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LA PIU' BELLA STELLA
Racconto di Greta
C'era una volta un giorno come tutti gli altri, o almeno così sembrava.
Nei miei polmoni penetrava sempre la solita aria, ma nel mio cuore e nella mia mente sentivo qualcosa che si muoveva e che mi fece chiudere gli occhi.
Erano la voce del cuore e quella della mente che stavano dialogando in una lingua da me sconosciuta.
Aprì gli occhi, e vidi un uomo davanti a me.
Era anziano, ma giovanissimo; barba bianca, ma capelli biondi.
Era seduto su una panchina, ed era vestito tutto di color azzurro. Mi fissò con quegli occhi altrettanto azzurri, e mi fece cenno di avvicinarmi.
Non appena il mio corpo fu a pochi centimetri dal suo, iniziai a tremare. Paura? No,
era emozione. Mi fissò nuovamente, ed iniziò a parlare:
"Sono anni che la cerco, ma ormai ha cambiato abitazione. La pioggia è l'insieme
delle lacrime che verso, per la sua assenza; le nuvole sono il risultato di momenti
tristi, tuoni e lampi la conseguenza di attimi dolorosi.
Sto parlando di una stella, quella che brilla nel firmamento dei miei
pensieri, ma che ormai posso solo guardare da lontano.
Il Sole è il mio fratello più caro, che viene a trovarmi con un cannocchiale, per
permettermi di vederla più da vicino.
Parlo di quella stella, l'unica che vive sulla Terra, che ogni tanto
va a trovare il mare, ma non viene mai da me".
L'uomo iniziò a piangere, e una nuvola nera fece da tetto all'intera città. Poi il
misterioso personaggio riprese a parlare:
"Nel suo Pianeta d'origine provocava solo l'invidia delle altre stelle; nessuna è bella come lei. Poi ho visitato il vostro mondo, ed ho capito che in mezzo alla falsità, ai pregiudizi, e al resto di cose orribili, una come lei è l'ideale.
Sono qui perchè mi hanno indicato la strada per trovarla; quella strada mi ha portato a te. Ti chiedo allora di non abbandonarla mai, e di non fare spegnere mai le luci che la rendono viva; le stesse luci che rendendola viva, rendono vivo chi ne conosce l'esistenza.
Ti affido questa stella e concludo questo monologo senza presentarmi.
Lascio che il tuo cuore e la tua mente un giorno ti confessino chi sono".
D'improvviso una giornata d'inverno sembrò tramutarsi in un giorno d'estate; c'era il Sole e c'erano gli uccellini. L'uomo senza identità scomparve, ed io mi incamminai verso la strada senza meta.
Fra una striscia pedonale e un'altra, dissi a me stessa che il signore di pochi minuti prima, non poteva che chiamarsi "CIELO".
Sono un vulcano in eruzione,
vivo trasportata dall'emozione!
Sono riflessiva e sensibile,
e considero ogni cosa indelebile.
Dicono anche che sono profonda,
ed io intanto vivo con una domanda:
mi chiedo chi sono realmente,
chissà se la risposta sta nella mia mente.