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Il Giornalino di Gian Burrasca

testo ed immagini tratti dal libro rivisto corretto e completato di Vamba (1971)

8 ottobre

Ieri sono entrato nelle camere delle mie sorelle, loro ovviamente non c'erano, ed io ne ho approfittato per curiosare nei loro cassetti. Cosa ho trovato? Delle fotografie di signori: dietro ad una c'era scritto "Un vero imbecille!" su un'altra "Mi voleva sposare, ma fossi matta!" e ancora "Ritratto di un ubriacone" in altri c'era scritto "Simpatico!" oppure "Carino!"

Oggi sono andato a trovare tutti gli originali di quelle fotografie, cominciando da Carlo Nelli, il padrone di quel negozio di moda nel Corso, che cammina sempre in punta di piedi perché ha le scarpe strette. Appena mi ha visto entrare mi ha detto: "Oh Giannino, sei guarito?" Io ho risposto bene a tutte le domande che mi faceva, perché sono un bambino educato, e lui mi ha regalato una cravatta rossa.

Ad un certo punto ha cominciato a farmi domande sulle mie sorelle e mi è sembrato giusto mostrargli la foto che avevo trovato; dietro c'era scritto "Vecchio porco" anche se non ho capito in che senso. Inoltre gli erano stati allungati i baffi col pennarello e allargata la bocca fino alle orecchie.  Vedendo che si stava arrabbiando, sono corso via.

E sono scappato verso la farmacia di Pietrino Masi. Com'è brutto, povero Pietrino, con quei cappellacci rossi e con quella faccia gialla tutta butterata! Ma lui non se lo immagina nemmeno. "Buongiorno Pietro" gli ho detto e lui "Oh Giannino, a casa tutti bene?" "Si, grazie e tanti saluti da tutti".   Quindi mi ha dato una manciata di mentine tutte colorate  prendendole da un grande barattolo bianco.

A quel punto ho tirato fuori la fotografia dicendogli "Guarda: l'ho trovata ieri in camera delle mie sorelle" L'ha presa e ha letto dietro "Mi voleva sposare, ma fossi matta!" Pietrino è diventato bianco e pensavo che stesse per svenire, invece si è messo ad urlare che le mie sorelle non dovrebbero prendere così in giro le persone... Che è una vergogna!!!

Allora sono andato da Ugo Bellini che è una avvocato giovane: lavora nello studio insieme a suo padre, avvocato anche lui. Quando cammina sembra chissà chi, si dà un sacco di arie e ha una voce talmente bassa che sembra gli venga su dalla suola delle scarpe. Senza tante cerimonie gli ho dato la sua fotografia, con dietro la scritta che però non posso citarvela perché è troppo anche per me. Mi ha rincorso urlando con quel suo vocione e un po' mi ha spaventato.

Alla fine, per chiudere la giornata, sono andato da Gino Viani.

gino vianiE' stato quello che mi ha fatto ridere più di tutti:
quando ha visto la foto con scritto "Ritratto di un ubriacone" gli sono
venute le lacrime agli occhi e ha detto
"La mia vita è spezzata!" ma non era vero niente perché se avesse
avuto la vita spezzata non avrebbe potuto continuare a camminare
avanti e indietro per la stanza.

 

 

Per oggi basta, stasera mi impegnerò ad escogitare qualche cos'altro per domani.

Fine della quarta puntata: Gianburrasca vi dà appuntamento alla prossima....

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