maialino.musica

 

Libri Cinema Teatro Gossip Animali Cartoni Musica Gallery Home

Concerto Placebo

25 Luglio 2006 Lucca


Ore 0.00. Primo pensiero. Ci siamo. E’ il 25 luglio. Questo 25 luglio, è tanto che lo aspetti. Una data del genere per te è importante e anche se riguarda direttamente delle persone che non conosci direttamente, tu non vedi l’ora di ritrovartele davanti. È una data che aspetti generalmente da 3 anni. E invece, precisamente, da 3 settimane.

Ore 2.00. Impossibile dormire. O se non impossibile, molto difficile. Perché hai gli occhi spalancati e stai sognando lo stesso e non sai più se sia meglio chiuderli e sforzarsi di dormire o sia meglio lasciarli aperti, tanto il sogno si realizza lo stesso.

Ore 08.00. dopo una nottata di innumerevoli risvegli, tanto vale alzarsi. Accendi il cellulare e ti scrive la tua amica Lisa, poche parole. “Dai Sara, è il grande giorno!!!”…oddio…è davvero il grande giorno… poco più di 12 ore e loro saranno davanti a te, dopo 3 anni. E loro suoneranno anche per te. L’emozione è alta eppure, come ti hanno sempre detto, è solo un concerto. Solo.

E’ la seconda volta che vedo i Placebo. E ora che ci siamo, non ci credo ancora. Guardo il cielo, nuvoloso. Non mi intimorisce. Tipico preparativo a una leggerissima pioggia pomeridiana. Quella che dura 15 minuti e dopo, è come se mai fosse piovuto, più caldo di prima. Questa giornata sembra di una lentezza impressionante, mattinata lenta, pomeriggio ancora di più e sembrano diecimila quelle ore che mi separano dalla prima tappa che mi porterà da loro.

Ore 17.30. E finalmente. Treno per Lucca. Alla stazione incontro la mia amica Leda, costretta con la forza a venire con me. Riconosco la mia totale assenza di buona compagnia, ma chilometro dopo chilometro il cuore mi batte sempre più forte, fino a bloccare la voce e i pensieri. Manca sempre meno. Tengo il biglietto d’ingresso in mano. Lo scruto a fondo. 25 luglio, è oggi. Lucca. Ci sto arrivando. Piazza Napoleone. Ti trovo in un baleno.

Ore 18.30. Destinazione raggiunta. Lucca è bella, è molto bella. Ma passo dopo passo sono totalmente guidata dai suoni che dalla piazza ricoprono tutta la città. La musica, è lei. La voce, è la sua. Rullata di batteria. Sono loro. E’ il soundcheck. Piazza Napoleone è vicinissima, in men che non si dica mi ritrovo in mezzo a una fila, con gente di tutte le varietà. Cloni artefatti di Brian Molko, abbigliamenti decisamente eccessivi, con abbinamenti di capi assolutamente di dubbio gusto. Sono la meno particolare di tutte queste persone. Con la mia semplicissima maglia nera, i miei semplicissimi jeans e neanche un filo di matita negli occhi.

Ore 19.00. I cancelli si aprono. Bene. Il biglietto ce l’ho in mano, posso entrare. E ora ci credo veramente. Ci credo. Ho il palco davanti. Da adesso fino alle 21.30 è solo l’impazienza a farla da padrona. E anche una bella passata d’acqua… onde evitare svenimenti per il caldo, la sicurezza decide di rinfrescare il pubblico con un meraviglioso idrante. Pioggia artificiale per dieci minuti buoni. Piacevole inizialmente, non dava nessun sospetto di essere, nella minima parte del 30%, causa della totale perdita di voce da parte della sottoscritta.

Ore 21.30.Eccoli finalmente. I Placebo salgono sul palco. Solita posizione. Brian alla destra del pubblico, Stefan alla sinistra, Steve naturalmente al centro. Si comincia. Brian sfoggia un nuovo look…capelli rasati. Non dico a zero…ma facciamo a uno! Le prime note che si sentono sono quelle di One of kind, brano tratto dal loro ultimo album. Quasi tutte le canzoni dell’ultimo album Meds sono rappresentate dalla band. Gli altri album vengono leggermente accennati. Riconosco di non essere obbiettiva, io avrei voluto sentire tutte le loro canzoni di tutta la loro vita!!!

Ci presentano le canzoni nuove e ci ripropongono tra le più famose di quelle passate. La gente si esalta sempre di più, rimango incantata da quelli che per me sono gli esseri perfetti di questa terra. E’ amore! Li osservo attentamente, loro cantano e io sussurro le loro stesse parole. Assurdo, non parlo una parola d’inglese e i loro testi li so a memoria. La mia amica Leda che è accanto a me, comincia a gridare. Lei, proprio lei che ci ho messo pure un bel po’ di tempo a convincerla, lei che fino all’ultimo mi ha fatto patire le pene dell’inferno, non essendo totalmente convinta della sua partecipazione a questo evento. Lei che era così indecisa adesso comincia a gridare verso i miei 3 principi… non posso fare altro che seguire a ruota. Ed ecco il restante 70% delle cause del mio abbassamento di voce.

Arrivano le 23.00 in un batter d’occhio. Il concerto finisce con la splendida twenty years, i Placebo ringraziano, salutano e dopo l’immancabile inchino vanno via. Di solito alla fine di qualcosa di bello si è sempre un po’ tristi. Con mio sommo stupore ho la conferma che per me non è così. È tutto finito adesso, la piazza piano piano si svuota, il pavimento è ricoperto da ogni genere di rifiuto. Leda va a sedersi, è stanca. Ma felice. Io resto ancora vicino al palco, in silenzio (non posso fare altrimenti), con gli occhi sognanti e un sorriso stampato sulle labbra.

Ora è tutto finito. Esco dalla piazza. Sono felice.

Questo momento adesso è mio per sempre, nessuno potrà mai portarmelo via.

Sara maialino.it

maialino.live

Libri Cinema Teatro Gossip Animali Cartoni Musica HOME