maialino.musica

 

Libri Cinema Teatro Gossip Animali Cartoni Musica Gallery Home

Concerto Ligabue
Cagliari 22 Luglio 2008


Sono stata una figlia perfetta, queste due settimane. Ho aiutato in casa. Ho innaffiato i fiori e me ne dimentico sempre. Sono andata a lavoro nel nostro negozio, dall’apertura fino alla chiusura senza battere ciglio, senza lamentarmi, anche se avevo sonno la mattina o anche se avrei preferito passare tutti quei pomeriggi al mare.

E poi, il martedì, il 22 luglio, di pomeriggio, fino alla mattina dopo, ero libera.

E sono andata a Cagliari a vedere il concerto di Ligabue!!!

Si, lo so. Lo so. Lo so che sembra fatto apposta. E forse un pochino lo è…

Il concerto è stato bellissimo!!! Con me, coinvolgo la mia amica Silvia, che adora Ligabue da anni ormai, come me del resto.

Ciò che subisco da parte di quest’uomo non ha solo a che fare con la sua musica. È proprio l’uomo che mi colpisce sempre di più. Una persona che ha raggiunto il successo e continua ad apparire in maniera estremamente semplice, alla mano, pronto al contatto con la gente, col pubblico, che paga per vederlo e lo fa volentieri, anche se i prezzi sono alti.

Ecco perché sono andata tutti i giorni a lavoro senza battere ciglio. Non voglio una paga come quella di una dipendente, non adesso, non qui che sto aiutando la mia mamma, mi basta una ricompensa simbolica e questa lo era. Ma veniamo al concerto.

Siamo alla fiera di Cagliari alle ore 18, ancora non c’è nessuno che suona, Liga comincia alle 21, prima di lui ci sono due gruppi. Il Nucleo e i Rio.

Il Nucleo ha cominciato a farsi conoscere qualche anno fa, con il brano “Sospeso”. Anche i Rio sono in giro da qualche anno, si sono fatti notare con il brano “Come ti va?”, successo radiofonico. Ma sono rimasti alla mente di tutti soprattutto perché alla chitarra vediamo un certo Marco Ligabue, che è proprio il fratello minore di Luciano.

Alle 19 salgono Il Nucleo e suonano per circa mezz’ora. Classico rock italiano, ci presentano tra gli altri i loro brani più famosi come appunto “Sospeso”, “27 aprile” e “Cambiano le cose”. Dopo di loro i Rio. Altra mezz’oretta di pop rock con i brani “Come ti va”, “Margarita”, “Sei quella per me”  e “Vita perfetta”.

Salutano, escono e lasciano il palco al grande Luciano. Che però si fa attendere… eh, se si fa attendere. Ma qualcosa di totalmente inaspettato sta per succedere sopra le nostre teste… qualcosa che ci spinge a restare col naso all’insù per qualche secondo e con un espressione estasiata.

Un gruppo di fenicotteri rosa attraversa il cielo di Cagliari. E noi rimaniamo assolutamente immobili e incantati. Spettacolo naturale meraviglioso.

Una pausa lunga, che è valsa la pena vivere solo per questo!!!

Alle ore 21 Liga dovrebbe salire sul palco, ma non si vede fino alle 21.20. Entra. Eccolo, è lì davanti a me, finalmente ce l’ho fatta a vederlo!!! E quelle note, cosa sono??

Sono le Certe Notti che ci canta da subito, che ci riassume anticipatamente quello che ci aspetta da qui alle prossime due ore!!! Quelle notti che non voglio smettere mai, esatto, proprio così!!


Subito dopo parte Il centro del mondo, che per oggi, lasciatemelo dire, è qui, è adesso. Andrei avanti raccontando tutta la scaletta, pezzo per pezzo, ma salterebbe fuori qualcosa di troppo freddo, di troppo schematizzato.

Da quando ho saputo della data di Cagliari, ed era febbraio, ho sperato di andare. Ho sperato di vederlo il Liga, perché lui è stato il primo. Il primo cantautore che mi è piaciuto e anche il primo uomo che mi ha dimostrato come una mente brillante possa essere molto più affascinante di uno sbarbatello che canta frasi mielose per colpire le ragazzine.

Quando ho cominciato ad ascoltare seriamente il Liga, era il periodo dei Backstreet Boys… capite no? Capite cosa intendo? Attorniata da coetanee che per le boy band andavano pazze e io mi ritrovavo ad ascoltare quella “Viva”, che mi lasciava i brividi e a guardare quell’uomo in ogni programma tv, ad ammirarlo a rimanerne totalmente affascinata.

A Cagliari non ha suonato Viva, ha eseguito però altre canzoni che adoro, come Quella che non sei, Ho messo via, Leggero, Piccola Stella senza cielo, caratterizzata dalla presenza di un’acrobata che si esibiva proprio in cielo.

E poi “Non è tempo per noi”, sempre così attuale, tanto che nello schermo alle spalle dei musicisti, scorrono i primi dieci articoli della Costituzione Italiana. Col primo, “L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”, che a ricordarla proprio in questi giorni, dove pare che il lavoro precario continui a guadagnare terreno col benemerito consenso del nostro governo.

E ci vuole un rocker a ricordarcelo. Colui che poco prima che si spengano le luci ci incanta ancora con la sua “Buonanotte all’Italia”, e ci ricorda che per quanto sia una terra difficile, smettere di amarla e di sognarla, non potrebbe che peggiorare le cose.

Lo spettacolo si chiude così. Con lui che ringrazia, coi musicisti che ci hanno dimostrato anche oggi la loro bravura. Con noi estasiati. Con me emozionata. Con me ammaliata da quell’uomo, ancora oggi dopo anni, con me convinta che stasera, con la frase “Porta la tua vita e vediamo che succede a mescolarle un po’”, le vite in ballo siano la mia e la sua, echissenefrega anche se non mi ha mai visto, per me è così lo stesso.

Sono senza voce, talmente felice da non sentirmi neanche stanca.

Mi rivengono in mente i pomeriggi precedenti, quelli che ho passato alla cassa, contando resti, sorridendo ai clienti. Mi viene in mente che ho fatto tutto senza batter ciglio proprio per arrivare a questo, come dire, hey, sto lavorando, oggi posso divertirmi!

È un discorso infantile. Non mi considero una persona matura. Non sono una figlia perfetta. Non lo sarò mai. Mi basta il suono di una chitarra elettrica per farmi cambiare espressione. Per risvegliarmi dentro.

Stanotte i sogni di rock’n’roll li costruisco io. E mi basta la mia voce rauca, la mia momentanea sordità, lo sguardo perduto, come se quelle immagini, come se quel concerto, non fosse mai terminato.

Per me non lo è.

Sara maialino.it

ps:  Le foto non sono venute benissimo per più motivi. Il primo è che sono bassa e mi sono dovuta elevare nell'aria come il mago Copperfield per cercare di fotografarlo tra le mani e le teste pelate di chi avevo davanti. Il secondo è che la mia macchina fotografica non è professionale e lo zoom oltre un certo livello non va.

I testi di Ligabue                 Torna a musica                     Altri Concerti Live