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Io Nasco
Se vogliamo riattualizzare un pò e rendere l'episodio più suggestivo..posso dire al
mondo che nel lontano '85, da qualche parte ( in un ospedale di sicuro) la domenica delle
Palme, alle "cinque e qualche cosa" ( mi urla ora mio padre dal bagno..) del 31
di Marzo, HO PIANTO PER LA PRIMA VOLTA....
Nessuno in quel momento poteva prevedere che nei ventun anni
successivi, sarei stata una fontana...
Ultima lacrima versata: ieri pomeriggio più o meno a quest'ora..
Ultima stronzata fatta: ieri mattina in mensa..
Ultima persona insultata:cinque minuti fa, mia mamma che mi ha detto di lavare la mia
storica tazza da tè.
Diamo qualche cifra...o qualche riferimento spazio-temporale....( sebbene a qualcuno possa
sembrare strano, ogni tanto anche a me è capitato di scendere dalle nuvole e poggiare i
piedi su questa terra)
Cronostoria di Evi.... a grandi linee....
3 anni:mio primo ricordo indelebile - sono stata chiusa in un bagno per cinque o sei pomeriggi di seguito perchè mi ostinavo a voler fare pupù nella sabbia.
6 anni: impatto devastante col parrucchiere che ha raso al suolo la mia chioma bionda e le mie trecce da Pippi Calze Lunghe....erano i tempi in cui con grazia e agilità, mi dilettavo nel balletto classico.
7 anni:un tuffo nell'acqua, e non ne sono più uscita.......la piscina ha cambiato totalemente il mio modo di essere, i miei schemi mentali, il mio rapporto col mondo..( e credetemi non scherzo!!)
11 anni: trauma da scolaretta sfigata....prime metruazioni, terza di reggiseno( e poi fortunatamente la crescita si è bloccata..!)e testa rasata, capelli lungi due centimetri e una convivenza tutt'altro che pacifica con i compagni di scuola media:l'incubo della matematica ebbe inizio proprio qui.
14 anni: emergo a prendere una boccata d'aria, prima vacanza in campeggio con ragazzi disagiati, una compagnia di orfani, extracomunitari e comunisti, sorvegliati da un signore coi baffi, molto simile a mio padre.Primo bacio, prima ceretta,primo reggiseno nero (e tutt'ora l'unico..) comprato al mercato di Santa Teresa di Gallura...
17 anni: solo piscina e nient'altro.... un vuoto totale per tutto
ciò che era VITA....
andamento scolastico eccellente e nessun contatto col resto del mondo.
Seconda partecipazione ai campionati nazionali ...con risultati che passeranno alla
storia(tra i miei ricordi, s'intende...)
19 : reduce da cinque insostenibili anni di liceo, mi rendo conto che quel 100 che ho in tasca è frutto di un sacrificio totale....ma non conta niente... perchè io non mi sento un 100, mi sento Evita-SENZA-Vita.... e in procinto di cambiare aria...un mese in Spagna.. su e giù da un pullman.....nessuna tresca, nessuna birra, nessuna canna... ( non che adesso le cose siano poi tanto diverse...mah..)prima fotografia fatta ai miei piedi( con le All Star, nella sabbia, nell'acqua, con e senza vesciche.... repertorio alquanto feticista.. ne convengo!)
20 anni:primo anno di università, prima sbandata colossale, PRIMA VOLTA PER TUTTO... primo esame,primi giri per la grande Milano...primo lavoretto part part part time... prime conoscenze extraterrestri.... primo concerto .....prime capriole in un'aiuola, primo cd dei Pogues...
21 anni oggi: e come dicevo prima- RI- NASCO, per qualcosa di
nuovo....badate bene che in tutto quello che ho scritto manca un bel pò di roba che,
siccome vi voglio tanto bene, ho risparmiato.....
quello che conta è che tra poche ora sarà il mio GIORNO, niente di più e niente di
meno...
e a costo di sembrarvi egocentrica e per niente modesta, ESIGO GLI AUGURI DI TUTTI....
anche se dopo questa mail, saranno auguri tutt'altro che spontanei...ma poco
importa...perchè"con i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole"..mantengo viva
la speranza che il 31 di Marzo vi si stampi nella testa... perchè è il giorno in cui è
nata una pazza.. una perfida... una logorroica... una feticista.... una paranoica, e
potrei proseguire ad oltranza...)...
Calano le luci, si chiude il sipario, in sottofondo parte un
"happy bithday to me ..... " dolce dolce e un pò stonato.
Sono graditi gli applausi,please :)
( e naturalmente un bacio grosso grosso anche da parte di tutti noi del maialino, Augurissimi Evita )
Fare la cameriera è come stare in un bicchiere di latte freddo, galleggiare sulla schiuma di un cappuccino, vedere il mondo come rinchiusi in un grande acquario con tante alghe finte attorno...
Il mio primo sabato. Locale non affollato, di più...
Scorro come su un filo immaginario, sempre in bilico col mio vassoio colmo, col mio sorriso finto, stampato, traboccante di insulti a chi intralcia la strada.
E' così che succede, mente sveglia, gambe allenate e bicipiti da culturista.
Con addosso una maglietta verde smeraldo con tanto di scritta pubblicitaria dorata... slalom gigante tra un gruppo di tredicenni in minigonna inguinale....
Tragedia, un coktail precipita rapido sul pavimento formando un
brillante laghetto rosa con isolotti di ghiaccio quà e là.
Musica alta.... troppo.
Grida isteriche, fischi di compiacimento, sguardi troppo penetranti, sguardi che mi
strappano i pantaloni.
Intasco una mancia di sessanta miseri centesimi e scendo di nuovo.."ALTRO GIRO ALTRO REGALO", le ragazze mi odiano, i ragazzi mi prendono in giro, ordinano le miscele più strane solo per mandarmi in panico.
Lo leggono negli occhi, con le mie pupille dico tutto, loro sanno...
sanno che è la mia prima sera, e fanno di tutto per renderla un inferno.
Fa freddo, ma ho l'ombelico sudato.... assorbo tutto.... qualsiasi voce, qualsiasi
indicazione..... sento le mani appiccicose e i piedi scivolano rapidi tra un tacco e
l'altro.... senza inciampare...
E' come stare in una lavatrice....finchè giri non vomiti, finche continui a ruotare e non ti fermi, lo sporco viene via veloce, le macchie si cancellano..
Ma è quando ti fermi a prendere fiato che la nausea sale... sale sale..... e assorbe le voci attorno.
Vengo come sputata fuori da questa grande galleria, rigurgitata al
mondo, alla calma di un sabato notte in centro....
è l'una.. si è quasi l'una....ed è un sollievo sentirsi finalmente all'aria aperta, con
davanti agli occhi la piazza deserta e un grande silenzio.
Un silenzio da cameriera, un silenzio che sussurra sogni, un
silenzio che fa venire voglia di una piadina calda e un abbraccio stretto.
Un silenzio che culla.

Alégria.
Forum di Assago, tendone bianco in balia del vento.
Quattro amiche,ci dirigiamo verso la nostra giornata, il nostro
pomeriggio di libera uscita, niente uomini, niente libri, niente poltrona e divano.
Solo pop-corn e LE CIRQUE DU SOLEIL.
Entrata scenografica, folletti con costumi strani, colorati, troppo
colorati e allo stesso tempo troppo esagerati.
Sguardi sinistri di elfi col naso pronunciato.Luci basse,improvvisamente forti,poi di
nuovo tenui.
Musica dal ritmo incalzante....trapezisti formidabili, contorsioniste cinesi pronte a sfidare le leggi della natura umana, piedi che fuori escono dalle ascelle, bacini snodati come chewing gum e materassi elastici pronti a far rimbalzare un esercito di ragazzotti agili come fringuelli.. Su, fin quasi a toccare il tendone.
L'ultimo dei Moikani che scherza col fuoco, incendia il pavimento e spegne la fiamma
direttamente sulla coscia.
Una voce bianca da lontano, accompagna il tutto.
Giocolieri acrobati, un paio di timidi clown,trapezisti e
ballerine...
Una storia intrecciata e fantastica, portata in giro per il mondo, teatranti in erba e
veterani, viaggiatori e nomadi.
Di città in città, il mondo si muove per vederli.
E ora posso dire...con voce sgargiante.......e un pò di
presunzione:
IO C'ERO!
" Non tutte le mattine pensi le stesse cose ...sono una persona che non si fa troppi problemi..." e' Gio che parla. 22 anni e un pezzetto di vita, passata in un bar.
"Non mi sveglio mai, FELICE.. sono poche le giornate da film non ci sono gli uccellini, ma non c'è nemmeno merda....
Faccio le cose a input so già cosa indossare, mi alzo, prendo e parto...e la prima cosa che penso .. è che devo arieggiare il bar..."
Mi guarda, dall'alto di uno sgabello, sembra impacciato ma pian piano si scioglie, guarda la sua bella, che mi è seduta accanto.. poi prosegue.
"Sono poche le volte in cui qualcuno riesce a cambiare la mia routine, a volte ci rimango male, mia sorella poi, dice sempre che sto a parlare coi pazzi.. una persona che è sola e che non ha nessuno, arriva al bancone e attacca bottone con qualsiasi argomento ...sono un boccalone e faccio festa con tutti, anche se magari sono dei fessi, a me non importa.."
Gli chiedo se si sente un capo, se sente il peso dell'autorità...
Piega la testa di lato.... poi sbotta:"non sono fatto per comandare, anche se volendo
avrei la possibilità per farlo, sono cresciuto con Edith... ed anche se è mia dipendente
siamo amici, abbiamo iniziato inseime, però ci sono volte in cui devo essere CAPO,
perchè è necessario e perchè le persone che entrano, non fanno mai i miei
interessi"
Sia alza, beve un sorso di birra e si sposta sul divanetto di fronte, ha l'aria più
tranquilla adesso e gli chiedo cosa sa dirmi della FRETTA, della FRETTA nella sua vita .Mi
parla della sua suora, quando era alle elmentari... "diceva sempre che fare le cose
di fretta non vuol dire farle bene. sul lavoro però la fretta è necessaria significa
essere presente, riesco a fare tre cose alla volta, per me fretta è velocità."
Rimane in silenzio, aspetta il prossimo attacco.
Lo metto con le spalle al muro, o almeno ci provo ....gli chiedo se
il suo lavoro gli dà fama ....se lo rende affascinante..
"Tanta gente mi riconosce dietro al Gallery... fuori , se ti vede, non si ricorda,
non ti riconosce nemmeno se cinque minuti prima, dietro al bancone, mi ha trattato
come il suo migliore amico.
Con le ragazze poi, le prime volte appena buttavo l'amo, loro arrivavano..Basta offrire da bere in un certo modo e cadono, la divisa fa tanto!"
Prende fiato e prosegue " Da un anno a questa parte sono con
Francy...il tempo libero è poco, ma l'idea di averne troppo mi spaventa..
vedo un furturo più rilassato, e non con 13 ore al giorno di lavoro"
Penso al suo locale, di sabato sera straripante ... poi mi rivedo
lui, dietro il banco, in una morta domenica mattina, mi parla della musica
"deve sempre esserci, se entro e non c'è mi arrabbio ... però tutti si lamentano
perchè metto sempre le stesse cose, lo diceva anche il parrucchiere di mia madre, molto
spesso non importa cosa ascolti, basta avere un sotto fondo, e a me serve
tantissimo."
Da barista, giovane e attivo ... con tanti progetti, mi parla di soldi ... con qualche
piccola premessa.
"Sono uno spilorcio.. avere un'attività in proprio,fa pensare
alla gente che tu abbia un sacco di soldi... ma fare soldi è FATICA.
Quando ero piccolo i miei amici non mi davano mai le caramelle.. dicevano che siccome
avevo il bar, potevo prenderne quante volevo.... è una cosa che mi ha sempre dato
fastidio. I miei soldi, li vedo e non li vedo..non ho un conto in banca, tutto è per un
progetto, una società, tutto è per il bar e in tasca non mi viene niente, però se ho
bisogno, basta chiedere a papà, non si fa problemi a darmi 200 o 300 euro.
C'è gente che coi locali è rimasta bruciata, pavoneggiandosi coi
soldi.. aprendo il portafoglio e facendo vedere l'incasso della giornata...
io i soldi non li vedo, preferisco tenere giusto 10 euro in tasca, è bello sapere che ci
sono persone che potrebbero ribaltare il mondo e non lo fanno, io sento di non essere mai
arrivato, in fondo ho 22 anni.
Cose che non ti vanno giù, capitano tutti i giorni ma devi sorridere sempre, fa parte del mio ruolo perchè spesso, la gente più stronza e ipocrita è quella che porta più soldi...."
Finisce la senconda birra, guarda la sua ragazza e poi dice "bhè, tutto quì, già finito..?" Si sente bene adesso, lo avverto ....osserva Francesca come per trovare un consenso.
Lui è Giordano...un barista del centro, uno che a volte non centra niente col resto del mondo ma lo vede passare davanti ogni giorno ... e se lo mette in tasca ... per studiarlo da vicino e chiedersi, come poi facciamo tutti, quale sia il suo posto.... qui.
So che non è argomento di interesse.. o se lo è, dopo un pò stufa.
Ma non mi riesce di scrivere nulla di diverso.
Oggi proprio non funziono, volevo parlare di qualcosa di elevato, qualcosa che possa fare
dire :Ohhhhhhhhhhhhhhhhooohhhh
e invece non posso fare altro che tornare al punto di partenza e ricominciare da me, da
quello che sono:la solita. Non la solita di tutti i santi giorni, ma la solita di quegli
attimi di pura follia, la solita che compare sul più bello a fare di un bacio uno sputo,
di una brioches,un minestrone.
quindi perchè non dirvi di ME?
Di ME, OGGI?
Camminavo annebbiata per il corridoio, erano quasi le quattro.. o
forse prima, bighellonavo con Francy... e tenevo tra le mani l'ultimo mattone comprato, 25
euro di libro e quasi 2 kg di peso: tutta la mole del mio prossimo esame....
era un'atmosfera di quelle già viste, grigio fuori,grigio dentro,università che si
spopola, festa di laurea in mensa, gente che mi sorride e non mi conosce, gente che mi
guarda storto, gente che ansima in cima al quinto piano di scale.
Improvvisamente, tra una macchia di persone lontane, passa lui.
In quel momento nella testa mi sono volate come un falsh tutte le frasi che le amiche mi
avrebbero urlato in quel momento:"fermati, non farti del male, non chiamarlo, non
raggiungerlo, non ti ha nemmeno vista, perchè devi seguirlo, continua a camminare nella
stessa direzione".
Una frazione di secondo.
Con l'agilità di un topolino bianco, corro, corro e non mi fermo, corro e lo raggiungo, due metri prima lo stop, quattro passi fatti ad andatura normale, francy che mi insegue disperata e.... tiro il freno a mano. Gli afferro il braccio e dico "Ehi, "semplicemente..EHI, cosa vuol dire poi,"Ehi?"dopo quattro mesi di assenza perchè dire "ehi?", perchè ho corso se l'ho mollato io? Perchè avevo le fiamme sotto i piedi se l'ho detestato?
MI sorride con due occhi che mi fanno venire l'acquolina in bocca,
quasi come i pan di stelle nel latte caldo, la domenica mattina.
Fuochi d'artificio attorno, Francy con la faccia imbronciata e io che sorrido, ma solo
dentro, fuori bocca serrata,dentro un'apertura unica.
Trasformiamo cinque minuti in una fantastica mezz'ora seduti sui gradini delle scale.
Il mio mondo comincia da quì, o è quì che è approdato, si è
arenato, ed è da qui che deve ripartire, senza fare marcia indietro.
Il mio universo, la mia banalità. Perchè è bello?
Perchè è un insieme di negatività ed imperfezioni.
E' un ragazzo tutto sbagliato dall'inizio alla fine, un insieme di pezzi sparsi senza
ordine,che non fanno per me...
eppure io lo guardo come se volessi recuperare i cocci, come per dire......"se
sapessi che stavolta non mi farai del male.. se sapessi che non mi distruggerai.. se
sapessi che hai messo la testa dove deve stare, se sapessi che sai ancora toccare le corde
giuste, con quella chitarra... bhè... forse varrebbe la pena ritentare, per qualcosa di
meglio."
Lo saluto, con il tono di voce di chi ha il coltello dalla parte del manico...solo che lui si rende conto che è un coltello di pasta frolla, è un coltello che non taglia.
Ha vinto di nuovo questo match.....mi invita per un caffè nei prossimi giorni....sento la testa che gira e dopo aver accettato mi pento.
So che sta per TAGLIARE di nuovo, sta per riaprire la ferita, con la stessa lama di una volta....è lui che mi tiene per la gola....
Stamattina mi sono fatta una bella doccia fredda... per riattivare un pò la circolazione e per farmi venire il mal di pancia... così posso fare a meno delle prugne secche che papà compra in quantità industriale per la sottoscritta.
Poi ho bevuto un caffè, cosa che ultimamente non facevo più.
Gli esami mi hanno fatto riprendere il vizio.
Ora sono quì con un salviettone in testa, stile donna africana che va a cercare l'acqua
al pozzo che di solito è lontano miglia e miglia....
Sto diventando vecchia.
Sento di ragazzi che sotto esame trovano il tempo per andare a pattinare sul
ghiaccio,andare a giocare a bowling e leggersi tutto il Corriere Lombardia dall'inizio
alla fine... io è già tanto se ,scocciata, mi infilo le scarpe per andare a lavorare il
fine settimana.
E' si, perchè pare che anche la mia unica fonte di guadagno porti
via del preziosissimo tempo allo studio...
so anche io che poi la sera, ho gli occhi come quelli di un topo di fogna e mi riduco a
guardare Don Matteo o Maria De Filippi..
E' tutta la muffa che ho addosso che non mi permette di uscire.... e fuori c'è anche un sole che spacca e mi chiede di andare a fare un giro, per guardarlo da vicino.
Uniche pause concesse sono quella per il pranzo, quella per il
caffè e quella per fare pipì, stamattina mi regalo una mezz'ora per scrivere qualcosa, e
adesso è pure suonato il telefono...
Voglio restare nella mia tana, con i miei libri.
Voglio che fuori piova forte, voglio che mi tolgano la tv e la radio, voglio far sparire
tutti i cd,c'è troppa distrazione in questo buco.
Però intanto la muffa si accumula, la polvere si appisola sulla mia testa e la voglia di studiare diventa sempre meno.
Ho persino scoperto che nella lingua pellerossa, MARZO, il mese in cui sono nata, si dice WISTACA OUI.... che significa LUNA DAGLI OCCHI IRRITATI, è una frase che in questi giorni mi calza a pennello.
State alla larga da me!!! ( che mi è pure venuto l'erpes! )
Ieri sera ero in casa da sola, con una nuova tisana da preparare.
Insomma, la solita solfa, divano e tv, e i miei in discoteca.
Sono corsa sul loro lettone, con un rimbalzo acrobatico e...ho iniziato a fare capriole.
Ho acceso la radio e ... meraviglia, stava passando Patty Smith.. con People Have The Power..
Intanto mi rigiravo stropicciando il piumone e ripetevo tra me e me, che, forse, capovolgendomi un pò, shakerando la testa, i miei neuroni avrebbero ripreso il loro normale funzionamento su percorsi guidati, seguendo le giuste indicazioni.
Sì, perchè in questo periodo il mio navigatore personale pare si sia dato all'alcool.
Poco cervello e tante risate. Poi, un brano dei Five For Fighting..
BUM..
Perchè l'amore è dappertutto ? Sto cercando di evitarlo.
Invece passano canzoni d'amore, cioccolatini a forma di cuore, tisane ai frutti della
passione, Antonella Clerici in tv che esaudisce desideri, gente che si bacia per strada,
storie mielose al cinema di gente ancora vergine e di corna...
Voglio passare almeno cinque minuti senza amore nella testa.
Impossibile, come lo stacchiamo ?
Come lo eliminiamo? Con lo sgrassatore? Col candeggio? Con
l'indelebile nero?
Non dico per sempre, solo per qualche istante, giusto per vedere come si sta, senza di
lui, senza cupido, senza la cicogna, senza Maria De Filippi, senza epopee strazianti alla
tv.
Senza intrighi e scambi di coppie, senza i regali disperati di che
riempie una pista da sci con petali di rosa per fare una proposta di matrimonio..
Eppure l'amore riempie la testa di nomi, riempie la vita di immagini.
E' come una spina nel ditone, come quando mangi la frittata e no la digerisci, come quando bevi qualcosa di bollente e ti scotti la lingua... E' qualcosa del genere..
Una specie di fastidio, misto al :"te l'avevo detto!".. eppure non si poteva rinunciare a correre a piedi nudi, a mangiare l'omelette così croccante, a bere quel tè, pieno di biscotti.
E' tutta una grandissima contraddizione.
Spero solo di riuscre a mantenere il giusto distacco, almeno per un pò.
Voglio che la mia testa resti lontano dai guai!
Sento già San Valentino...
lo sento, e non è che circoli nell'aria, è solo un vagare di neuroni tra cervelli
confinanti..
Passa da una testa all'altra, è una malattia infettiva!
Si prepara prima del 14..e poi contagia tutti....tutti. Ora controlla ogni mio movimento, lo amplifica e fa sembrare che io faccia tutto in funzione dell'amore...... o del rifiuto, a seconda dei casi.
Tutto è cominciato sabato pomeriggio..
Ero al lavoro e quell'arpia (rifiuto) del mio capo mi ha caricato le braccia di oggetti in
comprensibili.
Ho cecato di metterli in vetrina, in bella vista e mentre sceglievo
un posticino tutto per loro ( amore e dedizione al lavoro :), li analizzavo uno ad uno.
Un mazzo di carte da gioco tutto rosso e rosa con delle scritte stampate: TUTTI I MODI PER
ACCALAPPIARE IL TUO LUI, GIOCA ANCHE TU.
Tutto rigorosamente in inglese...
Perciò mi domando chi sarà il primo idiota a comprarle. Tovaglioli di carta con
intestazione prestampata:
nome:
indirizzo:
Telefono:
Cosa vorresti fare con me?:( con tanto di opzioni da crocettare: una passeggiata, appartarci qualche minuto nella toilette, invitarmi fuori a cena o andare a casa tua) stupidaggine a prova di quindicenne zoccola.
Una coccinella gigante che si apre a spicchi, ogni spicchio porta
all'interno una frase dolce dolce......
Unica nota carina in quella vetrina stonata.
Poi ho cominciato a detestare quel Santo, perchè proprio lui? Valentino, una vera e propria peste...non tanto per i single ..ai quali il giorno dell'AMORE di solito non cambia la vita di una virgola... quanto per gli accasati ,i maritati, le coppiette e i flirt.....
E' il santo della distruzione: di portafogli e cervelli..
Ho passato la domenica mattina a gonfiare palloncini a forma di
cuore... e questo fine settimana mi hanno dato in dotazione una bella maglietta rosso
sangue....con tanto di scritta in strass: ST.VALENTINE'S DAY...
come dire: ecco, questa commessa è lacerata, dilaniata e corrosa da Cupido...
Visto che anche quest'anno, come gli scorsi venti., non avrò modo nè di ricevere
coccinelle che si aprono come mandarini, nè di vedere un bel ragazzo che mi aspetta con
una rosa rossa tra i denti ... stavolta chiedo a Cupido di prendere meglio la
mira........!!!!!!!!!!!!!!!!!
Il primo appuntamento è sempre il migliore da tutti i
punti di vista.
Ti prepari con il cuore che balla cambiando vestito ogni cinque minuti. Classica,
elegante, sexy ? Alla fine, niente trucco, jeans felpa e scarpe da tennis, è l'approccio
migliore..
Si comincia con un vortice di parole tremanti e discorsi inutili che si accavallano l'uno sull'altro.
Si parla dei fratelli, della scuola, degli amici... ma
mai... di noi... si va in punta di piedi attraverso tutta l'atmosfera attorno ma non si
arriva mai al centro.
Lo guardo in faccia e rifletto, potrebbe benissimo essere l'ennesimo idiota .. oppure il
cavaliere delle favole, come fare a capirlo dopo cinque minuti?
Una donna lo sa, lo sente...ma poi si lascia fregare comunque.
Lui è teso, imbarazzato, trema. Ordina due birre e poi si spegne.... cala un silenzio improvviso che avvolge tutta l'aria.e allora rompiamolo! Sorrido e lo guardo come se fosse il centro dell'universo.. e lui se ne accorge.
A questo punto ci sono due possibilità: se ti guarda allo stesso modo è perchè vuole essere superiore e farti capire che ti ha in pugno, il che equivale a dire che si rivelerà uno stronzo di prima categoria.
Seconda opzione, abbassa gli occhi, si guarda i piedi e poi cambia discorso...allora forse le cose cominciano a marciare... a grandi passi, verso il secondo appuntamento.
Mi trasformo in psicologa, analizzo, lo osservo, lo immagino in pigiama...lo so è strano.. ma cercare di vederlo nel suo habitat naturale, mi rilassa e lo rende più umano, meno principe e più semplice.
Lo vedo mentre si lava i denti e scende dal letto al mattino con la testa in subbuglio e i piedi che gelano a contatto col pavimento.. Provo una fantastica sensazione di benessere cala la tensione e la birra finisce, ma ce ne saranno altre, credetemi!
Quante cose avete perso? Quante ve ne ricordate?
Io sto rincorrendo tutti, ho come paura di lasciare dei pezzi per strada, di dimenticarmi
degli altri.
Allora rincorro anche chi non c'è più, chi avevo messo all'angolo, chi avevo cancellato con una striscia di inchiostro nero.
Oggi ho fatto passare tutti i numeri della rubrica e ho cercato persone che non sentivo da tempo, abbandonate per sbaglio, attaccate ad un nome che brilla di tanto in tanto sul telefonino.
Squallido tenere contatti di questo tipo.
E allora rincorri, insegui, chiami, cerchi e ti distruggi.
Perchè ormai è gente che non risponde più e che si domanda magari che fine ho fatto e
perchè riemergo dalle ceneri soltatno ora, dopo mesi di silenzio.
Ebbene si, ritorno adesso perchè voglio essere
ricordata, e voglio ricordare.
Pretendo di non essere dimenticata, voglio che qualcuno pianga per me, rida per me, si
arrabbi per colpa mia.
non voglio essere un numero in rubrica, un nome sbiadito nella memoria. Ci sono ok ?
E pretendo che gli altri ci siano per me.
Sì, pretendo: rompo le scatole anche a chi non mi
vuole a chi ha smesso di farsi vivo, a chi a messo una grossa pietra pesante sulla mia
schiena.
Una volta un ragazzo mi ha detto: EVI, tu sei proprio fatta male.
Ora lo capisco.
Ma chi era quel ragazzo, cos'ha fatto per essere
dimenticato così brutalmente?
Chi sono io per lui e sprattutto, ci sono ancora?
E allora scava, scava e datti da fare, prima o poi quel
nome salterà fuori, lo stai solo confondendo con lo sguardo di qualcun'altro, con un
altro di quei mille sorrisi persi.
Voglio essere tenuta in una mano. Così posso evitare di scappare di correre lontano.
E' così che si fa quando si ha paura.
Ma se qualcuno ti tiene nel palmo di una mano e ti fa
scorrere sulle dita allora la memoria risale, torni a galla e non ti perdi più.
Cerco tutti per capire in che mani sono adesso.. sono sulla punta di quali dita?
Chi mi tiene in pugno?
E Ricomincio, chiamo , dò appuntamento, scappo poi
ritorno.. no, forse non sei tu, e non è nemmeno lei..
ripasso i ricordi come in un archivio, non sono confusi, ma catalogati uno per uno, nome
dopo nome, anno dopo anno , immagine dopo immagine, alcuni pezzi sono più chiari e forti
di altri.
Ogni tanto c'è un vuoto profondo un buco nero che arriva all'improvviso, e sullo sfondo ci sono sempre io che corro.. ma per chi infine, sto andando così in fretta?
Voglio essere fermata. Per favore, qualcuno mi prenda con se e non mi lasci più andare.
Occupazione.
Ingresso a scuola, una montagna umana davanti al portone centrale, puzza di marijuana e
uno schieramento di ragazzi da perdere il fiato. Slalom tra i corpi, respiro bloccato.
Percorro di corsa i cinque piani di scale che mi separano dall'aula e da due ore di lezione.
Arrivo, mi siedo, prendo aria, saluto le compagne e rimango completamente paralizzata: un omino barbuto, sporco e altro un metro e una mela è alla cattedra, microfono in mano.. protesta contro la legge Moratti.
Faccio per alzarmi e andare a fare colazione ma vengo
placcata, ormai sono dentro devo aspettare la fine dello show!
Una interminabile ora ad aspettare che il nano finisse il suo discorso, acceso e
arrabbiato.
Sono d'accordo questa maledetta riforma è un'idiozia, ma che senso ha occupare ora che la
legge è già passata?
Scendo di nuovo le scale, ad ogni piano un reggimento di sciarpe colorate e manifesti, megafoni e gente che corre. Raggiungo la mensa e riesco a prendere un tè, mi siedo in biblioteca ed apro il libro di moderna...
Stop: subito dopo le prime due righe, entra un esercito
di addetti al volantinaggio, mi invitano ad una assemblea, mi guardano negli occhi e mi
dicono che non capisco, che non sono informata.
Io ribatto con tutto i coraggio che ho dentro.
E' proprio perchè sono informata che non muovo un
dito. Occupare adesso, a cose già fatte, non ha alcun signficato, andava fatto tutto un
anno fa, ora non ci resta che aspettare il nuovo governo e vedere se ha o no un briciolo
di cervello per eliminare e sospendere questa infima riforma.
Bevo il mio tè, chiudo il libro e torno a lezione, un grosso cartello bianco è appeso
sulla porta e il caro professore trovandosi impossibilitato a svolgere il programma, date
le precarie condizioni dell'istituto, si è sentito costretto a sospendere le lezioni.
Mi guardo attorno, io ferma e il mondo che gira veloce tutto attorno.
Mi siedo nel chiostro, inspiro profondamente tutta la droga che la gente attorno sta fumando ... poi mi rialzo e con la tranquillità di una tartaruga faccio un giro in centro per passare il tempo.
Ore 12.30, ultima lezione, torno in università, con l'abilità di un giocatore di rugby raggiungo l'aula, metto dentro il naso e rimango sconvolta.
Una ventina di persone stanno preparando della polenta su un paio di fornelletti da campo, "per sfamare chi sta protestando per una scuola migliore" ,dicono.
Decido di tornare a casa, pensando che forse aveva ragione Gandhi, si può urlare con la bocca chusa e protestare con le mani in tasca.
In fondo oggi non è stata la Moratti a negare il mio DIRITTO ALLO STUDIO, ma una mandria di bufali che credono di poter cambiare un governo preparando la polenta in classe...
Le belle notizie, non fanno più notizia.
Guardi la tv ... con attenzione, un morto solo, fa storcere il naso, una quindicina di
morti.. non soddisfano più. Serve un titolone in prima pagina con la scritta: 40.000
morti al Polo Nord o nell'isola di Pasqua per far dire "ohhhhhhh" al lettore.
Più che un notiziario pare un necrologio.
Se poi il morto non è stato ammazzato dal fratello, dal figlio o dal cugino di decimo
grado, la news, si fa ancora meno interessante...
Arriverà il giorno in cui anche quei 40.000 morti, non
basteranno più a stupire.
E forse ci siamo quasi dato che ora, lo scoop più divertente è giocare ad indovina chi?
!!
Indovina chi è stato scoperto mentre tirava di coca?
indovina chi ha fatto le corna a sua moglie? indovina chi si è separato e l'ha fatto
sapere in diretta tv? indovina chi chiedeva prestazioni sessuali alle vallette per farle
sfondare?
Dietro l'angolo, al buio, c'è un ragazzo che si buca... a due km da qui, una ragazza che
si prostituisce sulla statale,nella via qui dietro, abitano due lesbiche, un ragazzo si è
suicidato, dopo aver ucciso il padre, quattro anni fa, una mattina prima di andare a
scuola.
E' gente senza nome, ma che non fa notizia, e' gente che non sa di esistere o che non vuole esserci.
Lapo ha lasciato tutti sotto shock, così come Kate
Moss e chi più ne ha più ne metta.
E come dice mio papà, sarà anche bello mettere il naso negli affari degli altri, ma ogni
tanto, sarebbe il caso che il mondo si facesse una bella spaghettata di fatti propri!!!
Non esistono più i bimbi di una volta.
Ricordo che quando ero alle medie, ricevevo non so quanti scapaccioni in testa, perchè non scrivevo sulle righe, perchè scrivevo "ho"senza l' H e dimenticavo le doppie, copiavo i compiti di matemeatica e scrivevo i temi senza farli in brutta.
La mia mamma severa, mi bacchettava, così sono cresciuta in modo diligente ( o almeno così credo) ora tocca a me, fare la maestra, per otto euro l'ora.
Scruto con attenzione il bambino che ho davanti, due occhi scuri da monello. "Salve profff, buon giorno prooooooffffff" " che tette che ha prooofff"
Prima allucinata, poi furiosa, sento prudere le mani.. Suona il cellulare in media due
volte a lezione, e ripenso a me , al primo telefonino ricevuto in regalo il giorno di
Natale, in seconda liceo, a 16 anni...
Tento la strada dell'indifferenza, e mi dico: "Evita non arrabbiarti che poi la mamma di questo teppista ti fa causa e non ti paga più le lezioni.."
Quel nanerottolo di infante, mi fissa il decolté, che
per altro è coperto, poi mi guarda in faccia e mi dice di nuovo: salve proooof!!
Mettiamo in colonna un'addizione.., tira fuori il cellulare e lo usa come calcolatrice...
Rimango in silenzio per un frazione di secondo, mi tappo la bocca e poi ...che voglia di far partre uno schiaffo sonoro sulla testa ma urlo e basta. Come si fa a non urlare.
Ora ho cambiato tattica, non più quella dell'indifferenza, ma la tattica del: Muovi un dito , apri bocca ed hai finito di vivere.." Non credo che funzionerà ancora per molto.
Non ci sono più i ragazzini che giravano in cortile in bicicletta, che giocavano a calcetto nel prato, che compravano le figurine Panini in edicola.
Ora parlano solo di motociclette, di donne nude e dei
cento euro di mancia che ricevono dalle nonne.
quando avrò un figlio, prometto che sarò crudele e spietata.!
on Wednesday, October 26, 2005 at 00:45:45
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citta: Padova
nome: Silvio
oggetto: Rif.: Non esistono più i bimbi di una volta.
testo: Ciao!
E' la seconda volta ke vi scrivo!
Sono daccordissimo con te su tutto quello ke hai detto, soprattutto di quando avrai un
figlio, anke se non userei il termine "spietata" ma "intransigente".
Io ho un figlio di quasi 2 anni e me ne sta' per nascere un altro. Sia io ke mia moglie
(Silvia) siamo moooolto più severi di tantissima gente ke conosciamo, ke mi dicevano
"vedrai quando sarà tuo figlio da sgridare"... ORA LO VEDO E LO SGRIDO E PURE
SI BECCA QUALKE SCAPPACCIONE NEL CULETTO (E NELLE MANINE) SE SE LO MERITA.
Odio i bambini viziati e maleducati! Anzi, odio ancor di più l'ignoranza dei loro
genitori, ke ne hanno più colpa!
Salutoni
Silvio e Silvia (+ Lorenzo e fra un po Martina)
Continuate così ke siete proprio in gamba.
submit: Invia
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Ho un gatto che dorme nel gelsomino sul balcone... e
zero idee in testa...
Qualcuno di voi ha poteri paranormali?
E' scoppiato il boom, sarà vero oppure no che il mondo è pieno di streghe?
Non sono più come una volta, ora hanno i capelli biondo platino, il trucco da vamp e occhiali scuri, .girano come persone comuni ma all'improvviso riescono, solo guardandoti, a capire di che colore è lo smalto che hai sulle unghie dei piedi, benchè tu abbia le scarpe chiuse.
Sanno cosa fai, se sei vivo o se sei già morto, se dormi nelle acque di un lago o se ti sei lanciato da uno scoglio dopo aver mangiato patatine fritte.
Pura speculazione, giri di denaro esorbitanti.. e di Wanna Marchi ora si stampanno anche fotocopie.
La persona che è accanto in un lampo di luce gialla, ha forse capito che stamattina ho un esame oppure ha solo fatto 2+2.. guardando lo zaino e gli appunti e ci ha azzeccato?
Forse quello che crediamo sovrannaturale è solo frutto
di un acuto spirito di osservazione.
E qui parte un altro dibattito irrisolto dal tempo dei tempi: sarà Dio? Sarà il fato.. o
il destino? Oppure è solo la Dea bendata che mi ha appoggiato la mano sulla testa e mi ha
fatto passare l'esame?
Se c'è un medium, o uno sciamano in ascolto, me lo dica perfavore perchè io non credo di potermi sintonizzare su canali di ascolto differenti.
Ok, papà dice sempre che lui è uno su 40000 e che le cose le sente sulla pelle e io gli rispondo che si crede uno su quaranta mila solo perchè se apre la guida telefonica, è l'unico segnato con quel cognome.
Realtà o fantasia dipende cosa stiamo cercando e cosa vogliamo davvero.
In certi casi per disperazione si arriva anche a credere che le formiche possano parlare e che gli elefanti siano di gommapiuma.
Ricomincio da zero, si riparte, START..
Solo a immaginarmi un nuovo anno nella piccola mela medito il suicidio.
Mi immagino già le levatacce alle sei del mattino, il pullman gremito con impiegati che la sera prima hanno mangiato peperoni o aglio, senza digerire, la colazione che naviga nello stomaco e si rivolta ad ogni curva, gli occhi che si chiudono e si schiudono ad ogni frenata improvvisa.
Poi mi comprimo come una sardina, zaino conficcato tra le costole per cercare di creare un varco in metropolitana.. odore di rossetti nuovi, profumo costoso, ascelle senza deodorante e calzini sporchi...e poi finalmente una sana ventata di smog, nuvoloni neri... e una nebbia fitta come taleggio.
E' questa Milano, è questa l'università.... un caffè al volo e la mano ancora indolenzita....che proprio non ne vuole sapere di tenere la penna tra le dita, fuori la Madonnina mi saluta e intanto l'orologio si ferma, il riscaldamento acceso si fa sempre più alto e le luci al neon sono preludio di una giornate che si preannuncia più che stonata!
Traffico tra i corridoi, una fila interminabile in segreteria, parole dolci per convincere la commessa della copisteria a stamparmi tutto quanto il libro anche se è contro la legge.
Poi , primo Pit Stop della giornata un panzerotto in pancia, un giro alla Rinascente un balzo da Feltrinelli e una sbirciatina alle Messaggerie, giusto per accorgersi che con un portafoglio vuoto quel bel cd, deve rimanere sullo scaffale.
Altro caffè, altra lezione, il fritto del pranzo risale piano piano e l'abbiocco è rapido, di nuovo una corsa fino in biblioteca per cercare posto, due ore di full immertion sulla nuova dispensa di filosofia e poi mi trasformo di nuovo in sardina viaggio sottoterra e finalmente, lessa come una patata, mi addormento con la bocca spalancata sul sedile del pullman pieno di polvere di cicche ammuffite e briciole di patatine.
Mi manca l'abitudine, altro che città del lusso, della moda, e di grandi investimenti: Milano, un gran bell'inferno sulla terra!!!
Casalinghe Disperate ovvero Desperate Housewife.
Sapete... ho guardato le prime due puntate e mi sono chiesta: " cosa veramente mi
colpisce di queste cinque donne?"
La risposta è che non sono assolutamente CASALINGHE nel vero senso della parola.
Tentano di spiegare il suicidio di una loro amica... mentre accudiscono i figli, divorziano coi mariti e mettono le corna con giardinieri minorenni.
Forse non riesco ad immedesimarmi nel personaggio
proprio perchè non so cosa significhi e cosa comporti effettivamente il fatto di essere
mamma e donna di casa..
Però dei genitori ce li ho.. e non li vedo così......stressati, sono stanchi, lavorano,
si muovono ma di certo non vanno in casa d'altri ad incendiare le tende e non frugano
negli armadi della gente morta!
Ancora non ho imparato i nomi di tutte, ma ho un certo debole per Susan, forse solo per il
fatto che nell'ultima puntata è rimasta chiusa fuori di casa tutta nuda mentre passava un
tipo caruccio a cui era interessata... solo nei serial una rimane nuda in giardino senza
riuscire più ad aprire la porta d'ingresso!
Lunedì prenderò possesso del divano pronta per questa nuova droga....magari imparerò qualcosa su come cornificare il mio futuro marito, su come far crescere dei tiranni o su come funzionano le pratiche di affidamento dei minori..
Anche i programmi tv adesso arricchiscono il mio background culturale....in fatto di scemenze!
Da bambine ci chiedevamo spesso chi di noi si sarebbe sposata per prima.Chi sarebbe stata mamma per prima, chi avrebbe fatto cosa e chi avrebbe comprato casa e dove.
Sembrano secoli fa, invece son passati solo sei anni,
sei.
Nessuna di noi ci avrebbe mai creduto, M. parlava così per parlare, diceva di volere un
figlio a diciotto anni così come io sognavo di studiare alla Sorbona e abitare in un
cottage sul mare in Bretagne.
Diceva di voler fare la mamma come F. diceva di voler
fare la neuropsichiatra, non so se mi spiego.
E adesso eccoci quì, una commessa di 21 anni, una studentessa di medicina al secondo
anno, un'aspirante scrittrice, una neo bocconiana griffata e M, 19 anni, incinta e sposa
il 3 Settembre.
Ancora non mi rendo conto..una mia amica sposata.
E non è uno di quei matrimoni per correre ai ripari, una di quelle cerimonie di soccorso
perchè i due pargoli hanno dimenticato il preservativo.
E' un matrimonio "serio" lui 30 anni, lei
appena diplomata, un figlio voluto con tutto il cuore e una voglia disperata di andare
fuori di casa, vivere per conto proprio e mantenersi con un portafoglio vuoto.
Quando l'ho saputo, all'inizio ho sorriso, e mi sono detta: " M. ce l'ha fatta"
poi un grosso dubbio: da una bambina che a 12 anni scappa di casa, che sguscia dalla
finestra a 16 ,durante la notte,che si rompe il naso a 17 litigando con non so bene
chi...potevo immaginarlo, era nel suo destino.
Ha sempre voluto fare di testa sua, contaddire il
mondo.Ora si ritrova con un figlio in arrivo, un marito disoccupato e una madre che non la
vuole nemmeno vedere. La commessa, la dottoressa, la scrittrice e l'agente di borsa,
l'aiuteranno, ne sono certa... fosse anche solo per il gusto di dare una mano a chi ce la
sta facendo, a chi si sta creando davvero un futuro ( complicato) e ha smesso di
fantasticare come il resto della truppa.
Auguri M.,da tutta la banda!
E' una seconda gioventù. Ho due genitori da balera.
Mi hanno spedito a Milano per trovare un super cofanetto di Cd. di Raul Casadei per poter far le prove di valzer in salotto.
Arrotolano il tappeto , spostano i divani e danno inizio alle danze e in questa estate la coppia è esplosa.
Passano in rassegna tutte le feste popolari.. Festa dell'Avis, festa dell'Unità, festa della Lega Nord.Solo perchè così possono agghindarsi, mangiare salamelle e diventare padroni della pista.
Il guaio è che io in confronto sembro una
pensionata. Ho fatto la torta, ho dormito, ho preparato il risotto, ho dato da
mangiare al gatto, ho pulito la gabbia del coniglio e ho aggiustato i faretti della mia
stanza. Neanche un pò di vita...loro sì che si stanno godendo i cinquant'anni.
Però a me piace così.
Mi alzo al mattino, dopo una serata trascorsa a fare zapping col telecomando e chiedo:" a che ora siete tornati? eravate da soli? cos'avete mangiato?"
E' bello fare la mamma, ho due figli grandi che rientrano all'una di notte con le vesciche ai piedi e l'ascella pezzata.. si svegliano tardi e vivono la notte!
A me non rimane che fare la spesa, comprare i giornali, andare a trovare la nonna, stirare le camice di papà e far cambiare i tacchi di mamma, che l'altra sera è rimasa incastrata nel bel mezzo della pista da ballo,con i suoi sandaletti verde pisello!
Avete mai visto "La Leggenda del pianista sull'Oceano"?
Quante lacrime, e che strana sensazione di relax davvero strana.
Ieri in libreria, cercavo "NOVECENTO" di Baricco.
Nessuno me ne aveva mai parlato, quindi credevo fosse un'altro dei tanti libri che parlano
di guerre, stermini e bombe atomiche.
solo che ho pensato: "se l'ha scritto Baricco dev'essere un libro sulla Guerra,
totalmente diverso dagli altri.. dev'è essere.. come dire...Bello"
Immaginavo già un bel mattone, dalle tre/quattrocento pagine in su, Invece mi sono
trovata davanti un MONOLOGO, con una nave in copertina, sessantadue pagine di navigazione
sull'OCEANO..
l'Oceano di Danny Boodman T.D.Lemon Novecento.
Bambino abbandonato sul Virginian e adottato da un macchinista di colore. Monologo portato
sul grande schermo da Tornatore.
E quì altro che lacrime, non era più relax quello che avevo nei
nervi... ma tensione e paura.
Paura perchè ogni virgola battuta da Baricco dice tutto della vita, di quello che è e di
quello che non è , di quello che potrebbe essere e di quello che non sarà mai.
Racconta l'America negli occhi degli immigrati, racconta la musica di un pianista che mai scese da quella nave e che morì con lei, provando tutte le emozioni del mondo, incamerando tutte le sensazioni di ogni passeggero, sorseggiando un pò della vita dei viaggiatori di prima classe e tutta la nostalgia di chi lasciava la propria terra per approdare a New York.
Novecento diceva sempre:"Non sei fregato veramente, finche hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla" E' proprio qui il bello.
Se rimani solo perdi tutto, ma restando su quella nave aveva la compagnia del resto del mondo, perchè tutti in effetti scorrevano su quell'Oceano.
Riuscì ad avere tutte le donne del mondo suonando una notte intera per una donna sola, fu il padre di ogni bimbo, solo guardandone uno morire sul ponte della nave, e mentre se ne andava, andavano con lui, tutti i figli che non ebbe mai., incatenò la sua terra sentendo cantare un uomo che veniva dal Nord, e quando questi smise di cantare, svanì con lui, anche la terra di Novecento.
Pensò anche di scendere dall'acqua, per poter vedere da terra,
com'è il mare.
Arrivò al terzo gradino , ma non vi appoggiò mai il piede.
Perchè questo è un libro per chi vuole restere chiuso in casa. E' un libro per chi vuole stare fermo e vedere il mondo che balla il ragtime.
E' un libro per chi fa della musica la sua prigione, per chi con le note, rinchiude sè stesso e libera gli altri.
maialino.libri - maialino.cinema
Università occupata e corsi mezzi sospesi. Ne approfitto. Week end organizzato in un lampo. Partenza da Stazione Centrale Milano.
Tre studentesse pronte a partire per Siena. Relax, svago, cultura e niente libri sotto braccio. Trenitalia.... che è tanto a servizio dello Stato ma troppo poco al servizio del viaggiatore, preannuncia un ritardo di cinquanta minuti. Risultato: perdiamo la coincidenza a Firenze.
Con due ore di ritardo raggiungiamo Siena...e zaino alla mano, cominciamo la ricerca dell'Hotel: una meravigliosa stanza di un convento adibito ad affittacamere, una stella.Economico, senza colazione e bagno al piano.
Tour della citta, vicoli nescosti, stradine medievali, salite e
discese vertiginose.
Per cena ci attende una mangiata spettacolare,accompagnata da un bel bicchiere di Chianti.
Ci viene raccontata la storia delle contrade, come si organizza il
Palio e i conflitti viscerali che risalgono alla notte dei tempi, tra un quartiere e
l'altro.
Nella contrada della torre, un manifesto gigante giunge fino a terra, sullo sfondo il
fantino vincitore in groppa al suo cavallo.
Mentre rientriamo in hotel, ci imbattiamo in un festino coi fiocchi:
c'è un nuovo nato nella Civetta e sono tre notti che si balla per strada per festeggiare
il bebè.
Giorno 2, visita alla torre, 400scalini fatti tutti d'un fiato, per ammirare la panoramica
dall'alto, un vento gelido, una pioggerella sottile, foschia lontana e tanto verde
attorno, tanto verde da ricordare l'Irlanda o la brughiera inglese. Un attimo di panico,
vertigini.
Si scende di nuovo e ci si immerge in un atmosfera trecentesca durante una lunga visita al museo civico, il mio mondo. Affreschi del Lorenzetti, la Maestà di Matini..la Sala Del Risorgimento con una Patria bambina che dorme indisturbata, scolpita in marmo bianco al centro della stanza.
Per concludere, una cioccolata calda accompagnata dalla brioche più
grossa che io abbia mai mangato in tutta la mia vita.Spettacolare sensazione di benessere!
La sera è nostra e ci agghindiamo come lampadari. Ale si traveste da make -up artist e ci
restaura tutta la facciata.Tre donzelle pronte a rimorchiare!
Come volevasi dimostrare... ad ogni passo qualcuno rimane colpito,
qualcun'altro affondato.
Mi vengono offerti un paio di bicchieri da non ricordo più chi. Io mando giù di
rigore...e poi ballo.. e ballo, come fossi disperata.. infine, come dice Pieraccioni ne
"il ciclone": POPPA E CULO"... grazie mille, la serata e stata bella ma ora
ognuno per la sua strada: non c'è trippa per gatti.
Anche se....devo dire che l'accento toscano era davvero sexy.
Ultimo giorno.. SIGH... risveglio pesante,faticoso,cuscino caldo che invita al sonno e la
valigia da finire.
Colazione alle 11 in una pasticceria di lusso, tanto per goderci il week end fino in
fondo!
Poi si riparte, sei interminabili ore di treno.
Un sonnellino, due risate, lo scatto delle ultime foto, un
pettegolezzo, una focaccina scroccata ad un ragazzo del sedile accanto e una chiamata alla
cara dolce e preoccupata MAMMA.
Stiamo già pensando ai prossimi giorni di svago, dopo gli esami di gennaio.
Se qualcuno ha proposte... io sono quì, con la voglia di partire di nuovo e di non tornare più!
Non ci sono più gli uomini di una volta.
Il maschio è veramente maschio solo davanti ad una birra, durante il derby, giù al bar
con gli amici.
E' veramente maschio quando si tratta di scaricare una ragazza conosciuta da poco e sminuire le sue storie se si trova coi compari.
La cavalleria non c'è, l'uomo non si vede..e la donna comincia a stufarsi.
La donna è stanca di essere guardata, ammirata da lontano, è stufa di sentire commenti sconci alle sue spalle e vorrebbe essere presa di petto, interrogata al momento giusto, senza interminabili attese e travagli.
Nessuno si avvicina più e quando succede il ragazzo fa sparire la
modestia, diventa improvvisamente spavaldo, si fa leone nella savana, orso predatore tra i
boschi. Si finge superiore ..ma poi, sappiamo tutte che non lo è.
E' tutta una parte che sta recitando, prima di fuggire con la coda tra le gambe.
dov'è finito il principe? Dov'è finito il galant'uomo che offre la cena più il
biglietto del cinema e apre la porta di casa con una rosa rossa fra i denti?
Scomparso nella nebbia di dicembre, sepolto sotto la neve
dell'inverno, nascosto dietro le tende.
La chiave del problema è tutta qui: anche l'uomo adesso ha paura di perdere, quindi non
rischia più, teme i due di picche.. e i boicottaggi, adesso è il suo turno, striscia in
ginocchio, si logora e si consuma, senza mai farsi avanti...
Il fallimento per lui equivale ad umiliazione e si sa, essere umiliato da una donna non giova e per evitare di essere scaricato, scarica per primo, per paura di prendere la situazione in pugno, lascia che il gentil sesso si armi di iniziative insolite per poi cadere ai suoi piedi...squallido... e insopportabile.
Forse è il momento giusto per cominciare a fare del male, lasciare prima di essere lasciate e non muovere un dito, restare di ghiaccio, non lasciarsi conquistare da chi ha perso la voglia e le palle per farlo!
Sensazione bruttissima.
Erano due ore che vagavo a vuoto senza sapere cosa fare..
Avevo persino comprato un libro, così mentre decidevo come passare le restanti tre ore...
mi ero messa a leggere, su una panchina.
Più leggevo più mi rendevo conto che non me ne fregava niente..del protagonista, della prefazione..e di tutte quelle parole belle e sottili che scorrevano veloci alla vista.
Ero pronta, psicologicamente pronta per fare di nuovo
la cosa sbagliata,al momento sbagliato.
L'ho chiamato e gli ho chiesto se voleva pranzare con me, giusto una piadina e poi di
corsa a casa.
Nell'istante preciso in cui parlavo al telefono, mi era già passata la voglia.
Avevo paura di guardarlo di nuovo in faccia e fingere
di riuscire a cancellare sette mesi della mia vita.
Ho aspettato ancora una mezz'ora .. poi senza nemmeno accorgermene, me lo sono ritrovata
davanti, e mi sorrideva come solo lui sa fare. Un sorriso di quelli che ti riempiono. Sono
una contaddizione fatta a persona.
L'avevo lasciato, perchè in fondo sapevo benissimo che NON MI VOLEVA.. e ora, ora perchè
quella telefonata?
Perchè trovarmi faccia a faccia con chi mi ha fatto del male, mostrandogli tutta me stessa mentre faccio scivolare per sbaglio kg di salsa rosa mista a gamberetti dal labbro inferiore verso i miei pantaloni?
Lui che mi guarda e io che mi sbrodolo, lui che racconta e io che mi concentro su quella fetta di prosciutto che è caduta nel piatto. Ebbene sì, lui che mi guarda e mi guarda e mi guarda. Uno di quegli sguardi che dicono: ehi... se potessi stringerti e non lasciarti andare.... ehi!
Ma in una angolo buio dentro di me, sapevo benissimo
che quegli occhi mi cercavano in quel momento preciso, ma una volta presa la
metropolitana, avrebbero cercato qualcun'alra...qualcuna pronta a spogliarsi.
Ho sorriso, l'ho ascoltato come se fosse una persona qualunque, un compagno di università
qualsiasi... come se fosse uno di quei tanti ragazzi fermi alla fermata del pullman, uno
di quelli che vedi tutti i giorni e che saluti ma non sai nemmeno come si chiamano.
Lui è uno così, ha la strana capacità di farsi
riconoscere e piace in un lampo.. ma poi si spegne piano.
non c'è niente di peggio di un ragazzo che ha paura, che non sa scegliere e che dentro si
sente un FREE MAN...
State attente ai FREE MAN... si sentono talmente liberi dentro, pronti a volare... che vi lasceranno a terra, con la vostra faccia triste, sicuri che non sarete in grado di dimenticarli.
E anche Elton John si è sposato con David Furnisch,
suo compagno da una vita, abito sobrio e occhiali non troppo sgargianti.
Primo matrimonio gay in Inghilterra.. gli italiani intanto attendono.
L'argomento fa discutere e nella marmaglia di opinioni differenti, io dico la mia, sofferta e poco condivisa: MA FACCIAMOLI MARITAREEEEEE!!!!
Cosa cambia alla nostra vita di eterosessuali?
Forse dico così perchè in fondo con la fede io ho poco a che fare... però, ragazzi...
il mondo è pieno di gente diversa e ognuno ha diritto di vivere in casa propria come
vuole.
Se due uomini si baciano , a me non disturba, se due
donne stanno assieme, men che meno.
E' una scelta di vita differente e se si ascoltano bene le canzoni di Elton, si può ben
capire che è un UOMO CHE SA AMARE e che alla fine è questo ciò che conta è: Voler bene
e farsi volere bene
Il rifiuto non dà vantaggi a nessuno.
Londra, municipio, crimonia privata e poi grande festa
con ospiti dal calibro pesante...
E non è contro natura solo perchè Dio creò Adamo ed Eva non significa che tutte le
coppie debbano essere così: sai che noia!!!
La nuova famiglia è formata da genitori gay, figli
adottivi,coppie separate e fecondazione artificiale.
Niente è più nella norma... ma poi.. sapete dirmi infine questa norma dove sta? Chi l'ha
inventata e soprattutto:PERCHE'????
Lancio un sorriso a tutte le coppie gay.. e a tutte le
coppie etero, l'importante nella vita, è non restare soli!!!
Ciao Ciao
Tutti quanti siamo un pò perversi.
C'è chi vive nelle favole, chi vuole tutto e subito,
chi si brucia in fretta e chi aspira al massimo.
Ma in pochi hanno messo a nudo tutte le loro fantasie recondite.
Conosco un ragazzo che dice d'aver provato tutto.
Gli ho raccontato quanto può essere bello starsene in spiaggia d'inverno, col rumore
delle onde, all'alba, con una brioche calda tra le mani, e l'amore della propria vita
accanto.
Altro che sesso sadomaso, è la pace del sole che sorge
che ti fa stare in paradiso. Lui ha sorriso, e si è reso conto che è un'esperienza che
manca nella sua lunga lista.
Ci sono poi tipi più particolari: Uno che s'immagina legato ad una poltrona, con davanti
a sè una violoncellista indiana con occhiali e tacchi a spillo, completamente nuda, che
suona solo per lui.
Il dramma è non poterla toccare e contorcesi
all'infinito per poterla sfiorare almeno con la punta dell'alluce.
Straziante.
Ormai i sogni proibiti di una donna ricoperta di nutella, sono fuori moda, la perversione ha raggiunto livelli esagerati.
Non servono più fruste e manette, c'è chi sogna di fare l'amore nell'armadio, chi vorrebbe rotolarsi nela neve con Pamela Anderson e chi rimane un pò all'antica,desiderando di rimanere abbracciata a qualcuno di speciale, in una baita di montagna col caminetto accesso.
Questa forse non sarà perversione, ma almeno come
favola non è poi così male!
Qui due parole sulla dipendenza
sessuale: Sex Addiction
Com' è il tuo dolore? Sai spiegarlo? Su, dimmi com'è?
Se c'è una cosa che ho capito oggi è che, davvero,quello che la gente ha nel cuore, non
lo sapremo mai.
Lo si può solo guardare da lontano, il dolore, senza
capirlo.
Quando sono entrata in casa sua, stamattina,non ho provato nulla.. e mi chiedevo se avevo
o no il diritto di piangere.
Poi ho avvertito una fitta fortissima allo stomaco, tanto forte da farmi male.
Ventidue anni, ti rendi conto...una vita con lui.
La parte più brutta dei funerali è quando il prete comincia a ricordare.
Diceva di quanto era solare,allegro, trascinatore.
Tutte parole riportate da altri.
In quel momento avrei voluto correre lontano, il più veloce possibile, prendere a pugni
qualcuno, sfasciarmi le mani e urlare fino a perdere la voce.
Ognuno di noi ha la sua immagine di Dario, il suo modo di vederlo,di guardarlo.
Non vedo perchè rovinare tutto con delle frasi
scontate.
Dopo aver baciato la sua tomba, mi sono guardata attorno, per non perdere niente.
Volevo vedere tutti quanti e tenerli per me.
Ti ho guardato a lungo, insieme a Roberta e poi,accanto
a tuo padre.
Sai, mentre mi avvicinavo alla Chiesa, si è accorto di me,mi ha messo una mano sul
braccioe mi ha guardata fissa, per una frazione di secondo. Tuo papà.
Mi ha osservata con lo stesso sguardo con cui io ho guardato Eros e Stefano, come se volesse divorare parte della mia rabbia e farla sua.
Io ho fatto lo stesso con tutti gli altri, anche con
persone che non ho mai visto in vita mia.
Il vero dramma è che noi siamo ancora qui.E ci sembra di sentirlo mentre dice
:"ENRICO!!!!"
Ti rendi conto? Noi siamo qui.
Domani andrò a lezione come tutti i giorni e tutto quello che ho sempre fatto,
ricomincerà da capo, senza soluzione.
Sorriderò di nuovo, ricomincerò a mangiare,andrò in
vacanza d'estate, sarò di nuovo al solito posto.
Ma voglio stare bene.
Tenendo qualcuno per mano, senza troppi rimpianti, col cuore pieno di immagini nuove e
fotografie vecchie da non dimenticare.
Oggi ho trovato una foto, ci siamo tutti.
Appena l'ho guardata ho smesso di piangere e non ho più sentito dolore.
Ho sorriso.
Perchè Dario è ancora qui.
Sempre.
Evi
Trova il tempo per ballare da solo con una mano che si
agita nell'aria..."
Lui è Drew ,disegnatore di scarpe in un'importante multinazionale dell'Oregon...
Dopo un FIASCO totale dovuto al fallimento di quello che tutti credevano essere un
capolavoro di design, rientra a casa convinto di non desiderare altro che il suicidio.
E' seduto, pronto a trafiggersi con una coltellata quando squilla il telefono....
Suo padre ha appena avuto un infarto, è morto.
Si trovava dai suoi parenti nel Kentuky.
Drew sotto ordine della madre, intraprende uno strano viaggio per riportare a casa il
corpo del defunto.
In aereo, depresso fino al midollo, incontra Claire, bionda hostess anticonformista, sana
ragazza del Kentuky...
Tra i due inizia una strana amicizia, fatta di
telefonate estenuanti, incontri ravvicinati del terzo tipo e baci rubati.
Sullo sfondo la bella provincia americana, con le feste agricole, le famiglie numerose e
zero grattacieli.
Per tornare nel suo Oregon, Drew, su consiglio di
Claire, viaggerà in auto per più di quaranta ore, con l'aiuto di una cartina
personalizzata, fatta proprio dalla strana ragazza.
Il viaggio lo porterà sulle tracce di lei e sui luoghi amati da suo padre dove, dopo
pianti disperati Drew concederà al vento, le ceneri del caro vecchio Mitch.
Infine... incontrerà di nuovo Claire che con la sua
musica lo metterà davanti ad un grosso bivio: il Kentuky insieme a lei o l'Oregon del suo
fallimento?
E' una storia d'amore fatta al contrario... sale dai piedi e giunge fino al cuore..
battute su battute, uno scenario fatto di "ultimi sguardi" e parole d'addio...
feste di commemorazione.
Sullo sfondo musiche sottili, alcune in stile country,
altre soffici pronte a dissolversi...
E' un film che ti lascia dentro il desiderio di trovare una Claire... o di abbracciare un
Drew.... perchè di certo sono entrambi fuori dal comune.
Preparativi.
Savage Garden in sottofondo e due ragazze a tavolino.
Lista degli invitati e menù. Ma alla fine Francy viene?
Ma il cugino dell'amico del ragazzo della tua compagna
d'università.... ti ha già dato la conferma o vaga nell'indecisione perpetua ?
Ma poi è il cugino di chi? L'amico immaginario?
Pasta o riso? Ok , pasta con due sughi.
Ragazzi E' CAPODANNO..........e io non voglio SPENDERE tutto il mio misero stipendio da
commessa part-part-time per andare ad una noiossissima festa in discoteca o per prendere
un treno affollato pronto a farmi giungere in ritardo in qualche festa in piazza!.
RESTO A CASA....e ti pareva che non mi mettessero in mezzo anche stavolta?
"Evi, che mangiamo? Che festoni compriamo? Quanta gente
invitiamo?
E soprattuttto:ci presti il tuo salotto??" Stavolta non ci sto.
Va bene il menù, va bene fare la coda al supermercato con una lista kilometrica tra le mani, ve bene andare dall'artificiere più illegale del circondario e comprare botti, va bene chiedere alla nonna se mi regala il cotechino e una bella bottiglia di rosso casereccio... ma il salotto no, il mio salotto no!
Ho amiche che hanno villette con taverna riscaldata , bifamiliari
con mansarda.. non vedo perchè dovrei lasciare il mio appartamento in pasto a venti
persone col rischio che all'una i miei rientrino dalla serata di liscio..
AIUTATEMIII!!!!!!
Chi mi salverà?
Siamo solo al 28 e io mi alzo al mattino sperando con ardore che sia
già giunto il nuovo anno....
E intanto i Savage Garden sono finiti.. e la lista è aumentata.
Patate fritte, salsa verde, salsa rosa, pizzette, lenticchie, insalata, bibite......panna e speak.... panettoni avanzati, crema al mascarpone, cioccolata calda....fragole.Le fragole a capodanno ? Ok niente fragole a capodanno, farebbero sicuramente schifo.Datteri,pistacchi, arachidi vanno benissimo.
Non possiamo stare a digiuno? Non possiamo fare un bel dopocena? Così ognuno mangia a casa sua e poi arriva si piazza sul divano e non si muove fino alla mezzanotte?
Che stresssssss. Ok, forse non sono dell'umore giusto per
organizzare feste...ma non posso nemmeno delegare, spero che con l'avvicinarsi del 31.....
mi ritorni un pò di spirito d'iniziativa!
Buon Anno a Tutti
Evi
Inghilterra, Rivoluzione industriale.
Un orfano catapultato da una casa lavoro per minori, allo sgabuzzino dello studio di un
becchino. Frustato, picchiato e umiliato.
Il suo nome è Oliver, Oliver Twist.
Dalla campagna cerca di raggiungere Londra, camminando ininterrottamente per cinque
giorni.
Iniziato in un circolo di ladruncoli da mercato, vive in una grande famiglia di ragazzini
,sotto la tutela di Fagin, trafficante di bambini.
Viene accusato ingiustamente di un furto non commesso e viene
liberato da un ricco e colto borghese che lo porterà nella sua villa per poterlo educare.
Durante una consegna per il suo padrone, Oliver viene catturato dal malvivente che
inizialmente lo aveva sfamato.
Una storia nota, un classico di sempre, con un finale conosciuto ma non scontato, Oliver
ferito, salvato da una prostituta che verrà massacrata.
Toccante e davvero per niente infantile.
C'è tutto Dikens in questo film, tutto il buio, la sporcizia, il fumo di Londra, il grigio per le strade,il marciume sui volti della gente.
In tutta questa nebbia, gli occhi di Oliver rimangono limpidi e vivi, anche quando è accecato dalla rabbia, ferito nell'orgoglio,incapace di uscire da situazioni sempre più nere.
Pare una storia da ragazzini, in realtà forse è più utile per gli adulti.
Perchè si sà, i bambini non smettono mai di soffrire e vivono le emozioni al cento per cento senza mai perdere nemmeno una goccia della VITA che scorre loro nelle vene.
Nuovo killer in agguato.
Si aggira nella City londinese e nel quartiere della moda, guarda la sua preda da lontano, alta, snella, lunghi capelli al vento, trucco da fata.
Si avvicina con passo felpato, la strangola e spegne tutta la sua bellezza, la spoglia, si porta via i vestiti e prosegue con una nuova gazzella a cui ruberà il guardaroba, dopo averle tolto la vita.
Maniaco o serial killer, un pò malato per gli accesori e un pò per
le belle donne. Semina il terrore tra le modelle.
Sei di loro si sono salvate e l'hanno denunciato, una è morta.
Sarà un fotorafo? Uno stilista? Un semplice guardone o un travestito che ha bisogno di
riempire di nuovo il suo armadio?
In questo momento mi sento fortunata: non ho una chioma kilometrica, non ho vestiti costosi e sono alta un metro e una mela: sono in salvo.
Però domani potrebbe sbucare da una nuvola di smog un nuovo assassino.
Uno che mira a lasciare sul marciapiede, sotto la pioggia, studentesse universitarie senza vita, per poi rubare loro tutti i libri e farsi l'istruzione che non ha mai avuto, oppure per poter rivendere i manuali al mercatino dell'usato e comprarsi un tozzo di pane per campare almeno quel giorno.
Non c'è verso: ho paura della grande città!
Anche se magari.. il mio assassino dorme proprio nel palazzo accanto!
Quante mamme ci sono al mondo?
Molte hanno figli voluti, altre sono mamme per caso, alcune sono mamme cattive, altre iper
protettive.
E' un periodo in cui mi chiedo cosa comporti l'essere mamma.
Oltre ad un numero infinito di responsabilità, la mamma ha la sua vita, è donna prima di
tutto.
Da figlia posso dire che certe volte si starebbe meglio senza una
voce che grida nelle orecchie ogni secondo, senza telefonate improvvise in momenti poco
piacevoli.
Ma come si fa senza la mamma? Sarei la stessa se non avessi avuto il suo fiato sul collo ?
Sarei davvero IO senza di lei?
Troppe domande.
L'ho osservata in questi giorni ed ho capito che ha ripreso il suo
ruolo di moglie, di signora.
Prende il caffè con le amiche, passa i pomeriggi al telefono, va dal parucchiere, fa
shopping.
E' una ragazzina.
Ma non sono io a doverle fare da balia! Ho vent'anni e sento ancora il bisogno di una voce
, di un consiglio ,di uno sguardo. Lei c'è ma..
Si è tolta il peso della crescita, dando per scontato di aver portato a termine il suo compito, il suo dovere ultimo, crescere due figli, portarli in alto, servirli alla società su un piatto d'argento.
Quando le fa comodo sono una donna adulta, quando non le fa comodo, torno ad avere otto anni... ho otto anni quando voglio uscire alla sera col mio ragazzo.. ne ho venti suonati quando si tratta di pulire la cassetta del gatto, portare via la spazzatura, lavare i piatti.
E' una mamma come tutte, gelosa, protettiva, pesante, ma è la mia.
La mia croce, la mia consolazione, la mia spalla.
Ci sono poi le mamme per caso, quelle che si sono ritrovate un bimbo
tra capo e collo... e quelle che avrebbero potuto esserlo ma non hanno voluto, quelle che
hanno ucciso, per mille motivi diversi, quelle che hanno abbandonato, quelle che hanno
ceduto, quelle che sono scappate, e quelle che sono rimaste da sole.
quelle che hanno dimenticato, che essere mamma non vuol più dire IO, ma vuol dire essere
NOI, e credo non ci sia niente di più bello al mondo che essere il cordone ombelicale di
qualcuno!
Ho analizzato quest'oggi la figura del casellante.
Non credo esista lavoro più brutto.
Ho fatto un sondaggio tra tutte le persone che mi stanno attorno.
Sei al casello, passa una macchina ogni trenta secondi, e tu, omino dietro il gabbiotto
devi solo dare il resto, tirar fuori qualche spicciolo, per un tot di ore consecutive.
Stai lì seduto a passare le tue giornate nel tedio, senza tregua,
come la mettiamo con l'esodo di Ferragosto?
Il suicidio dei casellanti!
Poi però mi sono venuti in mente altri lavoretti del genere:
l'omino della discarica non ha vita migliore, e il ginecologo?
A fine giornata credo gli sia completamente passata la voglia di fare l'amore con la
moglie..
Però lui almeno fa soldi a palate, il che significa che qualche soddisfazione se la toglie
Ha la casa al mare e quella in montagna, una barca al lago e una villa
con piscina.
L'operaio invece? Può anche essere che chiuda tubetti di dentifricio per otto ore al
giorno.
Come risolvere la situazione? conoscete lavori peggiori?
Eppure di qualcosa bisogna anche campare.. campare campare campare...
Certe volte il lavoro uno non se lo sceglie nemmeno gli capita
addosso e non ha via d'uscita.
Conosco un ragazzo che mi ha giurato sul suo bar, che se un giorno dovesse fallire, non si
cercherebbe nessun lavoro, non farebbe nemmeno la fine del povero casellante , andrebbe di
corsa a Milano in piazza della Scala e passerebbe il resto della vita con la sola
compagnia dei piccioni .
Alla meno peggio allora, tanto vale guadagnare cinque lire standosene seduti otto ore al giorno ammirando le code in autostrada.
I viaggi in pullman mi aiutano a riflettere.
Oggi ho visto una ragazza con i capelli blu, ho subito pensato, mentre ero ferma in coda,
che anch'io volevo quei capelli blu, quel viso bianco latte e quegli occhi trasparenti.
Tutto questo mio pensare, mi ha fatto capire che ho bisogno di dare una svolta alla mia
vita.
non so se sia vera e propria malattia. ma sono DEPRESSA
Non credete, è un abbattimento dovuto al cambio di stagione( o almeno così dicono gli
esperti).
Rimane il fatto che l'altro giorno, ho visto delle castagne sparse tra la ghiaia..
mi sono detta che se circolano già i ricci del sottobosco.. bhè, forse siamo proprio
alla frutta.
Non mi piacciono le mezze misure, mi sento scomoda, non fa caldo, ma non fa freddo, è
iniziata la scuola e non si sa se ci si deve mettere sotto subito o se invece si può
ancora stare in stand-by per una settimana.
Pranzo alle undici o alle tre del pomeriggio.... mi riempio di tè verde e sorrido al
mondo.
sorridere è l'unico modo per sentirsi bene no??
Allora sorridiamo, sperando che mostrando i denti.. il cambio di stagione passi in fretta,
che arrivi il freddo dell'inverno, così potrò mettere il maglione nuovo e gli stivali di
camoscio e la sciarpa grande come una coperta, sentendo il naso congelare e diventare
rosso rosso.
Voglia di cioccolata calda e serate a guardare video a casa di amici.
Non è ancora tempo per tutto questo.. così come è finita la stagione delle cotte, del
gelato al pomeriggio della tintarella e delle canottiere sexy...
Tutto queto mette scompiglio nel mio già fragile equilibrio.
Dovrei scrivere e non scrivo, dovrei studiare e non studio, dovrei uscire e non esco...
dovrei cercare lavoro e non lo trovo.
Forse non sono ancora uscita da quella terribile fase chiamata adolescenza!!
Sono ingenua? forse!!! BAMBINA? anche!!... viziata? probabile.
So solo che la pigrizia mi ha travolto.. e ora continuo a girare nel suo vortice, fino
alla nausea! Serve un salvagente.... un cuscinetto per ammortizzare il colpo, un
pomeriggio dall'estetista, un taglio radicale ai capelli, un salto in cartoleria a
riempire l'astuccio di nuove penne con inchiostro nero pece..e matite a scatto con su le
pecorelle.
Oppure potrei guardare le foto dell'estate, desiderare la spiaggia bianca... una discoteca
e tante palme verdi!!!
Non c'è niente di meglio che una passeggiata al tramonto, nella zona industriale.
Ci pensate, ore 20.00 circa, il sole cala e io sto lentamente
camminando verso il cinema. La strada è deserta, solo gru gialle, vetri rotti, un
supermercato chiuso e un parcheggio vuoto.
Ecco che l'ispirazione arriva, Sui muri leggo le porcherie più assurde, scritte a
caratteri cubitali su uno sfondo già grigio. Unico lembo di terra, un'aiuola secca con
qualche papavero appassito.
Poi leggo sul giornale che è così per tutti.Trovarsi in una
situazione di degrado ambientale,nonchè sociale, apre il cervello, spalanca porte e
finestre facendo entrare la famigerata ISPIRAZIONE.
Pare che nel Bronx, il quartiere più malfamato di New York, ghetto degli
afro-sudamericani, c'è chi fa progetti, chi costruisce l'ultima opera di design
architettonico con pezzi di metallo trovati quà e la per le discariche.
Dj, fotografi, musicisti, giornalisti e managers portano questa zona alla ribalta, si aprono locali, gallerie d'arte,complessi residenziali confortevoli ed economici..
I mattoni delle vecchie fabbriche seducono tutti. E' un laboratorio
a cielo aperto di graffiti e murales multicolor, bancarelle che vendono spezie e frutta
tropicale.
Non perde fascino e conserva il mistero de "I guerrieri della notte", diciamo
solo che passati un pò di anni, su quelle stesse strade, non si fa più la fame.
Ed io sto ancora camminando verso il cinema, con un grumo di parole
nella testa, che ha bisogno di cuocere a fuoco lento.
Ecco ciò che ho partorito, dopo mezz'ora di cammino, nei dintorni della discarica della
mia città:
"STALINGRADO VIVE", sopra uno sfondo già vissuto,
lontano la luce si riflette e il tramonto irrompe, In un desolato disordine, la gru si
staglia e ai suoi piedi
"STALINGRADO VIVE".... ancora.
Trincea di plexiglass, filtra gli ultimi raggi
"ABBASSO I NAZIFASCISTI"
urla una nuova vernice rossa oltre il marciapiede. accanto, i vetri rotti di una fabbrica,
Deserto, sola col vento tra i capelli, osservo i sassi nel parcheggio in un angolo,
quattro papaveri piangono, Gridano di nuovo:"STALINGRADO VIVE"...
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