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Ugly Betty
America Ferrera Nata a Los Angeles 18 Aprile 1984 originaria dell'Honduras

 Settembre 2008

Ed è terminata la seconda stagione di Ugly Betty. Tra salti di palinsesto e variazioni di orario tanto per farla perdere di vista a chi vuole seguirla, anche questa edizione è terminata, con tanti colpi di scena, un finale che ci lascia fortunatamente presagire una terza serie in arrivo e il solito splendido insegnamento che Betty ci lascia.

Il match è questo: Immagine 0 - Intelligenza 1000!!!!!

Perché in tutte le difficoltà, anche nei momenti in cui sembra che una bella faccia possa migliorare le cose, è qui che subentra la testa, il cervello, la finezza, il ragionamento ed è qui che sta la dimostrazione schiacciante di quanto ciò sia realmente importante, anche adesso, che sembra che il mondo ogni giorno di più si basi sull’apparenza!

La seconda serie è finita con Betty attanagliata dai dubbi, con due ragazzi che la corteggiano, uno con una proposta di matrimonio e l’altro con un viaggio a Roma.

Eh si, perché come in questa serie tv, anche se difficili da trovare, ci sono dei ragazzi che capiscono che l’estetica vale molto ma molto poco, anche nella vita vera. E Betty non perde occasione per dimostrarcelo!!

E infatti è per questo che tutte le volte che questa serie finisce lascia un po’ di tristezza, perché adesso saremo nuovamente bombardati da immagini patinate e photoshoppate pur di rincorrere il mito della perfezione.

Che dire, aspettiamo Betty con impazienza, aspettiamo un telefilm che ci sa raccontare, anche se in modo quasi fantastico, una parte di realtà che ci deve riguardare da vicino! No alla superficialità, si all’intelligenza!

E per concluderla in musica… che dire della canzone Big Girl (you are beautiful) che Mika ha modificato in “Hey Betty, you are beautiful”???

Stupenda!!!!

 


Ugly Betty

La versione originale nasce in Colombia nel 1999 ed è stata trasmessa in Italia nel 2004 su Happy Channel, che dovrebbe essere un canale satellitare di Mediaset, col titolo tradotto “Betty la cozza”.

La prima versione si chiama “Yo soy Betty la fea” (“Io sono Betty la brutta”), la trama è simile, nel senso che Betty lavora in una fashion house e non in una rivista di moda, ma è sempre basato sull’aspetto fisico di Betty e sulla superficialità di chi la circonda.

Inoltre in tanti paesi del mondo esiste già da tempo una versione riadattata del telefilm (in alcuni è proprio una soap opera che va in onda giornalmente). In Israele si chiama “Ugly Esti”, in India “There’s no one like Jessi”, in Germania “In love in Berlin”, in Russia “Be not born beautiful”, in Messico “La fea màs bella”, in Olanda “Lotte”, in Turchia “I can’t stay without you”.

In Spagna si chiama “Yo soy Bea”  “Io sono bella”, basato anche su un gioco di parole.

Gira voce che dopo la messa in onda da parte di Mediaset la Rai abbia intenzione di fare anch’essa un riadattamento e trasformare il telefilm in una soap opera quotidiana. Pare che la più quotata come protagonista sia Paola Cortellesi, ma ancora non c’è niente di ufficiale.

Curiosità. Le attrici della soap che impersonano Betty sono tutte imbruttite, in realtà sono molto belle e pare che la prima Betty della versione colombiana, tale Ana Maria Orozco sia addirittura una vincitrice del concorso Miss Colombia.


Altra curiosità. Il telefilm americano Ugly Betty è prodotto da Salma Hayek che appare anche in qualche puntata.

Segnaliamo questa farse che ha detto America Ferrera, bravissima interprete dell'attuale serie:

 “Le donne ispaniche sono belle con le loro curve, ma Hollywood non la pensa così. Magari non ti chiedono di perdere chili per una parte, però non ti danno un ruolo e non sai perché. Ma è sempre meglio che distruggersi fisicamente solo per apparire in un film”

America Ferrera nel 2002 è stata anche la protagonista della commedia " le donne vere hanno le curve ".

Bellissimo film, lei si batte per essere accettata per quello che pensa e non per il suo aspetto fisico, perde la verginità, si innamora, litiga con la madre che la vorrebbe scema e sposata ed infine lascia la casa.

Accetta una borsa di studio e vola a New York. Finalmente felice. Bel film, consigliatissimo per tutti gli appassionati di Ugly Betty.

Brava America  ... un bacio da tutti i maialini.it

... ed ecco le sue foto non truccata da cozza

 


E’ arrivata anche in Italia Betty la brutta, Ugly Betty. E io sono contenta come una Pasqua.

Ne hanno trasmesso una puntata fino a ora ma è già in lista per diventare il mio nuovo telefilm preferito, dopo Friends e Ally McBeal che sono finiti ormai tre anni fa.

Hanno lasciato un vuoto incolmabile. Ma non voglio riaprire ferite del passato. Voglio parlare di Betty. Betty Suarez trova lavoro per la popolare rivista Mode.

In sostanza. Il requisito principale delle dipendenti del superficiale Daniel, nuovo direttore della rivista, ruolo donatogli dal padre, è quello di essere strafighe. Betty non lo è.

Poi si scoprirà che il padre del capo ha premuto per far assumere Betty proprio perché il figlio non fosse tentato di portarsi a letto anche la segretaria.

Tralasciamo pure il commento che Daniel si classifica in quella numerosissima categoria maschile denominata “stronzi”.

Io Betty la adoro. Perché è umana. È vera. È reale. Non è bella, è vero, ma dotata di una dolcezza e di un’intelligenza indubitabile. Io mi trovo molto in lei, quando ero ragazzina le assomigliavo pure.

Abbiamo molte cose in comune. Gli occhiali ce li avevo anche io (ce li ho ancora a dire il vero, ma l’avvento delle lenti a contatto ha cominciato il suo corso), l’apparecchio ce l’avevo anche io, sopra e sotto.

In più di Betty avevo pure il busto alla schiena per una forma di scoliosi. Si, pensatelo pure a voce alta. Una discarica umana! Avevo un sacco di piccoli problemi. L’ho capito dopo che erano problemi piccoli, ma all’epoca non è stato facile.

Per me e ancora meno per mia madre. Lei faceva tutto per il mio bene e io non capivo. Non la ringrazierò mai abbastanza. Poi mi sono ripresa. Via gli occhiali. Via l’apparecchio. Per la cronaca, ho dei denti drittissimi. Via pure il busto. Sono tornata alla normalità. Io penso spessissimo a quando assomigliavo a Betty. Tutti i giorni.

Naturalmente non ero felice, mi guardavo intorno e vedevo le mie coetanee sempre perfette che sembravano fossero appena uscite da un’ospitata a Buona Domenica. In più avevo un carattere che non era il massimo della socievolezza. Ma quello ce l’ho ancora.

Mia mamma mi ha soprannominato “Zribonazza”. Traduco: “Cinghialotta”. Tutti conosciamo la simpatia e la disponibilità del cinghiale. Guardando la puntata di Betty è come se mi fossi rivista. Con l’insicurezza dovuta anche all’aspetto e con la più sbagliata delle idee in testa, quella che se non appari non sei nessuno.

Poi il tempo passa. E il cervello comincia a funzionare un po’ meglio, dato che nel periodo dell’adolescenza va completamente in vacanza.

Ieri giravo per i siti internet. Ho letto che l’attrice Keira Knightley non si piace e sogna di essere come la Bellucci. Io le consiglierei di cominciare a mangiare. Poi ho trovato le foto di Pamela Anderson senza trucco. E anche quelle di Alicia Silverstone. E anche quelle di un migliaio di altre dive di Hollywood. Cercatele su internet e poi ditemi pure che ne pensate.

Ora ho capito. L’apparenza conta ma solo in quella parte di mondo dove le persone che ci abitano hanno il cervello marcio. E se non c’è la bellezza un buon visagista non è poi difficile da trovare.

Io faccio il tifo per Betty, per tutte quelle come lei e anche per me che le assomigliavo. Faccio il tifo per le persone normali, che non passano le ore a truccarsi anche per andare a comprare il pane pur di non sfigurare.

Faccio il tifo per le persone reali insomma.

Quelle che nelle foto non vengono ritoccate e che sono bellissime così. Alla faccia delle dive.

Sara staff maialino.it

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