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Concerto Vasco Rossi
- Maialino Live On The Road Again
Catanzaro 25 Settembre 2004

Ero incredula alla notizia che Vasco, il grande Vasco, avesse deciso di
tenere un concerto gratuito a Catanzaro!
No, anche la Calabria, una volta tanto, viene ricordata dai grandi artisti! Il perché labbia fatto, non lho ancora capito, forse perché la sua "buoni o cattivi" è diventata colonna sonora di un film di un regista calabrese, per smentire vecchie affermazioni negative sul meridione che alcuni gli attribuirono, oppure, per fare davvero un regalo ai suoi fan! Insomma, anchio non ho resistito al richiamo del Blasco e con uno zainetto sono salita su un treno, destinazione Catanzaro.
Al mio arrivo, mi accorgo di non essere sola: tantissime persone mi avevano preceduta e si trovavano già nell enorme distesa del Germaneto! Mi guardo intorno e vedo che qualcuno aveva pensato di portarsi una tenda e, chi, invece, stava disteso sul prato sorseggiando una birra.
In attesa che Vasco arrivasse sul palco, altri gruppi locali, seguiti dalla frizzante Irene Grandi e dagli Articolo 31, hanno intrattenuto il pubblico.
Gli Articolo, oltre alle canzoni trasgressive e coinvolgenti, hanno proposto un sondaggio rendendo il pubblico unico protagonista. J Ax ha chiesto quale inno nazionale si addicesse di più al popolo italiano e quindi, ha intonato prima il classico Inno di Mameli e poi un "ma che ce frega, ma che ce importa". Ognuno ha espresso il proprio giudizio attraverso urla e sorrisi, ma, il pensiero è sempre lo stesso, fisso ed imperterrito "Vasco, dove sarà?"
Lattesa è diventa insostenibile e mentre alzo gli occhi al cielo, una goccia mi scivola tra la guancia. Sono le nove, ci siamo: le luci si abbassano, il palco si riempie di velocemente di fumo, un suono di mistero rende lattesa stancante fin quando, la voce fuori campo di Diego pronuncia le parole rituali di questo tour:
LA STORIA SI RIPETE, BUONI O CATTIVI, GIUSTO O SBAGLIATO, QUESTO E LINIZIO".
Sento le sue parole vibrarmi nella testa, unombra cammina velocemente nel palco, le luci si riaccendono e lui è lì, con il microfono in mano mentre partono le prime note di "fegato spappolato" e poi, "portatemi Dio", "Rewind", "Stupido Hotel", "Cè chi dice no", "Gli spari sopra", "Un senso", "Cosa cè", "Brava Giulia", "Dormi dormi", "Siamo solo noi".
E proprio come te lo immagini, con i pantaloni larghi, maglietta, cappotto di pelle, berretto ed occhiali sfumati. Tutti gridano, lo seguono, un solo coro si innalza nel cielo Calabrese e, stavolta, non si tratta si sole persone meridionali ma, accanto a me vedo ragazzi di Milano, Padova, Perugia, Livorno, Roma, Messina, e tanti, tanti altri giunti lì per poter vivere unemozione in più.
A metà concerto, Vasco e Solieri dedicano "canzone" al grande Massimo Riva, sul maxi schermo, la luce delle sue immagini illumina i volti degli spettatori, una ragazza vicino a me si commuove. Ma si riparte, più grintosi di prima, ancora con tanta voglia di gridare le emozioni chiuse dentro.
Tutta la tribù assorbe la grinta delle sue parole e condivide lamara realtà che descrive canzone dopo canzone. Vasco fa qualche apprezzamento sulle belle donne presenti, le vorrebbe tutte per sé e, giustamente, ognuna di loro sarebbe finita volentieri fra le sue braccia! Infine, un momento atteso ma duro da accettare: Albachiara. La canzone ormai diventata colonna sonora di molte generazioni che, tuttavia, preannuncia la fine di quel sogno.
La pioggia è sempre più forte, sembra che anche lei si infervori insieme al resto dellimmensa folla, faccio fatica a star in piedi perchè la terra cede e io mi sento sprofondare come nelle sabbie mobili.
Vasco rivela che siamo alla fine della festa, come risposta riceve un NO urlato, ma è tardi, piove e lui sembra non sentire. Continua a pronunciare una serie infinita di "grazie" e "siete belli", si volta, barcollando va via, scambia due parole con Irene Grandi. Io alzo gli occhi al cielo e una cascata di gocce mi bagna il viso, ormai persino la pioggia è piacevole.
Intorno a me 400.000 persone, poi, piano piano, la montagna umana inizia a scomparire. Risalgo sul treno, ritrovo Ersilia e Patrizia di Battipaglia con il ragazzo Gaetano di San Cataldo, ancora sporchi e con gli occhi sognanti. Inutile dire che abbiamo passato il viaggio commentando ogni istante del concerto.
Adesso, ho ancora le sue immagini in mente: dagli occhiali lanciati sul pubblico, al giaccone di pelle sbattuto per terra, dal suo modo di andare avanti e indietro per il palco, allespressività dei suoi occhi.
Non ci sono altre parole: grazie Vasco.
Giusy maialino.it