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Pensieri
di  Edy

Non so ancora cosa verrà fuori dall'azione combinata tra i miei pensieri, il mio cervello e queste dita che reggono una penna. Mi sono messa qui a scrivere senza avere un argomento preciso in testa, solo la voglia di farlo. Non sono neanche molti i miei pensieri felici in questo periodo, magari verrà fuori una cosa un pò triste, sebbene a guardar fuori dal mio balcone un pomeriggio bellissimo nato da un sole caldo e spendente e da un cielo limpidissimo mi fa ricordare che deve esserci per forza almeno un motivo per essere di buonumore oggi. Magari la voce calda e affettuosa di un amico speciale o una vecchia canzone che mi faceva impazzire e che ho riascoltato, per caso, giocando con le frequenze della radio.

Boh, non so.

Sono centinaia i pensieri che stanno nella mia mente in questo momento, creando fra loro girotondi senza combinazione, attorcigliandosi come i fili dello scacciapensieri azzurro che comprai in Grecia quando, dopo averlo fatto dondolare per ore capita di cadermi per terra e nel rialzarlo appunto, i suoi fili diventano un groviglio apparentemente indistricabile.

I miei pensieri sono così e mi piace che lo siano anche se questa confusione mi crea un pò d'ansia.

Stamattina mi è capitata una strana cosa. Passeggiando fra una bancarella e l'altra del mercatino che ritorna puntuale ogni mercoledì nel mio paesello, Ho notato più del solito tutte quelle persone che si passavano accanto, che mi sono passate accanto, che camminavano indifferenti le une alle altre, nevrotiche per la confusione, entusiasmate per un nuovo acquisto, preoccupate dalla loro fretta di tornare a casa. Stranamente non mi sono innervosita come mi capita di solito, neanche per la maleducazione di certa gente che nel passarti vicino ti travolge con una gomitata e, pur accorgendosene, non ti chiede scusa. Quella confusione indifferente mi è piaciuta per la prima volta nella mia vita perché mi ha portato ad una riflessione serena.

C'è stato un momento in cui Credo di aver visto in ognuna di quelle persone un avvenimento della mia vita. Per un attimo ho pensato" ecco, io sono qui a camminare e la mia vita mi passa vicina, io la guardo, mi accorgo di quasi tutti i particolari, ma IO cosa faccio? se davvero la mia vita si svolge come la confusione di questo mercato mi passerà soltanto accanto, io non farò altro che guardarla..." 

Ma poi un flash.... una sera di questa estate, un corso bellissimo di un paese di mare, tantissima gente che forma una confusione grandiosa. Forse una massa solo più rilassata rispetto a quella del mercatino, data la situazione. Io passeggio con delle amiche ma un pò spaesata, osservando quel luogo sconosciuto più che le persone; in quel caso io indifferente a loro, loro indifferenti a me. Fino a che vedo una persona che in quella massa colpisce davvero la mia attenzione. Decido di avvicinarmi con una scusa e lo faccio.

Questo pensiero mi ha rincuorata, ho iniziato a credere che anche la folla di quella sera d'estate è come la mia vita, la gente mi passava accanto indifferente proprio come al mercato, ma quando ho notato qualcosa che mi interessava davvero non ho lasciato che passasse...

Allora ho pensato  che sono io a decidere cosa devo solo osservare e cosa invece voglio affrontare.

Sono tornata a casa contenta,convinta che quell'osservare gli altri mi ha portato a capire di avere io il controllo più che di quelle persone, della mia vita.

Edy

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