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Loredana Bertè qualche anno fa, più di
qualche anno fa (1976 credo), cantava, urlava
“Sei bellissima”. Una canzone
passionale, infelice, disperata. Una tristezza infinita:
“Che strano uomo avevo io, mi teneva
sottobraccio, e se cercavo di esser seria per lui ero sempre un pagliaccio, e
poi (a letto) mi diceva sempre,“non vali che un po’ più di niente”, io mi
vestivo di ricordi per affrontare il presente.
E ripensavo ai primi tempi, quando ero innocente, quando avevo nei capelli la
luce rossa dei coralli, quando ambiziosa come nessuna mi specchiavo nella luna e
l’ obbligavo a dirmi sempre SEI BELLISSIIIIIIIIIIMAAAAAAAA!”
Ragazzi, è tristissima, lo vogliamo capire? E’ disperazione pura! Eppure continuiamo a ricordarla e cantarla come un elogio alla bellezza dimenticando tutto quello che le parole nascondono.
Ci piazziamo con le chitarre a mo’ di falò e la interpretiamo come un canto felice e gioioso del catechismo, arriva una tipa strafiga in tv e in sottofondo parte un sei bellissimaaaa da tarantella!
E’ come far cantare Miserere agli articolo 31, è come Pupo che imita Bocelli, merda e cioccolata: non c’entra niente!
Al posto della Bertè mi incazzerei, penserei “tanta fatica per una canzone interpretata soltanto come un urlo. Ma per chi mi avete presa? Per Dj Francesco?”!
Loredana, perché non ti incazzi? Rivendica il tuo capolavoro! Come non lo so, a questo ci devi pensare tu, magari ricantala in modo più straziante di prima.
I tuoi capelli si prestano bene, potresti darti fuoco e rotolarti nel palco gridando il ritornello. Forse tutti capirebbero il senso della tua canzone e la smetterebbero di prendersi a braccetto e di farci su il trenino a capodanno!
Vai Lore sei tutti noi, torna in scena anche vestita da battona, e con sette chili di trucco! Oppure? Oppure accontentanti del ricordo così e, anzi, aspettati qualche novità mixata estiva come Giulia di Gianni Togni, Giordie di Cocciante o Dite a Laura che l'amo.
Vai Loredana non mollare resta sempre così fuori.
Gentili Signori della Fitness Nestlè, sono una persona gentile e prima di mandarvi a quel paese, mi assicuro che conosciate la strada, vi disegno anche una cartina per arrivare immediatamente Affanculo, conosco anche le scorciatoie.
Non ho intenzione di stare qui ad elencarvi le vostre colpe commerciali, le sapete e non ve ne importa niente ma, proprio perché avete tanti, troppi soldi, vi consiglio di rivedere le posizioni delle vostre pubblicità.
Prendiamo l’ultima: fitness al cioccolato, latte e caciucco, insomma, si tratta sempre di cereali. La protagonista è una ragazza così secca (non magra) e tirata che non riesce nemmeno a piegare i gomiti e le ginocchia perché non ha pelle d’avanzo, ha due zigomi sporgenti come i denti di Bugs Bunny, costole ben in vista e vogliosa di dimagrire.
Cosa fa la ragazza? Si mette un porco che gruscisce nel frigorifero. Il suo personal trainer – dice. E lì i coglioni orbitano in forma ellittica.
Innanzi tutto dovrei capire l’attinenza tra cibo – porco. Chi mangia è un porco? Grugnisce? E soprattutto, avrei potuto chiudere un occhio se quel frigorifero fosse stato pieno di hot dog con cascate di salsine, tonnellate di torte ipercaloriche, bignè, lardi, grassi.
Cazzo, quel frigorifero è pieno di insalata, succhi di frutta, frutta, cose che non fanno male alla salute né ingrassano. Detto tra noi, meglio una mela comunque piena di pesticidi delle vostre porcate chimiche.
Avete proprio sbagliato tutto: lei stecca da biliardo, il porco mortificante che grugnisce, l’amica con la soluzione provvidenziale che le propone la tazza di friskies mattutina. E’ rovinoso persino il frigorifero.
Le ragazze non sono così stupide, siete voi che volete far credere loro che comportarsi in quel modo sia normale e corretto.
Che modo è di vendere un prodotto? Dovete farci sentire delle merde per convincerci che è davvero buono?
Quindi funziona così: se volessi vendere una protesi ad un mutilato dovrei dirgli sorridendo
“Ei tu, brutto monco, guarda come fai schifo senza mano. Ma di chi sei figlio? Di capitan Uncino? Ah ah, fai proprio pena. Compra la mia protesi.” Sono stata abbastanza brava?
Ma che razza di messaggio è? Poi mi ricordo che dei messaggi che inviate non ve ne frega niente, anzi, se potete, siete proprio voi a darli sbagliati: e allora la ragazza ristretta in lavatrice avrà le sue buone ragioni per voler ridurre la circonferenza polso, il porco in frigo è simpatico e l’amica in armonia col mondo ha la soluzione giusta.
Bè certo, se relazionato alla
possibilità d’andare a morire di fame in un angolo della casa è un buon
messaggio.
Complimenti, dobbiamo quasi ringraziarvi.
Ricordo ancora le volte in cui giocavamo nel terrazzo di casa spruzzandoci acqua addosso. Sapevamo bene che mamma non avrebbe voluto e, anzi, se ci avesse scoperti, sarebbe stata costretta a mettere in pratica le molteplici e inutili minacce fatte per tenerci lontani dai guai.
Inutili, appunto. Proprio sul più bello del gioco, lei ci scopriva (o decideva di scoprirci) e per darci un po’ di vantaggio e la possibilità di scappare, la sentivamo da lontano mentre ci urlava “Cosa state combinando? Ora vengo!”. Terrore e divertimento mescolati in un’ ingenua serenità che solo a 5 anni si può avere.
Scappavamo complici divertiti, ricordo ancora il suo modo di afferrarmi per la mano e trascinarmi dietro di lui. Ricordo le escursioni sotto il letto di mamma, le esplorazioni dello sgabuzzino buio, lo skateboard trasformato in un’ auto di formula 1, le palline da tennis in bombe a mano e i sedili posteriori della macchina in un ring di pugilato.
Poi siamo cresciuti, ci siamo estraniati e siamo stati lontani, alcune volte anche troppo per un fratello e una sorella.
Non siamo nemmeno stati presenti quando l’ uno aveva bisogno dell’altro, troppo presi da quello che doveva essere “vita”.
Nonostante sia cresciuta, i miei passi continuano a non reggere le sue falcate. Me ne sono accorta mentre cercavamo di destreggiarci tra la folla di persone in città finchè lui, per non perdermi di vista e senza voltare lo sguardo, ha teso il braccio verso di me. Cercava la mia mano, proprio come faceva da bambino.
Credo che non succedesse da 10 anni almeno, da quando mamma ci inseguiva per casa con i cucchiai di legno in mano. Emozionata, ho rivisto in lui lo stesso sorriso protettivo che mi faceva per farmi smettere di piangere quando cadevo dalla bicicletta e mi risbucciavo gomiti e ginocchia, quando mi vedeva a lungo silenziosa, quando qualcuno dei due finiva nei guai.
Come ai vecchi tempi, ho lasciato che mi trascinasse dietro di lui tra quella cappa di respiri e brandelli di frasi estranee, ho abbandonato le unghie che ogni tanto uso per graffiare chi vorrebbe farmi del male e mi sono goduta la sua protezione.
La bellezza d’avere un fratello? Adesso la so: ritrovarlo dopo anni, tempo, e sentire ancora lo stesso calore nel semplice incontro delle nostre mani.
Un Amen potrebbe andare bene per concludere questo pezzo.
Entrava in classe di corsa, posava la borsa sulla cattedra, si sfilava il cappotto e ci rivolgeva un piccolo sorriso d intrattenimento.
Mentre lei finiva di sfilarsi la sciarpa e tirar fuori il materiale per la lezione, il mormorio della classe svaniva, qualcuno raddrizzava la sedia e velocemente lei era già di fronte a noi con le nuove comunicazioni.
Ricordo daverla vista sempre vestita di nero ma credo che lo facesse per gusto e piacere personale, non per lutto e non per manie depressive. Aveva gli occhi celesti, riccioli neri in testa che di tanto in tanto accarezzava e una carnagione così chiara da ricordare quella delle dame dei dipinti settecenteschi.
Mi piaceva il suo modo di fare, quella battuta giustapposta in un discorso di due ore, il tono della voce basso e chiaro, frasi scandite, il modo in cui accompagnava le parole ai gesti.
Qualche volta ho cercato di immaginare la sua vita, mi sono chiesta come dovrebbe essere da mamma, da moglie, da amica e lho immaginata sempre così energica e sveglia; ammirabile. Ho desiderato essere come lei.
Non ho perso una sola lezione perché lei era un ottima insegnante, perché con il suo modo di fare accattivante era riuscita a farmi amare la sua materia, tanto da farmi desiderare che il suo corso non finisse mai ma, invece, il giorno dell esame è arrivato presto.
Quella volta avrei voluto farle sapere quanto la stimavo ma mi è mancato il coraggio. In fondo, cosa avrei dovuto dirle? "Prof, lei è una grande!" senza troppi formalismi e tremori ma non avrei nemmeno voluto che quelle poche parole sincere venissero poi confuse con le solite banali svenevolezze e leziosaggini di cui siamo capaci noi studenti pur di strappare un mezzo sorriso daccordo ai professori.
Probabilmente è questo che significa essere una brava insegnante: lasciare un segno positivo ai propri studenti. Non credo che sceglierò di fare linsegnate, perché proprio non mi ci vedo di fronte agli studenti a blaterare non so cosa, ma comunque, dovunque sarà il mio lavoro, vorrei lasciare lo stesso segno indelebile che lei ha lasciato in me, a tutti coloro che mi incroceranno lungo la strada di vita.
Carissimi e illustri signori che lavorate dietro ad una scrivania, un banco di gelati, di pizza, una cassa, una biglietteria, ma possibile che avete sempre il broncio o siete sempre svogliati?
Se qualche volta mi va di fermarmi a prendere un pezzo di pizza e chiedo se, per favore, è possibile averla un po calda, basterebbe che il pizzaro mi dicesse solo "Si" e lo facesse con disinvoltura. Se anche infilare un pezzo di pizza nel forno equivale a spostare una piramide, beh, mi passa anche la fame.
Se al supermercato il cassiere è lento, apatico e ha la vitalità di un termosifone spento, la mia giornata diventa ancora più deprimente. Non bastano le solite seccature, deve aggiungersi anche un cassiere brontolone che se non trova entro cinque secondi il prezzo di un prodotto impreca i santi di giugno e settembre.
Vuole una busta? Domanda il cassiere con lo stesso tono di uno zombie e la porge come se tenesse in mano il pannolino sporco di un neonato.
E bisogna sperare che tutta la spesa entri in una sola busta, guai a chiederne un altra! Perderebbe il controllo per la sola idea di dover bruciare qualche caloria spostando il braccio. Piuttosto mi infilo i biscotti sotto il maglione e faccio entrare la baguette dalla manica destra per farla arrivare filo alla sinistra.
Se entro in un agenzia e chiedo le possibilità per arrivare a Manaus, la signorina in giacchettina, camiciola e decolletè dovrebbe farmi in piacere di fare il suo lavoro e spiegarmi come si deve le offerte più convenienti.
E invece due ore vanno via solamente perché continua a girare l indice sulla tastiera come se fosse un amuleto per cercare la A e completare la parola Manaus. La ricerca, inoltre, si conclude grazie allaiuto di un collega coraggioso intimidito, imbarazzato e con la faccia di chi sta pensando "Ma come cazzo hai fatto ad essere assunta?"
Amici cassieri e amici che lavorate dietro qualche banco, se non amate il vostro lavoro,statevene a casa o cercatene uno più bello ma toglietevi quell espressione di martiri al patibolo. In fondo nessuno pretende un esasperazione della gioia, comitati daccoglienza e di benvenuto ma spesso, un accenno di sorriso, una parola detta con il tono giusto, possono cambiare la giornata di molte persone, possono darvi anche più soddisfazione e far star meglio tutti.
Allora? Che ne dite? Ci provate a levarvi di dosso il costume da scimmioni imbronciati o volete continuare a dare il vostro contributo per la "fecificazione" delle nostre giornate? Si insomma, giornate di merda.
Ma com è brutta la pubblicità su Mediaset per le elezioni! Così passa anche la voglia di votare.
Guardatela, hanno messo degli zombie ricurvi che camminano a tratti verso un capannone. Sono anche ripresi da diverse angolature per far notare meglio la loro mostruosità.
Quelle ombre che dovrebbero essere gli uomini ricordano tanto dei gorilla ignoranti, le donne hanno un gonnone fino ai piedi e non mi stupirei se una di loro avesse un mano anche un ferro da stiro o una scopa sotto braccio.
Ovviamente, manca il colore, nemmeno un puntino di rosso, giallo, verde, viola, fucsia potrebbe influenzare gli elettori e, quindi, lalternativa è un grigiore completo.
Suvvia, mica bisognava mostrare le sfilate e le manifestazioni dei partiti, solo un puntino di colore e qualche sorrisino nelle faccine degli elettori!
Cosa fa più effetto? Mostrare un elettore che serenamente va a votare con il figlioletto
per esercitare un suo diritto, come normalmente dovrebbe essere, oppure, un morto che per
l occasione scosta la tomba e resuscita incazzato nero?
Gli italiani sono capaci di pensare, decidere e votare. Non è certo l omissione totale del colore che li influenza. E poi, poiché siamo in democrazia, non sarebbe anche più giusto far apparire tutti i colori del mondo? Dall indaco al porpora?
Mi dispiace anche fare queste osservazioni banali e strettamente superficiali ai fini delle prossime elezioni ma, a quanto pare, non è più possibile dire altro perché le discussioni, i colori, le frasi e le battute sembrano delle armi pericolosissime.
Se basta davvero così poco per modellare le nostre coscienze politiche cè da preoccuparsi, significherebbe davvero ammettere di essere delle pedine, delle marionette in mano a chi? Lo sapremo dopo il 10 aprile!
Questi inglesi, non finiranno mai di stupirmi!
Leggevo sul giornale di stamattina che, per ridurre denunce per aggressioni sessuali, stupri e violenze di questo genere, i grandi Lord dalle teste diplomatiche e dagli ormoni ibernati, si sono inventati una nuova legge.
La Genialata in questione si chiama "Dichiarazione di partenza": un foglio prestampato, magari da ritirare alla posta come un modulo per pagare le tasse e da tenere serve a portata di zampa. Qual è la sua funzione?
Prendiamo in considerazione una coppietta, non necessariamente di fidanzatini ma due semplici ragazzi che intendono avere un rapporto fisico/ sessuale. Bene, stando alla legge, se il tipo intende pomiciare e avere un rapporto con la sua femminuccia deve riuscire a farsi firmare il foglio e ad avere in consenso scritto da parte di lei.
Praticamente lei deve dichiarare e mettere per iscritto che: " Si te la do senza riserve, scopami pure "
Ma che orrore, pensate se nel più bello del pomiciamento lui si ferma, e anziche tirare fuori l'arnese, tira fuori dalla tasca il foglietto e dice "Scusa, dovresti firmarmi la dichiarazione davvio altrimenti non posso continuare!"
Si, come no? Leros finisce sottoterra e si seppellisce da solo, lui sembra un agente dassicurazioni e lei tira fuori storie del genere "non ti fidi di me" e bla bla blero.
Un modo semplice ed efficace per smorzare voglia ed istinti.
Qualche esperto (in che cosa non voglio saperlo, mi farebbe troppo male) ha giustificato il provvedimento dicendo che "era necessario per porre fine ai casi di stupro dovuti alla somministrazione di droghe alle ragazze". Certo, secondo la logica dell esperto gli stupratori sono in grado di drogare una ragazza e non di farle mettere una firma. Anzi, che dico? Gli stupratori hanno bisogno del consenso scritto!!!
Ci rendiamo conto che è un provvedimento che sfiora lassurdo?
Comunque, rimane il fatto che se prima il più sfigato degli sfigati, il principe della spacconeria, girava con 8 o 9 preservativi in tasca per far vedere agli amici che la sua attività sessuale era talmente ampia da costringerlo a portare una 24 ore piena di preservativi, adesso, per tutti gli sfigati dell Inghilterra, sarà il caso di girare con un blocco di dichiarazioni in tasca!
ps: Se il maschietto è un pirla e non è proprio un fenomeno a fare l'amore, per la serie: " E che cazzo hai gia finito ? ", lei può denunciarlo a prescindere, anche se prima di scopare non avevano raggiunto un accordo scritto su questo problema.
Sono certa che vi sarà capitata tra le mani, almeno una volta nella vita, una di quelle riviste con la copertina liscia e confusa di immagini e di scritte a destra e a manca. Scritte quasi sempre in giallo, fotografie sgranate perché ingrandite, ogni tanto regalo in allegato a soli 3,99 in più e un buon profumo di plastica.
Giornali fatti con 30 pagine su 40 di pubblicità e le restanti dieci pagine seguono pressappoco questa divisione e queste tematiche:
Non credete che ora cominci a lamentarmi sui temi affrontati!
Sarebbe un errore perché, carissimi amici e colleghi davventura, nella vita ci vogliono anche queste cose, ci vogliono anche i consigli dell esperta in puttanologia. La cosa essenziale è riuscire a filtrarne i contenuti.
Ma ci pensate se durante lattesa dal dentista o dal parrucchiere ci fossero solo libroni, tomi enciclopedici e quotidiani seriosi? E che maroni mongolfiereschi! Abbiamo bisogno anche delle frivolezze, purchè gestite bene.
Andiamo ragazzuole, confessate! Qual è la prima cosa che fate quando sfogliate un giornale? Indice di scorrimento ...evvai di TEST. Non importa se il test è "scopri se lui ti tradisce, scopri se sei incontinente, scopri se la notte bagni le mutandine, scopri se sei simpatica, dimmi quante volte ti masturbi e se hai fatto più di dieci punti allora sono cazzi "... e altre minchiate di questo tipo.
Test dell infelicità, scopri se è meglio piantarsi una biro nelle pupille, oppure diversa formula "dammi i tuoi scontrini della spesa e ti dirò chi sei".
Quali sono le tue misure ? 150 x150 x 150 ? Fatti fare un trapianto totale compreso gli organi interni. dalla milza alle ovaie.
Il test va fatto perché incuriosisce sapere cosa dice di noi. Il test va fatto "perché sì". Anche se non ci piace, anche se è lontano dalle nostre vite, anche se si tratta di un test per sapere se siamo tutti invenzioni, il test rimane sempre il più gettonato.
I profili che ne vengono fuori sono quasi sempre diplomatici, ambigui, pieni di complimenti e lusinghe, infine, lasciano trasparire qualche venatura critica ed esordiscono con "attenzione, la tua eccessiva gelosia potrebbe creare qualche screzio nella coppia! Parlane con lui!"
Ma che gran consiglione!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Chi lo ha scritto? Un discendente di Mao Tze Tung ? Oppure a suggerirlo è stato lallineamento di giove con saturno con i satelliti positivi di mercurio e marte ?
Non potremo mai scoprirlo, intanto, possiamo affidarci all oroscopo e accontentarci di sapere che lunedì e giovedì saranno giornate positive. Cosa vogliamo di più dalla vita? Un lucano? Bè, minchia, pensa che grande ambizione!
Ciao a tutti gli amici del club di Gargamella e Birba for president e complimenti per la trasmissione. Vi prego, spegnetemi! Domani ho un esame e questo è solo frutto del mio delirio notturno.
Le ricette del guru, ottime per stupire i vostri amici.
Sarà vero?
Leggevo questo titolo su una rivista composta da 70 % di pubblicità 10% indice 5% ricetta % programmi 5% annunci porno 5% gossip. Più opuscolo omaggio bottega verde con un rossetto color rossore di culo Per i primi 100 ordini anche con effetto perlescente.
Ho accettato l idea di cucinare le ricette del guru per un gruppo di amici che, con la stessa discrezione di un infarto avevano deciso di autoinvitarsi a casa mia per la serata.
Che cazzo avremmo fatto fino a tardi non lo sapevo, ed è per questo
che ho ritenuto opportuno comprare qualche bottiglia di vino in più. Voi bambini a casa
non lo fate, per adesso limitatevi a comprare la coca cola e a passare le serate facendo
gare di rutti.
La ricetta del guru, che per quello che ne so potrebbe essere lo stesso signore con i pantaloni ascellari che viene a casa per aggiustarmi la caldaia, spiegava come cucinare un piatto di lingue di serpenti di lava con pioggia di aromi della giungla.
Le spezie richieste mi sono costate poco meno di un rene. I tempi di cottura erano un gioco delloca: bollire per tre minuti, lasciare riposare, tornare indietro di due caselle, versare il composto di chiodi di garofano, semi di finocchi, aroma del Niger e fiori di lilium, unire briciole di gambo di rosa avanzato da san valentino e soffriggere per otto minuti, senza passare dal via, i testicoli fumanti di toro che .sarebbero dei comunissimi pomodori possibilmente geneticamente modificati.
Alla fine di questa grande perdita di tempo,i miei amici, di fronte al piatto fumante hanno esclamato "buono questo piatto di pasta al sugo! Dacci un po di pecorino che così lo impecoriamo!"
Tra l uomo delle caverne e i miei amici c è solo di mezzo una clava ma avevano ragione: la ricetta era tutta un troiaio del guru del monte chiappones, ora puzzo come l indiano pentola nera ma almeno ho mangiato un delizioso piatto di pasta al sugo impecorinato a volontà
Cara Repubblica, come stai?
Insomma, almeno tu sei l’ unica che non cerca di nascondere gli anni ma che li mostra con fierezza, anzi, se ti capita te ne aggiungi anche qualcuno in più.
Nel tuo caso, ha più valore l’anzianità che la saggezza. Ebbene cara, qualche giorno fa è stato il tuo compleanno e noi ce lo siamo dimenticati ancora una volta.
Ogni anno è la stessa storia, consideriamo la vacanza ma ce ne freghiamo della motivazione, un po’ come il poveretto 25 aprile, celebrato ma anche altrettanto ignorato. “La liberazione” dicono.
Ma se poi qualche masochista volesse malauguratamente indagare e domandare “Liberazione da cosa?” avrebbe anche una buona opportunità di sentire le risposte più strazianti: austriaci, borboni, lanzichenecchi, liberazione dalla schiavitù, dal peccato, dal male.
E tu? Potresti farci da mamma o da nonna con l’età che hai.
Su, dicci cosa avresti voluto come regalo per il compleanno. Lo sappiamo, vorresti più attenzioni e più rispetto, vorresti avere dei figlioli meno scapestrati e più ubbidienti. Più attenti a rispettare “le regole di casa” e meno menefreghisti. Vorresti che ci ricordassimo più spesso di te e dei valori che hai tentato di trasmetterci, vorresti che almeno per i più piccoli fosse davvero una festa e non un giorno come un altro.
Vorresti aver fatto meno errori in passato e riuscire a non farne in futuro. Beh, vuoi tante cose cara Repubblica. E’ necessario che ti decidi perché il desiderio da esprimere al soffio della candelina è soltanto uno.
Ci chiediamo soltanto che razza di desideri hai espresso finora…mah, meglio non saperlo, forse è per via di uno di questi che siamo arrivati a dover sopportare persino le Sorelle Lecciso.
Se puoi, se riesci, scusaci se spesso ci dimentichiamo di te e del tuo compleanno, per non sbagliare più l’ abbiamo anche scritto nei calendari e l’abbiamo evidenziato con lo stesso colore delle domeniche. Visto che non siamo poi così caproni?
Anche per quest’ anno, ti abbracciamo e ti (ci) facciamo
tanti auguri, sperando sinceramente che tu possa avere una lunga, vera,
splendida vita! C'è qualcuno che mi vuole spiegare perchè adesso vogliono
abolire la tua festa ?
Aspetto risposte sensate.
l Codice da Vinci stupisce anche quei pochi che non avevano letto il romanzo e la tv si riempie di interviste, immagini inedite, opinionisti, storici, servizi speciali.
Da molto tempo non si parla d'altro, specie nei programmi televisivi con preti di campagna e di città che cercano di attutire il fenomeno Codice.
Qualcuno si accanisce con Dan Brown perché lo ritiene “vero peccatore” e responsabile della crisi di fede traboccante, qualcun’ altro ci ride su con disinvoltura (questi uomini hanno tutta la mia ammirazione), gruppi sporadici definiscono il romanzo “un assemblaggio di notizie storiche distorte e un’ enorme trovata commerciale”.
Altri si preoccupano degli effetti che potrebbe avere sugli adolescenti da sempre in cerca di verità e risposte e, con l’ uscita del film, le polemiche lievitano. Se non ci sono se le inventano e se le hanno già dette le ripetono pure.
Tutte le diatribe contro chi “infanga il buon nome del clero” e la proposta di qualcuno di censurare il libro (magari bruciarli in piazza, no?) mi fanno soltanto intravedere l’enorme fragilità della chiesa.
Del resto non è necessario un altro Dan Brown per notare le difficoltà che la chiesa ha incontrato negli ultimi 20- 30 anni. Forse non sarà così, ma cos’ altro si può pensare se un romanzo è reputato sufficiente per mettere in discussione la fede?
Inoltre, preoccupazioni e prediche non fanno altro che alimentare l’ impressione che la chiesa voglia davvero nascondere qualcosa e che si senta profondamente intimorita. Vogliamo ricordarci che si tratta di un romanzo?
Vogliamo almeno provare a dare un giusto peso alle cose? Il Codice fa pensare, non converte. Se poi pensare può essere un’ attività pericolosa sarà bene preoccuparsi davvero e rivalutare le proprie posizioni.
Tornando al film, consiglio a tutti di vederlo. In linea generale rispetta la storia del libro, cambia soltanto qualche piccolo episodio e non scende in particolari descrizioni come invece il libro consente di fare.
E’ molto bello, emozionante, trainante, sorprendente. Ovviamente, tra i due, preferisco il buon vecchio libro e anche stavolta, senza ogni dubbio, libro batte film 2 a 1. Qui il Film
Signore e signori, mi sono rinminchionita. Mi sento una pappa molla che si commuove per ogni scagazzatina d’uccello sul parabrezza della macchina. Mi servirebbe qualche bella scossa che mi facesse ritornare stronza e spoetizzante come un tempo!
Ma che mi è preso? Leggo poesie e sospiro, guardo i fiori e dico minchiate sulla bellezza dei colori, sulla vita delle farfalle, sul raggio di sole che taglia i rami degli alberi delicato come un grissino.
Cose che non mi sarei mai sognata. E cazzo, ho paura di andare a vedere anche il nuovo film di Baby per paura di trovare una storia strappalacrime e di uscire dal cinema strombazzando con il naso dalla commozione.
Cerco di immaginare la trama e penso a papà Cerbiatto arrapato come non gli era mai successo che, in nome di Noè e di Darwin, lascia moglie e “Bambyno” per scopazzarsi Signora Alce dai fianchi rotondeggianti, due divorzi ed ex compagna di un Tucano magnaccio.
Poi, il padre apprende della scomparsa della moglie e per amore del figlio ritorna con la voce seria e rassicurante. Magari placa pure le sue fantasie perverse innamorandosi di Signora Stambecco e se la sposa mentre Bambyno si rolla un cannone con il suo amico tamburino. Ecco, un finale commuovente appunto. E io mi sciolgo come un calippo pensando agli animaletti felici che saltellano con gioia per la foresta mangiando paglia e sgusciando noci.
Porca misera, se fossi almeno innamorata potrei anche giustificarmi e mettermi l’anima in pace. Mi direi “Senti ciccia, inutile che fai finta di niente, cupido ti ha piantato una freccia nella chiappa destra e invece di vedere le stelle vedi cuoricini rosa e solo quel Gorilla del tuo fidanzato”. E invece no, niente uomini a pelo lungo o a pelo corto, solo il mio vicino di casa che sale le scale del condominio scoreggiando.
Mi chiedo se lo faccia apposta per farmi la serenata o se la mattina fa colazione con latte e fagioli. Certo è che si lascia alle spalle folate di uovo marcio e gas tossici che interesserebbero i ricercatori del Pentagono.
Da quando sono diventata buona e sensibile ho anche smesso di chiamarlo Pete(r) e se mi capita di salir su per le scale mezz’ ora dopo di lui non chiamo più i pompieri per una fuga di gas, ho anche strappato la “petizione” firmata da tutti i condomini e palazzi limitrofi per fargli indossare una museruola da culo, un sughero o supposte di lavanda e gelsomino.
Cazzo, sono davvero troppo buona, se continuo così Babbo Natale mi regalerà un solitario e un portachiavi di Little Tony. A proposito, ho saputo che è stato male. Un ictus forse, ma del resto tanto “Little” non lo è più!
Buona guarigione anche per lui, con l’augurio di tornare a riempire quei programmi di merda della Domenica.
Non riesco a levarmi dalla mente l' immagine di quella donna trovata morta dopo due anni di fronte alla sua tv ancora accesa. La immagino nella sua poltrona, con il telecomando vicino e la testa accasciata sulle spalle.
Lei immobile e tutto il resto della casa in movimento: panni appesi e da piegare, lavori lasciati a metà, frigorifero pieno e qualche biscotto fuori dalla cucina, tazzina del mattino da lavare e la lista della spesa in attesa di un' ultima aggiunta.
Quello che pesa di più? E' quel numero, il due. I due anni trascorsi aspettando che qualcuno si ricordasse di lei e decidesse di bussare alla sua porta, di insistere, di preoccuparsi.
E poi mi arrovello ancora il cervello pensando "se qualcuno ha cercato questa donna dopo anni, chissà per quanto tempo prima è rimasta sola!".
Una storia che odora di solitudine e di malinconia. Mi arriva alla
mente un' altra immagine di lei sola in casa, viva stavolta, con la solita tv accesa per
spezzare il silenzio pesante, forse con il volume alto per problemi d'udito e per non
sentire nemmeno lontanamente il ticchettio pressante dell' orologio che segna un tempo
pesante da sopportare da soli. Il tempo della vecchiaia, in cui è facile rievocare alla
mente vecchi ricordi di vita ma difficile avere qualcuno accanto che abbia piacere ad
ascoltarli. Il tempo che, giorno dopo giorno, mi sembra si impregni sempre più di
solitudine e abbandono.
L'immagine della vecchia signora rimane ancora di fronte ai miei occhi, per una volta non voglio pensare che sia stata colpa dei "vivi" ad averla trascurata perché non posso, non voglio credere che al mondo siamo così soli e privi d'affetto.
Non intendo deprimervi ulteriormente ma niente mi sembra più
appropriato della poesia "Lentamente Muore"di Pablo Neruda. La riporto con la
speranza che vi dia stimoli per vivere meglio, per costruirvi un' esistenza e anche una
vecchiaia migliore che, per quanto non ci piaccia ammetterlo, è una fase fondamentale
della vita, l'ultima.
Lentamente muore
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non asco lta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicita'.
Pablo Neruda
Sere fa, guardavo il tg che in genere mi gasa per le notizie rotolanti sempre a mia disposizione.
Solite notizie di esplosioni dall oriente che sembrano terribilmente uguali. Notizie dall Italia: politica e qualche inutile ricamo sul fatto di Cogne. Infine, notizie dall America.
Con tutte quelle che lAmerica è in grado di sfornare e di servire ben calde, si è ritenuto opportuno trasmettere un servizio su una gattina nera, rimasta intrappolata in un scantinato liberata dai vigili del fuoco dopo diverse sollecitazioni dei cittadini. Una New York davvero cambiata, eh!
Che una povera bestiola fosse rimasta intrappolata, può anche dispiacere, conoscere il lieto fine, può rendere felici ma, ciò che più mi fa arrabbiare è che il fatto si sia svolto dall altra parte del mondo! Ma insomma, uccidiamo animali a destra e a manca, muoiono quotidianamente lavoratori, figli di mamma in guerra, donne e bambini sfruttati e, cosa dobbiamo ascoltare? La notizia speciale di una gatta in uno scantinato di New York con l elogio al popolo per essere divenuto salvatore di vite animali!
Se fosse successo al mio paese, la notizia non sarebbe stata riportata nemmeno dal giornale locale. Sicuramente, lavrebbe saputo soltanto qualche vicino impiccione perché rimane un fatto irrilevante rispetto a molti altri che succedono nel resto del mondo.
Qualche anno fa, una donna che stimo moltissimo si è fermata nel bel mezzo dellautostrada per liberare una farfalla rimasta bloccata nei tergicristalli; ho sbagliato a non avvertire l Australia perché, qualora avessero usato lo stesso criterio per selezionare le notizie, avrebbero dovuto dedicarle almeno 20 minuti di servizio, intervista speciale e stretta di mano con le autorità più importanti!
Non discuto sul buon cuore degli americani quanto sulla presenza della notizia in un tg nazionale in prima serata. Poi, per ciò che riguarda il gesto damore accorato, sono felice per gli Americani, chissà, forse, sotto una tonnellata di Big Mc anche loro hanno un cuore. Ora, speriamo solo che il loro animo nobile si ricordi anche delle vite umane che, fino a prova contraria, dovrebbero avere maggiore o uguale impegno.
A cena con tre teste di minchia. Non ho titolo migliore per questo pezzo.
Piuttosto che passare due minuti con alcune persone preferirei un bel calcio in culo indimenticabile. Presto o tardi, bussa sempre alla mia porta la rompi coglioni che ha bisogno di sapere come sto spendendo la mia vita.
Ieri sera ho avuto l' invito a cena dalle commercialiste del tempo, tre pseudo amiche con il carattere da vecchie zitelle di paese che si nutrono di cazzi degli altri, di uomini e donne e di Ridge.
Avrei potuto trovare il modo di divincolarmi ma, chi ha mai avuto a che fare con persone del settore, sa bene che quando vogliono sapere qualcosa sono capaci di inserire microspie per casa, organizzare appostamenti, piombare in casa durate uno scannaparty, appendersi nell'armadio insieme ai cappotti.
Autoinviti di merda.
La loro capacità critica non ha risparmiato dai commenti nemmeno la barba di Gesù Cristo. Domande a raffica, domande personali, domande sull'amore, sul lavoro, la scuola.
Il mio occhio sinistro ha avuto qualche tremore, alcune volte ho temuto di non riuscire a frenare l' istinto di mandarle a quel paese, prima di rispondere ho contato fino a mille sembrando una ritardata ma dovevo censurare e tradurre le mie frasi dall' incazzato al cordiale.
E ogni volta che la serata finisce continuo a ripromettermi di non cascarci più, mi chiedo se sono io la "strana" a voler essere lasciata in pace oppure loro che non hanno altro di meglio da pensare e fare.
Sarebbe più facile chiudere ogni genere di rapporto ma qualcuno mi ha insegnato che nella vita occorre molta elasticità e ci sarà sempre un lui o una lei affamata di me.
Evitarli serve a poco, meglio affrontarli con diplomazia ...possibilmente di fronte ad un caldo piatto di pasta così, tra il soffittino sulla forchetta, bocconi, bicchieri d' acqua, annotazioni al cameriere, commenti sul menù, sul locale e silenzi a bocca piena, la serata è meno pesante.
Chiariamo, ho sempre voglia di invitarle a ficcarsi un pioppo in culo e di andare in strada a gridare "rispetta la natura" ma il bastardo del buon senso vince sempre!
Ho preso e intervistato Marx, un ragazzo impegnato nella politica studentesca.
Il suo nome di battesimo è Massimiliano, per amici fuori dell'ambiente politico si chiama Max, per gli altri Marx Probabilmente per via della sua barba e del suo credo.
Era di fronte a me con i volantini per una manifestazione a favore di qualcuno di un altro mondo, il manifesto tra i libri e un maglione che avevo visto qualche giorno prima nella vetrina della Sisley.
Sorridente e sicuro prende posto accanto a me, ordina due caffè assicurandosi che il caffè provenga dal commercio equo e solidale e posa sul tavolo le chiavi e il motorola ultimo modello. In testa ha un paio d' occhiali che sembrano essere firmati perciò mi riprometto di guardarli discretamente ma con più attenzione alla sua prima mossa distratta.
Mi avvicina un volantino e mi spiega convinto, ma non troppo, i motivi della manifestazione. Arrivano i caffè.
Apre la zuccheriera con il mignolo, molto fine, affonda il cucchiaio nello zucchero e facendone cadere la metà sul bancone riesce ad affondarli nella tazzina. Io prendo una bustina di zucchero di canna, la strappo in un angolino e lo verso lentamente.
Mi interrompe dicendo "In quel modo non fai che incentivare la produzione di quel porci che vendono lo zucchero confezionato e in bustina. Queste bustine dei bar rubano lavoro e commercio all'Africa!"
Rimango perplessa. Dopo il caffè mi invita a partecipare al collettivo, tira fuori un pacchetto di sigarette americane, me ne offre una e diventa improvvisamente serio. Mi racconta del bisogno di "fare collettivo" e di "fare movimento". Il movimento delle coscienze, dice. Quello che professo e pratico anch' io ma in modo diverso.
Le nostre discussioni sull' equo e solidale, sulle elezioni e sul fenomeno dell' entropia finiscono. Il mio appuntamento con i miei nuovi datori di lavoro, e il suo appuntamento con gli amici (per andare a comprare un nuovo pc a Mediaworld perché il suo portatile Aspire 1350 è passato) ci portano a salutarci.
Mi offre un passaggio in moto ma preferisco fare due passi e riflettere un po' su questa sinistra che predica bene ma razzola male. E' sbagliato fare di tutta l'erba "un fascio", probabilmente i tipi così sono sempre esistiti. La borghesia dei salotti che non ho mai digerito nemmeno quando la studiavo al liceo.
Mi sale una punta di rabbia in onore di vere i nobili ideologie, poi ripenso a quante volte Marx ha ripetuto le parole "strumentalizzazione, manipolazione, bisogno, rivoluzione, unione, solidarietà, giustizia", guardo nuovamente il volantino e mi accorgo anche di due errori grammaticali nel titolo.
Sorrido abbassando lo sguardo verso il marciapiede che scorre sotto di me e risaluto Marx che sfreccia sulla sua moto senza casco e con la sua sciarpetta al collo di seta rossa sventolante.
E' Arrivata questa mail per Jusy e naturalmente la paubblichiamo.
on Friday, April 07, 2006 at 08:22:41
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citta: Palermo
nome: Ciro
oggetto: Intervista a Marx
testo: Volevo scrivere a Jusy, l'autrice dell'intervista a Marx.
Ciao Jusy, io sono un elettore di sinistra o, volendo utilizzare una simpatica definizione
del vostro (non lo sento affatto anche mio) amato presidente del consiglio un coglione.
Noto con gran dispiacere che purtroppo, il berlusconismo si e` infiltrato in maniera molto
profonda, anche nelle menti di persone che peraltro, dal loro modo di scrivere e ragionare
reputo anche piuttosto intelligenti, e questo mi preoccupa non poco. Berlusconi sbraita
che la sinistra si identifica con i comunisti, ed ecco che anche tu, apparentemente, pensi
la stessa cosa, o quantomeno e` questo il messaggio che vuoi lanciare. Berlusconi dice che
il popolo di sinistra si identifica con i no global, ed ecco che tu lo appoggi con le tue
"riflessioni". Vorrei farti notare che non ho mai sentito Prodi dire che tutto
l'elettorato di destra si identifica con quei ridicoli ometti vestiti di nero che ancora,
alzando il braccio destro, inneggiano ad un Duce che ha rovinato questo paese in nome
della propria megaloma
nia (che sensazione di dejavu!) e neanch'io lo penso. La sinistra democratica e` ben
altro, e probabilmente non e` neanche tanto lontana da quello che probabilmente e` il tuo
concetto di destra democratica. Il ragazzotto che distribuisce volantini con errori di
grammatica e sintassi mulinando la bandiera rossa, non e` la sinistra. Lasciamo perdere
per un attimo il concetto di destra e sinistra ed analizziamo l'operato di questo governo,
che cosa ha fatto il governo Berlusconi? Il leader della destra si vanta tanto che nessun
altro governo prima del suo aveva mai reso operativi cosi` tanti decreti, ma la qualita`
non e` forse migliore della quantita`? Io penso che tu sia una persona intelligente Jusy,
e da intelligente come sei, davvero non ti sei resa conto che Berlusconi e` entrato in
politica per evitare la galera e che i decreti piu` corposi del suo governo hanno mirato
principalmente a consolidare la sua posizione economica gia` abnorme (rogatorie
internazionali, depenalizzazione
del falso in bilancio), favorirlo alle prossime elezioni (ritorno al proporzionale
con sbarramento percentuale) ed a salvare dalla galera la sua animaccia nera (Previti)?
Davvero non ti rendi conto dell'enorme conflitto di interessi che ha quest'uomo?
Berlusconi e` un imprenditore di prim'ordine, ma non e` un uomo politico, e lo dimostra in
continuazione, Fini e Casini poi, gli stanno attaccati e lo difendono per convenienza,
essendo che un bacino elettorale del 25-30% in un regime di bipolarismo e` indispensabile,
della lega poi, un partitello al 4% che ha ottenuto tre ministeri ed una importante rete
nazionale " per farli stare buoni" neanche mi pronuncio...
Non penso assolutamente che a sinistra siano dei santarellini, per carita`, ma io ho
optato per scegliere il male minore, ed in questo preciso momento Prodi mi sembra davvero
il male minore. Anche la destra ha al suo interno fior di politici, in gamba, capaci, ma
al momento, la destra, con l'anomalia Berlusconi al suo interno non rappresenta per me
qualcosa di proponibile per un paese che ha bisogno di respirare aria nuova. Non e`
assolutamente vero che, con la sinistra al governo le nostre strade saranno invase da Gay
ed Extracomunitari, spero che di questo tu te ne renda conto. Abbiamo provato 5 anni di
Berlusconi? Possiamo anche provare 5 anni di Prodi :-D
Complimenti per il sito.
A presto.
Ciro.
submit: Invia
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Stamattina, quando ancora avevo addosso il mio pigiama antierotismo con l' orsone tonto
sul fianco, mi è tornata in mente la mia migliore amica. La mia ex migliore amica.
Eravamo affiatate: io dividevo tutto con lei, lei divideva quasi tutto con me ma andava benissimo.
La nostra amicizia, mi dispiace ammetterlo, si è deteriorata per via della distanza, da quando gli incontri si sono ridotti e i messaggi sono scesi a due ogni tre mesi. In fondo ho sempre sostenuto che la distanza non abbia il potere di dividere due persone, può farlo fisicamente ma esistono molti mezzi per continuare a comunicare.
Soltanto adesso mi sorge il dubbio che la distanza sia soltanto la più ragionevole e codarda scusa per non ammettere che il vero ostacolo siamo noi due, cambiate, diverse, cresciute. ( Eliminiamo riferimenti all' orsone sul pigiama ).
Ogni tanto ancora ci vediamo e passiamo il tempo rispolverando il passato e fingendo di
indossare quei panni di un tempo che ormai non ci piacciono più.
Lei è solo così che mi sa riconoscere: come quella che aveva sempre la macchina fotografica in borsa, quella del Corriere della sera, delle canzoni di Gaber e della mania della recitazione, di sole e primavera, nutella, ricordi, rimorsi e poco più.
Molti ricordi ci accomunano ancora, molti sogni resteranno chiusi in una scatola nascosta in cima all' armadio. E ogni volta che ci incontreremo rinnoveremo le false promesse di "sentirci più spesso, non sparire, stare bene, scrivere, faxare".
Non so se fa più male sapere che non le manterremo o vederci così impacciate nel cercare di salvare un rapporto ormai troppo fragile e spento.
Si avvicina il prossimo incontro, so già che rivisiteremo il passato senza rinnovare il presente, cercheremo di riassumere mesi di vita in una chiacchierata di mezz'ora e ometteremo fatti che l'altra non approverebbe.
In stato di estraneità e tra silenzi vuoti, solo una sottile voce nella coscienza continua a ricordarmi che le voglio ancora un gran bene. L' unica dolce e malinconica verità di un' amicizia adolescenziale.
Eccoci di fronte alla mia nuova teoria strampalata: bisogna pensare solo a se stessi!
Sono egoista? No, non credo di esserlo, se avete la pazienza di leggere qualche parola in più capirete che ciò che intendo dire è che pensare al proprio bene, significa pensare anche a quello delle persone che ci vogliono bene.
Non necessariamente di chi ci sta intorno perché, purtroppo, spesso chi ci sta intorno non sempre ha un animo dolce e filantropo. Sono perciò da escludere gli scocciatori, i c.d. "cattivi".
Pensate se stesse male una madre, un padre, un fratello, un amico, una persona cara. Il malessere si rifletterebbe su di noi, soffriremmo e staremmo male anche noi. Pensare a se stessi, significa pensare ai cari.
Di solito, per evitare l' uso scomodo della parola "egoista" la sostituiamo con "altruista" che contribuisce anche a pompare un po' l' ego.
Credo di non essere altruista se desidero che la mia migliore amica stia bene ma sono un' egoista dichiarata. Se il suo fidanzato la lasciasse per una tipa dai boccoli d' oro oppure, semplicemente per una tanto gettonata pausa di riflessione, lei passerebbe le notti in lacrime, soffrirebbe e soffrirei anch' io a vederla in quelle condizioni.
Mi preoccuperei, assumerei il suo problema e mi verrebbe a mancare il valido appoggio della mia migliore amica.
Non avrei più accanto la solita maldestra, sgraziata e sorridente Lisa ma una fragile persona in lacrime disposta a disintegrare la sua dignità strisciando ai piedi del suo ex che si nutre di cozze ed ormoni. L'aiuterei ma per cercare di ristabilire la mia e la sua vita.
E poi, pensare solamente a se stessi (e ripeto, anche a chi si vuol
davvero bene) è un modo per sentirsi meglio in questo piccolo mondo.
Un modo per non prestare attenzione alle gelosie, invidie, cattiverie gratuite spesso
lanciate da persone che riescono a vivere senza interrogarsi mai, senza accostarsi al
punto di vista degli altri, che non colgono le sfumature dolci della vita, che ritengono
che sia tutto dovuto e giusto, a chi non chiede mai "come stai?", a chi osserva
e giudica senza chiedersi "perché", a chi, detto in breve, è uno stronzo
ignorante.
Mi piace osservare le fidanzate, i fidanzati, le coppie.
Andiamoci piano bomboloni, non sto paralando di cose in tre. Non parlo di guardoneria di atti sessuali. Parlo delle coppiette che si vogliono bene e che in fase d innamoramento diventano anche più belle.
Le ragazze, per esempio, sono attente al particolare: alla magliettina con il ricamo e con lo scollo, al pantalone attillato e allo stivale da monta. Trucco curato fino al minimo dettaglio e orecchini abbinati con riflesso satinato della marca nel bordo della borsa.
Il più delle volte sono anche acide come una soluzione chimica, un limone, la candeggina, il latte scaduto ma, cazzo, sono agghindate come un albero di natale, luminose e appariscenti come un uovo di pasqua.
Nulla lasciato al caso. Personalmente non riuscirei mai a fare una cosa del genere, non ho la voglia e l inventiva di mettermi lì a provare 8 tipi di rossetto e 4 di ombretto. Non avrei il tempo di sistemare gli angolini del trucco e non mi cimenterei mai in quel casino degli abbinamenti. Non riuscirei a farlo ma non disprezzo chi lo fa.
E i ragazzi? Si lavano oltre le tre volte al mese, cambiano i calzini e alcuni arrivano a cambiare il profumo. Raggiungono il massimo della tenerezza quando improvvisano cenette a base di qualcosa che il più delle volte è insipido o troppo salato, scotto o crudo.
Detto in breve, è qualcosa che fa severamente pietà, lo stomaco mette i sigilli e si rifiuta di prestarsi per torture così crudeli.
Questi Romei sono belli quando osservano di nascosto la fotografia della fidanzata e si inteneriscono. Dolci quando rimangono come dei broccoloni ben pettinati a sperare che lei si limiti a fare solo 55 minuti di ritardo. Penosi quando corrono dietro alle loro ragazze strafighe. Da prendere a calci in culo quando si nascondono dietro le mezze verità.
Va bene, per oggi abbiamo assodato il concetto di coppie innamorate belle da vedere qualunque siano le regole interne alla coppia. Adesso, scusatemi, ma accompagno la mia amica Bruna al supermercato per comprare le confezioni di cioccolatini scaduti di San Valentino in offerta per single che se li comprano, incartano, confezionano, scartano e sorprendono da soli.
Qualcuno vende anche il kit per l incartamento. Dice Bruna che bisogna affrettarsi prima che riadattino le confezioni per la festa del papà. Pensate che lei si scrive anche i bigliettini da sola, dice che le serve per incoraggiarsi. Roba del tipo "ciao da me!"
Non è un affermazione, è una domanda: Cè sempre speranza per tutti ..?
Ma cosa sta succedendo?
Stiamo perdendo il controllo con tutto questo pollame sgozzato?
Il pollo lo mangerei pure e ammetto che quando passo nel settore "Amadori e pollame allevato con amore e ucciso proprio per te" mi verrebbe da infilare nel cestino della spesa qualche bel pezzettone di pollo. A quel prezzo così basso la tentazione raddoppia.
Poi, sul più bello dei miei sogni tra i girarrosti, penso
"Cara la mia bella golosona, ma se ti prende un accidente, chi le sente le gridate di
tutti?
Lo sai, inizierebbero a dire che sei un incosciente e che con tutti i cibi presenti
nel pianeta potevi farti anche passare la voglia di pollo!" Via, niente pollo.
Finisce riposto nello scaffale vicino ai wrustel di tacchino dimensione grande quercia millenaria, sotto una luce bianca glaciale e il freddo sfavillante del bancofrigo.
Politici e giornalisti ci danno la dimostrazione che il pollo e buono, intanto, da diverse
mattine, non riesco più a percorrere il marciapiede del viale di casa per via dei
piccioni morti avvelenati o feriti che rischio di calpestare. Stamattina ne ho contati 16
e, tra i freddo umido delle 6.30 mattutine, ne è cascato uno accanto ai miei piedi senza
la testa, ancora il corpo si dimenava e svolazzava sofferente.
Si, non aveva testa. Una vera visione paradisiaca prima di fare colazione. Cosa l avrà ucciso? Una fiondata, forse? Non so trovare una spiegazione! Queste bestie continuano ad essere uccise, di notte si sparge per le strade cibo avvelenato, piccioni e gabbiani senza testa sono sempre più frequenti per i viali e poi ci viene detto "state tranquilli e consumate!"
Non è un modo contraddittorio di gestire le cose? Forse saremo eccessivamente allarmisti ma, certamente, la politica dell uccisione silenziosa e notturna non può essere rassicurante!
E la storia si ripete: prima non si poteva bere latte, poi la mucca pazza, casi davvelenamento per il mascarpone, formaggini, tonno fatto con le code del delfino, pelati cinesi geneticamente modificati, panettoni con il veleno per topi, uova con gallo incluso e, adesso, tocca ai polli pagare un alto prezzo.
Uccisi e nemmeno mangiati. In questo caso, bisognerebbe solo capire meglio se pur in maniera allegorica, siamo tutti dei polli! E intanto al Festival di Sanremo vince proprio una canzone dedicata ai piccioni.
Otto marzo 2006.
La mia riflessione va alle donne, a questi fiorellini di campo cullati dal vento, delicati, teneri.
Friabili come dei biscottini, poverette! Non vi fanno tenerezza? Per aiutarle e per difenderle abbiamo voluto le leggi per le pari opportunità perché come avrebbero potuto far fronte a questo mondo così difficile? Ma che premura.
Sapete cosè oggi? La festa del panda da tutelare, ma povere coglione!
Se le nostre bis nonne/ nonne potessero sorgere dalle tombe ci prenderebbero tutte a calci e a bacchettate! Loro sì che erano DONNE. Loro che dovevano far fronte ad una vita di miseria, affrontare 12 parti, trovare il modo di mandare avanti la casa, crescere i figli, trovare qualcosa da mettere in tavola almeno due volte al giorno. Non mi riferisco a casi isolati, rari, ma all 85% della popolazione italiana che tanti anni fa gravava in condizioni di miseria.
Anche i maschilisti picchiatori più assidui e incalliti, non credevano che la donna fosse stupida, riconoscevano la loro intelligenza ma sapevano anche se se lavessero fatta esplodere, sarebbero rimasti soli: le loro mogli avrebbero accuratamente riposto il grembiulino in cucina, raccolto ordinatamente i pochi maglioni in una borsa e avrebbero lasciato la casa allo sbando.
Adesso, limmagine, lo stereotipo che girovaga tra le pubblicità, i racconti e i giornali, esalta laspetto della fragilità, come se fossimo delle rammollite bisognose di tutela e daiuto. Una specie protetta.
E allora ecco un esempio: le quote rosa, grandiosa offesa al cervello femminile! Mie care, se non ce la facciamo a conquistare il posto in parlamento, se abbiamo bisogno delle quote rosa, è come proclamare e accettare che siamo tutte delle teste di cazzo.
Un altro 8 marzo e ancora non abbiamo capito che della donna non si festeggia un bel niente, si evidenziano e si riconoscono soltanto le sue debolezze.
Anche quest anno ho avuto la mia scarica di rabbia contro le locandine dei locali che invitano a feste con strip tease. Lapice della tristezza. Una donna che paga per vedere un uomo in perizoma che tra laltro in perizoma fa anche schifo!
Vi auguro almeno di aver ricevuto qualche cioccolatino, sicuramente più utile di quei pallini gialli belli alla vista ma che puzzano già dopo la prima sniffata.
Costantino, sei un genio.
Ma porca miseria, stavolta scaglio a tuo favore lance, sciabole, coltelli dello chef Tony e lamette bic effetto arrugginito.
Mio caro Costantino, a dir la verità non so che fine hai fatto, non so se sei in società con Salvo (il tipo del grande fratello uno), se avete aperto sette mega pizzerie, oppure, se avete intenzione di estendervi come il Mc Donalds.
Non so se sei ospite in qualche trasmissione strafiga e se ti sei depilato il petto. Non conosco nemmeno la storia del tuo successo, ho capito solamente che centrano i tuoi muscoli e i sette chili di strutto che ti piazzi in quelle povere ciocchettine di capelli.
Ho capito che dicendo poche cose, non necessariamente sensate, hai avuto più successo delle stelline fluorescenti che si attaccano nella parete più vicina al letto.
C è solo una cosa che vorrei dirti: io ti stimo, Costa. Si, ti stimo e ti ammiro per come sei riuscito a sfruttare lignoranza delle tue fans.
Insomma, non è mica colpa tua se certe donne continuano comprare le tue figurine e a strillare eccitate quando ti vedono con la camicia sbottonata fino all ombelico! Sei veramente un tipo molto fine.
Che colpa hai tu se alle altre piaci macho? Perché accanirsi con te che sfili sinuoso e sicuro quando donne grandi e piccine si sperizomano e ti sognano cosparso di lenticchie e zampone tiepido ?
Smentisco tutti coloro che ti hanno dato dello stupido e del cazzone avariato e mi congratulo per lastuzia, la classe e la furbizia. Le critiche ti arricchiscono e più si parla di te, più guadagni.
Alle donne piaci così: con i sopraccigli squadrati forma boomerang, gli occhi azzurro culo di grande puffo (che è più chiaro perché non batte il sole), jeans rasoculo, spelato peggio di un porco sul girarrosto e con leco in testa.
In realtà i neuroni funzionanti ce li hai anche tu e hai capito che questa è la chiave del tuo successo, del resto, che cazzo te ne può fregare ?
Almeno non rientri tra i disoccupati e ti puoi sbattere quasi chi ti pare perché non sei uno dei tanti, sei imitabile ma sei tu, Costantino. Il machone impomatato della tv italiana. E se a certe colleghe donne piaci così, va bene lo stesso. Cazzi loro non certo tuoi.
Sono disposta ad accettare quattro o cinque pioggerelline, un temporale
e un accenno di raffreddore.
Ormai il freddo deve andare via, febbraio deve volare tra carnevale e festicciole e marzo deve subito arrivare perché mi sono stancata di questo freddo.
Voglio le rondini, il sole, il caldo, la luce, il profumo, voglio lasciare le finestre aperte della camera e uscire fuori...anche perché tutte le miei piantine, Fiorenza, Floriana, Fiona, Fiordalisa, Gelsomina, Rosaria e Gigliola, stanno morendo per mancanza di luce, di aria e non posso vederle soffrire così.
Forse stanno morendo perché ho messo tanta di quell acqua da farle marcire. Ero consapevole che non erano piante acquatiche ma una tipa come me che non ha nemmeno l unghia del pollice verde, cosa può fare quando vede la pianta seccare?
Esatto, versa acqua con l idrante, le mette direttamente dentro al lavandino, anzi,
in lavatrice così si lavano anche le foglie
..ma senza centrifuga eh!
E poi sono stufa di questi guantoni da portiere. Ogni volta è una tragedia per prendere le chiavi, trovare i centesimini nel portamonete, legare la bici, legarmi il laccio della scarpa, aprire lo zaino. Ogni secondo togli e metti, poi uno cade, laltro lo perdo e mi ritrovo un cassettone pieni di un guanto solo, una specie di campionario.
Quando sono di corsa e non ho tempo di mettermi a cercare mi ritrovo con un guanto nero con il pelo di gatto al bordo e uno multicolorato con le foglioline di Erba ricamate. Non cè nemmeno gusto a mettere la gonna. Care femminucce, non so come fate a mostrare le bambine quando ci sono 2 gradi.
Potrei anche farlo ma tremerei come una foglia (non come quelle delle mie piante che ormai sono accartocciate) e sai che bello spettacolo! Sono stufa della pioggia proprio quando ho le scarpette di tela e proprio quando ho speso un ora della mia vita per lavare ed asciugare il mezzo metro di capelli che ho sulla testa con doppie punte che pullulano di qua e di là.
Voglio la primavera perché gli ombrelli mi stanno antipatici e ogni volta colleziono figure di merda quando il vento mi gira l ombrello "a calice" . Voglio la primavera come ogni anno, basta saper aspettare e nel frattempo prendersela con i guanti, con gli ombrelli, con la pioggia .insomma i soliti discorsi di ogni anno.
Per poi arrivare all estate e sognare l inverno, con i pinguini e la neve. E sempre un attesa di qualcosa, andata e ritorno, andata e ritorno certezza e dubbio, dubbio e certezza. E così che funziona. Credo.
San Valentino dieci giorni prima
Adorata dalle femminucce, deprimente per i single e sfavante per i maschietti. (Sfavante = senza fava, ossia, una seccatura tremenda!).
Ormai San Valentino dura circa tre settimane poiché sin dall ultima settimana di gennaio le vetrine sono piene di cuori su cuori e le coppiette non parlano d altro.
I single si deprimono, qualcuno cerca disperatamente di fidanzarsi prima del quattordici, anche solo per mollarsi il quindici di febbraio. Oggi ho letto su una bacheca "Ragazza bella e seducente cerca uomo per preparare insieme esame di ( ) . Contattatemi entro il tredici febbraio. "
Bella? Seducente? E che c entra con lesame?
Le donne tartassano i loro uomini con le domande:
cosa facciamo a San Valentino?
Dove mi porti a San Valentino?
Cosa mi regali a San Valentino?
E gli uomini devono fare la cosa più pesante del mondo: pensare!
In realtà, non gliene importa proprio niente ma devono sforzarsi a tirare fuori qualche romanticheria se intendono non litigare con la loro donna.
Fosse per loro organizzerebbero una cena con gli amici all insegna del rutto e dello scoreggio libero. Cucinerebbero pasta con tonno per tutti e passerebbero la serata a vedere i video comici scaricati dalla rete. E invece, le regola vuole che ci siano rose a palate, cioccolatini, pupazzetti raccogli polvere meglio dello swiffer e cenette che richiedono laccumulo di un capitale.
Una specie d investimento per una scopata e simili! E quindi, bisogna mettere in preventivo una cena in ristorante, perché la pizzeria a San Valentino è troppo poco.
Ristorante buono "Alibabba", consigliato da un amico e dal nome inquietante perché viene da chiedersi se i quartanta ladroni siano inclusi nel locale.
Lei sarà bella, strarestrutturata e con una fascia per capelli per gonna. Un troione che non appare nemmeno su rete mia alle tre di notte.
Facciamo un saltone e passiamo allordinazione: Antipasto di mare inventato apposta per le coppiette novelle. Primo piatto con pasta impossibile da prendere con la forchetta senza schizzare sulla tovaglia due litri di sugo e che richiede cinque stellette di difficoltà.
Solito fritto misto al costo di tre giornate lavorative con extra. Di tutto ciò, lei mangerà un quarto dell antipasto, due fili di pasta perché ci sono molti carboidrati e al fritto misto sarà già sazia.
Cucchiaiate di gelato al cocco e frutti tropicali, conto salatissimo e lei che alle undici e mezza potrà:
Credo che possa bastare così per adesso, riprenderemo il discorso
San Valentino dopo il quattordici febbraio, quando avremo vissuto la tanto attesa giornata
e i tg avranno trasmesso lo speciale San Valentino.
Qui La Vera Storia di San Valentino
A Milano è ancora carnevale, non ho mai capito perchè ma mentre nel resto d'Italia, Brasile compreso è finito, qui deve ancora cominciare.
Del carnevale mi piacciono solamente i coriandoli. Colorati, piccolini, belli, festosi. Illuminano le strade e le decorano ...certo, sono meno belli quando i bambini fanno delle poltiglie di colla vinilica al coriandolo e le spiaccicano sulle giacche degli sconosciuti che magari, poveretti, hanno un colloquio di lavoro, un appuntamento galante etc etc, oppure non hanno niente da fare ma i goglioni se li fanno girare lo stesso.
Laltra cosa bella di carnevale (deve pur essercene unaltra) sono le feste in maschera. Nella maggior parte dei casi, tutti i nati in questo periodo organizzano feste in maschera e risparmiano anche in torta piantandoci un paio di candeline su una pignolata. Minchia che spilorci.
Quando mi arriva un invito ad una di queste parate, il dilemma è sempre lo stesso: come cazzo mi maschero?
Evitiamo la storia della mummia decorata a fiori (per via della carta igienica ricamata), della donna di latta con la stagnola e della donna intrappolata nella bava di ragno fatto con la pellicola trasparente.
Qualche volta ho anche pensato di vestirmi tutta di rosa e di essere un chewing gum ma poi mi vengono in mente i costumi degli altri e mi freno.
Ci sono sempre i soliti faraoni, egiziani, romani, principesse, principini, arlecchini, qualche sfigato che ancora rispolvera il vestito dell arbitro Moreno (Santo cielo ricordate quanto era re dei pirla?) e ancora più sfigato chi si presenta in giacca e cravatta, si guarda in torno, vede di essere lunico "normale" e si sente una merda ... e allora entra nella prima farmacia compra un preservativo gigante e si veste da spermatozoo.
Alcuni di questi pentiti rimediano truccandosi almeno il volto con i rossetti delle signore, altri usano i tovaglioli come bandane e imitano Silvio, altri, più minchie morte di tutti, rimangono integri, con le loro giacchine ma sostengono di essere vestiti da Emilio Fede.
Bene, almeno si apprezza la mortificazione dell autostima! E io? Rimango con il dilemma su come mascherarmi. Signora delle tazze? Signora in giallo? Da nonna dei quattro salti in padella findus? Da pocket coffe? Da Re Babar o consigliere Poppadur? Da maialina ?
Mi infilo una serie di spilloni tra i vestiti e divento una bambola woo doo? Quasi quasi mi vesto di verde e mi attacco lattine, mozziconi di sigarette, carte, siringhe, qualche brandello di fiori e una spruzzata di pesticida: mi maschero da prato del 2006 sempre meglio della donna sbavata dal ragno!
E poi lunedi è finito tutto, anche a Milano.
Vivo in un comune che chiamerò Ladropoli per comodità e che mi ha fottuto la bici ieri notte per la seconda volta.
Il comune che frega le bici. Questa è una storia curiosa e ve la spiego con tutta la rabbia del mondo ma con estremo piacere.
Qui a Ladropoli, oltre a venderci reciprocamente un rene per acquistare del pane di polistirolo, viviamo sommersi dall umidità, dagli odori dei lavandini che sfiatano come il culo di uno gnu e possiamo uscire a fare qualche commisione dopo le dieci di mattina perché prima è tutto ancora chiuso.
I cittadini di Ladropoli vanno in giro con le biciclette, soprattutto studenti e pendolari che, per spostarsi da un punto allaltro, pedalano, pedalano e pedalano su mezzi spesso arrugginiti, vecchi e colmi di difetti.
Qualche anno fa acquistavo uno di questi mezzi malconci a dieci euro. Ne ho spesi altri
trenta per far prendere a martellate cerchioni storti e per metterla a nuovo ma dopo la
liposuzione camminava e anche bene.
Il comune di Ladropoli, proprio ieri sera alle 8 e mezza ha provveduto a far attaccare per i marciapiedi dei quartieri cartelli di divieto di sosta per biciclette con una durata di una settimana. Stamattina, le 70, 80 biciclette che di solito erano accatastate tra i muri del quartiere sono sparite. Tutto deserto, i cartelli plastificati svolazzanti e parolacce riecheggianti. Le biciclette sono state portate in un deposito e per poterle riavere sarà necessario pagare una multa di 25 euro.
La storia del divieto viene ripetuta ogni due, tre settimane e i mezzi che rimangono in deposito oltre un mese verranno trasportati in un altro deposito e rivenduti ad altri disgraziati che, un bel giorno, non troveranno la bicicletta perché ritirata dal comune di Ladropoli etc etc .! Un circolo vizioso che fa incazzare da morire.
E poi vengono a tirare fuori la storia delle targhe alterne, dell ambiente che va rispettato, del risparmio di energia quando questo è il modo adottato per agevolare chi si sposta con un mezzo che certamente non provoca danno all ambiente (escluso il caso in cui decida di riempire la camera daria di benzina e di dare fuoco ai copertoni). Volete le città ordinate senza biciclette in vista?
Bene, fornite delle rastrelliere, dei luoghi per il posteggio e non prendeteci così per il culo! Piuttosto, inventatevi una tassa sullaria, sul consumo di marciapiedi, oppure, chiedeteci spudoratamente dei soldi ma ponete fine a questa truffa delle biciclette. E vergognosa.
Cari Signori della Barilla, ma perché vi siete rincoglioniti di colpo?
Vi consiglio vivamente di rivedere le posizioni che avete assunto perché al popolo italiano con un pizzichino di mentalità critica e di cervello non piacciono affatto.
Da quanto esiste la Barilla? Non conosco gli anni precisi ma so che quando avevo quattro anni e seguivo le prime lezioni di pianoforte, il maestro bisbetico e tiranno, mi insegnava a suonare con la destra la "musica della barilla" perché era bella.
Ricordo le pubblicità dolci. Quelle con i bambini che correvano a destra e a manca e con un richiamo della mamma scappavano a tavola.
Ricordo quella in cui cerano i nonni tenerini che giocavano con i nipotini, quella della coppietta che chattava e si pensava da lontano mangiando farfalle (al salmone), quella (molto bella) della famiglia sparpagliata nel mondo ma che si riuniva durante un giorno di festa .
Ora non ricordo se era esattamente così, è passato del tempo ma qualcosa la ricordo perché erano originali, dolci e piacevano. Alla faccia di chi crede che per fare una bella pubblicità sia necessario metterci per forza una tetta da qualche parte.
Adesso, che vi salta in testa di scegliere tra tutte le cose che potevate inventarvi? Laura Pausini che saluta tutti come se fosse Babbo Natale sbarbato e miracolato dal tesmed e che canta su un palco. Ma cosa centra?
Pensate che il personaggio faccia più effetto? Bene, vi sbagliare perchè, se avete conquistato i sostenitori della Pausini, avete perso tutti i VOSTRI ammiratori, quelli che dalla Barilla non si aspettano che "casa" e pasta buona.
Mi auguro che questa virata verso il cambiamento vi passi presto perché un Gigi Dalessio che sponsorizza i fusilli sarebbe davvero troppo!
P.S. Magari fatevi dare una mano dalla mamma che ha inventato i "Piccolini" e lasciatevi ispirare anche voi!
Larte di mangiucchiuarsi le unghie, detto in una sola parola: onicofagia.
Ammettiamolo, non è una cosa molto bella, anzi, avere dita sputazzate, unghie morse e pellicine a brandelli non il massimo dell eleganza.
Così come non è piacevole sentire le unghie che si spazzano sotto i dentini o la masticata da cammello. Ci sono poi i veri professionisti che dopo aver staccato un pezzetto d unghia la tengono in bocca e la disintegrano con gli incisivi.
Cè anche chi poi sputacchia per pulirsi la lingua insomma ognuno coltiva il suo difettuccio come meglio crede. Poiché si tratta di un atteggiamento comune, forse è interessante saperle qualcosa in più.
Cari amici di Winnie the Pooh, sappiate che gesti simili non sono altro che una manifestazione visiva di disagio sviluppato nell ambito familiare (litigi, nascita fratello/sorella, aspettative parentali troppo alte sul profitto o sulla competizione, mancanza di attenzioni da parte di mamma e papà), in genere diffusa tra i 10 e i 18 anni e spesso protratta fino alletà adulta.
Nasce, quindi, in situazioni in cui laffettività si esprime dentro, fuori e intorno al soggetto come aggressività. Minchia. E come se il divoratore decidesse di offrirsi come oggetto sacrificale e rivolgesse verso se stesso la violenza: un atto autolesionista paragonabile, nei casi gravi, al tabagismo, alcolismo e bulimia. Minchia al quadrato.
Il più, il gesto di portare le dita in bocca è paragonabile al bisogno davere dei punti fermi, un modo per trovare riparo dalle cose della quotidianità, dall altro, dare sfogo allo stress e alle tensioni nervose. Cari orsetti lavatori, se prima un tipo così faceva solo impressione per lo scempio di unghie, adesso è anche da comprendere e decifrare.
Intanto, dopo aver descritto il disturbo in maniera anche abbastanza catastrofica, vi ricordo che smettere è possibile. Esistono intrugli in farmacia che insaporiscono le vostre unghie allaroma di cane randagio con le scarpe da ginnastica e, solitamente, l onicofagia si risolve da sé appena levento che lha provocata scompare (sperando che la situazione non si ricrei).
Minchia al cubo la cosa è più seria di quello che credevo. Dora in poi quando vedrò qualcuno disintegrarsi mi verrà spontaneo non farmi i fatti miei e cominciare ad improvvisare psicoanalisi da strapazzo. Potrei concludere con un Minchia alla quarta ma stavolta suona male.
Ancora non è arrivato l'anno nuovo e già sappiamo che spenderemo 1100 euro in più, e vaffanculo, comunque buon anno lo stesso.
Siate felici and happy new year!
Già festeggiamo l'anno nuovo con Berlusconi sempre più sorridente e con l'ennesimo genio del male che per festeggiare deve lucidare il fucile o la pistola e spistolazzare fuori dalle finestre.
Così, stavolta i servizi del dopo tg, potranno ancora contare feriti e, speriamo, non morti.
Buon anno a tutti
e voglio solo sperare di non ricevere quei
messaggini a mezzanotte con poesiole e frasi fatte perché sono la massima espressione
dell' ipocrisia augurale. Facciamo degli esempi.
Che questo nuovo anno sia per te come una pioggia di dolcezza
vivi questo nuovo anno con l'amore e la serenità dei folletti rotti in culo
.
spero che il nuovo anno ti porti tanta felicità da farti saltare in aria per eccesso di
sentimentalità!
... e altre cazzate di questo tipo
Gli autori sono, in genere, coloro che il giorno dopo salutano a stento e trovano faticoso ricambiare un sorriso. Ma è festa e l'etichetta richiede di essere felici e buoni ad ogni costo.
Stamattina mi sono svegliata con i nervi traballanti, lo avrete
capito.
Lo dico anch' io: buon anno per tutti voi lettori
Con la speranza che possiate
semplicemente stare meglio e che il cielo o la terra vi diano la forza per affrontare ogni
giornata. Minchia che romantica che sono diventata
Con la speranza che il vostro Capodanno non sia una semplice attesa di 5 ore di fronte ai
programmi della Rai o di Mediaset, con l'augurio d' avere qualcuno che vi abbracci e vi
sussurri all' orecchio "ti voglio bene", che la mattina seguente e l'altra, e
l'altra ancora e tutti i giorni a venire siano migliori.
E' un augurio semplice, quasi banale ma almeno sincero. In tutta quest' abbondanza di sorrisi e gioia forzata, forse a qualcuno farà piacere.
Buon Tutto a Tutti.
Jusy
... anche da parte di tutti gli altri colleghi qui al maialino.it.
Sappiamo che siete in tanti a leggerci e che ci volete bene, e questo ci basta per passare
ancora un anno con voi. Con la speranza di potervi raccontare ancora tante cazzate
simpatiche e divertenti e se qualche volta vi facciamo riflettere o commuovere,, è solo a
fin di bene.
Una bacio dove volete voi
...da tutto lo staff di maialino.it
Vi ricorderete senza dubbio di quella ragazza uccisa da un pazzoide che per ben undici anni lha minacciata e perseguitata.
Minacce di morte costanti per anni e anni. Non oso immaginare lo stato danimo di quella ragazza.
Mi domando se dopo tutto quel tempo aveva imparato a convivere con
la paura, oppure, se si svegliava ogni mattina con la faccia di quell uomo che
laveva stuprata e che, non pentito della sua azione, continuava a minacciarla.
Negli occhi, ho ancora limmagine dellarresto, il sorriso compiaciuto di quell uomo che non ha provato nemmeno per un istante un piccolo senso di colpa, che ha visto la sua azione come un semplice modo per essere al centro dellattenzione. Credo di averlo odiato a morte.
Adesso, a distanza di giorni, continuo a pensare a quanto accaduto. Mi chiedo cosa sarebbe successo se lei non lavesse denunciato in tempo e soprattutto, mi chiedo cosa sarebbe successo se lartefice di una simile pazzia non fosse stato italiano. Immaginate per un solo istante se ???? fosse stato di origini marocchine, albanesi, polacche. Fuoco e fiamme. Altro che castrazione chimica!
Lo avremmo mandato alla forca, ce la saremmo presa con tutti gli stranieri, avremmo dato loro la colpa del disordine sociale, li avremmo ancora una volta accusati di rubarci i posti di lavoro, di rendere le nostre città meno sicure e Vespa e tutti gli altri avrebbere potuto farci non 4 ma 8 puntate.
Poiché si è trattato di un nostro connazionale, ingoiamo la storia amara in un sol boccone, la archiviamo e aspettiamo di accanirci con qualcuno che non sia nato e cresciuto in Italia.
Avete sentito quanti commenti su Rockpolitik ? E quanti altri ne sono venuti fuori ? Addirittura Vespa dedicava le sue puntate per commentare pezzi del programma: una specie di dopo festival.
Mi ero ripromessa di non parlare di questo argomento e non lo farò. Per restare in tema, potrei affermare di essermi autocensurata e, infatti, la mia riflessione non va al programma perchè ogni parola sarebbe ormai superflua e ho sempre sostenuto tutto quello che Celentano ha riassunto ogni giovedì sera.
Certo, detto da lui tutto ha assunto un tono diverso.
Come se fosse stato un predicatore di verità. Una verità che
abbiamo sempre avuto sotto gli occhi e che mai abbiamo avuto il coraggio di osservare con
attenzione.
Ed è qui il nocciolo del discorso: abbiamo dovuto aspettare che Celentano decidesse di
sbaragliare la programmazione tv per svegliarci dal nostro lungo sonno. Doveva confermarci
che lItalia non è rock, che la poesia è rock, che i reality non sono rock, che
fare lamore è rock, che drogarsi non è rock, che la democrazia vera è rock, che
la dittatura non è rock. Buongiorno italiani. Ben tornati dal vostro lungo soggiorno
nelle spiagge dell ignoranza e dellapatia.
Chiariamo, Celentano è sempre un grande e il suo spettacolo è stato certamente interessante e piacevole da seguire. E stato come prendere una boccata daria respirabile, non proprio pulita, in un clima tossico. Ora mi dispiace anche dirlo, ma lui è pur sempre un uomo che ha fatto la sua prima comparsa quando ancora la tv era in bianco e nero. Avrei preferito che fossero stati i ragazzi, i giovani, la futura generazione a confermare cosa è rock e cosa non è rock.
Cara la mia bella futura generazione, intendiamo sempre aspettare che spunti un Celentano per smuovere qualche pensiero? La prossima volta ci affideremo a Mike Bongiorno ?
Poi mi rispondo da sola che gli italiani capiscono sempre troppo tardi di essere privi di libertà .cè anche chi impiega un ventennio. Perché solo ora tanto stupore?
Una volta erano le donne che per evitare di fare sesso si facevano esplodere un atroce mal
di testa. Vorremmo aggiungere che se gli uomini in questione fossero stati capaci di
soddisfare le loro donne, forse non avrebbero dovuto sentire balle così enormi. Dal mal
di testa inventato femminile, adesso si diffonde rapidamente lemicrania maschile
dovuta alle intense prestazioni
.ma vera e dolorosa!
Secondo una recente ricerca della Sisc (Società italiana per lo studio delle cefalee), è bene fare sesso ma senza troppa trasgressione e passionalità! Tutta quella roba di ostriche e champagne, formaggi e vini e cose troppo eccitanti, comprese le prestazioni molto ardue che richiedono un maggiore sforzo cardiaco e vascolare, dovrebbero essere evitate per non andare incontro ad emicranie latenti (che affliggono già nove milioni di persone). Il dolore è proporzionale all'eccitazione e raggiunge il massimo col picco di piacere. Esatto, dite bene: più la coppia si sfonda, più luomo corre il rischio di saltare in aria per lemicrania.
E ovvio che il pericolo aumenta se gli uomini hanno mangiato un peschereccio di ostriche e bevuto riserve di champagne.
E infatti, non è nemmeno difficile immaginare i partner che dopo un rapporto semi decente si accasciano stanchi e affannati per tre secondi, per poi attaccare a russare con la frequenza sonora di una cornamusa! I modi per evitare esplosioni di emicrania ci sono, basta praticare sesso light, senza consultare Kamasutra e senza imitare Rocco Siffredi. Niente abbuffate, niente cibi stimolanti e imprese fisiche. Una rottura di palle insomma. Così poi le donne di stufano e decidono di simulare i c.d. mal di testa da noia. E un circolo vizioso, come risolverlo?
A voi la scelta, spremetevi le meningi se ancora funzionano e, per ora, possiamo anche lasciarvi pieni di dilemmi ricordandovi che le vostre donne fingono sempre e .cercano conforto qui da noi!
Adesso andate in pace e riproducetevi!
Quando sentivo citare la frase "è una ragazza acqua e sapone" immaginavo sempre la ragazza in questione che si svegliava al mattino e, senza nemmeno darsi una pettinata, usciva da casa bella e profumata.
Anche una lavatina di faccia sarebbe stata superflua.
Continuavo a nutrire una forte ammirazione per quelle ragazze che con una semplice coda di cavallo sembravano delle veneri, che con due straccetti addosso sembravano essere pronte per la sfilata.
Poi, il caso ha voluto che io crescessi un po, non troppo, e scoprissi i tanti segreti delle donne.
Ho imparato che il 98% delle donne non nasce con le sopracciglia squadrate ma che passa ore di fronte allo specchio per spennarsi, ho imparato che per avere le gambine lisce e morbide, bisogna farsi strappare tre etti di pelle con la ceretta oppure, che usando le lamette si può ottenere una pelle simile a quella barbosa degli uomini quando si risvegliano al mattino. Molto simile alla carta vetrata.
Frequentando la mia migliore amica ho capito che i punti neri ce li hanno anche i gatti persiani solo che con tutto il pelo non si notano e che, almeno una volta nella vita, tutti si sono trovati di fronte allo specchio a massacrarsi la pelle.
Le suore che non usano farsi belle, mi hanno insegnato che il 99% delle donne godono di una speciale peluria che comunemente negli uomini viene chiamata "baffo". Mi hanno anche svelato che più aumentano gli anni e più il colore tende al nero, proprio come le banane quando marciscono. Ora capite perché le suore ricordano spesso il cardinale Richelieu o il Signor Baffo Moretti?
E le occhiaie?! Le donne, non tralascerei nemmeno gli uomini in questo caso, hanno spesso occhiaie così grandi da poterci raccogliere cinque litri dacqua quando piove. Altro che borse, si parla di cisterne. Di certo un pizzichino di trucco e di colore non guasta.
Gli straccetti che stanno bene addosso, sono gran parte delle volte indumenti firmati. Più sono strappati, trasparenti, delicati, sfilacciati e più sono costosi.
Adesso, dopo aver appreso queste perle di saggezza, quando sento pronunciare la frase "è una ragazza acqua e sapone" nella mia testa penso "Certo: acqua, sapone, fondotinta, ceretta, lametta, pinzetta e cremina".
Perciò, tirando le somme, cosa intendiamo dire con "acqua e sapone"? Di certo non richiamiamo più la naturalezza perché, ormai, per essere presentabili, in un modo o in un altro, bisogna sempre avere un po cura di sé e combattere la vera naturalezza. Proprio così miei cari, il trucco cè sempre ma non vogliamo che si veda!
Mi convinco sempre più che, probabilmente, è solo un modo elegante per apprezzare chi non si concia come un capo tribù indiano per andare a fare la spesa. E allora .Viva tutti quelli acqua sapone e affiliati!
Sono iniziate le lezioni all università, le prossime ferie saranno quelle natalizie, è ripreso il lavoro a tempo pieno, le vetrine sono piene di maglioni e stivali, le infradito si indossano sempre meno e le cioccolate ritornano a colmare gli scaffali dei supermercati insieme a cioccolate calde e cibi ipercalorici.
Almeno fino a marzo prossimo non sentiremo più parlare di prova costume, tesmed all ultimo minuto e crema abbronzante che non unge ma protegge dal sole che vedremo sempre meno.
Le foglie verdi e rigogliose che per tre mesi ci hanno riparato dal
caldo prendendo il sole al nostro posto e regalandoci ombra, si abbronzeranno con qualche
mese di ritardo, diventeranno arancioni e marroni per poi lasciarsi cadere accartocciate
sui nostri marciapiedi.
Saranno il nostro tappeto variopinto che ci accompagnerà fino alla metro, fino alla
scuola o fino all ufficio
. in attesa della neve o del vero inverno.
Gli ombrelli che per mesi sono rimasti chiusi e riposti nei posti più impensati delle
nostre case, torneranno ad ingombrare le nostre borse, a riparare i capelli appena lavati
dal parrucchiere, a rivoltarsi come un calice al primo alito di vento, a volarci dalle
mani facendoci fare le peggiori figuracce, a rompersi proprio quando ne avremo più
bisogno.
I letti che finora sono stati coperti solo da qualche lenzuolino, torneranno ad essere stratificati da piumoni e piumini .eccetto per quelle persone che ad agosto dormono ancora con il pigiama di lana e la coperta termica.
La domenica si sentiranno di nuovo le campane della chiesa che, in realtà, suonano ogni domenica dellanno ma, chissà come o perché, si ascoltano di più in inverno. Sempre di domenica, le nostre case saranno invase dai programmi colossi interminabili. Quei dannatissimi programmi che da 20 anni almeno drogano le nostre domeniche. Quelli che tentiamo di non seguire ma poi, vista la tragicità anche delle altre programmazioni, dobbiamo seguire per forza pur di far morire il tempo "mortammazzato".
Dicono che le stagioni non esistono più. Io non lo so, non conosco le stagioni di un tempo ma ho la sola certezza che lestate sia ormai andata via discreta, silenziosa, in punta di piedi.
Così come si saluta lanno vecchio e si fa la riverenza a quello nuovo, è bene salutare anche questa minchia di estate 2005 e fare un decoroso inchino al nuovo autunno.
P.s. Tutto ciò che è stato scritto potrebbe essere frutto di allucinazioni, visioni paranormali dovuti all inalazione di foglie autunnali arancioneggianti e funghi di origine non controllata. Buon autunno a tutti.
Caro Babbo Natale,
da tanti natali ti scrivo sempre la stessa letterina ma tu non mi porti mai i regalini che voglio e stavolta ho pensato di mandartela a ottobre così almeno ti arriva prima, non ti arriva insieme a tutte quelle degli altri bambini e la leggi con calma.
Ti ringrazio per le ultime 5 bambole ma le bambole, specie se di porcellana, non mi piacciono, lo sai che le rompo appena le prendo in mano perché ho la delicatezza di un camion con la palla dondolante per spaccare i muri delle case. Hai capito quale dico?
Caro Babbo, non la voglio la pace nel mondo, non mi interessa perché lo so che non puoi fare niente contro le teste calde, contro Bush e contro chi ci fa gli attentati e ci fa crollare le cose più belle che abbiamo. Mi dispiace essere nata in questo periodo ma la maestra mi ha detto che anche gli egiziani erano in guerra, che le guerre ci sono sempre state e che mi toccherà sempre sentirne parlare, siamo noi mezzi uominucci fatti così male.
Allora, visto che per il mondo intero puoi fare poco, penso a me e ti chiedo di aiutarmi. Vorrei essere diversa Babbo, vorrei essere più brava a scuola e quando studio tanto, vorrei che la maestra mi dicesse che sono stata brava e che mi scrivesse dieci e lode sul quadernino a righe!
Vorrei che la mia nonna fosse sempre felice così anche la mia mamma lo sarebbe, vorrei che nonna tornasse a fare dolci e manicaretti invece di essere plagiata da quella Radio Maria che le mette ancora più tristezza e solitudine. Vorrei che non fosse così triste.
Vorrei avere per sempre vicino mio fratello perché so che è lunico che mi vorrà sempre bene, anche quando mamma e papà saranno lontani. Vorrei che lui fosse sereno, soddisfatto e magari, se ti va, lasciagli un po di capelli fino ai 30 anni altrimenti stempiato mi sembra larbitro Collina e mi fa paura.
E poi, tu che sei un genio dei regali, puoi farmi il regalo più grande e fare in modo che mamma e papà ci siano per sempre e che siano ininterrottamente felici anche loro? Magari guarisci la mia mamma e non fare invecchiare papà perchè è bellissimo così.
Fai in modo che io possa sempre stare in mezzo a loro e lasciare che ognuno mi prenda per mano per tenermi più vicino e più al sicuro. Visto che ti trovi in fase di regali e magie, riportami il mio gatto grigio che la mia vicina mi ha avvelenato, magari una montagna di dolci e cioccolate e una casa della vecchia Polly Pocket non mi dispiacerebbe nemmeno.
Per favore Babbo, sono stata buona in questo periodo, non farmi più star male o almeno mandami una renna davanzo per consolarmi, non voglio stare più da sola con le mie paranoie. Se poi ti andrà anche di cancellare dalla mia mente un paio di cose brutte fai pure, non mi offendo se vorrai svelarmi la ricetta delle zeppole della zia, sarò contenta se vorrai farmi sognare i numeri per un terno secco sulla ruota di Bari, ti sarò grata se ti andrà di farmi sentire Dio più vicino.
E se desidererai farmi visita qualche notte strana come questa, lascerò la finestra aperta perché non ho il caminetto e dai tubi del termosifone ti verrebbe un po scomodo passare perché ti sei fatto una pancia da alcolizzato. Dì la verità amico mio, quante birre bevi durante lanno?
Forse anche tu hai un velo di malinconia dietro le tue risate "oh oh oh oh", dietro la tua barba e i tuoi baffoni .ma almeno hai la Befana accanto che beve e rutta con te come una dannata. E un ottima amica anche se tutti si ostinano a dire che siete fidanzati! Io ti conosco, non sei così disperato da andare con una che ha i peli sul naso e sotto il mento! Meglio un folletto aiutante piuttosto.
Ciao Babbo, per questa notte passo e chiudo. Cerca di farmi questi regali o favori, spero solo che per la lettera faccia fede il timbro postale così vedi che sono stata anche in anticipo stavolta non hai scuse.
Tanti cari saluti anche alle tue renne, sono proprio simpatiche ma toglimi una curiosità la scia luminosa che lascia la tua slitta è polvere magica di stelle o cacca di renna?
Un abbraccio dalla tua eterna bambina Jusy
Solo tre anni e otto mesi per quel fotografo che ha tentato di
ricattare Cameron Diaz! Che porco bastardo.
Lo stronzo, perchè un essere così non può che essere uno stronzo, aveva conservato delle fotografie di Cameron ancora diciannovenne in cui posava in topless nello stesso periodo in cui era impegnata a girare la commedia The Mask.
Al momento opportuno, proprio quando il successo della biondina ancora sconosciuta nel 1994 è giunto alle stelle, il cornutazzo ha chiesto alla nostra Cameron 3,5 milioni di dollari per non diffondere il materiale compromettente.
Sfortunatamente per lui, non ci sono stati soldi da guadagnare ma appena 3 anni e otto mesi di galera. Così poco per estorsione?
Sempre meglio di niente! A proposito, il suo nome è John Rutter e respira laria di questa terra da 42 anni, in tribunale non ha mostrato sintomi di pentimento (bastardo nel dna) e, secondo il giudice "ha solo tratto vantaggio dal suo rapporto di confidenza con la signorina Diaz".
A noi sembra che ci sia differenza dal trarre vantaggio da un rapporto di confidenza e chiedere 3,5 milioni di dollari .comunque sia, giustizia è stata fatta in qualche modo.
Siamo felici per Cameron e ancora particolarmente arrabbiati per tutti i testa di cicoria come il Signor John Rutter!
Ho sempre ammirato quei principini che riescono a tenere la stanza in ordine impeccabile. Sembra che nascondano sotto al culo la bacchetta magica e, appena prima di chiudere la porta della stanza, riescano a mettere tutto in ordine con una sculettatina.
Avete mai notato la composizione? Vi do una mano a focalizzare: letto più squadrato di un sarcofago, mensole con libri in ordine crescente, per anno di pubblicazione, materia e numero pagine.
Armadio perfettamente chiuso senza brandelli di vestiti sporgenti dai bordi, cd inseriti in apposite pile spolverate e lucidate. Poggiapiedi accanto al letto e ciabattine poste luna accanto allaltra. Vogliamo continuare? Tende monotinta ma senza fili pendenti, macchie di sostanze ignote e buchini da unghie di gatto.
Scrivania con portapenne signorile stile Duca dAbruzzo, massimo due penne e blocco per gli appunti. Comodino spaventosamente vuoto, libero, senza nemmeno la carta o le briciole di una merendina, senza promemoria, post it, orologi, fazzoletti del 1964 e cerchietto con orecchie da topolino. Tutto intorno ..il vuoto .il nulla ..solo un lontano ticchettio di una sveglia nascosta chissà dove. Minchiazza, ma come si fa?
E io, indubbiamente, non ho la pazienza di essere così, non ho la bacchetta magica e il potere della sculettatina. Le coperte del mio letto sono velocemente tirate, ogni angolo della stanza e accupato da orsetti, coccoloserie, foto, penne, colori, candele profumate, montagna di vestiti con un cuore di sedia ormai invisibile. E ancora, libri, carte, sottobicchieri rubati al pub, scarpe sparse in punti diversi della stanza come grano per piccioni, burrocacao alla ciliegia introvabile, sorpresa delluovo di pasqua del 1991, oggetti non identificati e precipitazioni sparse al nord e sulle isole.
Praticamente è come se qualcuno avesse lanciato una granata.
Bene, adesso vado a sistemare il mio ovile che comunemente viene chiamato "stanza" ..per fortuna mi rimangono da togliere solo Opossum e Coguari.
Pubblicità, pubblicità e pubblicità, non se ne può più. La troviamo dappertutto, dai volantini sotto casa alla radio, dai cartelloni per strada ai cugini del cognato del fratello che sponsorizzano lamico del suocero del parente di terzo grado australiano.
Pubblicità. Ma almeno ci fosse solo pubblicità di roba da mangiare, di saponi, di macchine! No, sarebbe troppo bello e, quindi, dobbiamo sorbirci anche quelle delle suonerie.
" Scarica le suonerie della settimana, invia il suo nome e il tuo nome, fallo, adesso" (Scritta minuscola in sovrimpressione che specifica il costo di 10 milioni di dollari per messaggio).
Avrò sentito questa tiritera per migliaia di volte. Stendiamo anche un piumone pietoso (piumone perché il velo non basta) sulla voce amica e da strafatta!
Ci si mette anche Adriana che ascolta la musica sul telefonino e che "costa solo 1 euro".
Solo? Solo? Forse ci siamo dimenticati il valore della moneta.
"Solo un euro" non è poco per una stupidaggine sul telefono. Posso accettare la frase "solo un euro" quando qualcuno cerca di vendermi un libro, un cd, un set di forchette fucsia per 12 persone, 30 bigodini, oppure, lo accettavo a gennaio . quando venivano raccolti fondi dopo il maremoto. In questi casi, il "solo" stava bene.
Ora, presentatemi una persona che manda messaggi al 4888888885, voglio scambiarci due parole, voglio capire perché, voglio sapere perché tanta tristezza nella vita.
Tesorini, tipi che vi affidate a queste imbecillate per sapere se siete amati, per avere loroscopo mattutino, vi prego, non rovinatevi così. Si può uscire da questo dramma.
Il primo passo è quello di rendersi conto che, dietro a tanta simpatia straziante delle pubblicità per scaricare merda per il cellulare, non si nasconde nessun mago Merlino caritatevole ma, piuttosto, solo persone che a tavolino discutono della vostra ingenuità cercando il modo migliore per fregarvi. Di voi e delle vostre storie damore non frega niente a nessuno di loro, interessano i vostri soldini.
Altro punto importante: le suonerie. Che ve ne frega delle suonerie? Fino a prova contraria prima si risponde al cellulare e meglio è? Che vogliamo fare? Lasciare squillare il cellulare all infinito per sentirci delle canzoncine distorte? Ma compratevi direttamente il cd, si sente anche meglio!
Dopo aver vomitato tutto il mio odio verso queste pubblicità, vi lascio meditare un po e vado ad ascoltare come sempre i miei Rolling Stones, il mio Ligabue, i miei Oasis in uno stereo come si deve e da un vero cd con tanto di Signor buco in mezzo. Niente suonerie, niente loghi, niente affinità del cazzo.
Arrestatemi per zanzaricidio. Ne avrò sterminate una popolazione intera, eppure, cè sempre la sopravvissuta che torna a rivendicare i parenti. Zin zin zin .danzano nella notte fra le nostre orecchie, ci stuzzicano, ci pungono e noi per non sentire il prurito, arriviamo quasi a darci fuoco.
Ci vorrebbe un invenzione efficace per fermarle. Una di quelle che funzionano al 99% come il portacenere, il telecomando, le stelline fluorescenti che si attaccano in stanza. Qualcosa che le elimini per sempre e non i rimedi della nonna o i soliti consigli da sfigati.
Del tipo: per non attirare le zanzare bisogna vestirsi con tinte chiare, evitare che lacqua ristagni nei balconi e nei giardini, usare condizionatori o aggeggi asciuga umidità, cospargersi di foglie di basilico, tenere in mano, possibilmente a mo di statuta della libertà, una candela alla citronella, oppure, incensi profumati alla cannella o alle foglie di garofano.
Un altro rimedio semi insignificante, è quello di utilizzare lampadine con il bulbo in vetro giallo . ma non so quanto possa funzionare visto che le bastarde pungono pure sottacqua, al buio o con le luci psichedeliche in discoteca.
Ultima chicca che già Piero Angela vi avrà svelato, si riferisce all ipotesi che le zanzarone bastarde siano attratte da alcuni particolari e irresistibili odori che solo noi comuni mortali abbiamo. E certo, invece, che uno dei richiami principali per le zanzare è la nostra emissione di anidride carbonica che avviene attraverso la traspirazione. Non cè scampo e non cè modo di eliminarle.
Gli aggeggini antizanzara fanno finta di funzionare. E come mettere lallarme in casa contro i ladri ma, se i ladri sono professionisti, così come le zanzare sono "killer", a cosa serve lallarme? Bravissimi, a niente, solo a tranquillizzarci psicologicamente.
Se vi interessa saperlo, ho smesso di usare il giornale per spiaccicarle al muro, ho cambiato tattica: adesso cammino per casa canticchiando la canzone degli acchiappafantasmi e cercando di risucchiarle con laspirapolvere. Almeno è più divertente e funziona.
Uomini, volete avere una buona erezione? Beh, suppongo che sia un desiderio di tutto il genere maschile altrimenti significa proprio essere dei pirla.
Allora, leggetemi bene e ficcatevi in quella testolina che prima di arrivare alla pillolina blu, bisogna cominciare a mettere in ordine lalimentazione.
E la tesi del sessuologo newyorchese Steven Lamm che, insieme allaiuto dello chef del ristorante Beacon, Waldy Malouf, ha persino pubblicato un libro di ricette curative per l impotenza dell uomo. Il libro, giusto per togliere ogni dubbio, è intitolato "The Hardness Factor: how to achieve your best health and sexual fitness at any age" ossia: come mantenere attiva salute e vita sessuale ad ogni età.
Vi do una dritta e già vi anticipo che nella lista degli alimenti attizzatori appare al primo posto, la banana piena di potassio, vitamine B6 e C, e acido folico. Ma guarda un po, proprio le banane, chi lo avrebbe mai detto! Poi seguono gli asparagi, ricchi di acido folico, vitamina C e antiossidanti e ancora cocomeri, che contengono ferro e carote che favoriscono il sistema immunitario.
Non vi basta? E infatti entrano in lista anche pere, rucola, avocado, peperoncini, cioccolato, olio extravergine doliva, pomodori, tè, uva, aglio, miele, noci, salmone, tutte le farine integrali e spinaci.
Il tutto dovrebbe essere accompagnato da un minimo di attività fisica. Per attività fisica non si intende tenere in equilibrio una lattina di birra sulla pancia o muovere il muscolino del pollice per cambiare canale. Attività fisica = sforzo = sudore.
Se poi con tutti i cibi elencati non riuscite ancora a far emergere la bestiaccia che è in voi, non datevi per vinti, esistono ancora caviale, ostriche e torta al cioccolato fondente che possono, certamente, darvi una mano.
Allora, ricapitoliamo: alimentazione a base di verdure, attività fisica reale e, come sempre, fumo, fast food, e stress non possono che essere banditi per il buon funzionamento della vita sessuale.
Troppa fatica? Troppi sacrifici? Ma siate contenti invece, voi, proprio voi che non dovete fare i conti con smagliature, cellulite, cerette e altre menate.
Poi, se non siete disposti nemmeno a mangiare sano, non lamentatevi se poi non ve la dà nessuno!
Bella, alta, con un sorriso dolce e un vecchio grembiulino da cucina addosso. Prima di darmi la mano per salutarmi, le aveva frettolosamente pulite con un panno.
"Piacere, devi essere la nipotina della Signora Domenica!" mi aveva detto con accento straniero e marcato. Poi le ho chiesto di lei, era la nuova domestica della mia zietta rintronata che vive in Culolandia, ossia, un paesino che non figura nemmeno nelle carte geografiche militari per i bombardamenti.
Mia zia ormai è andata, grida per parlare, non mi riconosce quasi più se non per qualche secondo. Nei pochi attimi di lucidità è felice di vedermi, riesce persino a farmi qualche domanda sensata, poi, mi mette quasi alla porta perché mi scambia per una brigante o per la moglie di Garibaldi.
Mentre mia zia cercava di trovare qualche biscotto da consumarsi preferibilmente entro il 1924 da offrirmi, io parlavo con questa Signora e, con grande stupore, ho appreso che lei si era già laureata in biologia e chimica, il marito è rimasto in Bulgaria con la loro figlia e, proprio per mantenere gli studi alla figlia, lei è finita a lavorare da mia zia, in Culolandia, in Italia.
Non so nemmeno io dove voglio arrivare con tutto questo ma sono uscita da quella casa con un po damaro in bocca e di dispiacere nel vedere tanti sacrifici di una mamma per amore della figlia, di vedere una donna laureata buttare pannoloni di una mia zia che alla minima occasione non eviterebbe di accusarla di furto o chissà cosa.
Non so, in quel momento mi sarebbe venuta voglia di dirle di tornarsene a casa, da sua figlia e da suo marito, mi sono intenerita come una cazzona. Soprattutto, quel che fa più rabbia, è sentire poi quei quattro frustrati che non riescono a trovare lavoro e si accaniscono contro gli stranieri.
Gli stranieri, almeno qui in Italia, non occupano posti d onore ma fanno tutti quei lavori stancanti e poco gratificanti che siamo abituati a snobbare! Prima di parlare, ogni tanto, attacchiamo la spina del cervello e facciamolo funzionare ogni tanto, consuma anche poco!
Ma perché invece di lanciarmi dietro pandori e panettoni non mi lanciano dietro un bel cappotto? Un maglione? Una maglietta?
E ho capito che natale è finito e che i panettoni in più vanno smaltiti ma adesso sta diventando una persecuzione, manca poco e usciranno come supplemento del Corriere della sera!
Ma mandateli in Africa, regalateli a Teleton, vendeteli ai cinesi così riciclano il materiale e ci ricavano una fibra tessile utilizzabile 7volte e lavabile in lavatrice con cinque tazze di latte. Come ci siamo, diamoli da mangiare alle galline o riutilizziamo l impasto per i prossimi pandori visto che il riciclo del cibo da parte delle industrie va davvero di moda!
Oppure, regaliamone un paio a Fassino che con tutte queste preoccupazioni e questi scandali è ancora più secco. Anche uno a Berlusconi così gli sale la glicemia, dorme tre quattro ore ed evita di fare danni. Diamoli tutti ai poveretti della città o alla ragazza diciannovenne che sta sempre di fronte al supermercato, sana, vispa, in forza e in carne, con tanta voglia di non lavorare e che pretende le si diano soldi per mantenersi. Diamoli a tutti gli extracomunitari che hanno trascorso Natale lontano da casa, in posti squallidi, con gente sconosciuta, in un posto che non è il loro. A proposito, non so descrivere quello che ho provato quando il 24 dicembre sera li ho visti uscire dai supermercati con qualche bustina in mano e un velo di malinconia in viso.
Diamoli a Bush così li vende ai paesi africani. Oppure, continuiamo a tenerli nei supermercati fino a pasqua. In quest ultimo caso, che è anche il più vicino alla realtà, prepariamoci a scappare per sfuggire ai cassieri che tentano di rifilarne uno a 30 centesimi, tre a 2 euro, 5 a 3 euro, dieci a 4 euro. Scappiamo dall invasione di questi cazzo di panettoni e cerchiamo di metterci al riparo almeno fino all invasione delle colombe!
Sono le sei, è già buio, mi chiedo quanti mesi dovranno passare prima
che le giornate inizino ad allungarsi.
Quella splendida sensazione di luce anche alle 8 di sera che non fa stancare mai. In sottofondo un vecchio disco degli Oasis, mi ricorda i pomeriggi con la mia migliore amica.Guardo fuori dalla finestra ma c è solo lalbero stracarico di pompelmi e nessun altra novità.
Almeno non piove. Uno sguardo generale alla stanza. Il mio cellulare si illumina tra le coperte del letto e mi ricorda che qualcuno da qualche parte dell Italia mi sta pensando.
Lentamente mi avvicino e leggo senza troppa curiosità, in balia di un momento d apatia, in attesa di decidere come passare la serata e quale umore indossare.
"Oasis in concerto a febbraio!"
Spalanco gli occhi .( il che è tutto dire visto che ho già due fari di San Siro) e urlo di gioia in quel piccolo francobollo di spazio!
Un altro concerto degli Oasis, nessuno è più felice di me. Penso subito alla data, agli impegni, all organizzazione e per un attimo ho talmente tante idee e istinti che non so quale seguire.
Non seguo niente, non penso niente e ritorno a sorridere come Magalli con due centimetri di rialzo sotto le scarpe. Alzo il volume e salto come Snoopy. La scelta migliore. Al resto ci penso poi.
Da adesso si comincia a sognare e a mettere le crocette sul calendario. Per un mese potrò svegliarmi diminuendo il conto, potrò studiare come una folle e trovare riparo nell immaginare luci colorate sul viso, il tremore della musica nelle gambe e la paura che qualcuno mi dia fuoco ai capelli con qualche sventolio daccendino.
Mi sorge solo una domanda: come riesce certa gente a non amare la musica?
Ma che importa! Il concerto per me è già iniziato! Viva il maialino.musica
Sono stata anch io tra le sfigate che ha dovuto prendere il treno per spostarsi da
una parte allaltra dellItalia in questi giorni di festa..
Il 28 novembre, mi ero già recata (credevo di essere una lungimirante primizia) in agenzia per prenotare un posto ..sai com è mi ero detta - è sempre meglio prenotare prima per non fare un viaggio da cani.
La signorina dellagenzia, pratica di computer come Totti di congiuntivi, ha digitato nella tastiera con gli indici qualche lettera, ha impiegato sei minuti per trovare il tasto invio e poi, con lo sguardo di chi ha appena calpestato una merda di cane, di pecora, di toro, ha scosso la testa e mi ha detto "No, è già tutto occupato!"
Tutto occupato quasi un mese prima? Andiamo bene!
Lunica alternativa, era: prenotare l unico treno disponibile in partenza alle 5 di mattina, sostare a Napoli per 5 ore, riprendere la coincidenza ma senza prenotazione.
Così ho fatto: uno sfacelo!
Nel primo viaggio fino a Napoli, ho dovuto lasciare il posto ad una vecchietta anziana con un appartamento chiuso in 5 valigie. Diceva di aver occupato il posto prima di me e di non aver visto da nessuna parte la scritta "occupato!". Ho provato a spiegale il nuovo sistema penoso di Trenitalia, poi ho pensato alle vecchiette, all anzianità, alle vene varicose, io sarò così, lei era come me e tutte queste menate. Ho lasciato perdere e sono rimasta in corridoio. Seduta sul borsone, tra una cinese e un Algerino.
A Napoli, ho vagato 5 ore per la stazione, i tabelloni non venivano aggiornati, anzi, le tabelle erano state utilizzate per scrivere da un lato buon 2006 e dallaltro buone feste. Per avere informazioni dovevo recarmi nell unico tabellone affollato ma funzionante senza auguri vari.
Il mio treno, è arrivato con appena 3 ore di ritardo, le ore di attesa sono diventate 8.
8 ore, praticamente una giornata lavorativa.
Nel frattempo, ho assistito a scene clamorose: un uomo ha fatto in tempo a far salire solo la moglie perchè lui è stato strattonato fuori e non è più riuscito a salire, una rissa tra due uomini per chi avrebbe dovuto salire prima, controllori arrabbiati, treni strapieni con i volti stremati attaccati ai finestrini, famiglie rimaste a terra perché non trovavano posto nemmeno per stare in piedi e così via.
Il mio secondo treno non prenotato, giunto dopo appena otto ore dattesa, era stracolmo. Per un attimo ho temuto di fare la fine di quelle famiglie rimaste a terra.
Per riuscire a salire, ho dovuto sgomitare tra una folla incredibile concentrata su quella misera porticina. Piedi calpestati, manate, pedate e strattonate solo per riuscire a raggiungere l ultimo scalino e sperare nella chiusura della porta. A mala pena mi sono aggrappata al braccio di un marocchino e ho lasciato che la porta chiudesse alla mie spalle strisciandomi pesantemente la schiena.
Per tutto il viaggio restante (sei ore con fermate inutili in aperta campagna), 25 persone sono rimaste strette e bloccate come sardine nell entrata della carrozza (sei persone si erano sistemate dentro il bagno).
E stata un esperienza traumatica, pessima, da dimenticare.
Arrivata a casa con le ossa rotte e un puzzo incredibile di ascella di orco e rutto equino, ho guardato il biglietto stropicciato del viaggio: 73 euro, non rimborsabile.
Ho sorriso cinicamente e ho gridato: TRENITALIA, LIBERTA DI VIAGGIARE! Certo ho pensato - siamo liberi di viaggiare .a nostro rischio e pericolo! Liberi di buttare i nostri soldi in un disservizio e obbligati a sentire dichiarazioni dei Signori illustri responsabili che confermano di aver lavorato egregiamente. In questi momenti un vaffanculo si posiziona nella mia bocca, poi penso che è natale e allora ..vado a mangiare pandoro. Poi ci ripenso, sento ancora il treno addosso.
Affanculo lo stesso a Trenitalia che nella pubblicità mostra la tipa che serve aranciata. Finora ho solo visto il paninaro non autorizzato a Napoli e personale il più delle volte inacidito. Pulci, zecche e tanta, tanta sporcizia.
Non posso descrivervi lonnipotenza che sento addosso.
Ho finito la mia relazione e ho posto fine alle telefonate assassine del mio prof.
Relazione non nel senso di uomo donna cuori e cioccolatini si, ci mancava solo un pucci pucci tra i piedi in vena di lisciarmi i capelli e di farmi venire un tumore al cervello stando 5 ore al telefono per dirgli che gli vi. bi. e per farmi dire che lui mi. vu. bi. (E tutta una tattica: quando una donna cerca uomini, non arrivano mai, quando dice di non voler sentire nemmeno lodore di quei bagno schiuma tesori d oriente del cazzo che tanto piace, arrivano come un branco di cavallette!)
Una persecuzione per 4 mesi.
Mi chiamava alle sette di mattina per dirmi "Signorina, laspetto nel mio ufficio stamattina, non faccia tardi!" Io avevo ancora la bocca di strage di piazza fontana e i capelli come Asterix, nemmeno un goccio di caffè nelle vene e già lui pensava alla relazione.
"Signorina, ma come mai il suo cellulare mi risulta spento? Mi richiami, devo controllare il suo operato" E io ero stesa sul letto per overdose di pistacchi, noccioline americane, pop corn e coca cola.
"Signorina, domani sera cè la presentazione di un libro e di un opuscolo interessante per la sua relazione, venga anche se è di sabato sera e per arrivare sul posto deve prendere 5 autobus e farsi un chilometro e mezzo a piedi" E poi quelle conferenzine duravano quanto uno sputo: niente, mezz ora di conversazione e convenevoli e poi a casa. A casa? Io partivo con la lanterna e il sacco a pelo per arrivarci e loro non avevano più niente da dire? Avrei preferito accamparmi lì e vederli crepare sui loro microfoni ma niente da fare ho subito pazientemente fingendo interesse per cose che interessanti non erano e distraendomi pensando al toro che entrava nella vergine con ascendente capricorno.
Agonia terminata. Dopo giorni e notti spesi per riordinare il materiale, stamattina alle 5 ho gloriosamente terminato la mia relazione con un passo di Seneca e messo punto.
I fogli ancora caldi di stampa sono accanto a me. Mi sorridono e mi dicono di andare a dormire perché ho due occhiaie usabili come portacenere. Sono felice, talmente tanto che ora disegno un re di coppe e lo allego alla relazione!
Le pubblicità ad intervista! L'ennesima presa in giro. Un tipo che non conta niente, ignoto, sconosciuto che consiglia un prodotto seguendo le parole di un copione.
Finchè si tratta di personaggi famosi come la Marcuzzi che non caga, la Littizzetto che scopre magicamente il Dash come se in vita sua avesse sempre usato fiori di lavanda per profumare il suo bucato, oppure, la Ferilli che si tinge i capelli a casa con una tinta fai da tè (A Sabrì, ma chi cce credeee!), potremmo anche far finta di essere dei barbagianni con l'acutezza di Corchy (chi se lo ricorda il suo telefilm Obladì obladà)?
Non dovremmo più badare alla convenienza di prodotti ma al tipo che ce
lo raccomanda.
Ma perché dovremmo farlo quando è gente sconosciuta a dirlo?
Facciamo un breve resoconto: la Pantene da più di due anni ci piazza la vincitrice di
pantene protaganist che si racconta come se fossimo cresciuti insieme, un' altra tipa ci
racconta che prima i suoi denti non erano così bianchi ma che poi
etc etc.
Le mamme sostengono che le merendine della kinder siano genuine sane e nutrienti perché hanno il latte fresco. Minchia. Ma latte fresco che significa? Che ancora non è pecorino?
Poi una signora confida al suo diario segreto che "prima i capi erano neri (come i peli pubici di mio marito ) poi si sono scoloriti, per fortuna ho trovato bla bla blix".
Addirittura noi spettatori sappiamo anche le sue confidenze più intime. Ma che tristezza questa signora. Non ha altro da scrivere nel suo diario segreto?
Delle interviste sui prodotti non interessano né quelle con i personaggi famosi, tanto meno quelle con la gente comune. (Probabilmente perché il popolo italiano adesso sta male?)
Anche se non tutti facciamo parte dell'Hollywood pubblicitario sappiamo bene che nessuno dice la verità, che nessuno è realmente sincero e anche se vengono vestiti come dei pesce spada sappiamo che si tratta di montature. Visto che il 60% della programmazione tv è pubblicità, almeno sarebbe meglio se fosse divertente.
Se poi abbiamo bisogno di un consiglio su un prodotto, non ci fidiamo certo di Lara da Bergamo, Santuzzo da Palermo e Monica da Milano.
Piuttosto chiediamo alla zia, alla nonna, al cugino, al cognato, all' amico, al conoscente che, se non altro, ci prendono meno per i fondelli e se lo fanno, almeno non sono pagati!
Stavo per scrivere la notizia della presunta gravidanza di Gwyneth Paltrow e poi mi sono resa conto dell idiozia della notizia e della sua inutilità.
Per chi fosse rimasto indietro, Gwyneth ha avuto una bimba sedici mesi fa. Una bella bimba di nome Apple, in italiano Mela, se poi volessimo ancora continuare, Mela nel meridione è diminutivo di Carmela. Chiamare una bimba Mela non è il massimo, ma sempre meglio di pera, banana e cozza.
Adesso, tutti i giornali dedicano pagine e trafiletti al nuovo scoop: Gwyneth ancora incinta, indiscrezione sfuggita alla madre in un intervista.
E tutti a leggere del nuovo evento come se si fosse trattato di un incesto. Che ci sarà di così clamoroso? Il padre del nascituro è Chris Martin che, volpone, si è fatto una sana scopata con sua moglie durante la pausa del festival rock di Glastonbury. Il caso ha poi voluto che lei rimanesse incinta di suo marito. Dove sta la novità? Diamine, si tratta di suo marito!
Forse suscita curiosità lidea che lei e suo marito labbiano fatto? Beh, lo fanno tutti, specie i vip che hanno più corna che peli sul culo.
L evento è sulla bocca di tutti perché loro sono famosi? Si, è sempre questo il nocciolo della questione. Loro sono famosi e fanno notizia anche quando hanno una perdita nel lavandino del bagno, sono finiti i cereali, soffrono di aerofagia, dormono con la tv accesa, i bambini vomitano dentro le scarpe e il cane caga sulluscio di casa!
Stavolta sapete tutti quanti che Gwyneth aspetta un bimbo da suo marito, esattamente come milioni di persone al mondo, vi aggiungo anche che probabilmente nascerà in primavera. Adesso, però, dovrete ammettere che con o senza questa rivelazione avreste continuato a fare sogni tranquilli e mangiare sia a pranzo che a cena, a fare lamore con i vostri fidanzati/e e a mangiarvi le unghie di fronte allo schermo.
Eppure piace. Come pasticciare su un foglio e poi buttarlo, come mangiare gallette insapore e senza sostanza, guardare i reality fino alla sigla per poi dire "che stupidaggine".
Meno di un anno fa vi avevo parlato della mia vicina di casa scopareccia, di quanto le piacesse darsi da fare per notti e notti e di quanto io, ingenua inquilina del piano inferiore, fossi ormai abituata a sentire saltare le molle del suo letto.
Ora, a rimpiazzarla è arrivato Mr. Celhosempreduroebattocomeunmartello. Un diciannovenne assetato e arrapato che vede buchi da tappare ovunque, che vive con un altro ragazzo altrettanto segaiolo, che si mette le mani nell' ombelico e poi si congratula per la stagionatura della sporcizia .
Senza volerlo sono entrata nella sua vita. Oltre al "ciao" che ci scambiamo incrociandoci per le scale non ci siamo mai detti nulla ma le nostre finestre sono così attaccate da farci sentire pure quando uno dei due sbadiglia. Lui non è molto fine, anzi, ha toccato il fondo quando ha detto all' amico "Ehy, buoni questi cereali cherios, e poi hanno il buco, come le donne con la fica!" Poesia sublime.
Discreto e riservato urla le sue conversazioni al cellulare. La madre lo chiama ogni sera alle otto e mezza e gli chiede se ha mangiato e se si è cambiato le mutande.
Lui le dice che è stanco e che ha finito i soldi e poi riattaccano.
Arrivo ai problemi di cuore: ha una ragazza ufficiale, Marta e due amanti, Sara e
Marianna. La sua teoria è che con la ragazza ufficiale si può fare solo sesso leggero e
delicato, con le altre può dare sfogo ai suoi ormoni pompati come taricone. E' convinto
che le sue donne godano da morire e che siano proprio soddisfatte dei suoi 9 minuti e
mezzo. In realtà, Marianna, due sere fa si è sporta dalla finestra per non farsi sentire
e sussurrava al cellulare "no, è andato in bagno, la sua stanza è accogliente come
l' intestino di un elefante.
Ci Mette troppo, secondo me è andato a cagare o a tirarselo.
Speriamo che stasera non sia eccitante come una tachipirina! Arriva, ti racconto
dopo!"
Questo sì che è gossip!
Infine condivido con voi questa sua perla di saggezza, l'ultima e poi smetto. Spiegava
all'amico con tono filosofico il modo per sganciare puzze all' uranio impoverito stando
accanto ad una donna. Il sistema migliore è quello di camminare con disinvoltura
facendole un complimento così lei non capisce più un cazzo e non sente rumori e puzza.
Se poi la tipa è una cagacazzo sempre vigile, è bene "guardarla con
sospetto
quasi per darle la colpa perché anche le donne sganciano di brutto all'
uomo marcio".
E ancora, so che si pulisce le orecchie e lancia gli sturaorecchie dalla finestra (li vedo
piovere), sa dire ruttando "fighissimo super mega fava" e, soprattutto, è certo
che Marianna sia pazza di lui!
E va ben, giuro, ora non ne parlo più anche perché è arrivata Marta e devo sentire
perché lo sta rimproverando.
Nooooo
si è dimenticato dell' appuntamento! Sigla. Più reality di così si muore.
Volete sapere le prossime anticipazioni? Inviate un messaggio al 5555 e tasto jack! J
Quando in Italia cè cattivo tempo, i tg dedicano circa 6 o 7 servizi per annunciare l arrivo della pioggia. Come mai ci stanno così a cuore le variazioni climatiche? Forse per riempire i tg di notizie con poca rilevanza? (fanno eccezioni alluvioni e frane!)
Inutile lasciarsi prendere dalla malizia, è ormai scontato che la libertà di stampa e d informazione non è più uno dei nostri primati .ammesso che lo sia mai stato qualche volta.
Fa ancora un po riflettere sapere che nella seconda classificazione degli stati per "la libertà di stampa", stilata dallassociazione Reporters sans Frontières, lItalia occupa l'ultimo posto fra i paesi europei.
Credevate forse che era una invenzione di Adriano Celentano e della sua Rock Politik ?
In ambito mondiale, il nostro Paese si colloca al 53° posto, dopo il Ghana, la Bolivia e la Macedonia.
Lo capiamo o no che siamo superati anche dai Paesi dell'ex blocco sovietico?
Ma forse non dovremmo proprio lamentarci poiché, in alcuni paesi, è stato persino ordinato di usare lespressione generale e vaga "perturbazioni sparse" nei casi di cattivo tempo, piogge, temporali, trombe daria e catastrofi varie.
Infatti, se venisse annunciato larrivo del cattivo tempo, molte persone rimarrebbero a casa e rinuncerebbero a partire, programmare fine settimana fuori casa, viaggiare e spostarsi anche solo da una parte allaltra della città.
Ciò provocherebbe un notevole calo dei consumi e potrebbe diventare una minaccia per leconomia. La faccenda fa un po rodere, vero?!
Ma ritorniamo al tempo, alla mania delle previsioni e a quei furbi che per sdrammatizzare pronunciano frasi del tipo "il tempo non è bello se non è litigarello" .ma una volta non era lamore? A quelli che dicono "giornata bagnata, giornata fortunata!" non era la sposa ?
E ancora, ci troviamo spesso nella situazione difficile di dover scegliere in quale occhio sputare a chi spavaldamente afferma "la pioggia è la pipì degli angeli"!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
La pioggia è la pipì degli angeli? Minchia, allora quando diluvia dovranno soffrire di incontinenza! E un altra domanda sorge spontanea: se la pioggia è la pipì degli angeli, i tuoni cosa sono?
E la neve? E le piogge acide? A voi la scelta e una sottile, banale riflessione!
La storia tra Loredana e Al sta arrivando all inverosimile. Italiani, ma davvero ve ne frega tanto del loro matrimonio? Davvero alzate il telefono per rispondere al sondaggio su chi dei due ha ragione?
Posso dirvi la mia? Ecco, penso che Al Bano, prima che sua moglie cominciasse a mostrare il culo, fosse diventato un personaggio morto, non interessasse più a nessuno se non al circolo di cuori solitari classe 1972 e se Al ha partecipato a quella trasmissione spazzatura dal titolo isola dei famosi, lo deve a tutto il casino che sua moglie ha creato.
Loredana poteva evitare tanti casini, se il suo desiderio fosse stato davvero quello di diventare famosa, avrebbe potuto chiedere al maritino e a qualcuno dei suoi amici televisivi di avere un posto da qualche parte, magari in cui apparire vestita decentemente in cui mostrarsi come mamma e moglie dignitosa, non come valletta che balla seminuda sui tavoli.
Quest ultima, a mio avviso, è voglia di essere desiderata e considerata una figa da paura quando in realtà ha un 89% di ritocchi qua e là.
E poi l ultima boiata: lei che decide di lasciarlo proprio adesso.
Non era necessaria questa messa in scena e poi, uno che stava in un isola dovrebbe essere "isolato" dal resto del mondo, anche da questo genere di notizie perché non si tratta di morte né di scomparsa di un familiare!
Lei, poteva benissimo aspettare che Mr ugola doro tornasse vincitore o perdente e dirgli "Ciccio, dora in poi dovrai fare a meno di me e per quel che mi riguarda puoi passare il resto della tua vita a spassartela con i tuoi chicchi duva. A proposito, sai dove te li puoi mettere i tuoi chicchi duva, tutti i vigneti con tutti i tralicci?!" Ci voleva tanto?
No, lha dovuto lasciare così vigliaccamente, attraverso Simona Ventura e rendendo gli italiani partecipi di tutta la vicenda. Non vale nemmeno la pena dire che si tratta di una bella montatura con i fiocchi, mi chiedo solo quanto li avranno pagati per prendere tutti gli italiani per il culo.
Già miei cari, i veri fessi siamo noi che continuiamo a parlarne! Ma è lultima volta.