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maialino.cartoni |
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Pippi Calzelunghe

testo ed immagini tratti da 'Pippi Calzelunghe' di Astrid
Lindgren
le foto sono del telefilm 'Pippi Calzelunghe' della Beta
Film GMBH & Co. di Monaco
Capitolo secondo
Pippi conosce due nuovi amici
| Vicino a Villa Villacolle c'era un altro giardino e
un'altra casa. In quella casa abitavano un papà e una mamma con i loro due bambini,
un maschio e una femmina, che si chiamavano Tommy e Annika. Tommy ed Annika spesso avevano provato il desiderio di un compagno di giochi e si dicevano "Che assurdità che nessuno pensi a trasferirsi in quella casa! Qualcuno dovrebbe pure andarci ad abitare, qualcuno con dei bambini." |
Quando quella sera d'estate Pippi varcò la soglia di Villa Villacolle, Tommy ed Annika non erano in casa: avrebbero trascorso una settimana dalla nonna. Non sospettavano perciò nemmeno lontanamente che qualcuno si fosse installato nella villa vicina e, una volta tornati a casa, mentre stavano come al solito a guardare la strada attraverso le sbarre del loro cancello, non immaginavano ancora che ci fosse tanto vicino a loro un nuovo compagno di giochi.
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Così, proprio mentre stavano pensando che cosa
potessero fare e se c'era da sperare di divertirsi quel giorno, proprio allora il cancello
di Villa Villacolle si aprì e uscì una ragazzina. Si trattava della più curiosa bambina che mai Tommy ed Annika avessero visto, ed era chiaramente Pippi Calzelunghe che iniziava la sua passeggiata mattutina. I suoi capelli color carota erano stretti in due treccine rigide che se ne stavano ritte in fuori, di quà e di là dalla testa; il naso pareva una patatina ed era tutto spruzzato di lentiggini. E sotto il naso si apriva una bocca decisamente grande, con una fila di denti bianchissimi e forti.
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Originale era il suo vestito: Pippi se l'era cucito da sola. Veramente la sua idea sarebbe stata di farlo blu, ma poi non bastandole la stoffa, era stata costretta ad applicare qua e là delle toppe rosse. Un paio di calze lunghe una marrone ed una nera, copriva le sue gambe magre. Infine non bisogna dimenticare le sue scarpe nere, lunghe esattamente il doppio dei suoi piedi: gliele aveva comperate il suo papà nel Sud America, grandi così perchè i piedi di Pippi potessero crescere a loro agio, e lei non aveva mai voluto calzarne delle altre.
Inoltre aveva una scimmia che sedeva tranquillamente su una spalla della bambina. Era una scimmietta da circo che indossava dei pantaloni blu ed giacca gialla; in testa portava una paglietta bianca.
| Imperturbabile Pippi proseguì per la sua strada; camminava con un piede sul marciapiede e l'altro nel rigagnolo. Finchè fu possibile Tommy ed Annika la seguirono con lo sguardo, e dopo un attimo la videro camminare a ritroso. Giunta davanti al cancello di Tommy ed Annika, Pippi si fermò. Un lungo sguardo corse tra i bambini, in silenzio. |
Alla fine Tommy disse "Perchè cammini all'indietro?" "Perchè cammino all'indietro?" esclamò Pippi. "Forse che non viviamo in un paese libero? Ognuno non può camminare come più gli piace? Comunque, voglio farti sapere che in Egitto tutti camminano così, e nessuno ci trova nulla di buffo.
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"E tu come lo sai? - chiese Tommy - Tanto non sei mai stata in
Egitto!"
"Se sono stata in Egitto! Ma naturalmente, puoi giurarci. Dappertutto sono stata nel
globo terrestre, e ne ho viste di ben più buffe che gente che cammina all'indietro! Mi
domando che cosa avresti detto allora se mi fossi messa a camminare sulle mani, come si
usa nell'India Orientale!"
"Questa è una bugia vera e propria - osservò Tommy. Pippi ci pensò su un secondo "Hai ragione, ho proprio detto una bugia" ammise avvilita. "Mentire è una bruttissima cosa" disse Annika. "Si, è proprio orribile mentire - convenne Pippi sempre più avvilita - ma capisci io ogni tanto me lo dimentico. E in fin dei conti come si può pretendere che una povera bambina con una angelo per mamma e un re di una tribù negra per papà, e che non ha fatto altro per tutta la vita che navigare per mari, possa dire sempre la verità? Del resto Congo Belga non esiste una sola persona che dice la verità; tutto il giorno non si fa altro che dir bugie: si comincia alle sette di mattina e si smette al tramonto. Così se qualche volta mi capita di mentire, cercate di scusarmi e di considerare che ciò dipende dal fatto di aver soggiornato un pò troppo a lungo nel Congo Belga. Ma saremo amici ugualmente, vero?"
| "Naturale" esclamò Tommy, e all'improvviso si rese conto che certamente quella non sarebbe stata una giornata noiosa. "Che cosa ve ne pare di venire tutti a fare merenda da me?" propose Pippi. "E perchè no? - disse Tommy |
"Si, si Subito, subito - esclamò Annika. " Prima di tutto devo presentarvi al Signor Nilsson" disse Pippi, e subito la scimmietta si levò il cappello e salutò molto educatamente. |
Così giunsero alla villa e si trovarono nella veranda. Qui il cavallo stava mangiando dell'avena da una zuppiera. "Ma come, tieni un cavallo nella veranda?" chiese Tommy. Tutti i cavalli di sua conoscenza abitavano regolarmente in una stalla. "Proprio così - confermò Pippi pensosamente - In cucina darebbe fastidio e in salotto si trova a disagio".
Tommy ed Annika si guardarono attentamente in giro, ma non
comparendo nè una mamma nè un papà, Annika domandò leggermente inquieta: "Abiti
qui da sola?" "No, certo! - disse Pippi - il Signor Nilsson e il cavallo vivono
qui con me." "Capisco, ma intendevo dire: non hai nè mamma nè papà?"
"Nemmeno un pezzettino!" rispose Pippi allegramente. "Ma allora, chi ti
dice quando devi andare a letto la sera e cose simili?" chiese Annika.
"Me lo dico da sola - spiegò Pippi - Dapprima con le buone, e se non obbedisco, lo
dico in tono che non ammette repliche e, se continuo a non voler obbedire, allora
finisce a sculacciate."
Non si può dire che per Tommy ed Annika il concetto risultasse del tutto chiaro, ma pensavano che doveva essere un buon sistema. Intanto entrarono in cucina e Pippi canterellò:
"Che belle frittelle impasteremo!
Che belle frittelle friggeremo!
Che belle frittelle mangeremo!
Dopo di chè tirò fuori tre uova e le
gettò per aria: un uovo le cadde in testa e si ruppe, così che il tuorlo le colò negli
occhi; ma le altre due uova riuscì ad acchiapparle abilmente al volo e mandarle a
rompersi in una casseruola. |
| Parlando Pippi aveva tolto abilmente con le dita, i gusci
d'uovo dalla casseruola; staccò poi dalla parete dove era appesa, una spazzola da bagno,
con cui si accinse a frullare le uova, facendone schizzare una generosa parte sulle
pareti. Quel che si salvò venne versato in una padella che si trovava sul fuoco; quando una frittella era ben cotta da una parte, Pippi la faceva saltare in maniera che si rivoltasse in aria, e poi la riacchiappava. Quando il tutto fu pronto, venne fatto volare attraverso la cucina, direttamente in un piatto posto sulla tavola. |
"Mangiate! - strillò Pippi tutta eccitata - Mangiate
prima che si raffreddino."
Tommy ed Annika mangiarono e trovarono le frittelle veramente squisite.
Poi andarono in salotto dove stava un solo mobile: un enorme comò con un'infinità di cassettini. Pippi li aprì e mostrò ai suoi amici tutti i tesori che vi aveva riposto: straordinarie uova d'uccello, strane conchiglie e meravigliose pietre, graziose scatoline, specchi d'argento, collane di perle e tante altre cose che Pippi e il suo papà avevano comperato durante i loro viaggi intorno al mondo.
Pippi offrì ad ognuno dei suoi compagni di gioco un regalino per ricordo; a Tommy un pugnale col manico di madreperla scintillante e ad Annika una scatolina col coperchio formato da frammenti di conchiglie. Nella scatolina c'era una anello con una pietra verde.
"Sarebbe consigliabile che ve ne andaste a casa adesso - disse Pippi - così potrete tornare domani. Perchè se non ve ne andate per tempo potrebbero proibirvi di ritornare e sarebbe un gran peccato.
Tommy ed Annika approvarono. Così se ne tornarono a casa, passando accanto al cavallo che nel frattempo aveva terminato la sua avena, e uscirono dal cancello di Villa Villacolle. Quando li vide andarsene il Signor Nilsson sventolò il cappello.
Fine della seconda puntata: Pippi vi dà appuntamento alla prossima....
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