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James Brown

 


James Brown è
morto oggi, 25 dicembre 2006. Tante parole non servono, a noi piace ricordarlo così.
Solo in musica. Addio James e grazie di tutto.


Milano,  Venerdi 31 Maggio 2002
James Brown al Palavobis


Quanti anni ha James Brown?

Venti, quindici, ottanta, duecento? Quanti anni ha James Brown?

C'è da sempre James, c'è sempre stato, sarà anzianissimo, eppure negli show lo vedi oscillare continuamente tra l'esperienza di uno che di anni ne ha davvero tanti e l'ingenuità di uno che si diverte come un bambino, che pensa al suo show con la voglia di esagerare di un bambino.

E' pettinato come mia nonna, lo so, però credo sia la stessa pettinatura che si porta dietro da quando era giovane, non è una pettinatura da nonno, è una pettinatura da James Brown. Ora, è più inquietante il fatto che lui sia pettinato come mia nonna o che mia nonna sia pettinata come lui? Non saprei.

"It's A Man's Man's Man's World", "Sex Machine", "I feel good", "Please, please, please" ecc… quando penso a James non ricordo solo le sue canzoni, ma penso anche all'Apollo Theatre, all'Ed Sullivan Show, alla Motown, al blues, al soul e a tutti quei magici posti, momenti e personaggi che in quegli anni si aggiravano nella scena della musica nera americana e mi chiedo: io dove cavolo ero?

Non c'ero ancora, e comunque qualche anno dopo sarei nata a Milano, Italia, e non ad Harlem o sulle rive del Mississippi…pazienza!!!

Era la seconda volta per me, avevo già visto James un paio di anni fa al Vigorelli, (e qui, citando il Vigorelli, potrei continuare a parlare di posti mitici dove si sono esibiti gruppi mitici e potrei continuare a lamentarmi per essere nata nel 1975 perdendomi un sacco di eventi storici, tipo… Beatles al Vigorelli… però non lo farò, altrimenti vado in sbattimento…).

James è sempre un grande spasso, il suo gruppone è favoloso, due bassisti, due batteristi, un percussionista incazzatissimo, due tastieristi, quattro coriste, due ballerine, i fiati e due chitarristi, uno dei quali sembrava appena uscito dal liceo classico, come mi ha fatto notare un mio amico, e invece suonava come i suoi compagni più anziani, con quel suo faccino pulito e i capelli corti e precisissimi biondicci-rossi.

Quest'anno c'era decisamente molta più gente, si sono divertiti tutti come pazzi. Il migliore di tutto il gruppo di James resta sempre " The Maestro " quell'omino magro, magro, nerissimo e tintissimo che lo annuncia all'inizio dello show e che ogni tanto arriva sul palco per avvolgere James nei suoi mitici mantelloni…

Se tornasse in Italia tornerei a sentirlo. Lo dico sempre e lo dirò anche questa volta: quando si ha l'occasione di andare a sentire una leggenda, bisogna andare.
James Brown è uno di quelli che…" ci devi andare anche se non ti piace ".

Simona staff maialino.it


Milano, 13 Luglio 1999  Velodromo Vigorelli ... il maialino non c'era ancora ma io si.

Un appuntamento a cui non si poteva proprio mancare. Eppure non eravamo in molti, non darò senz'altro la colpa alla pioggia che, si sa, non è mai stata un freno alla passione per la musica. Forse è semplicemente che per alcuni James Brown non è un cantante "di tendenza"... Mah!
Comunque, polemiche a parte, il cattivo tempo ha causato qualche problema: l'impianto d' illuminazione del palco è stato completamente rovinato e quindi lo spettacolo poteva risentirne un po', considerando il fatto che James Brown è anche noto per le sue americanate un po' tamarre...
Ma ad aggiustare tutto ci ha pensato proprio lui, The Godfather of soul, e la sua musica. Lo show viene annunciato dall'immancabile voce del così chiamato "Maestro", quell' omino piccolo piccolo che alla fine della presentazione continua a ripetere "James Brown, James Brown, James Brown...".
Ed ecco, dopo un po' di sana musica regalataci dalla sua band per scaldare l'atmosfera, arriva lui. Qualcuno si accorge che sta arrivando dal fondo della pista e non dal palco come i cantanti "di oggi". Un bagno di folla circondato da quei bestioni delle sue guardie del corpo. Guardandolo si prova un'emozione fortissima, ve lo posso assicurare, anche per chi non è un fan scatenato!

Lo guardi e pensi che è proprio è lì, è lui, una vera leggenda!
E lo spettacolo inizia. I tormentoni come "Livin' in America", "I feel good", qualche lentone e naturalmente i suoi inimitabili (solo Jackson può farli) passetti di danza. La pettinatura cotonatissima che ad un certo punto si scombina un po', e poi spazio alle grandissime, per talento e dimensione, coriste. Tanta musica ed anche un James Brown che suona le tastiere tutto impegnato,  poi ecco il cretino di turno: qualcuno lancia una bottiglia sul palco. James replica: "One more and we quit" (ancora una e smettiamo).
A parte quest'incidente, tutto è andato bene, James, illuminato dalle sole luci del Vigorelli ha portato a termine il suo show, tutto calcolato, i passetti di danza dei musicisti, le gags esilaranti con le coriste, e il finto addio con tanto di inchino e mantellone alla Elvis, ma lui non se ne voleva andare, di scatto si rialza, il "Maestro" gli toglie il mantello e la musica ricomincia.
Il pubblico era speciale, vario, decisamente divertito, sembrava di essere in uno di quei locali di musica black dove tutti ballano e i più bravi si cimentano nel Funky, ma questa volta lui era lì, con grande professionalità ed un po' di sano spettacolo fatto di colori e lustrini, la musica in fondo è anche questo.

Simona staff maialino.it