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Ali di fata

Racconto di Alice

Ormai ero stanca.
Stanca di riascoltare quello stramaledetto cd, quella canzone, quella voce.
Si, l avevo riascoltata, avevo schiacciato repeat e da due ore e mezza non staccavo gli occhi da lì, dalla foto che mi incorniciava vestita da reginetta delle fate a fianco di Gio.

Che cazzo stavo facendo? Era l Alice che sono adesso quella tutta brillantata con le alette rosa? Ero io?
Ero io la cretina che stava ascoltando fino all esaurimento una melensa serenata dei Maroon 5?
Cosa stavo buttando ancora? I miei 20 anni inutili, insulsi, insipidi, aridi vent anni.

Vent anni da Bridget Jones senza i problemi di ciccia, vent anni passati a marchiare ragazzo dopo ragazzo con una smielata sinfonia, che quando mi girava la solitudine, attaccavo nello stereo e fluttuavo nella memoria.
She will be loved se l inglese, porcaccia la miseria, non mi tradisce, la traduzione esatta è lei vorrebbe essere amata  

Quanta laconica verità in un titoletto che ormai sta scomparendo dalle radio soppiantato da chi poi? Certo, da Shiver
Anche oggi sto qua a ripercorrere mesi su mesi bruciati come carne alla brace a solleticarmi i riccioli rossi quasi le mie dita possano trasformarsi nelle sue. Illusa.   Illusa. Cretina cretina illusa.

E lo scemo continua a farmi sognare con la sua vocina radiofonica che scorre scorre scorre nella mente, nel cuore, nell anima cazzo, quanto mi prende ancora quanto queste note mi riempiono di lui, di Gio, dell amore che non riesco a sciogliere via, che si è attaccato a me come una pellicola indelebile .

Ho sognato di poter cancellare la nostra storia, con un battito d ali di fatina con un soffio leggero ma convinto, tipo quello quando si spengono le candeline sulla torta.
Si, ma sono masochista all ennesima potenza ritiro fuori le foto, ritiro fuori me e lui NOI

Ritiro fuori le note sdolcinate che accompagnavano cosa poi? Le nostre litigate miste ai ti amo troppo sterili degli sms il suo modo di fare da divetto allampanato, intoccabile, imprendibile il mio non-so-che di sfuggente, di misterioso, di musical-sinfonico che ostentavo e sfoderavo quanto più mi piaceva.

Come mi piace farmi del male premere play, e ancora play play play, un movimento automatico riaccendere i brividi messi in un angolo, ridar loro la vita che non avranno mai più, ridar vita a me stessa, accecata da un amore che ora è solo musica, è solo note incastrate una sull altra, senza una logica, mosse soltanto dall armonioso dondolio del si, do, sol, re

Fossi meno sognatrice e più realista beh, questo fottutissimo cd l avrei impacchettato chiuso, sepolto dalla polvere della soffitta avrei chiuso con lui 8 mesi a cavallo dei miei 20 anni, avrei chiuso in una stramaledettissima scatola le foto dei baci rubati alla Romeo e Giulietta, le foto stupide travestita da fatina, i sorrisi sbilenchi che mi rendono praticamente una mezza scema, e avrei sepolto nella memoria lui quel lui che ancora mi batte nel cervello atrofizzato che mi ritrovo, quel lui che tradisce ogni mia piccola illusione, quel lui che dell amore non sa cosa farsene, anche se per una scintilla di tempo è stato così.

Quel lui che sta lontanissimo, che sento ancora più distante, che non ascolterà mai la nostra canzone e verserà almeno una lacrima ma che mi ama, a modo suo lo fa ancora, anche se con la rabbia che schiuma dentro
Non era destino, non era niente era semplicemente amore e lo sarà per sempre rimane un altra assoluta certezza quella fatina delle fate She will be loved


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