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maialino.blog Vari |

ciao,
e’ difficile decifrare o saper descrivere certi momenti quelli che hai passato e
quelli che si stai vivendo.
C’e chi ha lasciato qui qualcosa per me e so che e’ importante questo e l’ho
capito cercando di vedere cio’ che non appare cosi’ chiaro subito, cio che va
oltre l’odio che si chiama con quel nome e oltre l’amore che si chiama con quel
nome, perche’ ci sono dei fili sottili che li accomunano e li collegano.
Sono una escort, con te sono una escort (quanto puo’ poter esprimere una
macchina? quanto puo’ valere il nome escort? )
Sono una escort ma non mi sono mai sentita tale e tu neppure hai mai
considerato i nostri sentimenti se non nel modo piu’ unico, alto e giusto con il
quale dovevano essere chiamati, senza etichettarli, perchè i sentimenti si
sentono, si provano e non hanno bisogno di essere catalogati, sono leggeri e
liberi.
Nella mia vita ho avuto un libro che e’ stato per lungo tempo una sorta di guida
“sulle sponde del fiume pedra mi sono seduta e ho pianto” l’ho sempre ritenuto
come si dice una guida .
Quel giorno mentre ancora stavi arrivando, ma per me gia’ c’eri, ti ho dedicato
"undici minuti" sempre di Coelho, ho scritto una lettera che non ti ho mai dato
e tu non l’hai mai saputo benche’ adesso conosci molte cose di me.
E’ quando si arriva al limite che si sa di non poter vivere più senza amore e
allora le cose accadono. e così e successo. mi stavi aspettando e io aspettavo
l’amore, così e successo. la diga si e rotta perche tra noi gia dentro era un
esplosione di emozioni che puo dettare solo uno sguardo ma che si sente a pelle
e ancora adesso, benche' sia trascorso tempo, non possiamo decidere di andar via
se non provando quel qualcosa che si sente quando si e’ pelle ed anima.
Io con te ho ricordato come amare, non ce lo ricordavamo più, mai stato così
prima, hai inventato l’amore e abbiamo appreso insieme come amarci ed e’ stato
bellissimo.
Come una escort mi bastava amarti, sapere che c’eri, star bene con te nel pensiero, nei colori che mi davi, nel sentire i tuoi passi arrivare, nel camminare insieme con quell’alone di magia accanto da respirare. E' vero che qualcosa si e’ incrinato, che qualcosa e meno forte, ed e vero che basta un attimo per perdersi ma e’ cosi’ facile ritrovarsi.
Ho fatto dei giri meravigliosi che a dirlo nessuno ci crederebbe, mi mancano,
vorrei tornare cosi’, in quell’estasi di un mondo che e fuori dal mondo, dal
tempo.
Gia’ il tempo, l’orologio che ci toglie le ore, i minuti, ieri o domani, vorrei
vivere ancora senza tempo e quel bel niente cosi’ pieno senza tempo con te e
scandire solo il nostro.
Vorrei ancora i miei giri, quei lunghi giri che vanno assaporati con calma, quel
brivido e so che se mi scorgerai ancora come una luce, come la prima volta che
mi hai vista da vicino e avevi gia’ in mano una valigia per restare, se sara’
così, so che tornerai, anche se non sei mai andato via.
Non ti chiedero' per quanto anche se vorrei un giro lungo una vita, saro'
gia' felice quando nel tuo cuore leggero' che vale per sempre.
Sempre tua.
Oddio sto proprio male, mi e' presa una crisi acuta, sto ancora pensando a
lui, a quanto di bello c'era in lui, ma questo e' da suicidio, sto un male cane.
E' di nuovo successo, mi sono forse innamorata dell'ennesimo che mi ha scaricata per l'ennesima volta, io sono una pazza che in questo momento non sta ragionando.
Ci sono gia' passata con Sandro, ho fatto gli stessi errori con Ale, mi ero promessa che stavolta l'avrei fatto soffrire io e invece mi trovo nella situazione opposta, sto pensando a lui con nostalgia, a cosa stara' facendo in questo momento, alla sua fragilita', al suo buon cuore , a tutte quelle qualita' buone che ci sono in lui.
Ma io sono una pazza, mi chiedo a cosa fara' senza di me, senza il mio amore protettivo, vorrei pregare ma non ci riesco perche' so che mi sto facendo soltanto del male, vorrei avere un antidoto che mi aiutasse a dimenticare quel pochissimo che siamo stati.
A dimenticare quel poco che ho visto e idealizzato in lui, a non ricordare piu' niente, come posso fare? E, tutte le cazzate nel ripetermi che lo devo dimenticare, che non mi merita, che e' un bastardo come la maggior parte degli uomini, mi fa stare ancora piu' male, mi sento di amarlo ancora di piu'.
So di amare nessuno, perche' lui e' nessuno.
Forse sto usando lui perche' mi voglio sentire ancora viva, voglio provare quel sentimento che mi fa sentire ancora viva, quel sentimento stupendo che si chiama amore, che genera la passione per la vita con i suoi colori e profumi, ho scelto lui che mi facesse da tramite, ecco forse e' questa la vera ragione, la mia vita e' talmente vuota che ho sacrificato lui perche' volevo sentirmi diversa, viva.
Egoista e disperata volevo aggrapparmi a lui che mi desse questa possibilita'. Ed ora che lui non c'e' piu' devo prepararmi ad entrare di nuovo in quel tunnel buio, dove ci sono stata per la maggior parte della mia vita, mi sta lacerando questo pensiero, quella forza misteriosa che gia' conosco mi ha di nuovo braccata e mi spinge senza nessuna speranza per difendermi, entrero' di nuovo nel tunnel della solitudine, dove non esiste l'amore che genera passioni violente, dove io sono paralizzata, dove non c'e' anima viva.
Devo andarci per forza, mi dispiace Ale se ti ho usato per sentire Amore, ora devo rientrare in quel tunnel con gli stessi lividi invisibili che avevo ancora prima di conoscerti. Sto urlando perche' ti devo lasciare, devo andare verso la porta che mi condurra' al mio letargo, al mio inverno senza fine, al freddo bestiale nel cuore, sono di nuovo morta in questa mia misera vita.
Mi vergogno a volte di aver avuto la presunzione di pensare che non sarei piu' tornata in quel tunnel, che tu Ale mi avresti salvato dal mio dolore, avresti curato i miei lividi invisibili, ti avevo assegnato un compito troppo difficile e tu non eri pronto e non conoscevi la mia storia, io non sono riuscita a convincerti del mio amore perche' i miei lividi mi impedivano di vivere pienamente la gioia di averti incontrato.
Ho pianto quando ti ho incontrato perche' mi paralizzava cio' che stavo provando per te, temevo fosse solo un sogno dal quale mi dovevo risvegliare, non volevo abituarmi a cio' che mi faceva stare bene, non volevo dipendere da te, alla fine ci sono caduta e nonostante cio' non sono riuscita a trasmetterti la leggerenza stupenda dell'amore.
Mio tesoro, ti saluto e ti ringrazio per avermi fatto battere il cuore per un breve momento.. Ora devo andare, il mio destino mi attende.
Ti amero' per sempre,
Paola.
La fessura bagnata diventa Pietà.
Tutto il corpo, come camicia di forza la lingua a disegnare ologrammi esplodendo
in orgasmi,
i petali della rosa in bocca, a soffocare il mio respiro e la forza contro della
mia testa tenuta fra gambe aperte.
Divaricate dove Dio ha creato la sua Chiesa.
Lo sgomento del godere supplicato di Lei , la mia Messa, dove tutti posson attingere.Questa materia chiamata carne, dove ogni essere in essa deteriora.
Questo fluido che dalla sorgente io bevo con estremo piacere, tutto.
L'Assoluto , il Vero, Dio.
Tutta la Vita sta lì: in quella frattura bagnata . Dove a metterci la testa dona
sofferenza e gioia.
La carne bagnata diventata Pietà.
Rumore di martello pneumatico.
Strade con le sue auto.
Sapore di amaro bevuto in anonimo bar.
Odore meraviglioso di città.
Asfalto e catrame......
Dal capezzolo sgorga sangue
dal morso di Lei.
Succhia.
Grido di sofferenza che la gioia
in se soffoca .
Sangue sulla lingua come aspro il suo orgasmo.
Semplice Amore.
Grazie a Satana e alle fiamme dell' inferno
l'Angelo è mio.
Orgasmo!!!
Lacerato sangue,
dal creato doe la vita genera.
Sofferente io godo
perchè sofferente io
sono al supplicare dove
dal male
si genera piacere:
ORGASMO !!!!!
Carlentos

Tutto è così rapido....
E' rapido scrivere una lettera , inviarla via mail. MAIL CHE IN
ITALIANO vuol dire lettera. Arriva a destinazione e velocemente , così
velocemente che non c'è quasi più gusto a parlare .
Non c'e' gusto a parlare perchè si scrive velocemente.
Scrivere via mail è facile: non c'è il confronto.
Non si urla, non c'è tono, quindi non c'è la rabbia, l'amore, la passione ,
l'odio.
Si scrive contro uno schermo bianco sicuri che l'altro in tempo reale legge.
Se si scrive velocemente per non parlare , non si scrive più.
Semplicemente un silenzio assenso.
La mail ha fagocitato la lettera cartacea.
Ma ha fagocitato anche la parola.
Con la parola il dialogo.
con il dialogo la tolleranza.
con la tolleranza la comprensione.
con la comprensione la cultura , come nuova fonte di comunicazione.
Tutto si spenge in un lasso di tempo così breve, che le opportunità vengono
comprese solo tramite sms. O mail.
Sangue , a spruzzi sul putrido asfalto, finta ecologia, bimbo palestinese
fucilato da giovane e adulto ebreo.
Palestinese bimbo decapitato dalla sua stessa bomba allacciata alla cintura
ammazza giovane e adulto ebreo.
Mia nipote sarà Ebrea. Che cazzo !! Sto destino!!!!
Cristo morto su una croce.
L'arcangelo Gabriele, guerriero di tutti i guerrieri , in nome della pace.
La prima vera paradossia.
Iran, L'America, Carla Bruni: Egalitè. fraternitè, libertè.
Sarcosy e Berlusconi. Mortadella .
Il mio amico Sta per morire di cancro.
Devo pensare al fatturato per pagare un dipendente che non verrà a lavorare con
una finta malattia.
Diritto guadagnato nel nome del Partito Comunista Italiano.
Nessun sopravvissuto.
Tutti medio Borghesi. Sono tutti : Vorrei ma non posso.
Tutti medio borghesi a mangiar frittelle e vino rosso , discutendo sulla fame
del mondo ad una festa dell' unità.
Il soffio del tempo a formare rughe sulla materia-carne del mio viso.
Tutto colpa della velocità di questa mail.
A volte penso che Cristo sia come Jim Morrison: han fatto finta di morire.
sono tutte e due insieme ,ora, alle Galapagos.
A fumar Spinelli e sbatter puttane.
Alla fine, no anzi all' inizio siamo tutti figli loro.
Di sto Cristo e di sto Jim Morrison.......
E di una fredda e veloce mail.
letta in tempo reale???!!! VAFFANCULO!!!!
Carlentos
Si tratta di nero su bianco forse, come quando sei qui.. ed io
rimango la..
si tratta di una tua/mia
un non colore che esplode ed un altro che li trattiene e quando si combinano
creano tutti i colori possibili, non formati dalla materia, ma nati dalla luce.
Una tua doccia fredda, dopo tanto silenzio , ghiaccioli sottili e affilatissimi
penetrano nel collo come aghi e lo stomaco diventa duro .
Ti parlo senza un senso apparente che dica giusto o sbagliato, ma l’essere qui non vuol essere certo dettato da questo, altre sono le motivazioni.
Ho atteso a farlo, volevo farti capire un silenzio, volevo stare a quello che “non” volevi tu, perché se un po’ ti conosco a volte per reazione affermi ciò che invece al contrario desideri, forse è la tua parte donna che lo comanda, noi donne spesso facciamo così, sarà per questo che le capisci..
Mi sono decisa perché so che le sentirai chissà forse solo leggendole?, le mie
parole che saranno così diverse da quelle che anch’io mi stupivo, saperti
esprimere in quel modo.
Era amore SI.
Troppe cose non sono andate come dovevano andare, mi sorprendono le tue parole e
mi calano nella realtà tu sei bravo a definire e a delineare tutto e io ….
Anch’io dovevo lasciarti andare, dovevo illudermi di farlo e mi rendo conto che
invece alcune cose non sono poi servite a niente
Eri come il vento ed io ero riuscita a tenerti abbracciato stretto senza neppure
il pensiero di vincolarti, passavi su di me avvolgendomi con la tua sapente e
intrigante carezza.
Tante volte mi chiedo dov’è l’amore in cui ho sempre creduto.
L’avevo visto in te ..
Mi hai comunque cambiato la vita, anche se non l’avevo immaginata così
Quando mi hai messo in seno quel seme non solo d’amore, ma di conoscenza di me…e in un attimo sono cresciuta ….
Sono stata me potente
Poi lontano ….
Poi .. poi … ho detestato tutto ciò che avevo provato e in ciò che avevo creduto
Chi l’avrebbe fatto così, una stupida . Poi piano piano potevo avere ciò che non
mi avevi dato tu …
potevo essere felice !.... !?
E’ stato lancinante un periodo, rassicurante un altro, rasserenante ed emotivo
ancora, alla fine molto combattuto, alla fine mi chiedo se ne valeva la pena, se
ne vale la pena, quando aggiungi una cosa e ti dicono che non devi chiedere
nulla di più.
Forse la sola cosa di cui avevo bisogno era il tuo amore, quello che mi faceva
crescere, quello è l’amore che fa bene. Bene = cosa dice il vocabolario ?
Strano è pensare a tutto il bene che volevamo l’uno vicendevole per l’altro ed
accorgersi che guardiamo e riconosciamo ferite.
Hai ragione non abbiamo realizzato nulla insieme. oppss insieme ….solo sogni e l’affetto che si ricorda ora di noi.
So che dentro a quello scritto c’è di più di quello che appare
Forse il nostro motto è sempre stato il significato “vedere OLTRE” ,
forse è stato uno sbaglio interrompere il percorso di quella strada, anche se la
più difficile, ma che ci avrebbe ripagato di tutto.
Ci sono stati “ s e c o n d i eterni” in cui volevo solo questo
ti ho perso quel pomeriggio, sempre per un attimo ….
Di una cosa, posso essere sicura: solo Tu hai conosciuto in quel modo, davvero
le mie vene !.
Rivederti avrebbe significato dare speranza a un grande pezzo della mia vita,
l’ho chiesto tante volte alla città…che capitasse per caso .. soli ..
avremmo ripreso il filo di allora …. ?!!
Mi avresti raccontato tutti gli
accadimenti ….
E su di Te … cosa … ?!
Come vivi adesso … ?
Come sei fuori e dentro ….??
Sei ancora quello di allora ?!!!! ……
(Quando passo per una strada ti vedo ancora affacciato a quel balcone …)
Se.. volevi sapermi felice ?
Ho capito che la felicità non è una costante (un po’ scontato ehh …!?!) anche se
c’è stato un periodo in cui lo sono stata davvero, parecchio, in modo intenso ed
appagante.
Però poi non bastava: la felicità va condivisa, o non ha ragione d’essere, credo
che non possa nascere neppure.
Ho attimi di felicità, ma forse son troppo pochi, rispetto a quello che poi
sento dentro il resto del tempo e se non trovo un fine preciso… un senso …non è mai stata quella la mia filosofia..
Forse penso di aver dato molto, non mi riferisco a te o a qualcun altro e credo
di essere solo in credito di felicità, ma quando si pensa questo, è la cosa più
sbagliata !!!.
Se sei felice ti capisco perché anch’io dopo di te (e tu dici, non è mai
iniziata ..) ho voluto esserlo, ripeto non so …. se lo sono o se lo sarò mai ….
in quel modo completo e duraturo che intendo io …
Combatto anch’io come tutti demoni reali e presunti e a volte nascondo la voce.
Se adesso hai una persona con la quale sei felice, portala in quel luogo che si
raggiunge solo respirando il mare e falla così intensamente felice come non hai
fatto mai ancora nella tua vita.
Sai.. le canzoni sono come i fiori …. bisogna scriverle in fretta …. perché poi
……
Mi sono sempre chiesta, come mai un uomo come te, non fosse davvero felice, non
riuscisse a raggiungere anche l’unica cosa che forse non ha avuto (scusa, hai
ragione, io non so nulla di te..) e come ancora nessuno si sia perdutamente
innamorato di Te …
Ho sempre sentito a tua mano su di me e quando guardo il cielo ….
poi so che si tratta solo di un ……
L’altro giorno la radio passava un proverbio che mi ha ricordato Te e me
e me lo sono incollato a mente… (per quello che serve)
Non importa se il destino si accanisce su di noi…PEGGIO PER LUI ……
Al di là della rabbia che leggo e che condivido
ALMENO UN SORRISO,
SPERO DI AVERTELO STRAPPATO ANCORA
scusami per tutto, anche per questa, zeppa di errori, Ti dovevo molto più ...
Quando immagino il niente nell’aria, allora so che ci sei …
La tua “assenza” è stata la cosa più bella che abbia toccato assieme alla poesia
della tua anima.
Cammino nel sole e quando non c’è mi illudo di averlo, di sentirne il calore e
così andare sempre avanti.
Forse gli amori finiscono, i sogni no ….
( torno nel mondo, quando parlo con te, mi par d’esserne fuori ….. in un altro
posto …)
G R A Z I E fai conto, sia volato un petalo.
Cantastorie
Riceviamo e
Pubblichiamo
BASTA ITALIANI AL GOVERNO!
Siamo di nuovo in ginocchio! Scusatemi se mi sfogo con voi, unico canale di
collegamento con l'esterno, perche' qui nella realta' del mio piccolo paese
guardiamo alla politica ancora come qualcosa di indefinito, di realta' sommerse,
di mistero, e quindi anche con le persone del luogo e' quasi impossibile
trattare di questi argomenti, anche perche' la maggior parte e' leghista, lo
status simbol del paesano trevigiano.
Noi qui siamo presenti nella politica solo quando ci chiamano alle votazioni e ci si chiede: ma davvero lo stato italiano ha bisogno anche del nostro consenso?
E allora tutti, quel giorno, andiamo davanti al presidente del seggio e aspettiamo la consegna della famosa scheda elettorale, in silenzio, guardinghi, sospettosi, con un po' di emozione, per poi segnare quella magica X, che orgasmo ragazzi!
Da domani le cose cambieranno! Ho 38 anni ho sempre votato per i partiti che pubblicizzavano i miei ideali, ed ogni volta e' stata una presa in giro.
Da 20 anni non ho mai potuto affermare di essere stata governata da persone
serie, anzi adesso che ci penso e' sempre stata una corsa al denaro, al nostro
denaro, mi rendo conto di essere una macchina perfetta nello sfornare denaro a
quella realta' sommersa della politica e non solo sola, siamo in milioni ad
essere manovrati ogni giorno come macchine perfette da soldi in questo sistema
chiamato governo del paese.
Non riesco piu' a guardare il telegiornale, perche' i rappresentanti politici mi insultano in continuazione, stanno a raccontare ogni giorno la favoletta del buono e del cattivo, del regime e della liberta', del povero e del ricco, e' un gioco ipnotico che riesce benissimo e intanto il carozzone della politica va avanti trainato dagli schiavetti e sulla biga migliaia di persone stipendiate mensilmente con cifre da capogiro, ma da dove arrivano poi tutti quei soldi? Da noi!
Ecco come mi sento a 38 anni, una schiavetta, e' il prezzo che devo pagare per rimanere in Italia, se paesaggisticamente e culturalmente non fosse cosi' bella me ne andrei a vivere all'estero, ma l'Italia mi piace, ho detto Italia, non i politici. Sono felice di affermare che in Italia non ci sono ora come ora persone in grado di governare, vuoi perche' non hanno esperienza, vuoi perche' non hanno scrupoli, vuoi perche' il nostro e' sempre stato un sistema nel quale i posti di rilievo sono sempre stati occupati dai raccomandati, vuoi perche' non hanno mai vissuto da poveri e quindi non hanno esperienza in questo senso, figurati se si cimentano nei problemi dell'Italia che lavora e che deve destreggiarsi ogni giorno per non incorrere nelle sanzioni di ritardato pagamento.
La mia ultima X l'ho data a chi mi prometteva che la precarieta' sopratutto per la nuova generazione sarebbe stata in qualche modo migliorata, risultato? Oggi il governo non c'e' piu' e adesso???? Gia' so come andra' a finire, la storia si ripete da decenni, ci ripeteranno all'infinito che il governo precedente ha combinato solo cazzate e avanti quindi con nuovi aumenti e noi li' a pagare.
Basta prenderci in giro! Chiamatele con il loro nome le cose, a voi politici piace fare politica ping pong e la pallina siamo noi poveri derelitti. Chiedo di vivere con dignita' ma a quanto pare non esiste una via di mezzo, in Italia o sei povero povero o sei ricco ricco, io non sono ricca perche' mi faccio troppi scrupoli per i miei simili, ho sempre vissuto rispettando la dignita' degli altri e quindi sono povera povera ma per questo mi merito di essere manovrata da una classe politica che mi invita a non rispettare piu' la dignita' dell'uomo?
E' quanto e' successo negli ultimi tempi, e da ieri sono stata di nuovo beffata dal teatrino politico e io mi sento a pezzi. Ammettiamolo da decenni i politici italiani fanno la figura degli italiani, mafia pizza e mandolino e allora facciamoci governare per un po' dalla Svizzera o da altri stati esterni che funzionano bene, che inizino le pratiche di adozione, basta italiani al governo, e' ora di finirla, facciamoci governare da gente che ha esperienza, che da' valore al nostro lavoro, che non esporta le aziende all'estero per pagare meno la manovalanza e poi per assurdo ci si stupisce dell'italiano che non investe piu' nel mattone con il mutuo ovviamente, perche' le banche sono un altro lato oscuro del nostro paese.
Non abbiamo neanche piu' la sicurezza del lavoro, ci hanno tolto tutto, non e' rimasto piu' niente, uno se vuole lavorare deve prima pagare e poi pagare, come riusciamo a sostenere l'economia del paese se non abbiamo neanche piu' gli occhi per piangere?
Facciamoci governare da chi ha avuto un passato di successi nel governare uno Stato, e dico Stato non un'azienda televisiva o una squadra di calcio, basta con le immondizie che hanno fatto cadere l'attuale governo, basta con le ladies, basta con i partiti di destra e di sinistra, basta a prenderci in giro.
Questa volta il mio voto non ci sara', non lo voglio un governo vecchio e marcio. Mi sono rimaste ancora 3 parole: FUORI DALLE PALLE!!! Un'italiana per l'ennesima volta delusa e incazzata. Grazie.
Paola
Friday, January 25, 2008

Riceviamo e
Pubblichiamo.
C'e' un tarlo stanotte che non mi fa dormire , ho visto le immagini deplorevoli
di Bossi che proclamava di fare la guerra di liberazione da Roma e brindava con
un bel taglio di torta insieme al suo amico Silvio.
Sono rimasta disgustata di tali immagini e di tale dichiarazione e insultata, soltanto perche' sono italiana? Sono veneta, non ho mai votato lega, perche' gia' la lega mi fa pensare al ferro, alle spranghe, a qualcosa che può creare violenza e dolore, sono italiana e sono fiera di far parte di questo paese stupendo e oggi mi si invita a fare la guerra per cosa?
Guerra, ma Bossi si e' mai reso conto cosa significa la guerra, la memoria gli e' sparita in seguito all'ictus che lo ha colpito?
Quante vite sono state perse in nome della pace, in nome della liberta', quante vite innocenti, non ho mai visto politici di spicco a sacrificare le loro vite per questi ideali e credo che non vedremo mai ne' Bossi ne' i suoi figli a sacrificare qualcosa a livello fisico per qualcuno.
Ci scandalizziamo tanto se un poliziotto viene ucciso durante una partita di
pallone, e poi pubbliciziamo sui telegiornali nazionali e suoi quotidiani
nazionali uscite scandalose come quelle di oggi.
Deve chiedere scusa Bossi a tutti gli italiani, come la sottoscritta, che gia' faticano tanto ogni giorno per trovare un po' di normalita' in quest'epoca di pazzia, di arroganza, di apparenza, non abbiamo bisogno di svastiche, non abbiamo bisogno di ignoranza, non abbiamo bisogno di intolleranza. Se a capo dei governi ci fosssero persone dello stampo di Bossi che sarebbe l'Italia che sarebbe il mondo?
Faccio appello al buon senso di chi ci governa a non creare nella gente questo clima di paura, io oggi ho provato paura a sentire una tale dichiarazione, sono stufa dell'arroganza dei politici in questa partita di ping-pong dove la sedia del potere e' la pallina. Basta, lasciateci in pace, Bossi sta proclamando una battaglia soltanto per il dio denaro, provi a vivere con 1000€ al mese e in affitto e sicuramente l'arroganza che lo ha sempre contraddistinto non gli farebbe piu' alzare tanto la voce.
Vada a vivere in un'isola insieme a chi lo ha votato e non rompa piu' i maroni alla gente come me, che vuole vivere in Italia perche' ci sta bene, e' contenta di pagare le tasse , perche' sinceramente non saprei come fare per riparare un filo di elettricita' se questo dovesse rompersi e dovesse comportare un black out generale, vogliano le comodita' e' giusto contribuire.
Piuttosto Bossi si batta per i nuovi contratti di lavoro a progetto, dove oramai gran parte dei lavoratori ne fanno parte, sopratutto nelle realta' dell'alta Italia, dove non esistono piu' diritti per chi lavora e con la precarieta' del posto di lavoro ci si convive ogni giorno, no lui grida la liberazione e' libero di andare a conquistare un'altra terra, come ha fatto Cristoforo Colombo, l'italia e' gia' occupata mi dispiace Umberto e ringrazio mio nonno che ha combattuto a 17 anni al fronte per donarmi la terra in cui vivo e merita rispetto.
Paola.
Monday, October 1, 2007

VOLEVO METTERVI AL CORRENTE DI QUESTA SITUAZIONE CHE MI HA
INDIGNATO E AMAREGGIATO. SPERO VI INTERESSI!!! C'è ANCHE UN SITO INTERNET
SULL'ARGOMENTO www.laogai.org
GRAZIE DELL'ASCOLTO..
Ho partecipato ad una conferenza, fin qui tutto normale. Tema : I Laogai.
Penso che il 99 % delle persone si chiede che cosa vorrà mai dire o forse se per caso ho sbagliato a scrivere. No, non ho sbagliato. I laogai sono una realtà che esiste ancora oggi, giorno 16 aprile 2007.
Definizione : campi di concentramento dove milioni di persone vengono sfruttate, torturate e riconvertite, costrette a rinnegare se stesse e ciò in cui più profondamente credono.
Dove: in Cina. Quanti : 1045 laogai per un numero non ben definito di persone si pensa 5 o 6 milioni.
Ed ora la domanda sorge spontanea. Se questi veri e propri campi di lavoro forzato, molto simili per certi aspetti ai gulag russi e ai lager nazisti, annullano qualsiasi tipo di diritto umano, come è possibile che le autorità di tutti i paesi democratici del mondo non muovano un dito?
Come è possibile che ogni anno giustamente ricordiamo i morti del nazionalsocialismo e non quelli della dittatura cinese che si nasconde dietro il nome di Repubblica Popolare Cinese?
Come è concepibile che solo tra poco più di un anno ci saranno delle olimpiadi a Pechino e che l’80% dei cinesi soffre di fame e che esistono ancora le esecuzioni capitali senza processo, le torture e le persecuzioni ai dissidenti politici e religiosi?
Forse un motivo c’è, l’unico motivo possibile. Si chiama dio DENARO. Già perché
i prodotti del lavoro dei prigionieri dei laogai finisce direttamente nelle mani
delle multinazionali che poi ce lo rivendono a grandi prezzi sul nostro mercato.
Sto cercando di dirlo a quante più persone posso perchè questa conferenza ha
cambiato un pò il mio modo di vedere le cose..
A presto
Sonia
maialino.it - Le foto pubblicate sono tratte dal sito www.laogai.org
Laogai Research Foundation
1420 K Street, NW, 3rd Floor
Washington, DC 20005
_
Il termine laogai (abbreviazione di laodong gaizao, in cinese
"riforma attraverso il lavoro") si riferisce, propriamente, a una particolare
forma di lavoro forzato della Repubblica Popolare Cinese. Il termine viene anche
usato in modo generalizzato per indicare le diverse forme di lavoro forzato
previste dal sistema giuridico e carcerario cinese, che include anche il laojiao
("rieducazione attraverso il lavoro") e il jiuye (letteralmente "personale
addetto al lavoro forzato", viene da alcuni considerato una forma indiretta di
reclusione). Lo stesso termine laogai, in senso viceversa restrittivo, viene
talvolta usato per indicare un campo da lavoro.
Le condizioni di vita dei condannati ai lavori forzati in Cina, e l'uso di
questa forza lavoro nella società cinese moderna, sono spesso indicati come
lesivi dei diritti umani. Diverse fonti sostengono che nei campi di lavoro
vengano comunemente applicati la tortura e il lavaggio del cervello e che vi sia
un alto grado di mortalità dei prigionieri riconducibile a maltrattamenti di
vario tipo. È anche altamente controverso il tema dell'uso che il governo cinese
fa della manodopera a costo quasi nullo costituita dai carcerati, che secondo
alcune fonti sarebbero sottoposti a ritmi di lavoro disumani e al limite dello
schiavismo.
Un resoconto molto celebre (per quanto controverso) della vita nei laogai sono i
libri di Harry Wu, un dissidente cinese che ha passato molti anni in queste
carceri, per poi fuggire negli Stati Uniti.
Tipi di condanna
La condanna al laogai (in senso stretto) richiede un processo ufficiale e viene
applicata a soggetti riconosciuti dalla legge come criminali, con pene di media
e lunga durata di lunghezza stabilita; i detenuti sono privati dei diritti
civili e non ricevono salario.
La condanna al laojiao ("rieducazione attraverso il lavoro") è riservata a
coloro che hanno compiuto reati minori, per cui non sono legalmente classificati
come criminali. I condannati conservano i diritti civili e percepiscono un
modesto salario. Il sistema del laojiao viene spesso attaccato come lesivo dei
diritti umani e civili. A questo tipo di condanna è infatti associato un iter
giudiziario semplificato (e quindi potenzialmente più arbitrario), che permette
alle amministrazioni e alla polizia locali di recludere i colpevoli senza
processo. I detenuti "laogai" e "laojiao" non raramente vivono negli stessi
complessi e lavorano insieme, e si distinguono sopratutto perché i primi
indossano un'uniforme e hanno i capelli rasati.
Il sistema dei jiuye ("personale addetto al lavoro forzato") riguarda invece
l'assegnamento di un lavoro all'interno di una struttura carceraria. Anche il
jiuye viene considerato con sospetto da molte fonti occidentali. Sebbene esso
non implichi formalmente l'incarcerazione dell'individuo (che rimane
teoricamente libero e percepisce uno stipendio regolare) la condizione del
personale jiuye (che spesso è costituito da persone obbligate a prestare
servizio nei campi) viene spesso descritta come "semi-carceraria". I lavoratori
possono vivere insieme alle loro famiglie all'interno o nei pressi dei complessi
carcerari e spesso sono ex-detenuti provenienti dal laogai. Esisterebbe il
detto: "laogai e laojiao hanno una fine; jiuye è per sempre".
maialino.it - Informazioni tratte da http://www.wikipedia.it/
riceviamo e pubblichiamo
on Tuesday, April 17, 2007 at 17:57:02
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citta: Messina
nome: Francesco
oggetto: Sui laogai.
testo: Bah. Brutto affare.
Se la Cina vuole davvero aprirsi all'occidente come sembra voler fare, allora
bisogna esigere che si faccia luce su queste cose. E che queste cose cambino.
Ma che diavolo sto dicendo, la Cina è un colosso economico immenso. Figuriamoci
se qualcuno muoverà mai un dito.
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Well.
Vivo in un vasto appartamento. Un piccolo museo straripante.
Artigianati, gioielli, stoffe.
Lampadari incastonati di vetri colorati. Creano giochi di luce dolci ed esotici.
Mobili di scuri legni massicci rigurgitano vesti, scarpe, libri, cd e dvd.
Letti, coperti da stoffe tessute a mano e sovrastati da baldacchini indiani, teatro di lunghe porche scopate e giaciglio per profondi sonni.
Il mio subconscio, libero da decennali coltri di thc, elabora in un instancabile processo digestivo la vita degli ultimi anni ed i suoi attori.
Sogni quotidiani
e lunghissimi e densi ricorrono ad ogni trucco cinematografico.
Io…
preparo tè aromatizzato mango e cardamomo, pane tostato e vassoi di marmellate,
Ozzy si lava e prepara giacca e cravatta, le otto di mattina.
Esce, verso l’università.
Qualche esercizio, ma sono ancora troppo pigra perché ne faccia seri nella mini
palestra situata al pian terreno, che ancora mi pare la stanza delle torture.
Musica.
Poi spesso accendo la tv.
Overdose di serial americani. Ha un effetto dopante, che mi piace.
Prima “desperate housewifes”.
I caratteri entrano nei miei sogni, le casalinghe diventano amiche immaginarie:
spio le loro vite quando la tv vive.
Gli effetti sonori riverberano i me quando la tv tace.
Nuova esperienza dopo mesi senza schermi.
Nuova esperienza il possesso di serial in dvd. Non aspettare una settimana per
solvere suspance, non riesco a smettere.
Finita la second season inizio la prima di “Lost”.
Mi pare stupido all’inizio: i caratteri sono solo un ammasso d’usuali stereotipi
dai film holliwoodiani:
l’eroe buono (bel ragazzo muscoloso di famiglia ricca che continua il lavoro del
padre medico ma alcolizzato ed incapace di esprimere alla luce i suoi sentimenti
d’amore e stima da cui derivano le sue insicurezze).
L’eroe cattivo, biondo scopatore truffatore dal trauma dei genitori assassinati
di fronte a lui bambino.
Il ragazzo ricco innamorato senza speranza della sorella adottiva, perfida figa
cheeleader che lo sfrutta e capisce troppo tardi mentre lui muore da martire, e
si ravvede innamorandosi dell’extracomunitario, un arabo militare addestrato ed
onesto, tentativo palese holliwoodiano di evitare l’islamofobia.
Mi preparo il pranzo, vale a dire, la maggior parte delle volte, riscaldo ciò
che giace già preparato nel frigorifero da Bisa, ragazza etiope, che arriva alle
tre, lava, pulisce, fa tutto, raccatta tutto ciò che è lasciato in giro da Ozzy
e me, caldamente incoraggiata ad essere disordinata, vizio a lungo tentato di
perdere.
Lui torna, parliamo e parliamo e ridiamo e guardiamo news in ogni lingua…la mia
pigrizia, o forse è solo calma ritornata, si impossessa di me e non faccio
nulla, sono, solo, esisto. Ah, imparo l’inglese e l’americano, allargo
vocabolari e slang.
Fumo qualche sigaretta sulle scale, talvolta sono costretta a fare shopping, lui
ancora non si è arreso alla mia avarizia riguardante gli oggetti e la mia
riluttanza ad accettare soldi da lui.
Talvolta mi reco in caffé non lontani, bevo caffé turco al cardamomo e fumo pipe
ad acqua dai tabacchi lenti ed aromatizzati, mentre scrivo pigre lettere e
scarabocchio disegnini illustrativi di ricordi.
Ogni giorno che programmiamo mare, regolarmente piove o tira “freddo” vento.
La media di giorni piovosi in Bahrain e’ 3 all’anno, io ne ho già visti 10…allah
non mi ama…
Talvolta mi sforzo ad uscire per strada.
Ma sento ancora che l’atmosfera mi è ostile. Mi sento straniera.
Gli uomini, non ne ho mai visti di tanto brutti, orrendi ed arrapati, ti fissano
affamati, con le pelli scure, le pance enormi, bassa statura, ognuno con la sua
deformità, sia indiana pakistana o araba…gli unici decenti sono i marines,
numerosi, spalle enormi e t-shirts attillate…ma mi scoperei un carabiniere o un
prete piuttosto che stringere amicizia con un soldato di Bush…e, immagino, non
avremmo neppure molti argomenti con cui intrattenerci…
Simile con gli altri uomini, i loro sguardi sono solo grevi di desiderio per la
figa bianca.
Ancora non ho capito dove la gente normale si incontra.
Le donne…ne vedo + sole qui che in Italia.
Ma nei bar, non per strada: qui non cammina nessuno.
La benzina costa 10/20 centesimi d’euro al litro. Sull’acquisto delle auto non
gravano tasse, solo gli schiavi non ne possiedono. E sono enormi, i modelli +
nuovi e fiammanti. (Non ci sono Fiat…)
Piste ciclabili e semafori pedonali non sono programmati.
Camminare lungo le strade principali è un concerto: clacson e urla.
In arabo, quindi posso solo immaginare che siano insulti a me che faccio
qualcosa d’inconveniente ed obsoleto: mi muovo a piedi.
I clacson sono concepiti nell’automobile necessari quanto le ruote.
I taxisti ti chiedono se hai bisogno di loro con essi.
Gli uomini ti salutano. E poi se possibile si fermano, “vuoi un passaggio?”
Ho oggi una macchina anch’ io. In affitto. Toyota Corolla modello 2007.
Accettata infine perché oggi arrivano i miei genitori e credo proprio non
vorranno muoversi con i mezzi pubblici, decadenti e costantemente vuoti. Cambio
automatico, spero di non distruggerla.
Bianca fiammante e lunga, mai guidata una cosa tanto grande, mi eccita. Felice
respiro la libertà di muovermi ed impazzire tra ingorghi e parcheggi. Impazienza
di percorrere tutte le strade per perdermi nei budelli stretti.
Nel deserto per trovarne un angolo intatto.
Visitato il deserto. Contenuta la delusione.
Ricordo quello israeliano… La magia, il silenzio, ogni segno umano è totalmente
estraneo al deserto.
Non piovendo ogni minuscolo rifiuto sopravvive per decenni, anche quelli
biodegradabili, anche una buccia di pomodoro.
Solo nelle Highlands scozzesi provai un simile senso d’inadeguatezza e
gratitudine per la bellezza sovraumana, letteralmente sovraumana.
Conscia che quello del Bahrain fosse un mini-deserto, speravo di trovarvi un
mini-simile sentimento. Ma …
Inquinamento elettrico: lampioni potentissimi.
Raffinerie.
Pompe per l’estrazione di petrolio e gas.
Basi militari, più o meno americane. Una tragedia, che tristezza.
Ancora spero nell’ultima punta a sud…intorno all’“albero della vita”, un albero
inspiegabilmente verdeggiante nel mezzo della morte che ancora non ho visto.
Ed è così,ci sono stata. Abbiamo guidato nel deserto bianco nella pioggia.
Data la dimensione insulare ridotta, non si respira la vastità.
Ma la bellezza è forte, cielo e terra si rispecciano in circolo colori tra
grigi, blu e bianchi.
Tre sono i luoghi dove le strade pullulano di vita: meat markets, suqs and poor
neighbourhoods.
I primi sono strade dall’aria irrespirabile: i ragazzi guidano avanti ed
indietro, sorridendo dai finestrini.
Equivalente delle ”vasche” italiane.
Cercano carne femminile da caricare, che è in netta minoranza numerica.
I secondi sono i centri strorici degli insediamenti urbani, abitati da arabi ma,
soprattutto, indiani, pakistani e filippini.
I residenti che non vogliono lavorare ricevono generosi sussidi e possono quindi
permettersi migliori dimore.
Qui ci si reca solo per acquistare. Piccoli gremiti negozi raggruppati per temi
in strade strette e tortuose e scintillanti:
Stoffe orientali.
Spezie, dolci e verdure.
Abiti indiani, colori e ricami incredibili e sgargianti.
Abiti arabi, lunghi fino ai piedi: neri per le donne, bianchi per gli uomini.
Oro.
Artigianati e gioielli yemeniti o nord africani.
Sartorie.
E gli schiavi… sono tantissimi.
Schiavi veramente. Mi chiedo, perché in tutto il mondo i bianchi siano riveriti
nonostante tutti i danni provocati, l’arroganza e l’ignoranza di cui sono fatti
e con cui hanno agito nei secoli?
A Londra, nell’aeroporto, e poi nell’hotel super lussuoso i cui mi hanno
piazzato a dormire tutto il giorno dopo che disfunzioni aeroportuali mi hanno
fatto perdere la coincidenza aerea, ho realizzato interessanti considerazioni.
La prima sulla pelle. I bianchi vogliono essere serviti da pelli scure.
La seconda: gli schiavi nacono con la mentalità da schiavi. Vogliono essere
trattati come tali. O s’insospettiscono.
O non ti servono con il servizio per cui hai pagato.
Se i miei occhi non avessero chiaramente detto all’impiegato della British: “Se
non mi trovi una soluzione ti ammazzo qui e poi faccio un casino senza fine”, mi
avrebbe lasciato marcire su un seggiolino dell’aeroporto.
È arrivato un arabo ubriaco. Ora berrò un bicchiere di vino con lui.
15/12/2006
Dieci giorni a natale.
Qui piace.
Alberi e decorazioni ovunque.
Si mischiano alle luminarie per il festeggiamento della giornata
dell’indipendenza nazionale:
le effigi del re ed i suoi amici aumentano ancora, riempiono i pali sulle
strade.
Fibre ottiche cangianti ed intermittenti soffocano ogni palma e cespuglio
rigorosamente modellati nelle aiuole e lungo gli spartitraffico.
Mari di luci bianche e rosse, ottimi sogetti fotografici nel buio che cala alle
16.45.
Sono i colori nazionali. Stasera molti party a tema: gli abiti devono sottostare
alle leggi cromatiche patriottiche, o non si entra…ve lo immaginate in Italia?
Party in bianco, rosso, verde la vigilia del 4 luglio, o il 25 aprile…e chi sa
qual è il giorno della formazione dello stato italiano? Voglio dire: e chi
conosce il significato di “patriottismo” da noi? Fa ridere, concetto quasi
blasfemo o considerato fascista, in Italia come in Germania, ci vergogniamo
della nostra nazione…
Tentavo di spiegarlo ad un pranzo, l’ultimo giorno i miei erano qui.
Invitati dall’amico più stretto del mio ospite.
Lui rettore dell’università.
Lei prof di chimica e parlamentare.
Figlio 26enne banca investimenti, non so che significa, compravendita di grosse
compagnie.
Enorme curiosità per l’Italia, domande su domande, fede che i migliori cibi,
prodotti e materiali e mobili siano quelli italiani…credevo fosse una malattia
tedesca, pare invece mondiale…”come puoi non essere orgogliosa?”
E di che…
l’Italia puzza.
Io scappo.
Puzza di vecchio, di una fama che riposa ed ingrassa su se stessa da millenni,
di un buongusto e di un’educazione alle belle arti che sono ora solo accademismo
stanco e stantio, restio al cambiamento, un pretenzioso show di abiti alla moda
firmati per cui si contraggono debiti, uno spreco anti ecologico totale,
un’uniformazione senza libertà individuale.
E l’ipocrisia della superficie
gioviale ed ospitale di chiusura al nuovo, critica del diverso, arroganza.
Sto esagerando nella generalizzazione, ma ciò si respira, ciò mi fa fuggire e
ciò permette che il 10% dei parlamentari siano criminali con processi in corso e
che il massimo fuorilegge sia tuttora l’uomo politico più determinante, che la
più alta aspirazione delle bambine sia essere veline e delle ragazze lo scoparsi
un calciatore …che le bellezze naturali siano vendute dallo stato a giapponesi,
americani, inglesi e russi, coperte da rifiuti tossici o abusivismi edilizi, e
quelle artistiche lasciate marcire o distrutte e …le arance importate dalla
Nuova Zelanda.
Scusate, forse è solo invidia quella che mi fa parlare, invidia per chi ha una
patria, per chi non vuole partire, non ha bisogno di cercare, ha pace nella
stabilità.
La famiglia bahreniana ci accoglie in una piccola reggia, progettata dal padre,
architettura filo nord africana in un giardino di palme. Ci sono 40specie di
datteri, qui. Squisiti. Mobili intarsiati, soprammobili di ogni ricchezza.
Strano. Nonostante l’abbondanza, il kitsch non si sfiora. Ogni posizione è
perfetta.
La famiglia straripava di dolcezza, umile umanità. Ci si tocca qui, è importante
parte dei rapporti tra umani.
Si preparano banchetti con l’aiuto dei famigliari e si mangia seguendo le
tradizioni.
Tra cultura e politica moderne, la gentilezza lenta e timida dei rituali, quasi
imbarazzante l’interesse di cui gli individui si ammantano l’un l’altro.
Tra persone che in Italia la posizione sociale nutrirebbe di sorrisi falsi
usciti dalla noia ed arroganza.
Tra impiegati statali che in Europa il lavoro frustrerebbe, negli uffici ti
chiedono da dove vieni che fai.
Parte del saluto in inglese è la domanda “how are you?”.
E la traduzione letterale di quello in arabo è: ”Come sta il tuo colore?”
Dallo scontro con il denaro e la modernità più sfrenata, qui sopravvive una
calda sincera curiosità, una paziente ospitalità, segni antichi.
Claudia

Tutto è cominciato in agosto
ora che ci penso anche prima, quando
complice:
a) caldo torrido
b) incapacità radicata e radicale nelladempiere routine domestiche tra cui farmi da
mangiare
c) lossitocina (se non avete idea di cosa sia non vi preoccupate, neanche io)
mi viene lassurda menata di fidanzarmi (devo ammettere non era proprio la prima
volta).
Si ma con la f maiuscola
dopo circa trentanni passati a rovistare in localacci
per trovare elementi di dubbia reputazione, mia madre li definirebbe mascalzoni,
perditempo, mi dico:Tiziana sai di chi hai bisogno tu
del vicino di casa,
quello semplice che puoi presentare ai tuoi genitori senza che per questo chiamino la
Neuro.
Loperazione mi sembrava piuttosto ardua.
Comunque, complici diverse bottiglie di chianti ad un ritrovo di amici conosco lui: G.
Carino era carino, educato, laureato, con un sorriso smagliante e unaura un po
sfigata che mi faceva erroneamente pensare:di certo piace solo a me
.
Ecco il mese di agosto ora diventava più interessante, a giorni alterni il signorino mi
invitava a cena da lui (e cucinava lui
), al cinema (amava anche il cinema), al
parco, chiaramente le mie magliette stavano diventando dei micro top (già mi pregustavo
il nostro fatidico primo bacio!)
Fino a quando una di quelle sere in cui lui ti chiama e ti chiede di andare a fare un giro
in vespa (wow vacanze romane in sottofondo) e tu chiaramente ti trasformi in una
lampadario tanto sei luccicante, ecco appunto in quella sera mentre io lo stringevo
dolcemente sui fianchi mi dice :
sai sono emozionatissimo (immaginate me
ora me lo dice ora me lo dice
)
tra 3 giorni rivedrò la ragazza dei miei sogni!
A stento trattenevo la paresi facciale, sono solo riuscita, balbettando oltretutto, a dire
:ma ti piace proprio tanto?! (maledetto pensavo di essere io la tua preferita)
E lui: "eh sì è bionda ,occhi azzurri, slanciata
(io capelli neri,
occhi neri, un corvo, alta 1.62 anche se in giro dico 1.65)
Pensate che dopo questo ci abbia rinunciato? No, come un kamikaze il giorno dopo lo chiamo
e gli chiedo: ma io cosa rappresento per te ?? ( che domanda stronza!)
Lui: unamica, (silenzio), non mi dirai mica che ti sei innamorata di me
(silenzio)
Grazie a Dio qualcuno ha inventato il telefono perché io dopo aver cambiato come iridella
tutti i colori in faccia gli rispondo noooo, ero solo incuriosita
(boh, subito
dopo ho capito lidiozia della risposta
).
G.: non so perché, non è la prima volta che mi succede anzi! (ma dico io non
doveva essere lo sfigato lui?!) e io continuo :va beh!! questa volta mi è andata
male (le altre invece
pure)
Tiziana
...e' a soli pochi kilometri piu' in
la', nella stessa torrida estate cittadina, complici notti stellate senza fine e un
desiderio di spensieratezza tipico di questa stagione, che inizia la mia storia o
forse semplice avventura , ahime'..una definizione precisa ancora non gliela so dare.
Ma facciamo un passo indietro, a fine maggio conosco F.

Frequenta da poco tempo la mia stessa palestra, ma non
e' il classico ragazzone gonfiato tutto muscoli e poco cervello ( orrore!! con un uomo
cosi'..mai!). Al contrario mi colpisce per la sua spontaneita', per la semplicita',
l'allegria e la battuta sempre pronta.
Io sto con un ragazzo da parecchio tempo ma, nonostante le mie incertezze, le paure e i sensi di colpa via via piu' pressanti, non riesco a fare a meno di sentire uno strano ed imbarazzante sfarfallio nello stomaco ogni volta che F. mi parla o solo mi sta vicino.
Passano i giorni e passano le notti senza che io mi riesca a liberare dal pensiero di lui. Comincio a perdermi in un vortice di sensazioni cosi' forti da fare male. Scivolo in una leggerezza mai provata prima, dove ogni cosa sembra non avere consistenza, ogni cosa sembra possibile...DIO MIO! voglio viverla questa magia!!
IO Ammettere il tradimento? Mai e poi
mai! Penso "se il mio ragazzo mi tradisse lo farei a pezzettini" poi mi
guardo allo specchio e ci vedo riflessa l'immagine di un'egoista, una di quelle vere
pero'!
Testarda e determinata come un' amazzone sono pronta a partire alla conquista ! Ma che
diavolo mi succede?? Cerco di essere razionale ma niente da fare, mi consolo all'idea che
-forse- se una cosa deve accadere accade e basta.
E in men che non si dica ecco che anche
Lui parte a razzo; come una freccia avvelenata e impazzita ad una velocita' supersonica
viaaa...dritto dritto al bersaglio! Il mio cuore!!!
Fine giugno: e' il nostro primo vero appuntamento.
Il vento soffia fresco e forte e l'odore della notte estiva e' pungente.
Mi metto qualcosa di semplice ( non mi
piace fare la vamp, soprattutto al primo incontro: che pensera' di me?) e sono pronta!
L'idea del tradimento in agguato mi sfiora per un istante, ma mi lascia con la stessa
velocita' con cui e' arrivato.
STRONZA "mi dico" . Ma al momento non ci voglio pensare.
Intanto rimando i sensi di colpa a
domani...
Passiamo la notte a parlare, niente mi e' mai sembrato tanto facile, facile ridere
sorridere ascoltarsi baciarsi. L'orologio corre, e' tardi tardissimo, ma mi sento fresca
come fossi in pieno giorno. Siamo immersi in un paesaggio quasi lunare, ma sono certa che
se anche ci fosse il nulla, sarebbe un nulla perfetto!
gia'..PERFETTO! la parola giusta per descrivere questo incontro
Mentre mi riaccompagna a casa, mi sento come una cenerentola ribelle che anziche'
rientrare allo scoccare della mezzanotte......ha tirato l'alba.!!
Forse se ho fortuna riesco almeno a
dormire due ore prima di svegliarmi e correre in ufficio come ogni mattina...
Poi un flash - i suoi occhi che si illuminano del suo sorprendente sorriso -
e tutto il resto svanisce....
Heaven
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