissimo e gli insegnanti, che hanno la memoria cortissima e hanno dimenticato che nei precedenti 5 anni ha sempre fatto il suo dovere, saranno prontissimi a metterlo in difficoltà in ogni modo.

Andrà a finire che nessuno sarà bocciato (forse), ma che alunno A e alunno B usciranno con lo stesso voto. Ma con l’impressione esterna che all’alunno A sia stato dato un calcio in culo per essere promosso, mentre l’alunno B si sia meritato tutto.

Eh no!!! Eh no!! Io sotto esame di maturità metterei perennemente tutti gli insegnanti e come commissione ci metto gli alunni che in quelle materie vanno male. E la domanda d’esame sarà: “Avanti, spiegami una volta per tutte questa cacchio di partita doppia che in cinque anni che ti ho sopportato non sei mai venuta a fare lezione ma solo a interrogare argomenti che mai hai spiegato. E bada bene che se sgarri ti boccio!”

Io penso che ad alcuni insegnanti, un po’ di strizza farebbe solo bene. Specialmente se sono quelli che se ne sono sempre fregati alla grande.

Anche perché tanti prof, dimenticano un comandamento importantissimo e cioè il fatto che da tutte le persone si può imparare qualcosa. Quindi, anche dagli alunni! E tanti invece partono dal presupposto che a causa della giovane età, non ci sia niente da prendere. Certo, a 14 anni nessuno di noi è stato capace di “intendere e di volere”, ma questo non significa che la personalità debba essere annullata per fare posto all’esatta coniugazione di tutti i verbi, per quanto sia importante.

E al posto dell’esame di maturità che ci metti? Decido che ogni alunno, tutti gli anni debba essere valutato in base a tutto ciò che ha fatto. Alla fine, un voto finale complessivo glielo diamo.

Al giorno d’oggi, l’esame di maturità è sempre più un esame d’immaturità. La fonetica ci viene incontro.

Togliamoci dalla testa che gli insegnanti siano sempre capaci di insegnare veramente.

Vi piace il primo punto del mio programma?? Adesso vengo agli altri. Aumenterei l’età per la frequentazione della scuola dell’obbligo.

“Ma come, proprio tu che manco ci volevi andare?”

Esatto, proprio io che manco ci volevo andare, perché ho capito che sarebbe stato un errore gravissimo. Quindi, risolviamo una volta per tutte, la scuola dell’obbligo arriva fino al diploma!! Poi ognuno sceglie la sua strada.

A questo proposito, ho un’altra proposta. La scuola media. Ma perché dura solo tre anni? Secondo me ci siamo dimenticati una cosa fondamentale. Che ho detto anche prima. E cioè a 13 anni un ragazzino, non capisce nulla. Però pensa di sapere tutto della vita ed è convinto di avere sempre ragione. Il periodo che va dai 13 ai 15 anni è un momento terribile, dove un bambino passa dalla convinzione di sapere tutto e arriva a ritrovarsi quasi ragazzo con invece la consapevolezza di non aver capito niente!!

Com’è possibile che a 13 anni un bambino sappia che indirizzo scolastico intraprendere!! Entra a scuola che ha 13 anni e esce che ne ha 18… sono solo 5 anni, ma 5 anni in cui cambia tutto!!

Cambiamento: la scuola media deve durare 5 anni. Ah, già che ci siamo, possiamo aumentare il raggiungimento della maggiore età? No, sapete com’è, ma i pischelli che ti sgommano la macchinona di papà davanti a scuola sono da evitare come la peste. Rimettiamola a 21 anni. Dai che a 21 anni è tutta un’altra situazione!!!

La scuola media dura 5 anni. I primi tre, classici. Gli altri 2 sono una specie di specializzazione, dove gli insegnanti aiutano gli alunni a trovare la strada che fa per loro. I bambini più bravi e cui piace la matematica faranno più ore di matematica, ma senza mai trascurare le altre materie. Idem per i più bravi in italiano, in inglese, in francese, in musica eccetera…

Musica. A proposito. Alle scuole superiori, qualunque esse siano, l’ora di musica continua. E non necessariamente con il flauto, che è lo strumento più insopportabile di tutti i tempi… e nemmeno fermandoci alla storia della musica di inizio ‘900. Guardate che non conoscere i Rolling Stones e non conoscere Mozart, è grave allo stesso modo. Inoltre diviene d’obbligo la conoscenza di questi artisti italiani: Fabrizio de Andrè, Francesco de Gregori, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Adriano Celentano, Luciano Ligabue. Un’ora alla settimana la dedichiamo a e-mule e all’insegnamento che per chi non ha il becco di un quattrino, scaricare musica da internet non è poi così grave. Coraggio, gli U2 non faranno la fame a causa della mia riforma!

L’ora di religione rimane, ma come l’ho fatta io alle superiori. Il mio insegnante è un parroco. E quando lo incontro per strada, corro a salutarlo. Ha passato gli anni a insegnarci quanto Gesù Cristo sia stato un grande rivoluzionario, colui che ci ha insegnato un mondo costruito con l’amore e la tolleranza, col rispetto per il diverso che poi diverso non è, con la voglia di amare e di farsi amare. E ci ha fatto capire di quanto siamo stupidi noi umani, a farci la guerra per ogni minima cretinata!!

Ovviamente è sempre facoltativa. Solo che chi non la frequenta, non sa cosa si perde!!!

Inoltre: obbligatoria l’ora di lettura dei quotidiani nazionali. E il conseguente insegnamento di leggere le notizie con un occhio critico, non smettendo mai di chiedersi il perché delle cose.

Infine una delle questioni più delicate. Il bullismo. Qui sarò irremovibile. Se con tutti i miei metodi bellissimi, cioè di insegnanti capaci di insegnare oltre alla materia anche e soprattutto la vita, con le parole bellissime di tutti gli artisti italiani che conosciamo, con l’amore di Gesù Cristo, che potete credere in lui o no, ma per quanto possiate credere finta la religione, nessuno può negare che quel messaggio d’amore debba diventare il motore del mondo, se con tutti questi metodi i bulli esistono ancora, dovrò prendere seri provvedimenti.

Ascoltami bullo. Se fai del male a un tuo compagno di scuola, ripeti l’anno. Automaticamente. Puoi anche avere i voti migliori, ciò non significa che tu abbia capito qualcosa della vita. Hai capito? No perché se hai ancora qualche dubbio, ripeti in automatico anche gli altri anni. E ricorda che nella mia riforma, l’obbligo scolastico arriva al diploma e anche se hai 32 anni non te ne puoi andare.

Ultima cosa, ma questa riguarda il mio ministero: banditi gli sprechi. Ma per sprechi intendo che se nella scuola ci sono soldi che vengono buttati in baggianate, ciò sarà evitato, non che elimino scuole di paese così, a cazzo!

Regola valida per tutti: se un preside viene a denunciare il figlio di un immigrato clandestino sarà automaticamente sputato in un occhio da me medesima, in diretta televisiva negli studi di Porta a Porta, che figuriamoci se Bruno Vespa si perde l’occasione.

Per le università la solfa non cambia. Anzi, qui gli insegnanti sono ancora più sotto esame, perché tanti docenti non accettano che gli alunni abbiano un loro modo di ragionare e di avvicinarsi alle materie, ma esigono che lo studente si limiti a ripetere a memoria ciò che hanno letto sui libri.

Io per esempio, conosco un’insegnante di teatro che esige questo. Di teatro, capite? È terribile!! Il teatro è nato per dare un insegnamento e per lasciare una morale… come potremmo mai capirlo se tutti ci limitassimo a studiare a memoria?

Dal momento in cui sarò al ministero, studiare a memoria sarà severamente vietato! Sosteniamo la creatività degli studenti!! Almeno saranno i bravi ad emergere e non i secchioni!

Che dite? Secondo voi potrei migliorare un po’ le cose? Io penso di si… dai, votate per me!

Scusate se mi sono dilungata, ma questo è un piano politico, mica pizza e fichi.
 

 


Comincio a essere stanca. Del modo di pensare generale che per carità, non è colpa della gente comune. È colpa di chi ci ha fatto credere questo.

Avete presente quando qualcuno mette in giro una voce, infondata, però tutti ci credono?? Ecco, una cosa che qui in Italia succede più o meno ogni santo giorno. E riguarda svariati ambienti. L’immigrazione, l’integrazione, il pericolo e adesso, anche il lavoro. Eh si, perché poi adesso si sono svegliati e sono tutti lì a dirci che c’è la crisi. La crisi economica.

Sentite un po’ razza di asini, è un’infinità di tempo che c’è la crisi economica grave, ed è diventato irreparabile da quando un genio ha deciso di approvare i contratti a tempo determinato! Perché? Cos’è cambiato?

È cambiato che da allora le aziende hanno trovato più conveniente assumere giovani, ma solo per tre mesi. E poi? Poi, forse, gli rinnovano il contratto. Però il giovane, guadagnerà una miseria e non potrà fare alcun progetto.

Vuole sposarsi? Non può. Fra tre mesi potrebbe perdere il lavoro.
Vuole comprare casa? Non può. Perché col piffero che le banche gli concedono il mutuo.

Ah ecco, le case. Altra bella questione. Una mia zia, ex insegnante delle elementari, dice: “Sono cambiati i tempi… noi andavamo via dalle topaie per andare nelle case belle e i nostri figli vanno via dalle case belle per andare nelle topaie… noi dovevamo emigrare per mandare qualcosa alla famiglia e i nostri figli devono emigrare per trovare il primo schifo d’impiego e noi da casa dobbiamo mandargli altri soldi, perché i loro non bastano”.

E non parliamo dell’unione case-banche. Ci sono buchi che costano 250.000 euro e banche che concedono un mutuo da pagare in rate da 350 euro, che però arrivano a 900…. Volete farmi credere che sia tutto regolare?

La crisi… saranno sei anni che c’è la crisi. E quali sono i meravigliosi consigli che ci danno? “Ma voi dovete fare girare l’economia!!!” Andate a quel paese.

Sapete cosa mi fa arrabbiare? Quando sento la gente che dice: “Eh, adesso è fortunato chi ha un lavoro”. Che per quello che stiamo vivendo, è vero, lo riconosco. Però, fatemi analizzare la parola “fortunato”.

No, echecazzo, è fortunato chi è ricco e può spendere come più gli pare, è fortunato chi ha il culo pieno di soldi e non sa come spenderli senza pensare “oddio, domani mi licenziano”, è fortunato chi fa la vita del nababbo, ma chi ha un lavoro non è fortunato. Chi ha un lavoro è una persona normale e un impiego, oltre a essere un dovere, deve essere innanzitutto un diritto!!

Ce l’abbiamo una Costituzione? Si, grazie a Dio, anche se alcuni la considerano carta straccia!!! E qual è il primo articolo?

L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro!!!

Diamine, sul lavoro!!! E dov’è il lavoro?? Non vedo l’ora di finire l’università, ho un precariato che mi aspetta a braccia aperte.

Non vedo l’ora di finire a lavorare in un’azienda, così ogni tre mesi rischio di trovarmi col culo per terra. E se chiamassi i sindacati? Ecco ecco, questi giovani non hanno voglia di fare niente e si appellano al sindacato!

Ma prendiamo altri casi. E i giovani che fanno altri lavori in condizioni di sicurezza pessime? Loro? Che cosa fanno? Ve lo dico subito.

Sarroch (Cagliari). Raffineria Saras. Tre operai muoiono asfissiati.

Hanno 26, 30 e 56 anni. E prendevano da 700 a 1000 euro.

Loro sarebbero fortunati eh?
 


In questi giorni ho la febbre. Non sto tanto bene e quindi sono ferma a casa. Ho così avuto modo di seguire tanti tg e leggere tante notizie su internet. E allora le voglio commentare.

Prima notizia. Tutti parlano dell’influenza suina. Che è una cosa tragica, terribile, che ha provocato tanti morti in Messico, che è una malattia nuovissima, che bisogna stare attenti, evitare i luoghi pubblici e una serie di cose.

Poi arriva il primo caso in Italia e cosa ti dice la giornalista del tg? Primo caso italiano di febbre suina, ma il paziente è già guarito.

Ma come? Ma fino a tre minuti fa eri lì a farmi credere che era incurabile e adesso il primo italiano che ne è rimasto colpito è guarito nel giro di mezz’ora??? Ma razza di imbecille che non sei altro, ma dimmi che quella malattia è una tragedia in Messico dove le condizioni igieniche sono pessime e dove i farmaci sono introvabili, cretina!!!


Dimmi che in Italia, dato che viviamo bene, si cura in un batter d’occhio, asina patentata!!! Ma io non capisco… ti fanno un emergenza su tutto questi giornalisti, sono buoni solo a creare allarmi e sempre quando non ce ne sono! Poi quando succedono i casini, ce li dicono a metà, che se non li capiamo è meglio! Ci distraggono con le notizie finte, ci fanno aver paura di un’influenza che guarisce in un attimo! Idioti. Giornalisti del servizio pubblico…. Ma non fatemi ridere! A schiaffi, vi prenderei!

Altra notizia. Anche quest’anno sono stata al concerto del Primo Maggio a Roma…. Evviva!!!! Meraviglioso come sempre!!! Ma non mi dilungo sulle mie sensazioni e sui gruppi… ci sono due notizie a riguardo che mi hanno colpito. Una l’ho letta sul sito di un quotidiano che si chiama “Il giornale”. Bah. L’altra sul sito della Uaar. Doppio bah.

Allora, veniamo al primo sito. “Il giornale” sostiene che a questo evento i dati siano sempre esagerati e che non c’erano 800.000 persone, ma (cito testualmente) in realtà molti ma molti di meno. Bene. Giornalari del giornale???? Al vostro articolo ci mancava solo la parentesi con scritto “almeno dalla mia tv sembrava così”, perché si vede che in piazza San Giovanni, non ci è passato nessuno di voi! Forse siete usciti dalla metropolitana e avete visto che non ci stavate, così, incacchiati neri perché Vasco ve lo siete persi, l’avete buttata lì. “E ma vuoi che i comunisti sono 800.000? Ma no, macchè, ma và!”.

E perché non mi dite quanti ce n’erano esattamente visto che ne siete così sicuri? Allora, amici del maialino, ve lo dico io, che c’ero. Si, forse non c’erano 800.000 persone. Ce n’erano pure di più. Perché se erano molte ma molte di meno, io, lo spazio per tirare fuori la macchina fotografica dalla mia borsa, l’avrei avuto. E avrei avuto modo di arrivare lì e mettermi in prima fila, se le persone fossero state molte di meno!! Perché non mi raccontate che dalla sera prima c’erano le persone accampate sotto il palco? Ah già, forse non lo sapevate neanche. E poi, qual è l’altra polemica inesistente? Che Sergio Castellitto ha recitato una poesia di sua moglie, la scrittrice Margaret Mazzantini. Dunque? Conflitto di interesse.

Perché guardi la pagliuzza nell’occhio di tuo fratello e non ti accorgi di avere la trave nel tuo occhio?

La notizia della Uarr è rivolta esclusivamente a Sergio Castellitto. Della Uarr ho già parlato tempo fa e ribadisco. Io, da credente, rispetto chi non crede. Io, da credente, spesso mi infastidisco quando la Chiesa si intromette nello Stato. Io, da credente, lo so che a volte sembra proprio che alcun sviste della Chiesa vadano in netto contrasto con la parola di Cristo.

Io, da credente, rispetto te, che non credi nel mio Dio e non mi farai del male. Ma se tu, non credente, ti lamenti di una ipotetica supremazia della religione ma in fondo al cuore calpesteresti il cadavere dei tuoi amici, che tanto il paradiso non c’è e l’anima non esiste, pur di avere una supremazia dell’ateismo in questo mondo, mi fai letteralmente girare le palle!

Io non costringo te a credere in Dio, ma tu non cercare di costringere me a credere che non esista.

Sergio Castellitto ha recitato il testo “Imagine” di John Lennon ma ha omesso la parte che dice “Immagina un mondo senza religioni”. Buuuuuuuhhhh! Sui siti della Uaar si è scatenata la polemica, youtube è stata invasa di tanti di loro che commentano cose del tipo “Castellitto merda”.

L’ipotesi che magari Castellitto possa pensarla diversamente non li ha nemmeno sfiorati. Che palle.

Tengo a precisare che non generalizzo affatto tutti gli atei con la polemica della Uaar.

Se la Chiesa è insopportabile quando reagisce alla Littizzetto che fa le battute, la Uaar è altrettanto insopportabile quando reagisce appena tocchi la loro non-religione!

E poi guai a chi mi tocca il grande Sergio!!!!

Che fatica seguire le notizie.
 



Lo spettacolo del Bagaglino ha chiuso in anticipo causa calo di ascolti. Ma va???? Ma pensa te, non me lo sarei mai aspettato da un programma che da vent’anni cambia titolo ma ti propone sempre la stessa minestra!!!

Da piccola lo adoravo. Il sabato sera era un must guardare quel programma e mi facevano ridere gli imitatori e mi piacevano i balletti di Valeria Marini o di Pamela Prati, perché ovviamente pensavo che erano balletti quelli. Comunque.

Passano gli anni, cambiano i titoli, e la solfa è sempre la stessa. Uomini vestiti da donna, freddure da invidiare ai film di Pierino, qualche volgarità gratuita, gli immancabili vip in prima fila che ridono e guardandosi tra loro esclamano “è uguale!!”. E oltre a questo, aggiungendosi col tempo, donne nude a volontà.

Quest’anno lo spettacolo si intitolava “Bellissima, varietà anticrisi”.

Tralasciamo il fatto che questo programma, la crisi non solo non la scacciava, ma la faceva venire anche a chi prima non l’aveva.

Il titolo era dedicato a una prima donna, immaginiamo. No, non era una, erano otto. Alla faccia. E lo spot cominciava proprio con loro. Le soubrette si mostravano al pubblico e si presentavano.

Valeria. Marini. Te la passo. Non mi è mai stata troppo simpatica, anche perché ha un accento peggiore del mio e continuava a proclamarsi romana fino a pochi anni fa. Ma piano piano, nonostante la simpatia nei suoi confronti non sia arrivata, ho capito che proprio stupida, non lo è nemmeno lei.

Pamela. Prati. Ti passo anche lei, ha cinquant’anni e da venti è li a sgambettare dal Salone Margherita, se le togli questo è la fine. Lei almeno non ha mai nascosto il fatto di essere sarda.

E poi partivano le altre. Justine, Antonella, Manila, Silvia, Angela. Ohibò… e voi chi siete?

Justine Mattera, arrivata in Italia come moglie di Paolo Limiti che stava seduta nei suoi programmi vestita e truccata come Marilyn. Posso fare un appello? Fatemi tornare Limiti!!!! Adoro quando fanno vedere gli spettacoli di anni e anni fa!!!! E soprattutto, se da telespettatrice sono arrivata al punto di sentire la mancanza di Paolo Limiti, qualcosa vorrà dire.

Antonella. Mosetti. Ex ragazza di Non è la rai, ancora in circolazione non si sa per quale motivo.

Manila. Nazzaro. Ex Miss Italia. Vedi Antonella Mosetti.

Silvia Burgio. Ex concorrente del Grande Fratello ed ex transessuale. La Ricordate? Ne avevo parlato anche io e ne avevo parlato benissimo. E’ andata al grande fratello e ci ha costretto a capire che la personalità sta dentro di noi, il corpo che la avvolge altro non è che un involucro. Te la passo, la promuovo a pieni voti.

Angela Melillo. Non so da dove sia arrivata, né per quale motivo ogni tanto la si veda sgambettare in tv. Bah.

E poi l’ultima, quella che doveva essere il pezzo forte.

Nina. Moric. È di spalle e si volta. Aaaaaaaaarrrrgghhh!!! Ma che diavolo è successo alla faccia di questa qui????? Ma non ci posso credere!!!!! Era bellissima e ora ha la faccia gonfia che neanche un pugile dopo un ko!!! Ma chi è il chirurgo che ti ha rovinato così?? Ma eri una delle donne più belle del mondo e adesso sembri la cugina sfigata di Alba Parietti!!!! Che tristezza… e si che esserti sposata con Fabrizio Corona deve averti rovinata anima e corpo, ma santo cielo, guarda che a ridurti così ce ne vuole!!!! Tornerà mai com’era prima? Ma non ne hai specchi? Eri stupenda, chi te l’ha fatto fare, ti sei rovinata la faccia!!!

Lo show andava avanti tra qualche imitazione, ma era incentrata soprattutto sulle esibizioni delle primedonne, che si impegnavano in una sfida originalissima: bionde contro more.

E dato che le primedonne non sanno fare niente, possiamo immaginare…

I dati di ascolto hanno dato un giudizio palese. Hanno addirittura preferito i bambini ammaestrati, figli di genitori atteggiati, che hanno partecipato al programma della Clerici.

La Marini, che ha sentito in anticipo puzza di flop ha colto la palla al balzo pur di lasciare la barca che affonda. L’hanno dovuta sostituire con tale Natalia Bush, in sostanza una mucca con la parrucca bionda.

Considerazioni? Consigli? Nessuno pensi che la comicità non piaccia. Zelig non farebbe i picchi d’ascolto altrimenti. I comici, le battute, le risate ci piacciono. Ma devono essere intelligenti, non freddure buttate a caso!

Forse è il caso di rinnovarsi?


E adesso fatemi dire delle pubblicità progresso. Io solitamente le adoro. Adoro quelle sulla violenza sulle donne, dove le donne vengono incitate a non accettare mai nessun tipo di violenza. Né  fisica, né psicologica. Benissimo, ottima idea, approvo totalmente.

Mi piace quella sulla depressione, dove anche qui, chi né è colpito, è spinto a non avere paura di affrontare con coraggio questo problema. C’è quella sull’autismo, quella sui problemi alimentari, c’è quella che promuove il teatro, c’è anche quella della immondizia che ogni tanto invasa Napoli, quella con quell’attrice che era finita al centro delle polemiche di intercettazioni e raccomandazioni. Anche se devo dire che quest’ultima mi lascia perplessa, perché non ci vedo molto chiaro, ma vabbè, per ora chiudiamo un occhio e facciamo finta che sia vero che quel problema sia finito per sempre. Io me lo auguro, però i miei dubbi, me li tengo.

Insomma, penso che la pubblicità progresso sia un bel modo per lanciare dei bellissimi messaggi.

La mia preferita, in ogni caso, rimane quella che facevano tempo fa, dedicata ai giovani e ai loro mezzi di trasporto. Si vedeva un ragazzo in uno scooter e dietro di lui, un altro ragazzo, era un angelo, che gli allacciava il casco. Era l’angelo custode e mi ricordo una frase bellissima che diceva: “Io faccio tutto il possibile, ma voi andate così veloci…”. Un messaggio stupendo e un video altrettanto bello. Non nego che ho sempre considerato questi spot come piccole opere d’arte e che alle volte penso che sarebbe bellissimo se un giorno riuscissi a girarne uno anche io.

Così, è un’idea. È un modo per parlare alla gente, per fargli sapere che tanti problemi che ci addolorano, sono problemi di tutti. È un modo per ammettere le debolezze umane, perché tutti ci preoccupiamo per qualcosa e perché dobbiamo renderci conto che non saremo mai gli unici.

Veramente, bellissima idea. Ma. C’è un ma. Pochi giorni fa, mentre pranzavo, ne vedo un’altra. Tengo a sottolineare il “mentre pranzavo” perché significa che siamo intorno alle 13/ 13.30. Insomma, stavo pranzando e ne vedo un’altra. Si vedono un uomo e una donna che entrano in una casa. La donna entra in casa e l’uomo rimane fermo sull’ingresso, allo specchio. Si osserva. Si guarda. Si scruta. Sembra parli a sé stesso, sembra si dica “Lei è qui, dai, vai da lei”. E poi una inquietante voce fuori campo:

“Tanti uomini hanno problemi di erezione”.

Oh santa pace!!!! Diciamo che per un soffio, tutto quello che di buono ho detto sulle pubblicità progresso, è ancora valido. Ma scusate… ma è un problema così grave da meritarsi lo spot? Uomini, abbiate pazienza, posso immaginare che non sia facile, ma io la pubblicità non ve l’avrei dedicata!! E che cavolo!! Ma mi hai parlato di violenza sulle donne, di alcool, di droga, di incidenti stradali e di angeli custodi, di teatro, di arte e ora mi racconti questo problema qui??? Ho capito che chi né è affetto non vuole sentirsi abbandonato ma… tu non pensi che egli stesso potrebbe provare un certo imbarazzo?? Tipo, se sono a una cena con amici, c’è la tv accesa,  parte questo spot e uno degli ospiti diventa rosso in viso, forse si sente colpito. Non so, ipotizzo.

Sta di fatto che continuo a non trovare l’urgenza di uno spot su questo caso. Anche se pensandoci bene, quasi quasi mi fa piacere. È pieno di uomini troppo sicuri di sé e di uomini che pensano che la virilità si dimostri unicamente in quel campo. Forse è un messaggio tra le righe, cari uomini. Non ti funziona l’affare? Magari è la volta buona che usi il cervello!

Non so, ipotizzo eh… e scherzo ovviamente.

Ma tornando all’argomento principale. Io a questo punto dico a chi di dovere: va bene, magari è un problema diffusissimo, magari l’uomo ha bisogno di sentirsi consolato per questo… magari questo spot avrà degli effetti benefici.

Potreste evitare di trasmetterlo all’ora di pranzo???

 


Se qualcuno legge da parecchio le mie riflessioni qui, ha notato che sono una fan del concerto del primo maggio che ogni anno si svolge a Roma. Sono andata a vedere sul sito le prime notizie riguardanti la manifestazione e ho letto che quest’anno, il motto guida della manifestazione è “Il mondo che vorrei”, prendendo in prestito la nota canzone di Vasco che parteciperà all’evento. È un titolo bellissimo!!! E allora mi sono chiesta: e com’è il mondo che vorrei?

E avevo talmente tante cose in mente che non ne ho detta nemmeno una!

Il mondo che vorrei è come questo. Rotondo e che gira. Che gira, sempre, qualunque cosa succeda, lui non si ferma mai e va avanti.

Il mondo che vorrei è come questo. Multietnico. E con tutte le etnie, le culture e le religioni che si incontrano e si rispettano e vanno avanti non nonostante, ma grazie alle differenze.

Il mondo che vorrei non ha paura del diverso, dello straniero, solo perché ha una nazionalità diversa. Ma diversa da chi, poi? Ricordate la canzone di Fabrizio de Andrè, “Il testamento di Tito”? in una strofa canta “Non avrai altro Dio all’infuori di me, spesso mi ha fatto pensare,genti diverse venute dall’est, dicevano che in fondo era uguale… credevano a un altro diverso da te e non mi hanno fatto del male”. Il mondo che vorrei sa benissimo che è composto da tante culture, da tante tradizioni e non è spaventato, ma è fiero di questo.

Il mondo che vorrei è uno. Che diavolo significa terzo mondo, quarto mondo? Dove sono questi mondi e chi li ha inventati? Il mondo che vorrei non ha uomini capaci di creare con la crudeltà dei mondi a seconda del livello monetario. E se proprio questo è impossibile, l’uomo riconosce almeno che la colpa di un paese più povero, deriva da qualcuno che ha deciso di sfruttarlo! E risolve i guai,si che li risolve.

Il mondo che vorrei è bello, è bellissimo. Non ha più i poveri e i ricchi, ha un insieme di persone che lavorano onestamente, che vivono insieme e che vivono bene, porca miseria! E’ un mondo a colori, in festa, in musica!! Sempre in musica perché è ora di capirlo, il messaggio che la musica può diffondere nel mondo è il più bello!!

Il mondo che vorrei non dimentica la storia, inorridisce davanti ai ricordi dell’olocausto e si impegna costantemente affinché gli orrori di questo tipo non avvengano mai più.

Il mondo che vorrei non ha spazio per i nuovi naziskin e rabbrividisce al solo pensiero che possano esisterne ancora. Perché è un mondo saggio e un popolo che ha alle spalle disastri come questi, deve avercelo stampato in testa che la violenza non potrà mai generare nulla di buono. Il mondo che vorrei, anche se è saggio, i nuovi naziskin li prenderebbe a calci nel culo dalla mattina alla sera. Eh no, non venitemi a dire che allora sogno un mondo violento. Questa non è violenza, questa è educazione, quell’educazione che i nuovi naziskin non hanno mai ricevuto. Perché uno che pensa che esista la superiorità delle razze, non può essere stato educato da qualcuno, dai, è impossibile.

Il mondo che vorrei, ha un Italia che chiede scusa alla Romania per tutte le volte che i media infangano questa terra creando una caccia al romeno senza precedenti. Ah ma, di questo ne parlo ancora, statene certi.

Il mondo che vorrei ha il principio della meritocrazia, dove chi ha una qualità, può andare avanti e chi ha una raccomandazione, perde un turno. E no, è sbagliato, stai fermo un giro. Rifletti e poi riparti.

Il mondo che vorrei comprende chi sbaglia e chi impara dai suoi errori. È un mondo senza armi, senza distruzione, senza guerra… guerra? Che significa guerra? L’ha inventata l’uomo che non è capace di rispondere a niente, quel tipo di uomo che sembra voglia distruggere tutto solo a parole, poi incontra qualcuno che sappia parlare meglio di lui e dato che si sente senza armi, passa all’insulto, all’offesa e poi allo scontro fisico. Solo perché non sa parlare. Ci sono libri, dizionari e antologie per tutti nel mondo che vorrei. E soprattutto, ci sono tante tante tante persone che hanno voglia di leggerli, ecco la differenza con questo mondo!

Il mondo che vorrei non è impossibile. Basterebbe darsi una calmata. Potremo imparare ad ascoltare prima di attaccare qualcuno. E se qualcuno ci pone un’opinione contraria, potremo tentare di trovare un punto d’accordo, senza limitarci al “ma che cosa vuoi?”. Niente voglio, tranquillizzati.

Questo è il mondo che vorrei. E sono certa che è il mondo che vorreste anche voi. E allora perché non lo facciamo?


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