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Blog Riflessioni - Sara
Archivio 2006 |
Pochi giorni fa, mentre mi lobotomizzavo davanti al trash televisivo pomeridiano finisco su un programma di attualità.
Il tema della giornata era Mio figlio non vuole studiare ecco fatto già in questo mi sono sentita chiamata in causa. Coincidenza ha voluto che ovviamente anche la mia mamma fosse davanti alla tv insieme a me. Fingendo indifferenza riprendo in mano il telecomando per cambiare ma la mia mamma chiede apertamente di lasciare lì e di ascoltare bene.
Ok, ascolto. Io e lo studio abbiamo un rapporto pessimo. Ma sentiamo cosa dicono questi vip che cosa dicono, questi vip talmente conosciuti che il loro nome è noto quasi quanto il mio. Forse un filino meno.
Attacca il discorso Susanna Messaggio. Che invita tutti quanti a studiare e a prendersi quel pezzo di carta che fa fare tanta strada. Primo mio commento: non credo a una parola di quello che ha detto. Mi basta guardarmi intorno per non darti ragione.
La seconda affermazione la fa un giovane della mia età (più o meno) che si chiama Rudy Smaila. Figlio di Umberto, che conosciamo tutti. Il caro ragazzo racconta la sua storia. Dice che alle superiori era un po turbolento e che i primi anni di università non brillava tanto. Così suo padre lha mandato a lavorare. Ha detto che è stata una bella esperienza ma che quando aveva conosciuto il lavoro ha preferito tornare a studiare.
Alla domanda della conduttrice che lavoro hai fatto lui risponde lo speaker in una radio oh beh con tutto il rispetto, giovincello Smaila, non sei mica andato a spaccarti la schiena a fare il manovale. Raccontalo a una che va tutta lestate a pulire le villette e le stanze dalbergo. A questo punto prende la parola Valerio Merola. Ora. Il fatto che uno come Valerio Merola possa stare in televisione a dare consigli di vita lo trovo già abbastanza drammatico. Cosa vorrà insegnarmi uno che tutti chiamano il Merolone al massimo io gli insegno qualcosa. Comunque, anche lui ha diritto a raccontare le sue esperienze che una volta tanto sono pulite. Ha raccontato che dato che non voleva studiare, anche suo padre ha deciso di mandarlo a lavorare. Quindi un giorno, lha messo di fronte a una decisione. Gli ha detto Non vuoi studiare? Bene ti mando a fare il praticantato di giornalismo nel giornale del mio migliore amico!!
Ma andate tutti a quel paese!!! Nessuno che sia andato a fare il contadino, il manovale, la donna delle pulizie o chissà quale altro lavoro comune!! Se mi propongono un posto da giornalista o da speaker radiofonico io gli studi li lascio eccome e con quello che guadagno cerco di mantenermi da me, dato che i miei genitori hanno speso fin troppo per mantenere i miei studi che tra laltro non brillano certo di lode e ottimi risultati!!! Mi innervosisce vedere queste persone che per ogni ospitata televisiva in cui stando seduti a dire due fesserie si prendono il doppio di quello che prende mio padre con la sua pensione da appuntato dei carabinieri.
Mi infastidisce sentire le loro esperienze di vita
vissuta, quando dicono che si sono trovati a fare parte del duro mondo del lavoro quando
ci
hanno pensato i loro stessi genitori a trovare due dei lavori più belli che possano
esistere!!
Lo vogliamo fare il sondaggio, ma con un risultato reale? Datelo a me il posto di giornalista, che alla domanda se è meglio studiare o andare a lavoro vi rispondo subito e non cè nemmeno bisogno di sborsare 3000 euro per invitare un ospite che sta lì a non dire praticamente niente!!
Le elezioni sono finite, torniamo alla normalità. Avviciniamoci serenamente alla Pasqua e non pensiamoci più.
Abbuffiamoci di colombe e uova di Pasqua e pure di pandoro e panettone, dato che vari negozianti hanno ordinato un surplus di dolciumi natalizi che neanche dovessero portarci via il cibo dalle case.
Così mi confondete le idee. Io non so prendere una
decisione che riguardi i dolci, se devo scegliere tra un uovo di cioccolato e un pandoro
con una spolverata di zucchero a velo sono capacissima di acquistare entrambe le cose. Una
certezza avevo, che a Natale ci sono il pandoro e il panettone e a Pasqua le uova e le
colombe
e mi ritrovo invece a metà aprile a dovermi ripulire il muso di
zucchero a velo.
Non che le temperature mi diano una mano per le vacanze di pasqua sono tornata in Sardegna non è vero,bugia, sono tornata una settimana fa, molto prima delle vacanze di Pasqua, così sono pure andata a votare. Comunque, mi aspettavo di poter tranquillamente fare delle splendide passeggiate al mare e invece fa freddo e tira un vento allucinante.
Roba che forse è meglio starsene in casa. A mangiare dolci, visto che non cè altro da fare
Sapete, questa volta anziché in nave sono tornata in aereo. Un anno e
mezzo che non ne prendevo uno. Beh, ne sono cambiate di cose. Prima salivi, ti accomodavi
e tutti ti facevano sentire a tuo agio. A parte la pantomima degli assistenti di volo che
ti indicano dove sono le uscite di sicurezza e dove i salvagente era tutto tranquillo.
Poi ti regalavano la salvietta, una caramellina e a metà viaggio passavano con un carrello a darti qualcosa da bere: acqua, caffè, aranciata, coca cola, succhi di frutta di svariati gusti, salatini e biscotti. Eh insomma, si vede che cè aria di crisi.
Prima gli assistenti di volo sembravano usciti dalle agenzie per modelli, adesso invece anche quelli così così possono lavorare in questo ambiente. Prima dovevano essere alti come spilungoni e invece ho notato con grande gioia che anche chi è più basso di me (che non sono di certo una stangona) ha opportunità.
Nel mio volo cera uno steward che sembrava Lapo Elkann. Comunque, se prima ti regalavano di tutto e di più adesso il massimo dellofferta te la danno facendoti scegliere tra acqua naturale o acqua gassata. Cè proprio aria di crisi.
Stavolta non ho preso niente lacqua puoi tenerla, Lapo. E non cè nemmeno più lo spettacolino dei mimi, al posto di questa allegrissima sceneggiata ti appare dal nulla uno schermo dove ti spiega tutto una hostess virtuale che a vederla sembra un incrocio tra Lara Croft e la sorella di Loredana Lecciso. Dio ce ne scampi e liberi.
Questa hostess con la faccia di plastica e i capelli pettinati da una slinguazzata di mucca ti sorride gentilmente e ti indica lei dove sono le uscite di sicurezza. Ma compagnie aeree, mi domando una cosa: è veramente necessario mettere questi schermi se poi ci sono tre assistenti di volo che si grattano i capelli dato che non hanno altro da fare? Io la volevo fare la hostess, solo che le uniche cose che so dire in inglese sono The book is on the table e The pen is blue forse non è sufficiente ma lasciamo perdere queste cose.
Dopo avervi raccontato quelle che ritengo le vere
avventure della vita e cioè le cose più semplici voglio dire solo una cosa a tutti, di
solito sono
sempre in ritardo e allora stavolta la prima occasione la colgo al volo: TANTI AUGURI DI
BUONA PASQUA!!!
Ho sempre creduto che con la pena di morte non si arrivasse a niente. Ci credo ancora ma in questi giorni, mi viene difficile affermarlo. Avete visto la vicenda di Tommy è finita nellunico modo in cui non sarebbe dovuta finire. Il piccolo Tommy è stato massacrato perché piangeva.
Un bimbo di 18 mesi. Piangeva. Come tutti i bambini. Come tuo figlio, signor Mario Alessi. Oddio, chiamarti signore è veramente esagerato. Ma non mi andava di cominciare subito con un insulto nei tuoi confronti. Ma solo perché non trovavo il peggiore che si adatti a te.
Sai, signor assassino, prima di scrivere questa lettera sono rimasta un po a pensare. Ero indecisa. E ho deciso di scrivere a te, prima. Sai mi fa proprio schifo pensare che anche tu possa camminare nella stessa terra dove cammino io, mi fa ribrezzo pensare al fatto che tu esisti e mi fa vomitare pensare a tutte le volte che ho visto la tua faccia alla tv.
Quando dichiaravi la tua innocenza, quando dicevi che ti sentivi
imbarazzato quando uscivi dalla tua casa e tutti ti guardavano male e vedevano in te un
assassino. E invece pensa un po, avevano pienamente ragione. Persino io ho creduto
che quella che portava a te fosse la pista sbagliata. Soprattutto quando ti vedevo mano
nella mano con la tua compagna, quando anche lei ti difendeva.
Vedi, ho sempre pensato che tra un uomo e una donna ci siano delle differenze. Luomo spesso si lascia guidare dalla sua parte più istintiva, mentre la donna dalla sua parte emotiva. Quindi credevo che lei, moglie e madre inorridisse solo allidea delle terribili e fondatissime accuse che ti stavano facendo. E invece era pure tua complice.
La tua schifosissima complice, pronta a tenere Tommaso segregato in casa finché non avreste ottenuto i vostri sporchissimi soldi. Sai signor Alessi, io sono contraria alla pena di morte ma ieri, appena appreso lorrore che hai compiuto avrei fatto uneccezione. Solo che per te è troppo poco. Ti sbatterei in galera per il resto dei tuoi inutili giorni. Ma anche questo è troppo poco. In galera ci andrai e non credere che sarà facile.
Gli altri carcerati hanno un loro codice, tu lo sai questo? E loro renderanno infernale la tua permanenza lì. E troppo poco anche così. Lo sai cosa farei? Io ti farei fare il giro di tutte le città italiane. Lascerei fare alla gente comune. Che cosa farebbero secondo te? Tu che cosa faresti se qualcuno uccidesse tuo figlio a badilate? Oh dimenticavo che questa domanda per te non conta vista la bestia che sei, tu stesso potresti uccidere tuo figlio, forse per rubargli due euro che ha nel suo salvadanaio.
Credo che la gente nelle piazze ti picchierebbe lasciandoti quasi senza fiato. Ma senza ucciderti, perché domani qualcun altro avrà il piacere di spaccarti la faccia, la schiena, le gambe e qualunque altra parte del corpo abbia voglia. Io personalmente ti prenderei a badilate, come hai fatto tu con Tommy. Mi fai schifo signor Alessi, mi fa schifo la tua compagna, mi fa schifo qualunque cosa abbia a che fare con te. Auguro al tuo bambino di non rivederti mai più e di cancellarti dalla sua mente un giorno, lui è piccolo e la tua violenza e brutalità non lhanno ancora intaccato.
Hai anche avuto la faccia di merda di fare lappello ai rapitori di Tommy, di lasciarlo libero perché guai a toccare un bambino. E invece lavevi già fatto fuori tu. Hai confessato quello che hai fatto e ora la tua unica preoccupazione è quella di accusare il tuo vomitevole complice, così come lui sta facendo con te. Poco importante, dite pure quello che volete ma a questo punto niente vi leverà linferno che vi meritate. Non vali niente, sei un vigliacco di prima categoria. Hai ucciso un bambino, ma come diamine hai potuto?
Ciao Dio. Qui non ci sto capendo più niente. Adesso hai un angelo in più a farti compagnia, un angelo che però è arrivato lì troppo presto. È piccolo piccolo e ha quei capelli ricci che gli rendono il suo dolce visino simpaticissimo. Ora lo stai guardando negli occhi e forse nemmeno tu avresti mai immaginato che il demonio potesse arrivare a tanto. Io ti prego di dare la forza alla famiglia del bimbo, a quella mamma che non ha mai smesso di rivolgersi a suo figlio, a quel papà che è stato ingiustamente accusato, facendo prendere tempo a quel mostro di assassino. Al fratellino di Tommy che ha capito troppo presto cosè la violenza. E prego per Tommy.
Ciao piccolo Tommaso. Mi sembra di vederti saltellare da una nuvola allaltra, mi sembra di vederti giocare con tutti gli angeli più grandi. Adesso però stai sicuramente bene e non hai più bisogno nemmeno delle medicine, quelle che tu chiamavi mommo, come hanno detto i tuoi genitori.
Adesso che non ci sei più non sei niente di diverso di quello che eri prima che ti portassero via. Un piccolo e bellissimo angelo.
Proteggici tu tesoro, da lassù si possono fare molte
cose che qui non sappiamo neanche.
Ciao
angioletto.
Adesso non hai più scuse, tu puoi salvare il mondo. Questa è una frase che mi sta veramente sulle scatole. Io sono favorevole alla beneficenza, agli aiuti umanitari, a dare una mano a chiunque ne abbia bisogno.
Sono d'accordo, ci mancherebbe altro. E' cosa buona e giusta. Però adesso non ne posso proprio più di tutte queste persone alla tv che in ogni momento ti chiedono di mandare un sms per donare un euro ai bambini poveri di non so dove.
Io un sms lo posso anche mandare, peccato che non serva quasi a niente e non ho nemmeno la certezza che arrivi dove mi dicono. In più da un po' di tempo a questa parte gira anche uno spot pubblicitario con la frase che ho scritto all'inizio di questo post.
Io posso salvare il mondo...ma davvero? Vediamo...e che cosa posso fare di concreto per i bambini che muoiono di fame? Un attimo che ci penso...mmm...si...ok, non posso fare niente. Fosse per me, partirei anche subito con un camion enorme a portare cibo a tutte le persone che ne hanno bisogno. Lo so che non è una soluzione definitiva, ma è comunque un inizio.
E se potessi partire, io so per certo che ci sarebbe qualcuno pronto a fermarmi, per chissà quale motivo. E poi mi da veramente fastidio vedere i personaggi alla tv che ti implorano in ginocchio di mandare quel messaggio che può salvare la vita a un sacco di persone. Io te ne mando uno di sms, ma tu che come minimo ti prendi 30.000 euro al mese non credi che abbia più possibilità di me di fare qualcosa di concreto?
Ed è inutile che mi fai gli spot televisivi, io lo so da prima che tu ti mettessi a schioccare le dita davanti a una telecamera che ogni tre secondi c'è un bambino che muore di fame. Io vorrei veramente sapere che fine fanno i soldi che noi doniamo per la beneficenza. Non ho dubbi che ci siano le persone che lavorano perchè questi soldi arrivino a destinazione.
Ma chissà quanti altri ce ne sono che se li intascano. Scusatemi, altrimenti non è possibile!!! E' da quando sono nata che vedo un sacco di gente chiedere di dare un aiuto a qualcuno e non ci fanno mai vedere se ci siano o no dei progressi. Ma è possibile che non ci siano delle vie di mezzo?? Qui il cibo in eccedenza viene buttato e in Africa troppa gente non ha nulla da mangiare!!!
E' per questo che mi infastidisce vedere tutti i personaggi milionari che chiedono a me, studentessa mantenuta e spesso spiantata, di donare 1 euro. Poi se esco per strada mi trovo qualcun altro che mi viene incontro e mi dice che altri bambini hanno bisogno di cure. Io non ne posso più. Ficcatevelo nella testa che io non ho il denaro che mi esce dalle orecchie. E che io non posso salvare proprio un bel niente.
Spero che queste cose che scrivo non siano fraintese. Mi si stringe il cuore a vedere tutti quei bambini magrissimi, che vivono nelle capanne e che non hanno niente. Ma io...che cosa posso fare per davvero? Non fatemi credere che il mio sms può veramente salvare qualcuno perchè a me dà proprio l'impressione che con quel sms sto solo pagando il caffè ai dirigenti di una compagnia telefonica e ai loro amici spocchiosi. Io posso salvare il mondo...ma figuriamoci cosa posso fare...chi può salvare sul serio il mondo non sa nemmeno che esisto.
E chi può salvare il mondo dice che lo posso salvare
io e tutte le persone normali come me. E lo dice proprio perchè non sa nemmeno che
esistiamo. Hanno organizzato un sacco di eventi...pure il Live8, che sicuramente è stata
una cosa bellissima e molto importante.
Bono Vox degli U2 fa beneficenza. E ci credo...è
talmente ricco che il suo solo patrimonio può risanare l'intero debito pubblico di tutta
l'Africa!!!
Ma vabbè, io ho tutto il tempo per parlarne, tanto chi dovrebbe fare qualcosa di concreto
dorme comunque sonni tranquilli. Mi domando come
faccia. Intanto non devo far altro che aspettare il prossimo spot pubblicitario perchè
qualcun altro mi faccia sentire una merda che sa
dell'esistenza di questo orrore e che non fa nulla per cambiare le cose.
L'unico mondo che io posso cambiare è quello dei miei
sogni. E vi posso accertare che lì non c'è niente da cambiare, perchè mel mio mondo
dei sogni non c'è la gente che soffre e non ci sono i bambini che muoiono di fame. E' un
mio sogno. Quindi, anzichè perdere tempo con
quelle odiosissime pubblicità vi inviterei volentieri a fare un giro nel mio mondo
fantastico e anche in quello delle semplici persone come
me. Secondo me ci trovate pure la soluzione a questo gravissimo problema.
E se posso dare un consiglio ... se levate tutti i vostri interessi personali, cari signori dei piani alti, non sarà neppure così difficile trovarla.
Tra propagande elettorali, promesse che chissà se saranno mantenute e richieste di voti io sollevo un altro problema. Banale sicuramente in confronto a quei guai grandi grandi che ci sporcano il mondo in cui viviamo. Solo che penso una cosa.
A volte per distrarsi, a noi comuni mortali, basta poco e quindi vi prego, per chi come me ha la passione della musica, non impedite di avere anche quelle poche distrazioni che riescono a farci stare felici a tempo indeterminato. Ma li volete abbassare i prezzi?? Sono dei grandi giorni questi.
È appena uscito il nuovo album dei Placebo!!!! E io salto dalla gioia da qui alla luna!! Appena saputa la notizia mi dirigo nel primo negozio di dischi beccato per strada. Entro e già in sottofondo sento il cd che cerco mio Dio ne ho sentito due secondi e già lo reputo bellissimo!!! Cammino per i corridoi fino a quando una cosa strana non attira la mia attenzione è la copertina del disco ma che ci fa in formato dvd??
Prendo in mano loggetto del mistero e scopro che quella è ledizione limitata del cd con dvd in allegato. Perbacco, penso tra me e me. Deve essere mia!!! Tengo in mano quel dvd, lo osservo e lo osservo ancora.
Con tanta nonchalance guardo il prezzo e con altrettanta nonchalance mi viene un soffio al cuore. Costo: 35 euro. Alla faccia!!! Inizialmente penso di prenderlo comunque, dopotutto i soldi non sono tutto. Che è una frase reale e giusta ma io che sono una (pessima) studentessa spiantata e completamente mantenuta dai genitori, posso anche fare in fretta a farmi questi pensieri quando non sono io a lavorare. I sensi di colpa si fanno sentire.
Sulla mia spalla destra cè un diavoletto che dice "Prendilo prendilo" e sulla sinistra un angioletto che dice "pensaci, sono settantamila lire in una botta sola" che diavolo faccio?? Ok ok, rifaccio la domanda, altrimenti sembra che la decisione lho già presa (diavolo diavoletto non so se si è capita ok, era una battuta orribile, lo ammetto.).
Che cosa faccio? Ideona!! Chiedo consiglio al mio fidato fratello. Gli mando un sms con scritto "Sono in un negozio di dischi...ho trovato l'edizione limitata del cd dei Placebo col dvd...costa 35 euro...che faccio?". La risposta del fratello non si fa attendere. Il bip bip del cellulare è inequivocabile, è un messaggio ricevuto!!! Lo leggo: "MINCHIA!!! Boh, vedi tu" che conoscendo mio fratello significa "Fai come ti pare ma se i nostri genitori vogliono scannarti non contare su di me" .Sigh sob non era questo che volevo sentirmi dire io speravo in un "Ma dai, prendilo comunque,che importa" e invece mi sembrava già di sentire le frustate di mio padre quando avrebbe scoperto la magagna (scherzo ovviamente altrimenti lo prendete per un violento).
In preda a una crisi di panico esco dal negozio a mani vuote. Appena metto piede in strada ecco una terribile punizione divina che si scaglia contro di me una terribile visione la canzone nuova dei Placebo in sottofondo mi vedo io in un ipotetico concerto e in mezzo alla folla io sono lunica a non conoscere nemmeno una delle nuove canzoni!!! Ma è terribile!!!!
Torno a casa con un vuoto enorme ho provato a colmarlo a furia di barrette di cioccolato ma non è servito a niente. E poi la solenne decisione. Basta!!! Domani vado nel negozio e costi quel che costi mi prendo quelledizione limitata. Ma il destino mi è avverso. Cara mi costò la giornata di meditazione. Il giorno successivo quel cd più dvd è volatilizzato. I 35 euro del mio borsellino tirano un sospiro di sollievo. A me scende una lacrimuccia di dispiacere. Questo negozio è un luogo troppo angusto in questo momento.
Esco da lì e decido di andare al centro
commerciale. Prenderò lì il disco. Appena arrivata ho ricercato quelledizione
limitata che
chissà, magari ne è rimasta una copia
mi guardo intorno finché non mi decido a
chiedere informazioni. Scopro che lì non è proprio arrivata.
Mi metto lanima in pace e prendo la versione normale. Il destino stavolta è dalla
mia parte e mi fa trovare il cd a un prezzo di 4 euro
inferiore di quel luogo angusto precedentemente abbandonato.
Piccola consolazione. Ma sono fiduciosa. Magari tra pochi anni, quando avrò un lavoro e sarò autosufficiente entrerò in un negozio di dischi e ci troverò incredibilmente lunica edizione limitata del cd dei Placebo rimasta invenduta. Lunica rimasta in tutta Italia. E la comprerò a un prezzo più che abbordabile. E saranno gli stessi Placebo in persona a vendermela.
Dite che sto sognando a occhi aperti? Beh, si. In effetti ai giorni doggi trovare un lavoro e essere autosufficienti è proprio un miraggio.
Stiamo degenerando. Sfoglio un giornale e scopro che dopo i casini delle vignette islamiche con la Danimarca ne nasce uno anche qui per via di alcune magliette. No comment.
Giro pagina e leggo che un tizio è stato fermato allaeroporto perché aveva dei proiettili con se. Ok, capisco che non è proprio il miglior bagaglio che uno possa portarsi appresso. Ma non mi sembra così pericoloso, se non aveva nemmeno unarma con se.
Poi che il tipo fosse un serial killer o un poliziotto
che ha dimenticato di mettere i proiettili nella pistola di servizio non ci è stato
detto. Una volta allaeroporto hanno fermato anche me. Non potevo salire a bordo con
le forbicina per tagliare le unghie. Beh si, proprio pericoloso. Sarei potuta salire a
bordo e gridare a tutti mani in alto o vi taglio le unghie di piedi!!.
Ma va bene, meglio prevenire, come ci dicono i dentisti. In uno dei miei giri
per la penisola (ah, vi informo che ne ho approfittato per fare una
comparsata a casa,in Sardegna) incontro un no-global e siccome i fatti
miei non me li posso sempre fare, ho ascoltato la chiacchierata che ha
fatto con una sua amica.
Questo ragazzo si definisce no-global ma non credo
abbia ben capito cosa significhi. Io per no-global intendo quelle persone contrarie
allulteriore
arricchimento dei paesi potenti ai danni di quelli poveri. Ok. Quando vedo dei ragazzi
tranquilli che fanno le manifestazioni della pace, che trovano un modo intelligente per
far sentire la propria voce, li ammiro. Quando invece vedo quelli col viso totalmente
coperto
beh, non so se facciano parte dello stesso gruppo.
Questo ragazzo, visibilmente preoccupato, raccontava degli episodi a questa sua amica. Diceva che era stato a Torino a protestare contro la TAV solo che ha fatto a botte con un poliziotto, perché, secondo lui,lo stava guardando un po preoccupato. E l hanno fermato una volta. Poi è andato in un sacco di altri posti, ma quando vedeva un poliziotto o chiunque in divisa gli veniva la voglia di picchiarlo. Allultimo scontro però ha perso il cellulare, così la polizia si è limitato a raccoglierlo e nel giro di mezzora lhanno identificato. Risultato: rischia dai 4 mesi ai 7 anni. Mi faceva tenerezza.
Era visibilmente preoccupato di finire dentro. Io
non sono un delinquente. Avevo voglia di rispondergli ma tesoro,lo so che non
sei un delinquente, ma continui a comportarti come se lo fossi!!.
Ovviamente non ho detto niente. Ci ha pensato la sua amica a fargli capire che poteva
trovare un altro metodo più intelligente e meno violento per far sentire la propria voce.
Quando poi gli ha chiesto perché faceva tutto questo,l ui ha risposto con un decisissimo: Perché mah non saprei la mia ragazza ha detto che è giusto ecco..cioè, io lo so di aver sbagliato però non sono un delinquente .
Ok
da qui ho stabilito che gente messa peggio di
me ce nè eccome. Ragazzuolo, prima di fare una qualunque fesseria almeno
chiediti perché la stai facendo. Se vai a spaccare la vetrina di un Mc Donalds come
tu stesso racconti, renditi almeno conto che non stai penalizzando lAmerica, ma
probabilmente un italiano. Oltre che te stesso e la tua famiglia che deve pagare i danni,
perché tu sei troppo impegnato a fare il
guerrafondaio per cercarti un lavoretto per mantenerti.
Se vuoi penalizzare la Mc Donalds limitati a non
spenderci nemmeno una lira o un centesimo di euro, come si dice ora. E invece guarda un
po il caso, gli hai pure rifatto la vetrina nuova. Perché sei un po sfigato
ragazzo, perché quando vedi una divisa credi che siano contro di te anche quando non hai
fatto niente. E visto che te la stai facendo sotto perché evidentemente non sei a posto
con la tua coscienza, almeno cerca di tenerti il cellulare stretto e di non farti beccare
come lultimo dei pirla di questa terra.
Ma soprattutto, smettila di farti plagiare, perché tu,
ragazzo che ho incontrato in treno, non mi sembri molto
convinto di quello che stai facendo!!! E non pensare che sia una divisa a rappresentare
per te il nemico, perché spesso, dietro quella divisa, si cela un giovane che la pensa
tale e quale a te. Non lanciarti nei
luoghi comuni, se uno è un idiota lo è e basta, indipendentemente da lavoro che svolge.
Se sia poliziotto, avvocato, operaio, ministro, passa in secondo piano. È un idiota e basta. E non te lo dico solo perché sono figlia di un carabiniere.
Mmm forse mi sono lanciata in discorsi troppo seri e dire che volevo parlare di tuttaltro. Però che ci posso fare, la testa fa un sacco di giri. Volevo dire una cosa molto più frivola.
Avete visto la pubblicità delle patatine? Quella con
Rocco Siffredi? Ma che bravo che sei mio bel pubblicitario, una pubblicità senza doppi
sensi. Veramente complimenti.
I bambini penseranno che questuomo abbia un fegato spappolato a furia di mangiare
patatine in busta. Mah
speriamo non facciano troppe domande. Dato che mi sembra di
capire che non cè limite al peggio,
voglio azzardare una proposta. Tanto, se le scemenze le fanno i pubblicitari non vedo
perché non le posso proporre io.
Si parla tanto di par condicio. Benissimo. Rocco Siffredi pubblicizza le patatine? Da oggi voglio che Selen sponsorizzi i piselli!!!
Cosa può girare nella testa di una persona? Me lo chiedo cosa può spingere a fare e a farsi del male? Voglio dire se guardi un telegiornale ti viene normalmente da chiederti cosa succeda alla gente.
Quando si sente parlare di quelle terribili stragi familiari per forza penso alla follia di quegli individui. Solo che come al solito, parlare senza sapere minimamente di cosa si tratti, risulta troppo facile.
E per poter giudicare i gesti delle altre persone, come minimo bisognerebbe entrare dentro il loro cervello e vedere cosa ci sia. E forse, non sarebbe comunque sufficiente.
Voglio provare a pensarci. È che a volte puoi ritrovarti con una famiglia che dalla cosa più bella che si possa costruire può trasformarsi in una valanga di problemi, perché non hai più un lavoro per poterla mantenere.
E allora entri nella tristezza più profonda, in un vortice depressivo che ti mangia il cervello di giorno in giorno, che neanche lamore per la tua famiglia riesce a placare, che neanche la forza di una moglie che esce la mattina per andare lei a lavorare, che spera e che crede vivamente che le cose cambieranno in meglio.
Che neanche lingenuità e la dolcezza di due bambini può diminuire.
E allora cosa si deve fare? Andare da uno psicologo, prendere psicofarmaci solo che forse entri quasi in unaltra dimensione. E allora basta un minimo per riportarti alla realtà. E basta un niente per farti accorgere che forse è peggio di quella dimensione che si era creata nella tua testa. Che a vederla da fuori, non sembra neanche così terribile.
Facile a dirsi. Facile a dirsi che le cose migliorano
quando non riguardano te. Quando non sei coinvolto.
Anche se poi guardi fuori e vedi una sfilza di persone insoddisfatte. Anche se poi provi a
rilassarti, accendi la tv e ti propinano un mondo fatto di reality show e quei politici
col sorriso finto stampato in faccia continuano a prometterti dei posti di lavoro e fanno
finta che non ci sia problema e che vada tutto bene.
Loro non lo sanno cosa può portare lassenza di un posto di lavoro. Loro non lo sanno come si vive da persona normale, loro non lo sanno perché si adagiano sulle statistiche. Perché se loro prendono 10 miliardi di euro allanno e tu non prendi niente, in media prendete entrambi 5 miliardi di euro a testa.
Ma sono le statistiche, cosa vogliamo farci. Loro hanno solo quei dati falsati sotto mano e si limitano a commentarli, rimandandoti al massimo a un altro programma televisivo, quello dove saranno ospiti la prossima volta. Loro non hanno la minima idea di cosa può portare la disperazione di una persona disoccupata che ha una famiglia da mantenere, che abita in un paese piccolo, di provincia, che non ha la forza per emigrare e lasciare tutto quello che ha costruito in una vita di sacrifici e che ora gli sembra così nullo.
Non sanno neanche che da oggi ci sono due bambini che non potranno più festeggiare la festa della mamma e la festa del papà, perché il loro padre disoccupato, in una violenta crisi depressiva ha ucciso la loro madre e accortosi di ciò che aveva fatto non ha trovato miglior modo di reagire che uccidersi a sua volta.
E non lo sanno che è stato il bambino di sei anni a vedere tutto e ad aprire la porta ai carabinieri quando sono arrivati a vedere cosa stava succedendo in quella casa di quella famiglia normale. Non sanno che quel bambino di sei anni ha chiuso nella sua camera il fratellino di tre, affinché potesse evitargli la vista di quello scenario pietoso.
Non sanno che non vorranno più entrare in quella casa. A pochi isolati dalla mia casa. In un paese sconvolto, dove la disoccupazione e lemigrazione continuano ad aumentare di giorno in giorno. Provi a calmarti, accendi nuovamente la tv, i soliti politici col sorriso stampato elemosinano voti.
Cambi canale. Una ventina di ragazzi chiusi in una casa circondati da telecamere. Elemosinano voti anche loro. Cambi canale. Servizi di gossip a non finire. E si elemosinano voti anche lì.
Sembra che non sia successo nulla. Sembra che nessuno si accorga di niente. Sembra che tutto fili liscio come lolio. Spengo la tv. Mi unisco a loro
Elemosino anche io. A tutti quelli che sono in alto e possono fare qualcosa. Elemosino pietà.
E si riparte
nel vero senso della parola!!! Accidenti, dopo aver passato le vacanze
a casa, nella mia isola, con la mia famiglia e gli amici il fatto di dover
ripartire è sempre traumatico. E dico sempre!
Che debba partire per una settimana o per dei mesi, la reazione è sempre drammatica. Pochi giorni fa sfogliavo il giornale, ho letto che mille miei corregionali sono in partenza. E di certo, non hanno i privilegi che ho io.
Sono mille ragazzi della Brigata Sassari e a fine mese
partiranno per lIraq. Mi sono sentita ridicola paragonandomi a loro. Loro si che
avrebbero di
che preoccuparsi, loro rischiano la vita tutti i giorni e non per una loro scelta.
Alla fine io, che ho da lamentarmi? Si tratta solo di libri, non è una questione di vita o morte e forse, tra un mese riesco pure a rientrare in Sardegna.
E loro invece, chissà quando potranno riabbracciare le loro famiglie.
Leggendo le parole di quei ragazzi mi sono imposta di non stare male.
Facile, ho pensato. Penso che tanto
presto sarò nuovamente qui, che sentirò la mia famiglia tante volte, tutte le volte che
voglio e starò bene. Il cervello lha capito.
Ma provate a spiegarlo al cuore, che più si vede quella enorme valigia davanti, più batte allimpazzata. Provate a spiegarlo agli occhi, che non trattengono le lacrime neanche a pagarle, facendomi vedere il mondo così, sfocato, indefinito, come forse lo è nella realtà.
E provate a spiegarlo allo stomaco, che si appallottola in se stesso e non ne vuole più sapere, lasciando dentro quel vuoto enorme che per me corrisponde alle semplici parole nostalgia di casa. Con tutti i miei buoni propositi alla fine, ho deciso che non mi sforzerò più di non sentirla. Io amo la mia terra e mi manca da impazzire appena mi allontano.
La nave ce lavevo ieri, a mezzanotte. Sono salita e appena trovato un divano libero, nel bar, mi sono sistemata lì. Niente cabina, niente poltrona. Meglio conservare qualche soldino per qualcosaltro. Magari per quel biglietto che farò a breve, per poter fare una capatina a febbraio.Mi sono sdraiata e mi sono addormentata quasi subito. Ero stanca.
Emotivamente stanca. La valigia ferma davanti a me, la borsa stretta invece, messa a mo di cuscino, quella non me la levo neanche quando dormo. Non la tocca nessuno, ma sapete comè, meglio sorvegliare.
Mi sono risvegliata che già era giorno, che tutti andavano al bar a fare colazione e io ero ancora lì a sbadigliare. E poi un attimo. Il solito minuto che mi capita di vivere tutte le volte che mi allontano. Quellattimo in cui mi rendo conto che non ci sarà nessuno ad aspettarmi, nessuno a prendermi la valigia, nessuno a dirmi andiamo a casa.
Quel minuto in cui il cuore, gli occhi e lo stomaco non accettano di razionalizzare e che per un momento, anche il cervello ha lasciato perdere e dimentica ciò che ha capito nei giorni precedenti.
Non ho mai paura della solitudine, eccetto in quel minuto. Ma non ho il tempo di pensarci, altrimenti il treno parte e io rimango qui a disperarmi. Proseguo per la mia strada, mi arrabbio persino con la valigia, che è sempre più pesante di quanto avessi previsto.
La carico sul treno e trovo un posto per me. Penso a tutto e a niente. Cerco di tranquillizzarmi. Non ho motivo di preoccuparmi. Presto tornerò a casa.
Tutti pronti??? Meno 3,2,1 .Auguri!!!!
Bacio bacio, sbattiamo pure i nostri bicchieri lun laltro e beviamoci su!!! Non pensiamo che sta passando un altro anno e festeggiamo!!! Evviva evviva, è mezzanotte!!! E anche questo capodanno è arrivato.
Alla tv non si parla daltro. Sempre così. Sembra
che il mondo si fermi per festeggiare il capodanno
.sappiamo bene che non è così,
che alla fine si tratta sempre di portarsi appresso un anno in più nel groppone ma
festeggiamo ugualmente!!!
Festeggiamo per tanti motivi.
Festeggiamo perché passeremo una bella serata in compagnia, perché mangeremo come degli sfondati e ci saranno fiumi di spumante a solleticarci la gola. Molte persone in questi giorni si affrettano a fare il bilancio dellanno appena concluso e a compilare la lista dei buoni propositi da compiere per il 2006.
Ecco questa è una cosa che odio profondamente. La lista dei buoni propositi. Devo essere sincera, prima la facevo anche io. O meglio, mi sono riproposta per anni di farla, ma poi tra una cosa e unaltra non avevo più tempo e la lista finiva nel dimenticatoio.
Non prima però di aver spifferato a tutti quali erano i miei progetti futuri. Errore madornale!! Cosa che non farò mai più. Eh no, perché io il 31 dicembre posso anche dirti che voglio diventare un acrobata ma se poi mi accorgo che in realtà lacrobazia non la sopporto, non vedo perché devi rinfacciarmelo per un anno intero!!!
Comunque la lista non l ho fatta e mai la farò!! Anche perché nella mia minuscola esperienza mi sono resa conto di una cosa: ogni volta che ti fai un progetto nella tua testa, succede il finimondo pur di non fartelo realizzare!!!! E proprio vero quando si dice che noi non decidiamo mai niente. Ma ora non ci voglio pensare, siamo nel bel mezzo del periodo festivo, pensiamo a mangiare e a divertirci.
Pensiamo solo alle cose belle. Pensiamo e speriamo che lanno nuovo ci porti la serenità. I rancori, i dolori, le cose tristi lasciamole marcire pure nel 2005. Poi pensiamo a cosa buttare dalla finestra. Beh, dunque, per me questo è proprio un dilemma.
A pensarci bene prenderei delle persone e le butterei dal quarto piano, ma come si dice, siamo tutti più buoni in questo periodo e allora lascio perdere questa iniziativa. Sempre che il ragazzino che è in strada in questo momento la smetta di scoppiare i petardi sotto il mio balcone, altrimenti lo prendo per i piedi e lo butto veramente dalla finestra, non prima di avergli spaccato la faccia. Anche se non è capodanno.
Le cose vecchie dunque il mio pupazzetto preferito è vecchiotto, ma se lo dovessi buttare dalla finestra so che lo seguirei allistante per recuperarlo. Quindi non esiste proprio, il mio orsacchiotto rimane sul letto e non si discute. Potrei buttare i miei vecchi cellulari ma tra quelli cè anche il mio primo cellulare, quello che mi ha avvicinato al magico mondo della telefonia e della comunicazione .no, mi dispiacerebbe buttarli via.
Ogni cellulare è legato a qualcosa anche loro resteranno nel cassetto del mobile. Potrei buttare i libri scolastici che non mi servono più ma metti che mi salta in mente di iscrivermi ai quiz di Gerry Scotti, potrebbero servirmi per ripassare, altrimenti come faccio a diventare miliardaria?? E poi costano un occhio della testa, se proprio voglio sbarazzarmene li vendo. Niente da fare, i libri rimangono negli scatoloni sistemati nella mansarda.
Lo sapevo
a me non è venuto in mente niente da
poter buttare via. Allora sapete che faccio? Subito dopo la mezzanotte vado a buttare il
sacco della spazzatura. E non ditemi che non rispetto le tradizioni!!! Come
al solito lho finita a sparare cavolate
ma un augurio serio voglio farlo.
Non ho molta fantasia per queste cose, allora cado sul
banale. Auguro a tutti che lanno nuovo sia meglio di quello passato. Banale, ma
sempre valido. E io lo auguro davvero di tutto cuore!!!
BUON ANNO NUOVO!!!
Sara
Ho visto la felicità. Lho vista, davvero. Non sto scherzando.
Era davanti a me.
O meglio. Era tutta intorno a me. E non parlo di telefonini. Per cosa vale la pena stare
al mondo? Per sognare a occhi aperti.
Di motivi ce ne saranno sicuramente degli altri, ma adesso mi è venuto in mente questo. Io la felicità lho incontrata per due giorni. A Faenza. Beh, non dico che sia sempre lì disponibile ad aspettare la gente, però lo scorso week end cera e io lho vista!!
Lho vista negli occhi dei giovani musicisti che lottano tutti i giorni per realizzare il proprio sogno. Lho vista negli occhi delle persone curiose e amanti della musica, come me, che ovunque si giravano avevano a vista tutto ciò che riguardava questo mondo incantevole.
A Faenza cera il meeting delle etichette
discografiche indipendenti. Ne ho sempre sentito parlare, ma questanno, in mezzo a
tutte quelle persone, cero anche io. Due giorni per dimenticare tutte le cose brutte
che sporcano il mondo. I sistemi che non funzionano, i delinquenti veri che occupano una
buona posizione
sociale, i criminali che credono di averci ai loro piedi.
Tutto in secondo piano. E credetemi, svegliarsi la mattina con la consapevolezza di vivere un giorno allinterno di un sogno è una sensazione incredibilmente bella. Si, perché riesci a staccare veramente la testa dalla normalità che a volte è pure un po noiosa.
Non cè la sveglia che suona presto, non ci sono i libri da portarsi appresso, non cè rischio di arrivare tardi a lezione, non devi fare la coda per accaparrarti un posto in aula studio. Al massimo la fai per conquistarti un panino con salsiccia e cipolle, nella bancarella fuori dai settori espositivi. E poco importa se fuori, la pioggia non accenna a smettere. Oggi puoi stare dentro.
Dentro a una fiera gigantesca, piena zeppa di stand di etichette discografiche. Dove ci sono i giovani musicisti che sperano un giorno, di poter avere anche loro il modo di presentare a tutti la propria arte. Dove ci sono quei musicisti che cominciano a muovere i primi passi in questo campo e che pregano tutti i santi possibili e immaginabili perché questo sogno duri per molto molto tempo.
E dove ci sono i professionisti, che si guardano in giro, che osservano le persone attorno a loro, che si mettono in posa per una foto con un ammiratore. Io ero felice di stare là in mezzo per due giorni. Ho sempre creduto che la musica fosse qualcosa di magico, ma averne dimostrazione una volta ogni tanto fa sempre piacere. Rinfresca le idee.
Credo che la musica sia veramente una via duscita a tutto. Un linguaggio che tutti possono capire ma che purtroppo, rispetto a tutti quelli che ci sono, solo pochi eletti possono mostrarla a tutti. E talvolta, capita che proprio i più bravi non riescano a emergere.
Però non volevo parlare di questo. Io volevo solo dire del mio incontro ravvicinato con la felicità. Perché lho vissuta ed è bellissima. Perché lunico impegno che avevo era quello di stare bene e non è stato per niente difficile rispettarlo.
Perché avevo bisogno di due giorni così. Perché ora so con certezza che esiste. Io lho vista.
Questo è uno dei miei mesi periodi preferiti.
Da sempre. Quando vivi in un paesino piccolo, allora ti basta la semplicissima festa paesana in onore ai santi per farti sembrare tutto più bello. Quella festa che certe persone snobbano, ma solo perché non hanno niente da fare oltre a lamentarsi.
Avrebbero da ridire persino se venissero i Rolling Stones a suonare gratis in piazza. Probabilmente aggiungendo che hanno sempre preferito i Beatles. Comunque, chi sta in questo paese e, nonostante le difficoltà ci sta bene, adora il mese di ottobre.
Tutte le persone di tutte le età. I bambini sono felici perché per un mese intero cè il luna park ad aspettarli. I giovani (me compresa) sono contenti perché è un occasione per vedere il paesino pieno di gente.
I nostri genitori e i nostri nonni sentono laria di festa ripensando a come erano diverse le cose quando erano piccoli loro e a come erano felici di avere questunica occasione annuale per potersi divertire e uscire di casa.
Perché nonostante la giovane età si doveva stare a casa ad aiutare la famiglia a tirare avanti e i divertimenti erano molto pochi, anche se ovviamente in qualunque occasione si trovava qualcosa di bello. Per stare meglio. Per tutti comunque, ci sono due santi in più a cui rivolgere le proprie preghiere.
Per me è sempre stata una vera emozione larrivo di questo mese. Lo è ancora. A volte si dice che come si cresce le emozioni si affievoliscono. Beh, in questo caso credo di no, almeno per quanto mi riguarda. Domenica è stato lultimo giorno di festa. Celebrazioni religiose alla mattina, passeggiata tra decine di bancarelle al pomeriggio e uscita notturna fino a tardi.
l tutto caratterizzato da uno spettacolo pirotecnico alle nove della sera, quando a regola tutti scelgono se guardare Affari tuoi o Striscia la notizia. Ma qui, a questora tutte le tv sono spente e tutte le persone si trovano il luogo migliore per vedere i fuochi dartificio. Io sono fortunata. Mi basta salire in mansarda. E da li vedo tutto.
Mi sembra quasi che il tempo si fermi. Io, mia madre e mio padre seduti allingresso della mansarda e mio fratello, che è sempre in ritardo, che arriva appena in tempo per linizio. È così ogni anno. Seguono venti minuti in cui si sentono solo gli scoppi e tutte le persone col naso leggermente allinsù illuminati solo dalle luci dei fuochi.
Finito lo spettacolo si torna alla realtà, col solito tran-tran di cena-preparazione-trucco-chiamare lamica per passare a prenderti e uscire di nuovo. Ultima serata di musica, con la band che ultimamente è la più in voga nella regione. Folla di curiosi, di fan che seguono la band ovunque e di turisti che si guardano attorno incuriositi.
I Tamurita (questo il nome della band) salgono sul palco e cominciano il loro spettacolo. La gente resta incantata per tutto il tempo a guardare. Pensieri dei soliti snob Ah ma allora anche qui cè qualcuno che fa qualcosa di buono. Ma lo pensano e basta, non sia mai che possa trapelare la minima approvazione. La malinconia dellultimo giorno di festa è rimandata al dopo spettacolo, adesso si è impegnati solo a ballare.
È veramente festa oggi. Paese colmo, musica ovunque, luna park invaso dai bambini e da quelli che bambini lo sono ancora dentro (cioè tutti!!), perché un giretto in giostra lo vuoi fare lo stesso e chi se ne importa se hai 20- 30- 40 anni!!! Così la serata scorre via, troppo velocemente e sono quei momenti in cui il tasto pausa lo vorresti tenere premuto per un bel po.
Così ai bambini viene ricordato che domani si deve andare a scuola e a loro non importa, non hanno sonno e vogliono giocare tutta la notte. I nostri genitori sono già rientrati e prima di andare via ci hanno raccomandato di non fare tardi. La musica finisce, le luci del luna park si spengono, rimangono a girare gli ultimi irriducibili, che non hanno voglia di rientrare anche se ormai non cè più niente.
Prima di andare a casa mi sono fermata di nuovo nella piazza. Mi sono seduta in una panchina e ho raccolto nella mia mente tutte le immagini. I Tamurita chiacchierano tra loro dopo aver ritirato gli strumenti. La merce esposta nelle bancarelle piano piano finisce negli scatoloni che a loro volta finiranno nei furgoncini.
Poche persone sono ancora sedute nelle panchine. La piazza è sporca, troppi rifiuti, domani mattina gli spazzini avranno un bel da fare.Si sono fatte le due di notte.
È il caso rientrare. Anche per questanno la festa è finita.
Ci sono certe emozioni che si possono vivere solo una
volta.
Questa per fortuna, posso replicarla tutti gli anni.
Post pre elettorale ma in piena par condicio.
Dopo aver parlato di Tommy mi sento quasi stupida a parlare di un qualunque altro
argomento. Ma è pur vero che il mondo non si ferma neanche per questi episodi così
gravi.
Quindi in un modo o nellaltro si deve trovare il coraggio di guardare avanti. Senza dimenticare mai, è ovvio.
Siamo in piena campagna elettorale. Non ne posso più. Finalmente domenica e lunedì ci saranno queste benedette elezioni e il primo fatto positivo è sapere che alla tv, oltre a dibattiti politici, la programmazione potrà variare e magari ci faranno vedere qualche bel film, come succedeva prima di questo conflitto a colpi di Vespa e Mimun.
Siamo proprio agli ultimi giorni e i nostri politici le provano
tutte pur di far parlare di sé e di convincerci a votare per il loro partito. Tutti che
si accusano, tutti che si incolpano e alla fine sono
proprio pochi quelli che ci dicono realmente che cosa vogliono farne di noi.
Non ci resta che mettere un segno nella scheda elettorale e pregare che Dio ce la mandi buona. Come dire, siamo nelle sue mani, speriamo che non faccia un applauso. Sono mesi che ci predicano la par condicio e ognuno la rispetta a modo suo. Chi sta buono buono e chi fa uscire le pubblicità strategiche proprio in questi giorni. Ma tu pensa, proprio disinteressato.
Cè una cosa che vorrei dire però. Non so se mi faccia ridere o se in realtà mi dia fastidio. Forse queste persone troppo spesso dimenticano che anche noi, persone che solo in campagna elettorale diventiamo di unimportanza più unica che rara, siamo dotati di un cervello pensante.
Mi da quasi limpressione che pensino che qualunque cosa ci dicano noi siamo pronti lì ad abboccare tutte le loro balle. Chi si rivolge ai giovani, chi ai pensionati. Insomma, ognuno cerca di conquistarsi le simpatie di qualcuno. Uno dice che va tutto bene e un altro dice che va tutto male. Non ho mai capito niente di politica. Forse non me ne sono mai interessata realmente.
E allora, per quanto mi riguarda, ho trovato il mio modo di decidere. Un metodo semplicissimo. Mi guardo intorno. Mi guardo intorno e analizzo quello che vedo. Se la cosa mi piace, voto te, che mi predichi il positivismo e continui a dirmi che non ci sono problemi. Se la cosa non mi piace, invece voto te che dici che le cose vanno male e mi illustri davvero quali sono i problemi che sporcano la nostra bella Italia.
Bella si. Tutta bella. Da nord a sud, isole comprese. Insomma, io la
mia decisione l ho già presa. Non la dico
il voto è segreto e in
più
siamo in par condicio
avrei però il piacere di vedere tutti i candidati,
almeno per una volta, dire i loro programmi senza dire Non votate per loro
perché
ma dicendo votate per me perché
. Ma io comunque
parlo solo da spettatrice costretta a seguire questi dibattiti televisivi,
sia perché non cè altro alla tv e sia perché queste discussioni hanno
leffetto delle telenovele. Anzi, dei reality show.
Ne guardi un secondo e non te li scrolli più di dosso. E intanto cominciano i conti alla rovescia mancano due giorni al voto. E finalmente, aggiungo io. Che mercoledì scorso per disperazione stavo per guardare la 142esima replica di Gosth e invece mi sono ritrovata altri due giornalisti che parlavano tra loro di politica. Patrick Swayze e Demi Moore avrebbero dovuto costruire il vaso dargilla e invece due omoni barbuti cercavano di schiarirci le idee.
Sentite per le prossime elezioni la propongo io una nuova forma di par condicio. Si prendono i due candidati dei partiti, li metti davanti a una telecamera un mese prima delle elezioni e prima luno poi laltro leggono il loro programma. Possibilmente senza insultarsi a vicenda. Che così non ottenete niente.
Fatto questo, le facce dei politici non devono più apparire alla televisione. Sappiamo decidere da soli. Avete dimenticato che sappiamo farlo. Non siamo delle bandiere, che andiamo dove tira il vento. Abbiamo una nostra testa e funziona bene.
Chiunque vinca, ho una richiesta. Sono giorni che ci dite che siamo
solo noi, persone normali, a essere davvero importanti. Me lo fate un favore? Potete
ricordarvelo anche dopo che le elezioni saranno belle che finite?
Grazie
Sono lunica studentessa ad aver festeggiato le vacanze di
Carnevale. Lunica che ha fatto i bagagli ed è tornata a casa quando tutti gli altri
si accingevano a ricominciare le lezioni. Ciononostante al momento di
ripartire ero comunque giù di morale.
Ma lho già ammesso, ormai non ci provo neanche più a contenermi. E giusto che sia così. Tanto lo so che poi di giorno in giorno andrà sempre un po meglio. Allora tanto vale non pensarci più di tanto, scappare da una realtà e entrare in un altra. Non vale chiamarlo sogno, perché è vero, cè, non lo stai sognando. È una realtà, è vera. E in questo caso dista 60 chilometri da casa mia.
Più vicino di quanto pensassi. Non si pensa a niente oggi, se non alla realtà in cui si
sta entrando. Ci sono i Baustelle a farla da padrona. I Baustelle e la loro musica, i
Baustelle e i loro racconti, i Baustelle e i loro strumenti. Sono lì davanti a me,
lavevo detto che non è un sogno.
È una realtà con tanto di colonna sonora. Loro sul palco, io tra la folla. Io che li guardo. Io che li ascolto. Io che, solo per stasera, entro a far parte delle loro avventure. Lo so che non sono da sola, lo so che non stanno suonando apposta per me. Ma che importa, stanno suonando anche per me. Solo che non penso agli altri e almeno nella mia testa è a me che si rivolgono.
La folla non manca, ci sono i ragazzi che sono là appoggiati alle transenne da tempo ormai, scalpitano allidea che la musica cominci. Chissà quale vita si portano dietro. Quando sono nei luoghi affollati scruto le persone che mi stanno intorno e allo stesso tempo mi estraneo da tutto. Guardo, immagino le loro vicende.
I Baustelle cominciano la colonna sonora della mia serata già, è proprio così che la vedo. Sono bravi, hanno fascino da vendere. Pubblico entusiasta, me compresa. Ora sono felice, domani devo andare via. No, ho sbagliato pensiero. Quello fa parte dellaltra realtà. Quella che non deve riguardare oggi. Oggi cè la mia colonna sonora.
Domani a questora piangerò un po, salirò sulla nave e mi allontanerò di nuovo. Ma a questo ci penso domani, ora mi sto divertendo e perché farsi del male così? La musica prosegue, fino a quando, giunta lultima canzone, la band esce dal palco. Si avvicina alla bancarella del merchandising. Guarda caso, mi ci avvino anche io. Compro un vecchio album, mi faccio autografare la copertina del loro ultimo album e con tanto di dedica anche!! Me lo sono sempre sentito dire Guarda che anche loro sono persone normalissime, perché devi sempre andare a farli sentire divini? beh, forse è giusto sono persone normali come me e allora posso andare tranquillamente a salutarli, anche se tra mezzora si sono già dimenticati di me.
Per un minuto intero mi hanno guardata negli occhi, sanno il mio nome, sanno pure che si scrive senza la H me lhanno chiesto apposta, quando dovevano firmarmi il cd. Tutto bene dunque no? Era solo una chiacchierata tra persone normali. Ma è ora di rincasare, i 60 chilometri di percorso ci attendono. Esco dal locale incredibile questa sensazione.. le luci intermittenti sono sempre più veloci, tutto si muove come un lento cartone animato, la musica dello stereo è sempre più assordante sembra quasi un labirinto tra le persone e questi fotogrammi continuano a muoversi troppo in fretta e non vedo chiaramente dove sto andando.
Potrebbe essere una di quelle frasi retoriche che si sentono sempre dire a proposito della vita. E invece riguarda solo un uscita da un locale che dopo gli show case si tramuta in una discoteca. Ma con bella musica. Finalmente si esce, si sale in macchina e i chilometri cominciano a diminuire. Il concerto è finito da ore,ma i Baustelle continuano a suonare nella mia testa. E stavolta si, solo per me. Fino a che non si torna a casa.
Vado a letto, penso che anche questa parentesi sarda si è chiusa, ma il sonno comincia a impossessarsi di me. Mi risveglio dopo qualche ora, col pensiero di cosa mettere in valigia. Con la solita lacrimuccia che mi fa vedere il mondo sfocato, col buonumore sotto le scarpe. Lho già detto, so che da domani andrà meglio. Da domani. E allora adesso, non ci provo neanche a cercare di sorridere.
Mi basta una serata musicale a rendermi felice. E mi basta una solita partenza, manco fosse la prima, a buttarmi giù il morale, come tutte le altre volte. Su di me, la malinconia, la vince di brutto!!!
E anche carnevale è finito!!! Anche questa festa ci lascia, per questanno.
Quando ero piccola adoravo il carnevale. Mi mascheravo da damina, da diavoletto, da cow
girl, da principessa
mi piaceva tantissimo!!!
Da ragazzina invece lho sempre un po snobbato. Stupidamente. Di cosa dovevo avere paura a 12 anni in questo periodo, dove tutti gli scherzi sono leciti, dove puoi lanciare coriandoli a volontà e dove puoi mangiare frittelle a non finire?? Cerano tutti i presupposti per passare una bella giornata, invece stavo lì a guardare gli altri che si divertivano.
Messa un po in disparte, un po lontano da quella che
poteva sembrarmi una felicità a comando. E un po invidiosa degli altri che uscivano
a divertirsi senza preoccuparsi di cosa potevano pensare gli altri. Invidiosa, si
ma
senza ammetterlo.
Beh, comunque stavolta sono passata dalla parte opposta. Non ero più la semplice
spettatrice apparentemente annoiata (non ero proprio simpatica da ragazzina). Sarà
laria che si respira, sarà la voglia di recuperare quegli anni in cui il carnevale
per me significava solo evitare coriandoli e stelle filanti, sarà che la mia sindrome di
Peter Pan ha definitivamente preso il sopravento ma questanno io (e lo dico quasi
con una punta di orgoglio) sono andata in giro vestita da fatina. Con tanto di ali e
bacchetta magica
altrimenti che razza di fata sono?!?!?
E non ho avuto paura di quello che gli altri potevano dire
anche perché
non
potevano dire niente!! E carnevale, mi è concesso. E in più
avevo la
mascherina, non mi riconosceva nessuno. E anche se non lavessi avuta non sarebbe
cambiato quasi nulla
non è che abbia tante conoscenze!!! Erano veramente tanti anni
che non mi mascheravo
viene da chiedermi dovè che avevo messo la voglia di
scherzare
certo che è proprio strana ladolescenza
è anche per questo
forse che quando mi hanno proposto di mascherarmi non hanno dovuto insistere più di tanto
affinché accettassi.
E domenica, giorno della sfilata principale, sembrava che fossi finita in un libro di fiabe ma si io ero una fatina dietro di me avevo i bambini di una scuola materna accompagnati dalle loro mamme tutti vestiti da fiocchi di neve. Altri bambini, un po più grandi questi, che erano vestiti da lettere dellalfabeto e segni di punteggiatura.
E poi un tuffo nel passato, con una scuola di ballo che interpretava Grease. Cloni di John Travolta che si espandevano per tutto il paese. E ancora le geisha giapponesi, i sosia di Goku, dal cartone animato dragon ball Insomma, una vera esplosione di musica e colori per una giornata fuori dal normale, dove ho capito che non è affatto difficile prendersi poco sul serio.
Una lezione che dovrebbe servirmi per tutto lanno me lo auguro, ma non garantisco!!! Sapete comè non si sa mai comunque sono stata veramente felice di aver passato una bella giornata e anche di aver mangiato le frittelle. Il prossimo dolce che arriverà saranno le colombe e le uova di Pasqua. Ma per questo bisogna aspettare e sarà meglio ridarsi un contegno dato che siamo in Quaresima.
È cominciato pure il festival di Sanremo per ricordarcelo. Ma chi è che sta quaranta giorni in serietà completa ? No no non credo di farcela e in previsione di ciò mi sono pure rifiutata di mettere via la bacchetta magica ogni tanto me la riprendo in mano e vado a scocciare la mia mamma, che continua a lamentarsi del disordine che lascio in camera, non avendo nemmeno sistemato il costume lo ritirerò più tardi..o domani mattina magari. O domani sera un momento riprendo in mano la bacchetta magica esprimete un desiderio .espresso?
E io ve lo realizzo!!! Come?? Desiderate che la smetta qui?? Ok ok vi accontento e per oggi smetto di parlare sapete, sono proprio contenta almeno per un giorno, mi sono ripresa la mia infanzia!!! Bellissimo no? Fantastico, divertentissimo Ok ok, ora la smetto sul serio Siete Antipatici però eh ?
Voglio diventare un maschio. Ma non sempre, giusto quei due, tre giorni al mese popolo femminile allascolto, voi mi capite vero??
Dunque, io vorrei sapere perché. Io voglio sapere perché essere donna deve essere una volta al mese unimpresa insormontabile. Eh no, perché io le cose, le voglio dire come stanno. Perché io voglio smentire tutte le apparenze.
Perché io, lo voglio gridare al mondo che in quei giorni non ci possiamo neanche muovere!!! E cari pubblicitari dei miei stivali, ne avete di tempo da perdere con le vostre fesserie, con le ragazze che ridono felici e SOLO in quei giorni se la spassano alla stragrande!!! La volete sapere la verità??
Ebbene ve la racconto io. In quei giorni succede che tu, essere denominato donna, non riesci a reggerti in piedi per più di due secondi consecutivi, figurati se te ne vai sulle giostre. Succede che tu passeresti il tempo a fare la muffa nel divano da quanto stai male e lidea di lanciarti col paracadute non ti sfiora neanche lanticamera del cervello.
Succede che prenderesti a parolacce la tv tutte le volte che vedi quelle stupidissime pubblicità, soprattutto quella dove cè quellagglomerato di demenza che in un ettaro cubo di prato verde si siede sopra una pietra appuntita. Ma io mi rivolgo a Te, caro Dio, che hai inventato tutto quanto. Non potevi trovare unaltra soluzione?
Tu lo sai quanto io ti stimo e ti rispetto e anche quanto ti voglio bene, ma proprio questa non riesco a capirla. Potevi trovare una qualsiasi altra cosa, che ne so, far venire le doppie punte ai capelli, far diventare le unghie di un altro colore, così risparmiamo anche sugli smalti qualsiasi altra cosa che non fosse così dolorosa!!!
Dimmi la verità Dio, hai avuto una puntina di maschilismo quando ti
è venuta lideona di questo supplizio? Ok ok, capisco che ce lavevi con Eva,
che poteva tranquillamente girare attorno alle piante di arancia, ma non è
giusto che tutte noi dobbiamo pagare per un errore che non abbiamo commesso!!!
E poi perchè solo noi?? Ti ricordo che anche Adamo ha mangiato quella mela e pure lui sapeva benissimo che non doveva!!! Io voglio delle spiegazioni e tu devi darmele!! Se vuoi ti lascio il mio numero di cellulare, però mandami un messaggino per spiegarmi, lo sai che mi vergogno un po a parlare dal vivo.
Oppure utilizza i mass media. Irrompi da Vespa una di queste sere o
da Mentana se preferisci.
Metodi ce ne sono tanti, scegli tu quello che vuoi. Lo so che hai altro a cui pensare, ma
sai comè, non ne posso più di imbottirmi di medicinali tutto il giorno.
Ok Dio, ho trovato la soluzione. Facciamo un patto. Se tu ammetti che quella è lunica cosa che hai sbagliato, io allora ti perdono!!
E ora stammi a sentire babbo Natale. Pensavi che questanno avrei lasciato perdere eh?? Invece la mia letterina la scrivo eccome.
Di solito in questo periodo si fanno i bilanci di tutto lanno, ma se devo essere sincera, non è stato proprio bello, quindi preferisco evitare. Eh babbo, quante me ne sono successe.
Alcune cose bellissime e altre orribili. Una via di mezzo non cera? Ora non so quanto possa dipendere da te, però mi sa che siete tutti in amicizia e allora, mettici una buona parola per il 2006.
In questo momento mi trovo sommersa da valige, perché sto tornando a casa per le vacanze natalizie. Cosa potrei chiederti? Beh, vediamo. Se partiamo dalle cose spicciole ti chiedo già da oggi di farmi trovare qualcuno che possa darmi una mano con i bagagli, perché sono sempre la solita esagerata e quando mi muovo faccio come le lumache, mi porto tutta la casa.
Poi Babbo Natale, ho il cellulare che mi fa gli scherzi, quindi se me ne regali uno
nuovo
non mimporta il videotelefono e chissà cosaltro, basta che
funzioni. Accidenti, se devo pensare ai regali così però la lista finisce presto, non
perché non ne abbia in mente, ma perché forse sono troppi. E forse, troppo banali.
Babbo ascoltami. Io mi ritengo molto fortunata, però ci sono stati dei momenti in cui ho dubitato anche di questo. Allora ti chiedo di aiutarmi, di starmi accanto. Di farmi diventare forte e di poter contagiare con la gioia e la serenità tutte le persone che mi stanno accanto.
Per la mia mamma chiedo che il rapporto che ho con lei sia sempre bello, anche se ogni tanto si incrina un po. Ma credo sia una cosa normale tra madre e figlia. Ahimè, benvenuta nella vita, potresti rispondermi. Per mio babbo chiedo di dargli tante preoccupazioni di meno, quelle piccoline piccoline che lui si porta sempre appresso quando non ce nè bisogno. E così si spaventa per niente.
Quindi, se puoi regalargli un po di ottimismo in più non sarebbe male. Ma non troppo, altrimenti poi esagera come fa sempre e diventa meno divertente. Per mio fratello ti chiedo si, ti chiedo di dargli tanta fiducia. In se stesso. Perché è in gamba e deve capirlo. Deve capirlo da solo. Perché lo sai babbo, a una persona tu puoi dirgli tutto quello che vuoi, ma se poi non si accorge da solo cè ben poco da fare.
Per tutte le persone che mi stanno accanto chiedo solo due cose: la serenità e la fortuna, che in questo 2005 è venuta un po a mancare. Che dici babbo, mi sono dilungata anche stavolta?? Vabbè allora cerco di concludere in fretta.
Ti chiedo quello che voglio veramente? Ok
per me
voglio
.anzi no
ti risparmio il lavoro, ti chiedo una
cosa che ho già. Voglio tenermi il mio cassetto stracolmo di sogni!!! Tu lhai visto
bene, non si chiude quasi più!! Voglio tenerlo spalancato. Voglio credere che io abbia le
capacità per realizzare tutto quello che messo dentro. E se devo essere sincera...beh,
non lo dico per vantarmi, forse so già di averle.
Devo accorgermene per bene anche io. Ti prometto che avrò più
fiducia in me. Te lo prometto babbo.Tu però, cerca di darmi una mano!!! Buon Natale a
tutti!!!!
Sara
Ho una domanda che mi martella la testa da qualche giorno: perché ci
siamo messi in testa che le cose si possono fare solo una volta?? O
magari non è una cosa che abbiamo tutti in testa, ma solo le persone
con cui ho a che fare ultimamente.
Beh, se è così devo avere un talento naturale nel trovarle.
Io sinceramente non ne posso più di sentir parlare di treni che
passano una volta sola e di occasioni che o le prendi al volo o le perdi per sempre. Non
ci credo. Non è vero!!
Che diavoleria significa?? Se avessimo davvero una sola possibilità,
allora non avremo più niente da fare qui.
Credo invece che se uno ha talento, ma per davvero, prima o poi
questo talento salta fuori. E uno che ha talento di opportunità, ne ha a migliaia e non
solo una. Se fosse una sola, per come va il mondo, si sa già come andrebbe a
finire.
Che quellunica opportunità, la prende chi si fa raccomandare da qualcuno, mentre
quello bravo le porte in faccia se le vede sbattere eccome!!
La vita è una sola e hai una sola possibilità di viverla,
daccordo. E le emozioni forse, sono uniche ma nella loro
molteplicità. Ne vivi tante ma tutte in una maniera unica e di certo non meno belle delle
altre.
Per il resto però, è pieno zeppo di altre possibilità. Ovunque ci
giriamo ci sono esempi ambulanti di altre
possibilità. Ce le tirano addosso le altre possibilità. E poi, se posso dire,
lesempio dei treni lo detesto profondamente. Chissà chi lha inventato. Forse
un ferroviere pentito nel suo ultimo giorno di servizio. Vorrei conoscerlo
personalmente. Per fargli capire che se un treno lo perde, ce nè un altro tra
mezzora che fa lo stesso percorso. E giunge ovviamente alla stessa
destinazione.
E a questo punto perché limitarsi ai treni?? Gli aerei che
passano una volta sola
certo, se finiscono disgraziatamente nel triangolo delle
bermuda.
E le navi che passano una volta sola? No, non va proprio bene. Le navi
passano sempre e a volte, pensa un po, stanno pure lì ad aspettarti.
Soprattutto quando si incagliano al porto. Soprattutto se il porto è quello di
Cagliari. Ma questo è un
altro discorso.
Il fatto è che quando sento nominare queste tanto famigerate
uniche occasioni mi viene veramente la paura
oddio
e se quando passa
loccasione io sono girata dallaltra parte??
E se passa il giorno che non ho messo le lenti a contatto e non la riconosco??
No no, piuttosto che tormentarmi anche per questo che è solo un detto preferisco tagliare
in corto e
non credere a una parola.
A me lo dicono spesso di non perdere il treno. Perché
alluniversità non vado bene e a volte penso che sia
meglio lasciar perdere. E mi dicono che se torno in Sardegna non troverò mai nulla di
decente e sarò infelice, mangiata dal rimorso di non aver finito luniversità. A
parte il gesto di toccare ferro che mi viene proprio dal cuore, mi viene anche da dire che
il futuro è un po difficile da prevedere, quindi tutte queste certezze
non so da dove vengano.
Ma poi se proprio dovessi pentirmi di qualcosa dovè che sta scritto che non posso tornare indietro?? Se prendo il treno e non mi piace il luogo di destinazione prendo un altro treno che mi riporta indietro. E se voglio andare via di nuovo ne prendo un altro ancora.
Non mi sembra così difficile. Solo che il cervello fa come una
spugna e assorbe tutta lacqua sporca che ha intorno. Così la nostra testa si
riempie di regole inutili che non stanno né in cielo né in terra.
E adesso scusatemi, ma mi è venuta unimprovvisa voglia di dolce.
La prima volta che ho fatto una torta è venuta un disastro.
La seconda un po meglio, anche se non ha lievitato e sembrava di mangiare un
frisbee.
Vuoi vedere che alla prossima occasione sarà un vero successo???

Una cosa continua sempre ad allibirmi. Una cosa seria stavolta, non
parlo delle mie crisi nostalgiche, isterie pre ciclo, momenti di sconforto generale e chi
più ne ha più ne metta, tanto qualcunaltra verrà fuori senzaltro
Parlo della distanza minima che ci può essere tra la
vita e la morte. Che già è tragica sempre, ma quando si tratta di un ragazzo giovane, di
26 anni, fa anche più male. E a volte ci sono le circostanze a renderla
ancora più dolorosa.
Ho imparato il significato della frase un fulmine a ciel sereno. Vi racconto una storia. Tre ragazzi sono in giro in macchina. Chi guida ha bevuto, gli altri sono lucidi. Chi guida corre.
Chi guida è solo un ragazzino che crede ancora alle storie banali, che quando bevi sei figo, che quando corri sei figo e baggianate del genere. Così lui beve, eh se beve. E corre, eh se corre. Ha preso la patente apposta.
Solo che se vuoi farti del male, non coinvolgere chi non centra niente. Così lui, ubriaco al volante, perde il controllo della macchina e SBAM!! si schianta frontalmente con un muro, dopo aver troncato una quercia. Non sto esagerando. Il tronco tagliato è ancora lì. In due si salvano. Uno muore sul colpo.
E naturalmente a morire è quello che non centra niente col neo patentato ubriacone. Muore il ragazzo buono, tranquillo, che non farebbe male a una mosca. Lesatto contrario del beone. Lubriacone ha bevuto e un altro ha dovuto morire. Mi viene da rivolgermi al cielo e chiedere il perché. Ma non ottengo nessuna risposta.
Se ci pensate è come quando cade un quadro e non cè nessuna causa esterna che lo faccia cadere. Non un colpo di vento per una finestra lasciata aperta, non una bracciata data sbadatamente al quadro stesso. Niente di niente. Eppure cade. Ho provato a darmi da sola una spiegazione e l ho lasciato fare alla mia sfrenata immaginazione. Secondo me noi veniamo dal paradiso e poi torneremo lì.
Siamo di passaggio, ma questo già si sapeva. Magari Dio ci ha fatto firmare un contratto poco prima che nascessimo e noi abbiamo scelto tutto. E ho immaginato il ventiseienne che diceva: Dici che devo andare sulla terra?? Ok, da qua. Però senti, se devo dirti il vero la terra non mi piace granché, firmo solo per pochi anni, una ventina facciamo ventisei dai.
Preferenze sul giorno?? Fai sabato di pomeriggio tra le 15.00 e le15.30. Come dici?? Ah la clausola è che appena metto piede sulla terra devo dimenticarmi tutto?? E perché?
Vabbè dai, ora non ho tempo scegli tu come e quando. Quello che ti viene in mente. Ora però non posso più rimanere. E poi Buaaaahhhh si sente un pianto ed eccoci arrivati sulla terra.
E ci dimentichiamo completamente di ciò che abbiamo detto e fatto prima. Ventisei anni dopo, sabato pomeriggio, tra le 15.00 e le 15.30 SBAM!!! E lui è tornato nel paradiso.
E pure il quadro, quando lo appendi pensa Si ma io col cavolo che rimango qui tutta la vita, tra qualche anno cado giù. E dopo qualche anno, SBAM! Anche lui. Ma è solo la mia testa che macina idee su idee. Dovrei dire che lunica cosa da fare è non pensarci, altrimenti vai dritto dritto verso la pazzia.
Ma sono io la prima a non riuscirci ed è inutile che
mi metta a fare la saggia se proprio non lo sono.
Quando è la persona buona che paga per tutti e quella cattiva riesce a farla franca.
Quando cade un quadro all
improvviso. Quando ci sono persone che hanno i miliardi che escono dalle orecchie e i
bambini che muoiono di fame.
Quando ti accorgi di esserti affezionata a una persona nellesatto momento in cui questa decide di sparire. Quando ti viene fuori un pensiero dal nulla e ti fa malissimo.
Quando scoppia la guerra. Quando uccidono un bambino.
Quando tutti questi pensieri non ti daranno risposta.
SBAM.
Giuro di dire la verità, tutta la verità. Nientaltro che la verità.
Avere 20 anni. Ok, 20 anni. Avere ventanni significa che tante persone ti dicono di credere in una favola fatta di spensieratezza e subito dopo ti dicono di smetterla di campare di sogni che la vita è dura e i desideri non si mangiano.
Avere ventanni è guardare "il favoloso mondo di Amelie" e sostituire il tuo nome al suo. Il favoloso mondo di Sara. Non suona male, vero?
Avere ventanni è crederci nel tuo favoloso mondo, ma ci credi solo tu. Ventanni è letà che tutti ti invidiano ma solo perché ci sono già passati e sono sopravvissuti.
Avere 20 anni significa voler gridare tutto lo schifo che ti senti addosso e non cè nessuno ad ascoltarti. O se cè ti prende per pazza.
Avere ventanni significa dover studiare per lesame alluniversità ma anziché prendere in mano il libro prendi in mano carta e penna e scrivi le tue sensazioni e chissà chi le leggerà. Avere 20 anni significa accendere la tv e invidiare le veline, che almeno loro un lavoro ce l hanno e sembrano le persone più felici del mondo.
Messi male, eh? Allora cambi canale e metti MTV. E ci trovi un sacco di veejay che hanno la tua età e pure loro sembrano le persone più felici del mondo. E tu pensi Diamine se ti invidio, poi ti ricordi che non parli una parola di inglese (perché se fai il veejay, anche se non devi dire niente, lo dici in inglese) e pure che quando parli italiano qualcuno ti ridacchia alle spalle per il tuo spiccato accento regionale. Che ti dicono che è brutto ma a te piace tanto e col cavolo che te lo togli.
Allora non lo invidi più, il veejay. Avere 20 anni è guardare un aereo che passa e pensi che forse dovresti andare via. Ma per davvero, non come quella volta che ti sei lasciata convincere di andare alluniversità, hai riempito una valigia e alla fine sei solo andata a piangere lontano da casa.
Allora ti viene da pensare a quella Milano, quella Milano che ti piace e ti spaventa. Ti spaventa perché tu vieni dalla provincia, vieni da lontano. E ti piace, perché ti ricordi la prima volta che ci sei andata,quando avevi il cuore che ti batteva a 3000 perché stavi andando a vedere i Placebo, coloro che tu chiami i tuoi principi azzurri.
Avere 20 anni è credere che il principe azzurro esista e che abbia la faccia di Brian Molko. Avere ventanni è pensare di scappare via, ma poi metti il naso fuori di casa e non sai neanche da che parte andare. Avere ventanni è avere la volontà di non terminare nessuna strada e di cominciarne altre 100, allunico scopo di volersi divertire. E perché no, anche di sbagliare, ma stavolta da sola.
Avere ventanni è non voler ascoltare i consigli che si promuovono a leggi del benessere e che ti portano solo a una illusione. Che poi si rivela una bellissima spazzatura. Avere ventanni è capire che i consigli, altro non sono che gli errori già commessi da qualcun altro.
Avere 20 anni è avere tutti questi pensieri, ma poi
pensi a come vanno le cose per davvero e preferiresti
chiuderti nella tua bella cameretta e non uscire mai più. È accendere lo stereo a tutto
volume e ascoltare i tuoi Placebo, sempre loro.
È gridare insieme a loro Protect me from what I want. È accorgerti di avere passato tanti anni a frequentare la scuola e quello è lunico luogo in cui non ti hanno insegnato niente che possa esserti utile in questo momento.
È ritrovarti col libro di storia del teatro aperto e non averlo ancora letto, perché come al solito i tuoi pensieri hanno preso il sopravvento. Avere ventanni è questo, lo giuro.
Ecco fatto, lo sapevo!!
Siamo in estate, giusto ? Ok, va bene, forse siamo agli
sgoccioli dell'estate, ma da che mondo è mondo minimo fino al 21 settembre le
temperature sono alte!! E allora cos'è questa pioggerellina
insignificante?
E questi nuvoloni neri? Peggio ancora...e questo vento freddo ?
E dire che qui in Sardegna siamo abituati a far durare l'estate fino a ottobre, quando fioccano nuovamente le canottiere e i calzoncini.
Di maglioni e cappotti non se ne parla. Mah, speriamo sia un anticipo d'autunno passeggero, tipo che oggi ve lo racconto e domani me ne sono già scordata.
Il fatto è che con questo tempo sono più soggetta a nostalgie. Nelle giornate estive,quando fa freddo,ci vuole un attimo a farmi venire la nostalgia di quando ero piccolina. Prima mi sono ritrovata a guardare delle vecchie fotografie.
C'eravamo io e mio fratello sullo scivolo, sull'altalena, sulle
giostre...se penso che sono passati quasi 18 anni mi vengono i brividi!!! Mi ricordo
quando giocavamo a rincorrerci, lui sul triciclo, io sulla macchinina. Mi ricordo quando
giocavo a fare la carabiniere (ero già all'avanguardia...avevo previsto tutto)...mi
bastava infilare il cappello della divisa di mio padre.
Mi ricordo che mio fratello non mi voleva mai tra i piedi, perché lui e i suoi amici maschi dovevano giocare a pallone e io, femminuccia, piccolina, ero di disturbo. Sapete una cosa che mi da fastidio ? Quando si dice "eh,allora si che era tutto più facile ". Beh,non credo. Era più facile perché sappiamo già come sono andate le cose, ma se da bambini avevamo paura del buio non era facile. Affatto.
Io avevo il terrore di entrare nello sgabuzzino della mia vecchia casa, temevo che ci fosse qualche fantasma o qualche mostro terribile che viveva dietro la tenda. Ora magari fa ridere, ma allora chi poteva garantirmi che fosse tutto tranquillo ?
Adesso abbiamo delle altre paure solo perché non sappiamo come andrà a finire, ma ditemi una cosa...tra le paure di un bambino e le paure di un adulto, c'è qualche differenza ?
Ve lo dico io. No. Sempre di paura si tratta. Poi quando saremo ancora un po' più grandi rideremo delle paure che abbiamo oggi e così via. Io credo che la cosa più importante che dobbiamo fare sia quella di non dimenticarci mai che siamo sempre dei bambini.
Non lo siamo stati, lo siamo ancora. Perché tutti noi abbiamo creduto a Babbo Natale, a Cappuccetto Rosso,a Biancaneve, a Peter Pan, a Cenerentola. E diciamoci la verità. Senza fare sempre gli eroi a tutti i costi.
Diciamolo pubblicamente che alle favole ci crediamo ancora!!
Ciao Dio. Avevo voglia di parlare un po' con te.
Sai, qualche giorno fa ho pensato un po' a tutto. A me stessa, a te, al mondo. Alle cose importanti e alle cose meno importanti.
Ho fatto una riflessione generale diciamo, ma senza essere troppo seria, sai che non ci riesco. E poi se ci penso troppo seriamente mi spavento e mi abbatto. E preferirei rinchiudermi da qualche parte evitando di andare avanti nella vita.
Lo sai, vedo tutto quanto come se fosse un enorme
Grande Fratello. Vedo te che ci guardi dal paradiso, che commenti quello che
facciamo. E vedo anche che pensi a me.
Vedermi, mi vedi per forza. Non credo ci siano tante persone col naso all'insù che ti cercano e che ti parlano. Forse è un po' strano il modo in cui mi avvicino a te. Eh perché sai, il sabato si esce e anche se mi riprometto la domenica mattina di venirti a trovare non riesco mai a svegliarmi in tempo. Sempre la solita.
Però quaggiù mi fanno credere che questo sia l'unico modo per starti accanto. E io invece la penso diversamente. E' vero che potrei anche degnarmi di alzarmi a un orario decente la domenica mattina, però se tu mi odiassi per questo vuol dire che da bambina mi hanno raccontato un sacco di frottole sul tuo conto.
A dire il vero la penso un po' diversamente anche da come mi hanno parlato di te. Ti immagino diverso. Ti immagino un Amico, ma per davvero. Immagino che se sbaglio non mi spedisci all'inferno, ma mi aiuti a rimettermi in sesto. Che non dobbiamo avere un rapporto conflittuale, che non devo avere paura di te.
E poi mi sei simpatico lo sai? Perché a volte fai
succedere delle cose strane a ciascuno di noi. Delle situazioni
divertenti,degli incontri piacevoli. Però mi sa che sta a noi gestirli e probabilmente in
questo ho ancora da imparare. Ed è anche per questo che ultimamente mi vedi più spesso
col naso all'insù.
E' bello sapere che ci sei tu che hai sempre voglia di ascoltarmi. E' un peccato che non sia possibile incontrarti nelle nostre vesti. O forse è meglio, perché non riuscirei a parlare apertamente con te davanti.
Beh,comunque non si sa mai. Nel caso tu decida di farti un giretto tra noi comuni mortali sotto forma di umano avvisami, così organizziamo e ti offro qualcosa da bere.
Non posso stare a guardare ancora. Il dovere della denuncia mi chiama. Parliamo di televisione.
Ma non di programmi e palinsesti. Oggi voglio parlare di quel nugolo di persone che usa questo mezzo per i loro affari ed è fermamente convinto che chi sta a guardare sia un branco di deficienti. Poveri,effettivamente non arrivano a pensare che se loro sono degli idioti noi siamo delle persone sane di mente.
Ebbene si, forse esagero,forse sto diventando intollerante,ma io vi giuro che comincio a non sopportare un genere di razza umana: gli ideatori delle pubblicità.
Dunque, secondo loro noi siamo solo dei boccaloni disposti a subirci ognuna delle loro
cazzate. Tralasciamo pure Diego, Adriana e le loro 4 paperelle che se è detto di tutto e
di più.
Ma secondo voi può interessarmi il fatto che Alessia Marcuzzi non vada in bagno per 15 giorni e debba mangiare uno yogurt ? Oppure vi sembra normale che una ragazza vada in giro per la città con uno yogurt in mano finché non trova un responsabile per dirgli: Ma secondo te è uno yogurt magro????
O che per pubblicizzare una marmellata ti fanno vedere
la tipa con le tette fuori e che se la mangia talmente con gusto simulando orgasmi come se
si stesse masturbando.
Ma cosa c'entra la marmellata con le tette al vento non lo capisco.
Poi c'è un accanimento con le donne e non ditemi che non è vero!!! O ci mettono la super bellona che ovviamente non parla, oppure ci metti una che parla a stento l'italiano e che dice un marea di scemenze.
Ma razza di imbecilli, andatela a intervistare veramente una massaia mentre sta sgobbando e fategli le vostre domande cretine se preferisce il fustino A o il fustino B, voglio proprio vedere quello che vi risponde!!!
Secondo questi bellimbusti le donne a parte aprire una Simmental e truccarsi non fanno altro.
Beh, a meno che non siano in quei giorni e allora si che si scatenano e giocano a basket e giocano a pallavolo e si lanciano col paracadute e vanno a lezione di kung fu e fanno le capriole per strada ...ma solo in quei giorni!!! Ma fatemi il favore!! Ringraziate solo che sono una persona educata e non vi insulto violentemente.
Beh, ai maschi va un pò meglio, ma non troppo. I maschi della pubblicità devono pensare solo a guidare automobili e a farsi la barba. Anche se pure per voi i problemi incombono. Ad esempio dovete pensare ad avere tutti i capelli tinti, a non avere troppi peli superflui e soprattutto ad avere gli addominali perfetti, dimenticavo, anche a cercare di non fare accorgere nessuno che portate la dentiera
Cari pubblicitari ma la smettete ? Per caso volete trasformarci in una serie di pupazzi tutti uguali gli uni agli altri con l' unica preoccupazione di apparire ??? La sapete la verità ? Il mondo sta già andando male di suo, ma voi riuscite a darne una visione che è addirittura peggiore della realtà!!!
Una massa di cretini che passa le giornate a non
accorgersi di niente. Di questo passo riuscirò a fare affidamento solo sull'ippopotamo
con cagnolino ballerino accanto che intona le note di The lion sleeps tonight!!!
Ciao Maialini.
Post polemico oggi!!!
Baci baci.
Sara
Terraaa!!!!! Terraaaaaa!!!!!!!! È così che ho gridato appena messo
piede al suolo.
No,non sono arrivata in America, non sono stata la prima a vedere la statua della Libertà,non ho passato una settimana di navigata per arrivare nel nuovo continente. Esagero? Forse. Ma non importa. Sono semplicemente tornata a casa,nella mia bella Sardegna.
Ebbene si,mancavo da 3 mesi! Ogni volta non vedo l'ora di tornare a casa e così quando mi ritrovo nei suoi colori tra il giallo e il verde,nei suoi profumi tra il mirto e il mare riesco a realizzare che sono finalmente a casa!! Ed è ogni volta più bello. Anche il mio paesino disteso come un vecchio addormentato se proprio vogliamo darci alla musica, è lì che mi accoglie a braccia aperte. Così com'è.
Nel suo silenzio,nella sua calma. Quella calma che spesso gli recriminavo quando non mi
accorgevo che era quella stessa calma che apparteneva anche a me e che era quella stessa
calma che mi avrebbe legato a lui per la vita.
Si, perché io sono di questo parere. Posso cambiare tutte le città del mondo, posso andare a vivere in ognuna di esse, ma il mio piccolo paesino mi mancherà sempre. In una città posso trovare tutto quello che il mio paesino non ha e vi assicuro che non ci vuole molto da questo punto di vista, però quando ti rendi conto che in un attimo ritrovi tutto,o quasi,come lo avevi lasciato, allora capisci che nel bene e nel male quell'ambiente è tuo per sempre.
Poi ora che è estate è anche più bello. È un vero peccato che nei media si parli solo di Costa Smeralda. Lì un sardo non lo trovi neanche a pagarlo. Quella non è Sardegna! Quella è solo un pezzo di terra che i soliti ricconi si sono comprati per i loro stupidi divertimenti. Che gente!!!
Credetemi, quella è la vera gente pericolosa,che uno di questi giorni cercherà di comprarci tutti. Io per questo mi raccomando quando sento qualcuno che in Sardegna non c'è mai stato. Voi ci siete mai stati?? No? Veniteci. La Sardegna è bella tutta quanta, molto più di quello scorcio che vi fanno vedere.
Se non avete ancora deciso dove andare, fateci un pensierino e perché no,venite a trovarmi.
Promesso che un pensierino lo fate?? Daccordo? Voi ci
pensate e io nel frattempo, vado nel MIO mare!!!!!
Buone vacanze a tutti gli amici del maialino
Sara
Ti prego ripensaci dimmi che stavi scherzando, dimmi che quella conferenza stampa non è mai avvenuta!!!
Insomma, tu sei il nostro capitano, il nostro numero 10 e ora ci abbandoni!!! Si, lo so, lo so, per avere 38 anni, nel tuo mestiere è già una fortuna essere ancora lì, sempre pronto a ogni genere di impresa per mettere la palla in rete.
Ma tu ce la fai ancora così bene,hai l'agilità di un ragazzino di 20 anni!!! Mi rendo conto che hai tutte le ragioni,ma non posso farne a meno è il mio affetto che parla, oltre al mio sfegatato tifo rossoblu.
Dai Gianfra, ti prego, regalaci l'ultima stagione, sarà ancora più bella, perché saremo consapevoli che sarà l'ultima non ci riesco a convincerti eh?? Beh, dopotutto tu ci hai regalato così tantosai,per un calciatore è normale giungere alla fine della carriera,ma per te è diverso.
Tu non sei uno come tutti gli altri,sei l'unico che riesce a tenere unita tutta una regione indipendentemente dai colori della maglia. Hai giocato in tante squadre e noi tutti, sardi sportivi, abbiamo tifato sempre per te, abbiamo gioito a tutti i tuoi goal quelli partenopei,quelli inglesi e per finire, questi ultimi, con il Cagliari con il mio Cagliari!!!
Dai capitano,ti prego, forse ti sembrerò egoista,decisamente insistente,ma l'idea che non ti vedrò più palleggiare poco prima che l'arbitro fischi l'inizio della partita mi demoralizza parecchio.
Si Magic Box, perché non è solo al lato calcistico che mi riferisco, anche se già sento la mancanza delle tue prodezze. Gianfranco, io un calciatore come te non credo di averlo mai visto e ai giorni d'oggi ho i miei seri dubbi che potrò mai rivederne uno come te.
Perché tu hai fatto capire che lo sport, ma quello vero, può ancora esistere. Alla fine si tratta solo di un pallone, è vero,ma quanta disciplina, quanto altruismo,quanta umanità ci vuole per poter diventare dei veri grandi, sei stato solo tu a farcelo capire.
Ti scongiuro mettiamola così dato che sei dello stesso paese di mio padre ti parlo da quasi compaesana Gianfra resta ancora un anno!!! Ci penserai ?? No ?? Va bene. Non mi resta che farmene una ragione capitano Zola, hai deciso di abbandonare la tua carriera calcistica da semplice tifosa mi limito a dire un GRAZIE, il più grande grazie che mi possa provenire dal mio cuore rossoblu.
Grazie per le tue prodezze, grazie per i tuoi gol, grazie per averci regalato tutte le emozioni che a volte un semplice pallone può darci.
Grazie perché ci hai fatto capire che in questo mondo che non funziona per niente bene prima o poi i giusti vengono sempre fuori. Grazie per essere rimasto con i piedi per terra, grazie perché sei l'unico caso in cui la nostra Sardegna viene ricordata per qualcosa di bello.
Grazie capitano, spero di dirtelo di persona, quando ti vedrò per le strade del paese calciare il pallone che ha creato il tuo e il nostro sogno.
Grazie sir Gianfranco Zola.
Spero che il calcio ,come tu ce l'hai insegnato, possa veramente esistere, anche se il tuo
ritiro mi affievolisce non poco questa speranza.
Baci !!! Sara
Cosa può succedere in una settimana ? Beh, un mucchio di cose. Sono appena tornata dalla mia comparsata universitaria. E mi è pure andata bene. Meglio così, in caso contrario ero già pronta ad andare a compilare i moduli per ritirarmi.
Vorrà dire che al momento il mio ritiro non avverrà. Stamattina sono entrata nella mia vecchia scuola. Cinque anni ci ho passato là dentro.
A volte quando ci penso mi viene un po di nostalgia, poi però, diciamoci la verità, la mia scuola non è che sia proprio il miglior posto del mondo e la nostalgia mi passa.
A volte vorrei tornare indietro di qualche anno ma solo con letà. Tenendomi la testa che ho adesso. I pensieri, gli ideali. I sogni. Ma non si può e allora mi levo anche questo pensiero.
Dopotutto per desiderare anni in meno, ho ancora tempo!!!! Mentre ero lì ho sbirciato il foglio che i professori compilano per chiedere delle ore libere e guarda caso ne ho trovato uno firmato da colei che era la mia insegnante di economia aziendale. Quella che in un anno scolastico riesce a fare si e no 5 ore di lezione. Da record. Certe cose non cambieranno mai. Per fortuna o purtroppo.
Quando ripenso a dei periodi che ho vissuto quando ero bambina sembra quasi che prema il tasto pausa nel rivederli. Perché gli anni sono passati, ma io vedo tutto come se fosse fermo. Come se mi estraniassi dalla visione che mi sto proiettando nella mente.
Come quando guardi una vecchia fotografia e ti sembra che le immagini prendano vita e continuano a vivere una vita parallela a quella che stai vivendo ora, ma che fa sempre parte di te.
E sei felice di avere sempre presenti questa serie di immagini. Danno stabilità. Ci sono e non te le toglierà mai nessuno. Anche se le cose cambiano. Anche se gli anni passano. Anche se le persone non le riconosci più. Ed è talmente strano che ti sembra surreale e forse è meglio così, perché non ci credi appieno neanche tu e ci soffri di meno.
Pensi a quella persona che passava i pomeriggi con te e non vuoi credere che oggi sia sospettato di omicidio. Pensi a quella persona che sembrava sempre tranquilla e invece per un brutto scherzo che la vita gli ha giocato non è più riuscito ad andare avanti e ha preferito annientarsi da solo.
Ma è così strano e tu non ci credi. Pensi a chi spesso e volentieri ti veniva mostrato come esempio da seguire e sembrava così perfetto che hai dimenticato che si trattasse di un essere umano, così quando è uscito di testa tu eri lì e non riuscivi a credere a niente di ciò che stava succedendo davanti ai tuoi occhi.
Pensi a quel bambino biondo che passava l' estate con te e con tutti i tuoi cuginetti, quando andavi a trovare la nonna paterna che abitava lontano e passavi dei giorni bellissimi a giocare a pallone. Per tante estati.
Sembrava che il tempo si fosse fermato, sembrava che quel pallone era sempre in una parte diversa del cortile, perché nessuno pensava mai a ritirarlo. Sembrava che la tua nonna paterna non se ne sarebbe mai andata dimenticando il tuo nome per colpa di una brutta malattia.
Sembrava tutto fermo sul tasto pausa. Sembrava perfetto. E non avresti mai immaginato che quel bambino biondo lo avresti rivisto oggi, nel servizio del telegiornale, mentre scappava dopo aver rapinato una gioielleria.
Così ripensi a tutti quei momenti di quelle bellissime estati e ti accorgi che aver premuto il tasto pausa per tutti questi anni non è servito proprio a un bel niente.
Che i ricordi che hai custodito così gelosamente fino a ora, a furia di essere conservati si sono rovinati. Che la vita parallela delle immagini nelle foto non esiste al di fuori della tua testa.
Che è tutto così strano. Troppo strano. E io non voglio crederci.
Madri che uccidono figli, figli che uccidono genitori, minorenni che per passatempo derubano e violentano giovani donne.
Ma dove accidenti stiamo vivendo? Non si può ascoltare un telegiornale che per una mezz'oretta buona ti sembra di essere finito sul set di chissà quale film dell'orrore.
O stiamo impazzendo tutti,o qualcuno lassù ha deciso di donare a questo mondo la fine peggiore che si possa desiderare: tutti che uccidono tutti. Dato che io ho molta fiducia nella persona che sta lassù e sono sicura che sta soffrendo per come le persone stanno distruggendo il mondo che lui ha creato, opto per la prima ipotesi. Stiamo impazzendo tutti. Altrimenti non c'è spiegazione.
Come può una madre annegare il suo bambino di 5 mesi? Suppongo che un bambino tuo lo ami con tutto il cuore, allora che diavolo le è preso?? Risposta più logica: quella donna è pazza.
Ma a parte questo,che è un caso particolare, come diamine può una qualunque persona ucciderne un'altra??? Io me lo chiedo. L'odio non giustifica un gesto del genere. Stiamo parlando di eliminare una persona, ma come fai?? Io non lo so, tutti siamo stati bambini,giusto ?
Le cose che ho imparato quando ero piccola io me le ricordo benissimo. Lo so che non devo fare del male,lo so che devo rispettare gli altri, lo so che devo avere cura di tutto ciò che mi sta attorno...è difficile?
Sono delle regole difficili?? No, sono le uniche regole che dovrebbero guidare tutto il mondo, tutte le persone della terra, senza nessuna distinzione!! Eravamo alle scuole elementari quando ci hanno insegnato che con la violenza non si arriva a niente.
Quando ci hanno insegnato che serbare rancore contro qualcuno fa solo del male a noi stessi. Quando ci hanno detto che le armi non dovrebbero esistere, quando ci hanno detto che la guerra porta solo alla guerra. Eravamo piccoli quando alla tv abbiamo visto le prime immagini di sofferenza e io sono sicura che tutti, come me, hanno espresso il desiderio, non realizzato, di non vedere mai più quelle immagini.
Di non vedere mai più la gente soffrire per la morte
dovuta alla mente di un pazzo furioso che ha deciso di troncare la vita di qualcuno senza
motivo.
Sant'Agostino diceva che la verità, sta nei pazzi e nei bambini. Non so quanto possa
essere vero.
Nel caso, io spero tanto di rimanere bambina.
Bastaaaaaaaaaa!!!!!!!!!! Non ne posso più!!! Qualcuno intervenga!!!
Mi reputo una femminista,ma moderata. Nel senso che credo che uomo e donna si compensino, la donna non è superiore all'uomo così come l'uomo non lo è alla donna.
L'uomo ha alcune caratteristiche,la donna ne ha delle altre. Sono entrambi parecchio complicati,alla stessa maniera. Diciamo che abbiamo un 50% ciascuno.
Mettendo insieme alcune caratteristiche dell'uno e dell'altra potrebbe saltare fuori anche un caratterino decente. Giusto?
Ora,mi domando....per far vedere che si è donna,è strettamente necessario posare nuda in ogni giornale ??? Bastaaaaa!!!!
Nel tragitto che mi porta da casa alla facoltà ci saranno una decina di edicole.
Non faccio a tempo a dare un occhiata che subito ci trovi centinaia di giornali, più o meno noti, con in copertina donne dello spettacolo (o che si reputano tali), pseudo conduttrici televisive, totali sconosciute alla ricerca della fama. Tutte allergiche ai capi d'abbigliamento a quanto pare...che delusione!
Ma io mi rifiuto di comprendere. Ma perchè??? Finché le donne saranno disposte a (s)vendersi così continueranno sempre a essere trattate come degli oggetti perchè a quanto pare,sono loro a volerlo!!! In quanto componente dell'universo femminile mi sento delusa dalle donne dello spettacolo.
Vuoi fare l'attrice? Fatti notare perchè reciti bene!!! Fai la conduttrice??? Fai vedere che sei capace di mandare avanti una trasmissione televisiva!!! Ma che urgenza c'è di finire nuda nei giornali???
Si vede lo stesso che sei bella e hai la possibilità di lavorare in un ambiente che ti permette di esprimere le tue opinioni,di far vedere che anche la tua testa è bella come tutto il resto.
Ma evidentemente questo non conta. Conta solo apparire
per avere un attimo di celebrità che molto probabilmente scomparirà così com'è
arrivato.
Spero di sbagliarmi, ma da semplice spettatrice rimango a osservare e penso quanto sia
triste vedere che se non sei bella e se non ti spogli, anche se hai tutto il talento del
mondo il tuo anonimato non te lo leva nessuno.
E non dura solo 15 minuti.
Ragazzi, fatemi gli auguri. Ebbene si, bisogna
festeggiare. Non mi sono mai
posta tanti obbiettivi ma uno lo dovevo assolutamente raggiungere.
E ci sono riuscita,finalmente. Dopo ben 6 anni di duro
lavoro posso ritenermi
soddisfatta di aver completato un percorso?.ho finalmente completato la
mia collezione che comprende i cd e i dvd originali dei Placebo.
Mi complimento con me stessa. Avevo quasi 15 anni quando li ho sentiti nominare per la prima volta, me lo ricordo benissimo. Ottobre 1999. Sfogliavo una rivista musicale e mi sono imbattuta nella foto dell'affascinante Brian,il cantante. Il nome mi è rimasto impresso. Placebo.
Non avrei mai immaginato che da lì sarebbe partito tutto. Veramente,non sto esagerando,i Placebo sono più del mio gruppo preferito. Sono loro che hanno aperto la porta al mio mondo di favole,sono loro che mi hanno fatto capire che per una volta la protagonista sono io.
Sono loro che mi hanno fatto capire che si risolve tutto e che si sopravvive a tutto. Il fatto che io sia una persona un pò solitaria ormai non è un segreto, forse è per questo che mi sono buttata a capofitto nell'amore per questa rock band.
Perché nel 1999 mi è successa una cosa strana.
Guardavo i miei coetanei e mi sembrava di venire da un
altro pianeta. Come facevano quelle persone a essere sempre così sicure di se,ad avere le
idee ben chiare in testa,ad essere così spigliati. Io ero l'esatto contrario e mi pesava
la cosa.
Ci pensavo parecchio e ci ho messo un pò a capire che
era proprio quella mia "differenza" a creare la
mia personalità. Non mi interessava andare in discoteca in mezzo a tante persone, ma
chiudevo la porta della mia camera e mi lasciavo trasportare dalla musica e dalle parole
che i Placebo mi rivolgevano.
Eh si,perché io sogno a occhi aperti!!!E quando li ascolto,i Placebo stanno parlando proprio a me. Nel 99,tra i miei coetanei,erano in pochi a conoscerli. E io li amavo. E riempivo i miei diari con i testi delle loro canzoni,per sentirli ancora un po' più vicini.
A proposito,il 13 maggio ho festeggiato anche il 2° anniversario da quando li ho visti per la prima volta in concerto. Uno dei giorni più belli della mia vita,non dimenticherò mai quel momento.
Le mie giornate scorrono tra
impegni,ricordi,pensieri,musica e loro ci sono sempre,in un modo o nell'altro.
A parlare di un dvd sono arrivata a una quasi dichiarazione d'amore per una band che
probabilmente non leggerà mai queste parole,ma non importa.
E poi chi lo sa, visto che sogno anche quando sono sveglia una minima speranza che i miei magnifici 3 facciano un salto qui sul maialino me la tengo gelosamente nei miei pensieri più belli.
Per un giorno intero penserò solo a cosa stavo facendo
due anni fa e alle emozioni che stavo provando prima di vederli. E ovviamente quel
dvd lo mangerò con gli occhi!!! Io mi gongolo in questi pensieri.
A loro va il merito di aver riempito le pagine del mio diario,oltre alle mie giornate.
Questo periodo è stranissimo. Vedo le giornate
scorrere via e non capisco
bene cosa ci sto a fare e come mi sento.
Mi sembra quasi di vedere tutto dall'alto. Come se
stessi seguendo le vicende di una sfigata,che poi sarei io, che si dispera per qualcosa e
non sa bene cosa.
Vi è mai capitato? Vi prego,ditemi di si!! E' uno di quei momenti in cui vorrei premere
il tasto pausa e stare seduta in disparte a guardare.
Ultimamente ho rivisto nella mia mente alcuni spezzoni di vita che sinceramente mi sconvolgono. Dalle grida che ho lanciato a mia madre ai pianti che mi sono fatta barricata nella mia camera,prima che mi nascondessero la chiave per evitare di chiudermi dentro.
Dalle parole che avrei dovuto dire anni fa a quelle che mi limito a scrivere adesso. Mi sento sperduta. Sarà che quando sei lontano da casa,rivedi gli episodi in una maniera differente.
Sarà che quando aspetti dei mesi per poter parlare con
tua madre,poi capisci che è talmente uguale a te che
non riuscite a comunicare. Sarà che lei si aspetta delle cose da te e forse non sono le
stesse cose che tu vorresti fare.
Sarà che sai benissimo che tua madre ti ama e sai benissimo che tu la ami e allora perché continua a esserci qualcosa che non va? Sarà che nella tua solitudine hai trovato la tua serenità e non riesci a stare in mezzo ad altre persone.
Sarà che non sai cosa vuoi dalla vita, sai solo che ora vorresti stare bene e soprattutto stare da un'altra parte. Sarà che non vuoi pensare al futuro, sia perché un pò ti spaventa e sia perché speri con tutta te stessa che le cose si sistemeranno presto.
Sai che a forza di sentirti dire che se non segui una determinata strada sarà tutto uno schifo,anche i tuoi sogni si stanno piano piano arrendendo e forse è questo che ti fa più male di tutto. Sai che non te ne importa un accidenti di avere un pezzo di carta da mettere in bella mostra. Sai che non te ne importa di quello che le persone potrebbero pensare di te.
Sai che stai pensando di prendere una decisione che nessuno condividerà e hai paura delle conseguenze. E hai paura perché è la prima decisione che prendi autonomamente.
So che se non mi decido a lasciar perdere tutto quanto,mi prenderò un esaurimento nervoso.
A volte penso che sia tutto solo un gioco. Ma se il gioco non mi piace, perché devo portarlo per forza a termine,ora che ho la possibilità di cambiarlo?
E rieccomi di nuovo fuori dalla mia Sardegna. Anche stavolta non è stato per niente semplice allontanarsi.
Ormai dovrei averci fatto l'abitudine e invece...ogni volta la vivo come una tragedia!!
C'entra il fatto che non me la sto passando bene con
gli studi,c'entra il
fatto che una volta al giorno vado in una delle mie crisi paranoiche,c'entra
il fatto che la totale mancanza di fiducia in me stessa non mi aiuti a superarle e c'entra
sopratutto il fatto che la mia casetta e la mia famigliola la
rivedrò a luglio.
E questo mi abbatte più di tutto. Passerà questo
aprile indeciso tra sole e pioggia,passerà quel maggio tra progetti estivi e
preoccupazioni per gli esami,passerà giugno col suo solstizio d'estate che mi farà
sentire
la mia isola a momenti lontana e altri più vicina di quanto credo.
Passerò questi mesi senza vedere le persone che amo di più. E' difficile
Non mi basta sentirli per telefono. Per il momento le
mie giornate procedono a sbalzi d'umore. Meno male che
non ho il fidanzato,altrimenti sarebbe già uscito di testa. Per placare la nostalgia
della prima settimana (che è sempre la più forte) sto escogitando dei miei metodi
personali.
Ho comprato un pacchetto di galatine e ogni momento in cui mi sento giù ne mangio una. Ho un quadernino tutto per me in cui scrivo tutti i miei stati d'animo e di tanto in tanto ci attacco un post it con scritto di stare tranquilla.
Mi sono portata appresso tanti cd,ognuno significa qualcosa per me e dato che a scrivere canzoni sono sempre delle persone che avranno sicuramente avuto i loro alti e bassi,cerco di captare qualche consiglio che possa aiutarmi e farmi sentire un pò più forte. Meno male che c'è la musica. Mi aiuta in una delle mie attività preferite: far prendere il sopravvento al mio mondo.
Si,il mio mondo,quello fatto di favole e di sogni, le
favole dove io sono la principessa, e i sogni che mi aiutano
ad andare avanti. Avete presente le favole che ci raccontavano da bambini? Finivano tutte
con "e vissero felici e contenti". E io penso che se lo voglio,anche le mie
giornate possono essere delle piccole favole.
Certo,ora sono ancora scombussolata perchè sono
rientrata da poco e perchè la malinconia è sempre
presente però ce la sto mettendo tutta a convincermi che non ho motivo di preoccuparmi.
Anche perchè se mi riempio la testa di tormenti è finita.
Adesso devo fare solo una cosa: credere in me. Solo
così uscirò vincitrice da questa prova.
Andrà tutto bene, perchè devo essere triste?
Il mondo di Greta...no, non sto cantando la canzone. Vi
voglio parlare di Greta.
Io l' ho conosciuta il giorno di Pasqua.
Appena mi ha visto mi ha sorriso, pensate, non ci avevano nemmeno presentate che già sorrideva. La conosco da poco, ma le voglio un bene dell'anima.
Sapete,mi divertiva proprio osservarla. Perché lascia sorrisi a tutti,ha dei modi di fare molto curiosi. Lei è molto curiosa...si guarda sempre intorno,sta sempre attenta a tutto ciò che succede.
Domenica eravamo tutti lì per lei. E lei se n'è accorta. Insomma, tutta questa gente intorno non è roba di tutti i giorni. "Greta,sorridi alla macchina fotografica,Greta fai ciao alla videocamera"...Era la protagonista della giornata. E si divertiva a farlo,ma dopo un po? (come tutte le grandi dive) si stancava. Infatti due o tre volte ci ha lasciati per andare a riposare un po?.
E noi ad aspettare impazienti che si svegliasse e che
tornasse in salotto. I suoi familiari più stretti naturalmente preferivano che ogni tanto
riposasse e anche noi,immenso parentado,ci siamo messi l'anima in
pace e non abbiamo insistito.
Io continuavo a guardarla negli scorci di filmato in cui l'avevo ripresa. Anche se la inquadravo lei restava naturale al 100% . Strano,perché davanti a una telecamera quasi nessuno riesce a comportarsi con naturalezza. Per questo un pò la invidio.
Telecamera o no,lei è sempre naturale,in tutto e per tutto. Ha voglia di piangere? Piange! Ha voglia di ridere? Ride. E non si preoccupa se risulta un pò strano piangere e ridere a distanza di un minuto. Lei esterna tutto ciò che prova,e fa bene. Dovremo imparare da Greta. Magari esternando tutto riusciremo a essere più liberi e più tranquilli con noi stessi. Io ci provo.
Però se piango e subito dopo rido succede solo che mi prendono per pazza. E forse un pò lo sono,devo solo capire in che modo. Comunque parlavo di Greta, non di me. Piccola Greta, io e te adesso siamo legate. A parte la parentela che ci unisce (sei la mia prima nipotina), l' ho capito quando mi hai stretto il dito con la manina.
Adesso ascoltami, tanto lo so che mi capisci, anche se hai solo 5 mesi. Me la fai una promessa? La mantieni per sempre la dolcezza e la naturalezza che ti porti appresso??
Perché l' ho capito da subito che se fossero in tanti a vederlo,il tuo sorriso sarebbe il messaggio di pace e d'amore che tutte noi, persone esistenti sulla terra dovremo prendere come esempio.
Benvenuta tra noi,Greta.
Con l'augurio di crescere in un mondo migliore di questo. ...
E Qui un'altra Piccolissima. E' Nata Mila
Mettete dei fiori nei vostri cannoni...la conoscete??
Quando ero piccola mi piaceva frugare tra i dischi di mio padre. Questa canzone era (ed è tuttora) in assoluto la mia preferita.
Era una proposta, più che una canzone. Quando avevo 4 anni mi piaceva cantarla a squarciagola e rispondere alle domande che uno dei cantanti porgeva agli altri membri del gruppo affinché la canzone potesse proseguire.
Faceva delle domande classiche,"Come ti chiami" o "Quanti anni hai"...e io lì,a rispondere quasi come se mi sentissero..."Io sono Sara e ho 4 anni".
Ci torno ancora a frugare tra i dischi di mio padre e ogni volta, è inevitabile per me non ascoltare questa canzone. E' strano, non lo vedo come un tornare indietro nel tempo,è proprio la bambina che è in me che richiede di sentirla. A 4 anni non capivo di cosa si parlasse...l'ho capito dopo...purtroppo,aggiungerei.
Proprio qualche giorno fa questa canzone l'ho risentita. Non ho frugato tra i dischi di mio padre, l'ho sentita casualmente alla tv. Ho alzato il volume e l'ho canticchiata,ma a voce bassa. E ho cominciato a fantasticare per tutta la sua durata.
Ma che bello che sarebbe se tutti i cannoni sparassero solo dei fiori. Allora si che sarei favorevole alle guerre!!!Andrei subito ad arruolarmi nell'esercito,perchè voglio bombardare di fiori tutte le persone del mondo! Una per una. Un oceano di fiori invaderebbe la terra.
E voglio vedere se qualcuno ha ancora voglia di fare del male per degli stupidissimi motivi economici. Al termine della canzone sono tornata alla realtà. E ho continuato a pensarci.
Peccato che in questo mondo esistano i potenti. Sono
talmente potenti che le persone come me, neanche le vedono. Sono talmente potenti che non
posso neanche avvicinarmi a loro. Sono talmente potenti che hanno confuso il mondo intero
con un tabellone del Risiko. Sono talmente potenti che decidono di
fare una guerra da un giorno all'altro.
Sono talmente potenti che non si rendono conto di quante anime si portano sulla coscienza. Sono talmente potenti che riescono ancora a guardarsi allo specchio senza vergognarsi. Sono talmente potenti,che tutto questo potere ha dato loro alla testa e non riescono a capire che a volte la soluzione che sembra più banale, potrebbe essere quella giusta.
Io l'ho imparato a 4 anni che le armi non devono esistere!!!!!
Si può decidere di morire a 19 anni ?
A quanto pare si, santo cielo. E io che sto a lamentarmi per dei guai che in confronto a
questo si annullano.
Ci può stare il disagio che provi vivendo in un luogo che non è il tuo, ci può stare una religione che ti impedisce di voler bene a un ragazzo quando sei già promessa sposa dalla nascita a qualcuno che per te non ha mai significato niente, ci possono stare dei genitori che ti riempiono la testa con queste regole assurde e ci può stare tutta la disperazione che una ragazzina può portare dentro per tutte queste cose messe insieme.
Certo,una ragazzina, perchè ce l'hai la maggiore età, ma della vita non si sa proprio niente. Si sa che può essere brutta e che può essere bella. Ma solo dopo averla vissuta,quando ti rendi realmente conto di quello che avevi tra le mani e capisci se hai fatto le cose giuste o le cose sbagliate.
E tu che cosa puoi dirmi adesso ? Si,dico proprio a te che ora sei seduta su quella nuvola a guardare ciò che hai lasciato e ciò che avresti potuto avere. Lo so lo so,noi non ci conosciamo ma permettimi di parlarti e di pensarti. Sono poco più grande di te, ma lezioni di vita non te ne posso dare. Perchè io stessa ho tanto,troppo da imparare per fare finta di essere già un'esperta.
Due parole però, te le voglio dire lo stesso anche se è tardi. Perchè ? Perchè arrivare a questo ? Io cerco di capire il dolore che ti stava rodendo il cervello ma proprio non giustifico ciò che hai fatto.
Certo che ne hai avuto di coraggio, ad arrampicarti sopra quel lampione del campo sportivo e lasciarti cadere nel vuoto. Non voglio pensarci, non voglio nemmeno immaginare che cosa provavi in quell'attimo in cui precipitavi. Non voglio pensare a cosa sta provando tutta la tua famiglia nel capire che non sei più con loro.
E quel ragazzo cui eri così affezionata, cosa starà provando adesso ? A questo non ci hai pensato,vero ? Mi sembra di vederti,adesso,seduta con la testa appoggiata sulle ginocchia piegate, a guardare dall'alto come sta andando il mondo quaggiù. Ti viene da piangere. Perchè ora è tardi ?
Perchè è stata una decisione sbagliata ? Hai avuto troppa fretta, troppa. Ma vedevi tutto così triste che non avevi la forza nemmeno di chiudere gli occhi e sognare.
Non pensare più a niente adesso, proteggi dall'alto le
persone che ami di più.
Ora che sei diventata un angelo, puoi farlo.
Avrei voluto scriverlo ieri un post, ma proprio non ne ho avuto le forze. Reduce da una navigata notturna che mi ha allontanato un'altra volta dalla mia amata Sardegna.
Faccio la melodrammatica, vi avviso. Lo so che sono venuta qui per studiare (o almeno per provarci), lo so che la mia terra è lì che mi aspetta e nessuno me la porterà via. So anche che ci tornerò molto presto,ma che volete farci, io sono una nostalgica di natura.
E appena mi allontano soffro. Mi scendono le lacrime
quando chiudo la porta di casa dietro di me,prendo in mano la valigia e mi dico
mentalmente "Ci vediamo presto".
Continuano a scendermi quando salgo in macchina e mi lascio alle spalle la vista della mia
casa,del mio terrazzino e del cancello verde. Chiuso.
E la situazione diventa ancora più insostenibile quando dal ponte della nave vedo le luci dei paesini che si allontanano da me. Anzi ho invertito la situazione. Sono io che mi allontano da loro. Mi rendo conto che questa reazione è sproporzionata,ma è e sarà sempre così.
Non posso farci niente e forse va bene. Sarei una stupida a non provare nulla ogni volta che lascio la mia casa, la mia famiglia e le mie poche amicizie. Ed è inevitabile per me riempirmi la testa di mille domande e lasciarle tutte senza una risposta. Mi chiedo se questa strada sia quella giusta, mi chiedo se sia il caso di soffrire come una disperata ogni volta che parto. Mi chiedo se un giorno tutto questo verrà ripagato o se non sarà servito a niente.
Almeno oggi il sole c'è. Sembra che mi rassicuri. Che mi dica di non preoccuparmi di nulla perchè le cose si sistemano sempre. Forse esagero. Perchè non so se le altre persone che si ritrovano lontani da casa siano esageratamente nostalgici così come lo sono io.
Da qualche mese a questa parte mi sono sentita dire che tutte le persone normali che si trovano nella mia situazione prendono coscienza di se e riescono a trovare un equilibrio. Infatti da allora ho cominciato seriamente a pensare di non essere una persona normale.
A.A.A. libretto delle istruzioni cercasi!!!
Volevo scrivere un post di presentazione, ma le cose che scriverei sarebbero banali e scontate. E poi non sono brava a presentarmi, visto che molte mie caratteristiche a volte si oppongono...più che un post ne verrebbe fuori una lista di controsensi.
Allora ho pensato che se avessi scritto qualcosa di particolare per arruffianare il direttore del maialino, una speranza di poter pubblicare qualcosa di mio su un sito seguito da molte persone potevo avercela.
Non sono riuscita a fare nessuna delle due cose. Farò dunque come ho sempre fatto. Lascerò che le mie dita scorrano sulla tastiera come quelle di un pianista scorrono sul pianoforte.
Dopotutto potremo avere delle cose in comune. Un pianista esprime tutto ciò che ha dentro premendo dei tasti che corrispondono a note musicali. Io faccio più o meno la stessa cosa, solo che al posto delle note escono delle parole.
Mi piace molto giocare con le parole,ma solo quando si tratta di scriverle. E' soprattutto per questo che riesco molto più facilmente ad avere dei rapporti sociali su internet che di persona.
Dal vivo trovo tutto più complesso. Faccio una fatica incredibile ad esprimermi davanti a delle persone, quando non le conosco. Ed è anche vero che se mi blocco davanti a questo, di persone ne conoscerò ben poche. Ma non è una cosa che mi preoccupa.
Perchè ho una famiglia fantastica e degli amici (non tanti,a dire il vero) su cui so di poter sempre contare. Con loro è diverso. Con loro mi sento sempre a mio agio. Quando però qualcuno si aggiunge, anche se solo per un istante, il mio comportamento cambia radicalmente. Se prima avevo un sorriso stampato in faccia, piano piano questo si chiude e inizio a mordermi il labbro inferiore, cosa che mi capita spesso,quasi inconsapevolmente, quando mi trovo in imbarazzo.
Così, anzichè invogliare le altre persone a conoscermi, facilito loro la strada per dare una visione di me che non corrisponde a realtà. E su di me forse è molto più semplice dire che sono una snob, che sono antipatica, che sono atteggiata e che sono pure "acidella".
A nessuno è mai venuto in mente che sono realmente timida.Tutto quì. Non mi reputo migliore di nessuno per meritarmi tutti quegli aggettivi che ho citato prima. Ho un carattere molto complesso, non lo metto in dubbio, sbagliato alle volte, ma per favore, non voglio che si pensi che sia una mia volontà quella di rimanere muta perchè reputo le persone non alla mia altezza. Non è vero. Rimango in silenzio quando mi rendo conto che non è il caso dire delle stupidaggini in determinate situazioni.
Preferisco un sorriso silenzioso a una fragorosa risata quando sento che qualcuno riesce a toccarmi l'anima. Ma questo all'inizio. Poi riesco a essere più tranquilla e più a mio agio con chi mi circonda,col mio caratterino, non facilito le cose, me ne accorgo, ma che posso farci?
Qualcuno deve aver perso il mio libretto delle
istruzioni.
Questa sono io, prendere o lasciare.
....hai visto però, alla fine un primo post sono riuscita a scriverlo!!!