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la vita o la morte

di  Katerina

Io amo la vita e odio la morte! Ma se devo esistere non pienamente , soffermandomi soltanto sui battiti del mio cuore e ad affannosi respiri sorretti da una macchina , preferisco morire .

E poi che cos'è la morte? Io nasco ed il mondo esulta , io cresco e la vita mi sorride compiaciuta , io invecchio e l'universo comincia a non avere più segreti per me ; allora perchè quando io muoio non può essere una festa ? E' vero che il mio corpo si spegne , il sangue non circola più nelle mie vene portando ossigeno nei miei polmoni, il cuore non crea più quei rimbombi ipnotizzanti nel mio petto , gli occhi non risplendono più di quella luce raggiante , ma la mia anima? Rimane tra i miei cari : la mia famiglia , gli amici , i compagni di viaggio e di mille avventure , gli amori , gli amanti , nelle lenzuola bianche del mio letto , nei vestiti che ho messo in quei giorni di spensieratezza e allegria , nelle foto , dove il mio sorriso è rimasto eterno , dove i miei sguardi avranno per sempre quel magico tocco di dolcezza , freschezza ed ingenuità .

Perchè non può essere una festa la mia morte se è solo la dimostrazione più chiara che ho vissuto?

L'uomo da quando esiste ha cercato disperatamente di prolungare la propria vita grazie alla scienza con soffisticate macchine e straordinari medicinali o usando la fantasia aggrappandosi a " pietre filosofali" , " pozioni magiche" e Dio .
A questo punto la mia domanda è : in un prossimo futuro cercheremo le nostre risposte soltanto nelle cose materiali o continueremo a trovare conforto nel pensiero che esiste una forza misteriosa e onipotente che riesca a darci la vita eterna?

La vita d'oggi ci offre sempre più dimostrazioni che credere e sperare non necessariamente è uguale a vivere , ma non si dice anche che " la speranza è ultima a morire".
Perciò dopo rifflessioni contorte il mio unico pensiero su questo quesito è : Credere nella scienza è come credere in Dio , cioè sempre un "forse" di mezzo .

Devo ammettere che se il percorso della mia vita , per qualche tragico incidente , viene interrotta  e io possa riprenderlo, mi infonde un senso di tranquillità , ma conoscendo le condizioni di  sopravivenza che mi vengono imposte preferisco fermare in quel istante la mi esistenza .

Quante volte ho sentito di persone in coma , attacate ad una macchina , in completo stato  vegetativo , passando le loro giornate , mesi , anni sdraiati su di un letto d'ospedale .Che senso ha ? E' solo una forma di egoismo da parte dei famigliari .

E' difficile dire addio ad una persona cara, ma perchè torturarlo e torturarsi cosi disperatamente?

In alcuni paesi l'eutanasia è legale , in molti no. Far morire in modo "dolce" un essere vivente che ormai non chiede altro, perchè la vita per lui è diventata soltanto una sofferenza continua , non può che alleviarlo .
Cosa fà più male : un uomo che si dispera per il dolore e per il quale ogni secondo diventa un'eternità nelle fiamme dell' inferno o un uomo che ha vissuto e dal momento che si è spenta la fiamma della sua vita lui esisterà per sempre nei nostri ricordi ?

A voi la scelta , la mia l'ho già fatta! L'eutanasia non deve essere legalizzata ma se indispensabile  è l'unico rimedio possibile!
Se un giorno le persone che amo e che mi amano dovranno prendere questa decisione nei miei confronti, voglio che sappiano che "morire" per me non è sinonimo di " non esistere più" ma "continuare a vivere in modo immenso".
Finchè almeno una persona a questo mondo pronuncerà il mio nome ripensando alle mie azioni e alle mie parole sentendosi orgoglioso di aver fatto parte della mia
vita io ci sarò...per l'eternità!

Katerina

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