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19 Marzo Festa del Papà
Sono tante le cose che vorrei dirti. Forse troppe perché, finora, ho ingenuamente lasciato che i pensieri più dolci si accavallassero e rimanessero in un angolino della mia mente. Non so perchè lho fatto, forse perché non avevo capito nemmeno io quanto la tua presenza fosse essenziale per la mia serenità.
E proprio vero: certe cose si apprezzano e si comprendono solo quando non sono a portata di mano. In tal caso, bisogna solo sperare di poter ancora rimediare. Del resto "chi non è in anticipo è il ritardo". Me lo hai insegnato tu, no? E allora voglio svelarti proprio adesso che sei e sarai sempre lesempio più giusto, virtuoso e morale che tenterò di seguire.
Penso a tutto quello che hai fatto, al bene incondizionato che mi hai sempre dimostrato, alle attenzioni, ai sacrifici e alle buone parole che hai saputo dirmi. Non ti nascondo che avrei voluto ascoltarle più spesso. E mi sarebbe anche piaciuto tempestarti di domande su di te, sul tuo passato, sentire i tuoi racconti e riprendermi, parola dopo parola, ogni ricordo bello e brutto della tua vita.
Sapessi quante volte sono rimasta ad ammirare le tue vecchie fotografie sperando di capire qualcosa in più dai tuoi sguardi, dai tuoi occhi profondi. Altrettante volte, avrei voluto dimostrarti il mio affetto ma, non lho saputo fare come avrei voluto.
Adesso, invece, mi manca il tuo passo saldo e felpato, quella carezza che mi facevi quando leggevo un libro, la tua mano grande da stringere. Mi manca il tuo sguardo fresco e attivo del mattino, linconfondibile rumore della tua collana, le tue cravatte, il tuo ordine, il tuo modo silenzioso di infilare la chiave nella toppa.
Mi manca anche quando abbassavi la testa verso di me e mi porgevi la guancia per un bacio.
Mi manchi tu e quella bella sensazione di protezione che ho provato solo stando accanto a te: l uomo più importante della mia esistenza. Luomo che mi ha dato tutto: felicità, amore e vita!
Grazie per ogni riflessione, ogni consiglio e lezione di vita ma, soprattutto, grazie per essermi sempre accanto.
Ti voglio bene papà.
Con amore
Tua figlia Giusy
Quando ero piccola si sdraiava sul divano e mi faceva posto in un cantuccio. Guardavamo insieme la tv finchè non si addormentava e io cominciavo a pizzicargli il naso.
Ricordo, strillava forte"Cazzarola!!" e io pur non volendo finivo col ridere, piano piano per non farmi sentire. Era bello quando , soli in casa, mi preparava tutto quello che mi piaceva, panino con la nutella a merenda e latte coi biscotti per cena e per una volta, niente verdure!
Mi viene in mente quando girava per il corridoio in carrozzella con un gesso blu elettrico alla gamba e il capello brizzolato.
Quando minuscola, sedevo in prima fila ai suoi spettacoli in teatro, quando recitava col bafffo propompente e le basette lunghe.
Ho un pò di nostalgia se chiudo gli occhi e lo rivedo tra i miei banchi di scuola ad insegnare a tutti i miei compagni come si usano i colori. Mi ritrovo all'improvviso, vestita elegante all'inaugurazione della sua ultima mostra quando recitava una favolosa poesia di Prévert con un sottofodo di dolcissimi madrigali e tutt'intorno i suoi quadri e i miei occhi che osservavano da ogni cornice.
Scende una lacrima per tutte quelle volte che non l'ho voluto, che l'ho cacciato, che l'ho odiato, che l'ho rifiutato, perchè non cambiava, perchè diceva bugie su bugie, perchè rovinava sempre tutto, perchè distruggeva ogni cosa, ogni sicurezza,ogni minima certezza.
Ho in testa le immagini di quando eravamo tutti insieme al mare felici, senza sapere che la rovina era proprio lì dietro l'angolo, e lui l'avvertiva, la sentiva vicina, come un'ombra che lo perseguitava.
Ora entro in casa la sera e lo rivedo addormentato sullo stesso
divano, davanti al telegiornale, col telecomando in mano, lì vicino c'è un posto anche
per me, ma non trovo più il coraggio si sedermi, avvicinarmi e sussurrargli sottovoce:
Auguri.... papà.
Evita