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U2 il concerto in Italia
Torino Stadio delle Alpi 21 Luglio 2001: "We're shine like burning
star...tonight"

...E gli U2 e i loro fan hanno brillato di una luce veramente intensa il 21 Luglio
2001, a Torino, unica data italiana di una delle più grandi band ancora in circolazione.
Il tour de force è iniziato presto per le migliaia di ragazzi accampati fuori dello
stadio che intorno alle 12, prima dell'orario previsto, ha aperto i cancelli scatenando la
corsa ai posti migliori.
Per noi, gruppo omogeneo rappresentante la Sardegna, la Liguria e Roma, è iniziato un po'
più tardi, per l'ansia di nutrire
prima il corpo che la mente, a caccia per quasi l'intera mattinata di vettovaglie,
prontamente dimenticate in un oscuro albergo, ma oggetto dei nostri pensieri per tutto il
lungo pomeriggio.
Intorno alle 14.00 guadagnare un posto sugli autobus per lo stadio si rivela impossibile:
questi sono troppo carichi per
far salire passeggeri alle fermate successive alla stazione. Tre taxi ci porteranno
alla periferia della città, acquisto d'obbligo di magliette e cappellini e poi dentro!!
Lo spettacolo della folla comincia già a colpire, specialmente sul prato: sono
migliaia, molti già in piedi, accaldati e pressati. Decidiamo di occupare i posti sul
primo anello, all'ombra (particolare non trascurabile), proprio di fronte al palco, ma
anche nel punto più lontano dal palco; i cantanti si riveleranno poi lillipuziani, ma con
l'aiuto di potenti binocoli e degli schermi, l'effetto di poter vedere tutta la folla e il
palco insieme varranno le dimensioni ridotte dei nostri beniamini.
Il pomeriggio è lunghissimo da passare, i gruppi di supporto decidono di partire molto
presto, intorno alle 16.30
con la band dei Timoria, i Verdena ed infine i Fun Lovin Criminals.
L'attesa sta quasi per finire. Inaspettatamente gli U2 arrivano in anticipo.
Gli spalti sono gremiti ed il prato è un mare di persone: il boato di benvenuto si fa
sentire.
E' 'Elevation' il primo pezzo, ma è con il secondo, "Beatiful day", con
l'accensione degli schermi, che la folla si infiamma sul serio.
Tutti possiamo vederli quasi in viso, perché le immagini, in bianco e nero, sono quasi
esclusivamente primi piani dei 4.
Il palco, di per sé grandissimo, è accompagnato da una passerella a forma di cuore,
chiusa, al cui interno accoglie un
migliaio di fan, i più fortunati. Su questa passerella Bono correrà, camminerà e
canterà da solo o con i suoi.
"Desire" li vedrà tutti e quattro sulla passerella, con Larry ai tamburi e Bono
alla fisarmonica in una versione quasi
acustica.
I pezzi del vecchio repertorio sono i più apprezzati ma " Stuck in a moment you
can't get out of" viene decretata come la più
bella dell'ultimo album.
Indimenticabili saranno poi "Stay", "With or without you", "Where
the streets have no name", "Sunday bloody sunday",
con un accenno da parte di Bono a ciò che stava succedendo a Genova.
Una piccola pausa porterà all'ultima fase del concerto.
Purtroppo poco prima di questa succede un piccolo tafferuglio proprio sotto il
primo anello, davanti a noi:
un infermiere ne esce contuso, arrivano in massa i poliziotti in tenuta da difesa.
Gli idioti ci sono anche qui e le divise blu e i caschi fanno pensare ancora una volta
ai migliaia a Genova.
Le ultime canzoni, dopo "One", saranno "Pride" e, forse un fuori
programma, il primo singolo degli U2 risalente a 20 anni prima:
"Out of control"; forse un omaggio del gruppo ad un pubblico così numeroso e
caldo, che li ha spinti ad allungare un po' di più la durata del concerto, un
regalo dedicato ai fan italiani.
"All that you can't leave behind", con il simbolo della valigia con il cuore,
dà lo spunto per riflettere: tutto quello che non ci
si può lasciare indietro, per gli U2 sicuramente le canzoni del passato, il 'loro'
passato.
Per noi il 'nostro' passato, i ricordi, le emozioni che abbiamo provato
nella vita.
Ma nella nostra 'valigia con il cuore' ci sarà anche un posticino per questo momento
indimenticabile e così intenso.
Gli U2 sono stati la band della nostra generazione, i nati negli anni 60-70, adolescenti
negli anni anni '80.
Speriamo che anche le prossime generazioni possano godere di una simile fortuna.
Giovanna per maialino.it